Ecco il progetto del parco di Tuvixeddu.

A Festarch è stato presentato il progetto del parco archeologico-ambientale Karalis, Tuvixeddu. Buona lettura…
Gruppo d’Intervento Giuridico
da La Nuova Sardegna, 30 giugno 2007
Percorsi pedonali e ciclabili, un teatro nel catino e un canyon invaso dai papaveri. Tuvixeddu diventi un «giardino planetario». Presentata al «Festarch» la nuova ipotesi di parco commissionata dalla Regione. Nello spiazzo davanti a Sant?Avendrace una serie terrazze-giardino. Roberto Paracchini
CAGLIARI. Un «giardino planetario» con quattordici ingressi, autonomia gestionale (energetica), nessuna costruzione ma valorizzazione delle tre componenti che hanno segnato la vita di Tuvixeddu: la storica (con la necropoli punico-romana), l?industriale (la cava) e l?ecologica (la flora). Questo la nuova visione paesaggistica ipotizzata dal francese Gilles Clément e illustrato ieri al Festarch, nell?ex Manifattura.
Giardini verdi e giardini d?acqua, possibilità di eventi culturali, strutture industriali trasformate in monumenti, valorizzazione dei punti panoramici, agevole percorribilità interna (pedonale e ciclabile): il progetto di quello che viene considerato il massimo esperto mondiale di paesaggio ha strappato applausi da star. «Si tratta di un?ipotesi che a me piace molto – ha sottolineato il governatore Renato Soru – che spero aiuti anche nella transazione col privato proprietario dell?area. Ma è un regalo che dobbiamo e possiamo fare alla Sardegna e all?Europa. Se realizzato, ha precisato Clément, «Tuvixeddu assumerà un ruolo fondamentale nel processo di sviluppo europeo dei parchi archeologici urbani». Lo studioso francese, in verità, ha spiazzato un po? tutti proponendo una filosofia del paesaggio che permette di recuperare «la contemporaneità» di storia, ecologia e socialità. Per la necropoli, ad esempio, Pablo Georgieff, il collaboratore di Clément che ha esposto alcune parti della relazione, ha avanzato la necessità di un supplemento di indagine per capire meglio fino a che punto l?area può essere fruita e coinvolta nel verde che, nel tempo, aveva invaso le vecchie tombe. E/o studiare forme di fruibilità parziale e/o ipotesi di riproposizione tridimensionale del sito. Nel canyon, invece, dove l?attività di cava ha creato forti modifiche morfologiche, il progetto prevede la realizzazione di un «fiume di papaveri» in modo da dare al paesaggio una caratteristica originale senza interventi invasivi. In una parte del costone potrà poi essere realizzato un altro intervento con flora rampicante. Ma il canyon, che ha un?acustica naturale in grado conservare il suono senza amplificazioni, permetterà interventi musicali, mentre nella parte alta sarà possibile sistemare delle pensiline per il suo attraversamento. Sempre in questa parte di Tuvixeddu, a metà altezza, è stato ipotizzato «un tunnel del tempo» in grado di collegare il canyon a un luogo sotterraneo preesistente, un tempo utilizzto anche per proiettare film, da recuperare come spazio per trasmettere documentari in modo permanente sulla storia dell?area e non. Nel progetto, Tuvixeddu viene poi disseminato da giardini-piazze che sottolineano la vocazione dei vari luoghi (dalla piazza del glicine, davanti a viale Sant?Avendrace, al giardini d?acqua misti a zone verdi, di fronte a via is Maglias) e arricchito da un teatro modulare che segue il pendio del catino e permetterà anche cinquemila e più spettatori, con un palcoscenico mobile e interrabile. In quest?area, inoltre, dove la storia recente dell?attività di cava ha creato forti modifiche, potrà essere realizzato un «giardino in movimento» dove i cammini si ridisegnano in continuazione in funzione della vegetazione, come ha spiegato Emanuela Borio, altra collaboratrice di Clément. Tre sono i livelli di intervento, ha spiegato il paesaggista francese: uno più sofisticato (per piccoli settori), uno con «giardini in movimento» e un terzo senza alcuna gestione (le parte attualmente più verde). Il parco firmato Clément, è stato progettato con centocinquantamila euro finanziati dalla Regione e dalla Fondazione Banco di Sardegna, e interessa tutta l?area del colle. La possibilità del progetto, però, dovrà innanzi tutto attendere la sentenza del Tar, prevista per luglio, sul contenzioso con la Coimpresa, società proprietaria dell?area e promotrice dell?accordo di programma per il progetto di lottizzazione integrata (firmato nel 2000 anche dalla Regione e ora bloccato da quest?ultima). Nell?ipotesi presentata ieri l?ingresso al parco da Viale Sant?Avendrace, che sarà uno dei più importanti, è immaginato a vari livelli con delle terrazze che partono da un giardino che riutilizza come se fosse un pergolato i piloni in cemento lasciati dal primo cantiere bloccato dai nuovi vincoli di tutela. Resteranno anche il capannone (trasformato in centro culturale, aperto ai lati) la torre della Calcidrata (belvedere con uno dei rondò panoramici previsti) e la Villa Mulas (altro belvedere circondato da un giardino fiorito).
I segreti dell?innovatore del paesaggio. Clément «il verde».
CAGLIARI. Gilles Clèment viene considerato il maggiore esperto di paesaggio a livello mondiale, soprattutto se legato a interventi in aree verdi. La sua scuola ha contribuito molto alla nascita della cultura del paesaggio. Tra i concetti più importanti vi sono quelli del «terzo paesaggio» e quello del «giardino in movimento» (aspetti che possono essere approfonditi nel volume di Clèment Il manifesto del Terzo paesaggio, Quodlibet editore). I suoi interventi sul verde agiscono spesso sul quadro complessivo, per poi lasciare libertà di sviluppo: in questo caso il giardino diventa «in evoluzione». Le opere di Clément sono caratterizzate da uno studio del luogo, per poi interpretarne la contemporaneità, con una attenzione anche alla «non gestione».
da www.regione.sardegna.it, 29 giugno 2007
Al Festarch un progetto per Tuvixeddu.
Presentato, in occasione dell’inaugurazione di Festarch, il progetto che la Regione ha commissionato a Gilles Clement, uno dei massimi teorici del paesaggio in Europa, per la valorizzazione dell’area archeologica di Tuvixeddu. Sarà un “parco aperto alla città”, con 14 ingressi, percorsi senza barriere architettoniche e un impatto ambientale ridotto al minimo. Clement vorrebbe inserire il sito tra i “giardini planetari” d’Europa. Nel video alcuni momenti di questa prima edizione del Festival dell’Architettura.
CAGLIARI, 29 GIUGNO 2007 – Li definisce “giardini in movimento” e vorrebbe trasferire la sua esperienza da Parigi a Cagliari, per valorizzare Tuvixeddu e aprirla al mondo. Gilles Clement, teorico francese del paesaggio, è uno dei massimi esperti europei nella realizzazione di parchi e giardini. La Regione gli ha commissionato un progetto di valorizzazione storico-naturalistica per la realizzazione del parco di Tuvixeddu, che è stato presentato questa mattina all’ex Manifattura Tabacchi di Cagliari in occasione dell’inaugurazione di Festarch, alla quale hanno presenziato alcune migliaia di visitatori.
Clement vorrebbe inserire anche il sito del capoluogo sardo tra i “giardini planetari” d’Europa. Oggi ha mostrato con il suo staff la proposta di un percorso tra i luoghi storici (grotte e necropoli), quelli contemporanei (che hanno caratterizzato la vita cittadina negli ultimi decenni) e quelli moderni (proiettati ai prossimi dieci-vent’anni) di Tuvixeddu. Salvare il più possibile l’esistente e prevedere pochi, mirati interventi, con un impatto ambientale leggero.
Il progetto prevede il rispetto di alcuni punti chiave: valorizzare le biodiversità senza distruggerle, conservare e preservare il paesaggio storico e biologico, consentire un uso adeguato di un sito che ha grande valenza topologica, ambientale e culturale. Non a caso sono previsti 14 ingressi tra via Maglias, viale Morello e viale Sant’Avendrace, percorsi senza barriere architettoniche con sentieri non pavimentati. Un parco aperto alla città, insomma. Tra le proposte, la realizzazione di un’area adibita a spazio concerti con una capienza massima di cinquemila persone.
Una cospicua parte del progetto, deliberato dalla Giunta regionale, sarà finanziato dalla Fondazione Banco di Sardegna. “È in corso una discussione anche dura – ha spiegato il presidente della Regione, Renato Soru -, un confronto con le legittime aspirazioni commerciali dei proprietari dell’area. Ma siti di questa portata, all’interno di una città, ormai non hanno prezzo e non possono essere lasciati alla mercificazione. La Giunta vorrebbe regalare questo parco alla città, ai sardi e a quanti vorranno visitarlo”.
Intanto prosegue fino al 2 luglio il fitto programma di Festarch, il primo festival di architettura in Sardegna che, per l’occasione, vede la riapertura dei locali dell’ex Manifattura tabacchi ma che sarà ospitato anche al Lazzaretto di Sant’Elia, a Cagliari, e al palazzo del Pou Salit della Facoltà di Architettura ad Alghero. Tutte le iniziative saranno aperte al pubblico.
(immagine da www.regione.sardegna.it)
Riferimenti: Festarch




da La Nuova Sardegna, 12 luglio 2007
Scontro Regione-Coimpresa. Udienza al Tar: la sentenza a settembre.
Il governo dell’isola aveva bloccato i lavori Polemica tra gli avvocati.
CAGLIARI. Dopo quasi un anno di polemiche, blocco dei lavori, interventi di ministri e sovrintendenti, ricorsi e controricorsi ieri mattina, al Tar, è cominciata l’udienza sul caso Tuvixeddu e la delibera della Regione, che ha vietato alla società Coimpresa di costruire nel colle. A settembre i giudici faranno sapere chi ha ragione tra l’impresa del gruppo Cualbu e il Comune da una parte, la giunta Soru dall’altra. Ieri lo scontro s’è ripetuto. L’avvocato Massimo Massa, in rappresentanza del Comune, ha detto: «Quella di Tuvixeddu è stata una delle pagine più tristi dell’autonomia sarda dove pur di arrivare al fine, la giunta regionale ha calpestato tutte le norme con un esercizio prepotente e arrogante da parte di un presunto sceriffo dell’ambiente, che non ha mai tenuto conto dell’accordo tra il Comune e la Coimpresa». Per gli avvocati Pietro Corda e Antonello Rossi, legali del gruppo Cualbu, non c’è stato, nell’ultimo periodo, «nessun ritrovamento archeologico tale da motivare il blocco dei lavori», e ancora: «L’insediamento della commissione per il Paesaggio era mirata solo a fermare la Coimpresa e non a verificare la qualità dell’intervento». Per i legali dell’impresa, l’originale accordo di programma non poteva e non doveva essere modificato. Di tutt’altro avviso Paolo Carrozza, legale della Regione, perché «nel frattempo sono stati approvati e applicati il codice Urbani e il Piano paesaggistico regionale, che hanno regolamentato ex novo tutta la materia urbanistica e dunque hanno avuto effetto anche sull’accordo di programma per Tuvixeddu».
I giudici del Tribunale hanno ascoltato e la sentenza potrebbe arrivare prima di ferragosto o al massimo ai primi di settembre.
Maurizio Porcu
“…ti incazzeresti un pochetto?”
Dipende da quanto ti pagano per l’ esproprio immagino.
E’ prassi comune che una proprietà privata venga espropriata. E non per costruire case di accoglienza o altre strutture di solidarietà sociale. Ma per fare strade e altre opere pubbliche, non di rado del tutto inutili e dannose. E nessuna voce si leva a gridare “entrano in casa tua e ti dicono che il tuo soggiorno diventa una corsia di un asse mediano”
Si sostiene forse che l’ istituto dell’ esproprio vada abolito? Bene. Ma per essere credibili ci si dovrebbe ricordare SEMPRE quanto esso sia antipatico. E non solo ed esclusivamente (ma che strano!) quando si toccano gli interessi di chi vuole speculare costruendo palazzi e si tutela l’ interesse pubblico.
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Cara francy, l’area in questione è PROPRIETA’ PRIVATA del Sig. Cualbu, regolarmente acquistata e registrata.
Ora, se un Soru qualunque entrasse in casa tua, e ti dicesse :”Questa da domani diventa una casa d’accoglienza per bimbi abbandonati!” anche se è una bella inizativa, ti incazzeresti un pochetto?
A bientot (K)
Cara francy, l’area in questione è PROPRIETA’ PRIVATA del Sig. Cualbu, regolarmente acquistata e registrata.
Ora, se un Soru qualunque entrasse in casa tua, e ti dicesse :”Questa da domani diventa una casa d’accoglienza per bimbi abbandonati!” anche se è una bella inizativa, ti incazzeresti un pochetto?
A bientot (K)
sembra proprio un bel parco, ma quanto si dovrà aspettare, dovranno finire i litigi con Cualbu ?