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Parcheggio interrato sotto il porto e Via Roma, forse serve la procedura di verifica preventiva…

 


Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno richiesto (istanza del 15 dicembre 2007)  al Servizio valutazione degli impatti ambientali dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente, al Comune di Cagliari ed alla Commissione europea di accertare se i lavori in progetto per la realizzazione di un mega-parcheggio (650 posti auto) sotto l’area portuale e la Via Roma siano, per l’ampiezza dell’area interessata, da assoggettare a preventiva e vincolante procedura di "verifica preventiva" (screening).        Infatti, il Comune di Cagliari ha indetto una gara per procedura aperta per l’appalto integrato, a corpo, dei "lavori di realizzazione di un parcheggio interrato nell’area portuale e sotto la Via Roma", con importo complessivo a base di gara 11.520.152,98,  comprensivo di òneri per la sicurezza (non soggetti a ribasso) ed òneri per la redazione della progettazione esecutiva.  La scadenza per la presentazione delle offerte era prevista per il 13 dicembre 2007 (ore 10.00). L’aggiudicazione è prevista per il prossimo mese di gennaio 2008. 

Tuttavia  la realizzazione di detto progetto, qualora l’intervento – comprese le aree di cantiere e gli ambiti di pertinenza esclusiva (es. aree interdette al traffico veicolare e pedonale, ecc.) – raggiunga l’estensione di 10 ettari, comporterebbe la radicale trasformazione delle aree in argomento e, qualificandosi come "progetto di riassetto urbano, compresa la costruzione di centri commerciali e parcheggi superiori a 10 ettari", appare subordinata ad esito positivo del preventivo e vincolante procedimento di "verifica preventiva" (screening) ai sensi delle direttive comunitarie in materia (n. 85/337/CEE e n. 97/11/CE), della normativa nazionale (D.P.R. 12 aprile 1996 e successive modifiche ed integrazioni) e regionale (legge regionale n. 1/1999 e successive modifiche ed integrazioni,0deliberazione Giunta regionale n. 5/11 del 15 febbraio 2005).

La circolazione stradale di Cagliari – che tuttora si "scarica" sull’asse Via Roma-Viale Trieste – sarà pesantemente stravolta per anni con vantaggi dubbi, visto che non c’è ancora un piano del traffico comunale definitivamente approvato.      Non risulta nemmeno una valutazione di siti alternativi, ad esempio l’attuale vicino parcheggio di Viale La Plaja, certamente meno impattante sull’ecosistema urbano.   Domanda banalissima: perché non coinvolgere su un progetto così importante la cittadinanza dando finalmente un briciolo di concretezza a quella politica della partecipazione della quale, nell’ambito della procedura – passerella sul piano strategico, questa Amministrazione comunale si è vantata ?   

 

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

 

(foto L.C., archivio GrIG)

  1. gruppodinterventogiuridico
    1 Febbraio 2008 a 23:09 | #1

    Il Servizio sostenibilità ambientale e valutazione impatti (S.A.V.I.) dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente ha chiesto (nota n. 1853 del 17 gennaio 2008) al Comune di Cagliari “ogni informazione utile, di carattere progettuale e amministrativo, necessaria a stabilire se l’intervento in questione debba esser assoggettato alle procedure di valutazione di impatto ambientale”.

  2. Stefano Deliperi
    27 Gennaio 2008 a 23:37 | #2

    Credo che, allo stato attuale, solo poche persone sappiano quali zone e quale sia l’area complessivamente interessata dal progetto. Non è stato pubblicizzato, nè presentato pubblicamente. Non credi che sia il caso di saperlo e di poterlo verificare pubblicamente, vista la spesa di soldi pubblici e i disagi alla cittadinanza per un progetto di dubbia utilità ?

  3. 27 Gennaio 2008 a 23:33 | #3

    Hai ragione, però anche comprendendo tutte queste aree non si arriva a 10 ha! A prescindere dal discorso dell’utilità e dei disagi, ovviamente.

  4. Stefano Deliperi
    27 Gennaio 2008 a 23:14 | #4

    Per calcolare l’area interessata dal progetto (e, nel caso, per l’assoggettabilità a procedura di verifica) si deve includere l’area interessata dal progetto vero e proprio, l’area di cantiere e l’area che sarà interessata anche indirettamente dal progetto e dalla sua realizzazione (es. deviazioni di traffico, modifiche viarie, svincoli, ecc.): come vedi, il “pezzo” di Cagliari interessato direttamente e indirettamente non sarà piccolo.

  5. 27 Gennaio 2008 a 23:01 | #5

    Ma avete una minima idea di quanto sono 10 ettari?

    Un ettaro sono 10.000 mq, 10 ha sono 100.000 mq: forse comprendendo tutta Marina si potrebbe arrivare a 10 ha….

  6. gruppodinterventogiuridico
    20 Dicembre 2007 a 13:12 | #6

    da L’Altravoce (www.altravoce.net), giovedì 20 dicembre 2007

    In scena il sindaco-talpa: Cagliari si svuota, lui pensa una città a misura d’auto.

    Parcheggi e tunnel, Poetto-bis in via Roma?

    di Giorgio Melis

    Quelle di Mariano Delogu furono chiamate le “Giunte dei giardinetti” per la quantità di piazze (quella del Carmine la più importante) che l’allora sindaco recuperò con un’azione di arredo urbano non certo disprezzabile. Quelle di Emilio Floris saranno le Giunte dei parcheggi, per l’impegno ininterrotto, perfin troppo intenso, irriducibile, che sta mettendo nella costruzione di garage privati sopra e sottoterra. Con risultati abbastanza scoraggianti: i silos esistenti restano per lo più semivuoti, disertati anche per la buona ragione che costano tanto in anni di micragna per il cittadino medio. Ma Floris non molla: servono parcheggi.

    Per quello di via Manzoni, ostacolato da una quota notevole di residenti, non esitò a far scendere in campo agenti in tenuta anti-sommossa. Molti in San Benedetto gli hanno tirato addosso tutti i moccoli possibili. E altri gliene spediscono perché i lavori vanno a rilento e nell’intera zona è un terno al lotto per gli abitanti trovare un buco, anche a pagamento per posteggiare. Sono scomparsi i tanti posti liberi e gratuiti dove ora si sta creando il parcheggio: con ritardi pesanti sui tempi annunciati.

    Ma il sindaco non demorde: se n’ha da fare un altro sotto la via Roma e pare un enorme azzardo. Preso contro ogni logica da un sindaco prudente. Un tempo si diceva che non contava l’opera ma l’appalto. Era il core business nel quale si nascondeva il potere e grandi, oscuri interessi non sempre puliti che si dispiegavano nell’assegnazione e nella realizzazione dell’opera. Quel vecchio modo di dire andrebbe forse integrato e attualizzato. Non conta tanto l’opera ma l’appalto e la gestione: ovvero chi costruisce e chi avrà la concessione le strutture realizzate con soldi pubblici e poi affidate ai privati: magari non sempre in forme trasparenti.

    Sarebbe assolutamente rischioso applicare questa categoria al parcheggio che Floris fermissimamente vuole far costruire sotto via Roma, a circa nove metri di profondità, per ospitare 650 auto nel sottosuolo dall’angolo della Rinascente fino all’uscita del porto. Ma in campo c’è anche il tunnel stradale che da via Riva di Ponente a viale Colombo si vorrebbe realizzare interrando la circolazione. Anche su questa opera ci sono fortissime perplessità e contrarietà non politiche ma tecniche.

    Speriamo di sbagliarci, ma il doppio impegno ?sotterraneo? di Floris potrebbe diventare, più in piccolo ma non meno clamorosamente, un nuovo doppio disastro: genere Poetto, per intendersi, nel quale il sindaco fece il pesce in barile, non alzò un dito per fermare Attila-Balletto, ne fece discutere per qualche ora il Consiglio e poi rinviò tutto a un anno dopo. Capito? Un anno dopo. Allora capitò di scrivere che se ci fosse stato ancora Delogu, avrebbe mandato la cavalleria urbana, i vigili motociclisti e quant’altro possibile per arrestare il massacro: Floris restò a guardare, come se il Poetto fosse in Tanzania.

    Non siamo alla vigilia di un disastro di simili proporzioni. Ma sarà per il ricordo di quello precedente che tutto questo scavare in via Roma, pensare ai parcheggi e non ad altro di più urgente e importante, alimenta sospetti, paure, dubbi. Se la talpa-Floris stesse sbagliando tutto, a pagare lo scotto sarebbe il centro di Cagliari. Ci sono pareri di fior di geologi, si ribatte. Tanto di cappello: peccato che anche per il Poetto ci fossero tecnici rinomati, smentiti clamorosamente dai fatti e anche sospettati d’altro.

    Insomma, bisognerebbe proprio vederci chiaro, discutere prima di dare il via a lavori a rischio. Anzi, a rischi molteplici e gravi. Intanto, davvero 650 auto levate dalla superficie stradale e ficcate sottoterra, sarebbero così decisive per risolvere la situazione? Bisogna prima vedere da vicino gli studi sui flussi e altro. Ma prima di sollevare una valanga di obiezioni, c’è altro da dire. Cagliari ha perso nell’ultimo anno altri 1.100 abitanti, in aggiunta ai novemila auto-deportati per necessità. Non per i parcheggi: ma per la mancanza di case che non siano per miliardari. Appunto perché il Comune da un ventennio ha bandito anche il nome di edilizia sociale, troppo preso ad approvare licenze e rendere edificabili scampoli d’area in precedenza bloccati perché in aree sature. Tutti palazzi per nababbi, inavvicinabili da quanto non possano spendere almeno 500mila e più frequentemente un milione di euro. Ti credo che la gente scappa anche a 50-60 chilometri dalla città per trovare un alloggio accessibile.

    Il parcheggio di via Roma costerà 13 milioni di euro di soldi regionali. È davvero tanto urgente oppure sarebbe stato ben altrimenti gradito chiedere alla Regione quei soldi per fare appartamenti per coppie giovani e non giovani logorate dall’emergenza casa? Com’è che Floris, la sua Giunta e la sua maggioranza non parlano mai dello svuotamento di Cagliari, della diaspora che lascia in città solo o soprattutto benestanti e ricchi, che certamente non voteranno mai contro la destra immobiliar-palazzinara-clinicara ed altro?

    Veniamo al parcheggio, in attesa di riprendere il discorso sul tunnel. Poche osservazioni. Dal venerdì sera alla domenica, nel centro in senso lato (anche via Roma) le strade non sono deserte ma neanche sovraffollate. La gente è attratta dai centri commerciali, dagli ipermercati e purtroppo snobba le vecchie e nuove strade commerciali, col centro storico che a volte stringe il cuore per la desertificazione di certi giorni ed ore. Abbiamo fatto la prova-finestra intorno a via Roma nell’ultimo fine settimana, giusto per controllare de visu. Non c’è affatto la tensione circolatoria che rende impellente il nuovo parcheggio, visto che il lato porto di via Roma decongestiona abbastanza il traffico.

    Anche se i lavori durassero solo un anno (ma non prendiamoci in giro, ci vorrà forse il doppio), quali sconquassi si realizzebbero? Sono stati valutati, l’impatto è stato pesato accuratamente, siamo sicuri di non andare incontro a due anni di caos?

    Ma quel che impone di mettere in discussione l’utilità e l’opportunità stessa del parcheggio sotterraneo sono altre controindicazioni pesanti. È nozione universale che i parcheggi debbano realizzarsi fuori e lontano dal centro: per ridurvi drasticamente l’afflusso di macchine. Col nuovo garage interrato, si aumenterebbe l’appeal del centro per arrivarci solo in macchina, avendo la possibilità di parcheggiare sotto la Rinascente: chi può permetterselo, visto che gli altri garages restano spesso semivuoti. Più auto in arrivo e in uscita: aumento dei rilasci inquinanti, degli scarichi tossici verso i portici dove la gente andrebbe a respirare aria ulteriormente pestifera.

    Cagliari è città in cui l’amministrazione sottovaluta o ignora l’inquinamento, benché le rilevazioni abbiano segnalato picchi allarmanti e non contrastati. Specie nel centro: da dove andrebbero allontanate quante più auto possibili, non richiamandone altre in attraversamento e stazionamento. È ridicolo parlare di isola pedonale successiva perché qualche centinaio di macchine finisce sottoterra anziché essere in superficie. Ma dovranno pur arrivarci, e sicuramente non dal mare, in apnea. Qualcuno si degnerà di mostrare pubblicamente le rilevazioni oppure dovremo scoprirlo dopo, come è avvenuto per il disastro del Poetto?

    Ancora, chi dice che a nove metri di profondità il terreno non sia – a parte i possibili ritrovamenti archeologici che ritarderebbero e magari bloccherebbero a lungo i lavori, con cantieri aperti e caos nei dintorni – di natura e con caratteristiche tali da creare sconquassi a ridosso o sotto il livello del mare? I carotaggi saranno attendibili come i rigorosi studi esibiti per il Poetto? E un parcheggio in terreni comunque a rischio (ci sono altre aree non distanti, con impatto assai più ridotto) vale la candela di affrontare incognite e danni sicuri per l’aumento di traffico e inquinamento, senza contare il lungo periodo con un’enorme trincea nel ventricolo del cuore di Cagliari?

    Si è ancora in tempo a fare ben altre, pubbliche verifiche in contraddittorio. Tutta questa fretta e fregola appare come la volontà di mettere la città di fronte al fatto compiuto. Bisogna battersi per fermare i cantieri prima che sia troppo tardi. Il Gruppo di Intervento giuridico ha denunciato che non è stato approntata la valutazione di impatto ambientale. Nel sito della Regione risulta che il progetto era stato sospeso in attesa di ulteriori documentazioni, forse già pervenute ma non presenti nel sito stesso. Insomma, per il bene stesso del sindaco-talpa, sarà bene controllare più a fondo e con pareri neutrali. La Regione, avendoci messo i soldi, potrà e dovrà garantire i cagliaritani che non stanno per trovarsi di fronte a un altro disastro. Almeno questo.

    Ma tanti, e noi con loro, diffidano risolutamente, per le motivazioni generali addotte, e si oppongono a un’opera non indispensabile, sicuramente nociva per i profili richiamati, con grandi rischi e incognite sulle quali urgono rassicurazioni non di parte. Il caso-Poetto deve far riflettere tutti e indurre a una vigilanza militante. Già il fatto che da viale Terrapieno, dagli amici editoriali (e non solo) di Floris, si taccia e neanche si pongano domande, è un elemento di ulteriore preoccupazione. Quel che va bene al L’Unione Sarda (che è riuscita a falsificare clamorosamente la sentenza su Tuvixeddu emessa dal Tar, che non si duole di veder stravolto pubblicamente il proprio motivato, eccellente e rigoroso verdetto) va sicuramente male per la città e i cagliaritani.

    Comunque bisogna risvegliare l’attenzione pubblica sull’idea che di Cagliari mostra di avere il sindaco-talpa: una città a misura d’auto e di palazzoni di lusso. Senza case per giovani potenzialmente eversori appunto perché di fatto deportati a decine di chilometri. Dove le priorità sono i silos per le macchine dai costi abbordabili solo dai ricchi, non i miniappartamenti per i bipedi umani di medio reddito per bloccare la diaspora. Insomma, meglio esagerare prima che piagnucolare dopo. Non vogliamo un altro disastro-Poetto in via Roma: dal frontemare al lungo-auto.

  7. gruppodinterventogiuridico
    20 Dicembre 2007 a 13:11 | #7

    Il Sardegna, 17 dicembre 2007

    La denuncia. L’Ulivo: “Non esiste soltanto la Tirrenia”. Gli ambientalisti: “Quel multipiano può fare danni”. Chiesta una verifica preventiva sul traffico: “Perché escludere i cittadini sulla viabilità ?”. Via Roma, porto e affari rebus, “Niente monopolio sul mare”.

    Niente monopoli in via Roma. Nè sul fronte navale, nè su quello degli appalti pubblici: l’Ulivo da una parte, gli ambientalisti dall’altra, mettono le mani avanti per difendere il porto e la via Roma. E magari per migliorarlo senza colonizzarlo. Due i fronti del mare e della polemica: i collegamenti navali da sempre destinati solo alla Tirrenia e il prossimo multipiano con vista sulla Rinascente. Comincia l’Ulivo con una richiesta urgente: “Crediamo che, proprio in un momento di grande sforzo per il potenziamento del traffico delle navi da crociera – afferma il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Marco Espa – lo svilirsi del traffico passeggeri ordinario e la mancanza di concorrenza in questo settore non può che farci denunciare un mancato sviluppo – anche occupazionale, non solo turistico – di una importante via di traffico nel Mediterraneo. Avere la massima qualità possibile nel trasporto navale passeggeri è solo un sogno. Perchè ad Olbia e a Portotorres si può scegliere e a Cagliari no ? Siamo convinti che ci sia la sensibilità giusta per arrivare ad un pronunciamento unitario in Consiglio comunale. La battaglia della Regione è in realtà la nostra battaglia. È una battaglia senza colore politico, che ci deve trovare protagonisti e tutti uniti”. Poi c’è il futuro della via Roma, anche quello ancora tutto da scrivere. Di certo c’è solo il parcheggio multipiano, con qualche possibile “dimenticanza” da parte del Comune. “Il progetto è subordinato – spiega il presidente del Gruppo di intervento giuridico Stefano Deliperi – all’esito positivo del preventivo e vincolante procedimento di “verifica preventiva” (screening) ai sensi delle direttive comunitarie in materia, della normativa nazionale e regionale?. Secondo gli ecologisti, l’impatto del parcheggio multipiano sulla via Roma non sarà certamente indolore. Al contrario: “la circolazione stradale di Cagliari – che tuttora si ‘scarica’ sull’asse Via Roma – Viale Trieste – sarà pesantemente stravolta per anni con vantaggi dubbi, visto che non cioè ancora un piano del traffico comunale definitivamente approvato. Non ci risulta nemmeno una valutazione di siti alternativi, ad esempio l’attuale vicino parcheggio di viale La Plaja, certamente meno impattante sull?ecosistema urbano. Domanda banalissima: perchè non coinvolgere su un progetto così importante la cittadinanza dando finalmente un briciolo di concretezza a quella politica della partecipazione della quale, nell’ambito della procedura – passerella sul piano strategico, questa amministrazione comunale si è vantata con pochi risultati”.

    Jacopo Norfo

  8. gruppodinterventogiuridico
    19 Dicembre 2007 a 13:14 | #8

    da L’Altravoce (www.altravoce.net), mercoledì 19 dicembre 2007

    Follia il parcheggio-calamita in via Roma.

    Il fronte mare diventa fronte auto, trincea capace di paralizzare il traffico.

    di Cinzia Isola

    Il vincitore della gara a dodici, che potrebbe regalare al centro di Cagliari un’inutile scorta di parcheggi, si conoscerà solo a gennaio. Ma intorno al mega progetto da 12 milioni di euro le acque sono agitate. Politici, ambientalisti ed esperti si schierano apertamente contro il parcheggio sul mare. E più in generale contro l’imperante vocazione autocentrica dell’amministrazione comunale. Che sembra voler costruire a tutti i costi una città a misura di macchina.

    Interrati, seminterrati, sopraelevati, poco importa. Parcheggi a pagamento disseminati qua e là, ma poco utilizzati dai cittadini, diffidenti e soprattutto sempre più attenti al portafogli. Un’esperienza che avrebbe dovuto suggerire soluzioni alternative al nuovo maxi parcheggio sotterraneo che si vuole nascondere sotto via Roma. Inevitabilmente, il traffico nel centro urbano è destinato ad aumentare. Troppo ghiotta la possibilità o la speranza di parcheggiare dentro la città. E chissà se il suo cuore potrà reggere quel carico di traffico che il Comune invita con progetti acchiappa macchine. E che poi spera di smaltire infilandole sottoterra, in uno di quei 650 posti disponibili previsti dal bando di gara.

    «Siamo sempre stati contrari a costruire percorsi attira traffico», ribadisce Marco Espa, capogruppo Pd in consiglio comunale. «Il timore è che dietro la ?moda? dei parcheggi ci siano altri interessi, di business. E che queste strutture non siano progettate per essere al servizio dei cittadini». Sulla necessità di nuovi parcheggi, poi, scontate eppure sottovalutate le alternative: «L’area delle Ferrovie o di viale la Plaja potevano essere garantire un minore impatto». Aree, peraltro, già organizzate per la sosta a pagamento.

    Per alcuni poi il piatto, sebbene indigesto, è servito: «Prima si sarebbe potuto fare molto», accusa l’ex riformatore Paolo Casu. «Non sono un sostenitore dei vincoli, ma in questo caso si tratta di una zona storica. È stato fatto uno studio progettuale per vedere cosa c’è sotto?». Intanto la sindrome del parcheggio sembra influenzare anche l’Authority che governa il porto: 500 posti auto saranno creati in un seminterrato tra il molo Ichnusa e il molo Capitaneria. «È veramente assurdo che una città che si propone come capitale del Mediterraneo deturpi il suo volto in questo modo o lo utilizzi come parcheggio». Così Franciscu Sedda dell’Irs, che alle ultime elezioni amministrative tentò la corsa al Municipio. «Il fronte mare e il centro storico andrebbero valorizzati e rilanciati, dovrebbero essere il cuore pulsante della vita sociale e turistica della città. Non il parcheggio o la strada di scorrimento».

    Gli ecologisti, intanto, ricordano che non è il caso di saltare le tappe: Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno richiesto (istanza del 15 dicembre 2007) al Servizio valutazione degli impatti ambientali dell’assessorato regionale della difesa dell’ambiente, al Comune di Cagliari ed alla Commissione europea di accertare se i lavori in progetto per la realizzazione di un mega-parcheggio (650 posti auto) sotto l’area portuale e la via Roma siano, per l’ampiezza dell’area interessata, da assoggettare a preventiva e vincolante procedura di verifica preventiva (screening). Nel mirino anche la circolazione stradale: «Sarà pesantemente stravolta per anni, con vantaggi dubbi, visto che non c’è ancora un piano del traffico comunale definitivamente approvato», osserva Stefano Deliperi, «e non risulta nemmeno una valutazione di siti alternativi, ad esempio l’attuale vicino parcheggio di viale La Plaja, certamente meno impattante sull’ecosistema urbano».

    La politica del “tutti in centro con la macchina” potrebbe inciampare anche nelle insidie del passato: l’area del porto potrebbe racchiudere pezzi di storia antica della città. Reperti che, se venissero alla luce, potrebbero bloccare il cantiere. E chissà per quanto tempo, la città potrebbe ritrovarsi sventrata per lavori che non possono andare avanti e dai quali non si può tornare indietro.

    A mostrare scetticismo, del resto, non sono solo politici anti-Floris o ambientalisti ed ecologisti che vorrebbero eliminare sia parcheggi che macchine dal centro della città. Anche gli esperti non nascondono dubbi, perplessità se non manifesta contrarietà. «Io il progetto non lo conosco, ma la politica di qualsiasi amministrazione deve essere orientata al trasporto collettivo: qui la mobilità utilizza unicamente la vettura privata, mentre dovrebbe essere incentivata quella pubblica». Francesco Annunziata è il direttore del dipartimento di Ingegneria strutturale dell’Ateneo cagliaritano. E sulle politiche del trasporto ha le idee chiare e una ricetta: «È necessario riorganizzare la mobilità: non più solo l’autovettura, strade e parcheggi, ma trasporto pubblico, ovvero, metropolitana».

    Altro nodo essenziale, non realizzare altre strutture che lavorino da attrattori nel centro della città ed eliminare quelle che contribuiscono fortemente al suo congestionamento («leggi ospedali: il ?San Giovanni di Dio? va eliminato»). Per Annunziata, «i parcheggi devono essere realizzati fuori dalla città, e posizionati sulle linee dei trasporti pubblici, la metropolitana, e non importa se leggera o sotterranea. La città sta morendo di asfissia: costruire parcheggi in centro è un errore». Senza contare il rischio archeologico: «Non sono un archeologo, ma per quel poco che conosco credo che in quell’area sia probabile trovare dei reperti: non vorrei che si aprisse una trincea nel cuore della città. Se il progetto deve essere realizzato, gli scavi devono essere fatti ad una certa profondità. E quanto costa? E allora tutto questo gioco, vale la candela?».

  9. m.f.
    16 Dicembre 2007 a 22:55 | #9

    via Roma e dintorni chiusi per almeno due anni: complimenti al sindaco Floris, è un’idea geniale….

  10. gruppodinterventogiuridico
    16 Dicembre 2007 a 16:55 | #10

    da La Nuova Sardegna, 16 dicembre 2007

    «Quel parcheggio è inutile e dannoso». Ecologisti contro il progetto sull’area di via Roma: «Serve lo screening».

    CAGLIARI. La circolazione nel centro della città sconvolta per almeno due anni, uno scavo a rischio che quasi certamente andrà incontro a ritrovamenti archeologici destinati a rallentare l’intervento: il Gruppo di Intervento giuridico e gli Amici della Terra si schierano appertamente contro il progetto per il parcheggio sotterraneo di via Roma, che sta per andare in appalto con dieci società interessate ad aggiudicarselo. Stefano Deliperi è fortemente critico e con una nota ha chiesto al servizio valutazione degli impatti ambientali della Regione di accertare se i lavori «per l’ampiezza dell’area interessata» devano essere «assoggettati a procedura di verifica preventiva». Nella nota si parla di un intervento che dovrebbe essere superiore ai dieci ettari, compresa la costruzione di centri commerciali e parcheggi superiori: «E’ un progetto che cambia l’assetto del centro storico cittadino – denuncia Deliperi – sul quale dev’essere fatta una profonda riflessione». I vantaggi – secondo il leader del Gruppo di Intervento giuridico – sono infatti tutti da dimostrare: «Non si capisce perchè sia necessario devastare per anni l’area del porto quando basterebbe andare poche centinaia di metri più in là, sull’area di La Plaja, per trovare tutto lo spazio utile alla realizzazione di un grande parcheggio». Quello progettato su via Roma d’altronde darebbe un ricovero soltanto a 650 auto, davvero pochissime in rapporto all’imponenza e al costo preventivato dell’intervento e alle necessità dei cagliaritani: undici milioni e mezzo di euro. Deliperi lancia l’idea di una consultazione popolare: «Perchè non coinvolgere la cittadinanza su un progetto così importante – scrive nella nota – dando finalmente un briciolo di concretezza a quella politica della partecipazione della quale, nell’ambito della procedura-passerella sul piano strategico, questa amministrazione si è vantata?». Quello di Deliperi rappresenta l’avvio di un’iniziativa a largo raggio contro la costruzione del parcheggio in via Roma: l’idea è di coinvolgere storici, architetti, tecnici del suolo per dimostrare quanto sia rischioso e soprattutto inutile sventrare il centro della città senza alcun vantaggio reale. Per ora si comincia con la richiesta avanzata nei confronti della Regione di procedere allo screening: «Il progetto dev’essere valutato per il suo possibile impatto sull’ambiente» taglia corto Deliperi. Mauro Lissia

  11. maya
    15 Dicembre 2007 a 22:21 | #11

    questa non la sapevo. ora andremo tutti in elicottero, evidentemente.

  12. freak
    15 Dicembre 2007 a 18:22 | #12

    ma che ‘zzo vogliono fare questi del comune?? chiudere via Roma per 3-4 anni????? e dove passiamo per andare all’aereoporto, a Capoterra, a Chia??? Floris ci regala un elicottero a testa??????????

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