Come ti gestisco le coste n. 24.
Nuova udienza presso il Tribunale penale di Cagliari del processo relativo ad una serie di vicende connesse concernenti la gestione delle coste del sud Sardegna negli ultimi anni. Coinvolti funzionari ed amministratori pubblici, imprenditori. La cronaca delle precedenti udienze ed ulteriori informazioni potete trovarle in questo blog ("Come ti gestisco le coste…", 4 ottobre 2006; "Come ti gestisco le coste n. 2…", 17 ottobre 2006; "Come ti gestisco le coste n. 3…", 24 ottobre 2006; "Come ti gestisco le coste n. 4…", 7 novembre 2006; "Come ti gestisco le coste n. 5…", 22 novembre 2006, "Come ti gestisco le coste n. 6…", 29 novembre 2006, "Come ti gestisco le coste n. 7…", 6 dicembre 2006, "Come ti gestisco le coste n. 8…", 17 gennaio 2007, "Come ti gestisco le coste n. 9…", 24 gennaio 2007, "Come ti gestisco le coste n. 10…", 28 febbraio 2007, "Come ti gestisco le coste n. 11…", 13 marzo 2007, "Come ti gestisco le coste n. 12…", 28 marzo 2007, "Come ti gestisco le coste n. 13…", 3 aprile 2007, "Come ti gestisco le coste n. 14…", 17 aprile 2007, "Come ti gestisco le coste n. 15…", 9 maggio 2007, "Come ti gestisco le coste n. 16…", 15 maggio 2007, "Come ti gestisco le coste n. 17…", 23 maggio 2007, "Come ti gestisco le coste n. 18…", 13 giugno 2007, "Come ti gestisco le coste n. 19…", 27 giugno 2007, "Come ti gestisco le coste n. 20…", 3 ottobre 2007, "Come ti gestisco le coste n. 21…", 16 ottobre 2007, "Come ti gestisco le coste n. 22…", 6 novembre 2007, "Come ti gestisco le coste n. 23", 27 novembre 2007). Ribadiamo che tutti, naturalmente, beneficiano della presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Non possiamo, però, non evidenziare che le argomentazioni apportate dalla pubblica accusa unitamente a quanto sta emergendo dal dibattimento non possono che suscitare considerazioni piuttosto inquietanti, soprattutto per chi, come noi, da molti anni combatte con tutti i mezzi leciti l’abusivismo e la speculazione edilizia sulle coste sarde ed ha avuto, proprio nel caso principale del quale si discute (il complesso abusivo Tre P s.r.l. sul litorale di Baccu Mandara, Comune di Maracalagonis) un ruolo fondamentale nelle fasi della denuncia e dell’ottenimento della demolizione. Buona lettura…
Gruppo d’Intervento Giuridico
Da La Nuova Sardegna del 4 dicembre 2007
Dietro gli abusi del Maramura una società tra il proprietario e il capo di gabinetto regionale
«Pani ispirato da politici e dirigenti»
Accuse di corruzione confermate, il dieci la richiesta delle pene
MAURO LISSIA
CAGLIARI. Lucio Pani non era ancora direttore dell’ufficio regionale tutela del paesaggio ma voleva diventarlo ad ogni costo. Per farcela non badava alle illegalità: «Il suo – ha detto il pm Daniele Caria – era un uso privatistico del ruolo pubblico». Il caso del Maramura, un osceno complesso turistico-commerciale sul litorale di Capoterra, è emblematico: «Otto autorizzazioni edilizie concesse in dieci giorni, tra il 20 e il 30 maggio 2002 – ha fatto i conti Caria – una sequenza spettacolare, una cosa mai vista…». Un caso chiaro di corruzione, a sentire l’accusa. Che coinvolge Pani, il dirigente dell’urbanistica e edilizia privata di Capoterra Giancarlo Suelzu e Mario Dettori, il proprietario del Maramura. L’imprenditore chiedeva, Pani faceva in modo che i documenti quadrassero con l’aiuto di Suelzu. Si autorizzavano le opere anche a posteriori, per sanare gli abusi pregressi e per accelerare le pratiche che il proprietario uscente non era riuscito a sbloccare. D’altronde, secondo Caria, lo sponsor dell’operazione era alto: il capo di gabinetto della pubblica istruzione regionale Piero Fois. Il dirigente è stato assolto da ogni imputazione col rito abbreviato, il pubblico ministero l’ha chiamato comunque in causa nella terza parte della requisitoria davanti alla prima sezione del tribunale perchè la sua presenza nella vicenda è legata al comportamento di Pani: «Fois era in società con Dettori nella pizzeria Rossopomodoro, al Maramura – ha spiegato il magistrato – di cui era amministratore il figlio di Fois, Lodovico. Pani non conosceva Dettori, era stato Fois a chiedergli di interessarsi delle vicende legate al Maramura». Si trattava – stando all’accusa – di uno scambio: «La controparte della disponibilità di Pani era la sua nomina a direttore dell’ufficio tutela paesaggio – ha sostenuto Caria – che in quel momento non era affatto scontata ma che puntualmente arrivò». Non certo per meriti professionali, a leggere le intercettazioni: «Ho fatto cambiare idea a Mariolino» si vanta Pani al telefono. Mariolino sarebbe Mariolino Floris: «E’ lui che comanda – ha detto il pubblico ministero – e Fois appartiene al suo stesso schieramento politico».
Caria è rimasto fedele alla prima ricostruzione accusatoria dei fatti malgrado la sentenza del gup, che ha pienamente scagionato Fois ma è stata appellata dalla Procura. Il magistrato dell’accusa resta convinto che «la responsabilità di Fois in questa vicenda sia centrale». A confermarlo c’è una conversazione registrata, protagonista il solito Pani: «Guarda che me l’ha chiesto il mio capo di gabinetto – dice, riferendosi al Maramura – c’è in gioco la mia nomina». Mentre l’altra conferma sarebbe l’esistenza del sodalizio tra Fois e Dettori: «Perchè l’imprenditore che non riesce a sbloccare le sue pratiche edilizie si mette in società con un dirigente pubblico? – ha chiesto il pm – e perchè l’amministratore di questa società diventa il figlio del dirigente?». Poi c’è l’entourage regionale, quella corte dei miracoli dove secondo la Procura si muoverebbero personaggi d’ogni genere. Alcuni influenti: «Compare persino l’avvocato Pepetto Del Rio – ha detto Caria – qui è lui che decide le nomine in Regione, sta dalla parte di Lucio Pani». Tra le righe e fra i dettagli delle intercettazioni spunta un computer palmare che Pani – secondo l’accusa – avrebbe ricevuto in omaggio per le sue prestazioni fuoribusta. E nel complesso un atteggiamento disinvolto, quasi sprezzante, davanti alle norme che regolano l’uso dell’ambiente: «In due anni il territorio dove si trova il Maramura è stato stravolto, perchè questo Dettori non si ferma mai e trova in Pani un amico disponibile al punto da disegnargli le strutture per coprire le fioriere installate nel villaggio». Strutture tutt’altro che amovibili, come si vorrebbe far credere: «Non c’è alcuna stagionalità al Maramura – ha detto con veemenza Caria – sono opere realizzate per non essere rimosse». Bisognava farlo perchè la richiesta arrivava dall’alto («dai che ci serviamo tutti e due» dice Pani a Dettori, alludendo al passo avanti in carriera) e se Giancarlo Suelzu «tenta di resistere e non arriva fino a dove Pani vorrebbe, qualche volta cede». Il 10 dicembre l’ultima parte della requisitoria e le richieste di pena.




Non mi stupisce per niente che ci fossero tutti qusti intrallazzi.