Cosa si aspetta per fermare le ruspe a Baia Caddinas ?

Secondo notizie stampa (vds. L’Unione Sarda, 28 e 3 gennaio 2008), l’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente avrebbe confermato che i riguardo i lavori edilizi attualmente in corso che prevedono la realizzazione di un complesso residenziale e ricettivo in località Baia Caddinas, in Comune di Golfo degli Aranci (Provincia di Olbia – Tempio), da parte della Società di Trasformazione urbanistica – S.T.U. "Golfo Aranci s.p.a.", devono essere assoggettati alla preventiva e vincolante procedura di verifica preventiva (screening). Il Comune di Golfo Aranci, invece, sosterrebbe di non dover fare un bel niente e si appresterebbe ad inoltrare un ricorso al T.A.R. Non è dato sapere in base a quale motivo di ordine giuridico. In parole povere, non risulta effettuata la procedura di verifica preventiva (direttiva n. 97/11/CE, D.P.R. 12 aprile 1996, legge regionale n. 1/1999) finalizzata ad accertare se l’intervento proposto – per caratteristiche e/o ubicazione – debba o meno esser assoggettato a procedimento di valutazione di impatto ambientale.
Non è una novità. Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico lo sostengono da un bel pezzo. In proposito avevano inoltrato l’esposto del 15 marzo 2007 alle amministrazioni pubbliche (Ministero per i beni e attività culturali, Ministero dell‘ambiente, Assessorati regionali dell’urbanistica, dei beni culturali, della difesa dell’ambiente, Comune di Golfo Aranci, Soprintendenza ai beni ambientali di Sassari), al Corpo forestale e di vigilanza ambientale ed alla Magistratura competenti in relazione ai lavori in corso per la realizzazione di un complesso di interventi edilizi di carattere residenziale e ricettivo da parte della società di trasformazione urbana – S.T.U. (artt. 17, comma 59°, della legge n. 127/1997 e 120 del decreto legislativo n. 267/2000 e successive modifiche ed integrazioni) Golfo Aranci s.p.a. (Pirelli Real Estate s.p.a., capofila, Pirelli Project management s.p.a., Centrale Immobiliare s.p.a., Silec s.p.a., Mec s.r.l., Comune di Golfo Aranci) in un‘area di circa 48 ettari in loc. Baia Caddinas, a Golfo Aranci. Tale intervento immobiliare risulterebbe fornito di concessione edilizia n. n. 34/2005.
In seguito all’interrogazione scritta presentata il 5 giugno 2007 da Monica Frassoni, Presidente del gruppo dei Verdi/ALE al Parlamento europeo, la Commissione europea ha già deciso, con specifica risposta del 3 agosto 2007 fornita dal Commissario all’ambiente Dimas, di svolgere i propri accertamenti in merito ai lavori edilizi attualmente in corso. Nell’interrogazione scritta l’europarlamentare verde ha segnalato alla Commissione che l’intervento immobiliare di Baia Caddinas è di dimensioni tali da dover essere sottoposto al vincolante procedimento di verifica preventiva – "screening" (direttiva 97/11/CE) – che però non risulta essere stato svolto.
Nell’interrogazione è inoltre precisato che l’area interessata dai lavori, sul mare e ricoperta in buona parte da macchia mediterranea evoluta, è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni), mentre la fascia dei mt. 300 dalla battigia marina è tutelata anche con vincolo di conservazione integrale.
Monica Frassoni aveva dichiarato: "Di fronte a questo ennesimo attacco alla costa sarda, chiediamo alla Commissione europea quali iniziative intenda assumere avverso questa violazione del diritto comunitario in tema di valutazione di impatto ambientale. Confermiamo il nostro sostegno all’azione delle associazioni ecologiste locali Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico che da anni sono impegnate nella difesa del territorio sardo e che per il caso di Baia Caddinas hanno inoltrato esposti alle amministrazioni pubbliche competenti ed alla Magistratura inquirente, tuttora senza esito definitivo".
Il Commissario all’ambiente Dimas ha reso noto che saranno contattate le autorità italiane "per ottenere informazioni sull’applicazione delle disposizioni VIA" e che "qualora riscontrasse una violazione di questa direttiva, la Commissione non esiterà ad avvalersi dei poteri conferitile dal trattato CE per garantire la corretta applicazione della normativa comunitaria". E’ agevole supporre la prossima apertura di una specifica procedura di infrazione per violazione della normativa comunitaria sulla V.I.A.
Si ricorda, in proposito, che il Servizio sostenibilità ambientale e valutazione impatti (S.A.V.I.) dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente aveva già comunicato (nota n. 21519 del 25 giugno 2007) che "non sono in corso procedimenti riferibili al progetto" del "complesso di interventi edilizi a carattere residenziale e ricettivo da parte della Società Golfo Aranci S.p.A. in località Baia Caddinas, nel Comune di Golfo Aranci".
Anche la Soprintendenza per i beni architettonici ed il paesaggio di Sassari ha svolto i suoi accertamenti in relazione alla richiesta di informazioni a carattere ambientale ed adozione di opportuni provvedimenti (esposto del 15 marzo 2007) inoltrata dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d‘Intervento Giuridico. Il responso è stato chiaro: "relativamente alla concessione edilizia n. 34/05 .. relativa a lavori di sbancamento e recinzione in loc. Baia Caddinas e rilasciata dal Comune di Golfo Aranci alla STU di Golfo Aranci – secondo quanto riportato dal cartello di cantiere – non risulta alcuna autorizzazione paesaggistica. L’autorizzazione paesistica costituisce atto distinto e presupposto della concessione edilizia ed i lavori non possono essere iniziati in difetto di essa".
Secondo il Comune di Golfo Aranci, invece, le opere sarebbero legittime e regolari (nota prot. n. 45230 del 17 aprile 2007).
Le società di trasformazione urbana – S.T.U. sono società immobiliari a capitale misto pubblico-privato previste dagli articoli. 17, comma 59°, della legge n. 127/1997 e 120 del decreto legislativo n. 267/2000 e successive modifiche ed integrazioni (testo unico degli Enti locali) per la realizzazione di comparti previsti dagli strumenti urbanistici, nel caso di Golfo Aranci dal piano urbanistico comunale – P.U.C. Golfo Aranci ha anche acquisito un finanziamento ai sensi della legge n. 21/2001 pari a 284.825,98 euro per l’avvio della S.T.U. La S.T.U. di Golfo Aranci vede il 99,99 % di capitale in mano alla Pirelli Real Estate s.p.a. ed alle sue controllate Pirelli Project management s.p.a., Centrale Immobiliare s.p.a., Silec s.p.a., Mec s.r.l. Lo 0,01 % è in mano al Comune di Golfo Aranci, che, però, ha facoltà di aumentare la sua quota fino al 30 %.
L’area è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni), in quanto fascia costiera con ambiti dunali e macchia mediterranea evoluta (ginepro fenicio, lentischio, ecc.), mentre la fascia dei mt. 300 dalla battigia marina è tutelata anche con vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993). Nel piano paesaggistico regionale - P.P.R., recentemente approvato con deliberazione Giunta regionale n. 36/7 del 5 settembre 2006, l’area appare ricompresa nell‘ambito di paesaggio costiero n. 18 "Golfo di Olbia" (art. 14 delle norme tecniche di attuazione) ed è classificata, pro parte, "area naturale e sub naturale" e "insediamenti turistici". Pur essendo il Comune di Golfo Aranci provvisto di P.U.C. definitivamente approvato ed in vigore, si applicano per tale ambito di paesaggio costiero le disposizioni cautelari provvisorie (art. 1 della legge n. 1902/1952 e successive modifiche ed integrazioni) di cui all’art. 15, comma 3°, delle norme tecniche di attuazione del P.P.R. In particolare sembrerebbe che nella zona sia stata approvata una specifica variante al P.U.C. sotto la vigenza della legge regionale n. 8/2004.
Si rimane, quindi, in attesa degli sviluppi della vicenda e, soprattutto, dei conseguenti provvedimenti da parte delle amministrazioni pubbliche competenti e della magistratura in quanto emergono diversi aspetti legali ed ambientali che necessitano dei doverosi accertamenti, necessari per salvaguardare un patrimonio ambientale continuamente a rischio a causa di una trasformazione immobiliare arrembante. Che cosa si aspetta a spegnere i motori delle ruspe ?
Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

da L’Unione Sarda, 30 gennaio 2008 Golfo Aranci. Pronti due diversi ricorsi al Tar contro i recenti provvedimenti della Regione. Comune e Pirelli vanno avanti. L’assessore: <Non bloccherò i lavori della Stu>. Tra Comune di Golfo Aranci e Regione si preannuncia una battaglia davanti ai giudici amministrativi. Alla richiesta di uno studio di impatto ambientale per i progetti della Stu, il vicesindaco Fasolino risponde in modo perentorio: <Deciderà il Tar>. Andrea Busia L’assessore all’urbanistica Giuseppe Fasolino ha le idee chiarissime: "I lavori della Stu? Io la responsabilità di bloccarli non me la prendo. Saranno i giudici del Tribunale amministrativo a stabilire che cosa dovrà essere dei cantieri aperti a Golfo Aranci. L’amministrazione comunale ha tutte la autorizzazioni e ora spunta fuori una nuova richiesta che, due anni fa, nessuno degli enti competenti ci ha sollecitato. L’amministrazione comunale non ha nessuna intenzione di alzare bandiera bianca sulla Società di trasformazione urbana controllata dalla Pirelli Re. Così Golfo Aranci va alla guerra e si prepara a contrastare il parere dell’Assessorato regionale all’ambiente (secondo gli uffici di Cicito Morittu è necessaria la procedura di screening per l’assoggettabilità alla valutazione d’impatto ambientale) con un ricorso al Tar. Ma a dar man forte al Comune golfarancino c’è la stessa Stu, o meglio la Pirelli Re, con un altro ricorso al Tribunale amministrativo, sempre riguardante il parere che rischia di bloccare l’operazione di riqualificazione da 180 milioni di euro. Il quadro è abbastanza chiaro. Da una parte c’è la Regione che dice di bloccare tutto in attesa di conoscere il parere del Savi (Servizio di sostenibilità ambientale e valutazione impatti), dall’altra, Comune e Stu che hanno tutt’altri elementi in mano e ritengono la valutazione d’impatto ambientale non necessaria per l’intervento. L’amministrazione comunale golfarancina, insieme alla Pirelli Re, argomenta la sua posizione in questo modo. Intanto gli ambiti d’intervento della Stu sono ricompresi nel centro abitato di Golfo Aranci e quindi non richiedono le procedure di screening. Inoltre i lotti ricadono in una zona di espansione e le aree dei tre settori di Baia Caddinas sono inferiori di dieci ettari ciascuna e in questo modo, sempre secondo il Comune, escono dalle ipotesi previste per il procedimento preliminare di valutazione di impatto ambientale. La distanza tra la posizione della Regione e quella del Comune, nel giro di qualche settimana, è diventata sempre più incolmabile nonostante tutti i tentativi della giunta Mammoli. "Per quanto ci riguarda – prosegue l’assessore Fasolino – stiamo esclusivamente agli atti dei procedimenti avviati per il progetto Stu e alle leggi. Quando due anni fa ci siamo rivolti all’Assessorato regionale all’urbanistica, all’ufficio per la tutela del paesaggio e alla Soprintendenza, ci è stato detto che il progetto non richiedeva la valutazione di impatto ambientale. Sulla base di queste indicazioni e non su valutazioni improvvisate abbiamo proceduto per un progetto importante che determinerà il futuro del nostro paese. Una cosa è certa, noi abbiamo le autorizzazioni paesaggistiche, il benestare della Soprintendenza dei beni ambientali di Sassari e il nullaosta rilasciato dal Corpo forestale della Sardegna. Inoltre è stata presentata regolarmente la dichiarazione d’inizio lavori. La verità è che chi per lungo tempo, per difendere i suoi interessi, ha bloccato importanti progetti di Golfo Aranci, è stato tagliato fuori dall’operazione Stu. E oggi il piano di trasformazione urbana è nel mirino". La storia. I primi problemi con i terreni. Quante rogne per la Stu e il Comune di Golfo Aranci. Sin dalle primissime battute della trattativa per il piano di trasformazione urbana riguardante circa 50 ettari intorno al centro abitato, polemiche e problemi non sono mancati. La fase preliminare dell’accordo tra amministrazione comunale e Pirelli Re è stata preceduta da un durissimo scontro per il controllo dei terreni inseriti dall’immobiliare lombarda per l’operazione. Le aree sono state acquistate dalla società milanese ad un’asta giudiziaria, erano infatti di proprietà di un soggetto sottoposto ad una procedura concorsuale. La Pirelli Re si è trovata subito a dover fare i conti con esposti a raffica presentati sia a Tempio che presso la Procura della Repubblica di Roma. Una sorta di guerra preventiva che però, almeno per quanto riguarda l’aspetto civilistico, non ha rimesso in discussione la vendita delle aree e soprattutto l’aggiudicazione da parte delle società collegate alle Pirelli Real Estate. Poi è arrivato l’accordo con il Comune e la costituzione di una società di trasformazione urbana. Una volta presentati i primi progetti con le bozze della riqualificazione (100 unità abitative in edilizia convenzionata, zona artigianale, opera di infrastrutturazione e zona di pregio a Baia Caddinas) è iniziato il fuoco di fila dei gruppi ambientalisti. In prima linea soprattutto il Gruppo d’intervento giuridico di Stefano Deliperi che ha invitato il Ministero dell’ambiente e l’Unione europea ad occuparsi della Stu di Golfo Aranci. A completare il quadro ci sono le indagini dei Carabinieri del Nucleo operativo ecologico e Guardia di finanza.
da L’Unione Sarda, 28 gennaio 2008
La Pirelli Re scivola a Baia Caddinas. La Regione ritiene necessario lo studio di impatto ambientale. Andrea Busia
Dopo l’accordo del 2005 tra Comune e Pirelli Real Estate, il progetto rischia di fermarsi a causa di questioni di carattere procedurale. La Stu (Società di trasformazione urbanistica) si sta arenando a Baia Caddinas. Il mega progetto (180 milioni di euro in tre anni, accordo Comune-Pirelli Real Estate raggiunto nel novembre del 2005) a questo punto può essere considerato a rischio. Il problema nelle settimane scorse lo ha posto il Sivea, servizio dell’assessorato regionale all’ambiente con competenze specifiche sulla valutazione d’impatto ambientale e altre materie legate all’urbanistica. Da Cagliari è arrivata una nota che informa in maniera inequivocabile il Comune gallurese. Almeno per una parte del progetto di trasformazione urbana, quello riguardante le ville di Baia Caddinas, la giunta di Sergio Memmoli avrebbe dovuto avviare l’iter per lo screening della valutazione d’impatto ambientale. Detto altrimenti, il Comune, secondo il Sivea, non ha chiesto a suo tempo il parere sulla necessità delle verifiche di tipo ambientale. Adesso, con i lavori di sbancamento sono già iniziati a Baia Caddinas arriva questo problema serissimo che gli amministratori comunali golfarancini dovranno risolvere al più presto. Una prima risposta potrebbe essere quella del ricorso al Tribunale amministrativo. L’assessore comunale Giuseppe Fasolino si prepara a chiedere al Tar di valutare la risposta data dall’assessorato regionale all’ambiente. Nei mesi scorsi, dopo l’avvio di un’indagine da parte della Procura della Repubblica e alcuni sopralluoghi e acquisizioni di documenti dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico, Fasolino era uscito allo scoperto mettendo sul tavolo alcuni argomenti, peraltro non infondati, della Giunta golfarancina. In particolare circostanza che Baia Caddinas risulta essere, nell’impianto urbanistico del comune gallurese, una zona di completamento, a ridosso del centro abitato. Quindi non sottoposta alle norme più stringenti previste per le aree vincolate nella fascia dei due chilometri dal mare. Questo, grosso modo, l’argomento forte del Comune, forse il tema che verrà proposto al Tar per smontare il parere del Sivea. Comunque vadano a finire le cose qualcuno a Milano sta cercando di capire che cosa veramente stia bollendo in pentola a Golfo Aranci. Ovviamente si tratta di tecnici e avvocati della Pirelli Real Estate, il braccio immobiliare del colosso industriale lombardo che, a questo punto, inizia a preoccuparsi su tempi e modi di una operazione definita nei minimi dettagli e ora seriamente a rischio. Per certi versi la risposta dell’assessorato regionale all’ambiente è tranquillizzante per l’Amministrazione, perché esclude la valutazione d’impatto ambientale per i 100 appartamenti in edilizia convenzionata e la zona artigianale indicata nel progetto di trasformazione urbana. Ma la Pirelli Re non si può certo accontentare di questa parte del pacchetto, rinunciando all’interessante e sostanzioso intervento di Baia Caddinas, con un insediamento di grande valore in una zona tra le più suggestive del litorale gallurese. Nel giro di qualche settimana, quindi, dovranno essere sciolti i nodi della Stu. L’Amministrazione comunale si trova in una posizione abbastanza delicata, con da una parte la Pirelli Re, che attende chiarimenti e dall’altra la Regione, ha iniziato a darli. Mentre il pubblico ministero della Procura tempiese, Claudia Alberti, continua ad esaminare i corposi dossier di guardia di finanza e carabinieri del Nucleo operativo ecologico. Per una vicenda iniziata con gli esposti di Stefano Deliperi, l’ambientalista del gruppo d’intervento giuridico che da subito aveva chiesto al Ministero dell’Ambiente e all’Unione europea di mettere il naso nei progetti della Società di trasformazione urbana golfarancina.
(foto A.V., S.D., archivio GrIG)




da La Nuova Sardegna, 15 febbraio 2008
Braccio di ferro su Baia Caddinas «Il Comune ha le carte in regola».
GOLFO ARANCI. Il progetto su Baia Caddinas e l’intervento di edilizia convenzionata sono stati al centro della seduta di ieri del consiglio comunale, riunito per l’approvazione di una modifica alla convenzione stipulata tra Stu e Comune. L’amministrazione comunale ha ribadito la propria decisione a voler procedere con i lavori nonostante l’alt intimato sia dall’assessorato all’Ambiente che ha dichiarato che la zona dev’essere sottoposta allo screening, uno studio per stabilire se poi occorra anche il Via, sia quello del Servizio governo del territorio della Provincia che ha a sua volta imposto la sospensione dei lavori. Comune e Stu ritengono di avere tutte le carte in regola. «Per questo l’amministrazione non bloccherà i lavori», ha spiegato il vice sindaco Giuseppe Fasolino. Che ha fatto sapere della nuova intimazione alla sospensione arrivata dal Servizio governo del territorio e tutela paesaggistica per la Provincia che riprende quanto già riferito dall’ufficio Savi (servizio sostenibilità ambientale e valutazione impatti) dell?assessorato regionale all’ambiente. L’amministrazione sostiene che l’intervento su Baia Caddinas non sia assoggettabile alle procedure di valutazione di impatto ambientale, come ha chiarito anche in aula l’ingegner Giampiero Cassitta che ha redatto la relazione inviata alla Regione. La modifica della convenzione stipulata nel 2005 tra Stu e Comune si è resa necessaria per accogliere la richiesta di variante al progetto di Baia Caddinas presentato un anno fa dalla società di trasformazione urbana che prevede una diminuzione di cubatura e ad inserire nella convenzione stessa la modifica delle metrature apportata all’intervento di edilizia convenzionata per rispondere alle esigenze abitative emerse dalle dichiarazioni di interesse presentate dai cittadini. L?ordine del giorno, è stato votato dalla maggioranza e dall’indipendente Giuseppe Langella mentre l’opposizione si è astenuta. «Aspettiamo le soluzioni della Regione su Baia Caddinas – ha detto il capogruppo Vito Frau -. Apprezziamo il progetto di edilizia convenzionata ma chiediamo che il 20, 30% delle case venga data all?ex Iacp e destinate a quelle famiglie che non possono permettersi di acquistarla». In proposito, il vice sindaco ha chiarito che il Comune ha già chiesto all’Area (ex Iacp, appunto) di partecipare al bando per le case di edilizia convenzionata proprio per andare incontro alle esigenze dei meno abbienti. «In ogni caso – ha aggiunto – sarà creata un’apposita commissione per studiare il bando a cui parteciperà anche l’opposizione». «Dopo sette anni continuiamo ancora a discutere di Stu – ha attaccato il consigliere di minoranza, Andrea Viola -. Ci chiediamo qual è l’utilità del progetto della società di trasformazione urbana in un paese dove il 92 % delle abitazioni sono seconde case, senza riuscire a risolvere il problema della casa per i golfarancini». «Le risposte alla gente si danno con i fatti: il non fare e la demagogia non danno risposte – ha ribattuto il vice sindaco -. Oggi stiamo approvando il progetto di edilizia convenzionata, e questo è un fatto». Tiziana Simula
da La Nuova Sardegna, 14 febbraio 2008
La Regione vuole fermare i lavori ma l’amministrazione va avanti.
GOLFO ARANCI. Su Baia Caddinas incombe sempre più da vicino l’alt ai lavori. All’intimazione dell’ assessorato regionale all’ambiente che ha già dichiarato che il progetto della Stu dev’essere bloccato in attesa della verifica che certifichi se occorra la Valutazione d’impatto ambientale (Via), si aggiungerebbe ora quella del Servizio governo del territorio e tutela paesaggistica della provincia che avrebbe a sua volta imposto al Comune la sospensione dei lavori. Parole che potrebbero trasformarsi presto in fatti visto che l’amministrazione non intende fermarsi.
L’ufficio del governo del territorio avrebbe fatto sapere agli amministratori golfarancini che se il Comune non bloccherà i lavori, lo farà la Regione. Ma in via Libertà, continuano ad andare avanti. Tanto che è stato convocato un consiglio comunale: la seduta inizialmente prevista per stasera potrebbe slittare per un problema tecnico nella convocazione. All’ordine del giorno, comunque, figura la modifica della convenzione stipulata a suo tempo tra Stu e Comune, necessaria ad accogliere la richiesta di variante al progetto di Baia Caddinas presentato un anno fa dalla società di trasformazione urbana che prevede una diminuzione di cubatura e ad inserire nella convenzione stessa l’intervento di edilizia convenzionata, già passato in commissione edilizia. Dunque, l’amministrazione comunale procede per la sua strada, incurante di quanto disposto dall’ufficio Savi (Servizio sostenibilità ambientale e valutazione impatti) dell’assessorato della difesa dell’Ambiente che alcune settimane fa, aveva dichiarato che la zona dev’essere sottoposta allo screening, uno studio per stabilire se poi occorre anche il Via, intimando l’immediata sospensione dei lavori.
Alt che ha portato la Pirelli Re, capofila del pool di aziende che compongono la Stu, certa di avere tutte le carte in regola, a presentare ricorso al Tar, seguita anche dal Comune. Che nel frattempo sta mettendo in atto quanto già annunciato dal vice sindaco e assessore all’urbanistica Giuseppe Fasolino. Il quale aveva detto: «Se la Regione è sicura del fatto suo, ha gli strumenti per fermare i lavori. Noi, non li bloccheremo perchè non vogliamo correre il rischio di far pagare al Comune gli eventuali danni».
Tiziana Simula
da L’Unione Sarda, 30 gennaio 2008
Golfo Aranci. Pronti due diversi ricorsi al Tar contro i recenti provvedimenti della Regione. Comune e Pirelli vanno avanti. L’assessore: . Tra Comune di Golfo Aranci e Regione si preannuncia una battaglia davanti ai giudici amministrativi. Alla richiesta di uno studio di impatto ambientale per i progetti della Stu, il vicesindaco Fasolino risponde in modo perentorio: . Andrea Busia
L’assessore all’urbanistica Giuseppe Fasolino ha le idee chiarissime: “I lavori della Stu? Io la responsabilità di bloccarli non me la prendo. Saranno i giudici del Tribunale amministrativo a stabilire che cosa dovrà essere dei cantieri aperti a Golfo Aranci. L’amministrazione comunale ha tutte la autorizzazioni e ora spunta fuori una nuova richiesta che, due anni fa, nessuno degli enti competenti ci ha sollecitato. L’amministrazione comunale non ha nessuna intenzione di alzare bandiera bianca sulla Società di trasformazione urbana controllata dalla Pirelli Re. Così Golfo Aranci va alla guerra e si prepara a contrastare il parere dell’Assessorato regionale all’ambiente (secondo gli uffici di Cicito Morittu è necessaria la procedura di screening per l’assoggettabilità alla valutazione d’impatto ambientale) con un ricorso al Tar. Ma a dar man forte al Comune golfarancino c’è la stessa Stu, o meglio la Pirelli Re, con un altro ricorso al Tribunale amministrativo, sempre riguardante il parere che rischia di bloccare l’operazione di riqualificazione da 180 milioni di euro. Il quadro è abbastanza chiaro. Da una parte c’è la Regione che dice di bloccare tutto in attesa di conoscere il parere del Savi (Servizio di sostenibilità ambientale e valutazione impatti), dall’altra, Comune e Stu che hanno tutt’altri elementi in mano e ritengono la valutazione d’impatto ambientale non necessaria per l’intervento. L’amministrazione comunale golfarancina, insieme alla Pirelli Re, argomenta la sua posizione in questo modo. Intanto gli ambiti d’intervento della Stu sono ricompresi nel centro abitato di Golfo Aranci e quindi non richiedono le procedure di screening. Inoltre i lotti ricadono in una zona di espansione e le aree dei tre settori di Baia Caddinas sono inferiori di dieci ettari ciascuna e in questo modo, sempre secondo il Comune, escono dalle ipotesi previste per il procedimento preliminare di valutazione di impatto ambientale. La distanza tra la posizione della Regione e quella del Comune, nel giro di qualche settimana, è diventata sempre più incolmabile nonostante tutti i tentativi della giunta Mammoli. “Per quanto ci riguarda – prosegue l’assessore Fasolino – stiamo esclusivamente agli atti dei procedimenti avviati per il progetto Stu e alle leggi. Quando due anni fa ci siamo rivolti all’Assessorato regionale all’urbanistica, all’ufficio per la tutela del paesaggio e alla Soprintendenza, ci è stato detto che il progetto non richiedeva la valutazione di impatto ambientale. Sulla base di queste indicazioni e non su valutazioni improvvisate abbiamo proceduto per un progetto importante che determinerà il futuro del nostro paese. Una cosa è certa, noi abbiamo le autorizzazioni paesaggistiche, il benestare della Soprintendenza dei beni ambientali di Sassari e il nullaosta rilasciato dal Corpo forestale della Sardegna. Inoltre è stata presentata regolarmente la dichiarazione d’inizio lavori. La verità è che chi per lungo tempo, per difendere i suoi interessi, ha bloccato importanti progetti di Golfo Aranci, è stato tagliato fuori dall’operazione Stu. E oggi il piano di trasformazione urbana è nel mirino”.
La storia. I primi problemi con i terreni.
Quante rogne per la Stu e il Comune di Golfo Aranci. Sin dalle primissime battute della trattativa per il piano di trasformazione urbana riguardante circa 50 ettari intorno al centro abitato, polemiche e problemi non sono mancati. La fase preliminare dell’accordo tra amministrazione comunale e Pirelli Re è stata preceduta da un durissimo scontro per il controllo dei terreni inseriti dall’immobiliare lombarda per l’operazione. Le aree sono state acquistate dalla società milanese ad un’asta giudiziaria, erano infatti di proprietà di un soggetto sottoposto ad una procedura concorsuale. La Pirelli Re si è trovata subito a dover fare i conti con esposti a raffica presentati sia a Tempio che presso la Procura della Repubblica di Roma. Una sorta di guerra preventiva che però, almeno per quanto riguarda l’aspetto civilistico, non ha rimesso in discussione la vendita delle aree e soprattutto l’aggiudicazione da parte delle società collegate alle Pirelli Real Estate. Poi è arrivato l?accordo con il Comune e la costituzione di una società di trasformazione urbana. Una volta presentati i primi progetti con le bozze della riqualificazione (100 unità abitative in edilizia convenzionata, zona artigianale, opera di infrastrutturazione e zona di pregio a Baia Caddinas) è iniziato il fuoco di fila dei gruppi ambientalisti. In prima linea soprattutto il Gruppo d’intervento giuridico di Stefano Deliperi che ha invitato il Ministero dell’ambiente e l’Unione europea ad occuparsi della Stu di Golfo Aranci. A completare il quadro ci sono le indagini dei Carabinieri del Nucleo operativo ecologico e Guardia di finanza.
«risulta coerente con le esigenze di tutela dei beni paesistico ambientali… Si determina di approvare il piano proposto» Questo scriveva nero su bianco l’Ufficio Tutela del Paesaggio di Sassari di un intervento che mi sembra di capire ha distrutto uno dei pochi tratti integri del litorale di Golfo Aranci, ricco di macchia evoluta a due passi dal mare. C’è di che riflettere sui veri meccanismi che regolano la concessione del via libera da parte degli uffici Tutela del Paesaggio.
da La Nuova Sardegna, 30 gennaio 2008
Braccio di ferro Regione-Stu a Baia Caddinas.
L’assessorato all’Ambiente: «Sospendete i lavori». Comune e Pirelli vanno al Tar.
GOLFO ARANCI. Dalle ipotesi velate ai fatti concreti. A Golfo Aranci è iniziato un braccio di ferro fra Stu e Regione Sardegna. L’assessorato regionale all?ambiente ha dichiarato che la parte del progetto di trasformazione urbana ricadente a Baia Caddinas va bloccato, in attesa della verifica che certifchi se lì ci sia bisogno del Via (Valutazione d’impatto ambientale). La Stu reagisce facendo ricorso al Tar.
Alla decisione della Società di trasformazione urbana, composta da un pool di aziende la cui capofila è il braccio edilizio della Pirelli, si accoda la stessa amministrazione comunale di Golfo Aranci, che possiede l’1 per cento della Stu, e che annuncia anche lei ricorso al Tar. Il problema sollevato dal Savi (Servizio ambientale e violazione impatti), riguarda un?area di Baia Caddinas, in cui è previsto un’insediamento turistico. Si tratta della zona più interessante, dal punto di vista finanziario, del progetto generale, che comprende in totale 50 ettari e prevede un investimento di 180 milioni di euro. Il progetto Stu comprende infatti una parte riservata all’edilizia convenzionata, una parte dedicata alla zona artigianale e una terza, quella più «golosa», per l’insediamento turistico. L’accordo Stu non è altro che un incontro fra due esigenze: quella del comune golfoarancino che può così garantire case per i residenti e capannoni per i propri imprenditori, e quella della Pirelli Re (che non è babbo Natale, ma una società quotata in borsa), di ottenere un guadagno dall’operazione. Sull’area di Baia Caddinas, arriva l’alt dell’assessorato regionale all’ambiente, dunque. Nella nota del 22 gennaio, gli uffici sottolineano che in quella zona c’è bisogno dello screening, cioè uno studio per stabilire se poi occorre anche il Via. L’assessorato fa di più: intima l’immediata sospensione dei lavori e chiede al servizio tutela del paesaggio della provincia Olbia-Tempio (ma quest’ufficio sta ancora a Sassari) di «porre in atto le azioni necessarie per il rispetto» delle decisioni regionali. Ed è quì che l’affare si ingarbuglia. Perchè l’ufficio sassarese, con determinazione del 9 maggio 2006, aveva dato il via libera al progetto che, secondo la delibera «risulta coerente con le esigenze di tutela dei beni paesistico ambientali… Si determina di approvare il piano proposto». Ma la postilla recita che «resta fermo l’obbligo dell’osservanza e del rispetto di ogni ulteriore prescrizione di altre, distinte, autorità». La distinta autorità è l?assessorato regionale all?ambiente. La Stu, ha affidato al proprio ufficio stampa la replica. Intanto facendo sapere del ricorso al Tar, e sottolineando come l’intervento di Baia Caddinas non è assoggettabile alle procedure di Via per diversi motivi e che comunque la società è in possesso oltre che dell’autorizzazione paesaggistica, anche del Benestare ambientale dalla Sovrintendenza ai beni ambientali e del Nulla osta forestale. Deciso anche il Comune di Golfo Aranci. «Se la Regione è sicura del fatto suo ha gli strumenti per fermare i lavori – dice Giuseppe Fasolino, vice sindaco e assessore comunale all’urbanistica -. Noi non blocchiamo niente, perché non vogliamo assumerci il rischio di far pagare al Comune i danni di un eventuale ricorso. Anche noi, comunque ricorriamo al Tar. I ritardi stanno creando in ogni caso dei grossi danni economici al territorio e chi li sta causando si sta assumendo una grossa responsabilità». Fasolino è comunque fiducioso. «Presto incontrerò a Cagliari gli assessori Cicito Morittu e Gianvalerio Sanna. Con loro spero che si possa trovare una soluzione che ci consenta di non perdere altro tempo». Enrico Gaviano