Il campo da golf di Chia va a giudizio !

Il prossimo 22 maggio 2007, davanti al giudice monocratico Cristina Ornano del Tribunale penale di Cagliari dovranno comparire l?amministratore delegato della Stim s.p.a. Antonio Cavalieri, personaggio notissimo come organizzatore del premio giornalistico Chia, il responsabile dell?ufficio amministrativo della stessa società Piermario Rigoni, l?amministratrice unica della Contact Gestioni Ombretta Frisiera, committente dei lavori, l?esecutore dei lavori Nero Salis e il capocantiere Matteo Pau, difesi dall?avvocato Guido Manca Bitti. Devono rispondere dei lavori abusivi relativi al campo da golf di Chia (Comune di Domus de Maria, CA), la cui realizzazione venne avviata in area agricola tutelata con vincolo paesaggistico, fin sulle rive dello Stagno.
L?area di Chia è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni) Rientra, inoltre, nell?istituenda riserva naturale regionale ?Capo Spartivento e Stagni di Chia? ai sensi della legge regionale n. 31/1989 (allegato ?A?) ed è contigua al sito di importanza comunitaria (SIC) ?Stangioni de su Sali e di Chia? (ITB04235) ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali.
All?avvìo dei lavori, le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico inoltrarono due esposti (18 maggio 2005 e 20 giugno 2005) alle amministrazioni pubbliche (Ministero per i beni e attività culturali, Assessorati regionali dell?urbanistica, dei beni culturali, della difesa dell?ambiente, Comune di Domus de Maria, Servizio tutela del paesaggio, Soprintendenza ai beni ambientali di Cagliari), al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ai Carabinieri del N.O.E. ed alla Magistratura competenti. Risultava rilasciata dal Responsabile Area tecnica del Comune di Domus de Maria soltanto una mera autorizzazione per ?opere di miglioramento fondiario? (la n. 8/05 del 7 febbraio 2005), per di più in piena vigenza dei vincoli temporanei di non trasformabilità del territorio di cui alla legge regionale n. 8/2004, la c.d. legge salva-coste.
Dopo i rapidi accertamenti svolti dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari dispose il sequestro preventivo dell?area (giugno 2005), successivamente confermato dal Tribunale del riesame. Nel settembre 2006, su istanza del legale della difesa avv. Guido Manca Bitti, il sito è stato dissequestrato per permettere lo svolgimento di lavori di ripristino ambientale a spese della Stim s.p.a. e sotto la vigilanza del Corpo forestale e di vigilanza ambientale.
Nel piano paesaggistico regionale ? P.P.R. (deliberazione Giunta regionale n. 36/7 del 5 settembre 2006) l?area appare ricompresa nell?ambito di paesaggio costiero n. 3 ?Chia? (art. 14 delle norme tecniche di attuazione) ed è classificata in parte ?area naturale e sub naturale?, ?area semi-naturale?, ?area ad utilizzazione agro-forestale? e ?insediamenti turistici?. Essendo comunque il Comune di Domus de Maria sprovvisto di P.U.C. definitivamente approvato ed in vigore, si applicano per tale ambito di paesaggio costiero le disposizioni cautelari provvisorie di cui all?art. 15, comma 3°, delle norme tecniche di attuazione del P.P.R.
Il prossimo 22 maggio le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico saranno ancora una volta presenti in un aula di giustizia quali parti civili per salvaguardare un patrimonio ambientale continuamente a rischio a causa di una speculazione immobiliare arrembante.
Gruppo d?Intervento Giuridicoe Amici della Terra
(foto F.M., archivio GrIG)




spesso un’indagine “parte” più facilmente se c’è un esposto, una denuncia. Ancora più facilmente se è mandata da un’associazione conosciuta e rispettabile come il Gruppo di intervento giuridico. Mi sembra evidente ed anche se non sempre sono d’accordo con quello che fate ormai siete un punto di riferimento necessario in quest’isola per tutti quelli che vogliono salvarla da speculazione ed inquinamento. Saluti. Mariano
Senz’ altro una buona notizia, per una volta il danno ambientale è stato rapidamente riparato. Tuttavia c’è di che riflettere: perchè è dovuta intervenire un’ associazione ambientalista per denunciare un reato ambientale macroscopico che si compiva sotto gli occhi di tutti? Senza quella denuncia si sarebbe risuciti ad evitare che il danno ambientale divenisse irreversibile?
inserisco un commento pervenuto da Vicky : “Siete stati proprio bravi a fermare il nuovo disastro ambientale a Chia. In questi giorni lo stagno è pieno di acqua, di fenicotteri e tanti altri uccelli acquatici. E’ bellissimo. Un campo da golf l’avrebbe rovinato e chiuso peggio di come è ora. Questi speculatori dovrebbero essere rispediti a casa loro. Grazie, Vicky”