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Agenzia della Conservatoria delle coste: un buon passo avanti.

 

 

Una deliberazione della Giunta regionale, la n. 44/24, ha approvato il 31 ottobre lo statuto dell’Agenzia della Conservatoria delle coste, stabilendone le funzioni, l’organizzazione amministrativa e il ruolo giuridico della nuova agenzia regionale. Gli organi della Conservatoria sono il comitato scientifico, il direttore esecutivo ed il collegio dei revisori, tutti nominati con decreto del Presidente della Regione su conforme deliberazione della Giunta regionale.    E’ un buon passo avanti, come recentemente chiesto, verso la piena operatività.

La legge finanziaria regionale 29 maggio 2007, n. 2 ha disposto (art. 16) la trasformazione del precedente Servizio della Conservatoria delle coste della Sardegna - già presso la Presidenza della Regione – in Agenzia regionale. La finalità è quella di avviare un processo dinamico di tutela, gestione e valorizzazione che tenga conto sia della fragilità degli ecosistemi e dei paesaggi costieri, sia della diversità delle attività e degli usi, delle loro interazioni e dei loro impatti. L’Agenzia nasce quale strumento per l’attivazione di queste politiche: la formula è quella già proposta per rispondere a temi non riconducibili all’ordinaria organizzazione dell’amministrazione regionale. La Conservatoria diviene Agenzia autonoma sotto tutti gli aspetti e ne sono organi il Comitato scientifico, il Direttore esecutivo e il Collegio dei revisori. Tutti nominati con decreto del Presidente della Regione. Il Comitato scientifico ha funzioni consultive e di supporto al Direttore che è il rappresentante legale. Il Direttore esecutivo è individuato tra i dirigenti dell’amministrazione e degli enti regionali. Si tratta della tanto attesa evoluzione di quella novità veramente interessante nel panorama nazionale delle attività amministrative in favore della salvaguardia e della corretta valorizzazione del patrimonio costiero viene dalla Sardegna.

Sulla spinta delle richieste provenienti da alcune associazioni ecologiste molto attive in materia di tutela delle coste locali (Friends of the Earth International – Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico), le quali hanno recentemente promosso anche una petizione popolare di sostegno della politica di conservazione dei litorali sardi con migliaia di adesioni provenienti da tutta Italia e dall’estero, la Giunta regionale della Sardegna, presieduta dall’on. Renato Soru, ha dato corso ad uno dei punti programmatici del proprio programma di governo (2004) avviato dopo le ultime elezioni regionali. Per ora l’istituzione è avvenuta in via amministrativa, ma fin dall’inizio è stata prevista una sua piena definizione di assetti e competenze attraverso un successivo provvedimento legislativo.

Con la deliberazione n. 9/2 del 9 marzo 2005 la Giunta regionale ha istituito, quindi, la Conservatorìa delle coste della Sardegna, Servizio presso la Presidenza della Regione con il compito, inizialmente, di coordinare la gestione delle aree più importanti sul piano ambientale dell’Isola e, in seguito a provvedimento legislativo, di acquisire al patrimonio pubblico e di gestire in un’ottica di governance i "gioielli naturalistici" costieri. Il nuovo istituto è visto quale uno dei "tasselli" fondamentali della nuova politica di tutela e di corretta valorizzazione del territorio costiero sardo, insieme al piano paesaggistico regionale – P.P.R. (il cui stralcio costiero è stato approvato con deliberazione Giunta regionale n.36/7 del 5 settembre 2006), oggi sotto impugnativa amministrativa e difeso sul piano giudiziario dalle sole associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico, in attuazione dei compiti in tema di pianificazione territoriale scaturiti principalmente dalla Convenzione europea sul paesaggio, sottoscritta il 20 ottobre 2000, e dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42). Con deliberazione Giunta regionale n. 36/1 del 26 luglio 2005 è stato approvato il primo piano di attività del Servizio della Conservatoria delle coste che prevede, in particolar modo, lo svolgimento di una conferenza sulla salvaguardia delle coste ed il censimento delle zone costiere appartenenti alla Regione autonoma della Sardegna ed ai suoi Enti strumentali.

Con la successiva deliberazione Giunta regionale n. 49/6 del 28 novembre 2006 è stato approvato il secondo piano di azione, ai sensi dell’art. 11 della legge regionale n. 4/2006 (legge regionale finanziaria 2006): con uno stanziamento di 500.000,00 euro si prevede il completamento del censimento ricognitivo delle aree costiere di proprietà regionale e degli enti strumentali, lo svolgimento delle attività propedeutiche per la realizzazione di progetti – pilota di gestione (da inserire in apposito accordo di programma quadro ai fini dell’acquisizione di risorse di fonte C.I.P.E.), la predisposizione di modelli gestionali di sviluppo sostenibile e, specificamente, delle torri costiere sarde. Con la determinazione n. 250 del 22 dicembre 2006, la Presidenza della Regione ha approvato una specifica temporanea short list per l’affidamento di incarichi in materia.

La Conservatoria delle coste della Sardegna è stata istituita, esplicitamente, sul modello del Conservatoire du littoral francese e del National Trust inglese, istituzione pubblica nel primo caso ed associazione privata nel secondo che hanno dato buona prova nel tutelare e gestire estesi patrimoni terrieri litoranei. Il Conservatoire du littoral è stato istituito in Francia nel 1975. È un Ente pubblico a carattere nazionale, posto sotto la vigilanza del Ministero dell’Ecologia. Attua una politica di protezione e gestione degli spazi naturali, acquisiti mediante donazioni, prelazioni o espropriazioni. Attualmente gestisce oltre 103 mila ettari e 880 chilometri di litorali marini e lacuali, 400 diversi siti, dei quali può definire utilizzi e modalità di gestione. Il National Trust, istituito nel 1895 a Londra, invece, è una fondazione privata indipendente e senza scopo di lucro che ha l’obiettivo di preservare ambienti e paesaggi naturali e culturali. È riconosciuto dai governi di Gran Bretagna, Belgio e Germania e ha un patrimonio (l’1,5 % del territorio di Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord, di cui circa 600 miglia di coste) costituito da riserve, aree costiere, paludi, giardini storici e aree rurali acquisite nel corso degli anni. Ampie informazioni sull’attività del Conservatoire du littoral e del National Trust rispettivamente sui siti web http://www.conservatoire-du-littoral.fr/  e www.nationaltrust.org.uk/main.

Sulla scorta di tali modelli, la Conservatorìa delle coste sarde ha il compito di promuovere acquisizioni al demanio regionale, con vincolo di destinazione, di terreni lungo i 1.850 chilometri di costa dell’Isola, anche attraverso sottoscrizioni pubbliche, lasciti testamentari, permute, comodati gratuiti da privati e da altri enti, e di tutelare questo importante patrimonio naturalistico e paesaggistico dai rischi ai quali è sottoposto. Secondo la previsione normativa, la Conservatorìa potrà agire su più livelli. Gestirà i beni immobili costieri di rilevante interesse paesaggistico e ambientale facenti già parte del patrimonio e del demanio regionale, ma potrà anche acquisire i territori costieri dall’equilibrio ecologico più fragile o a rischio di degrado e compromissione sia attraverso accordi con Amministrazioni statali o locali o Enti pubblici, sia mediante donazioni, acquisti attraverso sottoscrizioni pubbliche, permute con privati. Nel caso di donazioni o lasciti testamentari, i terreni saranno acquisiti al demanio regionale con specifico vincolo di destinazione in favore della Conservatorìa. Dopo l’acquisizione, la Conservatorìa potrà attuare i lavori di ripristino naturale delle località e poi predisporre i piani di gestione: la cura delle attività gestionali potrà essere successivamente affidata ad Enti locali, a cooperative, società di servizi o associazioni ambientaliste che dovranno, comunque, assicurare l’accesso al pubblico.  

La struttura gestionale della Conservatoria delle coste appare piuttosto agile e vede nel Presidente della Regione il garante del coordinamento delle politiche paesaggistiche e ambientali. E’ previsto un Comitato scientifico d’indirizzo, con competenze politiche e programmatiche. La struttura tecnica e operativa verterà su una struttura interdisciplinare. Questo secondo aspetto, fondamentalmente gestionale, si occuperà dell’attività giuridico-amministrativa (acquisizione delle aree, cura degli aspetti amministrativi della gestione, istruttorie, predisposizione delle sottoscrizioni pubbliche, ecc.) e tecnico-scientifica (cura ed attuazione dei piani di gestione delle aree costiere, predisposizione dei monitoraggi ambientali, promozione dell’educazione ambientale e del turismo sostenibile, ecc.). Per le attività di supporto tecnico, la Conservatorìa dovrà raccordarsi con le esistenti strutture regionali competenti in materia di ambiente e di tutela del paesaggio (es. Servizi ripartimentali del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione autonoma della Sardegna, Servizi di tutela del paesaggio, Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Sardegna – A.R.P.A.S., ecc.).  

In estrema sintesi, la recente iniziativa amministrativa della Regione autonoma della Sardegna individua un’Agenzia tecnico-amministrativa finalizzata alla salvaguardia, gestione e valorizzazione economica sostenibile delle aree costiere sarde più pregiate. Un’iniziativa che che fa intuire lungimiranza per la conservazione dei litorali isolani, sottraendoli al troppo spesso presente rischio di speculazione immobiliare. 

L’istituzione della Conservatoria delle coste della Sardegna ha avuto notevole eco nazionale (es. ampi servizi su Il Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, ecc.) ed internazionale: i partecipanti alla conferenza internazionale della società civile sulla strategia mediterranea di sostenibilità (MSSD) hanno manifestato la loro soddisfazione in un messaggio al Presidente della Regione (marzo 2005). Ben 80 rappresentanti di 162 associazioni di 18 Paesi del bacino del Mediterraneo esprimevano il loro compiacimento per l’istituzione della nuova struttura di tutela ambientale e auspicato che le altre Regioni che si affacciano sul Mare Nostrum adottino analoghi provvedimenti di salvaguardia dei litorali costieri. Si ricorda, inoltre, che nell’estate 2005 era stata consegnata al Presidente della Regione autonoma della Sardegna on. Renato Soru ed al Presidente del Consiglio regionale on. Giacomo Spissu la petizione popolare per la salvaguardia delle coste sarde promossa dagli Amici della Terra e dal Gruppo d’Intervento Giuridico. Gli aderenti sono stati ben 3.515 e vedono tra di loro parlamentari europei (on. Monica Frassoni), l’intera direzione nazionale degli Amici della Terra (Rosa Filippini, Walter Baldassarri e Maria Laura Radiconcini), personalità della cultura (lo scrittore Giorgio Todde), personalità del volontariato attivo (don Ettore Cannavera), rappresentanti di associazioni ecologiste di tutto il Mediterraneo (Coordinamenti Friends of the Earth dell’Europa e del Mediterraneo, associazioni nazionali aderenti a Friends of the Earth di Francia, Spagna, Cipro, Israele, Palestina, Croazia, Tema Foundation della Turchia, Istria Verde della Croazia, N.T.M. di Malta, C 21 dell’Algeria, Green Action della Croazia, European Geography Association della Grecia, E.N.D.A. della Francia, Green Home del Montenegro, S.P.N.L. del Libano, Link di Israele, E.N.D.A. Maghreb del Marocco, Tunisian Front Organization della Tunisia, Ecomediterrania della Spagna, O.D.R.A.Z. della Croazia, A.P.E.N.A. della Tunisia, A.F.D.C. del Libano, R.A.E.D. dell’Egitto, Ceratonia Foundation di Malta, C.O.A.G. della Spagna, WWF – programma Mediterraneo dell’Italia, I.P.A.D.E. della Spagna, Forum della Laguna di Venezia dell’Italia, W.A.D.A. del Libano, Associazione per la Wilderness dell’Italia), componenti di formazioni politico-sociali (vari aderenti a circoli di Progetto Sardegna) e, soprattutto, tanti comuni cittadini sardi, di tante altre parti d’Italia e numerosi stranieri.     La petizione ha chiesto – oltre un nuovo piano paesistico con efficaci misure di tutela, un’adeguata fascia di rispetto costiero (sempre almeno 500 metri dal mare), la conservazione integrale dei tratti costieri ancora integri o non compromessi – anche l’istituzione dell’Agenzia per la salvaguardia delle coste cui affidare l’acquisizione al patrimonio pubblico e la corretta gestione dei tratti di litorale più pregevoli dal punto di vista ambientale e paesaggistico.  

Nel febbraio 2006 è stata, poi, presentata un’indagine di ricerca condotta dal Gruppo d’Intervento Giuridico e dagli Amici della Terra comprendente l’elaborazione di documenti propedeutici all’Agenzia per la Salvaguardia delle Coste (relazioni illustrative, proposte di legge regionale istitutiva e regolamenti gestionali, proposte gestionali specifiche per il sito – tipo delle Saline di Carloforte, ecc.) alla presenza del Presidente nazionale degli Amici della Terra Rosa Filippini, dell’allora Assessore regionale dei beni culturali Elisabetta Pilia e del rappresentante ufficiale del Conservatoire du Littoral Christine Sandel. La ricerca ha beneficiato di un contributo regionale (art. 60, comma 3°, della legge regionale n. 1/990) di euro 2.986,00 sui 4.000,00 resi disponibili (deliberazione Giunta regionale n. 40/2 del 26 agosto 2006) ad esclusiva copertura dei costi di produzione dei materiali e delle trasferte dei relatori esterni. Tutti i materiali prodotti, in primo luogo proposte normative e gestionali, sono stati formalmente inviati alla Giunta regionale con la finalità di contribuire concretamente alla realizzazione dell’Agenzia per la salvaguardia delle coste.  

Proprio quella Conservatoria delle coste sarde di cui si auspica, finalmente, la piena operatività dopo l’approvazione del testo contenuto nella legge regionale finanziaria n. 2/2007.

 

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

Legge regionale 29 maggio 2007, n. 2

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2007)
fonte: supplemento ord. n. 2 al B.U.R.A.S. n. 18 del 31 maggio 2007.

- omissis -

 

Art. 16 – Conservatoria delle coste della Sardegna

1.   Ai fini della salvaguardia e tutela degli ecosistemi costieri è istituita la Conservatoria delle coste della Sardegna quale agenzia tecnico-operativa della Regione, con personalità giuridica di diritto pubblico e con sede in Cagliari, con compiti di gestione integrata di quelle aree costiere di particolare rilevanza paesaggistica ed ambientale, di proprietà regionale o poste a sua disposizione da parte di soggetti pubblici o privati e che quindi assumono la qualità di aree di conservazione costiera.
2. Nell’ambito delle zone costiere sono individuate le aree di conservazione costiera, di proprietà o in disponibilità pubblica e da affidarsi alla Conservatoria delle coste.
3. Sono di competenza della Conservatoria le seguenti funzioni:
a) il coordinamento delle iniziative regionali in materia di gestione integrata delle zone costiere nei rapporti con le altre regioni italiane e con le autorità locali dei paesi rivieraschi del Mediterraneo;
b) il coordinamento delle iniziative in materia di gestione integrata delle zone costiere poste in essere dall’Amministrazione regionale, dagli enti locali e dagli organismi di gestione di aree marine protette o di altre aree e siti di interesse comunitario;
c) la promozione e diffusione delle tematiche relative alla tutela ambientale e paesaggistica ed allo sviluppo sostenibile delle aree costiere;
d) l’elaborazione degli indirizzi e criteri di cui all’articolo 43, comma 1, lettera a) della legge regionale n. 9 del 2006;
e) l’esercizio del diritto di prelazione ai sensi dell’articolo 4 della legge 29 maggio 1967, n. 379 (Modificazioni alle norme sulla riforma fondiaria), e dell’articolo 11 della legge 30 aprile 1976, n. 386 (Norme di principio, norme particolari e finanziarie concernenti gli enti di sviluppo), sugli atti di vendita di terreni ed immobili derivanti da assegnazioni pubbliche, che ricadono nella fascia costiera dei due chilometri dal mare;
f) l’esproprio e/o l’acquisto di quelle aree e quei beni immobili la cui qualità ambientale, paesaggistica e culturale è tale da ritenere necessaria la loro conservazione e salvaguardia;
g) l’esercizio delle competenze regionali in materia di demanio marittimo e costiero nelle aree demaniali immediatamente prospicienti le aree di conservazione costiera e sui singoli beni ad esso affidati;
h) l’esercizio delle competenze demandate alla Regione ai sensi degli articoli 60, 61, 62, 106 e 115 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, per i beni del patrimonio culturale immobiliare ricadenti nelle aree di conservazione costiera ad essa affidate.
4. La Conservatoria delle coste della Sardegna è agenzia dotata di autonomia regolamentare, finanziaria, organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile e gestionale ed è sottoposta ai poteri di indirizzo, vigilanza e controllo esercitati dalla Giunta regionale ai sensi della legge regionale 15 maggio 1995, n. 14 (Indirizzo, controllo, vigilanza e tutela sugli enti, istituti ed aziende regionali).
5. Sono organi della Conservatoria: il comitato scientifico, il direttore esecutivo ed il collegio dei revisori. Essi sono nominati con decreto del Presidente della Regione su conforme delibera della Giunta regionale.
6. Il collegio dei revisori è composto da tre membri prescelti tra gli iscritti nel Registro dei revisori contabili di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88 (Attuazione della direttiva 84/253/CEE, relativa all’abilitazione delle persone incaricate del controllo di legge dei documenti contabili). Il presidente del collegio è designato nel provvedimento di nomina da parte del Presidente della Regione.
7. Il Comitato scientifico ha funzioni consultive e di supporto al direttore esecutivo nelle fasi di elaborazione e di verifica dei programmi della Conservatoria ed è composto da tre esperti designati dalla Giunta regionale su proposta dell’Assessore competente.
8. Il direttore esecutivo è il rappresentante legale della Conservatoria delle coste, ha competenza in materia amministrativa, finanziaria, regolamentare, di bilancio e dotazione organica.
9. Il direttore esecutivo è individuato tra dirigenti dell’amministrazione o degli enti regionali di cui all’articolo 28, comma 2, della legge regionale n. 31 del 1998, o tra soggetti esterni ai sensi dell’articolo 29 della citata legge regionale.
10. La prima dotazione organica della Conservatoria è stabilita con delibera della Giunta regionale, su proposta dell’Assessore della difesa dell’ambiente di concerto con l’Assessore competente in materia di personale. L’Agenzia è inserita nel comparto contrattuale del personale dell’Amministrazione e degli enti regionali ed è soggetta alle disposizioni della legge regionale n. 31 del 1998 e successive modifiche e integrazioni.
11. Entro tre mesi dall’entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale, sulla base dei principi del presente articolo, previo parere della Commissione consiliare competente e su proposta dell’Assessore della difesa dell’ambiente, approva lo statuto dell’Agenzia, ne nomina gli organi e ne stabilisce la dotazione organica.
12. Gli oneri derivanti dall’applicazione del presente articolo sono valutati in euro 1.500.000 annui (UPB S04.04.001 – cap. SC04.1022).

 

 

da http://www.regione.sardegna.it/, 31 ottobre 2007

Approvato lo statuto della Conservatoria delle coste.

Stabilite le funzioni, l’organizzazione e la natura giuridica della nuova agenzia della Regione per la pianificazione sostenibile degli ambiti costieri della Sardegna. Uno strumento pensato per lo sviluppo equilibrato del territorio, nel rispetto dei contesti naturalistici e storico-culturali. 

CAGLIARI, 31 OTTOBRE 2007 – E’ stato approvato oggi con una delibera della Giunta regionale lo statuto della Conservatoria delle coste, che stabilisce le funzioni, l’organizzazione amministrativa e il ruolo giuridico della nuova agenzia regionale. Gli organi della Conservatoria sono il comitato scientifico, il direttore esecutivo ed il collegio dei revisori, tutti nominati con decreto del Presidente della Regione su delibera della Giunta regionale.   La "Conservatoria delle coste della Sardegna" (istituita con la legge regionale numero 2 del maggio 2007) è una agenzia che costituisce un nuovo ed ulteriore strumento di azione delle politiche di governo del territorio per raggiungere obiettivi di qualità paesaggistica, e che si inserisce nelle strategie dello sviluppo e della pianificazione sostenibile in forma coerente con il contesto storico, culturale, territoriale e ambientale dell’isola.  Alla Conservatoria delle coste è quindi affidato, in generale, il compito della conservazione e della gestione sostenibile degli ambiti costieri del territorio regionale di maggiore interesse naturalistico, paesaggistico e storico-culturale. L’agenzia ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è dotata di autonomia regolamentare, finanziaria, organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile e gestionale.

 

 

Alcuni importanti aggiornamenti:

-     con deliberazione Giunta regionale n. 49/34 del 5 dicembre 2007, integrata e modificata con la deliberazione Giunta regionale n.13/24 del 4 marzo 2008, è stato definitivamente approvato lo statuto dell’Agenzia della Conservatoria delle coste della Sardegna;

-   con deliberazione Giunta regionale n. 49/35 del 5 dicembre 2007 sono stati designati il direttore generale, i componenti del Comitato scientifico e del Collegio dei revisori dei conti dell’Agenzia della Conservatoria delle coste della Sardegna;

-  con deliberazione Giunta regionale n. 51/9 del 20 dicembre 2007 è stato approvato il 9° programma di dismissioni quinquennali, comprendente il 10° elenco dei beni immobili regionali alienabili e, in particolare (allegato B 2), i beni da trasferire all’Agenzia della Conservatoria delle coste della Sardegna.

 

 

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. gruppodinterventogiuridico
    12 Aprile 2008 a 19:48 | #1

    ..per cambiare la sede si deve modificare legge istitutiva e statuto, si parte alle calende greche, insomma ?

    da La Nuova Sardegna, 12 aprile 2008

    Coste, la Conservatoria a Olbia. Individuato un locale per la nuova sede regionale.

    CAGLIARI. Un pezzo di Regione finirà in Gallura. Già, la Conservatoria delle coste, una specie di forziere blindato ideato da Soru per proteggere i gioielli sardi che sorgono lungo i quasi 2mila chilometri di coste, avrà sede a Olbia, e non più a Cagliari come prevedeva la legge e lo statuto. Quella che sembrava un’indiscrezione ha trovato una conferma nella tarda serata di ieri. La decisione è stata assunta dal governatore, sempre più orientato a spalmare sull’intero territorio sardo alcune strutture create dall’esecutivo soprattutto in campo ambientale. Soru avrebbe pensato al dirottamento in occasione di una delle visite fatte in Gallura sul G8. L’unica difficoltà da superare è l?individuazione di un immobile adeguato che possa ospitare l’Agenzia. Circolano diverse ipotesi: la pià accreditata riguarda una costruzione vistamare vicina al palazzo della Provincia. L’istituzione della Conservatoria è stata inserita nella Finanziaria 2007 con una dotazione di 1,5 milioni di euro. Si tratta di un’agenzia della Regione con autonomia finanziaria per la conservazione e la tutela delle aree di rilevanza paesaggistica e ambientale di proprietà pubblica o di quelle messe a disposizione da altri. La Conservatoria ha il diritto di prelazione sulla vendita di terreni e immobili derivanti da assegnazioni pubbliche che si trovino nella fascia dei 2 chilometri dal mare. Inoltre è consentito l?esproprio o l’acquisto di aree ritenute necessarie di particolare salvaguardia. Il 10 dicembre sono stati nominati i dirigenti dell’Agenzia. Alessio Satta è il direttore; del comitato scientifico fanno parte Sandro Demuro, Ignazio Camarda e Sandro Roggio. Il 20 dicembre la giunta ha trasferito alla Conservatoria questi beni: terreni ex Esit a Capriccioli (Arzachena), Capo Ferro (Arzachena) e Capo Figari (Golfo Aranci), Guardia vecchia (La Maddalena); terreni alla Maddalena (ex batteria Punta Villa, Abbatoggia, Nido d’Aquila, Isola delle Bisce, Sasso Rosso, Guardia Vecchia), terreni a Olbia (isole Lepre, Cavalli, Piana e Rubino), a Palau (Montiggia, Baragge, Monte Altura, Punta Stropello) e a Santa Teresa (Punta Falcone).

    Augusto Ditel

  2. Vania
    3 Novembre 2007 a 11:13 | #2

    speriamo tutti quanti noi che abbiamo a cuore la Sardegna che questa agenzia possa operare al più presto e bene! ciao ciao Vania

  3. gruppodinterventogiuridico
    2 Novembre 2007 a 14:00 | #3

    da La Nuova Sardegna, 2 novembre 2007

    La giunta disegna la struttura della Conservatoria delle coste. Piero Mannironi

    CAGLIARI. Una gestazione lunga e tormentata, ma finalmente la Conservatoria delle coste sarde esce dal limbo di una legge che aveva definito la filosofia alla quale si ispira e i suoi obiettivi. Mercoledì la giunta regionale ha infatti dato carne e sangue a questa Agenzia che avrà il delicatissimo compito di tutelare e gestire i gioielli naturalistici sulle coste. Un formidabile strumento di tutela ambientale, che si ispira ad esperienze mature come il Conservatoire du littoral francese e il National Trust inglese. L’altro ieri, la giunta regionale ha finalmente disegnato con una delibera lo statuto della Conservatoria delle coste sarde, stabilendone funzioni, organizzazione amministrativa e ruolo giuridico. Sono stati anche definiti gli organi della Conservatoria: il comitato scientifico, il direttore esecutivo e il collegio dei revisori: tutti nominati con decreto del presidente della Regione, su delibera della giunta regionale. L’Agenzia ha una personalità giuridica di diritto pubblico ed è dotata di autonomia regolamentare, finanziaria, organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile e gestionale. Ma ecco come vengono definite le finalità della Conservatoria delle coste della Sardegna (istituita con la legge regionale numero 2 del 29 maggio 2007) nell’articolo due dello statuto licenziato dalla giunta: «Le finalità istituzionali dell’Agenzia sono quelle di salvaguardia, tutela e valorizzazione degli ecosistemi costieri e di gestione integrata delle aree costiere di particolare rilevanza paesaggistica e ambientale». Fino al febbraio scorso, la Conservatoria aveva vissuto in una specie di animazione sospesa, tra due delibere della giunta: una che la istituiva e l’altra che definiva la fase di studio e organizzazione. Mancava solo una legge per farla camminare. E questa è arrivata con l’articolo 16 della legge regionale numero due di quest’anno, dove veniva prevista la trasformazione del Servizio della Conservatoria (fino ad allora una semplice costola amministrativa della presidenza della giunta) in un’agenzia regionale. Un’Agenzia che, prima ancora di nascere, ha avuto e ha ancora molti nemici. Alcuni palesi e altri occulti. Il perché è semplice: diventerebbe un ulteriore bastione per frenare l’avanzata del cemento sulle coste dell’isola. Perciò non è difficile immaginare che dietro alcuni scetticismi dichiarati e improvvise frenate politiche si siano mossi in tutti questi anni ambienti imprenditoriali e finanziari che temono un ulteriore indebolimento di progetti speculativi fondati sul mattone. L’esperienza francese, alla quale la giunta Soru si è ispirata, ha dimostrato che il modello può funzionare. Non solo, ma che il modello può essere perfino condiviso e difeso dalla gente e dalle amministrazioni locali. L’esempio più clamoroso è quello della vicina Corsica, dove il Conservatoire du littoral controlla ormai direttamente il 20% delle coste e, al termine di un programma di interventi in corso, arriverà addirittura a gestire il 40% dei litorali dell’Isola di Bellezza. Ma ecco le funzioni e le competenze che vengono attribuite alla Conservatoria delle coste sarde dallo statuto: 1) coordinamento delle iniziative regionali in materia di gestione integrata delle zone costiere nei rapporti con altre regioni italiane e con le autorità locali dei paesi rivieraschi del Mediterraneo; 2) il coordinamento delle iniziative in materia di gestione integrata delle zone costiere poste in essere dall’amministrazione regionale, dagli enti locali e dagli organismi di gestione di aree marine protette o di altre aree e siti di interesse comunitario; 3) la promozione e la diffusione delle tematiche relative alla tutela ambientale e paesaggistica e allo sviluppo sostenibile delle aree costiere; 4) l’elaborazione degli indirizzi e dei criteri fissati nell’articolo 43 della legge regionale numero 9 del 2006; 5) l’esercizio del diritto di prelazione sugli atti di vendita di terreni e immobili derivanti da assegnazioni pubbliche, che ricadono nella fascia costiera dei due chilometri dal mare; 6) l’esproprio e/o l’acquisto di quelle aree e di quei beni immobili la cui qualità ambientale, paesaggistica e culturale è tale da ritenere necessaria la loro conservazione o salvaguardia; 7) l’esercizio delle competenze regionali in materia di demanio marittimo e costiero nelle aree demaniali immediatamente prospicenti le aree di conservazione costiera e sui singoli beni a esso affidati; 8) l’esercizio delle competenze demandate alla Regione per i beni del patrimonio culturale immobiliare ricadenti nelle aree di conservazione costiera a essa affidate; 9) attivare forme di collaborazione con i Comuni, singoli o associati, al fine di garantire la predisposizione dei piani di valorizzazione delle terre civiche e privilegiare l’adozione degli atti di disposizione dei terreni civici; 10) determinare forme e strumenti di collaborazione e reciproca informazione con il sistema delle autonomie e con le altre istituzioni ed enti predisposti alla gestione del territorio. Lo schema di statuto, nel quale tra l’altro viene anche abbozzata l’organizzazione interna e la dotazione di personale, sarà ora spedito in Commissione che dovrà esprimere il suo parere. Insomma, non è ancora finita. Ma a questo punto dovrebbe mancare davvero poco per arrivare alla nascita della Conservatoria. Soddisfazione negli ambienti ecologisti. «E’ un buon passo in avanti – dice Stefano Deliperi del Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra che da anni si batte in favore dell’Agenzia -. La Conservatoria delle coste sarde ha il compito di promuovere acquisizioni al demanio regionale, con vincolo di destinazione, di terreni lungo i 1.850 chilometri di costa dell’isola, anche attraverso sottoscrizioni pubbliche, lasciti testamentari, permute, comodati gratuiti da privati e da altri enti. E di tutelare questo patrimonio naturalistico e paesaggistico dai rischi ai quali è sottoposto». Dice ancora Deliperi: «Secondo la previsione normativa, la Conservatoria potrà agire su più livelli. Gestirà i beni immobili costieri di rilevante interesse paesaggistico e ambientale facenti già parte del patrimonio e del demanio regionale, ma potrà anche acquisire i territori costieri dall’equilibrio ecologico più fragile o a rischio di degrado e compromissione sia attraverso accordi con amministrazioni statali o locali o enti pubblici, sia mediante donazioni, acquisti attraverso sottoscrizioni pubbliche, permute con privati. Nel caso di donazioni o lasciti testamentari, i terreni saranno acquisiti al Demanio regionale con specifico vincolo di destinazione in favore della Conservatoria delle coste sarde».

  4. Stefano Deliperi
    1 Novembre 2007 a 22:59 | #4

    Questa Agenzia è una realtà nuova della galassia regionale e, come tutte le cose, cammina sulle gambe degli uomini. Carla Testa (mi perdonerà !) è una funzionaria dirigente regionale, è stata nominata direttrice generale della neonata A.R.P.A.S. e, nei limiti dell’umanamente possibile, sta cercando di fare del suo meglio per far decollare una struttura che pure ha moltissime resistenze anche all’interno dei settori pubblici. Con questo voglio soltanto dire che molto sarà determinato dalla capacità delle persone e dalla loro determinazione e personalità. Compreso il Comitato scientifico. Questa Agenzia può, a mio parere, potenzialmente fare moltissimo per la Sardegna e le sue coste, così come ha fatto il Conservatoire du Littoral in Francia. La realtà la conosceremo un po’ alla volta, in futuro. Anch’io sono fra quelli che ritengono che questa Amministrazione regionale si giochi molta credibilità in questo ambito.

  5. 1 Novembre 2007 a 21:07 | #5

    mi pare di capire che il direttore esecutivo venga individuato più con un burocrate regionale che con una figura di più appropriato livello; anche se l’art. 29 della legge prevede la scelta anche verso un esterno mi sembra che più che in alternativa si pensi a questa ipotesi solo nel caso in cui non ci siano burocrati competenti…….

    quanto al comitato scientifico, la mia impressione è che conterà come il due di briscola…….

  6. francy
    1 Novembre 2007 a 19:46 | #6

    Finalmente!

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