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L?insostenibile turismo del golf ?


Non sappiamo se il Convegno su ?Sardegna sostenibile? organizzato dal Crenos (Centro di ricerche economiche nord-sud dell?Università di Cagliari) in collaborazione con l?azienda turistica Chia Laguna Resort ha chiarito o fugato le perplessità già manifestate in un articolo precedente pubblicato il 2 maggio qui sul blog.
L?organizzazione del convegno partiva da una premessa: studiando il quadro generale del turismo in Sardegna, ed evidenziando la necessità di una integrazione tra pianificazione turistica, paesaggistica e dei trasporti, è possibile un coordinamento delle politiche per lo sviluppo e la sostenibilità? In particolare, è possibile un utilizzo turisticamente sostenibile delle risorse ambientali (in determinati territori fonte principale di vantaggio comparato nel settore turistico) che sia in grado di generare reddito sia nel presente che nel futuro ? Partendo quindi da questo assunto, il Crenos ha studiato la situazione attuale del turismo in Sardegna anche sulla base della nuova legislazione sulla tutela del paesaggio e dello sviluppo del settore dei trasporti con la continuità territoriale e, come affermato dal direttore del Crenos Raffaele Paci, ha deciso di calare le risultanze, i concetti pur sempre teorici, nella realtà. Si è chiesto cioè se in Sardegna, alla luce di una nuova situazione anche legislativa della Regione Sardegna, ci fosse un?impresa che nella realtà perseguisse un progetto di sviluppo turistico sostenibile. E? stata così individuata la Chia Laguna Resort come oggetto di studio per monitorare tutti gli indicatori utili a verificare se una iniziativa di sviluppo corrisponda agli obiettivi di sostenibilità perseguiti, considerato che la Chia Laguna Resort ha un programma dichiarato di riqualificazione del territorio di Chia. In particolare ?è stata affrontata la tematica relativa alla necessità di destagionalizzare la domanda, mettendo in evidenza quegli strumenti e quei servizi fondamentali per raggiungere l?obiettivo dell?allungamento della stagione turistica, salvaguardando territorio ed ambiente circostante“. Verificato l?impatto del turismo sull?economia locale di Domus de Maria e sull?integrazione del Chia Laguna Resort nel tessuto produttivo. Dallo studio dell?azienda e delle sue connessioni con la zona circostante, il gruppo di ricerca ha analizzato lo stato dell?economia, soprattutto turistica, di una porzione di territorio del basso Sulcis, arrivando alle seguenti valutazioni: il comprensorio di Chia presenta elevate potenzialità attrattive in quanto inserito in un contesto paesaggistico di rilevante importanza e ricco di opportunità di visita. Una buona integrazione con l?ambiente e con il territorio può diventare un?opportunità di mercato, in quanto una parte crescente di domanda turistica premia, in termini di preferenze e disponibilità a pagare, la qualità ambientale. Attualmente la domanda turistica nel Comune di Domus de Maria si concentra per il 60 % circa nei mesi di luglio ed agosto e per il 90 % circa da giugno a settembre. Per ridimensionare questo effetto il Chia Resort ha cercato di creare una forte integrazione con il territorio in quanto tale strategia permette di soddisfare alcuni bisogni della domanda turistica, alla ricerca di una destinazione che esalti le caratteristiche di tipicità, autenticità e contatto con la natura, anche nei periodi di bassa stagione in cui la risorsa marina è poco utilizzabile a fini turistici. E anche se il 65 % circa dei turisti che sono stati intervistati in una indagine diretta ha scelto la località esclusivamente per il mare, oltre il 60 % di questi ha dichiarato di essere disponibile a ritornare nella stessa località per effettuare una vacanza non balneare, a conferma dell?elevata appetibilità della destinazione, che verrebbe inoltre consigliata da oltre il 90 % degli intervistati. Positivi riscontri sono stati registrati anche dalla comunità locale, secondo cui, almeno per l?80 % degli intervistati, il fenomeno turistico influisce positivamente sulla vita quotidiana e sul livello del benessere. Secondo alcune stime, le attività del Chia Laguna Resort, che rappresenta la realtà turistica più importante del comprensorio, attivano circa un terzo del valore aggiunto comunale con una occupazione del 40 % ed il 4 % del Sistema Locale del Lavoro di Pula (che comprende i quattro comuni di Pula, Domus de Maria, Villa San Pietro e Teulada) con un?occupazione del 6 %.
La strategia di integrazione dell?attività turistica del Chia Laguna Resort con il territorio sembra quindi essere funzionale non solo alla redditività dell?impresa, ma anche all?intero sistema economico locale, in un?ottica di sviluppo che possa conciliare la salvaguardia dell?ambiente e lo sviluppo economico. L?allungamento della stagione turistica, obiettivo dell?azienda, può garantire risultati importanti per l?impresa ed una ricaduta fondamentale e positiva sull?economia locale e l?occupazione. Tra i benefici di una stagione più lunga: lavoro stabile per la maggior parte dei locali (non più e non solo un lavoro per 4 mesi all?anno); migliori opportunità per i giovani intenzionati a crescere professionalmente; sviluppo della zona più dinamico; opportunità di portare il turismo anche nelle aree dell?entroterra, oggi avulse dal sistema turistico balneare; maggiore richiesta per i prodotti locali. Quest?ultimo punto, in particolare, evidenzia come il turismo influenzi positivamente tutti i settori dell?economia di un luogo, a partire da quello agroalimentare e manifatturiero. Strutture ricettive aperte 12 mesi all?anno comportano una richiesta di servizi e consumo di prodotti locali per 12 mesi all?anno?.
Dalla lettura della brochure della società scopriamo che il Chia Laguna Resort è una struttura alberghiera oggetto di riqualificazione per farla diventare ambientalmente sostenibile, gestita dalla Chia Invest spa, fondata nel 2004 subentrando alla Chia 2000 spa. Nel 2001 la Chia 2000 aveva presentato al comune di Domus de Maria uno studio ambientale elaborato dal professor Vittorio Gregotti relativo all?intera area di Chia per uno sviluppo coordinato della fascia entroterra-costa. Nel contempo dà il via alla riqualificazione delle strutture ricettive siglando l?accordo con il marchio Le Méridien per il raggiungimento degli standard internazionali e nel 2003 completa il campo da golf Pitch&Putt di 18 buche. Nel 2004 dopo un quadriennio 2000-2004 in cui Chia Laguna ha perso il 70 % della propria capacità alberghiera in quanto la ?spiaggia? da sola non è bastata ad assicurare il successo, è subentrata la nuova società Chia Invest spa che dopo aver ricapitalizzato la società con l?apporto di fondi stranieri per un totale di 10 milioni di euro nel 2005 ha lanciato il Chia Laguna Resort con un modello di sviluppo legato al golf. L?idea alla base della strategia aziendale riguarda la creazione di una Rete di Resort nella fascia costiera che si estende dalla località di Pula alla Marina di Arbus ed il denominatore comune è rappresentato dal golf, ovvero dalla realizzazione di un circuito di campi da golf che leghi tra loro le varie destinazioni.
La sensibilità dichiarata alle tematiche ambientali (tra i progetti del Resort la creazione di un Parco naturale), urbanistiche e architettoniche ha spinto la Chia Invest ad avvalersi della consulenza di un Comitato Tecnico Indipendente costituito da esponenti del mondo accademico e dell?Istituto di Ricerche Ambiente Italia nelle persone di: Prof. Guido Candela, preside della Facoltà di Economia del Turismo di Rimini (Università di Bologna); Prof. Luigi Mossa, docente di Botanica presso la Facoltà di Scienze Naturali dell?Università di Cagliari; Helmar Schenk, zoologo specializzato in ornitologia, consulente per la Regione Sardegna; dott. Giulio Conte, socio fondatore dell?Istituto di Ricerche Ambiente Italia. Ed è coadiuvata da questo Istituto che la società sta portando avanti una serie di Studi di fattibilità per la gestione di rifiuti, riciclo delle acque, impianti fotovoltaici.
Quindi, per la Chia Invest la creazione di una Rete di Resort (non si dimentichi che è di questi giorni la notizia di un interessamento per rilevare l?ex albergo Valtur nel comune di Arbus con un investimento di 300.000 euro) legati tra loro dal Golf, prevedendo l?installazione di quattro campi in altrettante aree ideali.
Le motivazioni che spingono la Chia Resort a proporre uno sviluppo del golf nel basso Sulcis sono state relazionate da dall?Istituto Ambiente Italia. Partendo dalla premessa di destagionalizzare la domanda turistica e quindi di allungare i periodi, considerato che il Chia Laguna Resort è pensato per un turismo tutto l?anno, cosa fanno i turisti in autunno e primavera ?
A quanto pare giocano a golf??. Facendo un paragone con le strutture golfistiche di Algarve in Portogallo si è scoperto che: 1) la Sardegna ha un clima più mite; 2) non esistono venti atlantici; 3) il cibo è migliore di quello portoghese. Quindi, dato che qui ci sono le condizioni ideali per tappezzare di prati erbosi la Sardegna (in particolare il basso Sulcis) sono stati affrontati due problemi: 1) Impatto sull?ambiente; 2) il consumo d?acqua. Sul primo punto, l?impatto sull?ecosistema e sul paesaggio è evidente perché comporta un?alterazione morfologica dei luoghi in ragione della riprofilatura dei luoghi e della trasformazione di ecosistemi e usi storici preesistenti oltre che della variazione del deflusso delle acque meteoriche. Quindi cosa fare ? Per Ambiente Italia occorre: a) scegliere la localizzazione e in questo senso, le aree individuate nel basso Sulcis interessano aree agricole e solo marginalmente aree di macchia; b) integrare nel progetto l?analisi ambientale per ottimizzare al massimo la compatibilità ambientale per la salvaguardia della fauna e delle specie protette a livello comunitario; c) progettare il campo da golf in modo integrato con il contesto.
Quanto poi ai consumi idrici, Ambiente Italia ritiene assolutamente necessaria una riduzione generalizzata dei prelievi dando naturalmente la priorità al consumo umano che va comunque ridotto e che ammonta a 100/300 milioni di metri cubi annui; a seguire nella scala delle priorità, i consumi industriali che sono stati acclarati in 100/200 milioni di metri cubi annui e infine 1.500 milioni necessari per irrigare?? già, ma che cosa ? Qui i dati sono sorprendenti perché pare che un campo da golf consumi tra i 200 e 300 mila di metri cubi annui d?acqua, mentre un ettaro di mais consuma circa 10 mila metri cubi e di riso circa il doppio; per cui secondo l?Istituto occorre operare una scelta che favorisce il golf in quanto mentre 30/40 ettari di seminativo sostiene economicamente una famiglia, un campo da golf ne mantiene tra le 50 ed i 100 ! Tuttavia la strategia sarebbe quella di ricorrere all?utilizzo di acque usate e tappeti erbosi in grado di sopportare al massimo l?aridità.
Sulla base di queste riflessioni, il Convegno è giunto alla conclusione che il Chia Laguna Resort contribuisce in maniera rilevante all?attivazione di quote importanti di valore aggiunto e di occupazione; la strategia di valorizzazione delle risorse naturali e culturali con la destagionalizzazione corrisponde agli indirizzi di sviluppo sostenibile che coniughi redditività e tutela dell?ambiente, sfruttando i trend di mercato internazionale che premiano questo tipo di offerta di alta qualità.

Paolo Fiori

(foto da mailing list ambientalista)

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  1. stefano.deliperi
    8 Maggio 2007 a 20:01 | #1

    Da ormai troppi anni verifico nel corso dei procedimenti di valutazione di impatto ambientale “firme importanti” di docenti universitari, liberi professionisti, anche dirigenti di associazioni ambientaliste che sottoscrivono studi di impatto ambientale di progetti devastanti. Vengono convenzionati da gruppi immobiliari, da aziende industriali. E immancabilmente ritengono “compatibili” con l’ambiente questo o quel progetto. Hanno per la verità preso un po’ a noia. Da alcuni anni si fa strada anche la composizione di “comitati scientifici indipendenti” o strutture simili con il compito fin troppo spesso di conciliare la salvaguardia ambientale con la pesante trasformazione edilizio-turistica. Il diavolo con l’acqua santa. E’ come un virus che s’espande, la “compatibilite”. Per evitare qualsiasi contagio e per mantenere indipendenza e credibilità scientifica, a parere mio, basterebbe semplicemente non fare iniziative congiunte, non partecipare a “comitati scientifici” che di indipendente non si sa quanto abbiano. Diversamente qualsiasi risultato che si pretende “scientifico” continuerà a mantenere più ombre che luci.

  2. Sveva
    8 Maggio 2007 a 1:02 | #2

    ragazzi, ancora a discutere ? ma è evidente: degli “esperti” universitari e “ambientalisti” (perchè l’Istituto Ambiente Italia nasce da Legambiente) appoggiano il golf e le costruzioni a Chia ? se esiste una logica, domani Papa Benedetto XVI si converte al buddismo…

  3. mavi
    7 Maggio 2007 a 14:45 | #3

    scusate, ma mi pare di aver visto giusto in fondo: l’insostenibile leggerezza del sapere universitario in simbiosi con il sostenibile turismo e l’analogamente sostenibile interesse economico, che delizia !

  4. Sandro
    7 Maggio 2007 a 13:24 | #4

    Dalla lettura del resoconto del convegno posso confermare la mia prima impressione: al mondo universitario piace andare a braccetto con gli interessi forti e la presenza di docenti ed “esperti” in questo comitato tecnico “indipendente” per affiancare il Chia Laguna Resort nella sua meritoria ed ambientalista opera di edificazione e golfizzazione del litorale di Chia me lo dimostra. I componenti del comitato tecnico “indipendente” hanno certamente prestato gratuitamente la loro opera esclusivamente nell’interesse scientifico, ma, in caso diverso, chi li ha retribuiti ? Continuate il vostro importante impegno per la difesa delle coste, ce n’è bisogno. Saluti.

  5. claudia_basciu
    6 Maggio 2007 a 21:47 | #5

    ..e quindi, in conclusione del meretricio universitario, considerando che un campo da golf sfama più bocche di un campo di grano, e che il Chia Laguna Resort è un ottimo esempio di turismo sostenibile, spianiamo le dune per sfamare la popolazione locale e dimentichiamoci dei reati di abusivismo.
    E tra l’altro, non è neppure vero che si tratta della realtà turistica più importante della zona.

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