C?è caldo. E si vede. Cronache dal Sardistàn.

Qui a Cagliari, capitale del Sardistàn, oscura isola del Mediterraneo, nonché capitale del Mediterraneo intero, c’è caldo. C’è proprio caldo. Oltre i trenta gradi, verso i quaranta. Alcuni effetti collaterali si vedono. Paolo Figus, esimio direttore responsabile de L’Unione Sarda, continua imperterrito a prendersela con "gli ambientalisti alla bottarga" colpevoli, a suo dire, di non aver fatto nulla contro la Saras. Perché, da un mesetto a questa parte, è il suo chiodo fisso. Peccato che il nostro "direttore a scabecciu" (vds. il nostro post sul "Direttore a scabecciu" ) abbia armadi e cestini informatici pieni di nostri comunicati stampa in tema (giusto alcuni degli ultimi: sulla qualità dell’aria a Sarroch; sulle esternazioni del consigliere comunale cagliaritano Angius; sul catrame al Poetto) dei quali sistematicamente non dà alcuna notizia. Potenza dell’informazione indipendente..dai voleri del suo padrone.
C’è molto caldo e il nostro "direttore a scabecciu" scatena a nove colonne il suo quotidiano sui temi realmente importanti per la Città: le crastulate al Poetto ("Sparlate, sparlate: qualcosa resterà. Pettegolezzi e chiacchiere in diretta da radio-Poetto", 29 luglio 2007). Vien offerta meritoria ribalta anche a tal Gianni Chessa, "manovale, cameriere, poi in ospedale e, come secondo lavoro, mi occupavo di edilizia", oggi assessore comunale al patrimonio in quota U.D.C. dall’alto dei suoi 1.160 voti alle ultime elezioni comunali. L’uomo, perspicuo, ha un’idea geniale, forse non frutto del sole di luglio kasteddaio: "ci vogliono alberghi sul mare, anche nelle aree militari … che cosa sarebbe ridurre le saline di una cinquantina di metri per far posto ad una bella catena alberghiera, magari mettendo in società i gestori dei chioschetti." Alla timida osservazione del cronista sulla presenza dei fenicotteri risponde deciso: "Belli sono belli ma non hanno mai portato un euro, si spostano di 50 metri e il problema è risolto. … e il casinò è una carta importante. E Marina Piccola ? … Lì deve nascere un polo di attrazione per la vita notturna, con ristoranti e discoteche." Incuranti del caldo, i colleghi di maggioranza di A.N. l’hanno bollato immeritoriamente: "Chessa parla senza ragionare". Non comprendono le genialate estive dell’assessore: due calci nel sedere ai fenicotteri, si cementano 50 metri di saline, una vagonata di soldi (pubblici ?) per fare alberghi e casinò, una dinamica società con i gestori dei chioschetti (noti capitalisti) e, magari, Ginetto conch’e ginogu, noto d.j. della terza età, ed abbiamo fatto anche "Cagliari città turistica". Che ci vuole ? Arriverebbero turisti a frotte financo dal lontano Giappone…
Ma non finisce qui. La Segreteria nazionale del P.S. d’Az. proclama la "campagna di liberazione dal giogo di una legge retrograda, vessatoria verso cittadini e gli Enti Locali, che imbriglia e imbroglia il Popolo Sardo riducendolo a vassallo di un Monarca Assoluto con potere di veto su qualunque iniziativa da chiunque messa in atto". Santo cielo, che è successo ? C’è stato un golpe a Kasteddu ? Domani non posso andare al mare perché Renato Soru, "monarca assoluto", non vuole ? Colonne di carri armati di cifraxiu marciano da Sanluri per occupare il palazzo del Consiglio regionale di Via Roma e sloggiare manu militari consiglieri, portaborse, commessi, segretarie, giornalisti e quant’altro compone il parlamento sardo ? In verità, pare che, semplicemente, il Consiglio regionale, ad ampia maggioranza, abbia approvato la legge statutaria con la ripartizione di poteri fra Presidente, Giunta, Consiglio e le norme base dell’attività amministrativa regionale. Il numero di consiglieri previsto dalla legge ha richiesto che si svolgesse in merito un referendum. Del quale la grandissima parte dei Sardi non sa ancora nulla. In un "paese normale" si tratterebbe di "normale dialettica" politica. Senza alcun dramma. Per la Segreteria nazionale del P.S. d’Az. siamo invece alla dittatura ed alle barricate. Ogni giorno che se ne piove sulla Terra il suo Segretario nazionale nonché Sindaco di Cabras Efisio Trincas se la prende con cormorani, cornacchie, delfini, cinghiali, pistilloni e qualsiasi essere vivente che, crudelmente, si va a mangiare i meloni cabraresi e solo quelli di Cabras, chè lo fanno apposta, marrani. Solo un anno fa i sardisti, con grande coerenza e rispetto di una storia ottantennale, si erano presentati alle elezioni nelle liste della Lega Nord. Mio nonno e qualche altra decina di migliaia di combattenti della "grande guerra" li avranno frastimati dall’Aldilà. Meglio non pensare alle buonanime di Emilio Lussu o, più modestamente, di Mario Melis. Ma questi niente. Hanno continuato a dire che avevano ragione. Risultato: un pugno di voti e basta. E ora vogliono la "guerra di liberazione" ? Sì, certo, dal caldo che fa evaporare i neuroni…..
Stefano Deliperi
(foto S.D., archivio GrIG)




“Goffo” l’articolo ? Vedi Amsicora “goffo” trovo il candidarsi – in qualsiasi forma e con qualsiasi motivazione – del principale esponente del “glorioso” P.S.d’Az. fra le file della Lega Nord. Ancor più “goffo” trovo il prendersela con cormorani e cornacchie per non affrontare i veri problemi della gestione degli stagni oristanesi. Credo che il P.S.d’Az. e soprattutto i tanti di sentimenti sardisti meritino qualcosa di meglio.
dopo l’esito del referendum sulla statutaria non credevo di trovare pubblicati degli articoli goffi come quello di Stefano Deliperi riguardo al PSDAZ.
delicato e bello il passaggio su Ginetto d.j. della terza età, un settore troppo lasciato in disparte per il lancio turistico di questa città !
Forse Ortica è nuovo del blog e forse non ha letto che in questo periodo di prova della nuova piattaforma, i titolari preferiscono controllare i commenti prima di pubblicarli. C’è caldo e, tra un commento e l’altro, potremmo essere colti dal desiderio irrefrenabile di calunniare qualcuno
Capirai.
Sono un abitante del Sardistan di sesso maschile, ma non posso firmarmi Ortico
Porgo le mie scuse a te ed a tutta la redazione per il mio post, ma visti i tempi che corrono, come tu sai bene, ho pensato, sbagliando, ad una censura da parte vostra.
Per quanto riguarda Chessa e la sua genialata, che non ha niente a che vedere con il caldo, suggerirei di non sottovalutarla, l’idea di Riminizzare il Poetto circola anche nel csn. e non da oggi, come ho già detto mattone e betoniera sono un collante straordinario per buona parte dei politicanti nostrani, quasi quanto la difesa dei loro emolumenti.
Sulle sparate di Trincas stenderei un velo pietoso, anche nel suo caso comunque il caldo non ha responsabilità, visto che le sue dichiarazioni sull’omosessualità sono “piovute” in autunno.
Un saluto e Forza Paris.
ps. Stefano, sai che forse i nostri nonni hanno veramente
combattuto insieme?
Cara Ortica, qui non ci sono censori. Se ti riferisci ai tempi della pubblicazione dei commenti, basta avere un po’ di pazienza, qui c’è solo volontariato
Non c’è nemmeno un “attacco” al P.S.d’Az., ma solo un invito ironico ad essere un po’ con i piedi per terra: anzichè parlare di una Sardegna in salsa cilena, perchè non spiegano ai Sardi le motivazioni di questo referendum, visto che non se ne sa niente ? Paolo Maninchedda poi non è stato nemmeno nominato, a chi giova fare dietrologia sul nulla ? Ortica ha pienamente ragione: i nostri nonni hanno combattuto anche per una Sardegna migliore, dobbiamo cercare di realizzarla, è un dovere morale per tutti, ognuno nelle sue possibilità.
da L’Altravoce (www.altravoce.net), martedì 31 luglio 2007
Una fetta di saline per l’assessore. Fenicottero, fatti più in là. C’è qualche albergo da sistemare.
di Matteo Bordiga
Cagliari città del sole? L’idea è suggestiva, ma i fenicotteri potrebbero non essere d’accordo. E non solo loro. La proposta avanzata nei giorni scorsi dall’assessore comunale al Patrimonio, Gianni Chessa, disposto a sacrificare una fetta delle Saline per fare spazio a una catena di centri ricettivo-alberghieri «che possano dare lavoro a tanti giovani e contribuire a migliorare l’estetica e la vivibilità di una città smorta e sonnolenta», non incontra il gradimento degli ambientalisti. Per usare un eufemismo. Stefano Deliperi, presidente dell’associazione ecologista Gruppo di intervento giuridico, si interroga sull’eventualità che l’assessore possa essere stato colto da «un colpo di sole, a causa del gran caldo». Neppure Vincenzo Tiana, presidente di Legambiente Sardegna, lascia spazio alla discussione: «È un progetto assolutamente inaccettabile».
In sostanza, l’ipotesi suggerita da Chessa in un’intervista pubblicata su L’Unione Sarda di domenica consisteva nel “taglio” di una fascia di 50 metri circa («ma se ne può discutere, i metri possono diventare pure 30», ha concesso l’assessore) delle Saline. E nello spostamento di un centinaio di metri dei celebri fenicotteri rosa, ai quali il Comune consegnerebbe l’avviso di sfratto per fare posto a una serie di strutture ricettive. Che, sfruttando anche il segmento sottratto alle Saline, andrebbero a cingere il parco regionale: «Gli alberghi devono essere inglobati nel sistema delle Saline», ribadisce Chessa, «e non mi sembra un problema far “traslocare” i fenicotteri, che notoriamente si abituano subito ai nuovi “panorami”, di qualche decina di metri. Non dico che si debba ridurre il numero degli animali, per carità; sostengo solo che li si possa spostare».
E che dire del valore naturalistico e ambientale delle Saline? «Le aree di pregio devono essere salvaguardate, in armonia con il piano paesaggistico regionale», ha precisato l’assessore, aggiungendo però «che, sempre di concerto con viale Trento, certi vincoli potrebbero essere rivisti. E, magari, rimossi o modificati. Noi dobbiamo prendere atto del fatto che, nel capoluogo, è assolutamente prioritario creare nuovi posti di lavoro. E per farlo, occorre cercare di far cambiare veramente pelle a Cagliari, trasformandola in quella che a me piace chiamare la “città del sole”».
In pratica, un moderno centro turistico balneare dotato di strutture «esteticamente gradevoli, e non inguardabili palazzoni in cemento armato come quelli che sappiamo costruire noi. Poi, ovviamente gli alberghi dovrebbero essere funzionali ed efficienti. Proviamo a ragionare: i turisti vogliono alloggiare in hotel che siano il più possibile vicini al mare, mica rintanarsi a cinque chilometri dalla costa. E, soprattutto, guardiamo agli esempi che ci provengono dall’estero: ad Hammamet, in Tunisia, stanno costruendo degli autentici gioielli architettonici sul mare, nei quali i turisti sono ben contenti di trascorrere le proprie vacanze». Per questo, Cagliari si deve scrollare di dosso una «mentalità antiquata, che punta ancora sull’industria chimica, per virare con decisione verso l’industria del turismo, vera pietra angolare con la quale costruire il nostro futuro e la nostra economia», afferma Chessa.
«So bene che con queste proposte mi attiro le antipatie degli ambientalisti. Ma gli ambientalisti, alla fine, cosa producono? Si siedono su un prato, mangiano un panino e se ne vanno. E i posti di lavoro per i sardi disoccupati? E i progetti per una Cagliari più affascinante e attraente? Non pretendo che l’idea delle strutture ricettive a ridosso delle Saline venga accolta da tutti con un’ovazione: non sono portatore di nessuna verità rivelata», conclude l’assessore, «ma auspico semplicemente che se ne discuta. Con coraggio e con determinazione, una volta tanto, perché in tanti la pensano come me ma stanno zitti».
Stefano Deliperi, a dire il vero, di discutere ha poca voglia. Ma non perché non abbia argomenti da contrapporre alle tesi di Chessa. Anzi, ne ha fin troppi: «Talmente tanti che, alla fine, proprio il silenzio rappresenta la risposta migliore alle capriole inconcludenti dell’assessore, il quale deve essere stato vittima di uno dei classici colpi di sole da termometri roventi. Commentare seriamente una simile astruseria corrisponderebbe ad attribuirle un’importanza che non ha. L’impatto ambientale che avrebbero gli alberghi di Gianni Chessa su un gioiello naturalistico come il parco regionale delle Saline sarebbe devastante».
Il presidente del Gruppo di intervento giuridico rincara la dose: «Evidentemente, l’assessore comunale al Patrimonio ignora il fatto che Cagliari si contraddistingue per il valore e per la bellezza del suo “patrimonio”, appunto, ambientale: dalle presenze avifaunistiche agli ecosistemi, fino alle zone di conclamato pregio naturalistico. Prima di andare a ricoprire cariche pubbliche bisognerebbe conoscere bene la città nella quale si abita. Il problema degli alberghi? A Cagliari ce ne sono tanti, spesso vuoti, e anche a poca distanza dalla costa. Pensare di edificarne altri è quanto di più inutile e semplicistico si potesse proporre».
Vincenzo Tiana conferma la bocciatura del progetto-Chessa. «Una pensata talmente inaccettabile da non poter essere nemmeno presa in considerazione. Intanto, in quella zona c’è già un parco regionale: che l’assessore pensi, innanzitutto, a coordinarlo e a farlo funzionare bene. Il complesso di Molentargius e delle Saline, una peculiarità a livello internazionale, farà balzare il capoluogo sardo agli onori delle cronache europee e mondiali. Quanto agli alberghi, perché dobbiamo raggrupparli tutti a ridosso delle Saline, togliendo per giunta spazio all’ecosistema? L’assessore Chessa, mi duole dirlo, è rimasto fermo alla politica di venti anni fa». E i fenicotteri gongolano. Probabilmente, di andare a nidificare altrove non ne avevano neppure tutta questa voglia.
Quell’intervista mi ha lasciato di stucco. Quasi una incitazione alla violenza non solo verbale e a una deturpazione delle poche aree di Cagliari che ancora sono rimaste in vita (non dico sane perchè le povere aree umide sono in palese sofferenza dati gli attacchi continui di speculazione edilizia e opere varie). Non comprendo molto l’attacco al Psd’az. Cos’è, un attacco in più per Maninchedda?
A quanto pare Paolo Figus ha hatto proseliti anche su questo sito, chi è il censore?
Trincas e Chessa sono stati eletti da Sardi, mica sono piovuti dalla luna, perché stupirsi delle ca…te che dicono, rappresentano in pieno l’elettore medio del Sardistan, così come Calderoli rispecchia l’elettore medio del nord-est arricchito Italiano. Ricordate lo slogan delle regionali ” capitale sociale 1.600.000 Sardi”? Bello ma falso, guardatevi intorno, guardate com’è ridotta la nostra isola, speculazione edilizia, incendi, faide, ignoranza e peste suina, immondizia dappertutto, sulle spiagge, in mare e mica sono stati i turisti, siamo stati noi, siamo in gran parte un popolo d’incivili privi di un minimo d’orgoglio e pronti a scannarci l’uno con l’altro. Emilio Lussu col quale è morto il Sardismo, quello vero, scriveva che le fortezze nuragiche venivano costruite per difendersi dalle bardane, altro che invasori dal mare, cosa è cambiato?
Mettete intorno ad un tavolo 10 agricoltori Trentini e viene fuori la mela Melinda, mettete intorno allo stesso tavolo 10 Sardi(se ci riuscite) e nascerà una faida. Si diceva che in Sardegna “ne ammazza più l’invidia che la malaria”, il D.D.T. ha debellato la malaria ma l’invidia è rimasta e cova sempre sotto la cenere dei boschi incendiati da criminali Sardi.
Perché lamentarsi? Se poi si votano e si eleggono ignoranti patentati, se Soru non si fosse candidato avremo ancora cicciobello alla guida della Regione, provate a pensare cosa sarebbe successo in Sardegna se avesse vinto il cds. con questa legge elettorale, altro che salva coste, te lo do io l’ambiente. Non che il csn. isolano sia meglio, per carità, forse è pure peggio,almeno col cds. sappiamo con chi abbiamo a che fare, in Sardegna i mattoni sono di tutti i colori come le costruzioni Lego, verdi, rossi, azzurri, bianchi, mattone e betoniera mettono tutti d’accordo e chi non lo è viene trombato subito, giusto per non sbagliare.
Chi può tra i giovani laureati Sardi scappa, và in Inghilterra, negli U.S.A, in Australia e fa bene, qui salvo qualche rara eccezione vigono ancora le caste come nell’Egitto dei faraoni, il figlio del dentista diventa a sua volta dentista, e la stessa cosa vale per i politici, a Cagliari poche famiglie anche queste di tutti i colori si dividono la torta da decenni chi nasce ricco diventa ancora più ricco, chi nasce povero deve solo sudare, sempre che sia fortunato a trovare un lavoro.
La Sardegna non è il paradiso, certo il resto del meridione Italiano non sta meglio, basta pensare alla Sicilia che ha preferito un inquisito per concorso in associazione mafiosa a Rita Borsellino, ma la cosa non è che possa o debba consolarci più di tanto.
Scusate se mi sono un pò sfogato, ma me lo ha chiesto nel sogno la buon anima di mio nonno che forse ha combattuto col nonno di Stefano credendo in una Sardegna migliore ed invece dopo quasi un secolo è costretto a sentire pure da morto le ca…te del politicante di turno.
Ecco, adesso il post si legge perfettamente e ho capito. Bravo Stefano, è davvero molto carino
))
Trincas e Chessa sono stati eletti da Sardi, mica sono piovuti dalla luna, perchè stupirsi delle ca…te che dicono, rappresentano in pieno l’elettore medio del Sardistan, così come Calderoli rispecchia l’elettore medio del nord-est arricchito Italiano. Ricordate lo slogan delle regionali ” capitale sociale 1.600.000 Sardi”? Bello ma falso, guardatevi intorno, guardate com’è ridotta la nostra isola, speculazione edilizia, incendi, faide, ignoranza e peste suina, immondizia dappertuto, sulle spiagge, in mare e mica sono stati i turisti, siamo stati noi, siamo in gran parte un popolo di incivili privi di un minimo di orgoglio e pronti a scannarci l’uno con l’altro. Emilio Lussu col quale è morto il Sardismo,quello vero, scriveva che le fortezze nuragiche venivano costruite per difendersi dalle bardane, altro che invasori dal mare, cosa è cambiato?
Mettete intorno ad un tavolo 10 agricoltori Trentini e viene fuori la mela Melinda, mettete intorno allo stesso tavolo 10 Sardi(se ci riuscite) e nascerà una faida. Si diceva che in Sardegna “ne ammazza più l’invidia che la malaria”, il D.D.T. ha debellato la malaria ma l’invidia è rimasta e cova sempre sotto la cenere dei boschi incendiati da criminali Sardi.
Perchè lamentarsi? Se poi si votano e si eleggono ignoranti patentati, se Soru non si fosse candidato avremo ancora cicciobello alla guida della Regione, provate a pensare cosa sarebbe successo in Sardegna se avesse vinto il cds. con questa legge elettorale, altro che salva coste, te lo do io l’ambiente. Non che il csn. isolano sia meglio, per carità, forse è pure peggio,almeno col cds. sappiamo con chi abbiamo a che fare, in Sardegna i mattoni sono di tutti i colori come le costruzioni Lego, verdi, rossi, azzurri, bianchi, mattone e betoniera mettono tutti d’accordo e chi non lo è viene trombato subito, giusto per non sbagliare.
Chi può tra i giovani laureati Sardi scappa, và in Inghilterra, negli U.S.A, in Australia e fà bene, qui salvo qualche rara eccezzione vigono ancora le caste come nell’Egitto dei faraoni, il figlio del dentista diventa a sua volta dentista, e la stessa cosa vale per i politici, a Cagliari poche famiglie anche queste di tutti i colori si dividono la torta da decenni chi nasce ricco diventa ancora più ricco, chi nasce povero deve solo sudare, sempre che sia fortunato a trovare un lavoro.
La Sardegna non è il paradiso, certo il resto del meridione Italiano non stà meglio, basta pensare alla Sicilia che ha preferito un inquisito per concorso in associazione mafiosa a Rita Borsellino, ma la cosa non è che possa o debba consolarci più di tanto.
Scusate se mi sono un pò sfogato, ma me lo ha chieto nel sogno la buon anima di mio nonno che forse ha combattuto col nonno di Stefano credendo in una Sardegna migliore ed invece dopo quasi un secolo è costretto a sentire pure da morte le ca…te del politicante di turno.
E’ vero, l’articolo sulle crastulate al Poetto era una delle poche cose decenti dell’edizione domenicale de L’Unione Sarda. Pensate un po’ il resto… “Marrani” in tutti i sensi, ignobili bestie infingarde..si strafogano dei soli meloni di Cabras (a San Vero non ci vanno), vigliacchi ! Anche se c’è chi cerca di viziarmi, i pistilloni non sanno stare educati in giardino, fanno buchi continuamente e fanno la pipì sulle rose di mammà. I fenicotteri, invece, hanno scoperto l’esistenza dell’assessore Chessa e l’aspettano per dargli una passata di pappinette con il becco. I mezzi cingolati non possono andare in spiaggia..ma questo lo vedremo prossimamente…
bellissimo ! mi prenoto per un paio di pistilloni da mettere in giardino, oltre ad andare a cavallo sai pure scrivere, un bacio in premio, smak ! ciao ciao Vania
Ma non sarebbe vietato portare mezzi cingolati dentro la spiaggia?? Dove è stata fatta quella foto?
Ciao.
Abbiamo qualche problemino di formattazione vedo… il post sembra molto interessante, ma non ho capito molto anche perchè non ho letto i due articoli che commenti. Non sarebbe male inserire qualche linketto, se possibile
marrani intesi nell’accezione comune di “porci” o in quella di “traditori” come venivano considerati gli ebrei portoghesi convertiti a forza al cristianesimo e che si riunivano segretamente per professare in segreto la loro religione madre?
a me sembra che vadano bene tutt’e due……
Eppure l’articolo sulle crastulate al Poetto era la cosa più leggibile dell’intero giornale….