Alleanza per la monnezza.
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La saga politica della monnezza campana. Spese e sprechi. Un interessante inchiesta de L'Espresso, con un solo appunto: in realtà qualche condanna c'è stata. Gruppo d'Intervento Giuridico
da L'Espresso, 17 gennaio 2008 La grande alleanza rifiuti. Da Forza Italia ai Ds. Passando anche per Udeur e An. Così il business della spazzatura ha coinvolto le forze politiche. Tra appalti milionari e posti di lavoro. Gianluca Di Feo
Provate ad immaginare l'autista di un camion della spazzatura con un super-minimo di 1.500 euro in busta paga: sì, tutti i mesi l'extra garantito che gonfia lo stipendio, come si concede in genere ai top manager delle aziende private. Nell'esercito di netturbini che negli ultimi quindici anni è prosperato in Campania si può trovare persino il super-minimo che trasforma il dipendente comunale in un privilegiato di lusso, mentre tutto intorno lievitano montagne di rifiuti. È un episodio che non sorprende. La Commissione parlamentare d'inchiesta ritiene che per l'immondizia di ogni cittadino campano ogni anno si spendano 134,79 euro: di questi, ben 60 finiscono nelle paghe di spazzini e autisti. Moltiplicateli per 5.790.000 abitanti della Regione e avrete un'idea dello spreco: 350 milioni di euro ogni anno solo per mantenere chi dovrebbe fare pulizia, creando un enorme serbatoio di consenso sociale. Prosperato grazie all'interesse di camorra e partiti, i lanzichenecchi del sacco di Napoli. Se si vuole tentare di capire l'emergenza perenne che domina la Campania dei cassonetti, bisogna immaginare un'enorme clessidra. In alto c'è il Commissariato di governo, che gestisce i megafondi per porre riparo alla situazione. In mezzo, come la strettoia, c'è la Fibe: l'azienda della famiglia Romiti che avrebbe dovuto trasformare i rifiuti in energia. Ma in realtà come la sabbia della clessidra i finanziamenti piovono soprattutto in basso, arricchendo gli enti locali riuniti nei consorzi che inghiottono fino a 600 milioni l'anno. Soldi che spariscono lì. E non è che quando la sabbia finisce, lo Stato capovolge la clessidra e costringe gli enti locali a trovare la soluzione. No. Finora dal 1994 si è andati avanti di crisi in crisi, per poi sotterrare montagne di scorie e di denaro. Quanto? Cifre astronomiche, che sfuggono a ogni contabilità: si parla di otto miliardi. Tutti sprecati. Perché ora Gianni De Gennaro dovrà ricominciare da zero. Un disastro. Per il quale finora nessuno ha pagato: nessuna condanna penale, civile o erariale. Nessuna responsabilità politica. Possibile che non ci siano colpevoli? Sacchetti azzurri. Antonio Bassolino apre lo scaricabarile: tutti i governi, nazionali o campani, di destra o di sinistra hanno fallito. Ma se quasi tutti i partiti, a Roma o a Napoli, hanno trovato un modo per sfruttare la crisi, ci sono alcuni leader e alcune formazioni che difficilmente possono dirsi estranee. Per parole, opere e omissioni. E per riuscire ad arrivare a qualche conclusione conviene partire dal fondo della clessidra, da quella rete di consorzi comunali che raccolgono la spazzatura e gestiscono discariche, elargendo assunzioni e commesse. Un giacimento in cui Forza Italia ha pescato a man bassa. L'unico presidente di consorzio finito in manette è Giuseppe Valente, ex numero uno del partito a Mondragone, che ha dichiarato di avere assunto l'incarico su designazione del coordinatore regionale, l'onorevole Antonio Cosentino. I verbali della procura antimafia lo descrivono mentre crea appalti "tagliati su misura" in cambio di mazzette. E poi accompagna gli imprenditori ad incontrare boss al soggiorno obbligato per discutere la quota assegnata alla camorra. Ma al partito di Silvio Berlusconi facevano riferimento due protagonisti del business dei rifiuti, che si sono riciclati più in fretta delle ecoballe. Il riciclato di Mastella. Il più pesante è Nicola Ferraro da Casal di Principe: tessera azzurra e parentele così ingombranti da fargli negare il certificato antimafia, con la sua azienda EcoCampania ha macinato per anni appalti in quei comuni casertani diventati il regno dei padrini casalesi. Un'inchiesta celebre, citata poi in libri e atti parlamentari, indicava una delle gare vinte dall'EcoCampania come modello del potere di controllo dei casalesi. Ma Ferraro non ha mai ricevuto contestazioni penali. Dopo una lite proprio con Valente ha stracciato la tessera di Forza Italia e ceduto ogni ruolo nell'azienda dei rifiuti. Per dedicarsi alla politica a tempo pieno. Clemente Mastella lo ha accolto a braccia aperte nell'Udeur, nominandolo segretario provinciale a Caserta: non è arrivato in Senato per pochi voti, ma si è insediato nel consiglio regionale dove presiede la commissione sicurezza. Al ministro poco importa di quel certificato antimafia negato e dei familiari condannati. "Lui ha sempre smentito", ha dichiarato il Guardasigilli a 'L'espresso': "Un conto è il dato provato. Un conto è che ti affibbiano delle cose di cui tu non sei responsabile". La Quercia tra i rifiuti. Sotto il Campanile dell'Udeur negli ultimi mesi ha trovato rifugio un altro protagonista delle inchieste giudiziarie: Angelo Brancaccio, fino a un anno fa uomo forte dei ds nel casertano che ha cambiato partito dopo il recente arresto. Sindaco, consigliere regionale e candidato al Senato per la Quercia. Il suo slogan? 'La politica che fa. In Regione con Bassolino più forti'. È stato lui a offrire una tessera diessina ai nuovi signori dei rifiuti, i fratelli Orsi, gli imprenditori emergenti che avevano spodestato Ferraro. Anche gli Orsi originariamente militavano in Forza Italia, ma poi cambiano casacca per conservare gli affari. E nella sezione di Brancaccio una tessera rossa non si negava mai, nemmeno ai familiari dei latitanti. Un copione che in una Campania governata dal centrosinistra non è infrequente. I comuni 'rossi' sciolti per camorra sono almeno una decina. In tutta la regione dal '91 i municipi commissariati per infiltrazioni mafiose sono stati 59: lo scorso anno nel napoletano 83 amministrazioni su 92 erano 'monitorate' dalla prefettura. Perché è partendo dagli enti più piccoli che boss e politici si possono tuffare nella pancia della clessidra, lucrando su quella pioggia di milioni gettati nella monnezza. Lì l'unica raccolta differenziata è quella dei voti e delle mazzette: i primi vanno ai partiti, le seconde soprattutto ai padrini. Una torta così ricca che non conveniva litigare. Tanto che Brancaccio e uno dei leader di Forza Italia, Paolo Romano, propongono una gestione bipartisan: "I rifiuti sono di tutti, un patrimonio comune". Che altro dire? El Fibe de oro. Nulla di rilevante. Alla fine gli unici protagonisti sotto processo sono la Fibe e Bassolino. A più di sette anni dalla concessione, che ha affidato tutta la questione campana all'azienda del gruppo Impregilo, allora nelle mani della famiglia Romiti, i risultati sono desolanti. Gli impianti che devono trasformare la spazzatura in combustibile ecologico non hanno mai funzionato. Da mesi - sostiene la Commissione parlamentare - non si riesce nemmeno a fare la manutenzione ordinaria. Ora l'unica strada pare la chiusura, nella speranza di inventare un modo per renderli capaci di funzionare. Il completamento del termovalorizzatore di Acerra slitta di anno in anno: ma senza vero combustibile, rischia solo di diventare un colossale inceneritore con veleni difficili da domare. L'altra centrale, quella di Santa Maria La Fossa, forse non nascerà mai. Lo spreco? Settecento milioni. Il Commissario ha fatto una sua causa civile: vuole un miliardo per il danno di immagine. Impregilo replica: è tutta colpa dei governi e pretende 1.700 milioni dallo Stato. La causa è del 2005: la prima udienza ci sarà il 23 maggio. Chissà se per quella data le strade della Campania saranno tornate pulite. Emergenza in cifre.* 360.000 le tonnellate di rifiuti in Campania al 15 gennaio, tra spazzatura nelle strade ed ecoballe non smaltite.
(foto da www.ansa.it) |
commenti
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ma si può sapere che cosa vogliono???? Che ripuliscono a fare se poi ci mettono fuoco di nuovo???
ANSA,3/2/08 Registrati nella notte tra Napoli e provincia. Rifiuti: oltre 50 roghi spazzatura. (ANSA) - NAPOLI, 3 FEB - Oltre cinquanta roghi di spazzatura sono stati registrati nella notte tra Napoli e provincia. Ancora superlavoro per i vigili del fuoco chiamati a intervenire per spegnere incendi di immondizia che, anche da un mese, sono abbandonati nelle strade del Napoletano; di nuovo in difficolta' Napoli dopo che nei giorni scorsi erano state azzerate le giacenze di spazzatura in strada. |
| postato da freak il 03/02/2008 13:50 | |
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di Raffaello Ugo da www.manifestosardo.org
Sono tempi piuttosto bui. Mentre nel nostro parlamento omini verdi combattono ferocemente tra loro per motivi sconosciuti, guardando in alto si possono chiaramente vedere nubi di fuoco che si addensano. Non esiste un'emergenza rifiuti. E' stato già fatto notare come l'emergenza sia qualcosa di momentaneo mentre quello che stiamo vivendo in questi giorni si inquadra in un problema di tipo sistemico. Non si può risolvere il problema dei rifiuti se non si risolvono alcuni problemi a monte e non si può sperare che questo non provochi a discesa una catena di conseguenze. Siamo di fronte a scelte da cui dipende il futuro del mondo. E siamo soli. E' meglio rimboccarsi le maniche. E lasciar perdere gli inceneritori. Chi li sostiene o è in malafede o non sa di che parla. Il problema dei rifiuti fa parte di una catena che ha un inizio e un termine ed è indispensabile che l'inizio e il termine della catena coincidano per dare origine a un circuito virtuoso. La natura non produce rifiuti.RIDURRE. E' inutile trattenersi sulle caratteristiche patologiche del nostro acquistare ma sarebbe opportuno che ognuno si procurasse una copia della "Guida al consumo critico" e prendesse nota di tutti gli acquisti sbagliati di questi anni. Andare al supermercato ha ormai lo stesso valore di una vera e propria guerra di trincea. Ci dicono che acquistare merci fa aumentare il Pil ma il Pil non è mai stato un indicatore di benessere e non esiste in natura un progresso senza limiti. Ridurre gli acquisti ridurrebbe drasticamente anche la quantità di rifiuti da smaltire.RIUTILIZZARE. Un tempo gli oggetti venivano riparati. Adesso, col costo del lavoro pari a zero, comprare un elettrodomestico nuovo costa meno che farlo riparare. Il che non ha senso. Il più delle volte il guasto è un problema banalissimo e se solo avessimo un minimo di manualità e attenzione potremmo risolverlo da noi. Ma non abbiamo il tempo perché il tempo del lavoro ci assorbe ed è un tempo che serve per per pagare servizi di cui potremmo occuparci noi stessi se solo ne avessimo il tempo. Potremmo addirittura scoprire che intorno a noi ci sono altri esseri umani con esigenze e aspettative simili alle nostre. Che hanno bisogno di noi e di cui noi abbiamo bisogno. E che potrebbero scambiare con noi capacità e conoscenze secondo una logica tipica delle società umane e che viene sintetizzata perfettamente dalle banche del tempo.RICICLARE. La carta e il cartone costituiscono circa il 40% dei nostri rifiuti e il retro dei fogli di carta è una superficie immacolata su cui potremmo ancora scrivere, prendere appunti. Ridurremmo del 50% la quantità di carta con benefici evidenti sulle foreste, sui rifiuti e sull'inquinamento. Le bottiglie di plastica per l'acqua andrebbero dimenticate poiché costituiscono quasi il 10% dei rifiuti. L'acqua del rubinetto è potabile, più sicura dell?acqua in bottiglia e non consegnerebbe alle multinazionali il controllo assoluto su una risorsa vitale indispensabile. Lasciare la caraffa aperta per mezz'ora elimina ogni traccia del sapore di cloro. Le lattine, costituite da materiale costoso, altamente inquinante e energivoro, andrebbero abbandonate o quantomeno recuperate per produrre nuove lattine. Per quanto riguarda il vetro non è neanche il caso di sottolinearne le qualità e la necessità di riutilizzarlo per produrre nuovi contenitori. I resti della cucina e del giardino non chiederebbero altro che di tornare alla terra come compost.RECUPERARE. In realtà il rifiuto è proprio l'ultimo segmento, la parte irriducibile degli oggetti che buttiamo via. Ed è frutto di una progettazione industriale indifferente allo spreco. Quando buttiamo un televisore, un computer, un telefonino, gettiamo via una quantità enorme di ottimo materiale altamente inquinante che potrebbe essere recuperato per tornare a far parte di nuovi televisori, computer, telefonini. Basterebbe che i prodotti venissero smontati (nuovi posti di lavoro) e i loro componenti riutilizzati tali e quali. Solo i bambini sono in grado di apprezzare appieno la propria cacca e hanno infatti un sentimento di perdita quando sono costretti ad abbandonarla per sempre. Gli adulti invece non hanno nessuna paura di produrre rifiuti mentre dovrebbero averne. Forse essere veramente solidali significa semplicemente lasciare le cose come le abbiamo trovate a chi verrà dopo di noi. Se è ancora possibile. |
| postato da Raffaello Ugo il 02/02/2008 13:51 | |
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la dice lunga! e ora chi pagherà?
AGI, 31/01/2008 PER LA CRISI IN CAMPANIA. RIFIUTI: ARRIVA IL SECONDO RICHIAMO DALLA UE. La Commissione europea ha inviato all'Italia un parere motivato, seconda tappa della procedura di infrazione, per la situazione dei rifiuti in Campania. L'iniziativa e' l'ultimo passaggio prima del deferimento del caso alla Corte di Giustizia europea. |
| postato da simo il 31/01/2008 22:50 | |
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A.N.S.A., 29 gennaio 2008
RIFIUTI, DILAGA LA PROTESTA. DE GENNARO: NON SI VA AVANTI. (di Massimo Nesticò) "Così non andiamo avanti". Il commissario straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania, Gianni De Gennaro, sta parlando in audizione alla Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti quando gli arrivano le notizie degli scontri e delle proteste a Marigliano, ad Ariano Irpino, a Giugliano. E la reazione è secca: nella regione, spiega, "c'é una crisi di nervi, ma tutte le mediazioni sono state attivate, le rivolte sono un nonsenso". HO ASCOLTATO TUTTI, PREVALGA BUON SENSO - A Marigliano, ricorda De Gennaro, "ho attivato tutte le mediazioni, ho ascoltato tutti prima proprio perché non ci fosse dissenso sociale, sono state accolte le richieste del sindaco. Se c'é la rivolta lì, se c'é a Difesa Grande e a Santa Maria La Fossa (altri siti dove è prevista la riapertura di discariche, ndr), non è più un problema del commissario straordinario". L'auspicio è quindi che "prevalga il buonsenso. Io ho adottato il metodo del confronto e ascolto delle comunità locali. Da qualche parte quelle tonnellate di rifiuti le devo mettere. Occorre evitare che quel poco di deciso venga ostacolato, perché poi la protesta si diffonde e diventa un nonsenso". SERVONO SOLDI PER EMERGENZA - De Gennaro bussa poi a denari. "Ho bisogno - spiega - di soldi per questa emergenza". E fa i conti: "io dispongo di 20 milioni di euro, che sono una cifra iniziale, che mi verrà incrementata a seconda delle necessità, ma i costi sono notevoli". Basti pensare, aggiunge, "che il sito di stoccaggio provvisorio di Ferrandelle costa 25 milioni di euro. Servono quindi soldi". Intanto, oltre al commissario liquidatore, che dovrà risolvere tutte le pendenze delle gestioni dell'emergenza fino alla data della nomina dell'ex capo della polizia, un'altra struttura affiancherà il prefetto occupandosi della gestione ordinaria del ciclo dei rifiuti, consentendo a De Gennaro di dedicarsi solo all'emergenza. BENE AIUTO REGIONI MA NON BASTA - Il commissario fa quindi un bilancio delle sue prime due settimane di lavoro, "Dal 14 gennaio scorso ad oggi - rileva - abbiamo movimentato 100 mila tonnellate di rifiuti in Campania, di cui 11.100 verso altre regioni. Questi ultimi - sottolinea - di fronte alle 250.00 tonnellate di spazzatura che stanno in strada sono un quantitativo irrilevante, ma è sempre un aiuto utile". VERSO EXPORT RIFIUTI - E, tra le ipotesi, si affaccia anche lo smaltimento all'estero. "Sono in contatto - fa sapere l'ex capo della polizia - con il nostro ambasciatore a Berlino, che ha in programma una riunione con imprenditori del settore. Attendo indicazioni". De Gennaro spiega che "sono tantissime le richieste che ci sono arrivate da altri Paesi, con navi che si offrono di trasportare tonnellate di rifiuti ed altro, ma io non le prendo in considerazione se non hanno gli standard che offre, ad esempio, un Paese come la Germania". PARTE RACCOLTA DIFFERENZIATA STRAORDINARIA - Per ridurre la quantità di rifiuti prodotta quotidianamente dalla Campania (7.200 tonnellate), nota il prefetto, serve anche aumentare la differenziata e domani partirà così una raccolta differenziata straordinaria ad Avellino (che attualmente differenzia solo l'8%). La stessa cosa dovrà poi avvenire a Napoli ed altrove. Per i Comuni inadempienti nel servizio saranno nominati commissari ad acta, come prevede l'ordinanza. In provincia di Napoli, il commissario ammette la difficoltà a reperire un sito per una discarica. La legge, osserva, "mi indica Terzigno, non so se sarà un'unica soluzione, io penso a siti aggiuntivi". Proprio per l'avviamento dei lavori per i siti di smaltimento, De Gennaro ha in programma incontri con i sindacati. "Se non avrò risposte - dice - mi rivolgerò a società fuori dalla Campania. Io ho bisogno di turni di lavoro di 16 ore anziché 8". Entro il 5-6 febbraio, assicura infine, saranno disponibili i siti di stoccaggio provvisorio e le discariche individuate". |
| postato da gruppodinterventogiuridico il 30/01/2008 00:44 | |
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..e mo' arriva pure Masaniello...
A.N.S.A., 28 gennaio 2008 Il 'munnezza day' si svolgera' il 23 febbraio. Rifiuti: Grillo organizza l'M-day. NAPOLI, 28 GEN -Si chiamera' la 'giornata del rifiuto' o M-day(munnezza day),la manifestazione organizzata a Napoli dal meetup di Beppe Grillo il 23 febbraio.Sul blog del comico genovese gia' vanno avanti i preparativi per organizzare la manifestazione di protesta e su youtube e' in rete un spot che ha per protagonisti un sacchetto 'condannato all'incenerimento' e un pulcinella arrabbiato per il perdurare dell'emergenza. Il 23 si raccoglieranno firme per chiedere di avviare la raccolta differenziata porta a porta. CERCOLA (NAPOLI), 28 GEN - Proseguono blocchi e proteste da parte dei cittadini esasperati nel napoletano a causa dell'emergenza rifiuti. Aumentano i cumuli a Cercola e S.Giorgio a Cremano. Caserta attende entro febbraio la prima piazzola del sito di stoccaggio a S.Maria la Fossa. Arriva l'esercito a Sant'Anastasia per la raccolta: i cittadini ringraziano. Intanto, le discariche e i siti di stoccaggio provvisorio indicati dal commissario apriranno entro l'inizio della prossima settimana. |
| postato da gruppodinterventogiuridico il 28/01/2008 21:50 | |
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A.N.S.A., 27 gennaio 2008
RIFIUTI, E' RIVOLTA CONTRO PIANO DE GENNARO. L'emergenza rifiuti non allenta la morsa sulla Campania, in particolare sulla provincia di Napoli. Nella notte sono stati oltre sessanta gli interventi dei vigili del fuoco per spegnere i cumuli di spazzatura in fiamme, soprattutto nel vesuviano e nel quartiere di Pianura. Oltre centocinquanta i roghi nelle ultime 24 ore. Intanto a Marigliano continua la protesta dei cittadini che si oppongono alla riapertura della discarica, prevista dal piano De Gennaro: bloccati l'asse stradale Nola-Villa Literno e la rampa d'accesso al centro commerciale 'Vulcano Buono'. I pompieri stanno affrontando la situazione di emergenza con turni doppi di 24 ore e con l'ausilio di tre squadre giunte da Latina, Roma e Foggia. A differenza delle altre fasi di emergenza, i roghi vengono appiccati anche in pieno giorno e le richieste di intervento arrivano continuamente e da zone diverse. La situazione resta molto difficile nei comuni del vesuviano. Nonostante si sia avviata una fase di raccolta straordinaria ad Ercolano l'immondizia invade ancora molte strade, così come a San Giorgio a Cremano, dove addirittura diverse automobili sono sommerse dai sacchetti accumulati nelle strade. Volontari dell'associazione nazionale carabinieri hanno allestito due isole ecologiche e raccolto numerosi sacchetti portati dai residenti. I comuni dell'hinterland più in affanno saranno al centro dell'azione dell'esercito nelle prossime 48 ore, assicura il commissariato. Del tutto diversa la situazione in 150 piccoli e medi comuni, i cui sindaci - in una lettera aperta al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano - sottolineano che esiste una parte della regione dove non si vive l'emergenza, grazie ad attente politiche rivolte all'incentivazione della raccolta differenziata che in alcuni piccoli comuni raggiunge il 90%. "Un milione e mezzo di campani hanno voltato le spalle all'emergenza - si legge nella lettera - siamo disposti a dare una mano". Sul fronte della protesta si prepara alla mobilitazione anche la cittadinanza di Ariano Irpino (Avellino) dove è prevista la riapertura della discarica di Difesa Grande. Martedì i cittadini del piccolo comune irpino si ritroveranno all'ingresso dello sversatoio. "I ribelli non siamo noi - dice il sindaco di Ariano Domenico Gambacorta - la nostra parte l'abbiamo già fatta". Anche la chiesa si attiva nelle parrocchie durante le celebrazioni domenicali, come a Quarto, dove i parroci hanno invitato i cittadini a impegnarsi a fare la raccolta differenziata". Non si placa neanche la polemica politica che vede all'attacco i leader nazionali del centrodestra. "Per l'Italia é un'immagine da terzo mondo", dice il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, mentre il leader di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini invita l'ex premier Prodi a scusarsi con i napoletani "che devono continuare a pagare la Tarsu". DE GENNARO, DISCARICHE SOLO CON GARANZIE SALUTE (di Mariano del Preite) Le discariche sono inevitabili per uscire dalla crisi. Il commissario Gianni De Gennaro lo ripete alle comunità in rivolta, ma con un preciso impegno: gli sversatoi saranno aperti solo con tutte le garanzie per la salute pubblica. In assenza di questi requisiti si cercheranno soluzioni alternative. "C'é la massima comprensione umana - dice l'ex capo della polizia, in un colloquio con l'ANSA - per situazioni di oggettivo disagio o malessere in cui alcuni cittadini potranno venirsi a trovare. Ma queste difficoltà contingenti sono comunque molto diverse dalle condizioni di assoluta drammaticità in cui altre comunità stanno vivendo". De Gennaro cita l'esempio di alcuni centri del Napoletano, cominciando da San Giorgio a Cremano, dove la spazzatura ormai raggiunge i piani medio-alti degli edifici. "Per affrontare queste emergenze ho chiesto a tutti solidarietà e partecipazione. Capisco il malessere di chi dovrà ospitare una discarica, ma bisogna pensare anche alle condizioni inaccettabili in cui vivono altri. Ho preteso e pretendo verifiche tecniche al massimo livello di competenza, prima di dare il via libera a un impianto. Se i controlli confermeranno l'esistenze di tutte le condizioni di sicurezza, allora e solo allora si andrà avanti. In caso contrario si cercheranno soluzioni alternative", è l'impegno del prefetto. Ieri, De Gennaro ha avuto incontri con le istituzioni locali a Benevento, stamane, ha visto il cardinale Sepe ed ha fatto il punto della situazione con la sua squadra di tecnici. Domani, altri sopralluoghi nelle zone che dovranno ospitare siti di stoccaggio. Mancano poco più di 100 giorni al 10 maggio, scadenza del suo mandato, ma il commissario non ha dubbi: la sfida può e deve essere vinta. "L'avere un tempo predefinito mi spinge a mettere in campo tutte le mie energie", assicura. In alcune zone della Campania "l'emergenza assoluta di 10-12 giorni fa comincia a scemare", ma ovviamente il cammino da fare é ancora lungo. Le discariche dovranno aprire, "lo farò o quantomeno avvierò in modo molto determinato i lavori". Il commissario seguirà tre criteri: anzitutto le indicazioni della legge che ha già individuato i siti, "ma cercando in ogni località le soluzioni migliori e meno problematiche per i cittadini". Poi, la rapidità di realizzazione e la capacità ricettiva: l'obiettivo è avere a disposizione il tempo che permetta alle istituzioni di avviare gli impianti per la gestione ordinaria del ciclo dei rifiuti. "Altrimenti - ragiona il prefetto - non avrebbe senso ripulire le strade sapendo che, al primo intoppo, si ripiomba nell'emergenza". Alle comunità che annunciano barricate, De Gennaro ricorda anche che le modalità di apertura delle discariche - tempo e quantitativi da accogliere - sono tarate su una esigenza massima: "Via via potrebbero emergere condizioni nuove che permettano di alleggerire certe realtà, e sarà mio interesse farlo". |
| postato da gruppodinterventogiuridico il 27/01/2008 22:51 | |





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