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Il Piano Paesaggistico Regionale della Sardegna è stato approvato !


La Giunta regionale, con la deliberazione n. 36/7 del 5 settembre 2006, ha approvato il piano paesaggistico regionale ? P.P.R. E? giunto al termine il lungo procedimento che ha visto il parere della Commissione competente del Consiglio regionale, in seguito all?adozione del P.P.R. (deliberazione G. R. n. 22/3 del 24 maggio 2006) e, in precedenza, all?adozione della proposta di piano (deliberazione G.R. n. 59/36 del 13 dicembre 2005), le successive conferenze di co-pianificazione, la presentazione di atti di “osservazioni” da parte di soggetti imprenditoriali, enti locali, associazioni ecologiste, ecc. In contemporanea i numerosi documenti del piano sono stati pubblicati sul sito web della Regione (http://www.regione.sardegna.it/pianopaesaggistico/) con un bell?esempio di trasparenza istituzionale purtroppo non comune. Chi volesse, può esaminarli senza particolari difficoltà, così come abbiamo fatto?

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico danno sul P.P.R. approvato complessivamente una prima valutazione positiva, tuttavia, riservandosi una compiuta valutazione una volta ultimato l?esame dell?intero complesso di disposizioni del P.P.R.

I principali punti di forza, positivi, riguardano i seguenti aspetti:

* si deve, in primo luogo, evidenziare che il P.P.R., il primo piano approvato da una regione italiana in applicazione delle previsioni del Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni), appare supportato da un?ampia e, sostanzialmente, esaustiva analisi tecnico-scientifica territoriale, ambientale, insediativa (relazioni illustrative, tecniche, del comitato scientifico, 27 schede illustrative degli ambiti costieri) che costituisce la “motivazione” dell?atto pianificatòrio;

* analogamente appare decisamente congrua la rappresentazione cartografica delle analisi di piano (5 tavole illustrative in scala 1 : 200.000 contenenti rispettivamente la perimetrazione degli ambiti di paesaggio costieri e la struttura fisica, l?assetto ambientale, l?assetto storico-culturale e l?assetto insediativo + 141 carte in scala 1 : 25.000 illustrative dei territori ricompresi negli ambiti di paesaggio costieri + 38 carte in scala 1 : 50.000 relative alla descrizione del territorio regionale non ricompreso negli ambiti costieri, anche in compact disk), supporto connesso ed inscindibile per le norme tecniche di attuazione;

* si conviene con l?individuazione degli ambiti di paesaggio e dei beni paesaggistici (art. 6 delle norme tecniche di attuazione), in particolare con la tipologia delle previsioni di piano, suddivise in prescrizioni dirette e indirette, indirizzi, misure di conoscenza, misure di conservazione, criteri di gestione e trasformazione, azioni di recupero e riqualificazione (art. 10 delle norme tecniche di attuazione);

* particolare importanza positiva assume la disciplina generale degli ambiti di paesaggio, individuati nelle 141 carte in scala 1 : 25.000, dove, nelle aree costiere (artt. 19-20 delle norme tecniche di attuazione), salve specifiche diverse disposizioni di piano, sono consentiti unicamente interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria di consolidamento statico, di restauro, modesti volumi tecnici che non alterino lo stato dei luoghi, interventi consentiti dall?art. 12 (lettere b, e, f, g, h, l, m, p) della legge regionale n. 23/1985, interventi direttamente funzionali ad attività agro-silvo-pastorali che non comportino alterazioni permanenti dello stato dei luoghi o sul piano idrogeologico, interventi di riforestazione, taglio e riconversione colturale, antincendio e conservazione in base al piano regionale antincendi, interventi di risanamento e consolidamento degli abitati e delle aree interessate da movimenti franosi, di sistemazione idrogeologica e di bonifica dei siti inquinati: in sostanza, negli ambiti di paesaggio non è consentito alcun nuovo intervento di trasformazione comportante nuove volumetrie, con esclusione dei citati eventuali modesti volumi tecnici strettamente funzionali alle opere esistenti e senza alterazione dello stato dei luoghi (artt. 12, 15, 19, 20 delle norme tecniche di attuazione);

* vengono in parte eliminati alcuni effetti fortemente negativi determinati dall?applicazione della normativa transitoria: in particolare la possibilità, per i Comuni dotati di piano urbanistico comunale ? P.U.C. di mandare avanti interventi di trasformazione del territorio in base a semplice stipula di convenzione di lottizzazione entro il 24 maggio 2006, anche in assenza di alcun intervento. In questi mesi, infatti, numerosi Comuni dotati di P.U.C. hanno approvato convenzioni di lottizzazione in fretta e furia proprio per anticipare l?entrata in vigore delle norme provvisorie del P.P.R. Fra i tanti casi, a Teulada è stato approvato il piano di lottizzazione presentato dalla soc. Holdima a Porto Tramatzu, pur esistendo un contenzioso societario su chi abbia realmente titolo su quelle aree. A Carloforte hanno rapidamente presentato all?approvazione un piano di lottizzazione sulla collina della Croce. A Castiadas il Consiglio comunale ha lavorato a ciclo continuo per adottare una trentina di piani di lottizzazione in zona costiera ed in area agricola. Ora, però, i comparti privi di titoli abilitativi (permessi di costruire, nullaosta paesaggistici, ecc.) alla data di entrata in vigore del P.P.R. dovranno esser rivisti (art. 15, comma 4°, delle norme tecniche di attuazione) e potranno esser realizzati soltanto previa intesa (art. 11 delle norme tecniche di attuazione) fra Regione, Provincia e Comune interessato;

* analogamente particolare importanza positiva assumono le disposizioni a tutela delle aree agricole: in particolare gli indirizzi vincolanti per la pianificazione urbanistica comunale relativi al mantenimento dell?equilibrio fra gli insediamenti con case sparse ed il contesto ambientale, la facoltà di nuovi edifici a carattere residenziale per i soli conduttori dell?attività agricola, generalmente fuori dalla fascia costiera, in relazione alle caratteristiche geo-pedologiche dei terreni interessati rispetto alle coltivazioni previste e l?estensione minima del fondo di 3 ettari per colture intensive e di 5 ettari per colture estensive (art. 83 delle norme tecniche di attuazione). Si deve rammentare, infatti, che la superficie agricola regionale è drasticamente diminuita soprattutto a causa dei fenomeni di urbanizzazione: in dieci anni, dal 1990 al 2000, si è registrato un calo del 24,7 % (dati ISTAT, 2005). Emblematico il caso delle aree agricole olivetate del Sassarese: fra il 1977 ed il 1998 Alghero ha perso 474 ettari di oliveti su 2.456 (- 19,3 %), Sassari ne ha perso 361 ettari su 4.981 (- 7,2 %), Sorso ne ha perso 342 ettari su 1.611 (- 21,2 %). Soltanto Sennori e Tissi hanno registrato minimi incrementi, rispettivamente di 16 (+ 3,5 %) e di 13 (+ 7,3 %) ettari (dati Università degli Studi di Sassari, cattedra di olivicoltura, 2006). In relazione alla sola Sassari, al 2002 dei 4.620 ettari presenti nel 1977, ne sono risultati “degradati” (“oliveti radi, con 50-100 alberi per ettaro) ben 562, 27 ettari sono risultati formati da alberi sparsi (meno di 50 olivi per ettaro): grazie a tale indagine condotta con l?ausilio di immagini satellitari si è appurato, quindi, che la perdita complessiva dell?area olivetta fruibile anche a fini economici è stata di ben 926 ettari (- 19 %). E tale perdita è dovuta quasi esclusivamente alla crescita edilizia incontrollata nell?agro;

* la previsione quali “beni paesaggistici” (artt. 6 e 8 delle norme tecniche di attuazione e parte II del P.P.R.) aventi specifica necessità di conservazione del loro insieme, come ad es. l?area archeologica di Tuvixeddu, e di “beni identitari” (artt. 6 e 9 delle norme tecniche di attuazione e II parte del P.P.R.) di aree e singoli beni che indichino il senso di appartenenza alla collettività sarda, es. l?archeologia mineraria ed industriale.

I principali punti di debolezza, negativi, appaiono questi:

* permane una normativa transitoria (art. 15 delle norme tecniche di attuazione) che può provocare potenzialmente notevole degrado in fascia costiera, a causa dei numerosi piani di lottizzazione approvati sulla base dei P.U.C. vigenti;

* non appaiono presenti meccanismi procedurali sostitutivi nel caso di mancato adeguamento della disciplina urbanistica provinciale e comunale alle previsioni del P.P.R. (artt. 106-107 delle norme tecniche di attuazione);

* la definizione delle aree semi-naturali (art. 25 delle norme tecniche di attuazione) ricomprende i “boschi naturali” (leccete, quercete, sugherete e boschi misti, dune e litorali soggetti a fruizione turistica, ecc.), volendo individuare diversa disciplina per le aree ad utilizzazione agro-forestale comprendenti i “rimboschimenti artificiali”: tale differente classificazione è in palese contrasto con quanto previsto dall?art. 2, commi 1° e 6°, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227, norma quadro in materia, che esplicitamente qualifica come “bosco i terreni coperti da vegetazione arborea associata o meno a quella arbustiva di origine naturale o artificiale, in qualsiasi stadio di sviluppo, i castagneti, le sugherete e la macchia mediterranea?.devono avere estensione non inferiore a 2.000 metri quadrati e larghezza media non inferiore a 20 metri e copertura non inferiore al 20 per cento?”;

* gli indirizzi del P.P.R. per gli insediamenti turistici prevedono (art. 90, comma 1°, punto 3) un eccessivo premio volumetrico massimo in favore dei titolari di insediamenti turistici nei territori costieri di maggior impatto paesaggistico che acconsentano al trasferimento delle loro strutture verso insediamenti residenziali preesistenti. Un premio volumetrico massimo del 100 % rispetto alla volumetria esistente, da conseguirsi mediante procedure negoziali, appare decisamente eccessivo, in quanto rischia di innescare fenomeni speculativi negli esistenti centri abitati a breve distanza dalla costa (es. Bosa, Posada, Villasimius, Pula, ecc.) con conseguenze non prevedibili sul tessuto storico urbano.

La fascia di salvaguardia costiera, norma di tutela provvisoria di cui alla legge regionale n. 8/2004 (la c. d. legge salva-coste), ora varia nel P.P.R. in funzione della conformazione del paesaggio costiero, in alcuni casi è più profonda, in qualche caso meno profonda dei 2 chilometri. Lungo la fascia costiera sono vietate anche costruzioni in area agricola, a meno che non siano legate all’attività agro-zootecnica, nel caso di ricovero per attrezzi, o nel caso che la residenza in campagna sia strettamente necessaria alla conduzione dell’attività.

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico avevano presentato le proprie “osservazioni” al P.P.R. con atto del 21 marzo 2006. Osservazioni, parzialmente accolte, che hanno puntato a rendere ancora migliore un P.P.R. decisamente improntato ad un?approfondita conoscenza del territorio costiero sardo ed ad una corretta gestione della parte più pregiata dell?Isola. Le “osservazioni” erano incentrate principalmente su una più puntuale tutela dei demani civici (i terreni ad uso civico, il 15 % della Sardegna), oggi purtroppo oggetto di pericolose disposizioni che ne prevedono di fatto la “svendita”, sulla salvaguardia di zone umide e dei boschi, sul contenimento delle possibilità edificatorie lungo le coste, sui meccanismi procedurali in caso di inerzia degli Enti locali nelle loro attività di pianificazione urbanistica in attuazione del P.P.R. una volta approvato definitivamente e sulla correzione di alcune discrasie cartografiche (Chia, Portu Malu di Teulada, Porto Conte, Bados e Pittulongu di Olbia, Baccu Mandara di Maracalagonis). Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico, dopo aver presentato diverse proposte in tema di pianificazione territoriale paesistica, hanno preso parte alla fase delle conferenze istruttorie di co-pianificazione (gennaio-febbraio 2006).

In questi mesi ed anche recentemente sono apparse decisamente ingenerose e confuse tante critiche mosse al P.P.R. da amministratori locali ed associazioni imprenditoriali, mentre demagogiche, elettoralistiche e prive di reale riscontro concreto le proposte referendarie (miseramente naufragate alla prima verifica di legittimità) avanzate da Forza Italia contro un P.P.R. addirittura non definitivamente approvato. Non certo meglio le contro-proposte avanzate dall?on. Paolo Manichedda, le quali sembrano quasi frutto del desiderio di quegli amministratori locali e progettisti alle disposizioni lassiste degli illegittimi piani territoriali paesistici del 1993, annullati su ricorsi ecologisti dai Giudici amministrativi perché l?esatto contrario di una corretta pianificazione paesistica.

Si ricorda, inoltre, che nell?estate 2005 era stata consegnata al Presidente della Regione autonoma della Sardegna on. Renato Soru ed al Presidente del Consiglio regionale on. Giacomo Spissu la petizione popolare per la salvaguardia delle coste sarde promossa dagli Amici della Terra e dal Gruppo d?Intervento Giuridico. Gli aderenti sono stati ben 3.515 e vedono tra di loro parlamentari europei (on. Monica Frassoni), l?intera direzione nazionale degli Amici della Terra (Rosa Filippini, Walter Baldassarri e Maria Laura Radiconcini), personalità della cultura (lo scrittore Giorgio Todde), personalità del volontariato attivo (don Ettore Cannavera), rappresentanti di associazioni ecologiste di tutto il Mediterraneo (Coordinamenti Friends of the Earth dell?Europa e del Mediterraneo, associazioni nazionali aderenti a Friends of the Earth di Francia, Spagna, Cipro, Israele, Palestina, Croazia, Tema Foundation della Turchia, Istria Verde della Croazia, N.T.M. di Malta, C 21 dell?Algeria, Green Action della Croazia, European Geography Association della Grecia, E.N.D.A. della Francia, Green Home del Montenegro, S.P.N.L. del Libano, Link di Israele, E.N.D.A. Maghreb del Marocco, Tunisian Front Organization della Tunisia, Ecomediterrania della Spagna, O.D.R.A.Z. della Croazia, A.P.E.N.A. della Tunisia, A.F.D.C. del Libano, R.A.E.D. dell?Egitto, Ceratonia Foundation di Malta, C.O.A.G. della Spagna, WWF ? programma Mediterraneo dell?Italia, I.P.A.D.E. della Spagna, Forum della Laguna di Venezia dell?Italia, W.A.D.A. del Libano, Associazione per la Wilderness dell?Italia), componenti di formazioni politico-sociali (vari aderenti a circoli di Progetto Sardegna) e, soprattutto, tanti comuni cittadini sardi, di tante altre parti d?Italia e numerosi stranieri. La petizione ha chiesto che il nuovo piano paesistico contenesse efficaci misure di tutela, una fascia di rispetto costiero di almeno 500 metri dal mare e la conservazione integrale dei tratti costieri ancora integri o non compromessi. Si è chiesta, poi, anche l?istituzione dell?Agenzia per la Salvaguardia delle Coste cui affidare l?acquisizione al patrimonio pubblico e la corretta gestione dei tratti di litorale più pregevoli dal punto di vista ambientale e paesaggistico, della quale, recentemente, la Giunta regionale ha avviato la realizzazione con l?istituzione del Servizio della Conservatoria delle coste sarde. Richieste provenienti dal mondo ecologista internazionale e dalla “società civile” alla quale la Regione autonoma della Sardegna ha iniziato a dare risposte positive: ora cerchiamo di renderle migliori e più efficaci.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

(foto S.D., archivio GrIG)

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  1. 12 Luglio 2010 a 19:41 | #1

    fra Berlusconi e Cappellacci non si sa chi è più indagato per le peggiori ipotesi di reato: questi sono i tuoi idoli? Tienteli pure ;)

  2. 12 Luglio 2010 a 19:37 | #2

    sa solo il Cielo dove vivi: un bel cumulo di luoghi comuni, per non dire altro ;)

  3. 12 Luglio 2010 a 18:36 | #3

    @gio pula
    UN OTTIMO LAVORO

    LASCIALI COSTRUIRE, ALMENO SI ESTENDONO, NON STANNO AMMASSATI UNO SULL’ALTRO,

    SI RESPIRA MEGLIO, FA BENE AL CORPO.

    PRENDIAMO LA SARDEGNA COSTA SMERALDA PRIMA ERA SOLO POSTO DI CINGHIALI, VOLPI,

    OGGI CI LAVORA TANTISSIMA GENTE.. MENTRE MILTI ANNI FA C’ERANO SOLO ANIMALI….

    VEDI QUANTO LAVORO HANNO DATO??

    MOLTISSSIMO, PERCHè CI SONO TANTISSIMI TURISTI, MENTRE SE SAREBBE STATA ANCORA

    UNA ZONA SELVAGGIA NON CI SAREBBE STATO NEANCHE UN’ ANIMA………. … . .. . .

    ALL’ ORA VEDI CHE CONVIENE LA COSTA SARDEGNA CHE SIA RIMODERNATA, TU SEI

    ANCORA ALL’ ERA DELL’ UOMO PTIMITIVO, LORO VIVEVANO NELLA MACCHIA COME IL

    CINGHIALE, LA VOLPE…

    FINISCO MANDANDOVI TANTI SALUTI,… L O SO’ TU NON GRADIRAI QUESTO MIO

    MESSAGGIO…
    -
    CREDO DI TROVARE RISPOSTA…

    ARRIVEDERCI … BENITO

    ( AJO FORZA PARIS )

  4. 12 Luglio 2010 a 18:25 | #4

    _____________________________________________

    PERO’ MANNAGGIA CHE SILENZIO”

    QUESTO SITTO SAREBBE FERMO

    DA TANTI ANNI… COME MAI??

    ADESSO VI MANDO UNA BELLISSIMA

    "PREGHIERA DELLA MADONINA DI ZIRRA"

    SPERANDO DI ESSERE TANTO GRADITA.

    LA STATUA DELLA MADONNINA CHE NELL’ ANNO 2004

    IL GIORNO 1° LUGLIO AVEVA LAGRIMATO IN CONTINUAZIONE

    PER OLTRE UNA SETTIMANA,

    ANCORA TUTT’ OGGI LA MADONNA CONTNUA LA

    SUA LAGRIMAZIONE VARI VOLTE OGNI ANNO,

    LA MADONNINA SI TROVA IN SARDEGNA IN LOCALITA’

    " ZIRRA" BARATZ -

    LA PADRONA SIGNORA "VITTORIA"

    GLI COSTRUISCE UNA BELISSSIMA CHIESA

    IN LOCALITA’ ZIRRA… ECCO PERCHE’ PRESE QUEL NOME… (Madonnina di Zirra )

    SI TROVA IN PROVINCIA DI SASSARI (SARDEGNA) (ITALIA)
    …………………………………………………………………………………………………..

    PREGHIERA ALLA MADONNINA DI ZIRRA

    O MARIA, MIA CARISSIMA MADRE DI DIO, O VERGINE DI

    VALVERDE, MADONNINA CARA, PROTEGGI LA CHIESA

    DI CRISTO, IL PAPA, I SACERDOTI, IL POPOLO

    SANTO DI DIO.

    VEGLIA SU TUTTE LE ANIME CONSACRATE AL SIGNORE,

    MADANDACI SACERDOTI, E NUOVE VOCAZIONI AL SERVIZIO

    DELL’ ALTARE E ASSISTENZA SPIRITUALE.

    O MARIA RIDONA A TUTTI SPERANZA E AMORE, CUSTODISCI

    CON AMORE TUTTI I NOSTRI BAMBINI, ASSISTI I NOSTRI

    MALATI.

    DONA PACE E AMORE IN TUTTE LE FAMIGLIE E ALLONTANA

    L’ODIO.

    ALLONTANA OGNI DUBBIO SU DI TE. AVVICINA IL POPOLO

    ALLA CHIESA, LA CASA DI DIO. FODUCIOSI TI INVOCHIAMO

    CON LE NOSTRE PREGHIERE.

    O DIO, O MARIA, DATECI LA VOSTRA SANTA BENEDIZIONE.

    COSì SIA.

    PATER – AVE – GLORIA – AMEN

    …………………………………………………………………………………………….

    SPERANDO CHE SIA DI VOSTRO GRADIMENTO
    QUESTA PREGHIERA DELLA MADONNA,
    QUESTO FENOMENO MIRACOLOSO DELLA
    LACRIMAZIONE DELLA"MADONNINA DI ZIRRA"
    TERMINO MANDANDO UN CARO SALUTO A TUTTE
    LE PERSONE CHE PASSANO QUì…

    …………………………………………………………………………………………….

    CIAO. … B E N I T O

  5. 12 Luglio 2010 a 17:43 | #5

    BRAVO “PRESIDENTE CAPPELLACCI” ERA ORA?
    FINALMENETE MANDATO VIA _ SORU,
    LUI SI ERA FATTO PADRONE DELLE COSTE SARDE..
    COME SE LE AVESSE AVUTE DA UN PARENTE.
    ADESSO FINALMENTE GLI AMANTI DALLA TERRA POSSONO
    FARSI LA CASa, ALMENO RESPIRANO ARIA BUONA,
    UNO SAREBBE ANDARE IN CAMPAGNA DALLA CITA’.
    ALTRO SAREBBE VIVERE IN CAMPAGNA DIRETTAMENTE
    IN MEZZO ALLA NATURA CON LA NATURA DEL BOSCO, AHHHHHHH CHE
    BELLO, FINALMENTE ARRIVATO CAPPELLACCI PER DARCI LE NOSTRE
    TERRE CONFINANTI ALLE COSTE…
    MERITO ANCHE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DATO DAL

    CAVALIERE SILVIO BERLUSCONI… CHE FA FARE PRESIDENTE
    “CAPPELLACCI” (adesso speriamo che lui governo bene)
    GRAZIE DI AVER MANDATO VIA” SORU ” DALLA REGIONE SARDEGNA
    ……………………………………………………………………………………………………..

    Cordiali Saluti, _____________________ B E N I T O.

  6. Stefano Deliperi
    13 Dicembre 2007 a 23:28 | #6

    Caro “Gio di Pula”, il vincolo idrogeologico a Pixina Manna è stato sospeso proprio in quegli anni per permettere la realizzazione del parco scientifico e tecnologico – P.S.T. Dal 1997, purtroppo, c’è l’approvazione del progetto complessivo. Ci sono le autorizzazioni paesaggistiche ed edilizie. La medesima “sistemazione idrogeologica” del Rio Palaceris è stata approvata. Le varie denunce che – ripeto, esclusivamente – hanno fatto Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico per evitare questo scempio non hanno avuto l’esito sperato. Se ho ben capito, oggi – dopo dieci anni – vorresti che facessimo che cosa ? La situazione di Tuvixeddu è ben diversa, perchè fortunatamente sul colle d’interesse archeologico cagliaritano non vi sono state devastazioni irreversibili. A Pixina Manna l’intervento edilizio è in via di completamento. Una domanda la rifaccio anch’io: perchè a Pula non si è mai opposto nessuno e ancor oggi, ufficialmente, non si leva nemmeno un fiato di protesta ? Perchè nemmeno i danneggiati dalle alluvioni lungo il Rio Palaceris a valle degli interventi del P.S.T. hanno fatto qualcosa ? Devono sempre essere i “soliti” ecologisti a togliere le castagne dal fuoco, anche quando ormai il valore naturalistico dell’area interessata è finito nel grande libro della memoria ?

  7. Gio di Pula
    13 Dicembre 2007 a 10:02 | #7

    Caro Stefano,oggi però e in vigore le norme del PPr , e giustamente l’edificio n. 8 Ha avuto oggi dall’attuale giunta regionale il relativo nulla osta….. anche tuvixeddu e un piano attuativo in essere …. ma e stato bloccato da atti della stessa Giunta regionale…..forse piscina manna e meno importante da un punto di vista ambientale ????? Mi auguro che da parte vostra ci sia la stessa sensibilità dimostratta negli anni 1997…… nel denunciare gli eventuali nulla osta che la Regione Sardegna continua ad emanare e vero è un’area sdemanializzata , ma ancora piena di vincoli….idrogeologico….oasi protetta e chi ne più ne metta….. vi siete anche dimenticati che lo stesso ente ha modificato il percorso del rio palinceris , causando gravi danni alle strutture che stanno a valle del Parco Tecnologico…. grazie per eventuale tua risposta.

  8. Stefano Deliperi
    12 Dicembre 2007 a 18:48 | #8

    “Gio Pula” ci chiedi che ne pensiamo del parco scientifico-tecnologico di Pixina Manna ? Ne pensiamo che è uno scempio ambientale e lo pensiamo fin da quando – sole associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico – nei primi anni ’90 del secolo scorso ci siamo battuti contro la sdemanializzazione di Pixina Manna dal demanio forestale regionale, contro il folle progetto di “parco tecnologico” ad esclusive spese pubbliche ed a vantaggi per i partners privati. Il progetto definitivo è stato approvato in sede di conferenza di servizi il 23 aprile 1997 e viene attuato per stralci. Questo è l’ottavo. Non mi risulta che nessun altro si sia opposto. E ora si accorgono anche a Pula che cosa è avvenuto ? Non è un po’ tardi ? In tutti questi anni dov’erano finiti i pulesi ?

  9. gio pula
    12 Dicembre 2007 a 12:21 | #9

    SONO ALLIBITO……. COSA DITE VOI DEL GRUPPO INTERVENTO GIURIDICO ……. E SCANDALOSO………

    Allegato alla Delib.G.R. n. 50/31 del 11.12.2007

    OGGETTO : PIANO PAESAGGISTICO REGIONALE. AUTORIZZAZIONE EX ART. 15 COMMA 7 DELLE NORME

    TECNICHE DI ATTUAZIONE.

    SARDEGNA RICERCHE: “REALIZZAZIONE DELL’EDIFICIO N. 8 DEL PARCO SCIENTIFICO E

    TECNOLOGICO DELLA SARDEGNA”, NEL COMUNE DI PULA.

    Ente proponente:

    SARDEGNA RICERCHE

    Titolo dell’intervento:

    “Realizzazione dell’edificio n. 8 del parco

    scientifico e tecnologico della Sardegna”, nel

    comune di Pula.

    Descrizione dell’intervento:

    Realizzazione del primo settore dell’Edificio n. 8

    del Parco Scientifico e Tecnologico della

    Sardegna.

    Il fabbricato, lungo circa 98 metri e largo 16

    metri, si sviluppa su due piani fuori terra, oltre

    ad un’autorimessa interrata per 48 posti auto, di

    circa 1.200 mq.

    I due piani, di circa 1.200 mq ognuno, sono

    destinati ad ospitare i laboratori di ricerca.

    L’edificio è costituito da strutture di cls gettato in

    opera e rivestito da pannelli in cls prefabbricato

    con graniglia di granito lavata. I serramenti

    saranno in alluminio preverniciato bianco.

    Ambito urbanistico:

     P.U.C.

    ¡ P.d.F.

    Zona G2 “Servizi generali destinati al

    Parco Tecnologico”

     P.R.G.

    Importo dell’intervento: Euro 6.200.000

    Ente finanziatore:

    R.A.S. – Accordo di Programma Quadro

    stipulato in data 31.05.2005

    Stato della procedura:

     Progetto preliminare app

    ¡ Progetto definitivo Conferenza di Servizi del 23.04.97

     Progetto esecutivo app

     Gara avviata

    1/ 2

  10. stefano.deliperi
    10 Ottobre 2006 a 18:59 | #10

    inserisco un commento pervenuto da parte di Rita : “Grazie Stefano,
    sei stato molto chiaro ed esaustivo nonostante la necessaria parzialità di cui parli..
    Come ben sai, la trasparenza sugli atti del Comune di Quartu non si spinge fino alla pubblicazione on line di tutte le convenzioni e relative tavole… e onestamente la mia curiosità non si è spinta fino a recarmi al comune per seguire la questione in toto..
    Ma ho sufficienti elementi che mi portano a pensare che l’area sia stata convenzionata in base a comparti funzionalmente autonomi: si evince anche da una delle poche delibere che si trovano su internet , che sembrerebbe relativa a uno di questi comparti, per la precisione il lotto “Panorama”, quello in cui ricade la palazzina oggi in corso di edificazione tra via Monaco e via Norvegia).
    In ogni caso, la triste prassi di queste vicende mi dice che l’accordo inter-istituzionale Comune-Regione-Provincia ci sarà.. data la succulenta dell’area.. e la necessità di diverse opere primarie..
    temo che la battaglia sarà vinta dal cemento e dagli interessi di investimento.. con la compiacente assenza dell’ Ente Parco, fantasmino di turno che non è in grado di opporsi.
    ..Pensare che quell’area è l’unico vero corridoio rimasto ancora davvero libero, in cui potrebbe
    realizzarsi un “Pre-Parco” di introduzione al parco del Molentargius.
    Pensare che persino l’allargamento della via Fiume (per quanto necessario, data la pericolosità della
    strada) interverrà in modo violento sull’area… figuriamoci le case davanti..
    Pensare che, se non erro, le costruzioni in prossimità delle aree umide (300 mt) sono comunque vietate a prescindere dalla normativa Soru
    Mi chiedo come possa il comune aver autorizzato tutto ciò e proseguire nello scempio… vendendo habitat naturali come fossero fazzoletti da ricamo.
    Ti ringrazio per quanto fai col Gruppo di intervento giuridico … oltretutto sono cresciuta sotto la Sella del Diavolo quindi devo molto al vostro operato.

    Rita”

  11. stefano.deliperi
    1 Ottobre 2006 a 22:37 | #11

    Provo a dare una risposta a Rita, quartese ‘amante’ della sua città. La questione è decisamente interessante, ma, per dare una risposta compiuta, sarebbe necessario avere ulteriori dati. In particolare sarebbe utile sapere se il piano di lottizzazione “Quartello”, convenzionato ed in gran parte realizzato o in corso di realizzazione, sia suddiviso in specifici ‘comparti’ funzionalmente autonomi e dovesse esser realizzato, quindi, per ‘stralci’. In questo caso il P.P.R. recentemente approvato non ne consentirebbe – qualora sussistesse normativa di zona differente dalla tipologia insediativa – la realizzazione degli ulteriori comparti (art. 15 delle norme tecniche di attuazione) se non previa successiva ‘intesa’ (art. 11 delle norme tecniche di attuazione) fra Comune, Provincia e Regione. Per dare una risposta compiuta, quindi, sarebbe necessario verificare la convenzione di lottizzazione in proposito e la specifica normativa di P.P.R.

  12. stefano.deliperi
    29 Settembre 2006 a 16:50 | #12

    inserisco un commento pervenuto da Rita : “Gentile Stefano,
    mi permetta di contattarla per esprimere un dubbio, rispetto al quale credo lei sia sufficientemente informato e spero sappia dare una risposta..
    Il mio interrogativo (che per la verità è abbastanza diffuso a Quartello ultimamente) è il seguente:
    Il neo-pubblicato Piano Paesaggistico concederà una deroga ai cantieri di via Monaco e via Italia a Quartu ?
    Naturalmente non mi riferisco alle 3 palazzine già in edificazione, ma alle aree che si possono ancora salvare e dove, pur essendoci 1 lottizzazione in corso di avanzamento procedurale all’epoca del PUC, direi che attualmente non figura alcuna concessione in atto (anzi, sono stati realizzati da tempo scavi pericolosi privi di pubblica affissione).
    Come saranno trattate queste aree? Soru potrà essere di parola rispetto a quanto annunciò in occasione della I conferenza di copianificazione, cui era presente anche lei..???
    Riporto sotto le testuali parole (da verbale!) che il presidente pronunciò quel giorno:
    ?Ci sarà un momento, un giorno, un’ora in cui questo piano paesaggistico regionale verrà adottato e in cui le nuove norme entreranno in vigore. A questo punto i territori governati da PUC approvati saranno trattati né più né meno dei territori di tutto il resto della Sardegna e quindi, così come nell’agosto del 2004 vennero trattate le aree dove c’erano magari delle lottizzazioni approvate, ma le lottizzazioni non erano state ancora realizzate, le opere non erano state ancora realizzate, il territorio non era stato ancora trasformato, alla stessa maniera verranno trattati quei territori dove ci sono dei PUC approvati, dove ci saranno eventualmente delle lottizzazioni autorizzate negli ultimi mesi ma il territorio non è stato trasformato, se quel territorio, sulla base dei nuovi piani paesaggistici regionali, sarà un territorio che non dovrà essere trasformato non dovrà essere più trasformato. Quindi è un criterio di giustizia, di equità e di stesso trattamento per i diversi territori. La risposta può spiacere, però spero che sia stata sufficientemente chiara. Provo a dirlo più chiaramente, se un comune ha approvato sette mesi fa una lottizzazione sulla base del PUC vigente, era suo diritto approvare la lottizzazione. Se fra tre mesi o due mesi e mezzo, quando il piano paesaggistico regionale sarà definitivamente adottato, quel territorio, pur con una lottizzazione approvata non sarà stato ancora trasformato e il piano paesaggistico regionale dice che quel territorio non deve essere trasformato, quel territorio non sarà più trasformato!?
    La ringrazio per la risposta che sicuramente mi invierà.
    Rita,
    Amante e abitante di Quartu

  13. stefano.deliperi
    25 Settembre 2006 a 18:56 | #13

    inserisco un commento pervenuto da Lucia F. : “Grazie per l’informazione semplice, chiara e precisa che avete dato sul piano paesaggistico. E’ stato un po’ difficile, per me studentessa non addentro alla materia, provare a capire qualcosa sul piano. Grazie ancora e continuate così a difendere la nostra Sardegna ! Un caro saluto, Lucia”

  14. stefano.deliperi
    24 Settembre 2006 a 20:18 | #14

    inserisco un commento pervenuto da Barbara M. : “Buon proseguimento dell’ottimo lavoro che fate !”

  15. stefano.deliperi
    21 Settembre 2006 a 12:45 | #15

    inserisco un commento pervenuto da Julien Rochette : “Vi ringrazio molto per i chiarimenti per me tanto utili. Buon proseguimento di attività. Con i miei più cordiali saluti, Julien Rochette”

  16. stefano.deliperi
    16 Settembre 2006 a 20:49 | #16

    Puntuali ed stimolanti alcuni commenti con richieste di chiarimenti ed informazioni. Proviamo a fornirli:

    * per Giusy: fra le scelte di pianificazione ve n?è una (fra le altre) piuttosto ?pericolosa? per la salvaguardia ambientale. Per incentivare gli imprenditori titolari di strutture turistiche già esistenti a ?liberare? le aree più prossime alla costa, si è previsto, fra gli indirizzi del P.P.R. per gli insediamenti turistici nella successiva ed attuativa pianificazione urbanistica comunale (art. 90, comma 1°, punto 3, della normativa tecnica di attuazione del P.P.R.) un forte premio volumetrico (fino al 100 % in più rispetto alla volumetria esistente) per chi accetta di trasferire le proprie strutture verso insediamenti residenziali preesistenti. Il premio volumetrico, da conseguirsi attraverso procedure negoziate con la pubblica amministrazione, appare proprio eccessivo, perché rischia di innescare pesanti fenomeni speculativi in tutti quei centri abitati esistenti a breve distanza dalla costa ?saturando? lo spazio residuo fra il centro ed il mare. Pensiamo a Bosa, Muravera, Villasimius, Pula, ecc. : potrebbero giungere fino al mare con P.U.C. permissivi con forti stravolgimenti del territorio;

    * per Angela Morando: ho fatto una verifica veloce sulla cartografia del P.P.R. relativa alla zona di San Pasquale (Tempio Pausania ? S. Teresa di Gallura, ambito di paesaggio n. 17), suscettibile di un necessario approfondimento. In prima battuta si può dire: il centro urbano di S. Pasquale (stazzi storici + recenti edificazioni) è individuato quale area urbanizzata (?edificato in zona agricola?, artt. 79 e seguenti delle norme tecniche di attuazione del P.P.R. e ?insediamenti turistici?, artt. 88 e seguenti delle norme tecniche di attuazione del P.P.R.) e non poteva essere diversamente, visto che il P.P.R. deve ?fotografare? la situazione esistente. Questo significa che vi si applicano le disposizioni relative agli insediamenti rurali ed a quelli turistici con indubbie difficoltà interpretative ed applicative nella successiva pianificazione urbanistica comunale. In questo caso, purtroppo, ha giocato negativamente la suddivisione amministrativa in due Comuni (S. Teresa di Gallura e Tempio Pausania), uno dei quali (Tempio Pausania) ha beceramente consentito una diffusa trasformazione dell?agro a fini turistici, vista la relativa vicinanza con il mare. Con un po? di adeguata documentazione ? come già fatto più volte in passato ? possiamo cercare di bloccare sul nascere almeno le iniziative speculative più deleterie;

    * per Julien Rochette: in primo luogo, ti ringrazio a nome del Gruppo d?Intervento Giuridico e dei collaboratori del ?blog? per i cortesi apprezzamenti verso la nostra attività. Cercheremo di fare sempre meglio? Provo a fornire qualche chiarimento. La Regione autonoma della Sardegna, in virtù della sua competenza statutaria (art. 3 della legge costituzionale n. 3/1948) primaria in materia urbanistica, ha scelto, con la legge regionale n. 45/1989 di sostituire i piani urbanistici comunali (P.U.C.) ai piani regolatori generali (P.R.G.) ed ai programmi di fabbricazione (P. di F.) previdenti e propri tuttora di gran parte delle discipline urbanistiche nelle varie regioni italiane. La differenza, oggi, è più formale che sostanziale. La soppressione nel testo definitivo del P.P.R. dei piani di azione paesaggistica è stata determinata fondamentalmente da ragioni prettamente politiche e non giuridiche. Ora c?è l?istituto dell?intesa (art. 11 delle norme tecniche di attuazione del P.P.R.) fra Regione, Provincia e Comune interessato per le riqualificazioni, le nuove edificazioni (ove possibili) e, soprattutto, per la prosecuzione di iniziative di trasformazione già convenzionate, ma prive di titoli abilitativi (permessi di costruire, ecc.). La Regione autonoma della Sardegna, infine, non ha dato corso ad alcuna ipotesi di disposizione, a qualsiasi titolo, del demanio marittimo. La risposta è stata il nuovo P.P.R. e, speriamo in un futuro molto prossimo, la piena operatività della Conservatoria delle coste. A dir il vero nemmeno a livello nazionale si riscontra alcuna attività in materia e il nuovo Governo Prodi sembra intenzionato ad abrogare tali deleterie disposizioni.

    Spero di esser riuscito a fornire almeno qualche informazione e spunto interessanti.

  17. stefano.deliperi
    15 Settembre 2006 a 18:54 | #17

    inserisco un commento pervenuto da Julien Rochette, ricercatrice presso la Facoltà di Diritto e di Scienze Politiche di Nantes : ” Vorrei in prima di tutto ringraziarVi per il Vostro blog, che permette a tutti (stranieri inclusi) di essere informati della tutela dell?ambiente sarde.
    Io preparo une tesi di dottorato in giurisprudenza presso l?Università di Nantes (Francia) e quella di Milano (con il prof. Scovazzi). Le mie ricerche riguardano la gestione integrata delle zone costiere, in diritto francese da una parte, in diritto italiano dall?altra parte. Sono quindi molto interessata dalle iniziative regionali per la tutela delle coste, come il PPR recentemente adottato dalla regione.
    Ci sono tuttavia alcuni elementi che non capisco bene e purtroppo, non ho molto l?occasione di incontrare delle persone competenti su questo argomento. Mi permetto quindi di chiederVi qualche schiarimenti, sperando che non Vi infastidisca.

    In primo luogo, le norme tecniche di attuazione del PPR prevedono che le disposizioni giuridiche tutelando la fascia costiera saranno attuate attraverso gli piani urbanistici comunali (PUC). Io non capisco la differenza tra il PUC e il ” piano regolatore generale ” che mi sembrava essere il documento urbanistico comunale classico ?

    Il progetto di Piano prevedeva per altro l?elaborazione di “Piani di azione paesaggistica”. Questa disposizione mi sembrava molto interessante perchè subordinava la modificazione del stato del luogo ad un piano elaborato dallo Stato, la régione, la provincia e le comune interessate. Lei sa perchè questo Piano è stato soppresso ?
    Per di più, ho studiato le disposizioni della legge finanziaria 2006 sulla ?vendita? del demanio marittimo. Vorrei sapere se una regione ha gia utilizzata questo diritto per autorizzare degli insediamenti turistici in zona costiera. Non ho trovato niente a questo proposito…

    Mi rendo conto che abuso del Vostro tempo ! Vi ringrazio sinceramente dell?attenzione che porterete alla mia richiesta, sperando che proseguirete ad informarci con il blog.
    Con i miei più cordiali saluti.

    Julien Rochette
    Attaché temporaire d’enseignement et de recherche
    Centre de droit maritime et océanique
    Faculté de droit et des sciences politiques de Nantes

  18. stefano.deliperi
    15 Settembre 2006 a 18:46 | #18

    inserisco un commento pervenuto da Angela Morando : “In questi ultimi anni gli speculatori hanno vinto su molti fronti e hanno trasformato San Pasquale da un borgo rurale (come e` descritto nella relazione dell?ambito del piano paesistico) a un ammasso orrendo di seconde case, soprattutto nel comune di Tempio. Creando villaggi dai nomi esotici ( es. Borgo Saraceno) completamente alieni alla comunita` e al territorio. Inoltre ora che le case sono fatte e che i turisti le abitano per i 15 gg di agosto si sono creati anche problemi di gestione dell’acqua e fognarie e rifiuti, perche` ovviamente, come si compete ad una vera speculazione, tutte le infrastrutture sono preesistenti e sottodimensionate.
    Poi ci sono altre cose di cui vorrei parlare, ad esempio in merito a una cava per l’estrazione di sabbia che non rispetta nessuna normativa e ha creato numerose aree di discariche spesso di probabili rifiuti tossici vicino al Liscia.

    Le domande che vorrei fare riguardano il PPR
    Sono molto contenta del piano, ma dalle carte che ho controllato online San Pasquale risulta essere un villaggio turistico tavola 1:25000 dell’ Ambito 17.
    E come sottolineato nel blog esiste un premio di cubature molto alto per i villaggi turistici come si legge nelle norme tecniche di attuazione. Potreste controllare se davvero e` cosi? O se la risoluzione non mi permette di vedere il colore grigio dei centri storici ?

    Inoltre le cave sono indicate come cave e in particolare lo stabilimento per il trattamento delle sabbie sul Liscia e` indicato come area industriale anche se si trova all’interno dell’area di rispetto dei fiumi ( entro 150 m dalla sponda). Non ho ben capito se la cartografia del PPR riflette lo stato attuale delle cose e quindi i poligoni sono come la delimitazione dei poligoni visti dalle foto aree o se sono uno strumento di governo per cui a quelle aree verranno applicate le normative relative descritte nelle norme tecniche di attuazione. Nel secondo caso ( che penso sia quello reale) ci sono spazi per chiedere l’intervento dell?Assessorato difesa dell’ambiente ?

    Grazie, a presto, Angela

  19. stefano.deliperi
    12 Settembre 2006 a 19:14 | #19

    da Il Sardegna, 11 settembre 2006

    Un piano regionale trasparente e costruttivo.

    La Giunta regionale ha approvato il piano paesaggistico regionale. E in contemporanea i numerosi documenti del piano sono stati pubblicati sul sito web della Regione con un bell?esempio di trasparenza istituzionale purtroppo non comune. Diversi i punti di forza del piano. In primo luogo il Ppr appare supportato da un?ampia e , sostanzialmente, esaustiva analisi tecnico-scientifica territoriale, ambientale, insediativa (relazioni illustrative, tecniche, del comitato scientifico, 27 schede illustrative degli ambiti costieri) che costituiscono la motivazione dell?atto pianificatorio. Particolare importanza positiva assume la disciplina generale degli ambiti di paesaggio, individuati nelle 141 carte in scala 1:25.000, dove, nelle aree costiere, salve specifiche diverse disposizioni di piano, sono consentiti unicamente interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di consolidamento statico, di restauro, modesti volumi tecnici che non alterino lo stato dei luoghi, interventi direttamente funzionali ad attività agro-silvo-pastorali che non comportino alterazioni permanenti dello stato dei luoghi o sul piano idrogeologico, interventi di riforestazione, taglio e riconversione colturale, antincendio e conservazione, in base al piano regionale antincendi, interventi di risanamento e consolidamento degli abitati e delle aree interessate da movimenti franosi , di sistemazione idrogeologica e di bonifica dei siti inquinati: in sostanza, negli ambiti di paesaggio non è consentito alcun nuovo intervento di trasformazione comportante nuove volumetrie.

    Stefano Deliperi, Gruppo d?Intervento Giuridico

  20. giusy
    12 Settembre 2006 a 18:56 | #20

    Caro Stefano, non ho capito bene quali potrebbero essere i rischi potenziali nei centri abitati che citi ad esempio, a proposito degli indirizzi del PPR per gli insediamenti turistici, potresti per favore ampliare un pò il paragrafo? Grazie, ciao.

  21. stefano.deliperi
    11 Settembre 2006 a 22:10 | #21

    inserisco un commento pervenuto da parte di Maria Francesca : “Ho letto numerosi commenti e resoconti sulla stampa sarda relativi al piano paesaggistico. Molti slogans e poche cose concrete: mi complimento con voi perchè qui ci sono, documentate, prevalenti valutazioni positive e gli aspetti critici del piano. E già difficile affrontare questa materia, ma farlo con della informazione suppartata da dati di fatto rende un po’ più agevole il compito. Grazie.”

  22. stefano.deliperi
    11 Settembre 2006 a 11:43 | #22

    da Il Manifesto, 10 settembre 2006 – di Sandro Roggio.

    Un piano per il futuro

    Il traguardo raggiunto, il lavoro da fare: tutto controcorrente.

    La Sardegna dopo tanti anni è di nuovo dotata di un piano paesaggistico, il primo in applicazione del Codice Urbani. E’ riuscito il presidente Soru nel suo intento, seppure con qualche difficoltà dentro la maggioranza, e si tratta di una buona notizia che dovremmo festeggiare, perché di buone notizie non ce ne sono poi tante sui temi del governo del territorio in questo Paese. Per la Sardegna, in balia delle pulsioni del centrodestra fino allo scorso anno, e anche delle indecisioni di passati governi di centrosinistra, è il segno che una brutta fase è già alle spalle; e che ora si può guardare alle cose da fare, per valorizzarlo il territorio e non per vendere le parti migliori. E’ un’altra storia: emerge subito la distanza dall’altra stagione politica quando prevaleva il rito delle distribuzione mercanteggiata dei volumi. Quando i piani dei comuni erano le riproduzioni fedeli dei propositi delle imprese di strafare qui o lì, nei luoghi più belli, in genere case da vendere e non alberghi. Quando i ragionevoli principi, contenuti nell’ultima legge e nei vecchi strumenti, venivano piegati per condiscendenza della stessa legge con previsione di varchi per favorire importanti imprenditori dell’edilizia (non operatori turistici che investono in attrezzature ricettive, ma costruttori). Il paesaggio come bene comune, il senso profondo dei luoghi, è al centro del progetto e le trasformazioni eventuali sono pochissime. I territori che non hanno subito modifiche – per fortuna sono tanti – saranno conservati. Perché si vuole dare la certezza di ritrovarla integra quella spiaggia, quella scogliera, quella campagna. Sono previsti progetti estesi di riordino urbanistico per provare a rimediare a forme di degrado che non mancano; e l’idea di fondo è quella di valorizzare e potenziare gli insediamenti esistenti – soprattutto quelli veri, vissuti tutto l’anno – che sono in grado di dare ospitalità molto meglio dei villaggi frontemare. Il processo decisionale ha alla base il metodo delle informazioni condivise ed è rilevante che tutte le fasi siano in rete, nel sito della Regione, e che nessuno detenga documenti riservati da distribuire per favore agli amici. Tutti possono già in questa fase accedere agevolmente agli atti e farsi un’opinione. Vedremo nei prossimi mesi, luogo per luogo, il grado di consenso attorno al progetto da parte dei sardi e di tutti quelli che, dovunque stiano, hanno mostrato interesse al programma di tutela della Sardegna che va oltre il piano paesaggistico. E’ un aspetto importante: i detrattori sono al lavoro e la tenuta del piano dipende da questo. Vedremo le reazioni dei comuni nel merito e le modalità attraverso cui costruiranno le proposte di pianificazione. Sarà una fase delicata, un laboratorio per consegnare alle generazioni future un’isola bellissima che non può più consentirsi sprechi.

  23. stefano.deliperi
    9 Settembre 2006 a 12:47 | #23

    da The Independent, 8 settembre 2006

    Sardinia’s coastline protected from developers. By Peter Popham
    Sardinia took a giant step towards saving its coastline for posterity this week when the island’s regional assembly approved a law banning construction on 1,100 miles of land near the sea.
    The law is expected to kill off plans from Silvio Berlusconi’s brother Paolo to build a huge tourist complex on the Costa Turchese on the island’s east coast, near Olbia. The plan has been in the air since the former prime minister set his sights on the island 25 years ago. The plan, which envisaged 500 hectares of villas and hotels, and moorings for 2,000 yachts, was rejected by successive island governments. Then in 2004, with the help of a friendly mayor of Olbia, it finally got a green light.
    Now, however, it seems doomed. The Costa Turchese, which is home to a marine nature reserve, is to be rigorously protected from all construction. The measure to protect Sardinia’s coasts had first been imposed as a “decree law” two years ago, but this week a more carefully finessed version was passed into law.
    The island’s governor, Renato Soru, the billionaire founder of the internet service provider Tiscali, who has made the preservation of the island’s exquisite environment a personal crusade, was radiant. “The government and the majority have kept faith with a commitment made in our election campaign that for us is a fundamental point in our programme,” he said. “Now Sardinia is safe: there is a strip of coastline covering on average three kilometres from the sea where it is not possible to build anything. The Sardinian territory will no longer be consumed.”
    The centre-right opposition was furious and staged a protest sit-in inside the assembly, which was still going on yesterday evening, more than 24 hours after it started. “The occupation of the assembly is the only adequate way to reply to this centre left which is trying to tyrannise and mock the Sardinians,” said Matteo Sanna, a regional councillor with the post-fascist National Alliance. “The Countryside Plan approved by the administration is only the latest of a string of measures which are against Sardinians and against the economy of our land.” Another centre-right councillor said: “The building industry will be paralysed, thousands will be thrown out of work.”
    Yet despite the protests, so far the island’s bald, studious-looking, bespectacled billionaire seems to have succeeded in retaining the support of the people for his dream of hanging on to the island’s natural beauty for the next 500 years.
    In the spring of last year, a by-election in the constituency that includes the colossal Villa Certosa where Silvio Berlusconi spends his holidays was won handsomely by the centre left. Recently the opposition tried to get support for a referendum on the Countryside Plan. Thirty thousand signatures were required, but they only managed to gather only 8,000.
    As enacted this week, the new law allows construction work that is already under way to be completed, and reconstruction to be undertaken in existing resort areas. The Californian tycoon Tom Barrack who owns much of the Costa Smeralda, one of Sardinia’s marine jewels, will, for instance, be allowed to rebuild in areas that are already built up, and to replace the naval shipyard with a hotel. But Mr Barrack will not be able to expand beyond the resort’s existing limits.
    The new law brings an end to a period of anarchy on the island, when the striking down by a regional court of 13 out of 14 local development plans left a planning vacuum into which developers rushed to build new tourist facilities. Mr Soru commented: “All that has been saved from assault during the previous decades will remain intact. The beauty of nature is a patrimony that can be exploited only if it is not violated. We were given the task of turning the page, and we have done so. The island’s Wild West period is over.”

    Traduzione:
    La linea costiera della Sardegna è protetta dagli imprenditori.

    Questa settimana la Sardegna ha compiuto un passo da gigante per la protezione delle proprie coste per il prossimo futuro, il Consiglio regionale isolano ha infatti approvato una legge che vieta la costruzione su un litorale di 1,10 miglia dal mare. Questa legge eliminerà i progetti del fratello di Silvio Berlusconi, Paolo, sulla costruzione di un enorme complesso turistico sulla Costa Turchese, sulla costa orientale dell’isola, vicino a Olbia. Il progetto era nell’aria fin da quando l’ex premier aveva puntato le sue mire sull’isola 25 anni fa. Il progettyo, che prevedeva ville e hotel su 500 ettari e attracchi per 2000 yacht, venne rifiutato dai successivi governi isolani. Poi nel 2004, con l’aiuto di un sindaco amico di Olbia, si è accesa finalmente la luce verde. Ora, tuttavia, sembra non avere più speranze. La Costa Turchese, che è sede di un?area marina protetta, sta per essere efficacemente protetta da ogni edificazione. Il provvedimento per la protezione delle coste sarde era stato previsto in un primo tempo, due anni fa, come “decreto legge”, ma questa settimana una versione più attentamente rivista è diventata legge. Il governatore dell’isola, Renato Soru, il miliardario fondatore dell’Internet service Tiscali che ha fatto della tutela del magnifico ambiente dell’isola una crociata personale, era raggiante. “Il governo e la maggioranza – ha detto – hanno tenuto fede a un impegno preso in campagna elettorale, che per noi è un punto fondamentale del nostro programma”. “Adesso la Sardegna è salva: c’è una striscia di costa che copre in media tre chilometri dal mare dove non è possibile costruire nulla. Il territorio della Sardegna non sarà più degradato?. L’opposizione di centro destra era furiosa e ha organizzato un sit-in di protesta dentro il Consiglio, che stava ancora proseguendo i lavori ieri sera dopo più di 24 ore dall?inizio. “L’occupazione del Consiglio è l’unico modo adeguato di rispondere a questo centro sinistra che sta cercando di opprimere e ridicolizzare i sardi”, ha detto Matteo Sanna, consigliere regionale del partito post fascista di Alleanza Nazionale. “Il Piano paesaggistico approvato dall’amministrazione è solo l’ultima di una serie di provvedimenti che vanno contro i sardi e contro l’economia della nostra isola”. Un altro consigliere di centro destra ha detto: “L’impresa edilizia sarà paralizzata, migliaia di persone perderanno il lavoro”. Tuttavia, nonostante le contestazioni, il miliardario isolano, calvo, occhialuto e dall’apparenza studiosa, sembra aver avuto ragione nel conquistare il sostegno delle persone con il suo sogno di salvaguardare la bellezza naturale dell’isola per i prossimi 500 anni. Nella primavera dello scorso anno una votazione nelle province, relativa anche a quella dove si trova la Villa Certosa dove Silvio Berlusconi passa le sue vacanze, era stata vinta abbondantemente dal centro sinistra. Recentemente l’opposizione ha cercato di ottenere consensi con un referendum sul Piano paesaggistico. Erano richieste 30 mila firme, ma sono riusciti a raccoglierne solo 8 mila. Come stabilito questa settimana, la nuova legge consente la prosecuzione dei lavori già in via di completamento e di ristrutturazione, da realizzarsi in strutture già esistenti. Ad esempio, al magnate californiano Tom Barrack – proprietario di gran parte della Costa Smeralda, uno dei gioielli del mare della Sardegna – sarà consentito di riqualificare le aree dove già era stato edificato e di sostituire un cantiere navale con un albergo. Ma Barrack non potrà espandersi oltre i limiti della volumetria esistente. La nuova legge mette fine a un periodo di anarchia nell’isola, in cui l’annullamento da parte di un tribunale regionale di 13 su 14 piani di governo del territorio ha lasciato un buco nella pianificazione in cui gli imprenditori si sono affrettati a costruire nuove strutture turistiche. Soru ha commentato: “Tutto ciò che è stato salvato dall’assalto durante gli scorsi decenni rimarrà intatto. La bellezza della natura è un patrimonio che può essere gestito, non violato. Ci eravamo dati il compito di voltar pagina e l’abbiamo fatto. Il periodo di far west dell’isola è finito”.

  24. stefano.deliperi
    9 Settembre 2006 a 12:46 | #24

    da Il Corriere della Sera, 7 settembre 2006

    COSTA TURCHESA, SORU FERMA BERLUSCONI. Alberto Pinna.

    Dal nostro inviato. CAGLIARI ? Non più cemento sulle coste, Renato Soru è stato di parola: da ieri la Sardegna ha una legge che proibisce di costruire sui litorali e il limite è persino più dei due chilometri che due anni fa, fra polemiche e minacce di rivolte nei comuni a più alto sviluppo turistico, il governatore aveva imposto provvisoriamente. Ora quel limite è flessibile: va da un minimo di 300 metri, ma in pochissimi siti, a un massimo che in località di particolare pregio ambientale supera i 5 chilometri. Soru riassume: ?Tutto ciò che è scampato all’assalto in corso da decenni rimarrà intatto. Le bellezze naturali sono un patrimonio che può essere messo a frutto solo se non viene stravolto. Ci eravamo impegnati a voltare pagina, lo abbiamo fatto?. A un prezzo carissimo, protestano l’opposizione di centrodestra che ha occupato l’aula del consiglio regionale con bavagli, transenne e cartelli di divieto di transito (?Sarà la paralisi dell’edilizia, migliaia di disoccupati?) e gli imprenditori più danneggiati. Fra i quali la famiglia Berlusconi, che dovrà rinunciare definitivamente a realizzare Costa Turchese, mega villaggio a sud di Olbia, ville e alberghi su 500 ettari e porto turistico per 2 mila imbarcazioni. A Costa Turchese e nella fascia intorno a Capo Ceraso, di fronte all’isola di Tavolara, non si potrà erigere un solo metro cubo: la salvaguardia è totale, anche per la vicinanza di una riserva marina protetta che va dal golfo di Olbia fino a San Teodoro. La legge è tassativa: si potrà costruire esclusivamente nelle città, ma solo se dotate di un piano urbanistico, e compiere interventi di riqualificazione in insediamenti turistici esistenti, ma con l’assenso di Regione, Provincia e Comune. Un esempio: a Porto Cervo il finanziere californiano Tom Barrack potrà compiere ristrutturazioni (è previsto l’abbattimento del cantiere nautico: al suo posto hotel a 5 stelle e centri commerciali) ma la Costa Smeralda nel complesso rimarrà com’è; nei 2500 ettari fra Cala di Volpe e Portisco non si potrà tirar su neanche un muro. Stop a Sergio Zuncheddu, importante imprenditore immobiliare ed editore del quotidiano Unione Sarda, e agli insediamenti a Cala Giunco (costa sud). Niente cemento nell’incantevole golfo di Orosei (Cala Luna, Sisine, Mariolu, Goloritzè), nella baia di Porto Conte vicino ad Alghero. Nel Sulcis Iglesiente invece le miniere dimesse saranno trasformate in siti di interesse turistico con il recupero degli edifici esistenti, ma nelle decine di migliaia di ettari fronte mare non si potrà erigere nulla. Così pure all’Asinara: nell’ex isola- prigione, ora parco nazionale, via libera ad imprenditori internazionali che però dovranno trasformare gli edifici carcerari in residenze per turisti. Alt anche alle ville ?camuffate? da fattorie: nei terreni agricoli si potranno costruire solo alloggi per chi conduce l’azienda ed è prevista un’estensione minima di 3 ettari. ?E’ la fine del Far West?, tira dritto Soru. ?Ora ci sono regole certe, forse addirittura abbiamo fatto meno di ciò che la gente chiedeva. Abbiamo visto paesini sulle coste diventare città, senza lo straccio di un progetto né un piano regolatore. Si procedeva colpi di piano di risanamento urbano, ben 18 in un solo comune. Adesso non accadrà più?.

  25. claudia_basciu
    9 Settembre 2006 a 11:42 | #25

    Se alcuni sardi non osano guardare oltre il loro orticello, e oltre il tempo in cui vivono, all?estero qualcuno ci prova e ci osserva, in modo disinteressato: provate a leggere cosa ha scritto ieri, 8 settembre, The Independent sulle scelte dell?attuale amministrazione regionale in materia di tutela delle coste, sul sito http://news.independent.co.uk/europe/article1372041.ece. In sintesi, la stampa inglese definisce la scelta della Giunta un vero e proprio passo da gigante nella tutela delle coste dagli speculatori, a vantaggio delle generazioni future e, nel caso i sudditi lo ignorassero, ricorda che, in questo modo, verranno frenati gli ardori speculativi del fratello di Silvio Berlusconi, Paolo, sulla Costa Turchese, dove progettava di costruire un gigantesco complesso turistico. Buona lettura!

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