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Tuvixeddu day de nos’atrusu…


Ieri ed oggi la società Nuove Iniziative Compresa s.r.l. ha aperto parzialmente i propri cantieri sul complesso dei Colli di Tuvixeddu e Tuvimannu alla cittadinanza per mostrare l?infinità ?bontà? del proprio progetto per Cagliari. Migliaia di persone hanno visitato l?area, approfittando delle giornate di sole, decine di collaboratori dell?impresa hanno spiegato le loro ragioni. I lavoratori delle società impegnate nella realizzazione del parco archeologico-ambientale (Falpo s.r.l. ed Ecosabina s.r.l.) hanno volantinato. Tanti visitatori hanno fatto domande, ma più volte le risposte sono state fin troppo generiche. Come semplici cagliaritani siamo andati, in tempi diversi, a visitare l?area aperta al pubblico. L?impressione è stata univoca: una bella operazione pubblicitaria, ma poco più. Nessuna ?novità?: il progetto residenziale è ?bellissimo?, l?area era soltanto ?degradata?, il blocco dei lavori è ?inspiegabile?. A specifica domanda su quale fosse il progetto di viabilità principale (il famoso ?stradone?) il progettista arch. Livio De Carlo ha parlato di ipotesi ancora allo studio, ?dimenticando? l?attraversamento di Via Falzarego, lo ?sfioro? della necropoli, la ?limatura? della scuola media e l?abbattimento di buona parte del Liceo ?Siotto?. Il tutto con decine di milioni di euro di soldi pubblici. Ne è nato un civile contraddittorio che ha visto i cittadini ? turisti piuttosto interessati a scoprire particolari inediti dell?appassionante favola del ?bellissimo progetto Compresa?. Favola dove la parte dello stregone cattivo è assegnata al Presidente della Regione Renato Soru, il quale, con magìe ed artifici, nonché consigli da parte di qualche anima nera, ha cristallizzato il virtuoso lavoro del principe azzurro Gualtiero Cualbu. In realtà, al di là del circo mediatico al quale indulge qualcuno desideroso di soccorrere il vincitore, provvedimenti di vincolo, espropri ed indennizzi rappresentano la strada per un grande parco archeologico-ambientale e per la salvaguardia e la corretta valorizzazione del Colle di Tuvixeddu. Lo sosteniamo da lungo tempo, abbiamo inoltrato esposti, denunce, ricorsi, petizioni, svolto manifestazioni, conferenze-stampa e quant?altro possibile per puntare a questi obiettivi. Ora si inizia a vederne la realizzazione grazie all?operato della Giunta regionale presieduta da Renato Soru. Se per Tuvixeddu, invece, ora finalmente si mettono in primo e prevalente piano gli interessi della salvaguardia della più importante area sepolcrale punico-romana del Mediterraneo a nostro parere il gruppo Cualbu ha poco da dolersi: vi sarà una nuova trattativa con Regione e Comune, vi sarà una profonda rivisitazione dell?accordo di programma immobiliare del settembre 2000, vi saranno degli indennizzi certo non sparagnini. E, pur non volendo, potrà anche fare una ?buona azione? in favore dell?archeologia, dell?ambiente, di Cagliari, della Sardegna che i posteri ricorderanno con piacere?..

Gruppo d?Intervento Giuridico e Amici della Terra

di seguito, per opportuna informazione,

COLLE DI TUVIXEDDU
scheda

valore archeologico e paesaggistico: il Colle di Tuvixeddu, dentro la città di Cagliari (quartiere di Sant?Avendrace) è la più importante area archeologica sepolcrale punico-romana del Mediterraneo, con utilizzo fino all?epoca alto-medievale. Oltre 1.100 sepolture, alcune con pareti dipinte (tomba dell?Ureo, ecc.), scavate nel calcare in un?area collinare digradante verso le sponde dello Stagno di Santa Gilla. Residuano alcune testimonianze di ?vie sepolcrali?, quali la Grotta della Vipera ed il sepolcro di Rubellio. In buona parte l?area sepolcrale è stata aggredita pesantemente dall?espansione edilizia di Cagliari e dall?attività di cava, proseguita fino alla metà degli anni ?70 del secolo scorso. Numerosi reperti rinvenuti sul Colle di Tuvixeddu impreziosiscono il Museo nazionale Archeologico di Cagliari. Anche negli ultimi anni appena il più modesto ?saggio di scavo? nonché iniziative edilizie hanno condotto al rinvenimento di ulteriori reperti di rilevante interesse archeologico. Nell?area rimangono alcuni esempi di villini liberty (villino Cossu, villino Muscas, villa Mulas) scampati alla speculazione edilizia ed al degrado.

normativa di tutela: il Colle di Tuvixeddu è tutelato con vincolo storico-culturale (individuato con D.M. 2 dicembre 1996) ai sensi degli artt. 10 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 (già artt. 2 e ss. del decreto legislativo n. 490/1999 ed 1, 3 e 21 della legge n. 1089/1939), con vincolo paesaggistico ai sensi dell?art. 142, comma 1°, lettera m, del decreto legislativo n. 42/2004 (già artt. 146, comma 1°, lettera m, del decreto legislativo n. 490/1999 ed 1, comma 1°, lettera m, della legge n. 431/1985) e con vincolo di conservazione integrale ai sensi dell?art. 2, comma 1°, lettera e, della legge regionale n. 23/1993. Il piano paesaggistico regionale ? P.P.R., approvato con la deliberazione Giunta regionale n. 36/7 del 5 settembre 2006, classifica il Colle di Tuvixeddu quale ?bene paesaggistico? di interesse storico-culturale (artt. 8 e ss. delle norme tecniche di attuazione del P.P.R.) Il piano urbanistico comunale ? P.U.C. (deliberazioni C. C. n. 59 del 5 novembre 2002 e n. 64 dell?8 ottobre 2003, pubblicazione su B.U.R.A.S. del 20 gennaio 2004) si limita a recepire il piano integrato d?area ? P.I.A. (legge regionale n. 14/1996 e successive modifiche ed integrazioni) CA 17 ?Sistema dei Colli?, ratificato con deliberazione Consiglio comunale n. 114 del 10 ottobre 2000: parte dell?area, circa 20 ettari (zona con vincolo archeologico ?diretto?), è classificata zona ?H s? (parco), parte ?P I 2? (edificabile). La realizzazione di ?progetti di sviluppo urbano all?interno di aree urbane esistenti che interessano superfici superiori ai 10 ettari? così come la ?costruzione di strade di scorrimento in area urbana o potenziamento di esistenti a quattro o più corsie con lunghezza, in area urbana, superiore a 1.500 metri? devono essere assoggettata a procedura di verifica ai sensi degli artt. 10 del D.P.R. 12 aprile 1996 e successive modifiche ed integrazioni (rispettivamente allegato B, punto 7, lettera b, e allegato B, punto 7, lettera h) e 31 della legge regionale n. 1/1999 e successive modifiche ed integrazioni, nonché della deliberazione Giunta regionale n. 5/11 del 15 febbraio 2005. Con deliberazione Giunta regionale n. 32/28 del 25 luglio 2000 veniva conclusa la c.d. procedura di verifica e si determinava l?esclusione del procedimento di valutazione di impatto ambientale (D.P.R. 12 aprile 1996 e successive modifiche ed integrazioni e legge regionale n. 1/1999 e successive modifiche ed integrazioni) del progetto edilizio Iniziative Coimpresa s.r.l. e viabilità connessa. In realtà, sussisterebbero, anche attualmente, le condizioni per giungere ad una revoca del provvedimento per una congrua serie di ragioni. Negli ultimi mesi, finalmente, la Regione autonoma della Sardegna ha adottato alcune concrete iniziative di tutela e salvaguardia: dopo la revoca (deliberazione Giunta regionale n. 46/1 del 14 novembre 2006 dei due decreti assessoriali n. 2323 del 9 agosto 2006 e n. 2836 del 12 ottobre 2006 concernenti la conclusione del lungo procedimento amministrativo di apposizione di un ampio vincolo paesaggistico sui Colli di Tuvixeddu e Tuvumannu (atti impugnati dal Comune di Cagliari e da Nuove Iniziative Compresa s.p.a. con intervento ad opponendum degli Amici della Terra), è stata confermata l?applicazione della normativa cautelare derivante dal piano paesaggistico regionale (art. 15, comma 4°, delle norme tecniche di attuazione del P.P.R.). Nel gennaio 2007 è stato apposto il sequestro penale del cantiere di Viale S. Avendrace nn. 35 ? 55 per violazione dell?art. 650 cod. pen., ne è stata avviata la procedura di esproprio e, l?11 gennaio 2007, con provvedimento del Direttore generale dell?Assessorato regionali dei beni culturali, è stata richiesta al Comune di Cagliari l?inibizione di tutti i lavori compresi nell?area dei Colli, sospensione adottata nei giorni successivi.

rischi: sul Colle di Tuvixeddu insistono progetti immobiliari e viari decisamente molto impattanti sotto il profilo ambientale e storico-culturale: in primo luogo, il progetto edilizio Iniziative Coimpresa s.r.l., approvato con deliberazione Consiglio comunale n. 114 del 10 ottobre 2000 di ratifica del relativo accordo di programma (artt. 27 della legge n. 142/1990 e 11 della legge regionale n. 14/1996). Il progetto Iniziative Coimpresa s.r.l. appare veramente imponente: 350 apppartamenti e ville, una Casa dello Studente con 450 posti (che l?E.R.S.U. acquisterà al costo di 20 milioni di euro), un ristorante + sala convegni da 550 posti nell?ex Villa Mulas, un museo archeologico (costo 4 milioni di euro, in gran parte pubblici) in uno dei capannoni industriali dell?ex cementeria (Via Falzarego), il parco archeologico-ambientale (20 ettari), servizi generali ed universitari. Una volumetria complessiva di 273.000 metri cubi su circa 48 ettari. In teoria tale intervento edilizio, secondo le enunciazioni comunali, dovrebbe riportare 2.500-2.700 residenti a Cagliari: fattispecie di molto dubbia realizzazione, visti i notevoli costi stimati per l?acquisto (2.500 ? 3.000 euro al metro quadro). Altro forte rischio è rappresentato dal progetto per la realizzazione dei lavori di “intervento di riqualificazione urbana ed ambientale dei Colli di Sant?Avendrace. Realizzazione viabilità di penetrazione urbana via Cadello ? via S. Paolo. Interconnessione tra l?asse mediano di scorrimento, l?asse litoraneo e le s. s. n. 130, 131, 195, 554″ (progetto degli ingg.ri prof. Italo Meloni, P. Gaviano e P. Piu). Si tratta del “passante viario” che andrebbe a collegare l?asse mediano a Via S. Paolo, attraverso Via Cadello, l?incrocio di Via Is Mirrionis con Via Campania, Tuvumannu (da attraversare in galleria), Via Is Maglias, il canyon di Tuvixeddu, Via Falzarego (con abbattimento di parte del Liceo ? Ginnasio ?Siotto?), Viale Trento (parte in sopraelevata) fino a Via S. Paolo. Finanziamento a totale carico pubblico (42,5 milioni di euro) attraverso il programma integrato d?area (P.I.A.) CA 17 “Sistema dei”Sistema dei Colli” ai sensi della legge regionale n. 14/1996 (accordo di programma ? atto aggiuntivo 20 gennaio 2003, approvato con D.P.G.R. 14 febbraio 2003. Il Comune di Cagliari, con avviso pubblicato su La Nuova Sardegna e L?Unione Sarda in data 18 ottobre 2004, ha indetto la gara per pubblico incanto (legge n. 109/1994 e successive modifiche ed integrazioni) per la realizzazione del 1° lotto (tratto Via Cadello ? Via Is Maglias, quattro corsie + due di emergenza + spartitraffico centrale + marciapiedi, importo complessivo 12.653.194,00 euro) per un importo a base d?asta di euro 9.919.064,80 + I.V.A. (ed euro 306.775,20 + I.V.A. per òneri di sicurezza). Il termine ultimo per la presentazione delle offerte era fissato alle ore 12.00 del 26 novembre 2004. Il ?sinuoso? tratto di attraversamento del Colle di Tuvixeddu sfiorererebbe reperti archeologici (tombe puniche e acquedotto romano) di primaria importanza, in parte a pochi metri dalla finestre della Scuola media ?Spano? ed abbatterebbe un bel pezzo del Liceo ? Ginnasio “Siotto”. Senza contare i pesanti impatti pluriennali sulla qualità della vita di migliaia di cagliaritani residenti nella zona Via Cadello ? Via Is Mirrionis ? Via Campania.

iniziative di valorizzazione: su parte dell?area è prevista la realizzazione del parco archeologico del Colle di Tuvixeddu: in data 26 novembre 2003 sono stati consegnati i lavori per la realizzazione del 1° lotto del parco archeologico-ambientale del Colle di Tuvixeddu (5,5 milioni di euro di importo complessivo) al consorzio di imprese (Ecosabina, Agribiotec e Ecoflora) che aveva vinto la gara di appalto bandita nell?estate precedente. Infatti fin dall?estate 1998 il Comune di Cagliari aveva bandito la gara d?appalto per l?avvìo dei “lavori di realizzazione di itinerari culturali interregionali fenici nella necropoli di Tuvixeddu” nell?ambito dell?omonimo programma comunitario rientrante, a sua volta, nel programma operativo “Sviluppo e valorizzazione del turismo sostenibile nelle regioni dell?Obiettivo 1″ – misura 3^ – annualità 1994/99, relativi alla realizzazione del primo nucleo (6,8 ettari) del parco archeologico del Colle di Tuvixeddu per un importo complessivo di lire 7 miliardi di vecchie lire di fondi comunitari e comunali (decreto Dipart. Turismo Pres. Cons. Ministri del 30 aprile 1998): detta gara di appalto è stata aggiudicata ad un?impresa cagliaritana, i lavori sono iniziati, ma non sono proseguiti, tanto che ? dopo reiterate denunce ecologiste ? finalmente il contratto è stato rescisso nella primavera del 2003 ed è stato necessario indire una nuova gara d?appalto. Conseguentemente sono stati persi i suddetti fondi comunitari in quanto i lavori dovevano essere conclusi entro il 31 dicembre 2001. Di seguito dovranno essere completati gli interventi: uno degli interventi finanziati con il P.I.T. (progetto integrato territoriale) di Cagliari, strumento programmatorio finanziato con i fondi comunitari del P.O.R. 2000-2006 riguarda proprio il completamento del parco archeologico-ambientale del Colle di Tuvixeddu e la realizzazione di un museo. Investimento complessivo di 6.972.167,00 euro (3.873.426,00 euro per il completamento del parco + 3.098.741,00 euro per il museo).

azioni di salvaguardia e sensibilizzazione: da oltre 15 anni numerose associazioni ecologiste e culturali hanno posto in essere svariate iniziative giuridiche e di sensibilizzazione per la salvaguardia e la corretta valorizzazione del Colle di Tuvixeddu. In estrema sintesi, vanno ricordate la petizione popolare al Sindaco di Cagliari promossa da numerose associazioni culturali ed ecologiste (Ipogeo, Specus, Italia Nostra, Amici della Terra, Gruppo d?Intervento Giuridico, Ass.ne F. Nissardi, ecc.) e sottoscritta da oltre 10.000 cittadini per un?efficace tutela dell?area archeologica (1995), alcune visite guidate, promosse dalle stesse associazioni ecologiste e culturali, che portarono in piena estate oltre 1.500 cagliaritani a ?scoprire? la necropoli di Tuvixeddu (giugno ? luglio 1995), ricerche scientifiche sull?area (Legambiente, Ass.ne F. Nissardi), attività giudiziaria davanti al T.A.R. Sardegna ed al Consiglio di Stato (Amici della Terra) in difesa del vincolo archeologico ed avverso autorizzazioni alla modifica dei luoghi (1996, 1997, 2000, 2006), attività giuridica (esposti, istanze, diffide, atti di osservazione al piano urbanistico comunale, ecc.) indirizzate alle pubbliche amministrazioni nazionali, regionali e locali, alla Commissione europea, alla competente Magistratura (Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico) in relazione a progetti edilizi, scelte pianificatòrie, discariche abusive, procedimenti di valutazione di impatto ambientale, interventi con fondi comunitari, ecc. (1993 ? 2007).

Gruppo d?Intervento Giuridico Amici della Terra

(foto: elaborazione GrIG di volantino Nuove Iniziative Coimpresa s.r.l.)

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  1. 7 Gennaio 2008 a 23:12 | #1

    chissà se proma di morire riuscirò a vedere il colle di tuvixeddu con le sue tombe….chissà se i nostri testoni che ci governano e rubano palate di soldi riusciranno a scomodarsi per prendere una decisione sul da farsi a riguardo o dovremo incappare in anni e anni di burocrazia!

  2. giusy
    9 Febbraio 2007 a 23:34 | #2

    e si, Vania, a Troisi era venuta meglio quella battuta!

  3. Francesca
    9 Febbraio 2007 a 19:41 | #3

    e si, Lilly cara, Tuvixeddu è un’importantissima zona di interesse archeologico dentro Cagliari, è privata, è stata riempita di rifiuti, di prostituzione e di droga per poi essere “risanata” con asfalto e mattoni. Ora basta…. Vieni a trovarci fra qualche mese e forse ci troverai un parco, ciao, Francesca (che vive a 5 minuti a piedi da Tuvixeddu)

  4. Lilly
    9 Febbraio 2007 a 13:28 | #4

    ma questa Tuvixeddu deve essere proprio una roba importante con tutto il casino che ci si fa intorno. Palazzi, strade, quartieri, tombe, punici, romani, parchi, insomma non si riesce a mettere d’accordo tutti quanti ? ma è vero anche che se c’è qualcosa di così importante è giusto che non si costruisca tutto intorno ! Qui a Milano hanno costruito in ogni posto e si vede e si respira ! ciao Lilly

  5. giusy
    9 Febbraio 2007 a 12:15 | #5

    Stefano, se ti piace Bowie, che piace anche a me, c’è speranza….

  6. Vania
    9 Febbraio 2007 a 11:51 | #6

    io non sono mancina, ma sono d’accordo che si deve salvaguardare almeno tutto Tuvixeddu. Però non faccio come Giusy, non me lo scrivo che prima o poi devo morire. Mi deprime. Ciao ciao Vania

  7. stefano.deliperi
    8 Febbraio 2007 a 23:08 | #7

    io, invece, non capisco un cavolo di musica, ne intuisco solo qualcosa (da David Bowie a Fabrizio De Andrè, a Shade Adu), ma me la cavo in qualche altro ambito. Pare, poi, che sia davvero un ecologista.

  8. claudia_basciu
    8 Febbraio 2007 a 23:01 | #8

    evviva, siamo in buona compagnia! In attesa di assistere ad un meraviglioso assolo del tuo basso, Pxepittu, ti confesso una cosa…avevo intuito che sei un convinto ambientalista:-))

  9. pxepittu
    8 Febbraio 2007 a 20:22 | #9

    consolazione per Stefano e Claudia: anch’io son mancino, musucista e anche ambientalista (anche se vi suona strano visto i miei post)….suono il basso elettrico e non potete capire come son tagliati fuori da tutto il mercato….’na disgrazia

  10. Marcello
    8 Febbraio 2007 a 11:35 | #10

    La vicenda di Tuvixeddu è espressa molto bene nelle pagine di questo blog e confermo quello che penso: il parco archeologico non dev’essere attorniato (prima ho usato il termine “ciambellato”) da strade e palazzi. L’investimento immobiliare può essere redditizio anche con meno mattoni e cemento. Stefano non è certo un “oracolo” (buona però l’autoironia !), ma le posizioni qui espresse mi sembrano ragionevoli e frutto di approfondimento non comune, a differenza di tante altre che si sentono e si leggono in questi giorni. Saluti. Marcello

  11. claudia_basciu
    7 Febbraio 2007 a 23:42 | #11

    cretinata serissima..eccomi..una mancina, fondambientalista, in un mondo che va al contrario…fra un po’ si costruirà pure sulle rovine fenicio-puniche perchè le città devono vivere, crescere, svilupparsi, mica essere musei…sì, certo.

  12. pa.fiori
    7 Febbraio 2007 a 23:12 | #12

    concordo con Stefano, visto che anche io sono mancino……

  13. stefano.deliperi
    7 Febbraio 2007 a 22:55 | #13

    permettetemi di dire una cretinata molto seria: w i mancini, che resistono nonostante tutto sia contrario, in un mondo dominato dai “destri”. Avete mai provato ad usare le forbici con la sinistra ? Non avete idea di quanto ci complicano la vita e di quanto l’abbiano complicata cercando di “correggerci”…..

  14. lorenza
    7 Febbraio 2007 a 21:08 | #14

    Credo che l’operazione di imbonimento della plebe messa su in questi giorni passati sia soltanto la strenua difesa di scelte progettuali che comunque sono state prese in altre sedi, strafregandosene dell’opinione della gente cosidetta comune.
    Appare stravagante che venga fatto adesso, si cerca di ovviare al blocco dei lavori per violazione delle norme autorizzatorie cercando di portare dalla propria parte il parere popolare. Mi ricorda tanto un signore piccolo e pelato che sbandiera sondaggi, ovviamente a suo favore, acclamando il furor popolare contro il cattivo nemico: tutti quelli di sinistra, compresi i mancini, i gay, i ciccioni e quelli che si tingono i capelli, feccia della società perchè inquinano con la tintura.
    Personaggi degni di miglior palcoscenico.

  15. giusy
    7 Febbraio 2007 a 18:20 | #15

    Certo Giovanni, anzi, me lo scrivo che dobbiamo morire, così non lo dimentico.

  16. bigdivision24-Giovanni
    7 Febbraio 2007 a 17:56 | #16

    Signor Fiori, la simpatia è ricambiata e le assicuro che non ho nulla contro di lei per partito preso; il sindaco avrà pure preso parte alla conferenza di Cualbu, ma Cualbu nn è quello con cui il sindaco ha firmato vari accordi per la realizzazione del progetto, e credo anche legittimo proprietario delle aree in questione(di cui a lavori eventualmente finiti l’80% sara spazio destinato a uso pubblico)?che male c’è se va a sentire cosa ha da dire?
    io dico solo che l’impressione che ho avuto vedendo il cantiere è che nn fosse quel disastro di cui avevo letto per settimane sui giornali col condimento di notizie nn vere. la cosa più importante è che le cose si facciano bene sotto tutti i punti di vista e senza ledere, oltrechè il bene pubblico, anche i legittimi diritti derivanti dalla proprietà privata anch’essa tutelata dalla Costituzione italiana.
    Quanto al poetto, 2o me vale lo stesso discorso per tuvixeddu, supererà, un pò + chiaro, un pò + scuro, altri millenni, e dimenticherà anche il pur sbagliato ripascimento; detto ciò, ricordo che nelle prime fermate di sabbia nn è che ne fosse rimasta tanta…

    Giusy, l’aldilà secondo Pascal è il problema più importante che ogni essere umano dovrebbe avere a cuore, è la domanda delle domande a cui nessuno può sottrarsi..
    occupiamoci del vivere quotidiano coi suoi problemi e con le sue discussioni sui temi più disparati, ma senza che questo ci faccia dimenticare il fine ultimo delle nostre vite.

    cordialmente
    giovanni

  17. pa.fiori
    7 Febbraio 2007 a 14:56 | #17

    caro Giovanni (mi sta diventando simpatico….) mai detto che noi siamo i paladini della giustizia; evidentemente non vuol capire e per questo non risponderò più alle sue obiezioni. noi non dobbiamo trovare una soluzione di compromesso alla questione:questo spetta agli amministratori pubblici che sono stati eletti per amministrare nell’interesse di tutti i cittadini e non di una sola parte (come ha invece fatto il sindaco Floris partecipando alla conferenza stampa di un privato cittadino quale è Cualbu).
    Ps: il ripascimento del Poetto fu deciso dalla giunta Scano ma non con la sabbia del fondo del mare, bensì con sabbia di cava di fiume che presentava la granolumetria ed il colore adatti al successo del ripascimento….. come vede, non è il ripascimento in sè la causa del guaio, bensì con cosa e come è stato effettuato….
    La saluto e mi auguro di trovarla al nostro fianco sul referendum per il PPR.

  18. giusy
    7 Febbraio 2007 a 10:42 | #18

    La costituzione prevede il diritto dei cittadini di costituire associazioni in difesa di qualunque tema stia loro a cuore portare all’attenzione generale. Non è detto che ciò che è legittimo da un punto di vista legale sia sempre condivisibile, gli esempi sarebbero tanti e credo che non sia necessario elencarli. Le associazioni non si sostituiscono a nessuno, sono una voce in più, che agisce nel pieno rispetto delle leggi e della democrazia. Queste voci sono scomode spesso, come in questo caso… Giovanni pensa all’aldilà, ma esistono strane persone che si preoccupano pure dell’aldiqua.

  19. bigdivision24-Giovanni
    7 Febbraio 2007 a 0:41 | #19

    Signor Fiori, non si soppravvaluti.. Tuvixeddu è arrivata sino ai nostri giorni e supererà indenne anche le nostre povere vite mortali.
    Gli ambientalisti hanno quest’abitudine di presentarsi cm salvatori della patria (o della terra, dipende dalla modestia..), ma a voi “non interessa sapere se Cualbu ha ragione o meno…”, cosa mostra una frase del genere? che in realtà non vi interessa che sia fatta veramente giustizia. La vostra giustizia è semplicemente che si devono fare le cose come dite voi ambientalisti, in barba a chissà quanti seri professionisti (fino a prova contraria) abbiano lavorato a questo o altri progetti realizzati onestamente (sempre fino a prova contraria). Nello specifico a me per esempio interessa che tutte le parti non ne abbiano danno, nè il pubblico, nè il privato. Da quello che ho potuto vedere sabato nn mi pare che fosse in atto lo scempio di cui avevo tante volte letto.
    Chi vi ha eletto paladini della giustizia alla faccia dei diritti di privati cittadini che fanno le cose a norma di legge?
    il parco archeologico, il cui cantiere è comunale (mi corregga se sbaglio) non serve proprio a far conoscere la storia passata della città?o come dice lei a “restituirla alla cittadinanza non come semplice “giardino archeologico” ma come una importante testimonianza culturale della storia fondante di questa città…”? solo voi sapete come devon essere fatte le cose a modo e gli altri sn tutti incompetenti?
    la costituzione prevede diritti e doveri, e prevede istituzioni che facciano il loro lavoro, senza che le varie associazioni esagerino nel volersi loro sostituire (spesso x scopi politici).

    buonanotte

    p.s. il ripascimento del poetto fu deciso dalla giunta scano di centrosinistra

  20. pa.fiori
    6 Febbraio 2007 a 22:19 | #20

    intervengo ancora una volta e voglio chiudere qui la polemica con il signor Giovanni che evidentemente è più interessato a ravvivare il fuoco della provocazione fine a se stessa che a capire le ragioni di questa battaglia. Vede, le associazioni ambientaliste sono nate avendo come scopo la difesa dell’ambiente in tutte le sue componenti inclusa una migliore vivibilità delle nostre città, una dimensione urbana più umana e socializzante…… nello specifico, a noi non interessa sapere se Cualbu ha ragione o meno, se ha violato la legge oppure no, se ha rispettato le norme edilizie oppure ha pagato le mazzette; non spetta a noi questo compito; noi ci siamo prefissati lo scopo di tutelare l’area della necropoli e restituirla alla cittadinanza non come semplice “giardino archeologico” ma come una importante testimonianza culturale della storia fondante di questa città….. e per far questo, soprattutto il Gruppo d’Intervento Giuridico utilizza tutti i metodi e appigli legali, normativi, legislativi, parlamentari, costituzionali e quant’altro che permettano di raggiungere questo risultato. Saremo costretti a pagare per colpa della miopia o degli “interessi particulari” degli amministratori di allora? Vedremo, ma d’altronde non stiamo già pagando le conseguenze del ripascimento del Poetto grazie agli ex-amministratori del centrodestra alla Provincia?

  21. bigdivision24-Giovanni
    6 Febbraio 2007 a 20:53 | #21

    Juri, le città son fatte di palazzi, strade, monumenti storico-culturali, ospedali e numerose altre infrastrutture… le case che daranno su via is maglias che disturbo creano alla necropoli?
    Il punto è che gran parte dell’area sarà di pubblico utilizzo (viabilità compresa), e nn ci saranno case o palazzi nel parco archeologico (bugia dei vari ambientalisti); un altro punto è che Cualbu ha fatto tutto secondo la legge, in accordo con comune regione soprintendenze e non so che altro, dopo di che ha iniziato i lavori… un gruppo d’intervento giuridico non dovrebbe difenderlo invece di attaccarlo a senso unico e reclamare espropri o altro? Altrimenti tirate fuori le prove che dimostrino che dietro la facciata legale dell’accordo l’ingegnere abbia pagato mazzette al sindaco per realizzare il progetto a tutti i costi.

  22. pxepittu
    6 Febbraio 2007 a 18:23 | #22

    Ok, non vogliamo i palazzi in via is maglias (meglio buttare giù le villette anni ’50 che caratterizzavano per es. via macchiavelli e zone limitrofe e costruite palazzi fuori scala e decontestualizzati)ma che facciamo del parco? mettiamo in sicurezza i fenomenali fronti di cava e ci costruiamo su una passeggiata? Meglio un opera di Hassan Zaid (un betile 2) o meglio Renzo Piano con un centro congressi? Io rimango sempre del parere che le costruzioni in progetto sono garanzia di indubbia qualità archittettonica e altro e (non sono neanche io ne parente o dipendente di Cualbu) pongo tutta la fiducia nei progettisti del gruppo (anche se tutti sardi). L’unico vero errore di Cualbu è stata la poca e tardiva trasparenza. Inoltre concordo con Giovanni: non si tratta di pagare una causa in tribunale, bensì di risarcire svariati milioni di euro che spero, per colpa di Soru o Rutelli e Cogodi che non escano dalle nostre tasche. Saluti

  23. Juri
    6 Febbraio 2007 a 17:22 | #23

    Ciao Giovanni, se uno legge il tuo intervento e non conosce Cagliari si immagina una città dove i palazzi sono entità sconosciute perchè gli ambientalisti “museizzatori” dominano incontrastati sui palazzinari. Purtroppo la realtà è esattamente l’ opposto: i palazzinari si son presi molto, la gran parte. Tuvixeddu ancora è indenne. Parlo del colle nella sua interezza. La presenza di un sito archeologico fornisce ampie basi giuridiche per interventi di tutela anche a concessioni edilizie rilasciate. Ti ricordo che la tutela dei beni ambientali e paesaggistici è prevista in Costituzione. Di fronte a un quadro del genere dolersi perchè Cualbu, una volta tanto, vede le sue speculazioni osteggiate da un’ amministrazione pubblica (che ha il preciso compito di tutelare l’ interesse generale e non quella dei palazzinari, a Cagliari questo concetto appare desueto, ma è così…) è davvero curioso. Ti ricordo anche che il TAR e il Consiglio di Stato hanno, tra gli altri, anche il compito di sottopporre a valutazioni super partes le decisioni delle pubbliche amministrazioni. O temi che Cualbu non abbia i soldi per pagarsi una causa?

    A chi parla di valorizzazione: ma perchè non si riesce a dissociare il termine “valorizzazione” alle colate di cemento e mattoni??

  24. bigdivision24-Giovanni
    6 Febbraio 2007 a 14:28 | #24

    signor Fiori, mi chiamo Giovanni come si legge nella quasi totalità dei miei interventi. se qualche volta nn compare è una semplice dimenticanza.
    io non credo che il problema sia la santità dei costruttori, nè quella degli ambientalisti, ma semplicemente se l’azienda i cui lavori sn bloccati ha fatto tutto secondo le leggi vigenti. coimpresa lo ha fatto? allora ha acquisito il diritto ha finire il suo progetto. coimpresa ha fatto le cose in modo illegale? è giusto che si blocchi tutto.
    dato che nel merito non ha risposto e parla genericamente di “speculazione”, evinco che nel caso in questione il diritto sia dalla parte dell’azienda. se sn ancora possibili miglioramenti, ben vengano, ma senza andar contro i diritti acquisiti.
    il ppr va rispettato e attuato dal momento in cui è approvato, ma nn credo sia giusto e, mi corregga se sbaglio, legale, applicarlo retroattivamente, soprattutto per lavori oltre che approvati, in avanzato corso d’opera.

    per il resto leggo interventi che mi lasciamo perplesso… “ciambellato”, “stradoni” “espropri”; immagino che conosciate Roma e tante altre città italiane… ora dico quanti monumenti sono “ciambellati” da case e “stradoni”? le rovine imperiali sono circondate, pardon “ciambellate” da edifici e infrastrutture di epoche successive sino a quelle contemporanee.. le città vivono e si stratificano, mi sembra una visione assolutistica voler “museizzare” tutto…
    infine chi paga gli espropri?

    cordialmente
    Giovanni Mandis

  25. Marcello
    6 Febbraio 2007 a 12:27 | #25

    Ho letto l’articolo (interessantissimo per la grande quantità di informazioni e dati, anche economici), ho visto i numerosi commenti e sono stato anche a fare la “visita con comizio” nel cantiere di Coimpresa domenica scorsa. Da semplice cittadino interessato alla propria città mi sono convinto ancora di più che abbiano ragione gli ambientalisti: Tuvixeddu è un grandissimo patrimonio della storia e del futuro turistico di Cagliari e non può essere “ciambellato” da palazzi, strade o “stradoni” come li chiama Stefano. E’ vero però che i cagliaritani debbano prendere più consapevolezza delle ricchezze che hanno ed è anche vero che – dove vi saranno espropri – dovranno esserci i previsti indennizzi. Condivido la vostra posizione. Saluti, Marcello

  26. Vania
    6 Febbraio 2007 a 10:22 | #26

    seguo questo blog ormai da tempo e posso dire di avervi trovato grande coerenza nel sostenere le iniziative ambientaliste per l’ambiente e i diritti civili. mi pare che anche in questo caso il Gruppo di intervento giuridico, gli Amici della terra, Stefano e tutta la compagnia siano estremamente coerenti. altri no, purtroppo. ciao ciao Vania

  27. pa.fiori
    6 Febbraio 2007 a 0:18 | #27

    signor bigdivision, personalmente ritengo che quando si hanno delle cose da dire le si deve dire firmandosi… cmq, le ricordo che anche le case costruite sulle nostre coste sono in molti casi con le carte in regola, ma non per questo non hanno deturpato le nostre coste! o si? il discorso del PPR l’ho inserito nel contesto, perchè la filosofia di voler cancellare il PPR è la stessa di Cualbu e soci: pura speculazione immobiliare; visto che si critica tanto Soru per Sa Illetta o il buen retiro di Villasimius, che dire di Mauro Pili, referendario dei miei stivaliil cui fratello si è costruito una piscina abusiva in quel di Molentargius spacciandola per vasca di irrigazione? francamente, ne ho viste tante in 35 anni di impegno fondambientalista per credere alla “santità” di questi speculatori…..

  28. bigdivision24-Giovanni
    5 Febbraio 2007 a 23:53 | #28

    signor Fiori potrebbe spiegarmi che c’entra il ppr col progetto coimpresa? ammesso e non concesso che venga abolito dal referendum (personalmente ne dubito), tale progetto non è stato approvato PRIMA che lo fosse anche il PPR? e approvato senza prevedere case sulla necropoli? il parco archeologico della necropoli nn è (era) già in fase di realizzazione quando hanno bloccato i lavori?
    che voi siate contro “la speculazione” nn c’è il minimo dubbio, si fa fatica a capire perchè, dal momento che l’impresa ha tutte le carte in regola. o non hanno le carte in regola?

  29. stefano.deliperi
    5 Febbraio 2007 a 23:15 | #29

    Trovo piuttosto curioso cercare di giustificare il progetto immobiliare di Iniziative Coimpresa (Impregilo, gruppo Cualbu, ecc.) con la realizzazione della sede di Tiscali a Sa Illetta. Perchè non parlare, allora, dell’ex cementeria di Via S. Gilla, ora “risanata” con centinaia di migliaia di metri cubi, dal gruppo Zuncheddu ? E’ il vecchio vizio italiano: quando si indica qualcosa con un dito, la gran parte delle persone guarda il dito, non quello che viene indicato. Comunque sia, cerchiamo di soddisfare, per la 735^ volta, tutte le curiosità. Il “polo telematico” nell’area industriale è nato per una decisione del C.A.S.I.C. del 2001. Con accordo di programma (artt. 34 del decreto legislativo n. 267/2000 e 2, comma 203, lettera a, della legge n. 662/1996) del 16 ottobre 2001 è stato approvato il relativo piano attuativo, Con deliberazione del 14 novembre 2001 il Consiglio comunale di Cagliari ha approvato la relativa variante al piano regolatore territoriale dell’aria industriale. Le volumetrie previste nel comparto sono pari a 325.053 metri cubi. Tale deliberazione ben poco nota ha visto il solo ricorso contrario (non accolto) degli Amici della Terra e del Gruppo d’Intervento Giuridico su segnalazione informale – curioso a dirlo – del più alto esponente del centro-destra a Cagliari. La variante venne approvata. I lavori di urbanizzazione erano di competenza C.A.S.I.C. Nel 2002 venne stipulato l’accordo per ubicarvi la nuova sede di Tiscali, visto che lì era stato individuato il “polo telematico”. Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico inoltrarono, allora, il ricorso del 20 febbraio 2002. Invano. L’area era industriale e come tale veniva regolata. Dopo i lavori di urbanizzazione vennero ubicate le strutture di Tiscali. Nessun fiato s’elevò da nessun altro. Ordini compresi. Nemmeno dal libero professionista (almeno così ho compreso che sia) “pxepittu” compreso. E ora, ad anni di distanza, che c’è da blaterare contro gli ecologisti ? Su Coimpresa c’è già tanto di scritto..basta leggere…

  30. pa.fiori
    5 Febbraio 2007 a 23:12 | #30

    mi auguro di ritrovare l’impegno che mettete nella polemica fine a se stessa quando ci sarà da battagliare contro il referendum per l’abolizione del Piano Paesaggistico Regionale promosso dal centrodestra affaristico colluso con Cualbu, Zuncheddu & C. Perchè se il PPR verrà abolito, le case sopra la necropoli saranno una realtà…… e che sia chiaro, fondambientalisti o no, noi siamo contro la speculazione di Cualbu abbellita più o meno con qualche alberello e laghetto con le ochette…..

  31. giusy
    5 Febbraio 2007 a 22:13 | #31

    Caro Pxepittu, conosco bene l’ambiente di forum e blog, e so che questo è un’oasi di pace al confronto…
    Proprio perchè li conosco, ho assistito e a volte partecipato a polemiche vivaci, tanto per smontare almeno le panzane più grosse, dovute a malafede o disinformazione. Quando Stefano tornerà potrà sciogliere i vostri dubbi, ricordo che l’ultima volta aveva scritto “e sia questa l’ultima volta!” o qualcosa del genere, perchè era stufo di polemiche al riguardo anche nei confronti della sua associazione…ma per chi è in buona fede, sono sicura che non ci saranno reprimende. Ciao.

  32. bigdivision24
    5 Febbraio 2007 a 21:26 | #32

    Io abito in Via col d’Echele, dietro l’angolo rispetto al tanto vituperato progetto di Cualbu, di cui premetto non sono parente…; ci abito dal 1983,avevo appena 7 anni e ricordo bene in quali pessime condizioni fosse la zona a2passi da casa mia; ricordo x esempio che alle medie tornavo spesso a casa a piedi dai salesiani e facevo tutta via is maglias e più di una volta la curiosità mi spingeva a contare dei simpatici oggetti che trovavo sui marciapiede: siringhe!diciamo che, o da un lato della strada o dall’altro non mancavano mai.. poi potrei aggiungere che x anni mi sn chiesto cosa ci fosse dietro il muro (ora abbattuto), e perchè nn ci si potesse andare;potrei aggiungere che x anni Tuvumannu (parte integrante del progetto) è stata terra di nessuno, nonchè pista preferita di chi dopo aver rubato le auto dei residenti in zona (o magari di malcapitati studenti universitari) nn aveva di meglio da fare che sgommarci x il colle fino a “sfoddarla”..
    sabato finalmente ho avuto modo di vedere come stanno le cose e mi pare che le associazioni fondambientaliste abbiano davvero esagerato nel demonizzare il suddetto progetto, soprattutto facendo credere che si sarebbe costruito sulla necropoli, il che è una clamorosa bugia.
    il progetto non sarà forse perfetto, ma è forse un’idea migliore bloccare tutto dopo decenni di attese, di accordi con regione, comune e sovrintendenze? a chi giova? penso che non giovi a nessuno, istituzioni e cittadini.

    a si biri a tottusu
    giovanni

  33. pxepittu
    5 Febbraio 2007 a 19:55 | #33

    Giusi in un blog è normale che ci sia un pochino di polemica; dal mio punto di vista, premettendo che anch’io sono un convinto ambientalista, non condivido questa chiusura totale con le opere in progetto sul colle; certo che ho notato anomalie e che il tutto non è perfetto e ribadisco (perchè da qui è montata la polemica) che le nostre assocciazioni ambientaliste, che oggi non appoggiano questo progetto non sempre si fanno sentire a dovere…datemene atto (un pochino me ne ha convenuto Juri). In proposito aggiungo che, seppur Stefano ne abbia giustificato (vorrei capire come)la neccessità di edificare in quel sito la storia di sa Illetta rimane sempre una svista eneorme (che sia del Comune o della Regione ecc. poco importa). Con questo non voglio rinvangare nulla però mi farebbe un pò di piacere che ci sia un pochino di clemenza circa il progetto di Coimpresa e magari di collaborazione perchè, da quello che ho visto e riscoperto ieri (anzi scoperto), ritengo essere un bene prezioso per tutti riqualificare un’area così di pregio per la città e la regione. Ciao a tutti

  34. giusy
    5 Febbraio 2007 a 18:28 | #34

    le polemiche su illetta fanno parte del repertorio del cdx quando si trovano a corto di argomenti, cioè molto spesso… la tirano in ballo con o senza la storia dei pini e della villa al mare di Soru, ciclicamente, confidando sul fatto che c’è sempre qualcuno che non conosce la vera storia o la ha dimenticata….

  35. giusy
    5 Febbraio 2007 a 17:57 | #35

    Juri, non era un articolo vero e proprio, era una risposta di Stefano, molto completa, forse anche in questo sito…. ma non ricordo dove. Appena ci leggerà sono certa che chiarirà la cosa.

  36. Juri
    5 Febbraio 2007 a 17:11 | #36

    Non lo sapevo…hai il link all’ articolo che ne parla?

  37. giusy
    5 Febbraio 2007 a 16:02 | #37

    Scusate Juri e Pxepittu, ma la storia di sa Illetta è stata spiegata tante volte anche da Stefano, il quale potrà ripetersi magari…. se non ricordo male, Soru è stato costretto a costruire laggiù proprio dal regolamento edilizio del comune.

  38. Juri
    5 Febbraio 2007 a 15:51 | #38

    Nessun rischio di essere pesante, anzi benvengano le diversità di opinioni e di gusti estetici. Tuttavia ci sono dei fatti oggettivi: dal punto di vista ecologico ridurre la volumetria di un edificio ed eliminare piantagioni stentate di eucaliptus messe per rifornire la cartiera di Arbatax rinaturalizzando il territorio con specie mediterranee, è positivo. Non è questione di opinioni.

  39. flower
    5 Febbraio 2007 a 15:33 | #39

    Ho accompagnato alcune coppie di amici nell’operazione cancelli aperti di Coimpresa e, confesso, non ci mettevo piede da anni….. Naturalmente ho seguito i percorsi obbligati ed ho scavalcato quelli vietati visitando grotte e la parte archeologica alla ricerca di un ricordo che ho scoperto essere comune ai miei amici quando, giovanissimi innamorati, frequentavamo l’hotel Tuvixeddu dove in piccole camere a quattro ruote che certamente non erano la “600 prenuragica” di Piero Marras ma si chiamavano Fiat 850 – 128 – 124 finanche una scarcassata 2 cavalli, celebravamo congressi carnali in cui, nel periodo invernale, con la compagna di allora “vedersi o non vedersi tutti nudi era un fatto di clima e non di voglia…” come cantava Guccini. Rapporti consumati tra tombe, cani e gatti randagi e nonostante le visite di qualche guardiano col fucile o di volgari guardoni……

  40. pxepittu
    5 Febbraio 2007 a 14:34 | #40

    scusate, non vorrei essere pesante…Juri mi sembra soggettivo il fatto di giudicare se una casa è migliore o peggiore di un’altra…a me l’originale per es. mi piaceva di più…e mi piaciono pure gli eucalipti; non mi piacciono invece i gradini scavati nella roccia. Anche il progetto di Cualbu mi piace, trovo discutibile alquanto la strada e non vedo alcun pericolo per le tombe in quanto, da come postato anche da Francesca, dal sopralluogo effettuato nel cantiere non se n’è vista l’ombra….perchè bloccare tutto? perchè eventualmente non concertare? perchè dal momento che il sito è stupendo dal punto di vista archeologico ed ambientale non poterlo finalmente inserirlo in un contesto cittadino (visto che è area urbana)più fruibile per tutti? meglio il degrado e l’abbandono cui è sempre stato soggeto il sito? Io questi interrogativi me li pongo…che male c’è!!!

  41. Juri
    5 Febbraio 2007 a 14:12 | #41

    E’ vero, la sede di Tiscali sarebbe stata meglio costruirla a Macchiareddu, la scelta che è stata fatta è molto discutibile. Ma questo che c’ entra con Tuvixeddu? Oppure vigliamo ragionare seocndo la logica: siccome si è sbagliato a S’ Illetta allora cementifichiamo pure Tuvixeddu?
    Invece il fatto che si alluda alla famosa ristrutturazione nei termini in cui fa pxepittu, dimostra che la violenta campagna di disinformazione portata avanti dal gruppo di Zuncheddu (quello che voleva cementificare Capo Carbonara-porto Giunco e ha invece dovuto ingogliare il rospo del PPR) ha fatto molte vittime. La casa che c’era prima era più brutta e le volumetrie sono state ridotte. Il muraglione che dava sul mare abbassato e rivestito di pietre. L’ orrendo eucalipteto è stato sostituito da macchia mediterranea e olivi. Iinsomma, un ottimo lavoro che sarebbe bene venisse compiuto in tanti altri casi.
    Per cosa si sarebbero dovute attivare le associazioni ambientaliste: per evitare la riduzione di volumetria o per opporsi alla ri-naturalizzazione dei luoghi?

  42. pxepittu
    5 Febbraio 2007 a 13:41 | #42

    ciao Mauro, scusa la polemica, volevo solo dire la mia proprio perchè trovo assurdo che la zona dove sorge Tiscali (Z.P.S., SIC, Ramsar, Parco Regionale …ecc) sia stata classificata industriale…la zona industriale di Macchiareddu, ormai compromessa da tanto, non poteva enssere idonea per la realizzazione degli uffici? Io non ho niente contro Soru e il suo governo però ho notato che quando è lui che costruisce o ristruttura (sappiamo benissimo a cosa alludo)le nostre assocciazioni ambientali hanno un atteggiamento un tantino soft…meglio scagliarsi contro gli imprenditori del mattone che magari sono stimati e professionisti di livello internazionale….ma forse non vanno bene perchè sono “locali”…meglio architetti e ing.di fama mondiale visto che noi professionisti siamo tutti ignoranti e non sappiamo parlare bene l’inglese… saluti e scusa lo sfogo però ribadisco che il progetto di Coimpresa è compatibile con le esigenze di una città in crescita (nb: 4000 euro a mq è alto…ma hai provato a vedere attualmente cosa compri a meno in pieno centro?)

  43. Mauro
    5 Febbraio 2007 a 12:58 | #43

    Da quello che ho letto sui giornali la sede di Tiscali è stata oggetto di una delle tante operazioni di leasing immobiliare che fanno quotidianamente le grosse società e non ci vedo alcun danno pubblico. Da quando la zona è industriale ci si insediano le aziende e dov’è la novità ? L’hai vista fra le tante strutture industriali perchè è Tiscali o l’hai vista perchè hai 11/10 di diottrie ? Da quando hanno voluto realizzare porto e zona industriale hanno fatto un disastro ambientale, ma allora Renato Soru aveva i pantaloncini corti… Ciao, Mauro

  44. pxepittu
    5 Febbraio 2007 a 11:33 | #44

    no, Tiscali, la cui struttura, dopo essere stata anche finanziati da fondi pubblici è stata anche venduta!!!! però tutti zitti, mi raccomando!!!

  45. Mauro
    5 Febbraio 2007 a 11:26 | #45

    sono stato alla “visita guidata” del cantiere di Coimpresa e non ne sono stato convinto: è la solita speculazione edilizia cagliaritana dei soliti “imprenditori del mattone”. Roba da 3-4 mila euro al mq. con strade e servizi a spese nostre. Perchè non ricordare che la cessione dell’area che sarà destinata a parco è comunque un obbligo che esiste in ogni piano di lottizzazione ? Non hanno regalato niente e stanno costruendo in una zona importantissima per il valore archeologico e ambientale. Guardando verso il mare si vede quello scempio del porto canale e della zona industriale che hanno deturpato lo stagno di S. Gilla: ti riferisci a questo ? Ma guarda che esistono da 40 anni !

  46. pxepittu
    5 Febbraio 2007 a 10:34 | #46

    è vero che c’è il punto debole della strada, ma la riqualificazione del parco e del quartiere mi è sembrata tutto sommata convincente. La cosa che purtoppo non ho potuto notare con fastidio da una nuova visuale è quella eneorme e deforme costruzione a Sa Illetta edificata in zona Ramsar…un’altra vergona un pò dimenticata…

  47. Francesca
    4 Febbraio 2007 a 19:57 | #47

    anch’io sono andata a visitare Tuvixeddu con alcune amiche. Le tombe non si potevano vedere e si doveva ascoltare obbligatoriamente il comizio di altri tempi di questi signori. Molti cagliaritani erano incuriositi, alcuni hanno ascoltato superficialmente. C’era anche tanta gente poco soddisfatta delle spiegazioni: è vero, alle domande rispondevano in maniera generica e sfuggente. Forse pensavano che tutti fossero degli scemi. Mi dispiace ma non è così. Continuate a battervi, ci sono tante persone che la pensano come voi. Un caro saluto, Francesca

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