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Carta scottex, trasvolatori e post-fascisti in Sardistàn.

 

 

Forse non tutti sanno che nella nostra Città accade che spesso i bimbi degli asili pubblici debbano portarsi la carta scottex (ed altro) da casa.   Il Comune è deputato a fornire l’assistenza logistica alle scuole primarie, ma tali inconvenienti non sono una rarità.  Eppure qualche tempo fa c’erano soldi anche per celebrare la trasvolata di un certo Roland Garros (sì, quello dei campi da tennis di Parigi) dalla Francia fino alla Tunisia.  Passò anche sopra Cagliari e tanto bastò.   Promotore della celebrazione l’Assessore comunale alla cultura Giorgio Pellegrini.      Poco m’importano le sue pulsioni politiche e futuriste, però, da contribuente cagliaritano, un bel salto nel cerchio di fuoco da parte sua mi piacerebbe vederlo…

Stefano Deliperi

 

 

da L’Altravoce (http://www.altravoce.net/), 6 novembre 2007

Boia chi molla il falco Pellegrini da solo coi fascistini e il vecchio squadrista. Botta nostalgica: di giovinezza, giovinezza.   Giorgio Melis

È stata una botta di nostalgia per i vent’anni: da capire. A chi non viene, passati ad abundantiam i sessanta, la voglia di "giovinezza, giovinezza" ?    Non l’inno del mai abbastanza rimpianto ventennio col mascellone, il fez, il manganello e l’olio di ricino. Non sia mai. È stata solo voglia degli anni verdi, per rinnovarne tardivamente i fasti e i bollori. Desiderio di rimembrarli a fianco dei giovanotti di adesso. Tanto meglio se pavesati con la croci celtiche. A dirigerne – suggerendo e correggendo gli slogan – il giocoso, fraterno, allegro coro del "boia chi molla", buono anche per gli asili-nido.     Ma l’assessore comunale alla cultura prof. Giorgio Pellegrini non poteva restare solo, con i fascistini giovinetti, nell’assalto verbale alla Manifattura: scandito da una ventina di voci non più bianche, precocemente nere. Col suo aplomb professoral-istituzionale, fasciato nell’impeccabile completo scuro con cravatta in tono, alla sua età non poteva essere l’unico matusa nell’intrepido manipolo di ragazzi arditi come lui. Avrebbe stonato, un isolato personaggio stagionato. Perciò gli si è affiancato, naturaliter, un vecchio squadrista nero, da sempre in prima fila a Cagliari negli scontri e nei pestaggi. Quell’inobliato Paolo Camedda che quasi quarant’anni fa guidava i mazzieri a destra dell’Msi. Ben noto alla polizia, coinvolto in mille battaglie di piazza: anche nell’assalto alla Federazione del Pci con tanti altri picchiatori che poi hanno messo il doppiopetto. Sospettato – ma senza seguito, evidentemente erano voci infondate – d’aver fatto parte del commando che assaltò, con lancio di bombe molotov, la sede dell’Unione Sarda, diretta allora da Fabio Maria Crivelli: altri tempi e direttori.      Eravamo in quel giornale, nel 1974, quando i fascisti cagliaritani avevano rialzato aggressivamente la testa. Galvanizzati dall’arrivo dominante e caratterizzante a "Tuttoquotidiano" di un gruppo di fascisti a 24 carati: alcuni inquisiti e anche condannati per trame eversive, uno arrestato perché trovato in possesso nella casa cagliaritana di armi e una bomba. Paolo Camedda era il più noto eja-eja-mazziere sempre presente!. Non se n’era più sentito parlare. Pareva appartato, forse disgustato dalla virata all’ultrasinistra di An con Gianfranco Fini. Non fosse per il brutto ricordo di un pestaggio evitato (avviso-salvezza in extremis) in piazza Repubblica col collega Arturo Clavuot, avrebbe risvegliato anche in me un bagliore di giovinezza: solo anagrafica.        È stato rassicurante rivederlo al fianco di Pellegrini, assessore e professore universitario, uomo di cultura. Perché il professore, fino a una decina di anni fa, era "uno di sinistra", socialista, scriveva anche su Rinascita, la rivista del Pci di cui era factotum il comunistissimo ottimo ed indimenticato Giuseppe Podda. In fondo, è il segno dei tempi e della conciliazione. Un tempo Camedda avrebbe potuto essere una potenziale minaccia anche fisica per il "sinistro" Pellegrini. Vederli fianco a fianco, a gridare gli slogan dei fascisti ragazzini, dava il senso di una pacificazione politico-ideologica sotto il segno culturale e un poco snob del professore.      In qualche modo, Pellegrini è risultato l’anello di congiunzione tra il vecchio squadrista-fascista Camedda e i fascistini di Azione sociale che gridavano "Fioroni-Soru, vaffanculo" e altre simpatiche amenità che hanno vellicato il noto senso estetico dell’assessore alla cultura. Era tempo che i nipotini di Salò trovassero uno sponsor all’altezza, ex socialista come il duce. Chi ha definito patetica e ridicola la performance del professore – in grande spolvero, elegantissimo, mica descamisado e pure senza camicia nera – sbaglia di grosso. Forse si è ispirato al fascinoso futurismo puro e duro di Marinetti, che anche a Cagliari negli anni trenta predicava l’azione contro il panciafichismo, esaltava «la guerra sola igiene del mondo».     Passatista o futurista con molti decenni di ritardo, Pellegrini ha comunque lasciato il segno. Come dargli torto nella sua contestazione a Soru perché non ha girato anche la Manifattura al Comune, cioè al prof-assessore ? Sarà pur vero che il presidente della Regione ha fatto restituire a Cagliari enormi aree, dalla Sella del Diavolo a Calamosca a Monte Urpinu e mille altri spazi in mano da sempre ai militari. È vero che sta marciando a tappe forzate per la realizzazione del Betile (un orrore, per Pellegrini) a Sant’Elia. Passi che stia salvando l’inestimabile necropoli di Tuvixeddu dalla cementificazione e le coste dalla stupro di un’edificazione selvaggia. Ma come si permette ? Mantenere alla Regione la Manifattura Tabacchi e farne una straordinaria agorà culturale prima con FestArch e ora con questo Forum di livello nazionale, trasferito da Bari a Cagliari. Intollerabile.    La Manifattura doveva diventare un gran bel casinò, come aveva deciso Mauro Pili quando voleva venderlo, e Pellegrini, distratto, non aveva levato un gemito. D’altronde Cagliari non ha altri spazi culturali. Non ha accesso a Lazzaretto né a San Michele, all’Exma e al Ghetto degli ebrei, alla Cittadella o alla Galleria comunale, al Civico o all’anfiteatro e nei grandi spazi naturali. Come può sopravvivere Pellegrini per le sue mirabolanti iniziative? Vero è che gli ospiti di prima grandezza portati alla Manifattura forse mai avrebbero accettato il suo invito e invece hanno risposto – come i maggiori architetti pochi mesi fa – al richiamo della politica culturale e ambientale di Soru. Ma che c’entra tutto questo ?   Pellegrini è coerente. Due anni fa oppose il veto alla rassegna cinematografica dedicata a Nanni Loy. Uno dei cagliaritani che hanno rivendicato, testimoniato e onorato sempre la loro origine. Un personaggio famoso, artista rigoroso e di enorme simpatia umana. Non a Pellegrini e al sindaco Emilio Floris: pollice verso alla rassegna che doveva aprirsi con un film su Nanni Loy, proiettato invece a Roma per volere di Walter Veltroni. In compenso, però, Pellegrini ci ha ammannito ripetutamente memorabili rassegne dedicate al trasvolatore francese Roland Garros. Il cui unico, etereo legame con la Sardegna consisteva nell’averla sorvolata da Parigi all’Africa. L’assessore è stato l’unico a cogliere la straordinaria importanza per i contemporanei e i posteri di quel passaggio: l’ha voluto celebrare con costose rassegne che hanno tramortito l’interesse dei cagliaritani.     Perciò è ora che la Manifattura sia consegnata nelle sapienti mani dell’assessore, senza indugio e guai a resistere. Minaccia giustamente di «chiuderla»: con l’aiuto del mazziere Camedda e dei fascistini con la croce celtica ?   Certo, un po’ d’azione si addice a cotanto barricadiero elegante come un indossatore. Non come il pappamolla Emilio Floris, gli altri assessori e consiglieri della maggioranza che hanno disertato la pugna e non hanno seguito gli avanguardisti nella spedizione punitiva e impunita. Il sindaco avrebbe dovuto mettersi alla guida del micro-corteo, trasformare la Manifattura soriana «in un bivacco di manipoli» guidati dall’assessore.   Da oggi, però, saranno di nuovo fianco a fianco, appassionatamente. E risuonerà anche in Comune il glorioso grido: «boia chi molla». E la Manifattura ? «A noi!!», naturalmente. E altrettanto naturalmente, ovviamente, obbligatoriamente, ai lettori dell’Unione Sarda e ai telespettatori di Videolina è stato accuratamente nascosta la gloriosa perfomance dell’assessore tra i fascistini e Camedda, con i cori delle tragiche giornate calabresi di fronte al luogo ritrovato e trasformato in agorà della cultura: grazie all’assenza del falco Pellegrini Giorgio.

 

(disegno S.D., archivio GrIG)

  1. Vicky
    13 Novembre 2007 a 10:11 | #1

    e non sarebbe meglio farlo trasvolare dal Comune a casa sua?!? ha! ha! ha! ciao Vicky

  2. marco
    9 Novembre 2007 a 12:07 | #2

    ultime notizie dal comune di Cagliari:

    L’Altravoce 8 novembre 2007

    Aggiungi 11 posti a tavola: la Giunta Floris piange sui tagli e aumenta le tasse ma si regala i portaborse per chiamata diretta.

    Alla grande tavolata del Comune di Cagliari c’è posto per altri 13 ospiti: con invito esclusivo, personale e diretto da parte degli esponenti della Giunta Floris, riservato a persone di fiducia dei singoli assessori. Saranno i loro segretari-assistenti-portaborse particolari. L’incarico vale per ciascun chiamato 2.180 euro lordi al mese e un contratto a tempo determinato sino alla scadenza del mandato nel 2010: cioè 26.160 euro all’anno per ogni assistente. In due anni, conteggiando tutte le assunzioni con la copertura sino al 2009, il totale fa oltre 680mila euro. O qualcosa di meno se due assessori rinunceranno, come promesso.

    Un conticino niente male, alla fine del pranzo. Soprattutto se nel frattempo si considerano gli aumenti sulle imposte per i servizi essenziali – la Tarsu, a esempio, a fronte di un servizio di raccolta rifiuti che continua a fare acqua da tutte le parti – o quelli meno essenziali, con il recentissimo acquisto di 200 computer con tanto di sistemi operativi firmati Microsoft. Totale per i pc: un milione di euro. Senza prendere in considerazione l’idea di affidarsi all’open-source, come richiesto da un documento bipartisan – primi firmatari Claudio Cugusi (Prc-Se) e Alessandro Serra (An) – inserito nel bilancio di previsione 2007.

    Torniamo ai commensali-portaborse. Tutto legittimo, a scanso di equivoci, come previsto da un decreto del 2000 che dà al regolamento degli uffici la possibilità di assumere personale alle dirette dipendenze del sindaco e degli assessori. Tutto scritto in una delibera di Giunta – blindatissima, non prevede il passaggio in Consiglio – approvata all’unanimità: in questi casi è la prassi, anche se non tutti gli assessori sono d’accordo.

    Raffaele Lorrai, ad esempio: aveva votato sì al via libera per prassi, appunto, ma anche già espresso la propria contrarietà al documento. Una linea confermata dopo la delibera: il titolare ai Lavori pubblici non sceglierà nessun segretario. Lo stesso farà Edoardo Usai: non per evitare polemiche, aveva sottolineato l’assessore alla Pubblica Istruzione, ma solo perché «il mio ufficio, composto da 16 persone, lavora benissimo così». In un certo senso tolgono le castagne dal fuoco ai colleghi e al padrone di casa Emilio Floris: tredici a tavola porta notoriamente sfortuna e, visto che due si chiamano fuori, gli altri non si fanno mancare nulla. Tra chi ha già scelto il fortunato e chi attende la determina dei dirigenti, i nuovi portaborse saranno 11.

    A dirla tutta, il ragionamento di Usai è basato anche su una questione «di opportunità»: in sostanza, aveva detto, «non mi sembra il momento giusto». Appunto: vista la legittimità della decisione di sindaco e Giunta la domanda è tutta basata sulla opportunità. E in quanto a tempistica la scelta non sembra delle più felici. Quello che è totalmente sbagliato, secondo il consigliere Gialeto Floris, «è proprio il momento: in un periodo in cui si parla di limitazione della spesa nelle amministrazioni pubbliche» e in cui i costi della politica sono sotto osservazione la delibera sarebbe potuta slittare ancora. Come dire: le priorità sono altre. La speranza, per l’ex rappresentante di An, fuoriuscito dal partito in polemica con la segreteria provinciale e ora seduto fra i banchi del gruppo Misto, è che almeno «chi ha dichiarato che non farà le nomine prosegua su questa strada: in caso contrario, a vergogna si aggiungerebbe vergogna».

    Un’altra via era stata indicata dalla Cgil: se proprio si deve fare, «davvero non si trovano 13 persone di fiducia degli assessori fra i 103 precari del Comune?». Con una precisazione: «Sarebbe più opportuno assumere personale per gli asili nido, i vigili urbani e la guardiania». Tutto corredato da «tanti complimenti» e una domanda per l’amministrazione: «Perché non è stata fatta una selezione?».

    La risposta è tanto semplice quanto disarmante: non sono richieste figure specifiche. Certo, tutti gli assessori hanno sottolineato il fatto di aver scelto o di voler scegliere in base alla fiducia personale ma anche in sulle competenze del futuro assistente. Solo che nessuno, per ora, specifica quali. Il ragionamento di Radhouan Ben Amara (Pdci) parte proprio da qui: «Servono criteri univoci per le nomine. Penso ai segretari di gruppo: molti lavorano anche dal 2001 e vanno avanti inquadrati come co.co.co. Per loro non ci sono possibilità di contratti a tempo indeterminato, mentre per i nuovi arrivati il passaggio da contratto a tempo determinato a indeterminato sarebbe in teoria possibile dopo tre anni». Vista la blindatura da parte della Giunta, la prossima mossa da parte dell’opposizione – almeno sulla sponda massimalista – «sarà un documento del gruppo Prc-Pdci da sottoporre all’attenzione di Giunta e Consiglio: con la richiesta di stabilire criteri validi per tutti».

    A fronte di competenze accertate e dell’impegno specifico dell’assessorato, «un segretario capace potrebbe essere un aiuto determinante al miglior governo degli uffici». Ma, precisa il capogruppo dei Riformatori Giorgio Angius – già assessore nella scorsa legislatura – «ci sono altre spese di cui si può tranquillamente fare a meno: dall’uso delle auto blu ai parcheggi riservati, solo per fare due esempi». In questo caso lo scambio alla pari – segretari contro il taglio di altri privilegi – sarebbe accettabile: senza cadere nell’errore «di mettere dentro un fratello o un amico solo in virtù di questi rapporti. Sarebbe un altro omaggio al libro “La Casta” che può essere decisamente evitato».

    In ogni caso «le scelte della Giunta fanno tutte parte di un pacchetto e di un modo di pensare che i cagliaritani hanno scelto al momento del voto». Il ragionamento di Giandomenico Sabiu, fra i banche del gruppo Misto dopo aver svolto in Consiglio per un lungo periodo il ruolo di minoranza della minoranza, è più ampio: allargato a tutta la legislatura in corso. Nella corsa alla poltrona di primo cittadino, in gara con Emilio Floris e Gianmario Selis, si era presentato con uno slogan accattivante: sarebbe stato, testuale, «il sindaco con le palle».

    Più o meno a metà mandato, per l’avvocato cagliaritano quelle palle sembrano essersi definitivamente rotte: «I cittadini devono assumersi le proprie responsabilità: non lamentarsi del sindaco uscente sino al giorno prima delle elezioni e poi al momento del voto mettere la crocetta sullo stesso nome». Per poi «ricominciare a lamentarsi delle promesse non mantenute». Allora, anche la delibera sui segretari particolari o l’acquisto dei computer «a prezzi spropositati» fa parte di quel pacchetto indicato al momento del voto: «Da sindaco non credo avrei fatto le stesse scelte. Avevo un programma diverso da Floris ma i cagliaritani hanno scelto lui: ora se lo tengano, anche se sembra pensare più alle regionali del 2009». Ma basta dare le colpe alla politica: in generale, sottolinea Sabiu, «il politico incapace è lo specchio dell’elettore incapace».

    (ma.mu.)

  3. Vania
    8 Novembre 2007 a 9:55 | #3

    che bel quadretto! ciao ciao Vania

  4. sfinx
    7 Novembre 2007 a 22:48 | #4

    la squadrista è bella e improbabile, l’assessore è solo improbabile :)

  5. Simo
    7 Novembre 2007 a 13:06 | #5

    non ci fa una bella figura l’assessore Pellegrini! l’avanguardista lo deve menare?!

  6. Sandro
    7 Novembre 2007 a 9:39 | #6

    Che pena questo assessore, dignità! Saluti.

  7. 6 Novembre 2007 a 22:06 | #7

    la nostra disgrazia è che il falco pellegrini è protetto dalla direttiva europea, però l’art. 9 permette una deroga…….. :-)

  8. Signora Pina
    6 Novembre 2007 a 18:13 | #8

    Immagino che, oltre alla carta scottex, debbano portare pure i rotoloni Regina..

  9. claudia basciu
    6 Novembre 2007 a 18:12 | #9

    Alla bella Cagliari non mancano gli spazi per ospitare gli eventi, mancano gli eventi. Però, fa sempre bene al cuore, al fegato e all’umore leggere le gesta degli amministratori pubblici, cagliaritani e non.

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