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Fermiamo scale mobili e tapis roulant in Castello !


Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico hanno presentato all?Assessorato regionale della difesa dell?ambiente ? Servizio sostenibilità ambientale e valutazione impatti l?atto di “osservazioni” (nota del 23 agosto 2006) nell?ambito della procedura di “verifica preventiva” ambientale riguardo il progetto dei “lavori di realizzazione di un sistema coordinato di parcheggi di scambio e di trasporto meccanizzato nel centro storico”.

Il progetto “lavori di realizzazione di un sistema coordinato di parcheggi di scambio e di trasporto meccanizzato nel centro storico” prevede:

- un parcheggio interrato di tre piani in via Cammino Nuovo;

- quattro tappeti mobili (tapis roulant) di collegamento tra via Cammino Nuovo e via dei Genovesi;

- una scala mobile di collegamento tra via S. Margherita e via Cammino Nuovo;

- due scale mobili di collegamento tra via S. Giorgio e via Cammino Nuovo;

- tre tappeti mobili di collegamento tra via Cammino Nuovo e la base della Torre dell?Elefante;

- un tappeto mobile e una scala mobile di collegamento tra piazza Dettori e via Manno;

- tre ascensori (due interni al parcheggio sotterraneo e uno, interno alle mura del Bastione di S. Croce, che mette in collegamento il bastioncino piemontese con la Via S. Croce) resi necessari (legge n. 104/1992 e legge n. 13/1989) dal fatto che l?uso delle scale mobili e dei tapis roulant è impedito ai disabili;

- un bar-ristorante sul rivellino (bastioncino) piemontese, situato tra il Bastione di S. Croce e il Cammino Nuovo. Per collegare il bastioncino al Bastione di S. Croce ? e per permettere i flussi pedonali ? è prevista l?apertura di una breccia nelle mura;

un bar sulla copertura del parcheggio, in fronte alla Via S. Giorgio;

- la sistemazione a verde attrezzato degli spazi non occupati dagli impianti elettromeccanici, nonché – l?illuminazione di tutti i percorsi meccanizzati e dell?area attrezzata a verde;

- la copertura mediante una pensilina del collegamento tra i due ascensori già in esercizio in Viale Regina Elena.

Tutti i sistemi meccanizzati sono sormontati da una copertura in policarbonato, connessa a una struttura in alluminio preverniciato, a sua volta fissata a montanti di acciaio zincato e verniciato, ancorati a una struttura di cemento armato. Ogni impianto sarà dotato lateralmente di una scala pedonale di sicurezza, anch?essa riparata dalla pensilina in policarbonato e sarà protetto lateralmente da una struttura frangisole e parapioggia in acciaio microforato. I tempi di realizzazione sono previsti in 12 mesi. Al di là degli aspetti ambientali e storico-culturali, ineludibili, non si riesce a comprendere quale sia la reale utilità di un?opera pubblica così dispendiosa, per superare un dislivello massimo di 20-25 metri: i vettori mobili descritti dal progetto “sono in grado di trasportare in servizio continuo fino a 60/75 persone/minuto ciascuno, ovvero 4.500 persone/ora”, per cui, considerati i 10 vettori previsti per l?accesso al quartiere di Castello, con la predisposizione di tali sistemi di trasporto si ipotizza il transito di 45.000 (quarantacinquemila) persone all?ora – più di un quarto del totale dei residenti cittadini – per un costo di gestione ordinaria annuo ammontante a 570.000,00 (cinquecentosettantamila) euro. Il costo totale del progetto ammonta a 15.000.000,00 di euro (importo a base d?asta pari a 12.352.697,96 euro) su fondi pubblici del programma integrato d?area – P.I.A. CA 17 “Il sistema dei Colli” (legge regionale n. 14/1996 e successive modifiche ed integrazioni. Non appare in alcun modo debitamente verificata la “domanda di mobilità” verso Castello, quartiere cagliaritano che ha perso il 7,2 % dei residenti nel periodo 1981 ? 1991 e un ulteriore 21,6 % nel periodo 1991 ? 2001. L?intera città di Cagliari, al 31 dicembre 2005, contava 160.870 residenti, dei quali solo 1.493 a Castello. Nemmeno appaiono congrue le valutazioni costi ? benefici: vengono stimati ricavi pari a 453.000,00 euro annui, basandosi sull?ipotesi piuttosto lontana dalla realtà (basta verificare in merito l?occupazione dei posti auto nelle strutture similari esistenti) della “piena occupazione” dei posti auto nel parcheggio interrato di via del Cammino Nuovo, a fronte di costi gestionali pari a 570.000,00 euro annui. Pur nella migliore e difficilmente verificabile ipotesi di ricavi, permarrebbe un disavanzo gestionale pari a ben 117.000,00 euro annui.

L?intero centro storico cagliaritano è tutelato con vincolo paesaggistico, in buona parte con vincolo storico-culturale (decreto legislativo n. 42/2004), mentre è classificato bene paesaggistico con valenza storico-culturale (decreto legislativo n. 42/2004), come indicato dal piano paesaggistico regionale ? P.P.R., recentemente adottato con deliberazione Giunta regionale n. 22/3 del 24 maggio 2006. Il valore storico-culturale del sito è notevolissimo. La prima immagine di Cagliari che appare al visitatore è il profilo di Castello che si staglia maestoso contro il cielo, con l?imponente cinta muraria, le magnifiche torri, il tessuto urbano di impianto medievale e il complesso architettonico della Cattedrale. Anche per questo motivo, fin dalla sua origine, tale quartiere è divenuto l?emblema della città, tanto che il dato costante e ricorrente delle antiche iconografie che la riguardano è l?aspetto imponente delle sue fortificazioni e delle torri. Anche oggi, del resto, l?immagine più rappresentativa di Castello è legata alle sue mura che, al contrario di quelle presenti negli altri quartieri storici cittadini, risultano in gran parte ancora conservate. Tale cinta muraria sorge sulla barriera naturale formata dagli strapiombi del Fossario e di San Pancrazio e si estende fino ai precipizi rocciosi del Balice, dello Sperone e di Santa Croce. L?antico sistema difensivo di epoca pisana, era costituito da semplici cortine erette a strapiombo e da torri, delle quali rimangono quasi intatte le torri di S. Pancrazio e dell?Elefante – edificate da Giovanni Capula nel 1305 e nel 1307 – entrambe dotate di una struttura muraria senza intonaci a faccia vista, con conci perfettamente squadrati. Dalla torre dell?Elefante, le mura continuavano – con altre quattro torri rotonde, completamente scomparse – fino ad una delle porte del Castello, detta Porta de Caller, presso la quale i Pisani eressero un?altra torre, oggi quasi inglobata nel palazzo Boyl, chiamata prima Torre del Leone, poi Torre dell?Aquila. Poco più in basso della Torre dell?Elefante, nella zona pianeggiante, si ergeva un?altra torre – distrutta durante un attacco degli aragonesi e dei catalani – sotto la quale sorgeva la Porta di Stampace. L?intero sistema di difesa venne modificato in epoca spagnola – attraverso la formazione di pareti a scarpa e di mura bastionate a forma pentagonale – dal grande architetto Rocco Capellino, il quale trasformò anche il baluardo di S. Croce, che terminava nei pressi della Torre dell?Elefante, da cui partiva il baluardo di S. Antonio, opera anch?esso del Capellino, che scendeva verso l?attuale via Manno per riunirsi al barbacane del Balice nei pressi della biblioteca universitaria. La stessa cinta muraria, fra il 1563 e il 1579, venne rinforzata con i possenti bastioni a rivellino, secondo il progetto di Jacopo Palearo Fratino, rimasto quasi immutato, nonostante i rimaneggiamenti di fine Ottocento. Durante l?epoca sabauda l?architetto Felice de Vincenti modificò ancora l?aspetto delle mura della Città attraverso la costruzione di una muraglia che, oltrepassando l?Avanzada allora presente nell?attuale Cammino nuovo, dal bastione della Zecca, conduceva al baluardo del Mulino a vento, verso il Belvedere del Buon Cammino. Nel 1861 Cagliari cessò di essere una piazzaforte e di conseguenza, nel 1886, la maggior parte delle mura – che allora circondavano tutti i quartieri storici cittadini – fu ceduta al Comune che, per recuperare nuovi spazi, iniziò una demolizione sconsiderata delle cinte murarie e delle porte, senza tenere in alcun conto l?importanza della storia cittadina. Il quartiere di Castello, però, data l?evidente difficoltà di intervento nella struttura muraria, finora non ha subito demolizioni o modifiche consistenti, ma ha visto solo la trasformazione dei bastioni meridionali in “belvedere”.

L?intera area oggetto dal progetto in argomento risulta interessata da rischi di frane di notevole intensità, secondo quanto indicato dal piano di assetto idrogeologico ? P.A.I. (legge n. 183/1989 e successive modifiche ed integrazioni, legge n. 267/1998, deliberazione Giunta regionale n. 54/33 del 30 dicembre 2004, decreto Ass.re LL.PP. n. 3 del 21 febbraio 2005): la relativa scheda B 7113 indica livelli di pericolosità di frana di H g 3 (Fossa di S. Guglielmo) e di H g 2 (via del Cammino Nuovo), nonché livelli di rischio di frana di R g 3 (Fossa di S. Guglielmo) e di R g 2 (via del cammino Nuovo).

Il progetto sarebbe conforme al piano generale del traffico urbano ? P.G.T.U., del quale si ignora l?avvenuta approvazione da parte del Consiglio comunale di Cagliari, ed anche al programma urbano dei parcheggi ? P.U.P., adottato dal Consiglio comunale di Cagliari con deliberazione n. 241 del 16 novembre 1989.

Appare, inoltre, assolutamente non condivisibile in quanto non corrispondente alla realtà dei luoghi lo “sviluppo grafico, modellazione e rendering del progetto definitivo” (tavv. RE 01, RE 02, RE 03, RE 04 del marzo 2005): il complesso storico-culturale dei bastioni di Castello viene reso in forma di un?anonima serie di mura grigie simil-calcestruzzo, ricordando più un moderno aeroporto piuttosto che una fondamentale caratteristica del centro storico cagliaritano.

Oltre 2.000 cagliaritani hanno sottoscritto la petizione popolare contro questo progetto. A fine gennaio 2006 era pervenuta la risposta da parte dell?Amministrazione comunale di Cagliari alla petizione popolare promossa dal Comitato per la difesa di Castello con l?appoggio delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico riguardo il progetto. L?Amministrazione comunale del sindaco Floris non aveva fatto altro che delegare per la risposta il dirigente dell?Area gestione del territorio, l?ing. Paolo Zoccheddu, per ripercorrere semplicemente l?iter amministrativo del progetto: approvazione all?unanimità del progetto con deliberazione Consiglio comunale n. 12 del 18 febbraio 2002, approvazione del progetto preliminare con deliberazioni Giunta comunale n. 202 del 15 aprile 2002 e n. 807 del 18 febbraio 2002, approvazione definitiva all?unanimità del progetto ed adozione della variante al piano particolareggiato degli spazi verdi intorno Castello con deliberazione Consiglio comunale n. 64 del 9 novembre 2004. La Giunta comunale di Cagliari, con deliberazione n. 523 del 15 settembre 2005, aveva approvato definitivamente il progetto dei “lavori di realizzazione di un sistema coordinato di parcheggi di scambio e di trasporto meccanizzato nel centro storico”, valutando le “osservazioni” presentate formalmente nell?ambito della relativa procedura di variante al piano particolareggiato di sistemazione degli spazi verdi intorno Castello. Sono state incluse altre sette tavole progettuali. Tre gli atti di “osservazione” presentati: due, respinti, di residenti (Mario Loi e Marino Di Martino) nella zona interessata e relative ad accessi alle proprietà private ed alle emissioni acustiche degli impianti in progetto. L?altro, presentata dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico (nota del 10 dicembre 2004), accolto. Riguarda l?obbligo di sottoposizione del progetto al vincolante procedimento di c. d. “verifica preventiva” o screening. Il Consiglio comunale l?ha adottato senza alcun preventivo coinvolgimento della cittadinanza e soltanto la presentazione di specifico atto di “osservazioni” ecologista ha portato al pronunciamento regionale che richiede la necessaria procedura di c. d. verifica preventiva (nota prot. n. 4398 dell?8 febbraio 2005 dell?Assessorato regionale della Difesa dell?Ambiente ? Servizio S.I.V.I.A.). Il Comune di Cagliari ha, quindi, affidato (determinazione n. 10/D/AGT del 13 aprile 2005 del Dirigente dell?Area Gestione del Territorio) l?incarico per la redazione della relazione di impatto ambientale.

Ultima considerazione, non casuale: dopo la “sollevazione” popolare ed ecologista, diversi consiglieri comunali ed anche qualche assessore hanno iniziato ad aprire gli occhi e a rivedere il proprio precedente voto favorevole o la propria assenza: da un lato sono finiti i tempi delle votazioni unanimi “a scatola chiusa”, dall?altro sono continuate le “assenze” o le “astensioni”, emerse clamorosamente nel Consiglio comunale quando, il 12 aprile 2006, è stato approvato in via definitiva il progetto. 21 voti a favore (maggioranza di centro-destra), astensione dei consiglieri presenti dei D.S., solo un voto contrario, di Giampiero Comandini (S.D.I.). Spariti i consiglieri della Margherita, ancora assenti i consiglieri che si erano, più volte, dichiarati contrari: Gianni Loy (gruppo misto, indipendente) e Ben Amara (Comunisti Italiani).

Ora, nella procedura di “verifica preventiva” entrano in gioco anche le ragioni dei cagliaritani, assolutamente mai sentiti per decisioni che cambierebbero radicalmente il volto e la percezione di uno dei simboli della propria Città.

Gruppo d?Intervento Giuridico e Amici della Terra

(simulazione GrIG, volutamente grossolana…)

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  1. stefano.deliperi
    11 Settembre 2006 a 11:45 | #1

    inserisco un commento pervenuto da Diego : “Non ha senso deturpare irreversibilmente Castello con tapis roulant e scale mobili per gli interessi di pochi”.

  2. stefano.deliperi
    27 Agosto 2006 a 23:59 | #2

    inserisco un commento pervenuto da Michele F. : “L’avete letta la cronaca di Cagliari dell’Unione Sarda, cioè il bollettino del Comune di Cagliari ? Miticaaaa ! La dirigente comunale Ada Lai, funzionaria pubblica e supporter del sindaco Floris, va oltre qualsiasi conflitto di interessi e pretende dal ‘suo’ sindaco, appoggiato alle ultime elezioni, di essere ascoltata ed ubbidita. Solo così si potranno evitare quei ‘gruppuscoli’ che rompono le scatole alla impareggiabile attività dell’amministrazione comunale. Ma questa s…..a è pagata con i soldi pubblici per fare gli interessi di Forza Italia ? Questa qui è dipendente pubblica o dipendente di Forza Italia ? E nessuno ha niente da dire su queste commistioni ? Dove sta il centrosinistra e tutte le sue ‘parole’ sulla trasparenza nell’amministrazione pubblica ? Io sono indignato, farò fotocopie dell’articolo e lo distribuirò. E’ uno schifo e se ne dovrebbero rendere conto i cagliaritani che hanno votato Floris e chi lo sostiene !”

  3. stefano.deliperi
    26 Agosto 2006 a 19:32 | #3

    Il Consiglio comunale di Cagliari ha approvato definitivamente il progetto di trasporto meccanizzato nel Centro storico con la deliberazione n. 71 del 12 aprile 2006. I presenti erano 26, gli assenti, fra i quali Ben Amara, erano 15. Secondo quanto riportato nella delibera, i voti favorevoli sono stati 23, un solo voto contrario (G. Comandini) e 2 astenuti, Caredda e Meloni, unici consiglieri presenti dei D.S. Rispetto le posizioni di Ben Amara, ma questi sono i dati ufficiali. Per inciso, pur non sentendomi “compagno”, mi aspetto, come tantissimi cagliaritani, molto di più dal centro-sinistra per la difesa dei beni ambientali e culturali della nostra Città. Chiedo troppo ?

  4. stefano.deliperi
    26 Agosto 2006 a 19:17 | #4

    inserisco un commento pervenuto da Radhouan Ben Amara, consigliere comunale di Cagliari (P.C.D.I.) : “Caro Stefano, ti ricordo che il progetto di meccanizzazione del trasporto pubblico di Castello è stato votato anche dai D.S. Non si sono astenuti come dici tu, caro compagno. Il centrosinistra non è solo dei D.S. Cordiali saluti, R. Ben Amara”

  5. a.pabedda
    25 Agosto 2006 a 15:38 | #5

    Sono d’accordo con le vostre osservazioni.
    Spero che ci sia ancora qualche possibilità di fermare o modificare il progetto. Indubbiamente i vari passaggi in Consiglio Comunale sono stati una brutta pagina per il centrosinistra cagliaritano.
    Purtroppo esistono ancora molti amministratori ( e molti cittadini) convinti che la “modernità” di una città sia strettamente legata alla quantità di queste infrastrutture più o meno mostruose: scale mobili, ascensori, tunnel, funivie….
    Bisogna lottare per affermare un’altra idea di “modernità”.
    Sarebbe utile, a questo scopo, cercare ANCHE di elaborare proposte alternative (in questo caso, per esempio, proposte per ridare vitalità al quartiere di Castello). Delle buone proposte alternative darebbero maggior forza anche alle nostre critiche (già abbondantemente supportate da varie argomentazioni), verso progetti quale quello dei “tapis roulant”.

    Andrea Scano (consigliere comunale Ulivo)

  6. stefano.deliperi
    24 Agosto 2006 a 23:56 | #6

    inserisco un commento pervenuto da Vicky : “Però, che fantasia ! Dovrebbero mettere anche la ruota panoramica al Bastione. Le montagne russe no, mi fanno paura !”

  7. stefano.deliperi
    24 Agosto 2006 a 20:50 | #7

    inserisco un commento pervenuto da Marco P. : “Ceee, che figata ! Su e giù da Castello con le scale mobili ! A quando le montagne russe ?”

  8. stefano.deliperi
    24 Agosto 2006 a 20:49 | #8

    inserisco un commento pervenuto da Valeria : “Questo progetto, dalle ‘solite’ dimensioni esagerate, mi pare un’assurdità: ma che ce ne facciamo di andare sulle scale mobili tra via S. Margherita e il Cammino Nuovo ? Sono venti gradini o poco più !! E di tre tapis roulant o come cavolo si chiamano per andare alla Torre dell’Elefante ? E per queste idiozie dovranno aumentare l’ICI ? Con che cosa verranno pagati i costi di gestione ? Obbligheranno tutti noi cagliaritani ad andare a Castello sulla scala mobile, come all’Upim, almeno una volta al giorno pagando il biglietto ? Ma chi è che tira fuori queste idee geniali ? Chi ci guadagna questa volta ?”

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