Nuova direttiva comunitaria per la tutela dell'avifauna selvatica.
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postato da gruppodinterventogiuridico [19/11/2009 18:46]
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ci sono anche le nostre e-mail, tante.
da La Nuova Sardegna, 20 novembre 2009 Un'alluvione di mail per la campagna «Salviamo l'acqua». Il comitato che martella i parlamentari. SASSARI. Loro ci sono e non stanno in silenzio. Tutt'altro. Già da un mese martellano i parlamentari con una valanga di mail: al punto che durante l'ultima seduta alla Camera «l'onorevole Gasparri è stato praticamente costretto a dire che il comitato nazionale per l'acqua pubblica contesta duramente la privatizzazione del servizio idrico». Antonio Canu, portavoce del gruppo sassarese, replica a Marco Fumi, il consigliere d'amministrazione di Abbanoa che ha espresso stupore per la mancata levata di scudi. «Fumi non è informato - dice Canu -. Non sa che con la campagna nazionale "Salviamo l'acqua" abbiamo raccolto 52mila firme in un mese. E non sa che decine e decine di comuni ribelli condividono la nostra battaglia». Una lotta diversa rispetto a quella del 2005: «Allora noi non protestavamo contro Abbanoa, la nostra campagna era contro le spa che gestiscono il sistema idrico, che non può diventare un servizio di interesse economico. Ma Abbanoa, spa in house, è il minore dei mali: il pericolo vero è la scalata dei privati. È questo che dobbiamo evitare». vai al post
gruppodinterventogiuridico:
da La Nuova Sardegna, 20 novembre 2009
«Ma prima c'erano 70 enti con tariffe diverse» Mannoni difende le scelte: resta la mano pubblica e una gestione più efficiente. CAGLIARI. Ad Abbanoa sono tranquilli perché c'è la convinzione che il deficit di bilancio della società sia dovuto alla scarsa liquidità ma che sostanzialmente il rosso non è poi così drammatico. La cassa, è vero, è spesso a secco ma anche per la fatica che la società sta facendo nel raggiungere gli utenti in debito (e disavvezzi per decenni al pagamento delle bollette idriche). Alla Regione, poi, c'è la certezza che l'operatività del gestore unico si potrà e si deve migliorare ma certamente non si può rimpiangere «la foresta pietrificata», cioè quella miriade di una settantina di Enti che per troppi lustri hanno governato l'acqua in Sardegna applicando tariffe disparate a seconda dei territori e dei gestori. L'ex assessore ai Lavori pubblici Carlo Mannoni che peraltro è stato uno degli artefici della creazione di Abbanoa, è sicuro della bontà di quell'iniziativa: «L'acqua è un bene primario», afferma, «e tale resterà. Abbanoa, poi, aveva come obiettivo quello di proteggere i consumi più bassi e colpire quelli più elevati». E quindi ricordando le polemiche furibonde che ci furono attorno alla privatizzazione, (e che ci sono ora nella stessa misura dopo l'approvazione alla Camera del disegno di legge Salvainfrazioni), Mannoni spiega: «Non esiste la privatizzazione di un bene primario: l'acqua resta pubblica perché gli enti mantengono il capitale ma la gestione è più efficiente e con meno sprechi». In sostanza il servizio doveva essere affidato a un soggetto che potesse garantire le migliori condizioni di efficienza e di costo. La riforma del governo lascia all'isola la possibilità di confermare l'impianto di Abbanoa. Certo la Regione deve prendere in mano la situazione perché l'Autorità d'ambito, l'organismo nato per far rispettare il piano di gestione del servizio idrico integrato, risulta commissariato. Il commissariamento coincise con le ultime elezioni e da allora non è stata messa mano all'Autorità d'ambito, indispensabile, ad esempio, per le tariffe che sono di competenza di quell'organismo. Uno strano destino quello della Sardegna, chiamata a fare da apripista per molti provvedimenti nazionali: lo era stata per il digitale terrestre che solo ora è arrivato nel Centro Italia, con molto disappunto per i disagi che nell'isola sono stati già affrontati, e lo è stata anche per la riforma dei servizi pubblici locali con la privatizzazione dell'acqua. vai al post
gruppodinterventogiuridico:
da La Nuova Sardegna, 20 novembre 2009
Tutti i buchi di Abbanoa: perduta metà dell'acqua ignoto il 15% degli utenti. (Silvia Sanna) SASSARI. La rete colabrodo perde per strada almeno il 45 per cento dell'acqua. Lungo i 13mila chilometri di tubi e condotte si volatilizza quasi la metà dell'investimento fatto da Abbanoa. Che quell'acqua l'ha acquistata allo stato grezzo dall'Enas, l'ente regionale che gestisce dighe e invasi. Da lì il primo passaggio nei potabilizzatori, dove viene depurata, poi l'immissione in una rete di distribuzione decisamente malconcia. Le perdite sono a carico di Abbanoa, che paga lo scotto anche per la bassa densità di popolazione in parecchie fette di territorio, dove l'acqua, invece che sgorgare dai rubinetti nelle case, va a dissetare i campi. La spa è nata con un handicap difficile da superare. Una eredità pesantissima e sottovalutata dall'Ato (l'ambito unico territoriale) quando nel 2002 preparò il piano industriale. Nella radiografia delle spese e delle entrate, il 45 per cento delle perdite non venne preso in considerazione. Oggi, per evitare gli sprechi sfrenati e iniziare a fare quadrare i conti, serve un investimento che sfiora i 500 milioni di euro. Dei fondi Por (350 milioni) messi a disposizione dalla Comunità Europea e vincolati al rifacimento delle reti e degli impianti, si parlava già nel 2004: con cadenza annuale l'Ato avrebbe dovuto programmare gli interventi per ricevere le somme di volta in volta necessarie. Il ritardo nella programmazione è spaventoso. Al momento Abbanoa ha messo in cantiere 191 interventi, tra collettori, reti fognarie, reti idriche, acquedotti e potabilizzatori, per una spesa complessiva di circa 481 milioni di euro. Di questi, 311 milioni sono destinati ai primi 124 interventi, che secondo i piani potrebbero essere appaltati entro il primo semestre del 2010. Gli altri 167 milioni copriranno i rimanenti 67 interventi, per i quali l'appalto non è previsto prima della fine del 2010. Una grossa fetta della torta sarà riservata ai depuratori. Oltre il 30 per cento di quelli attuali, in totale 364, avrebbe bisogno di una massiccia messa a punto: moltissimi quelli inadeguati, frutto di grossolani errori progettuali. Il dito è puntato contro le scelte compiute dai Comuni. Prima della nascita di Abbanoa erano almeno un centinaio quelli che gestivano il servizio idrico in totale autonomia. E spesso, nella fretta di perdere i fondi, finivano per mettere in cantiere opere concepite male e fuori norma. In molti casi anche inutili doppioni, costruiti a una manciata di chilometri l'uno dall'altro, ognuno chiamato a servire un piccolo spicchio di territorio. Sino a quando la rete colabrodo non sarà sostituita da un sistema efficiente (in grado di contenere le perdite entro la soglia accettabile del 20 per cento), Abbanoa non potrà uscire dal passivo cronico. Anche perchè alle perdite cosiddette fisiche, si sommano quelle amministrative: c'è un 15 per cento di utenti che utilizza regolamente l'acqua ma non sborsa neppure un euro. Sono i consumatori fantasma, quelli non segnalati nelle liste anagrafiche passate ad Abbanoa dai comuni. Che, di fronte alla richiesta di elenchi aggiornati, in parecchi casi tergiversarono: quasi tutti consegnarono le liste solo alla fine del 2006. Il ritardo ebbe una conseguenza pesante per i conti di Abbanoa: le prime bollette furono emesse solo nel 2007, il mancato introito portò a una esposizione bancaria che nel primo anno di attività della spa sfiorò i 70 milioni di euro, a fronte dei 10 previsti dal piano d'ambito. Nel 2009 l'indebitamento bancario supera i 200 milioni di euro e le perdite raggiungono il 60 per cento. Per controbilanciare lo squilibrio, Abbanoa può fare affidamento solo sulla tariffazione, nella quale però le perdite non incidono. Dispersione dell'acqua ed esercito di furbetti non possono infatti intaccare le tasche degli utenti: i clienti pagano solo l'acqua che arriva nel contatore della loro abitazione o attività commerciale. Se Abbanoa dovesse chiudere bottega e lasciare posto a un gestore privato, le cose potrebbero cambiare. In attesa di poter contare su reti di distribuzione e impianti efficienti, il nuovo padrone potrebbe decidere di fare quadrare i conti chiamando in causa i cittadini. Che attualmente rispondono solo per le perdite a valle del loro contatore. Se l'autoclave gira male, se nel pompaggio verso gli appartamenti il meccanismo si inceppa, Abbanoa presenta il conto in bolletta. E nella maggior parte dei casi (come dimostra la valanga di ricorsi) si fa fatica ad accettare che la colpa non sia del gestore: un ente poco amato, che arranca tra difficoltà e disservizi e fa fatica ad acquistare autorevolezza. vai al post
gruppodinterventogiuridico:
A.G.I., 20 novembre 2009
ACQUA: SCILIPOTI (IDV), FAREMO REFERENDUM ABROGATIVO. Roma, 20 nov - "La decisione da parte della maggioranza e' stata ormai presa, approvare la privatizzazione dell'acqua senza alcuna possibilita' di discussione". Cosi' l'On. Scilipoti in merito all'approvazione, da parte del Governo, del decreto Ronchi. "Nasce spontanea una riflessione: prima di parlare di acqua si deve capire quello che si sta delineando in Italia e nel Mondo. All'interno della societa' civile - dice Scilipoti - convivono due grossi blocchi in contrasto; il primo quello piu' forte, parla di produttivita', di profitto e di ritorno economico, l'altro molto piu' debole, non ha la forza di farsi sentire, soprattutto perche' non e' ben rappresentato da quei politici che dovrebbero dargli voce. Alla luce di tutto cio' ritengo inconcepibile parlare di acqua come bene pubblico ed al contempo di gestione privata della stessa. Il gruppo Italia dei Valori ha valutato come unica possibilita' rimasta - conclude Scilipoti - quella di organizzare un referendum abrogativo, con il maggior numero di convergenze possibili, per una battaglia di democrazia e di giustizia sociale a favore dei cittadini". vai al post |
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postato da Bruno Caria [16/11/2009 16:51]
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postato da Stefano Deliperi [15/11/2009 20:24]
A Cagliari ...
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postato da Bruno Caria [15/11/2009 19:38]
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postato da Stefano Deliperi [14/11/2009 20:12]
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postato da Stefano Deliperi [14/11/2009 16:53]
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postato da Ufficio stampa L.A.C. [13/11/2009 17:04]
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postato da Stefano Deliperi [12/11/2009 23:20]
Continuano incessanti i frenetici ...
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postato da Stefano Deliperi [12/11/2009 22:42]
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postato da Uff. stampa L.A.C. [12/11/2009 17:04]
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postato da Juri Iurato [12/11/2009 16:29]
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postato da Bruno Caria [12/11/2009 16:19]
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postato da gruppodinterventogiuridico [11/11/2009 17:59]
Riceviamo e ...
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postato da Stefano Deliperi [10/11/2009 18:11]
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postato da gruppodinterventogiuridico [10/11/2009 17:15]
La Procura ...
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postato da gruppodinterventogiuridico [09/11/2009 20:37]
Dedicato a tutti ...
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postato da Stefano Deliperi [09/11/2009 17:10]
Dopo i chioschetti ...
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