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Ancora ville e cemento a Chia ? Nuova indagine della Procura della Repubblica.

 

 

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico plaudono all’ennesima inchiesta della Procura della Repubblica di Cagliari e della polizia giudiziaria del Corpo forestale e di vigilanza ambientale che ha portato al blocco della realizzazione di 53 ville da parte della Chia Immobiliare s.p.a.  Indagati l’ing. Pierluigi Monni (progettista e direttore dei lavori), Antonio Delussu (amministratore delegato della società) e Gianluca Ambu (responsabile dell’area tecnica del Comune di Domus de Maria).   

 

Sempre in località Chia – Setti Ballas, in Comune di Domus de Maria (CA), le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico avevano inoltrato un esposto (20 novembre 2006) alle amministrazioni pubbliche (Ministero per i beni e attività culturali, Assessorati regionali dell’urbanistica, dei beni culturali, della difesa dell’ambiente, Comune di Domus de Maria, Servizio tutela del paesaggio, Soprintendenza ai beni ambientali di Cagliari), al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ai Carabinieri del N.O.E. ed alla Magistratura competenti in relazione al previsto avvìo dei lavori per la realizzazione del comparto 14/D (residenze stagionali, piazza centrale, piscina, viabilità, ecc.) del piano di lottizzazione Stim s.p.a.       In merito il Comune di Domus de Maria aveva emanato le concessioni edilizie n. 35 del 20 aprile 2005, nn. 85, 86, 89 del 25 novembre 2006,  ma la Soprintendenza per i beni ambientali di Cagliari  aveva disposto, con il decreto n. 63 del 24 agosto 2006, il diniego di autorizzazione paesaggistica in via surrogatoria (art. 159, comma 4°, del decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni) in quanto "l’area in oggetto risulta di alta valenza paesaggistica, sia sotto il profilo percettivo (per la notevole visibilità da numerosi punti di visuale pubblici), sia riguardo l’aspetto di connubio di diverse configurazioni dell’assetto territoriale, naturali e seminaturali (le colline densamente ricoperte di macchia mediterranea, le zone umide stagnali e peristagnali) e storicizzate (l’assetto rurale dei territori limitrofi)".      In seguito, con nota Responsabile Area tecnica del Comune di Domus de Maria n. 3147 del 26 aprile 2006 veniva sospesa l’efficacia delle sopra citate concessioni edilizie per la produzione di un unico elaborato planivolumetrico con l’indicazione delle varie destinazioni e le relative volumetrie ancora da realizzare.    

 

Tuttavia, secondo varie segnalazioni pervenute, le ruspe stavano per accendere i motori.

 

Successivamente anche il Ministero dell’ambiente (nota n. DPN-2007-5933 del 5 marzo 2007) e il Servizio conservazione della natura ed habitat dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente (nota 12757 del 26 aprile 2007) confermarono che non era stata svolta in merito la necessaria procedura della valutazione di incidenza relativa alla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali (direttiva n. 92/43/CEE).

 

L’area di Chia è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni)               Rientra, inoltre, nell’istituenda riserva naturale regionale "Capo Spartivento e Stagni di Chia" ai sensi della legge regionale n. 31/1989 (allegato "A") ed è contigua al sito di importanza comunitaria (SIC) "Stangioni de su Sali e di Chia" (ITB04235) ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali.  

 

Nel piano paesaggistico regionale – P.P.R. (deliberazione Giunta regionale n. 36/7 del 5 settembre 2006) l’area appare ricompresa nell’ambito di paesaggio costiero n. 3 "Chia" (art. 14 delle norme tecniche di attuazione) ed è classificata in parte "area naturale e sub naturale", "area semi-naturale", "area ad utilizzazione agro-forestale" e "insediamenti turistici".     Essendo comunque il Comune di Domus de Maria  sprovvisto di P.U.C. definitivamente approvato ed in vigore, si applicano per tale ambito di paesaggio costiero le disposizioni cautelari provvisorie di cui all’art. 15, comma 3°, delle norme tecniche di attuazione del P.P.R.                   Nel caso specifico, trattandosi di comparto inedificato di piano di lottizzazione,ogni intervento non autorizzato definitivamente appare dover esser rivisto alla luce delle disposizioni del P.P.R. e potrebbe esser realizzato soltanto previa "intesa" (art. 11 delle norme tecniche di attuazione) fra Regione, Comune e Privati.    Inoltre, si deve rammentare che, per legge e giurisprudenza costante, l’efficacia di un piano di lottizzazione è di 10 anni, terminati i quali non possono più essere realizzate le parti (es. comparti) inattuale.  Il piano di lottizzazione è stato convenzionato nel lontano agosto 1979, quindi, se non sono intervenuti sconosciuti atti di rinnovo, è scaduto da un bel pezzo. 

 

Continuano, quindi, ad esser numerosi gli aspetti legali ed ambientali che necessitano dei doverosi approfondimenti, così come sono numerosi i casi già denunciati dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico che hanno provocato a Chia l’arrivo della Polizia giudiziaria e della Procura della Repubblica.    Evidentemente necessario per salvaguardare un patrimonio ambientale continuamente a rischio a causa di una speculazione immobiliare arrembante.    Ed arriva poi il momento della valutazione giurisdizionale: ad esempio, il prossimo 9 ottobre 2007 presso il Tribunale di Cagliari si terrà la nuova udienza del processo relativo ai lavori non autorizzati per il campo da golf, dove le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico sono costituite parte civile assistite dall’avv. Lia Pacifico (vds. "Il campo da golf ecologico va in Tribunale", http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/Il_campo_da_golf__ecologico__in_Tribunale__1631180.shtml ).

 

 Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

 

 

 

da L’Unione Sarda, 27 luglio 2007  

 

Domus de Maria.  Tre gli indagati dalla Procura.  Villette abusive a Chia, il pm chiude l’inchiesta.

 

Quasi quattro mesi dopo il blitz della Forestale che bloccò sul nascere i lavori, il pubblico ministero Andrea Massidda ha chiuso l’inchiesta sulla costruzione di 53 villette nella lottizzazione "Sarit Chia" e inviato le notifiche agli indagati, atto che precede la richiesta di rinvio a giudizio: si tratta di Pierluigi Monni, amministratore, progettista e direttore dei lavori, Antonio Delussu, amministratore delegato della società Chia Immobiliare s.p.a., e Gianluca Ambu, responsabile dell’area tecnica del Comune di Domus de Maria.  Il primo è accusato di violazione paesaggistica e lottizzazione abusiva, gli altri due di falso e abuso d’ufficio.  Tutta l’indagine era partita nell’aprile 2006 dal sequestro penale di una villetta in via di costruzione in una zona sottoposta a vincolo nella fascia litoranea di Chia.  La Forestale scoprì che la Sarit Chia, nel 2001, era stata autorizzata alla costruzione di dieci ville a Setti Ballas, collina belvedere di Chia.  Un’opera però mai realizzata.  Nel novembre 2003 il Tar annullò i Ptp e in quel periodo la sarit, sempre senza mai iniziare i lavori, ottenne dal Comune di Domus de Maria un aumento di cubature per passare da 10 a 18 ville. Un anno dopo arrivarono la legge salva-coste e i 2 chilometri di vincolo dalla costa. Nel marzo 2005 la Sarit ottenne, anche senza iniziare alcun lavoro, una nuova variante in corso d’opera che le consentì di tirare su 53 villette, 10 delle quali da realizzare in area ceduta al Comune per servizi e verde attrezzato, la realizzazione di 700 metri di strade e 1150 metri di condotte.  Il Comune però, una volta intervenuta la magistratura con i sequestri (26 aprile 2006), bloccò tutte le concessioni edilizie. Iniziativa inutile, perché l’indagine è andata avanti comunque. Ora si attende la richiesta di rinvio a giudizio.   

(foto R.D., archivio GrIG)

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  1. andrea m.
    29 Luglio 2007 a 22:49 | #1

    Monni, ancora lui ? insieme ai veneti ed a qualche locale stanno finendo di degradare Chia, rimanete solo voi e la procura a fare qualcosa. Soru dov’è ?

  2. gruppodinterventogiuridico
    29 Luglio 2007 a 17:37 | #2

    da La Nuova Sardegna, 29 luglio 2007

    Villaggio Sarit a Chia: inchiesta chiusa.

    Tre indagati fra cui Pierluigi Monni e un dirigente comunale. Sono 53 gli edifici non autorizzati che dovevano essere costruiti l’anno scorso sul colle di Setti Ballas.

    CAGLIARI. Ancora una volta deve intervenire la Procura della Repubblica per fermare i tentativi di scempio che s’inseguono nel compendio di Chia: sequestrati quattro mesi fa i lavori per la costruzione di 53 ville il sostituto Andrea Massidda ha chiuso l’inchiesta in cui sono indagati l’amministratore della ‘Sarit’ Pierluigi Monni, della ‘Chia immobiliare’ Antonio Delussu e il responsabile dell’area tecnica di Domusdemaria Gianluca Ambu.

    Monni è accusato di violazione delle norme ambientali, Delussu e Ambu di falso e abuso d’ufficio. Accuse da cui i tre indagati avranno ora la possibilità di difendersi presentando memorie e documenti oppure chiedendo di essere interrogati. La vicenda, nata nella primavera del 2006 da un esposto del Gruppo di Intervento giuridico, partì col sequestro di una villetta costruita solo in parte: secondo gli accertamenti condotti dal nucleo ispettivo della Guardia Forestale l’edificio si trovava nella fascia vincolata del litorale, dove nulla poteva essere realizzato. A quel punto i funzionari della Forestale decisero però di vederci chiaro e acquisirono i documenti sull’intero compendio di Chia. E saltarono fuori elementi d’indagine nuovi: per esempio scoprirono che l’autorizzazione datata 2001 rilasciata alla ‘Sarit’ di Monni riguardava la costruzione di dieci ville nell’area di Setti Ballas, la collina che domina il paesaggio di Chia. Le ville autorizzate non c’erano, ma nonostante i piani paesaggistici fossero stati annullati dal Tar su ricorso delle associazioni ecologiste – e siamo al novembre del 2003 – la stessa società era riuscita stranamente a ottenere dal comune di Domusdemaria un ‘premio’ in cubature. Così il numero delle ville da costruire era cresciuto, da dieci si poteva passare a diciotto. Con la legge salvacoste avviene un altro miracolo: senza aver ancora messo in piedi un solo mattone, la Sarit ottiene una variante in corso d’opera che gli doveva assicurare la possibilità di realizzare 53 villette. Di queste, dieci sarebbero sorte in un’area ceduta al Comune per servizi e verde attrezzato. Nel progetto della Sarit, approvato dal Comune, anche strade e condotte. Solo quando la Procura intervenne con il sequestro del cantiere – e siamo al 26 aprile 2066 – il Comune decise di dare un taglio netto a tutte le concessioni edilizie. Ma ormai l’inchiesta giudiziaria era partita e la tardiva marcia indietro dell’ufficio tecnico comunale non fu sufficiente a risolvere il problema.

    In un anno l’indagine del pm Massidda si è conclusa e le risultanze sono state notificate agli indagati con il ‘415 bis’. Un atto che prelude di norma alla richiesta di rinvio a giudizio, probabilmente inevitabile per i tre indagati. A breve distanza dal cantiere abusivo della ‘Sarit’ le associazioni ecologiste avevano segnalato con un esposto la presenza di lavori per la realizzazione di residenze stagionali, una piazza, una piscina e strade del piano di lottizzazione ‘Stim spa’. Bloccati anche quelli, con revoca delle concessioni e revisione del piano in base al piano paesaggistico.

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