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Sardegna sostenibile ? Ma de chè ?


Nel fantastico mondo dei convegni sull?ambiente e sullo sviluppo sostenibile non poteva mancare l?accoppiata fra mondo universitario, rappresentato dal CRENOS (Centro ricerche economiche nord sud) delle Università di Cagliari e Sassari, e mondo degli investitori (o speculatori) turistico-immobiliari, rappresentato dal Chia Laguna Resort. A Cagliari, il 4 maggio 2007 presso l?aula magna della Facoltà di Scienze Politiche dell?Università di Cagliari, i docenti universitari Raffaele Paci, Stefano Usai e Giovanni Sistu, Enrico Corti, Italo Meloni, Giulio Candela e Davide Cao discuteranno amabilmente di sviluppo sostenibile e proporranno quale positivo caso di studio il Chia Laguna Resort e gli interventi connessi. Ne dibatteranno con Antonio Cavalieri e Mike Eivers del gruppo immobiliare Chia Invest e Giulio Conte, di Ambiente Italia, che allieterà i convenuti sul programma ambientale per lo sviluppo del golf nel basso Sulcis. Concluderà l?Assessore regionale del turismo Luisanna Depau.

Non c?è che dire, è forse un segno dei tempi. Il gruppo Stim ? Chia Invest sta riempiendo di cemento, campi da golf e cosette simili la costa di Chia e il mondo universitario ne certifica la sostenibilità ambientale. Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico ne stanno, invece, riempiendo gli uffici delle pubbliche amministrazioni competenti, della polizia giudiziaria e della magistratura. Il 22 maggio 2007 in un?altra aula, quella del Tribunale penale di Cagliari, Antonio Cavalieri, quale amministratore delegato della Stim s.p.a., insieme ad altri quattro indagati, risponderà dei lavori non autorizzati per la realizzazione del campo da golf sullo Stagno di Chia. Gli Amici della Terra e il Gruppo d?Intervento Giuridico, che nel maggio 2005 denunciarono l?avvio dei lavori, presenteranno istanza di costituzione di parte civile, alla faccia dello ?sviluppo sostenibile? certificato.

Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico

(eleborazione immagine GrIG)

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  1. pa.fiori
    4 Maggio 2007 a 19:34 | #1

    ho partecipato oggi al convegno; proficuo perchè sono emersi alcuni aspetti interessanti e qualche sorpresa che descriverò prestissimo sul blog. Anticipo solo che il Crenos non ha avuto nessuna intenzione di sponsorizzare il Chia Laguna Resort…..

  2. claudia_basciu
    4 Maggio 2007 a 14:33 | #2

    Sarà pure una vicenda vecchia, però fa sempre impressione assistere al meretricio del mondo universitario. Nel prendere ad esempio di sostenibilità ambientale cemento&campi da golf tra le dune dorate, ci vedo un pizzico di mala fede. Un pizzico. Mi aspetto che, in futuro, si certifichi una beauty farm tra i fanghi di Portovesme. Sono d’accordo con Sandro, perchè gli illustri cattedratici sono così silenziosi e distratti?

  3. mavi
    4 Maggio 2007 a 12:03 | #3

    l’insostenibile leggerezza del sapere universitario in simbiosi con il sostenibile turismo e l’analogamente sostenibile interesse economico, che delizia !

  4. Sandro
    3 Maggio 2007 a 14:42 | #4

    Il “sapere universitario” contiguo o al servizio del potente è una vicenda vecchia come le Università stesse. A Cagliari la situazione è più consolidata e cristallizzata di molte altre parti di Italia e non vedo nessun illustre cattedratico che protesti. Nemmeno quelli che ultimamente fanno da grillo parlante contro la “dittatura” regionale soriana ma non vedono il magnifico “regno” rettorale senza fine.

  5. Davide
    3 Maggio 2007 a 11:27 | #5

    La carovana degli esperti si è messa in moto per la meta delle certificazioni ambientali, ambite e non gratuite..

  6. fransiscu.s
    3 Maggio 2007 a 1:43 | #6

    Comprendo l’indignazione che traspare dall’articolo, è la stessa che ho provato io..
    Dall’immagine della locandina del convegno da voi pubblicata si evince con chiarezza che il Crenos da la copertura scientifica ed accademica ed accredita l’operato di una società immobiliare su cui pendono se non responsabilità accertate quantomeno fatti per violazione ambientale in via di accertamento in sede giudiziaria,è più eloquente di qualunque discorso sui legami e gli interessi dei soggetti coinvolti.
    Accreditare da parte del mondo universitario quale esempio di sviluppo sostenibile lo scempio operato nella zona di Chia nell’ultimo decennio determina una commistione di ruoli tra soggetti pubblici con funzioni di indirizzo e controllo quale l’università, e privati che perseguono interessi finanziari che genera quantomeno confusione.
    Il fatto è a mio avviso ancora più grave se si considera che il il CRENOS e alcuni dei docenti universitari che intervengono al convegno hanno avuto ed hanno ruoli istituzionali importanti attribuiti dall’attuale Giunta regionale.
    Come cittadino che ha finora riposto fiducia nell’operato della Giunta regionale nella difesa delle coste e del patrimonio ambientale non capisco più nulla, da un lato l’incisiva difesa delle coste voluta dalla Giunta e dall’altra istituzioni e uomini nominati dalla stessa Giunta in posti di comando che sdogano quale sviluppo sostenibile interventi edilizi che hanno stravolto una delle coste più belle della Sardegna e per i quali sono in corso accertamenti giudiziari.
    Forse vivo fuori dal tempo ma vedere accreditata dall’Università la Società Chia Laguna Resort quale esempio di sviluppo sostenibile a tutto e a molte cose mi fa pensare fuorché a una reale esempio di sviluppo ambientale ed economico sostenibile per la Sardegna e i sardi.
    Condivido e apprezzo ora più che mai il vostro modo di intendere la difesa dell’ambiente che più che nei convegni si esplica in azioni concrete finalizzate all’applicazione e rispetto delle leggi.

  7. Vania
    3 Maggio 2007 a 1:08 | #7

    ma questi non erano gli universitari per Soru e la sua politica di difesa delle coste ? vergognaaaaaa !!!!! ciao, sempre con affetto, Vania

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