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Stop ai lavori di ampliamento del porto di Olbia senza valutazione di impatto ambientale !

 

    

 

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno inoltrato un esposto (13 dicembre 2007) al Ministro dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare, alla Commissione europea, all’Assessore regionale della difesa dell’ambiente ed al Sindaco di Olbia in relazione alla prossima effettuazione di attività comportanti l’uso di esplosivi relative ai lavori di ampliamento del porto di Olbia (moli 1 e 2 lato nord porto commerciale).  Detti lavori, predisposti e diretti dal Provveditorato interregionale per le opere pubbliche per il Lazio, l’Abruzzo e la Sardegna in forza di convenzione con l’Autorità portuale di Olbia – Golfo Aranci, dovrebbero esser svolti dall’A.T.I. avente capogruppo la Pietro Cidonio s.p.a. (sede: Viale Mazzini n. 88, Roma) in seguito ad aggiudicazione di gara di appalto.   Con ordinanze n. 1/2007 del 17 gennaio 2007 e n. 2/2007 del 6 febbraio 2007 l’Autorità portuale di Olbia – Golfo Aranci ha conferito la disponibilità delle aree a terra ed a mare in favore dell’A.T.I. esecutrice.  Le fonti di finanziamento sarebbero individuate in esclusivi fondi pubblici (decreto Ministro infrastrutture e trasporti 5 luglio 2005): euro 26,4 milioni (escavo canale di accesso al porto) + euro 26,4 milioni (realizzazione di due nuovi accosti e relativi lavori di escavo);      

 

C’è però un particolare non secondario.     L’ampliamento del porto di Olbia non risulta sottoposto a valutazione di impatto ambientale – V.I.A., come sarebbe necessario.  Infatti, i "porti commerciali marittimi", le loro modifiche, i loro ampliamenti sono assoggettati a preventivo e vincolante procedimento di valutazione di impatto ambientale – V.I.A., di competenza nazionale (art. 1, comma 1°, lettera h, del D.P.C.M. 10 agosto 1988, n. 377 e successive modifiche ed integrazioni, vds. anche circolare Min. ambiente 30 marzo 1990) di attuazione delle direttive n. 85/337CEE e 97/11/CE in materia di V.I.A.    Il progetto di ampliamento del porto di Olbia è già stato sottoposto a procedura di infrazione n. 1999/2251 da parte della Commissione europea per violazione della normativa comunitaria sulla V.I.A. ed oggetto di "parere motivato" n. 1999/2251 c(2002)5505 del 17 dicembre 2002.   Conseguentemente il Ministero dell’ambiente comunicava (nota n. 2565/VIA/A.O.11 del 13 marzo 2003) alla Commissione europea che non si sarebbe dato corso ai lavori senza il preventivo favorevole provvedimento conclusivo del procedimento di V.I.A.        Però del preventivo procedimento di V.I.A. non se ne sa nulla.

 

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno quindi chiesto il blocco dei lavori ed il preventivo svolgimento del vincolante procedimento di V.I.A.

 

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

 

 

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. gruppodinterventogiuridico
    15 Dicembre 2007 a 19:26 | #1

    da La Nuova Sardegna, 15 dicembre 2007

    Il caso. “Non è stata effettuata la procedura di Via”. Gli ambientalisti contestano l’ampliamento dell’Isola Bianca.

    Olbia. Le associazioni ecologiste Amici della terra e Gruppo d’intervento giuridico hanno inviato un esposto al ministero dell’Ambiente, alla Commissione europea, alla Regione e al Comune in relazione all’utilizzo di esplosivi nei lavori di ampliamento dell’Isola Bianca (moli 1 e 2 lato nord porto commerciale). “Il progetto però – sostengono gli ambientalisti – non risulta sottoposto a valutazione di impatto ambientale – Via, come sarebbe necessario”. Le due associazioni hanno quindi chiesto il blocco dei lavori e il preventivo svolgimento del procedimento di Via. I lavori contestati dagli ambientalisti, predisposti e diretti dal provveditorato interregionale per le opere pubbliche in forza di una convenzione con l’Autorità portuale, dovrebbero esser svolti da un’Associazione temporanea di imprese guidata dalla “Pietro Cidonio spa” di Roma in seguito ad aggiudicazione di una gara d’appalto. Il cantiere è finanziato con esclusivi fondi pubblici (26,4 milioni di euro per l’escavo del canale di accesso al porto più altri 26,4 milioni per la realizzazione di due nuovi accosti e relativi lavori di escavo). Secondo gli ambientalisti la procedura di valutazione di impatto ambientale è necessaria. “Infatti i porti commerciali marittimi, le loro modifiche, i loro ampliamenti sono assoggettati a preventivo e vincolante procedimento di Via, di competenza nazionale”. Sempre gli ambientalisti sostengono che “il progetto è stato già sottoposto a procedura di infrazione da parte della Commissione europea per violazione della normativa comunitaria sulla Via. Conseguentemente il ministero dell’Ambiente comunicava che non si sarebbe dato corso ai lavori senza il preventivo favorevole provvedimento conclusivo del procedimento, di cui però non si sa nulla”.

    da L’Altravoce (www.altravoce.net), 15 dicembre 2007

    Dov’è la valutazione di impatto ambientale ? Gli ecologisti chiedono lo stop

    per l’ampliamento del porto di Olbia.

    I lavori di ampliamento del porto di Olbia non possono cominciare senza la valutazione di impatto ambientale. Lo scrivono le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico in un esposto inviato il 13 dicembre al Ministro dell’ambiente, alla Commissione europea, all’assessore regionale all’ambiente ed al sindaco di Olbia. I lavori sui moli 1 e 2 lato nord del porto commerciale – che fra l’altro prevedono l’uso di esplosivi – sono finanziati dallo Stato. Il progetto di ampliamento, ricorda una nota degli ecologisti, è già stato sottoposto a procedura di infrazione da parte della Commissione europea proprio per violazione della normativa comunitaria sulla valutazione di impatto ambientale; nel 2003 il Ministero dell’ambiente aveva assicurato a Bruxelles che non si sarebbe dato corso ai lavori senza la positiva conclusione del procedimento di VIA.

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