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Tapis roulant al capolinea ?


Scale mobili, tapis roulant, parcheggi e ristoranti a Castello se ne vanno al capolinea ? Attendiamo fiduciosi, il tempo – una volta tanto – lavora per l’ambiente, la storia, la cultura…..

da Il Sardegna, 28 ottobre 2006

Il piano. Entro 60 giorni la Valutazione di impatto ambientale. Missione impossibile: Regione pronta a dire no. Addio tapis roulant a Castello,inutile la corsa ai finanziamenti. Ma l’assessore all’Urbanistica Campus ci crede ancora: «Lavoreremo sino all’ultimo». STEFANO AMBU.

La Regione ha già lo spumante in mano: la notte di Capodanno sarà anche la festa di addio ai tapis roulant a Castello. Il Comune non ce la fa. A sessanta giorni dalla scadenza (31 dicembre 2006) per la concessione
del Via (Valutazione di impatto ambientale), la Regione, l’Ente che dovrebbe sganciare i soldi (tanti, circa quindici milioni di euro) per il maxi progetto, non ha ancora ricevuto niente. Nessun documento che possa dimostrare che i percorsi meccanizzati, le scale mobili e i tapis roulant al posto delle scalinate e delle stradine di Castello, sono compatibili con tutto quello che c’è intorno. Ora ci vorrebbe un miracolo burocratico. Ma la corsa contro il tempo per evitare la bocciatura è una corsa impossibile. L’unico che ci crede e che, per forza di cose, non può fare a meno di crederci, è l’assessore all’Urbanistica del Comune di Cagliari Gianni Campus: «Certo, è molto difficile- dice- ma noi lavoreremo sino all’ultimo giorno. Anche per rispettare la decisione del Comune. Tenteremo di rispettare l’impegno». Ci vorrebbe una proroga, ma la Regione, che quel progetto non lo ha mai visto tanto bene, non sembra disposta a concedere il bonus che
salva le scale mobili. Una partita già persa quando la Regione ha detto, nei mesi scorsi, che per partire ci voleva il Via. Il Via con la V maiuscola: l’acronimo che sta per Valutazione d’impatto ambientale. La conferma che le scale mobili fossero tutte in salita era arrivata dalla prima relazione inviata dai tecnici del
Comune. Quella in cui gli esperti non nascondevano la complessità del maxi piano. Vero, si cercavano anche delle soluzioni. Ad esempio la sistemazione di rampicanti accanto alle scale mobili e ai tapis roulant per mascherare l’invasione dell’acciaio. Troppo poco, forse, per la commissione della Regione che, sulle questioni ambientali, deve fare i conti anche sull’intransigenza del governatore, vedi salvacoste e piano paesistico regionale. Sessanta giorni per convincere la Regione, dunque. Troppo pochi, per chi sa di
burocrazia e se che cosa ci vuole per passarla liscia di fronte al Via: ci vorrebbero, secondo i tecnici, almeno altri tre-quattro mesi. Tardi per i finanziamenti. La quasi certezza che il sogno (o incubo) tapis roulant sia bello e andato è confermata anche dalla delibera della Giunta. Quella che cerca di salvare almeno una
parte del progetto. Lì c’è anche l’okay dell’assessorato regionale ai Lavori pubblici: le mura sotto il Ghetto degli Ebrei e di via Santa Margherita saranno messe in sicurezza.

La ricostruzione. Dalla decisione della Giunta alla contestazione di movimenti e circoscrizione. Un centro storico meccanico ecco il progetto contestato. Parcheggi di scambio, un multipiano e scale mobili e punti ristoro sotto le mura. ENRICO FRESU.

I milioni c’erano, quindici in tutto. La determinazione di sindaco e assessori pure: sfociò in una delibera di giunta del 15 settembre dell’anno scorso. Quello che è sempre mancato, oltre a una vera opposizione di
centrosinistra in consiglio comunale (salvo qualche voce isolata), è stato il consenso popolare. ?Progetto di parcheggi di scambio e trasporto meccanizzato ? nel centro storico: ecco come si chiama, o si sarebbe chiamato, il futuro di Castello che così poco è piaciuto ai cagliaritani. Non tutti avevano chiaro contro cosa bisognasse protestare, ma bastava il nome a evocare scenari da Blade Runner, con nastri di trasporto metallici, avveniristici ascensori che vanno su e giù davanti alle antiche mura, scale mobili e parcheggi interrati dai quali gli automobilisti sarebbero spuntati attraverso sofisticati sistemi tecnologici.
E in effetti la proiezione da film di fantascienza non era troppo lontana dalla realtà, anche se sindaco e assessore all’Urbanistica hanno sempre parlato di «progetto meno invasivo di quanto non sembri sulla carta» e di «piano sempre suscettibile di variazioni». Il primo, Floris, pronto a spiegare alla cittadinanza cosa esattamente voleva fare (lo ha detto ad agosto quando alcuni uomini della sua Giunta avevano avanzato qualche perplessità su utilità e gusto estetico del progetto). Il secondo, Campus: convinto, sì, ma molto aperto al cambiamento, soprattutto dopo la pioggia di osservazioni di ambientalisti e no arrivate a gennaio di quest’anno. Da settembre 2005 a oggi ci sono state raccolte di firme, riunioni di comitati, incontri in municipio e circoscrizione, strenue difese dell’iniziativa. Un uragano di pareri su Castello, che il Comune avrebbe voluto rendere più accessibile. Come ? Innanzitutto con un maxi parcheggio interrato in via Cammino Nuovo: 330 posti auto su tre piani. Idea accolta con generale favore, vista la carenza di spazi in tutto il centro storico. Ma c’erano anche quattro tapis roulant tra il parcheggione, che sarebbe dovuto essere sormontato da uno spazio verde, e via dei Genovesi. E, per salire verso il bastione di Santa Croce, anche tre ascensori, che avrebbero avuto una fermata al ?rivellino ? sotto le mura, dove sarebbe dovuto sorgere un ?punto ristoro?. Che avrebbe fatto concorrenza all’altro ipotizzato lungo via San Giorgio. I tapis roulant erano il mezzo per chi non ha voglia di camminare, o non ce la fa, come molte persone anziane che vivono nel quartiere. Allo stesso scopo erano state pensate le scale mobili tra via Cammino nuovo e via San Giorgio, come quelle di via Santa Margherita. Alla riunione di circoscrizione di giovedì l’assessore Campus si è fatto scappare che i tempi si stanno facendo stretti. Ora il cuore meccanico di Castello sembra destinato a non iniziare mai a muovere gli ingranaggi. Chi ci vorrà salire dovrà fare affidamento sul suo, di cuore, e sui suoi polmoni.

Le opinioni. Nel corso dei mesi convocate decine di assemblee per contestare il piano. Il pugno duro dei nuovi comitati. ENNIO NERI.

La voce è unanime: quel progetto deve essere fermato. Se passa la linea del Comune c’è chi si dice pronto a incatenarsi in via Cammino Nuovo. È l’opinione dei comitati, che sull’onda lunga di via Manzoni si
sono ringalluzziti. Dopo la vittoria contro il Multipiano la presa di coscienza di poter dire la propria, da cittadini organizzati, ha portato alla ?sommossa? delle assemblee. Con pareri unanimi. «Impattante, inutile e non rispondente alle esigenze dei cittadini. Prima faremo delle osservazioni scritte alla relazione, poi saremo disposti a tutto». Così Paola Morittu, del comitato per la difesa di Castello. Sulle stessa linea Stefano Deliperi, del Gruppo di intervento giuridico, che punta sulle difficoltà di gestione delle strutture: «Pur nella migliore e difficilmente verificabile ipotesi di ricavi, permarrebbe un disavanzo gestionale pari a ben 117.000 euro annui». Con i comitati c’è anche la circoscrizione, con il suo presidente Gianfranco Carboni: «La gente ha piena consapevolezza dei problemi», spiega il presidente Gianfranco Carboni, «Vogliamo una conversione parziale del progetto, che valorizzi i percorsi del centro storico in maniera più sensibile». Insomma: cerchiamo altre soluzioni.

(foto S.D., archivio GrIG)

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  1. stefano.deliperi
    29 Ottobre 2006 a 19:37 | #1

    inserisco un commento pervenuto da Maria Elena S. : “Il Bastione di Santa Croce rimarrà così com’è ? Castello non sarà ‘scalato’ da tapis roulant ? Evviva !!!”

  2. stefano.deliperi
    29 Ottobre 2006 a 19:36 | #2

    inserisco un commento pervenuto da Marcello : “Questa sì che sarebbe una bella notizia ! Aspettiamo per gioire, ma forse il cuore storico di Cagliari è salvo dalla centesima porcheria, dal centesimo affare !”

  3. stefano.deliperi
    28 Ottobre 2006 a 22:04 | #3

    inserisco un commento pervenuto da Maria Francesca : “Ora il sindaco Floris sarà triste, la dirigente Ada Lai tristissima. Poverini…”

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