Nuova udienza del processo sul campo da golf “ecosostenibile”.

Prosegue il prossimo 30 novembre 2007 con l’audizione di testimoni, presso il Tribunale penale di Cagliari, in composizione monocratica, il processo nei confronti dell’amministratore delegato della Stim s.p.a. Antonio Cavalieri, notissimo come organizzatore del premio giornalistico Chia, il responsabile dell’ufficio amministrativo della stessa società Piermario Rigoni, l’amministratrice unica della Contact Gestioni Ombretta Frisiera, committente dei lavori, l’esecutore dei lavori Nero Salis e il capocantiere Matteo Pau, difesi dall’avvocato Guido Manca Bitti. Devono rispondere dei lavori abusivi relativi al campo da golf di Chia (Comune di Domus de Maria, CA), la cui realizzazione venne avviata in area agricola tutelata con vincolo paesaggistico, fin sulle rive dello Stagno. Si tratta di un intervento nell’ambito dell’ormai notorio intervento turistico integrato Chia Laguna Resort indicato dal Crenos, in un’iniziativa divulgativa comune, come l’esempio da seguire nelle politiche turistiche "ambientaliste".
Aperto lo scorso 22 maggio 2007 e proseguito il 15 giugno 2007 (ulteriore udienza lo scorso 9 ottobre 2007), il processo ha visto l’accoglimento dell’istanza di costituzione di parte civile delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico grazie al prezioso apporto dell’avv. Lia Pacifico.
L’area di Chia è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni) Rientra, inoltre, nell’istituenda riserva naturale regionale "Capo Spartivento e Stagni di Chia" ai sensi della legge regionale n. 31/1989 (allegato "A") ed è contigua al sito di importanza comunitaria (SIC) "Stangioni de su Sali e di Chia" (ITB04235) ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali.

All’avvìo dei lavori, le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico inoltrarono due esposti (18 maggio 2005 e 20 giugno 2005) alle amministrazioni pubbliche (Ministero per i beni e attività culturali, Assessorati regionali dell’urbanistica, dei beni culturali, della difesa dell’ambiente, Comune di Domus de Maria, Servizio tutela del paesaggio, Soprintendenza ai beni ambientali di Cagliari), al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ai Carabinieri del N.O.E. ed alla Magistratura competenti. Risultava rilasciata dal Responsabile Area tecnica del Comune di Domus de Maria soltanto una mera autorizzazione per "opere di miglioramento fondiario" (la n. 8/05 del 7 febbraio 2005), per di più in piena vigenza dei vincoli temporanei di non trasformabilità del territorio di cui alla legge regionale n. 8/2004, la c.d. legge salva-coste.
Dopo i rapidi accertamenti svolti dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari dispose il sequestro preventivo dell’area (giugno 2005), successivamente confermato dal Tribunale del riesame e dalla Corte di Cassazione (sez. III, sentenza n. 6444 del 21 febbraio 2006). Nel settembre 2006, su istanza del legale della difesa avv. Guido Manca Bitti, il sito è stato dissequestrato per permettere lo svolgimento di lavori di ripristino ambientale a spese della Stim s.p.a. e sotto la vigilanza del Corpo forestale e di vigilanza ambientale.
Nel piano paesaggistico regionale – P.P.R. (deliberazione Giunta regionale n. 36/7 del 5 settembre 2006) l’area appare ricompresa nell’ambito di paesaggio costiero n. 3 "Chia" (art. 14 delle norme tecniche di attuazione) ed è classificata in parte "area naturale e sub naturale", "area semi-naturale", "area ad utilizzazione agro-forestale" e "insediamenti turistici". Essendo comunque il Comune di Domus de Maria sprovvisto di P.U.C. definitivamente approvato ed in vigore, si applicano per tale ambito di paesaggio costiero le disposizioni cautelari provvisorie di cui all’art. 15, comma 3°, delle norme tecniche di attuazione del P.P.R.
La presenza delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico, come di consueto, è per salvaguardare un patrimonio ambientale continuamente a rischio a causa di una speculazione immobiliare arrembante, anche se, in questo caso, legata ad un gruppo immobiliare che desidera presentarsi come attento alla tutela ambientale con mattoni e campi da golf ed ha trovato ascolto presso "comitati scientifici indipendenti" composti da docenti universitari e "esperti ambientalisti" che dovrebbero certificarne la bontà progettuale.
Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

(foto C.B., R.D., S.D., archivio GrIG)




..aliga imprenditoriale…
da La Nuova Sardegna, 8 dicembre 2007
Discariche abusive nei paradisi della costa
Nei guai tre imprenditori: Giuseppe Del Rio, Pier Luigi Monni, Alfredo Antonioli
CAGLIARI. I più noti imprenditori del turismo costiero che realizzano villaggi e alberghi, ma poi abbandonano cumuli di rifiuti. Il Corpo Forestale sta scandagliando tutta l’area che va da Domus de Maria a Teulada. Il risultato è la denuncia di tre dei maggiori “promotori” del mattone nostrano: Giuseppe Del Rio (meglio noto come Peppetto), Pier Luigi Monni e il proprietario di Baia delle Ginestre, il valtellinese Alfredo Antonioli. Sono accusati di aver realizzato discariche abusive a ridosso dei villaggi vacanze che stanno costruendo. Del Rio, Monni e Antonioli sono i maggiori “azionisti” del litorale meridionale dell’isola. Pier Luigi Monni è il padrone incontrastato della collina che domina la baia di Chia. Sul Monte Cogoni, versante meridionale, c’è un piccolo albergo costruito vent’anni fa. Dopo un lungo stop, i lavori sono stati ultimati a giugno. Ma il Comune di Domus de Maria non ha accolto la richiesta di aumentare le volumetrie, e ha congelato tutto. Ma a fianco all’hotel – nel Sito di importanza comunitaria – c?è una vera e propria discarica. In uno dei sempre più frequenti blitz, i ranger hanno scoperto cento metri cubi di rimasugli d’asfalto, blocchi di cemento, plastica, materiale di risulta. Rifiuti che giacevano lì da cinque mesi, assicurano gli agenti, mentre il Testo unico in materia ambientale concede tre mesi di tempo per ripulire ciò che è stato insozzato. Monni, da amministratore della società Cesit S.r.l., è stato denunciato per violazione delle norme ambientali: in sostanza, per aver realizzato una discarica abusiva.
È lo stesso reato contestato qualche settimana fa, in sordina, all’avvocato d’affari Peppetto Del Rio, che già deve fare i conti con altri guai giudiziari. Prima che la Guardia di Finanza gli contestasse una evasione di 11 milioni di euro, la Forestale l?ha denunciato per lo stato del cantiere aperto a Domus de Maria, a pochi passi dalla statale 195, all’altezza del campo santo. Lì Del Rio, attraverso la società “S’Isca Manna”, sta realizzando i futuri posti letto del litorale dei fenicotteri. Fino a qualche tempo fa, gli operai della ditta avevano abbandonato trecento metri cubi di immondizia di cemento. Scattata la denuncia, però, Del Rio o chi per lui si è precipitato a ripulire tutto, per evitare che la sua immagine venisse intaccata da un cumulo di detriti. L’ultimo caso non riguarda un imprenditore cagliaritano bensì un uomo di cui in città si è parlato parecchio, soprattutto quando le ruspe del genio civile abbatterono, nel 2001, 15mila metri cubi di cemento a Baia delle Ginestre. Dopo il fallimento, l’area è tornata ad essere proprietà del valtellinese leader dell’edilizia turistica Alfredo Antonioli, che l’ha comprata all’asta per 4,1 milioni di euro. La sentenza della Cassaione risalente al 1996 lo condanna anche al ripristino dei luoghi: deve bonificare la massa di ferraglia, letti, divani, frigoriferi e quant’altro rimasti sotto le macerie dell’hotel abbattuto. Ma secondo le stime, ci vuole oltre un milione di euro. In attesa che il Comune di Teulada decida quali provvedimenti adottare, la Forestale di Teulada ha denunciato Antonioli per discarica abusiva. Ora sarà la Procura della Repubblica a decidere come procedere, anche se spesso i sigilli servono soltanto a procrastinare il degrado.
Elena Laudante
Sono stati ascoltati due testimoni. La prossima udienza è stata fissata per il 29 febbraio 2008.
com’è andata?
Certo che per la Stim-Chia Invest dev?essere proprio seccante finire in tribunale dopo essersi avvalsa della consulenza di autorevolissimi comitati scientifici indipendenti(?) composti da docenti universitari e da esperti ambientalisti come Ambiente Italia Srl che si presenta come “Società costituita nel 1995, che ha riunito e consolidato l’esperienza culturale e professionale dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia (promosso nel 1990 da Legambiente) e della Cooperativa Ecologia (costituita nel 1978)”. Dal sito di Ambiente Italia si rileva che le attività che la società sta svolgendo per conto della Stim – Chia Invest sono :Chia Invest Spa Consulenza ambientale paesaggistica per il progetto integrato di Chia – Domus de Maria (CA) 2006-2007, in corso cod. 066N06 Stim Spa Consulenza ambientale e paesaggistica per le realizzazioni di campi da golf e le sistemazioni a verde del complesso alberghiero di Chia – Domus de Maria (CA) 2006-2007, in corso cod. 065N06 Chia Invest Spa-Stim Spa Realizzazione di indagini relative agli aspetti paesaggistici di campi da golf nel comune di Domus de Maria (CA) e proposta metodologica di VAS per la localizzazione di un porto turistico 2006-2007, in corso cod. 031N06 Chia Invest Spa Studio di fattibilità per la realizzazione di un parco naturalistico nell’area di Chia, Domus de Maria (CA) 2006-2007, in corso cod. 023N06 Stim Spa-Chia Invest Spa Studio di fattibilità per la gestione ecosostenibile dei rifiuti e la filiera di compostaggio nell’area di Baia Chia – Domus de Maria (CA) 2006-2007, in corso cod. 007R06 Chia Invest Spa Studio di valutazione preliminare della compatibilità ambientale di insediamenti turistici nella zona costiera di Arbus 2006-2007, in corso cod. 080N06E: questo che si intende per esperti ambientalisti “indipendenti” ? Indipendenti dalle “commesse” ? Forse la lingua italiana si è evoluta e non ce ne siamo accorti, chiederemo un aggiornamento alla Treccani. A me pare che l’unico vero esperto ambientalista indipendente sia stata la natura che ha steso il suo manto protettivo e ricostruttivo sullo scempio, per fortuna non completato, operato per la realizzazione dei campi da golf a bocca di fenicottero. Non sono infatti visibili i risultati dei lavori di ripristino ambientale “a spese della Stim s.p.a. e sotto la vigilanza del Corpo forestale e di vigilanza ambientale” che avevano motivato il dissequestro del sito nel mese di settembre 2006.
mi auguro che chi ha ancora ferito quel paradiso terrestre che è Chia sia fermato e, se colpevole di reati, venga duramente punito e si riporti l’ambiente alle condizioni originarie. Bravi.