Ruspe e mattoni all’assalto di Capo Coda Cavallo !

Dopo l’approvazione del piano paesaggistico regionale – P.P.R. si può costruire legittimamente ville e villette a pochi metri dal mare ? E’ quello che sta accadendo a Capo Coda Cavallo e che chiedono le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico alle pubbliche amministrazioni ed alla magistratura competenti dopo aver ricevuto diverse segnalazioni da parte di cittadini.
Infatti, le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno inoltrato uno specifico esposto (2 gennaio 2008) alle pubbliche amministrazioni statali (Ministeri per i beni e le attività culturali e dell’ambiente, Soprintendenza per i beni ambientali di Sassari) e regionali (Assessorati della difesa dell’ambiente e dell’urbanistica), al Comune di San Teodoro, all’Ispettorato gallurese del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, ai Carabinieri del N.O.E. ed alla Procura della Repubblica di Nuoro per avere copia delle eventuali autorizzazioni e perché vengano svolte le accurate verifiche di legge riguardo ai lavori recentemente avviati del complesso immobiliare Porto Coda Cavallo, presso le sponde dello Stagno Salina Bamba, una delle poche aree ricche di vegetazione mediterranea rimaste "libere" dalle costruzioni nell’incantevole promontorio di Capo Coda Cavallo (San Teodoro).
L’area interessata rientra nella fascia di conservazione integrale dei 300 metri dalla battigia ed è tutelata con specifico vincolo paesaggistico, nel piano paesaggistico regionale – P.P.R., approvato con deliberazione Giunta regionale n. 36/7 del 5 settembre 2006, l’area appare ricompresa nell’ambito di paesaggio costiero n. 19 "Budoni – San Teodoro" (art. 14 delle norme tecniche di attuazione) ed è classificata, pro parte, "sistemi a baie e promontori, falesie e isole minori" e "insediamenti turistici". Con deliberazione di Giunta regionale n. 22/33 del 21 luglio 2003 è stato fornito giudizio di compatibilità ambientale negativo al termine del procedimento di valutazione di impatto ambientale relativo al progetto di porto turistico nello Stagno di Salina Bamba.
La "storia" del piano di lottizzazione è piuttosto lunga e complessa. In data 15 ottobre 1976 risulterebbe sottoscritta la convenzione di lottizzazione fra il Comune di San Teodoro e la Gredos s.p.a., poi Ciet Piemonte s.p.a. (rep. n. 17/1976, registrata a Nuoro, il 22 novembre 1976 al nr. 1886 Mod. I – Vol. 203). In data 11 dicembre 1979 sarebbe stato sottoscritto un atto integrativo rep. n. 8/1979 (registrato a Nuoro il 21 dicembre 1979 al nr. 2944, mod. 1°, vol. 210). Sembrerebbe che la Società lottizzante non abbia adempiuto agli obblighi convenzionali entro il termine decennale di scadenza: in particolare avrebbe realizzato solo in parte le opere di urbanizzazione primaria e secondaria (art. 2, 8 della convenzione) e conseguentemente non ha potuto provvedere alla cessione delle medesime entro il 10° anno di vigenza della convenzione (art. 6 della convenzione), né a renderle agibili alla medesima scadenza (art. 9 della convenzione). Pertanto, il piano di lottizzazione "Salina Bamba" dovrebbe considerarsi privo di efficacia a far data dal 16 ottobre 1986. Infatti, si deve rammentare che "l’art.28 della predetta legge n.1150/1942, così come modificato dall’art.8 L. 6.8.1967, n.765, avendo dato un particolare rilievo al ruolo dei piani di lottizzazione (che costituiscono ormai strumenti urbanistici specifici preordinati e normalmente alternativi rispetto ai piani particolareggiati), deve essere applicato in via analogica ai piani di lottizzazione medesimi, con la conseguenza che va riconosciuta anche ad essi l’applicabilità del termine massimo di validità decennale entro il quale devono essere attuati (art.16, comma 5, L. n.1150/1942) e decorso il quale divengono inefficaci per la parte inattuata (art.17, comma 1, della stessa legge), salvi gli allineamenti e le prescrizioni di zona nel rispetto sia dell’interesse pubblico per l’esecuzione delle opere di urbanizzazione (cui si riferisce l’art.28 cit.) che per quello volto alla edificazione dei lotti (cfr. Cons. St., Sez. IV, 3.11.1998, n. 1412; 25.7.2001, n. 4073)", così come autorevolmente interpretato da Cons. Stato, sez. VI, 22 ottobre 2002, n. 200/2003.

Inoltre, la legge regionale n. 23/1993 pone il vincolo di conservazione integrale nella fascia dei mt. 300 dalla battigia marina (art. 2, comma 1°, lettera a): in ogni caso, quindi, tale piano di lottizzazione sembrerebbe poter essere realizzabile – in ipotesi – esclusivamente nelle forme autorizzate e convenzionate con gli atti del 1976 e del 1979 sopra citati, senza varianti. Sembra poi che con nota prot. n. 479 del 16 gennaio 1990 l’Assessorato regionale della P.I. e BB.CC. abbia dato parere contrario al completamento del piano di lottizzazione (diniego che sarebbe stato confermato dal Comune di San Teodoro con nota prot. n. 646 del 6 febbraio 1990).
In data 5 novembre 1998 l’Assessorato regionale della P.I. e BB.CC. – Ufficio tutela del paesaggio di Nuoro ha emanato autorizzazione paesaggistica sul piano di lottizzazione complessivo ai sensi dell’art. 12 della legge n. 1497/1939 (n. 7145 del 5 novembre 1998) ed autorizzazione paesaggistica per le opere di urbanizzazione dei comparti nn. 4 e 5 (n. 7150 del 5 novembre 1998), specificando che "ogni eventuale variante dovrà essere preventivamente autorizzata da questo Assessorato…". In data 15 aprile 1999 sembra esser stata sottoscritta nuova convenzione rep. n. 3/1999 (registrata a Nuoro il 15 aprile 1999, n. 529) comprendente diverse varianti rispetto al disegno originario. Successivamente il Comune di San Teodoro ha emanato le concessioni edilizie n. 15 del 5 maggio 1999 (opere di urbanizzazione), n. 48 del 9 luglio 1999 (corpo A), n. 49 del 9 luglio 1999 (corpo B), n. 131 del 15 ottobre 1999 (varianti corpi A e B). In particolare il Comune di San Teodoro precisava che "gli interventi edilizi…ricadono in ambito interessato da piano di lottizzazione convenzionato le cui opere di urbanizzazione risultavano esser avviate nella loro realizzazione alla data del 17/11/1989 (le suddette opere alla data che precede risultavano quasi totalmente realizzate), pertanto fatto salvo ai sensi delle vigenti disposizioni regionali)". Si ignora, tuttavia, se le autorizzazioni paesaggistiche rilasciate in sede sub-delegate ai sensi della legge regionale n. 23/1998 attengano a progetti edilizi coerenti con i contenuti di cui al citato nulla osta regionale nr. 7145/TPNU del 5 novembre 1998. Infine, sembrerebbe che nel 2003 siano stati previsti altri 10.000 metri cubi di volumetrie complessive ulteriori rispetto a quelle originariamente previste.
Una situazione giuridico-amministrativa complessa e bisognosa di accertamenti, eppure i lavori edilizi procedono senza sosta…
Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

(foto C.C., archivio GrIG)




da La Nuova Sardegna, 14 gennaio 2008
Deliperi e i lavori a Baia Caddinas: interverrà anche la commissione Ue. Tiziana Simula
GOLFO ARANCI. Poco importa se da Palazzo dicono che è tutto in regola: lui, non modifica una sola virgola di ciò che ha sostenuto finora. Sulla costruzione del complesso di edilizia residenziale a Baia Caddinas da parte della Stu, finito anche nel mirino della magistratura, Stefano Deliperi del Gruppo d’intervento giuridico ribadisce la sua posizione. E anzi, si dice perplesso per l’atteggiamento del Comune. «Non capisco come facciano a dire che è tutto regolare. Il progetto avrebbe dovuto essere sottoposto alla procedura di verifica preventiva per stabilire la necessità o meno della valutazione di impatto ambientale. Procedura che non risulta essere stata mai effettuata. E la sua applicazione non è una mia opinione ma è prevista anche dalle direttive europee: il progetto è già all’attenzione della commissione europea che svolgerà i propri accertamenti in merito ai lavori». Oggetto di un esposto da parte delle due associazioni ecologiste, il progetto di Baia Caddinas è ora interessato anche un’inchiesta giudiziaria, con quattro denunce per concorso in abuso edilizio contro due amministratori comunali e due amministratori della Stu, la società di trasformazione urbana che ha come socio privato del comune golfarancino, la Pirelli Real Estate. Sia la Pirelli Re che i vertici dell’amministrazione comunale hanno però smentito in proposito, sostenendo di non aver ricevuto alcuna denuncia e ribadendo la piena regolarità dell’intervento. Ma i lavori di sbanchinamento a Baia Caddinas non sono stati gli unici ad attirare l’attenzione degli ambientalisti. Anche le ruspe in azione a Salina Bamba, a Capo Coda Cavallo, sono finiti al centro di un esposto: nella lottizzazione vicino allo stagno, la società Immobilmare srl di San Teodoro sta realizzando cinque ville, ultime concessioni edilizie rilasciate dal Comune che fanno parte di un piano già realizzato per oltre il 90 per cento. Gli ecologisti contestano le nuove costruzioni ma anche una variante del’99, già finita nove anni fa, sotto la lente d’ingrandimento. L’amministrazione e l’Ufficio tecnico comunale, certi della regolarità dell’operazione, hanno già inviato a Deliperi la cronistoria del piano di lottizzazione, risalente al 1976. «Aspetto la documentazione cartografica che illustra l’evoluzione del piano di lottizzazione – spiega Deliperi -. Si tratta di un intervento molto complesso sul quale abbiamo voluto vederci chiaro, in merito a cui si dovranno esprimere anche altre istituzioni. Bisogna verificare se le cinque concessioni si riferiscono effettivamente al vecchio piano di lottizzazione, come sostiene il Comune».
Avranno pure tutte le autorizzazioni del caso ma
recarmi stamattina per un sovralluogo a Salina Bamba è stato davvero triste. Una di quelle situazioni che fanno tanto tanto male allo spirito, che ti disgustano fino nel profondo.
Come si può entrare nel cuore vivo di una natura oramai già pesantemente compromessa e infliggere un colpo finale, cosa si pensa di ottenere così ?
Ci sono davvero denari che possano pagare un angolo così bello dilaniato per essere vissuto un mese l’anno ? Può una madre vendere i propri figli per soldi anche se di soldi non ha neccessità ? San Teodoro riesce a malapena a gestire i suoi turisti; si potrebbe già da anni lavorare meglio sulla qualità e invece si prosegue sulla via più semplice, la via più nefasta…
Purtoppo se è il padrone di casa (sempre che il territorio abbia un padrone… )che difende certe scelte allora è davvero una battaglia persa.
Tutavia mi vien da ridere all’idea che l’amministrazione continui a riempiersi la bocca di parole come “ambiente” “valorizzazione” o ” sviluppo sostenibile” e non esiste ancora la raccolta differenzianta nè d’estate nè d’inverno…Per non tacere della spiaggia della Cinta che non possiede un solo bagno pubblico.
da La Nuova Sardegna, 5 gennaio 2008
«Progetto in regola a Salina Bamba».
Il sindaco e l’Icimar d’accordo: «I documenti parlano chiaro». La lottizzazione di Capo Coda Cavallo contestata da Deliperi.
SAN TEODORO. Non intende stare alla finestra ad aspettare e già da ieri l’amministrazione comunale si è mobilitata perchè si faccia chiarezza sulla lottizzazione di Salina Bamba, finita sotto accusa da parte degli ecologisti. L’ufficio tecnico ha preparato la documentazione che in questi giorni verrà inviata all’attenzione di Stefano Deliperi, che sui lavori in corso a Capo Coda Cavallo ha presentato un esposto. Le associazioni ecologiste “Gruppo d’intervento giuridico” e “Amici della terra” contestano l’intervento edilizio in costruzione vicino allo stagno Salina Bamba: cinque ville della società Immobilmare srl di Cabiddu & C di San Teodoro. Lavori che, secondo Deliperi, rientrerebbero nella fascia di conservazione integrale dei 300 metri dalla battigia, tutelata con specifico vincolo paesaggistico nel Ppr. Da qui, l’invio di un esposto alle istituzioni competenti statali e regionali, al Comune, al Corpo forestale, ai carabinieri del Noe e alla Procura di Nuoro perchè vengano svolte le verifiche di legge sui lavori recentemente avviati. In realtà le concessioni edilizie rilasciate dal Comune sono le ultime di un piano di lottizzazione di 115 mila metri cubi già realizzati per oltre il 90 % con strutture residenziali e ricettive, la cui convenzione era stata sottoscritta nel 1976 tra il Comune di San Teodoro e la Gredos spa, diventata poi Ciet Piemonte spa. «Tutto è regolare, nulla è stato fatto senza le autorizzazioni necessarie e lo possiamo dimostrare documenti alla mano» continua a ribadire il sindaco Gianni Marongiu. Che già ieri ha preso contatto con Deliperi, al quale in questi giorni invierà la documentazione sulla lottizzazione di Salina Bamba nella quale si ripercorre la storia di quell’area dal ’76 alle ultime concessioni rilasciate dal Comune, compresa una variante che anche in passato finì nel mirino degli ambientalisti, ora nuovamente contestata, nonostante lo stesso Deliperi avesse successivamente riconosciuto che la lottizzazione era stata fatta salva perchè le opere di urbanizzazione erano state avviate prima dell’entrata in vigore dei piani paesistici. Norma alla quale, appunto, si appella l’ufficio tecnico. La documentazione è stata visionata anche dall’Icimar, l’Istituto delle civiltà del mare, attenta sul fronte della tutela ambientale. «Alla luce degli elementi a disposizione – dice il direttore Nino Mannoni – gli interventi edificatori sono a norma e con le autorizzazioni di tutti gli enti competenti».
Tiziana Simula
Il sindaco di San Teodoro stia tranquillo: nessun accanimento né “accuse”, ma l’opportunità – importante per associazioni ecologiste come le nostre – di acquisire le necessarie informazioni a carattere ambientale e richiedere a chi ha il potere-dovere di farlo di svolgere le verifiche del caso sulla liceità delle attività edilizie in corso. La realizzazione di interventi edilizi ad una ridotta distanza dal mare in area tutelata solleva dubbi che è bene chiarire.
da La Nuova Sardegna, 4 gennaio 2008
Cinque ville in costruzione dopo le concessioni rilasciate dal Comune di San Teodoro.
Esposto contro il cantiere a Capo Coda Cavallo.
Gli ambientalisti contestano la lottizzazione vicino allo stagno di Salina Bamba. Ma il sindaco Marongiu difende le scelte fatte: quel progetto è precedente al piano paesaggistico e ha ottenuto tutti i via libera anche dalla Regione.
SAN TEODORO. Le ruspe in azione da qualche mese non sono passate inosservate. E sulla lottizzazione di Salina Bamba, a Capo Coda Cavallo, si sono riaccesi i riflettori, come già accaduto nel ’99. Allora come adesso, a volerci vedere chiaro sono le associazioni ecologiste “Gruppo d’intervento giuridico” e “Amici della terra” che contestano l’intervento edilizio attualmente in costruzione, «realizzato – sottolineano in una nota – vicino alle sponde dello stagno Salina Bamba, un’area ricca di vegetazine mediterranea nell’incantevole promontorio di Capo Coda Cavallo».
I lavori in questione, riguardano la realizzazione di cinque ville da parte della società Immobilmare srl di Cabiddu & C di San Teodoro, ultime concessioni edilizie rilasciate dal Comune che fanno parte di un piano di lottizzazione di 115 mila metri cubi già realizzati per oltre il 90 % con strutture residenziali e ricettive, la cui convenzione era stata sottoscritta nel 1976 tra il Comune di San Teodoro e la Gredos spa, diventata poi Ciet Piemonte spa. «Dopo l’approvazione del Ppr, si possono costruire legittimamente ville a pochi metri dal mare?», si chiede il responsabile delle associazioni, Stefano Deliperi. Il quale fa sapere di avere già inoltrato un esposto alle istituzioni competenti statali e regionali, al Comune, al Corpo forestale, ai carabinieri del Noe e alla procura della Repubblica di Nuoro «per avere copia delle eventuali autorizzazioni e perchè vengano svolte le accurate verifiche di legge sui lavori recentemente avviati». Deliperi evidenzia che «l?area interessata rientra nella fascia di conservazione integrale dei 300 metri dalla battigia ed è tutelata con specifico vincolo paesaggistico nel Ppr». Contesta, dunque, la nuova costruzione in atto ma anche una variante del ’99, provvedimento che già allora finì nel mirino degli ambientalisti, cosa che gli uffici comunali ricordano molto bene. Tant’è che ora, il sindaco Gianni Marongiu, per difendere l’operato dell’amministrazione ricorda proprio quell’episodio, giornale alla mano, datato 20 novembre 1999. «Prima Deliperi sollevò il caso – spiega – ma successivamente, dopo aver visionato gli atti, lui stesso in un’intervista alla Nuova aveva riconosciuto che la lottizzazione era stata fatta salva perchè le opere di urbanizzazione erano state avviate prima dell’entrata in vigore dei piani paesistici: con il 40% delle opere eseguite, i progetti possono essere portati a termine, aveva detto. Non capisco, quindi, perchè ritorni su queste accuse. In ogni caso, sarebbe opportuno prima avere in mano la documentazione e poi fare gli esposti, e non il contrario. Comunque, confidiamo nella sua serietà e i nostri uffici, con lo stesso spirito di nove anni fa, sono ancora una volta a sua disposizione per l’acquisizione della documentazione necessaria a fare chiarezza sulla lottizzazione una volta per tutte». Dall’ufficio tecnico ribadiscono che le cinque concessioni edilizie in questione, sono state rilasciate «previa autorizzazione da parte dell’Ufficio tutela del paesaggio e della Soprintendenza, sostenute anche da un parere legale e da un parere rilasciato dalla Regione». In merito alla variante del ’99, precisano che «l’articolo 10 bis delle legge regionale 45/89 stabilisce che possono essere completate le opere previste nei piani di lottizzazione anche all’interno dei 300 metri che abbiano avviato i lavori per le opere di urbanizzazione alla data del 17 novembre ?89. Norma attualmente in vigore – concludono -, la cui efficacia è stata confermata anche da due recenti sentenze del Tar».
Tiziana Simula
Da sempre…nell’ETERNO Sud della Costa Smeralda, la tutela ambientale è considerata un NEMICO ….o addirittura un’associazione a delinquere finalizzata alla distruzione di posti di lavoro !Da queste parti: l’ambientalismo è considerato un fenomeno gestito da un’unica mens extra-terrestre…che ha l’unico scopo di : sottrarre “posti di lavoro” e rompere i c… agli operatori dell’edilizia !Figuriamoci ora…. in questo periodo di vacche magre !Io credo che tra gli amministratori locali del Sud della Costa Smeralda, che sono stati eletti democraticamente dal popolo,il 90%….(tra Maggioranza e Minoranza) sono (incidentalmente o no) anche operatori edili !Se è vero ciò….. vuol dire che i nativi sanno bene cosa vogliono….in MAGGIORANZA ….e in minoranza !Pertanto chi si oppone al disegno di distruzione dell’ambiente (irreversibile) ….si oppone (semplicemnete) al diritto al lavoro !Oggi…..non penso che troveremo molti seguaci tra i nativi, in questa sacrosanta e giusta battaglia !In questo specifico contesto dedidicherei maggiori risorse al discorso legislativo …..sul DOPO “SCEMPIO” !Ad esempio: Sulla Legislazione in materia di Calamità Naturali, che da queste parti è diventata un ASSICURAZIONE A VITA gratuita. Chi ostacola, col proprio manufatto, il regolare deflusso a maredi un corso d’acqua….gode della più assoluta incolumità legislativa,e chi subisce le conseguenze di questo ASSURDO …..è risarcito !Pertanto nessuno si lamenta e si continua a DISTRUGGERE ! Non è forse proprio da queste parti….. che dopo un pò di pioggia si INVOCA, sistematicamente, lo stato di Calamità Naturale ? Vi prego di visitare questo link…. è l’unico futuro che ci aspetta,se non si cambia rotta seriamente entro 10 anni !http://www.peacereporter.net/dettaglio_
articolo.php?idpa=&idc=3&ida=&idt=&
idart=598===
AKY
Un operatore nel settore dell’edilizia nell’eterno Sud della Costa Smeralda