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Gli approdi nel Sinis si arenano…..

11 Settembre 2006


Il Ministero dell?ambiente, della tutela del territorio e del mare ha reso noto (nota Direz. gen.le protezione della natura n. DPN/4D/2006/22098 del 5 settembre 2006) di aver inibito la prosecuzione dei lavori per la realizzazione dell?approdo turistico (nuovo molo, gavitelli, boe, ecc.) a La Caletta ? Capo San Marco finalizzato formalmente alla fruizione dell?Area Marina Protetta (A.M.P.) ?Sinis ? Mal di Ventre? predisposto a cura dell?Amministrazione comunale di Cabras, Ente gestore dell?A.M.P.

Il Ministero dell?ambiente ha ricordato all?Ente gestore dell?A.M.P. (e per esso al Direttore Bruno Paliaga ed all?Assessore comunale competente Alessandro Murana) che ?la realizzazione del progetto ? risulta realizzabile solo nel rispetto delle seguenti prescrizioni:
* realizzazione dell?intera procedura di valutazione di incidenza ambientale, considerato che l?intervento ? si colloca territorialmente all?interno di un?area marina protetta ed interessa il pSIC e ZPS ITB030039..;
* necessità che l?installazione delle strutture previste sia preceduta da un?adeguata caratterizzazione dei siti candidati ? nell?ottica di preservare al meglio la Posidonia oceanica, le biocenosi presenti e lo stato dei luoghi.?
E, tanto per gradire, ha concluso richiamando ?le affermazioni formulate, in altri casi, da parte della Commissione europea riguardo la discrezionalità di poter decidere l?esclusione da fonti di finanziamento comunitario quelle amministrazioni regionali che dimostrino un grado di non affidabilità nella tutela della rete Natura 2000 e nel rispetto delle Direttive 92/43/CEE Habitat e 79/409/CEE Uccelli?. In parole povere, se non si rispettano le direttive comunitarie, si perdono i fondi europei. Ovvio.

Il Ministero dell?ambiente ha ribadito di aver esplicitato queste specifiche direttive all?Ente gestore dell?A.M.P. con note n. DPN/5D/2005/16276 del 27 giugno 2005, n. DPN/4D/2006/7110 del 10 marzo 2006, n. DPN/4D/200616118 del 19 giugno 2006 e n. DPN/5D/2006/20716 del 10 agosto 2006.
Insomma, l?Ente gestore dell?A.M.P. ed il Comune di Cabras non potevano far finta di non sapere.

Invece, questi lavori sono iniziati nel luglio 2006 senza la necessaria approvazione della valutazione di incidenza ambientale. Come se niente fosse.

Nel luglio scorso l?on. Camillo Piazza, deputato verde, e il sen. Francesco Martone, di Rifondazione Comunista, hanno presentato in proposito due interrogazioni parlamentari (n. 4-00681 Camera e n. 4-00361 Senato) al Ministro dell?ambiente, della tutela del territorio e del mare on. Alfonso Pecoraro Scanio. Il deputato verde ed il senatore comunista hanno chiesto al Ministro dell?ambiente ?quali iniziative il Ministro intenda assumere avverso questa che all’interrogante appare una palese violazione del diritto nazionale (decreto del Presidente della Repubblica n. 357/1997 e successive modifiche ed integrazioni), comunitario (direttiva n. 92/43/CEE) e degli obblighi di collaborazione degli Stati membri (articoli 10 e 226 trattato)? e ?se non ritenga opportuno intervenire tempestivamente al fine di evitare l’ennesima procedura di infrazione in sede europea, a carico dell’Italia in materia ambientale? .

L?on. Piazza ed il sen. Martone hanno prontamente raccolto la segnalazione delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico, costrette recentemente ad inoltrare un nuovo esposto (nota del 14 luglio 2006) in proposito. Analogamente ha fatto l?Associazione italiana per la Wilderness (nota del 17 agosto 2006).

Ricordiamone i precedenti. Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico, in seguito a specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale inoltrata dalle scriventi Associazioni ecologiste con nota del 13 aprile 2005 e relativa documentazione acquisita dal Comune di Cabras (OR) con nota prot. n. 7046 del 9 maggio 2005, apprendevano della sussistenza di puntuali progetti per la realizzazione di approdi turistici (nuovi moli, gavitelli, boe, ecc.) finalizzati formalmente alla fruizione dell?Area Marina Protetta (A.M.P.) ?Sinis ? Mal di Ventre? predisposti a cura dell?Amministrazione comunale di Cabras, Ente gestore dell?A.M.P., nelle località di Cala Pastori ? Isola di Mal di Ventre (lunghezza molo di 48 mt.), La Caletta – Capo San Marco (lunghezza molo mt. 50) e Funtana Meiga oltre ad altri siti (Porto Suedda, Is Aruttas, San Giovanni, Turr? e Seu, Punta Maimoni ? Is Caogheddas, Tharros) con potenzialmente minore impatto ambientale. I progetti avevano avuto le seguenti autorizzazioni amministrative: nullaosta paesaggistico (nota Ass.to reg.le P. I. e BB.CC. ? Servizio tutela paesaggio OR n. 84/04/UTP OR del 31 marzo 2004, presa d?atto Sopr. B.A.P.P.S.A.D. n. 6628 dell?1 giugno 2004), parere positivo con esclusione dalla valutazione di incidenza ambientale (nota Ass.to reg.le Difesa Ambiente ? Servizio conservazione natura e habitat, ecc. n. 12581 dell?8 aprile 2004), parere positivo condizionato (rimozione dei pontili a Capo San Marco e Mal di Ventre in periodo invernale) con esclusione del sito di Mare Morto ? Tharros ai fini della tutela archeologica (note Sopr. Arch. n. 4203 del 26 maggio 2004 e n. 6403 del 3 settembre 2004) e parere positivo Direzione A.M.P. (nota Direttore A.M.P. n. 51/SEGR del 19 novembre 2004).

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico, con note del 7 giugno e del 6 settembre 2005, inoltravano alle pubbliche amministrazioni competenti richiesta di informazioni a carattere ambientale e l?adozione di opportuni interventi in merito a quanto in argomento. Con nota Ministero dell?Ambiente e della Tutela del Territorio ? Direzione per la protezione della natura prot. n. DPN/5D/2005/16276 del 27 giugno 2005 venivano richieste alle pubbliche amministrazioni regionali e locali notizie in argomento. Con nota prot. n. 1382 del 29 luglio 2005 l?Assessorato reg.le P. I. e BB. CC. – Servizio tutela del paesaggio di Oristano informava che ?l?autorizzazione rilasciata dall?ufficio è stato un provvedimento sofferto? in quanto foriero di interferenze con il particolare ambiente/paesaggio tutelato. Con nota prot. n. 24398 del 22 luglio 2005 l?Assessorato reg.le della Difesa dell?Ambiente ? Servizio conservazione natura e habitat, ecc. affermava di aver rilasciato parere favorevole con esclusione dello svolgimento della valutazione di incidenza ambientale in quanto il progetto esaminato:
1) prevede il recupero, ?attraverso la sua ristrutturazione?, di ?un vecchio molo attualmente in completo abbandono della Marina Militare? senza specificare in quale sito;
2) prevede ?l?installazione di un punto di varo ed alaggio mediante una struttura in legno, amovibile, in località Funtana Meiga?;
3) prevede ?l?installazione di un punto di approdo, in legno e amovibile, all?Isola di Mal di Ventre, che consenta un più agevole e meglio controllabile accesso dei visitatori che attualmente si recano sull?isola nei mesi estivi?;
4) prevede la ?sistemazione di boe e gavitelli dotati di corpi morti ? aventi lo scopo di evitare o limitare i danneggiamenti prodotti da ancore e catene alle biocenosi bentoniche ed in particolare ai popolamenti di Posidonia oceanica (habitat prioritario 1120) presenti nei diversi siti nei quali questi vengono collocati, in prossimità degli ? approdi?;
5) ?non essendo aumentati nel contempo lungo la costa e negli approdi ? il numero dei posti barca, la regolamentazione dell?afflusso e dell?ormeggio dei natanti nelle aree in questione?, non si prevedeva un aumento del carico antropico aggiuntivo, ?ma, al contrario, una diminuzione? dello stesso. Tali interventi in progetto, secondo il detto Servizio, ?hanno l?effetto di tutelare lo specifico habitat prioritario della Posidonia oceanica?.
Con note prot. n. 5388 del 12 agosto 2005 e n. 7280 dell?8 novembre 2005 la Soprintendenza per i Beni Archeologici per le Province di Cagliari ed Oristano ha inviato la documentazione inerente il parere di propria competenza espresso (note Sopr. Arch. n. 4203 del 26 maggio 2004 e n. 6403 del 3 settembre 2004), dalla quale si evince la presenza nel progetto in argomento di uno scivolo permanente (?pali dello scivolo?) in località Funtana Meiga, nonché il pericolo di ?eccessivi affollamenti di imbarcazioni davanti alle aree archeologiche di Tharros e Capo San Marco?.

Nonostante le varie assicurazioni, le preoccupazioni rimanevano ben salde perchè:
1) non risulta possibile comprendere grazie a quali analisi del traffico marino da diporto sia stata esclusa una maggiore presenza di imbarcazioni in aree naturalisticamente sensibili quali Capo San Marco e Mal di Ventre: generalmente ? così come accade per i parcheggi degli autoveicoli in aree urbane ? la presenza di approdi incentiva il traffico dei natanti e la sosta. Sembra, invece, buona pratica conservazionistica limitare la presenza di imbarcazioni con l?effettuazione di adeguati controlli a mare e l?imposizione di un numero chiuso, determinato, nelle due aree citate, dai soli posti ricavabili dagli esistenti moli dimessi della Marina Militare. Mal di Ventre, isola di ridotta estensione (86 ettari) e di rari endemismi, necessita, se si vogliono conservare le caratteristiche ambientali, ecologiche e naturalistiche, di una fruizione controllata e contingentata. In ambedue le aree prescelte per gli approdi la prateria di Posidonia (Posidonia oceanica) risulta assente dal sito (vds. Fondazione I.M.C., le biocenosi bentoniche come strumento di pianificazione territoriale: il caso dell?Area Marina Protetta del Sinis ? Isola di Mal di Ventre, pp. 103, 106 e 112). Nel caso di Capo San Marco, poi, l?evidente esiguità (50-60 mt. lineari) della spiaggia fruibile, con scoscese pareti di accesso, richiederebbe seri ed urgenti provvedimenti per evitare l?antropizzazione ed il degrado ambientale, piuttosto che nuove strutture di ormeggio;
2) l?approdo in progetto a Funtana Meiga è di tipologia permanente (scalo di alaggio), non amovibile, e sorgerebbe a pochi metri da quello attualmente esistente e perfettamente confacente ad una fruizione ricreativa, vi è un notevole dislivello fra la battigia ed il terreno retrostante (evidente necessità di sbancamenti ed opere permanenti) in zona soggetta a movimenti franosi, con assenza di viabilità, sottoservizi, ecc. di collegamento alla zona residenziale turistica distante circa mt. 500.

Come noto, l?intera costa del Sinis, l?Isola di Mal di Ventre e l?Isolotto del Catalano ricadono nell?area marina protetta ?Sinis ? Mal di Ventre? (legge n. 394/1991 e successive modifiche ed integrazioni, DD.MM. Ambiente 12 dicembre 1997 e 11 novembre 2003), in parte nel proposto sito di importanza comunitaria (pSIC) ?Isola di Mal di Ventre e Catalano? (codice ITB030039) di cui alla direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, della fauna e della flora – per cui ogni simile intervento dev?essere supportato da positiva valutazione di incidenza ambientale – ed è tutelata con vincolo di conservazione integrale (della legge regionale n. 23/1993). Inoltre è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004).

Ora, finalmente, i lavori sono stati sospesi, mentre la Commissione europea, il Ministero dell?ambiente, la Procura della Repubblica di Oristano esamineranno gli sviluppi determinati dal loro avvìo senza alcuna valutazione di incidenza ambientale.

Gruppo d?Intervento Giuridico e Amici della Terra

(foto G.C.F., archivio GrIG)

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  1. 21 Luglio 2010 a 15:16 | #1

    da La Nuova Sardegna, 21 luglio 2010
    Area marina, lavoro asciutto. Chiuse le strutture gestite dall’organismo di Cabras.
    DISAGI D’ESTATE. Dall’Ostello di Funtana Meiga alla Casa del Parco Il direttore: si dovrà attendere un altro anno. (Claudio Zoccheddu)

    CABRAS. Chiuso per ferie? No, chiuso in attesa di tempi migliori. I locali che hanno ospitato e avrebbero dovuto ospitare le attività estive (e non solo) dell’Area marina protetta sono in realtà chiusi e, in alcuni casi, in stato di semiabbandono. Il caso più eclatante è quello dell’ostello della gioventù di Funtana Meiga, una struttura edificata nel 2003, ristrutturata nel 2009 e capace di 32 posti letto. Questo avrebbe dovuto essere l’anno buono, quello dell’apertura. Così non è stato e, a scanso di miracoli, l’apertura dovrebbe essere rimandata addirittura alla prossima stagione estiva. Eppure, perlomeno sul sito del sistema turistico locale (www.costadelsinis.it) e su una brochure informativa (realizzata con il contributo del Comune, della Regione, dell’Amp e del Ministero dell’Ambiente) distribuita in tutte le attività commerciali di Cabras e del Sinis, l’ostello di Funtana Meiga risulta essere aperto e operativo. Oltre ai numeri di telefono ci sono anche gli orari delle colazioni e le tariffe agevolate per famiglie e comitive. Ma la realtà è diametralmente opposta.
    L’ostello è chiuso, come è sempre stato, e i tempi dell’apertura sembrerebbero lontani. Molto lontani. Peccato, anche perché era stato annunciato che proprio l’ostello sarebbe stata una delle tappe del circuito di mountain-bike, allestito proprio dall’Area marina.
    Bici a parte, è la stessa storia anche per la Casa del Parco di Turr ’e Seu. Lo stabile immerso nel verde della penisola di Seu è chiuso e le erbacce stanno invadendo il retro della struttura, proprio dove dovrebbero arrivare i pullman carichi di turisti. Gli unici visitatori della struttura, invece, sono le lucertole e i ragni. Meglio di niente.
    Anche tra le case di San Giovanni di Sinis c’è uno stabile che avrebbe dovuto ospitare le attività dell’Area marina. Perlomeno così accadeva gli scorsi anni. Invece anche la casa della cupola è rimasta chiusa nelle prime settimane dell’estate 2010.
    L’unico servizio che ancora sopravvive è il centro informazioni di Piazza de is ballus. Almeno qua i turisti (pochi) possono incontrare persone a cui chiedere informazioni. Per il resto, però, è la desolazione più assoluta.
    Uno scenario sconcertante in cui fa capolino il contributo di 12mila euro arrivato proprio dalle casse dell’Amp e utilizzato per integrare la quota, 30mila euro totali, offerta dal Comune (in collaborazione con la Provincia) per finanziare la fugace tappa del tour degli amici di Maria De Filippi. «Ormai credo che l’apertura dei servizi lungo la costa debba slittare al prossimo anno – ha confermato il direttore dell’Area marina, Lorenzo Mascia -, entro settembre presenteremo un bando per l’affidamento in gestione delle strutture pubbliche o per il finanziamento a privati che vorranno occuparsi della gestione dei servizi ambientali che abbiamo in mente».
    Insomma, bisognerà attendere ancora un anno. Per quanto riguarda i soldi finanziati per lo spettacolo dello scorso sabato, Mascia difende l’operato della Giunta comunale: «Noi agiamo sugli indirizzi che ci vengono indicati dall’ente gestore dell’Amp, che è il Comune. Questa volta hanno deciso di investire soldi per allestire un’importante vetrina pubblicitaria sfruttando la popolarità dello spettacolo della De Filippi, che viene anche trasmesso sulle reti del digitale terrestre di Mediaset». Chissà se le “cartoline” e lo show degli “Amici” riusciranno a catalizzare i flussi turistici verso Cabras. E magari, chi lo sa, le comitive di turisti spinte in laguna dal programma serale trasmesso da “La 5” troveranno anche qualche struttura aperta. Forse proprio l’ostello che, a differenza di Maria de Filippi, sembra avere pochi amici. Non resta che aspettare.

  2. stefano.deliperi
    1 Ottobre 2006 a 19:21 | #2

    Gli interventi per la realizzazione di approdi si riferiscono ad un unico progetto e, per ciò stessi, devono essere sottoposti ad un’unica valutazione di incidenza ambientale relativa a tutti gli approdi in progetto e a tutti gli effetti, diretti ed indiretti (art. 6 della direttiva n. 92/43/CEE, in giurisprudenza vds. Corte giust. U.E., 16 settembre 1999, causa 435/97; T.A.R. Lazio, LT, 16 dicembre 2002, n. 1456). E il progetto, nel suo complesso, interessa un S.I.C. Piaccia o no, non potevano far finta di non sapere. Soprattutto dopo varie specifiche ed inequivocabili richieste del Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare.

  3. Gio
    28 Settembre 2006 a 16:21 | #3

    La Caletta rientra in un SIC?
    Sono stati effettuati interventi all’interno di SIC/ZPS o in zone “limitrofe”?

  4. stefano.deliperi
    14 Settembre 2006 a 18:28 | #4

    inserisco un commento pervenuto da parte di Paolo P. : “Quello che lascia sconcertati è l’assoluta mancanza di buon senso di questo ‘ente gestore’ del parco marino: anzichè pensare a fare altri ‘parcheggi’ per barche perchè non spendono qualche soldo per la vigilanza ? Vado per mare da anni, anche in quelle zone, e non ho mai visto controlli, se non qualche sporadica motovedetta della Guardia costiera. A questo servono i parchi, a fare servizi per la nautica e a distribuire quattrini senza logica e soprattutto utilità per la protezione dell’ambiente ?”

  5. stefano.deliperi
    13 Settembre 2006 a 22:16 | #5

    inserisco un commento pervenuto da Franco R. : “Complimenti al Comune di Cabras, veramente meritevole di gestire un parco marino ! Scarsa sorveglianza a mare e sulle coste, molto ‘battage’ sui mass media e il rispetto della legge come optional: bravissimi !”

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