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Carloforte isola del cemento ?


Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico hanno inoltrato ai Ministeri per i beni ed attività culturali e dell?ambiente, alla Presidenza della Regione autonoma della Sardegna, agli Assessorati regionali dei beni culturali, dell?urbanistica e della difesa dell?ambiente, al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ai Carabinieri del Nucleo tutela dell?ambiente, al Comune di Carloforte ed alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari una specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale e di adozione di opportuni interventi (nota del 3 marzo 2007) riguardo i segnalati lavori di ristrutturazione di un fabbricato preesistente e di realizzazione di una decina di nuove unità immobiliari a Spagnole per farne una struttura turistico-residenziale a breve distanza dal mare, in un?area ricca di vegetazione mediterranea, in Comune di Carloforte (CI).

Con deliberazione n. 17 del 6 luglio 2001 il Consiglio comunale di Carloforte autorizzava il rilascio della concessione edilizia per ?lavori di trasformazione di un fabbricato rurale in un punto ristoro con zona ristorante all?aperto?, con successiva deliberazione n. 23 del 15 maggio 2003 autorizzava in deroga degli standards urbanistici (art. 17 del regolamento edilizio allora vigente) la realizzazione di n. 8 nuovi fabbricati per n. 20 posti letto. In seguito (nota n. 9471 del 13 novembre 2003) l?Assessorato reg.le P.I. BB.CC. – Servizio tutela del paesaggio di Cagliari rilasciava il nullaosta paesaggistico. Con la concessione edilizia n. 105 del 20 dicembre 2005 venivano definitivamente assentiti i lavori in progetto, con inizio dei lavori entro un anno ed agibilità entro i tre anni successivi.

L?intera Isola di San Pietro è tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004, D.M. 25 marzo 1966), rientra in diversi siti di importanza comunitaria (direttiva n. 92/43/CEE, D.P.R. n. 357/1997, elenco regione biogeografica mediterranea approvato con decisione Commissione europea n. 3261 del 19 luglio 2006) ed è destinata ad area protetta marina (legge n. 394/1991) e terrestre (legge regionale n. 31/1989 ? allegato ?A?). Inoltre, il piano paesaggistico regionale ? P.P.R. recentemente approvato con deliberazione Giunta regionale n. 36/7 del 5 settembre 2006, ricomprende l?area interessata nell?ambito di paesaggio costiero n. 6 ?Carbonia e Isole Suscitane? (art. 14 delle norme tecniche di attuazione) e la classifica in parte ?sistema a baie, promontori, falesie e isole minori?, ?area naturale e sub naturale? (macchie, dune e aree umide), ?area semi-naturale? (prateria, spiagge).

In questi anni più volte le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico hanno chiesto accertamenti ed interventi contro l?abusivismo edilizio anche a Carloforte, come in tutta la Sardegna, ma solo in pochi casi (es. ai sensi dell?ordinanza n. 33 del 1999 è stato eseguito il ripristino ambientale a Cala Fico) vi è stato concretamente l?intervento ripristinatorio. In diversi casi, nonostante numerose documentate richieste di intervento, sussistono ordinanze di demolizione e ripristino ambientale non eseguite (nelle località Il Pulpito, Canalfondo, Valacca e Vivagna), sono in corso procedimenti di accertamento di conformità (art. 16 della legge regionale n. 23/1985) di opere abusive (nelle località Canalfondo, Vivagna, Nassetta, Spagnoli, Valacca) e dove sussistono seri dubbi sul rispetto delle autorizzazioni rilasciate (nelle località Valacca, Canalfondo, Paradiso) o della legittimità del procedimento di autorizzazione seguito (nelle località Guardia dei Mori e Geniò).

Più volte il Ministero dell?Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare e l?Assessorato regionale della Difesa dell?Ambiente hanno richiamato al Comune di Carloforte la necessità, in particolare, della preventiva sottoposizione quantomeno a valutazione di incidenza ambientale (direttiva n. 92/43/CEE, art. 5 ed allegato G del D.P.R. n. 357/1997) di qualsiasi progetto comportante modifica di aree rientranti in siti di importanza comunitaria. Finora inutilmente, visto che tale normativa non pare proprio osservata.

Un precedente caso emblematico, a puro titolo di esempio, è stato quello relativo ad una serie di lavori effettuati a Guardia dei Mori. In merito il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale ? Servizio territoriale dipartimentale di Iglesias comunicava (nota prot. n. 3188 del 24 maggio 2005) che la propria Stazione di S. Antioco, competente per territorio, aveva svolto i necessari accertamenti riguardo un caso meritevole di tutte le opportune verifiche riguardo la legittimità degli interventi segnalato (nota del 21 maggio 2004) alle amministrazioni pubbliche nazionali, regionali e locali competenti, nonché alla Magistratura, dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico: si trattava di una strada aperta in tempi recenti con sbancamenti di roccia ed eliminazione di macchia mediterranea anche ad alto fusto e di un?area cantiere (presumibilmente destinata all?edificazione di una struttura immobiliare) a Guardia dei Mori, nel bel mezzo dell?Isola di San Pietro. Al termine degli accertamenti, ?con comunicazione notizia di reato n. 01/2005, sono state segnalate due persone alla Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Cagliari, indagate per realizzazione di opere edilizie in assenza di n. o. paesaggistico ai sensi del decreto legislativo 22.01.2004, n. 42 ? art. 142, lettera g), e per deturpamento di bellezze naturali in violazione dell?art. 734 cod. pen.? Il Ministero dell?ambiente e della tutela del territorio ? Direzione per la protezione della natura, con nota prot. n. DPN/2 D/2004/19945 del 13 luglio 2004, aveva richiesto all?Assessorato regionale della difesa dell?ambiente, alla Provincia di Cagliari ed al Comune di Carloforte informazioni sullo svolgimento della procedura di valutazione di incidenza ambientale, poi dichiarata assente dal Comune di Carloforte (nota prot. n. 7961 del 5 agosto 2004), che, in precedenza (nota prot. n. 5711 del 9 giugno 2004), aveva comunicato l?avvenuta emanazione della concessione edilizia n. 70 del 17 settembre 2003 e del nullaosta paesaggistico (nota Ass.to regionale P.I. e BB.CC. ? Servizio tutela paesaggio n. 6806 del 25 luglio 2003) che, però, appariva limitato alla ?costruzione di un fabbricato da adibire ad azienda agricola?.

In precedenza, il Sindaco di Carloforte Marco Simeone aveva dichiarato pubblicamente nell?estate 2002 che chi intendeva realizzare qualsiasi intervento edilizio deve munirsi preventivamente delle necessarie autorizzazioni amministrative. Si trattava certamente di un?ovvietà, ma rappresenta una piccola ?rivoluzione? per Carloforte, dove ? tra lassismo, carenze di controlli e ?concessioni in sanatoria? una volta riscontrate le irregolarità ? l?abusivismo edilizio ha prosperato e prospera degradando valori ambientali e paesaggistici che ne costituiscono, tra l?altro, l?attrattiva turistica fondamentale. Gli interessi illeciti dell?abusivismo edilizio sono, molto probabilmente, i fattori determinanti anche del grave quanto vigliacco attentato subìto nel 2003 dal consigliere comunale ecologista Salvatore Parodo, da sempre impegnato contro le iniziative speculative e per la corretta valorizzazione del patrimonio ambientale e storico-culturale carlofortino.

Sono numerosi i casi di abusivismo edilizio conclamato, palese ed evidente, su cui intervenire con i dovuti provvedimenti di legge (legge n. 47/1985, D.P.R. n. 380/2001 e legge regionale n. 23/1985). Ormai non vi sono più scuse per le incomprensibili lungaggini per l?adozione di concreti provvedimenti finalizzati alla difesa di un patrimonio ambientale collettivo di valore unico ed inestimabile. Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico solleciteranno, inoltre, alcuni parlamentari sensibili per la presentazione di interrogazioni al Parlamento europeo e nazionale riguardo la mancata effettuazione della valutazione di incidenza ambientale preventivamente agli interventi edilizi nell?Isola di San Pietro.

Gruppo d?Intervento Giuridico e Amici della Terra

(foto S.D., archivio GrIG)

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  1. waltermary
    18 Marzo 2007 a 18:44 | #1

    Vorrei anch’io precisare che non mi riferivo a lei , quello che Vio fate è sacrosanto e legittimo, ma è la strumentalizzazione che ne consegue che a mio avviso non va bene.

    tutto qui
    Buon lavoro
    Mariangela Ferrando

  2. stefano.deliperi
    18 Marzo 2007 a 18:34 | #2

    Desidero tranquillizzare gli amici di Carloforte e la signora Mariangela Ferrando: qui nessuno ha parlato dell’intervento turistico-edilizio di Spagnole come di un “abuso edilizio”. Abbiamo chiesto alle pubbliche amministrazioni competenti le informazioni a carattere ambientale e l’adozione degli interventi che si rendessero necessari in seguito agli accertamenti di legge. Vogliamo vederci chiaro, soprattutto perchè, anche nel recente passato, c’è stata molta “disinvoltura” a Carloforte in materia ambientale/urbanistica. Naturalmente informeremo su quanto ci verrà reso noto dalle amministrazioni pubbliche richieste. E se risulterà che l’intervento è legittimo saremo i primi ad esserne felici.

  3. stefano.deliperi
    18 Marzo 2007 a 18:24 | #3

    inserisco un commento pervenuto da Mariangela Ferrando : ?In primo luogo mi presento, sono Mariangela Ferrando la proprietaria ,insieme a mio fratello,del ristorante le Terrazze e della prossima locanda.
    Non avrei voluto scrivere per non essere fraintesa , ma sono abbastanza istintiva e stamani ho deciso di seguire l’istinto.
    Mi preme fare alcune precisazioni:
    - la ristrutturazione del fabbricato preesistente è stata richiesta nel 2001 ed eseguita nel 2001 il ristorante infatti è in essere da 6 anni.
    - per quanto riguarda le unità ricettive i 10 fabbricati non ci sono stati approvati dalla regione in un ottica di risparmio del territorio,ma ci è stato approvato un corpo unico di fabbrica.
    Per quanto può interessare io personalmente sono e resterò ambientalista fino all’osso sono la prima ad innorridire per certi scempi che interessano Carloforte, la Sardegna, l’Italia e tutto il mondo.
    Vado orgogliosa per quello che ho fatto perchè, a mio modesto parere, sia il ristorante che la locanda si integrano perfettamente con l’ambiente circostante ,nella casa che oggi è ristorante io ci sono cresciuta , nel terreno dove sorge la locanda ho i più bei ricordi, il mio cantiere è sempre stato ed è un cantiere aperto e non ci sono cancelli con tripli lucchetti, a parte la notte .
    Mi scuso per lo sfogo ma mi sento come il prete che viene accusato di predicare bene e razzolare male. Apprezzo il Vostro lavoro.
    Con stima,
    Mariangela Ferrando.?

  4. Rolando
  5. Piero il Gurriero
    17 Marzo 2007 a 16:46 | #5
  6. L.
    6 Marzo 2007 a 13:57 | #6

    la foto è bella e colorata, ma quello che sta accadendo a Carloforte è grigio, colore del cemento !

  7. u paize
    5 Marzo 2007 a 23:00 | #7

    Stefano, fermali che stanno massacrando Carloforte col cemento !!!

  8. Menego
    5 Marzo 2007 a 10:13 | #8

    e fate bene, perchè a Carloforte mattone e cazzuola arrivano dappertutto..

  9. stefano.deliperi
    4 Marzo 2007 a 23:07 | #9

    Non potrebbe importarcene di meno: di chiunque sia andiamo a vedere se l’intervento è legittimo o meno. E qualche forte dubbio lo abbiamo…

  10. Giggi
    4 Marzo 2007 a 20:52 | #10

    è l’albergo si un consigliere sia comunale che provinciale della margherita….

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