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La gestione del territorio che funziona: il Parco faunistico del Monte Amiata.


Un ottimo esempio di buona gestione del territorio da parte di un’amministrazione pubblica, il Parco faunistico del Monte Amiata. Un esempio agevolmente riproducibile anche in Sardegna, se ve ne fosse la volontà…

Gruppo d’Intervento Giuridico

Che cos’è ?

Il Parco Faunistico del Monte Amiata è una novità nel panorama dei Parchi a livello nazionale. S’ispira ai Wild Park tedeschi e, in un territorio assai piacevole dal punto di vista paesaggistico ed ambientale, propone una serie di aree faunistiche integrate di grandi dimensioni.
All’interno del Parco, un sistema di sentieri, che non devono mai essere abbandonati e apposite strutture come l’altana, permettono l’avvistamento, senza interposte barriere fisiche, fra visitatori ed animali, di moltissime specie naturalmente presenti negli Appennini centrali.
Il Parco è ricco di fauna selvatica che ha, o ha avuto in passato, un ruolo negli equilibri ecologici appenninici. Il sentiero natura, un po’ più impegnativo degli altri sentieri, si sviluppa in una stupenda forra, ricca di acqua; percorrendo tale sentiero è possibile l’osservazione e la catalogazione di numerose specie vegetali, spesso endemiche o rare. L’area è caratterizzata da molte specie forestali; tra le latifoglie: Carpino bianco, Carpino nero, Acero di monte, Acero campestre, Nocciolo, Salice rosso, Ciliegio selvatico, Faggio, Castagno, Roverella, Cerro e Agrifoglio; tra le conifere, quasi sempre di impianto artificiale: Pino nero, Douglasia, Cipresso dell?Arizona, Abete Greco, Larice e Cedro.
Numerose le emergenze floristiche, fra queste: Pulmonaria saccarata Miller, Viola etrusca Erben, Myosotis decumbens Host, Geranium nodosum L., Phyteuma scorzonerifolium Vill., Ilex aquifolium L., Ranunculus garganicus Ten., Scilla bifolia L., Galanthus nivalis L. Facendo trekking nell?apposita sentieristica si può incontrare facilmente Daino, Cervo, Muflone, Capriolo e Camoscio ed anche moltissimi altri mammiferi, naturalmente presenti, come Istrice, Volpe, Tasso, Donnola, Faina, Puzzola, Lepre, Scoiattolo, Ghiro, Cinghiale, ed altri ancora, ma ciò che può dare una emozione unica è sicuramente la possibilità di avvistamento del Lupo Appenninico, nella sua grande area faunistica. Non sono molte, anche a livello mondiale, le occasioni che permettono di passeggiare fra cervi e daini e, contemporaneamente, avvistare il lupo appenninico!
Ogni stagione ha il suo fascino: in autunno è il periodo degli amori per gli ungulati ed è possibile l?osservazione dei lunghi combattimenti e l?ascolto dei vocalizzi dei cervi maschi in difesa del proprio harem e del territorio faticosamente conquistato; in inverno gli animali sono assai disponibili a farsi osservare tranquillamente e, in febbraio, inizia il periodo degli amori per i lupi; in primavera è un’esplosione di vita e di colori, avvengono le nascite e fervono una miriade di attività, nel verde spicca il giallo delle ginestre e ovunque crescono fiori; l’estate a 1000 metri di altitudine è sinonimo di tranquillità, le ore migliori per osservare gli animali sono quelle intorno al crepuscolo, nelle ore più calde i ritmi vitali rallentano e tutto tende a fermarsi.
Le specie di uccelli presenti nella zona sono molto numerose, spesso assai rare come Biancone, Falco lanario, Merlo acquaiolo, Albanella reale, Albanella minore, Sparviero, Smeriglio, Nibbio, Gheppio, Picchio Rosso, altri come Civetta, Assiolo, Allocco, Starna, Gufo comune, Barbagianni, Poiana, Lucherino, Ciuffolotto, Zigolo giallo, Upupa, Regolo, Codirosso spazzacamino, Culbianco, Fringuello alpino, Picchio muraiolo, Rampichino, Peppola, Fanello, Passero solitario, Cesena, Tordela, Rigogolo, Martin pescatore, Airone cinerino e così via fino alle oltre 120 specie fino ad oggi censite.
Il Parco Faunistico Monte Amiata insiste nelle vicinanze del Monte Labbro dove David Lazzaretti, il “Profeta dell?Amiata” nella seconda metà dell?ottocento, fondò un movimento di rinnovamento religioso e sociale. Nel paese di Arcidosso, oltre al Centro Studi David Lazzaretti, è tuttora presente una piccola Comunità Giurisdavidica che testimonia gli insegnamenti del “Profeta”.
Il Parco mira, istituzionalmente, alla gestione di attività didattiche e di sensibilizzazione, alla realizzazione di progetti di studio e di ricerca, alla attuazione di programmi di conservazione di specie a rischio di scomparsa. E? collocato geograficamente tra Siena e Grosseto, tra Firenze e Roma, vicino alle zone termali di Saturnia e Chianciano a quelle etrusche di Sovana, Sorano e Pitigliano ed è anche in prossimità di centri medioevali quali Pienza, Montepulciano e Montalcino dove si possono gustare grandi vini come il Nobile ed il Brunello, adatti anche per accompagnare straordinari piatti del Monte Amiata, a base di funghi, castagne e carni nelle preparazioni tipiche della Toscana.
Il Parco Faunistico, che ha avuto, in fase di realizzazione, la collaborazione del Parco Nazionale d?Abruzzo e del Parco Naturale della Maremma, fa parte del Demanio della Regione Toscana ed è gestito dalla Comunità Montana del Monte Amiata versante grossetano zona I 1.
Il Parco Faunistico del Monte Amiata è impegnato per la riuscita di importanti attività quali il “progetto S. Francesco” con il Gruppo Lupo Italia, il progetto Capovaccaio con il WWF della Toscana, il recupero del patrimonio genetico rappresentato dall? Asino Amiatino (Sorcino Crociato di razza amiatina) e del Cavallo Maremmano con l?Istituto di Incremento Ippico della Toscana. E? in atto anche la realizzazione di un Centro Visite tipo Museo di Storia Naturale dell?Amiata. Progetti futuri potrebbero riguardare la Lontra, il Gatto selvatico, la Starna e la Lince.
L?area nei dintorni del Parco Faunistico è di grande interesse naturalistico tanto che l?Amministrazione Provinciale di Grosseto sta realizzando cinque nuove zone destinate a riserva naturale.
Nel Parco è anche presente uno dei due siti di riproduzione del Capovaccaio, chiamato anche Avvoltoio degli Egizi, (il più piccolo degli avvoltoi italiani). Il progetto è del WWF ed è finanziato dalla Regione Toscana, con l?obiettivo di riprodurre e magari riportare questo raro rapace nei cieli della Maremma.
All?interno del Parco è in funzione un Bar Ristorante gestito da cooperative locali che garantiscono anche servizi di assistenza, di giuda e di tipo organizzativo di vario genere. I gruppi possono chiedere informazioni e prenotare ai numeri di tel. +39 0564 977778 – 0564 968010 – 0564 966867. Ad Arcidosso, nei pressi del Castello Aldobrandesco, è in allestimento un Centro Visite di tipo museale tendente a presentare le emergenze e la storia naturale dell?intero complesso amiatino.
Il Parco Faunistico, distante meno di nove chilometri dai paesi di Arcidosso e Santa Fiora, è aperto tutti i giorni, escluso il lunedì, dall?alba al crepuscolo; si visita a piedi lasciando automezzi e pulman in appositi ampi parcheggi attrezzati con acqua, servizi igienici, luce elettrica e pozzino di scarico per camper e caravan.

Il Parco.

Il parco faunistico dell?Amiata si colloca in un area montana di particolare pregio naturalistico e paesaggistico, si avvale di soluzioni e metodologie espositive moderne e rispettose degli animali e costituisce l?ambiente ideale per la presenza e l?osservazione di numerose specie di fauna selvatica. Il parco faunistico del monte Amiata è una novità nel sistema dei parchi a livello nazionale; si ispira ai Wild Park tedeschi, ma aggiunge a quelle esperienze contenuti ed obiettivi più nuovi e innovative metodologie di fruizione. E? uno strumento tecnico e scientifico di sperimentazione e di gestione naturalistica del territorio; è gestito secondo le direttive degli Enti Locali che lo utilizzano anche per l?organizzazione di attività didattiche e di sensibilizzazione, per le iniziative di studio e di ricerca, per la conservazione di specie animali e vegetali che rischiano l?erosione genetica e la scomparsa. All?interno delle aree faunistiche, integrate tra di loro, sono presenti specie animali che hanno, o hanno avuto in passato, un ruolo negli equilibri ecologici della nostra zona, che, pur non facendone parte, è caratterizzata da ambienti di tipo appenninico. Le visite si effettuano passeggiando sugli appositi sentieri attrezzati che non devono essere abbandonati. Una delle caratteristiche sta nel fatto che non esistono interposte barriere fisische tra visitatori ed animali. Molte le specie animali e vegetali che vengono presentate, tra cui, solo per citarne alcune, cervi, caprioli, daini, camosci, mufloni; numerose sono quelle naturalmente presenti nel territorio del parco, alcune delle quali piuttosto rare.
Percorrendo i sentieri, o da un apposita altana, possono essere avvistati i rari e fieri lupi appenninici, altrimenti difficilissimi da osservare nei loro atteggiamenti piu? spontanei.

Chi siamo.

Da anni stiamo lavorando appassionatamente al Parco Faunistico del Monte Amiata, ci sforziamo di tenerlo pulito, tranquillo, ordinato. Ogni giorno ispezioniamo le strutture, i sentieri, le aree di sosta, accudiamo gli animali domestici, interveniamo sul territorio affinché garantisca il massimo di produttività in favore degli animali che ne fanno parte integrante. Ci teniamo che gli animali selvatici si sentano a loro agio e mantengano, per quanto possibile, le loro abitudini anche alimentari e riproduttive; cerchiamo di fare in modo che non siano soggetti a disturbo, che non si trovino in difficoltà per aver diminuito la loro distanza di fuga alla vista dell?uomo. Riteniamo che tutti gli animali selvatici presenti all?interno del Parco potrebbero essere trasferiti in altri territori per loro favorevoli e sarebbero in grado di cavarsela benissimo anche senza che l?uomo li accudisca. Pensiamo, in sintesi, alle nostre aree faunistiche come vere e proprie riserve genetiche. Consideriamo il Parco Faunistico del Monte Amiata uno strumento tecnico e scientifico, a disposizione di tutti, per la buona gestione del territorio Amiatino. Ci consideriamo al servizio delle attività didattiche, di studio e di ricerca, di conservazione di specie animali a rischio di scomparsa. Siamo sempre pronti a collaborare con gli enti locali, di cui siamo emanazione diretta, ma siamo assolutamente disponibili anche con le altre istituzioni, con le associazioni, con le scuole di qualunque provenienza, ordine e grado; vogliamo collaborare con i singoli visitatori, con gli istituti e con i ricercatori che hanno i nostri stessi interessi. Sarebbe nostra ambizione far sì che chiunque entri nel Parco ne esca un poco arricchito, se non culturalmente almeno nel proprio patrimonio di emozioni. Vorremmo invitare tutti a destinare un po? di tempo ad osservare, a conoscere, a comprendere la vita che ci circonda. Il personale del Parco Faunistico del Monte Amiata, le guide, gli addetti al Bar-Ristorante interno, il personale delle cooperative che si occupano di alcuni servizi, tutti insieme, come unica equipe, collaboriamo alla gestione e siamo sempre lieti di aiutare i visitatori. Tutte le strutture, comprese la Direzione e la Sala Polivalente, sono sempre visitabili. Il sito www.parcofaunistico.it è nato per fornire informazioni, ma anche per ricevere indicazioni, critiche, suggerimenti o, perché no?. anche complimenti. La collaborazione che più ci interessa sta nei suggerimenti e nei consigli di chi presta attenzione al nostro operato. Durante le visite chiediamo, soprattutto, di mantenere i sentieri; di parlare con voce moderata; di gettare i rifiuti negli appositi contenitori e di essere attenti; di informarsi su ciò che si vede; di suggerire agli altri visitatori comportamenti corretti. Ogni visita, ogni contatto, ogni suggerimento o critica, ogni segnalazione saranno ritenuti collaborazione e, di conseguenza, tenuti nel debito conto.

(foto S.D., archivio GrIG)
Riferimenti: Parco faunistico del Monte Amiata

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  1. elena
    1 Gennaio 2009 a 18:13 | #1

    Buon anno lupi! Da domani sono da quelle parti, e se li vedo, (magari!) sicuro che ve li saluto! :)

    Anche lassù purtroppo, c’è chi non li accetta in libertà..

    Auguri a tutti

  2. stefano.deliperi
    5 Aprile 2007 a 20:48 | #2

    Sì, cara Vania, è il Lupo del Monte Amiata, fotografato con un bel po’ di fortuna, ciao !

  3. Vania
    5 Aprile 2007 a 11:52 | #3

    ma è il lupo del monte Amiata ? ciao ciao Vania

  4. Juri
    5 Aprile 2007 a 1:14 | #4

    In Sardegna invece c’è il comune di Fonni che ha utilizzato soldi pubblici per organizzare un surreale convegno intitolato “Infrastrutturazione della montagna”, nel quale si è disscusso di come sarebbe bello trasformare il Gennargentu in un luna park di seggiovie e skilift. Rappresentanti di società produttrici di impianti a fune, progettisti degli stessi e qualche politicante si sono dati appuntamento qualche sabato fa in un hotel del paese alla caccia di nuovi record di ridicolo a spese dai contribuenti.
    Stefano occhi aperti che si parla progetti di collegamenti sciistici Bruncuspina – S’Arena da non credere…

  5. G.L.
    4 Aprile 2007 a 19:47 | #5

    Questo è un esempio di quello che si potrebbe fare anche qui in Sardegna con investimenti contenuti e un po’ di managerialità. La Regione e i Comuni sono pieni di terreni con bosco e macchia mediterranea che possono vedere iniziative come questa. Si farebbe tutela delle specie a rischio (per es. muflone, cervo, etc.) e si creerebbe occupazione. Che cosa aspettano ?

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