Sta per iniziare la mattanza delle balene.
Sta per avere inizio la mattanza delle balene, ad opera del Giappone, che afferma di cacciare le megattere per scopi scientifici. Intanto, l’Australia ha iniziato la conta delle balene, per proteggerle, e medita di portare la questione davanti alla Corte di Giustizia dell’Aja.
Gruppo d’Intervento Giuridico
AGI 15 DICEMBRE 2007
IL GIAPPONE CACCIA LE BALENE, L’AUSTRALIA LE CONTA.
E’ ormai sfida aperta tra i ghiacci dell’Antartico tra Australia e Giappone. Motivo del contendere, le balene, che il Giappone dice di cacciare "a fini scientifici" e l’Australia vuole proteggere. Alla vigilia di quella che si preannuncia come la peggiore mattanza degli ultimi 20 anni, i ricercatori australiani hanno gia’ cominciato il conteggio via aerea dei cetacei. E intanto il governo australiano, che potrebbe inviare anche la marina militare per raccogliere le prove contro il Giappone, sta meditando di portare la questione dinanzi alla Corte di Giustizia dell’Aja. Contrariamente alla linea del precedente esecutivo, guidato dal conservatore John Howard, il nuovo governo laburista australiano ha infatti deciso di schierarsi a fianco dei movimenti ecologisti nella protezione dei cetacei. Del resto, la caccia alle balene mette a rischio la sopravvivenza anche dell’industria australiana del whale-watching, che ha un giro d’affari annuo di 180 milioni di euro: i viaggi turistici che offrono la possibilita’ di osservare il passaggio delle magattere che, dall’Antartide, risalgono le coste orientali dell’Australia, partoriscono nelle acque calde bella barriera corallina e poi ridiscendono accompagnate dai piccoli. Alla vigilia dell’arrivo della flottiglia giapponese, gia’ in viaggio alla volta dei mari del Sud, ‘tallonata’ dagli attivisti di Greenpeace, i ricercatori australiani hanno cominciato il conteggio aereo delle balene. Grazie a foto, video e immagini infra-rosse, usando eventualmente anche modelli matematici per ipotizzare una stima del totale delle balenottere che vivono lungo le coste, il team di 10 esperti australiani fornira’ il primo quadro dettagliato del numero di balene. Il programma di caccia giapponese per l’attuale estate australe e’ iniziato lo scorso novembre e si propone di cacciare 935 balenottere dal rostro, 50 balenottere azzurre e, per la prima volta in 40 anni, 50 megattere. A febbraio di quest’anno, l’organizzazione ecologista Greenpeace ha reso noto che il Giappone ha cacciato almeno 7.650 balene "con il pretesto scientifico" tra il 1987 e il 2006. Non solo: gli ambientalisti di Humane Society International hanno rivelato che delle 505 balenottere dal rostro catturate nell’Antartide l’anno scorso, 262 erano femmine incinte. Ecco, dunque, il perche’ della rabbia degli ecologisti e adesso anche del governo australiano. L’unico Paese al mondo che consente la pesca commerciale dei cetacei e’ la Norvegia. Ma Giappone e Islanda cacciano piu’ di 2.000 balene all’anno con fini "scientifici", il pretesto con il quale, secondo le organizzazioni ecologiste, si nasconde la cattura commerciale. (AGI) – Canberra , 15 dic. – (foto www.windoweb.it)




Un primo risultato, ma non è ancora abbastanza…
TOKYO – Parziale ripensamento del Giappone nella sua scelta di proseguire la caccia alle balene malgrado le proteste piovute su Tokyo dai governi di mezzo mondo. Da oggi in poi la flotta di baleniere del Sol Levante attualmente impegnata nell’Antartide non ucciderà più le megattere, specie ritenuta a rischio di estinzione, senza però rinunciare a portare avanti l’obiettivo di catturare complessivamente circa mille esemplari entro l’inizio del 2008.
A dare l’annuncio dello stop, precisando che durerà uno o due anni, è stato un portavoce del governo giapponese. La scelta fa seguito alla decisione australiana di spedire unità della guardia costiera per pattugliare le acque antartiche a caccia di prove da utilizzare in un eventuale processo contro il Giappone davanti alla giustizia internazionale.
“La nostra scelta dovrebbe avere l’effetto di migliorare le relazioni con l’Australia – ha osservato il portavoce del governo giapponese – ma dipende da come viene accolta. Gli australiani danno un nome ad ogni megattera, per le quali provano sentimenti di grande affetto, qualcosa che io non riesco a capire, ma in Australia è un vero e proprio sentimento nazionale”.
Le quote fissate originariamente dal Giappone per la caccia alle balene (che Tokyo si ostina a definire una “missione scientifica”) prevedevano l’uccisione di cinquanta esemplari di megattere. In Giappone la carne di balena è considerata una prelibatezza gastronomica.
da repubblica.it
La cosa migliore, a mio parere, è scrivere all’Ambasciata del Giappone in Italia esponendo in forma civile e sintetica la propria critica ed affermando la propria volontà di non acquistare più prodotti giapponesi fin quando continuerà questa barbarie.
noi non possiamo fare niente??? Mandare lettere di protesta al governo giapponese? Boicottare i ristoranti giapponesi, cosa? Qualcuno ha delle proposte? Grazie