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Archivio 30 Aprile 2007

Spreco di oro blu.


Secondo l?indagine svolta dal CNR, Gli italiani sono i cittadini più ?spreconi? d?Europa, in materia di acqua ma, purtroppo, l?aggravarsi della siccità è dovuto anche agli acquedotti ?colabrodo?, che determinano una dispersione media pari al 27%, alla cattiva gestione delle risorse nel settore industriale e in quello agricolo. Urge un forte impegno comune, sbrighiamoci!

Gruppo d’Intervento Giuridico

www.adnkronos.com 27 aprile 2007
Siamo uno dei paesi più ricchi d?acqua al mondo e fra i primi nei consumi
Acqua, 13mila acquedotti ?colabrodo? in Italia

Secondo il CNR, oltre all’errato utilizzo delle risorse a disposizione, la dispersione della rete idrica è una delle principali cause dell’aggravarsi della siccità nel nostro paese in questi ultimi anni. In media è del 27%, fino a punte del 40%

Roma, 27 apr. (Ign) ? Otto mld di metri cubi ogni anno che scorrono attraverso 13mila acquedotti sparsi su tutto il territorio nazionale, con una dispersione media del 27%. Sono i numeri dell?acqua in Italia, primo paese nell?Unione Europea per consumo e tra i primi al mondo (dopo Giappone, Canada, USA e Australia), con una domanda ripartita tra il settore agricolo (60%), quello energetico e industriale (25%) e per gli usi civili (15%).

Una vera e propria rete di acquedotti ?colabrodo? che, secondo i dati del Centro Nazionale delle Ricerche, è la principale causa dell?aggravarsi dell?emergenza siccità di questi ultimi anni. Una situazione cui contribuisce anche la difficoltà di manutenzione dovuta all?alto numero di acquedotti e alla frammentazione della rete stessa.

La dispersione media è pari al 27%, ma può raggiungere anche picchi superiori al 40% della portata dell?acquedotto. Come sempre, il confronto fra Nord e Sud vede nel Mezzogiorno la Cenerentola, con una dispersione media pari al 30,4% contro il 25,4% del Centro-Nord. Anche l?acqua destinata all?irrigazione non si sottrae a questo fenomeno: lungo il percorso che va dalle sorgenti agli idranti nei campi coltivati, viene disperso circa il 40% della distribuzione complessiva.

Ma non solo. Sempre secondo il Cnr,la situazione idrica in Italia è grave anche per l?uso anomalo delle risorse a disposizione: alcune industrie si servono di acque di ottima qualità per il raffreddamento del loro ciclo produttivo; molte sorgenti appenniniche vengono sfruttate per produrre scarse quantità di energia mentre erogano oltre 1 metro cubo d?acqua al secondo; l?inesistenza di un riciclo e un riutilizzo dell?acqua di scarico per usi domestici che ? se venisse reimpiegata per l?agricoltura ? ci farebbe risparmiare 1500 milioni di metri cubi, quantità pari a quella raccolta negli invasi in Puglia e Basilicata.

(foto C.B., archivio GrIG)

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