EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE.
Il 5 novembre inizierà la settimana dedicata all’educazione allo sviluppo sostenibile, promossa dall’Unesco. Può essere una buona occasione per educare giovani, e meno giovani, ad un corretto "uso" del Pianeta ma, considerate le notizie che seguono, chi educherà gli Stati?
Da www.ansa.it 2/11/2007
CLIMA: UNESCO; ALT A EFFETTO SERRA, 250 INIZIATIVE IN ITALIA
(ANSA) – ROMA – Al via la settimana di educazione dello sviluppo sostenibile promossa dall’Unesco, dal 5 all’11 novembre, con oltre 250 iniziative lungo lo stivale per dire ”Alt ai cambiamenti climatici! Riduciamo la CO2”. L’edizione 2007 vedra’ coinvolti centinaia di soggetti fra istituzioni, scuole e societa’ civile. ”L’Unesco, ormai al suo 62/o anno di vita – ha spiegato Giovanni Puglisi, presidente della Commissione nazionale italiana dell’Unesco – e’ attenta piu’ che mai ai temi ambientali e dello sviluppo sostenibile”. ”Ormai l’accelerazione dei mutamenti climatici e’ una questione di politica estera – ha affermato Patrizia Sentinelli, viceministro degli Affari esteri – determina infatti condizioni di geopolitica, non solo materiali. Anche l’Undp parla di guerre per l’acqua e di rifugiati ambientali a causa dei mutamenti climatici”. Di qui la necessita’ di ”cambiare il comportamento dei singoli” e degli stili di vita, in particolare sul fronte dell’energia e ”noi – ha concluso Sentinelli – possiamo fare un passo avanti, come avviene ad esempio in Germania”. La settimana di educazione allo sviluppo sostenibile si inserisce nel quadro della campagna per il ”decennio Onu dell’educazione allo sviluppo sostenibile 2005-2014”. Le iniziative vanno dalla proiezione del documentario del premio Nobel per la Pace Al Gore, ”Una scomoda verita”’ a spettacoli teatrali sul tema dei mutamenti climatici organizzati ad esempio in Friuli Venezia Giulia, alle lezioni di Slow Food nelle scuole di varie citta’ italiane per conoscere il legame fra il consumo di cibo e l’emissione di gas nocivi nell’atmosfera, fino alla campagna del Wwf con ”GenerAzione Clima” per diffondere conoscenze sul tema del risparmio energetico. (ANSA).
CLIMA: BERTOLASO, ACCELERARE RISPOSTA INTERNAZIONALE A CRISI
(ANSA) – MILANO, 29 OTT – ”E’ necessario accelerare i meccanismi di risposta internazionale a catastrofi”. Questo l’ appello lanciato da Guido Bertolaso, Capo della Protezione Civile, partecipando a Milano alla conferenza organizzata dall’ Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi) per fare il punto sulla capacita’ di reazione dei paesi nella gestione delle emergenze. ”Si parla tanto di cambiamento climatico – ha detto Bertolaso – ma troppo di come gestirne le conseguenze. Catastrofi come gli incendi in California saranno sempre piu’ frequenti, c’e’ ancora molto da lavorare su come affrontare simili crisi a livello internazionale”. ”L’Italia – ha aggiunto Bertolaso – sta spingendo perche’ si attivi al piu’ presto un meccanismo di intervento coordinato europeo: il progetto Europeaid su cui si sta lavorando tanto a Bruxelles”. Nel suo intervento Bertolaso ha ripercorso le tappe dell’ intervento italiano subito dopo lo tsunami che ha colpito il sud est asiatico nel dicembre 2004, e il lavoro nei tre anni successivi per sostenere la ripresa dello Sry Lanka. ”Tra qualche mese – ha detto Bertolaso – dichiareremo chiuso positivamente il nostro intervento. Purtroppo subito dopo l’ emergenza i media non hanno piu’ parlato del nostro lavoro, forse perche’ non ci sono stati scandali o errori ma in Italia le buone notizie non fanno notizia”. Con la conferenza di oggi, cui ha partecipato, tra gli altri, Margareta Wahlstrom, assistente del segretario generale dell’Onu per gli affari umanitari, l’Ispi intende avviare un osservatorio per creare uno spazio di confronto tra istituzioni e organizzazioni sulla prevenzione delle crisi e la gestione internazionale delle emergenze. (ANSA).
AMBIENTE: SILVESTRINI, CINA SUPERA USA PER EMISSIONE CO2
(ANSA) – GELA (CALTANISSETTA), 2 NOV – ”Quest’anno la Cina superera’ gli Usa nell’ emissione di CO2”. Lo ha detto Gianni Silvestrini, consigliere scientifico del ministro dello sviluppo economico Pier Luigi Bersani, intervenendo ai lavori della Scuola internazionale di geofisica della Fondazione Ettore Majorana di Erice su cattura e stoccaggio di anidride carbonica. Sulle nuove tecniche disponibili per iniettare nel sottosuolo la CO2 catturata, Silvestrini ha detto che ”bisogna essere cauti, per ragioni di sicurezza”, perche’ allo stato attuale ”non sappiamo cosa potrebbe accadere qualora questo gas riuscisse a riemergere in superficie”. Il consigliere scientifico del ministro Bersani ha poi sottolineato che su queste metodiche il ministero dell’Ambiente ha gia’ mostrato ”ostilita”’. In Europa entro il 2010 dovrebbero essere operativi dodici siti per lo stoccaggio della CO2. Un investimento che sfiora i sei miliardi di euro ”E nei 5 anni successivi – ha aggiunto Silvestrini – ne sapremo di piu’ sul livello di sicurezza”. Tuttavia, ”non possiamo stare a guardare – ha concluso – anche perche’ a partire dal 2020 non potranno essere costruite centrali elettriche a carbone sprovviste di sistemi capaci di sequestrate CO2”. (ANSA).
CLIMA:AUSTRALIA PRIMO PER EMISSIONI CO2 TRA PAESI SVILUPPATI
(ANSA) SYDNEY, 2 NOV Le emissioni di gas serra dell’Australia in rapporto alla popolazione sono state le piu’ alte tra i paesi sviluppati, nei 10 anni fra il 1995 e il 2005. E nonostante il governo conservatore e l’opposizione laburista, che si confrontano in elezioni federali il 24 novembre, da anni ormai vantino le proprie credenziali in materia di clima, l’Australia nel 2005 e’ stato il secondo paese ‘inquinatore’ per quantita’ di gas serra emesso pro capite fra i paesi sviluppati, preceduta solo dal Lussemburgo. Un rapporto diffuso oggi dalla Climate Law Initiative dell’Australian National University in Canberra, indica che fra il 1990 e il 2005 le emissioni sono aumentate di piu’ del 25%, e ad un tasso che e’ stato il sesto in rapidita’ fra i paesi sviluppati. Diciassette anni fa ogni australiano contribuiva con 24,8 tonnellate di gas serra l’anno, ma nel 2005 la quantita’ era aumentata a 25,9 tonnellate. Lo studio ha utilizzato dati della Convezione Onu sul cambiamento climatico e del World Resource Institute. L’Australia, che come gli Usa non ha ratificato il protocollo di Kyoto, li batte per un soffio per il dubbio titolo delle piu’ alte di emissioni pro capite nel mondo sviluppato, da quando e’ salito al potere l’attuale governo conservatore nel 1996. In questa graduatoria il Lussemburgo si piazza terzo, seguito dal Canada e dalla Nuova Zelanda, dove le emissioni sono causate principalmente dall’agricoltura e dalla flatulenza di ovini e bovini. ”Chi volesse affermare che i governi australiani abbiano fatto abbastanza per affrontare il cambiamento climatico, non trovera’ conferma nei dati statistici”, ha dichiarato l’autore del rapporto, Andrew Macintosh. ”Chiunque vinca le prossime elezioni, – ha aggiunto – dovra’ rinunciare all’ossessione con i programmi volontari, e mettersi subito al lavoro con programmi obbligatori come il carbon trading, il mercato delle quote di emissioni”.(ANSA).
(foto C.B., archivio GrIG)




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