Basta con lo scempio dell’ex Ospedale Marino !

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico, raccogliendo numerose segnalazioni e richieste da parte di bagnanti (una ventina soltanto questa mattina !), hanno inoltrato un esposto (nota del 23 luglio 2006) al Sindaco di Cagliari, all?Assessore regionale dell?urbanistica, all?Assessore provinciale alla tutela dell?ambiente, ai Carabinieri del N.O.E., al Direttore generale dell?Azienda USL n. 8 ed alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per chiedere l?immediata bonifica ambientale e messa in sicurezza dell?area dell?ex Ospedale Marino, sul litorale del Poetto, di facile accesso anche per i numerosi bagnanti e particolarmente quelli in età infantile, dove si può verificare agevolmente una crescente discarica abusiva di detriti vari e rifiuti di vario genere (plastica, scatolame, bottiglie di vetro, ecc.), nonché l?evidente pericolosità della struttura in disuso, incustodita e priva di adeguata recinzione, nel pieno di un sito che si pretende balneare e turistico, tutelato con vincolo paesaggistico (art. 146, comma 1°, lettera a, del decreto legislativo n. 42/2004).
Infatti, in ogni caso l?abbandono ed il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo, nel suolo, nelle acque superficiali e sotterranee sono vietati dall?art. 14 del decreto legislativo n. 22/1997 e successive modifiche ed integrazioni: il sindaco competente dispone con ordinanza a carico del trasgressore in solido con il proprietario e con il titolare di diritti reali o personali sull?area la rimozione dei rifiuti ed il ripristino ambientale. Trascorso infruttuosamente il termine assegnato, provvede d?ufficio l?amministrazione comunale in danno degli obbligati. Già con ordinanza n. 264 dell?11 giugno 1996 il Sindaco di Cagliari dispose un provvedimento a carattere generale, rivolto a tutti i proprietari e/o detentori a qualsiasi titolo di terreni ordinandone la loro bonifica da sterpaglie, erbacce e rifiuti di ogni genere: in questo caso purtroppo senza alcun risultato apprezzabile.
Ora, a prescindere dalle discussioni sul futuro della struttura, (acquario, servizi terapici connessi al mare, demolizione ?) di proprietà regionale (realizzata nel 1937 come Colonia elioterapica ?Dux? per bambini, poi Ospedale civile, chiuso da una decina di anni), l?area non può continuare a costituire un vero e proprio pericolo ambientale ed igienico-sanitario in piena area balneare del Poetto.
Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico
(foto S.D., archivio GrIG)




Da venerdi 4 agosto l’ex Ospedale Marino è circondato, sul lato strada litoranea, da una rete metallica alta circa 2 metri. Sono state inoltre murate le aperture. I rifiuti, invece, rimangono. Almeno un minimo di sicurezza per i bagnanti. Ma, con tutta evidenza, è ancora troppo poco…..
cara Alessandra, grazie del tuo contributo. “Aliga” in cagliaritano vuol dire “immondezza”. E li ve n’è fin troppa…
inserisco un commento pervenuto da Alessandra Regalzi : “Molto interessante.
Quella che segue è la proposta di una che della Sardegna ha un’immagine da cartolina, non essendoci mai stata, purtroppo, con tutti i limiti che questo comporta.
La mia idea è:
- innanzitutto la messa in sicurezza della struttura (via calcinacci pericolanti, ferri e chiodi che spuntano e roba del genere);
- l’istituzione di un concorso a premi per chi raccoglie più rifiuti, li differenzia e li consegna alla più vicina “isola ecologica” (da noi le discariche si chiamano così…); i premi non dovrebbero essere in denaro, considerata la vacuità delle casse comunali denunciata dal sindaco Ruggeri, bensì in buoni da spendere negli esercizi commerciali e nelle strutture turistiche della zona (discoteche comprese, se ce ne sono);
- il Comune potrebbe contribuire organizzando e pubblicizzando a proprie spese il concorso e mettendo a disposizione sacchetti bio-degradabili per la raccolta della monnezza, che non credo costino un patrimonio;
- i premi invece potrebbero essere offerti dagli esercizi commerciali che aderiscono, i quali in cambio ne avrebbero pubblicità, maggiore affluenza e, chessò, un’etichetta tipo “Questo esercizio fa bella la Sardegna”….
Che ne dite ?
Tra le proposte di utilizzo dell’ex ospedale Marino, spero tanto che venga scartata quella di trasformarlo in acquario.
Se fosse per me, che amo le piante, lo trasformerei in un centro di formazione permanente di giardinaggio!
Alessandra Regalzi
LAC Torino
PS: cosa vuol dire ‘aliga’?”
da La Nuova Sardegna, 26 luglio 2006
Un tuffo al Poetto-pattumiera. Sporcizia e rifiuti, nella spiaggia dei centomila trionfa l?incuria. PABLO SOLE.
CAGLIARI. Archiviate – ma solo fino alla prossima puntata – le polemiche sul disastroso ripascimento che ha sfregiato la spiaggia dei centomila, sembra che il Poetto non abbia pace. Non bastava la sabbia grigio topo, che s?è impadronita dell?arenile dalla prima fino alla quinta fermata: basta una passeggiata per rendersi conto che il lungomare è un gigante malato, e sembra che nessuno abbia veramente intenzione di intervenire per evitare che la situazione diventi ancora più desolante. Ogni anno ci si trova di fronte ai problemi di sempre: sembra che le parole d?ordine siano incuria e disinteresse, quasi questa spiaggia fosse una propaggine malgradita della città. I mali del Poetto sono diversi, in primis i rifiuti, ma non bisogna dimenticare nemmeno quell?ammasso di mattoni e calcinacci chiamato Ospedale Marino. Durante il fine settimana la spiaggia sembra un immondezzaio a cielo aperto e il lunedì ci si rende conto di quanto incivili siano i bagnanti della domenica. Ma anche quelli del martedì o del venerdì: non passa giorno della settimana che buste di plastica, fogli di giornale, perfino scarpe e magliette logore facciano capolino sull?arenile.
Per non parlare di cicche, bottiglie di birra, bicchieri e tizzoni ardenti reduci da qualche falò della notte precedente. Intanto, l?anarchia regna sovrana. Alla faccia della tanto sbandierata ?Capitale del Mediterraneo?, che per il suo rilancio punta tutto sul turismo e non riesce nemmeno a mantenere pulita una spiaggia. E intanto, di turisti manco l?ombra, perché non puntano certo su questo lido violentato e semi abbandonato al suo destino. È però utile fare una piccola considerazione: se è vero che chi di dovere latita, è vero anche che combattere contro lo scarso rispetto riservato al Poetto dai bagnanti, risulta spesso impresa vana. E meno male che al fianco del Comune, nella pulizia dell?arenile, ci sono anche i titolari dei chioschetti: non sono pochi quelli che, a fine giornata, si armano di paletta e rastrello e tentano di rendere un po? di decoro alla spiaggia. Tant?è: a distanza di poche ore lo spettacolo è sempre lo stesso. Si parlava di turismo: in molte località della penisola si sono attrezzati perfino con i portacenere da spiaggia, i contenitori dei rifiuti non si contano e la vigilanza è assidua. E senza andare troppo lontano, si sono comportati allo stesso modo anche gli amministratori di alcune località isolane, come Santa Caterina e Dorgali. Nel capoluogo isolano invece, il tempo sembra scandito dall?incuria e dalla filosofia del lasciare tutto com?è, nel disinteresse generale. La situazione non cambia nemmeno qualche chilometro più avanti, quando si oltrepassa il confine con Quartu Sant?Elena. Anche qui: il problema principale si chiama immondezza. E inciviltà. Dice il sindaco Gigi Ruggeri: ??Garantire la perfetta pulizia di trenta chilometri di costa, considerata la carenza di cassa di cui soffre il nostro Comune, sta diventando un?impresa impossibile. A breve la situazione cambierà in meglio, grazie ai finanziamenti stanziati dalla Regione per il progetto ?Sardegna fatti bella?. Per adesso però stiamo facendo i salti mortali, per riuscire a recuperare qualche soldo da dedicare esclusivamente alla pulizia del litorale. Inutile dire che un ruolo importante è giocato anche dal rispetto di chi, nelle spiagge, passa gran parte della giornata, altrimenti è come combattere contro i mulini a vento. Inoltre – aggiunge Ruggeri – sarebbe utile aprire un tavolo di confronto con Provincia e Regione per definire un piano d?azione comune».
E il rudere diventa un?attrazione. L?ex ospedale Marino preda dei curiosi e delle proteste dei bagnanti.
CAGLIARI. Acquario, Centro servizi terapeutici, albergo di lusso: le ipotesi per il futuro dell?ex ospedale Marino sono diverse. Nel frattempo, il lungomare si ritrova una struttura fatiscente a due passi dal bagnasciuga. E qualcuno ne invoca perfino la demolizione. La discussione incentrata sul ??Che ne facciamo??? va avanti da anni, finora senza risultati. Eppure la Regione, proprietaria dello stabile, ha ben pensato di pubblicare un bando pubblico per raccogliere eventuali manifestazioni di interesse da parte di soggetti pubblici e privati. Ecco allora spuntare i progetti per la riqualificazione e la riconversione in chiave turistica. C?è perfino l?interessamento del Consorzio di gestione del Parco di Molentargius, che vorrebbe acquisire l?immobile e farne parte integrante di quel distretto del benessere previste dalle linee guida del piano di gestione dell?area umida. Sembra che il progetto sia in discussione, ma al momento non si hanno notizie certe sulla fattibilità o meno dell?iniziativa. Intanto il Marino rimane lì, preda dei vandali o meta di semplici curiosi che ad un tuffo preferiscono una gita all?interno della pericolante struttura: chiunque è libero di entrare e passeggiare tra i vari reparti dell?ex nosocomio. Almeno fino a quando si troverà ancora il pavimento sotto i piedi. Recinzioni ? Nemmeno l?ombra. Tanto che, da ieri, al dibattito sul futuro dell?ex ospedale partecipano anche le associazioni ambientaliste Amici della terra e Gruppo di intervento giuridico, che denunciano: ??Sullo scempio del Marino abbiamo raccolto numerose segnalazioni e richieste da parte dei bagnanti, una ventina solo in mattinata – si legge in una nota – e abbiamo presentato un esposto al sindaco di Cagliari, all?assessore regionale all?Urbanistica, al Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri, al direttore Generale della Asl 8, alla Procura della Repubblica e all?assessore provinciale alla Tutela dell?ambiente. Nel documento, si chiede l?immediata bonifica ambientale e la messa in sicurezza dell?area, che risulta di facile accesso per i bagnanti e soprattutto per i bambini, anche in relazione alla evidente pericolosità della struttura in disuso, incustodita e priva di recinzione, nel pieno di un?area che si pretende balneare e turistica, tutelata con vincolo paesaggistico, e diventata una discarica».
inserisco un commento pervenuto da Lalla : “E’ tutto il Poetto ad essere una discarica: plastica, bottiglie, carta, un vero schifo. E il Comune non pulisce più da anni !!!”
inserisco un commento pervenuto da Simona : “Cagliari è sempre più sporca, è sempre più la città dell’aliga e, quindi, ha rieletto Floris…”
inserisco un commento pervenuto da Leonardo : “Bravissimi ! Era ora che qualcuno richiamasse chi di competenza ai propri doveri di ripulitura di quella autentica discarica abusiva sul mare !”