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Metropolitana leggera a Cagliari ed a Sassari.

 

 

Presentato dal Presidente della Regione Renato Soru e dall’ Assessore regionale dei trasporti Sandro Broccia il progetto per una rete metropolitana leggera per collegare l’area vasta di Cagliari.   Il Comune di Cagliari continua, però, a pretendere la metropolitana hard in sotterranea, senza pensare agli altissimi costi, soprattutto gestionali, improponibili allo stato attuale per un bacino di utenza così contenuto (circa 350 mila utenti potenziali).

 

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

 

da http://www.regione.sardegna.it/, 3 febbraio 2008

Una rete di metro-tram nell’area di Cagliari.

La Regione mette a disposizione 320 milioni di euro per un collegamento su binari fra Cagliari e l’area vasta del capoluogo sino a Settimo, Sestu, Elmas, Sinnai. Il prolungamento delle tratte già pronte, da piazza Repubblica al Policlinico, e addirittura sino al collegamento con Senorbì e Isili sui tracciati delle Ferrovie della Sardegna. Il progetto nei prossimi giorni alla valutazione dei consigli comunali.

CAGLIARI 2 FEBBRAIO 2008 – Dal 1 marzo i cagliaritani viaggeranno nuovamente con il tram in citta’. Entro un mese entrera’ in funzione la metropolitana leggera che collega Cagliari con Monserrato, nella tratta piazza Repubblica-via Vesalio-Gottardo.  Entro l’anno sara’ completata anche l’elettrificazione sulla linea che arriva fino a Settimo San Pietro. L’hanno annunciato stamane in una conferenza stampa il presidente della Regione, Renato Soru, e l’assessore ai Trasporti, Sandro Broccia, sottolineando come la Giunta punti a rilanciare il trasporto pubblico locale anche nell’area vasta di Cagliari. La rete leggera prevede, inoltre, una continuazione del percorso, per circa due chilometri, dalla fermata Gottardo (vicino alla cittadella finanziaria) fino al Policlinico universitario a Monserrato. Il progetto, illustrato ieri ai sindaci dei Comuni confinanti con il capoluogo, costerà complessivamente 319 milioni di euro, con finanziamenti ricavati dalla riprogrammazione di risorse comunitarie sui fondi Fas (Fondo aree sottoutilizzate) e Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale). "Il progetto, qualora le amministrazioni coinvolte decidessero di farlo diventare una realta’ – ha puntualizzato il capo dell’esecutivo regionale – non rappresenta un’alternativa definitiva ad altri progetti, come per esempio quello della metropolitana sotterranea, ma è un complemento, si sovrappone. Se tra qualche anno, infatti, saranno disponibili maggiori risorse, alcuni tratti della tranvia di superficie potranno essere sostituiti anche da gallerie".    Il progetto per allargare la rete di metrotranvia all’area vasta di Cagliari prevede 6 linee aggiuntive alle due, rossa e arancione, già definite su Cagliari, suddivise anch’esse per colore (verde, marrone, azzurra, celeste, blu, bordeaux), per una lunghezza complessiva di 35,65 km che interessa, oltre il capoluogo, Quartu Sant’Elena, Elmas, Sinnai, Settimo San Pietro, Monserrato, Quartucciu, Selargius e Sestu. Con la linea verde è previsto il collegamento, in mezz’ora, tra il rione quartese di Pitz’e Serra e l’ospedale Brotzu, passando per via San Benedetto, viale Colombo, viale Marconi e via Vesalio. Meno di 30 minuti saranno, invece, necessari al tram sulla linea marrone per collegare via Roma con Sestu, attraversando i quartieri di Sant’Avendrace, San Michele e la nuova lottizzazione di Su Planu. In un quarto d’ora, sulla tranvia azzurra, si arriverà dal Policlinico di Monserrato all’Aeroporto di Elmas, raggiungibile anche con una sola fermata di cambio dalle diramazioni blu e bordeaux che servono esclusivamente il centro città.

 

da La Nuova Sardegna, 3 febbraio 2008

Metro nell’area di Cagliari: 320 milioni per 35 km.  Rete di superficie nel capoluogo e nell’hinterland, ampliamenti anche a Sassari. Collegamenti verso Quartu, Settimo San Pietro, Sestu e l’aeroporto di Elmas.   Alessandra Sallemi

 CAGLIARI. Scelgano i sindaci e i consigli comunali se dare all’area vasta di Cagliari una metropolitana leggera da 320 milioni di euro capace di collegare via Roma a Senorbì in 40 minuti oppure il quartiere (di Quartu) Pitz’e serra con l’aeroporto in 16. Ieri il presidente Renato Soru assieme all’assessore ai Trasporti Sandro Broccia ha presentato il metrotram e ha chiesto risposte «in tempi brevi», pena la riprogrammazione dei fondi su altre spese. Nell’occasione ha parlato dello scampolo di progetto per il metrò di Sassari e del biglietto per il bus gratis agli over 65. In tutta l’isola.        Il progetto sull’area vasta di Cagliari, sei linee che collegano otto comuni della cintura fino a Settimo San Pietro e poi, col passaggio tram-treno, anche Maracalagonis e Isili, deve essere varato al più presto. Venerdì Soru ha presentato il progetto ai sindaci: entro maggio, ha spiegato, devono essere riprogrammate le risorse del Fas, il fondo aree sottoutilizzate per il 2007-2013 (reti e mobilità) e invece è questione di settimane la presentazione di un programma sul Fesr, il fondo europeo di sviluppo regionale. Insomma, ci sono 500 milioni di euro da spendere «subito»: un bel dilemma che piove su Cagliari, città le cui maggioranze di centrodestra in passato si sono opposte fieramente al trenino leggero che attraversava la via Roma e non lo apprezzavano neppure nelle simulazioni che lo mostravano in strade periferiche e trafficatissime quali il viale Sant’Avendrace. Il comune di Cagliari degli ultimi 15 anni ha sempre scelto (sulla carta, finora) la metropolitana in sotterranea e nella riunione di venerdì il suo rappresentante, l’architetto assessore all’Urbanistica Giovanni Maria Campus, ha sottolineato l’importanza che l’ipotesi progettuale del metrotram «possa essere un’integrazione rispetto al metrò pesante» e che «si possa ragionare su come tutto questo si calerà nel cuore della città». Soru non ha glissato perché probabilmente è questo l’ostacolo più grosso, forse l’unico, a un progetto mille volte richiamato dalla Provincia negli studi sulla mobilità per trovare il modo di togliere auto dalla 554 (la terza strada più pericolosa d’Italia per incidenti mortali) e anche per far spostare senza danni da inquinamento gli ormai 140 mila abitanti confluiti tra la costa di Quartu, Monserrato, Elmas. Dunque Soru: «Questo non è un progetto sostitutivo di altri, sappiamo che il capoluogo sta studiando il piano strategico e dichiara predilezione per il metrò in sotterranea, questa rete è complementare a qualunque altra si vorrà fare in futuro, ma fa viaggiare migliaia di persone in modo sicuro, veloce, a costi sostenibili con treni bassi da 250 posti, aria condizionata. Ci siamo inurbati, ma siamo arrivati al 2010 senza un sistema del genere». Con le sei linee distinte per colore la cittadella universitaria di Monserrato sarà collegata in una manciata di minuti con Cagliari (piazza Repubblica: è l’unico tratto già pronto, il seme dell’intero progetto, come l’ha definito Soru) e con l’aeroporto. Gli abitanti di Monserrato, Quartu e Quartucciu avranno modo di raggiungere gli ospedali in un quarto d’ora. Entro l’anno verrà elettrificata anche la linea fino a Settimo San Pietro e con i tram che diventano treni (appalto imminente) si tirerà dritti fino a Isili. I costi abbordabili sono noti, l’esperienza di Sassari ha già dimostrato che un metrò leggero si fa con 10, 15 milioni di euro a chilometro, contro i 50-100 milioni a chilometro per il metrò in tunnel («una rete del genere – diceva Soru – in sotterranea non sarebbe economicamente possibile»).  Soru e Broccia ieri hanno spiegato che si va avanti con Sassari (entro la prossima settimana in appalto il tratto che porta il metrò a Santa Maria di Pisa, i lavori devono essere finiti entro il 2011). «Si sta valutando se elettrificare anche la linea fino a Sorso – diceva Broccia – la prossima settimana avremo una riunione». Entro l’anno si elettrificherà anche la linea fino a Settimo San Pietro e si punta al rafforzamento della Macomer-Nuoro. Sono in corso le gare per i 5 treni sulla Sassari-Olbia e a marzo si bandirà la gara per i tram-treno (vanno a elettricità oppure diesel): 13 nuovi mezzi da destinare alla Sorso-Alghero e alla Isili-Cagliari, che si aggancia alla linea elettrificata per Settimo-Cagliari. Due parole sui Talgo: entro febbraio il treno sarà in Sardegna per una settimana e si faranno le prove di affidabilità del mezzo. Infine, i prezzi dei biglietti. L’Arst riceverà l’incarico di studiare l’azzeramento del costo del biglietto per le persone oltre i 65 anni, lo stesso sarà richiesto alle aziende comunali che fanno il trasporto pubblico. C’è qualcosa anche per i giovani: gli studenti universitari pendolari potrebbero non pagare il biglietto per tornare a casa nel fine settimana («ipotesi da valutare»). Tra settembre e ottobre la provincia di Sassari potrebbe sperimentare il biglietto unico tram/treno/bus ecc. Progetto pilota da estendere, se funzionerà, a tutta l’isola.

 

«Il metrotram non esclude il treno sotterraneo».  «La rete può crescere e integrarsi con altre» Soru spiega il progetto per l’area metropolitana.

 CAGLIARI. Riecco l’anello del trenino leggero che in 34 minuti attraversa cinque paesi attorno a Cagliari e torna in via Roma. Il presidente della giunta regionale Renato Soru venerdì pomeriggio ha presentato ai sindaci il progetto da 320 milioni di euro e ieri mattina lo ha portato in una conferenza stampa, spiegando di aver chiesto una risposta in tempi ragionevoli perché i fondi a disposizione, se non verranno usati per le sei linee di metrotram, dovranno essere riprogrammati. I sindaci hanno raccolto il tema e lo porteranno in consiglio comunale. Anche Cagliari, naturalmente. All’incontro con Soru e i sindaci c’era l’assessore all’urbanistica Gianni Campus il quale, venerdì e ancora ieri, ha spiegato: «E’ importante che un progetto del genere sia integrativo e non sostitutivo rispetto a una metropolitana sotterranea; nella valutazione del progetto regionale bisognerà tenere conto che Cagliari sta facendo il suo piano della mobilità».       «Un piano della mobilità – ha spiegato l’assessore – non è solo trasporto, ma anche un’analisi dell’origine e della destinazione del trasporto. Avere più opportunità permette possibilità diverse, ma non c’è dubbio che questo progetto della Regione si potrà fare a patto che, ripeto, non sia sostitutivo ma integrativo». Un concetto che Soru ha rilanciato ieri durante la conferenza stampa: «E’ importante sottolinearlo, il progetto non è alternativo. Ad altri progetti di metropolitana non mettiamo alcuna riserva, nel lungo periodo potrà essere un’opera complementare. Se in futuro ci saranno maggiori risorse, i comuni che lo vorranno potranno pensare a opere in tunnel. Si tratta di un inizio, questa rete può crescere… la linea sarà elettrificata fino a Settimo e proseguirà non elettrificata fino a Isili. Da via Roma si potrà essere a Senorbì, per fare un esempio, in 40 minuti». Il progetto ha una storia: è nato da una raccolta degli studi e delle ipotesi di progetti fatte negli anni e viene proposto ora perché ci sono fondi disponibili, tutti quelli che servono. Ma nella storia c’è pure l’opposizione che a suo tempo fu fatta per il metrò di superficie che doveva passare in via Roma, ma anche, seppure in tono minore, per l’impatto che si temeva avrebbe avuto un trenino con sede protetta in viale Sant’Avendrace.  «A Cagliari si preferisce una metropolitana sotterranea – diceva ieri Soru – ma questo progetto – ha ripetuto – non la sostituisce». Dunque, torna il dibattito sul trenino in via Roma. Secondo Soru si può fare, «io lo farei domani se fossi sindaco di Cagliari, ma deve decidere Cagliari e quindi aspetto la decisione». I tempi dovranno essere rapidi «ho chiesto una risposta e me l’aspetto». «Si tratta di un disegno complesso – commentava ieri l’assessore – a un tavolo del genere una singola comunità non dice, banalmente, ‘no, non si fa’. Piuttosto, abbiamo cose da dire su come tutto questo si calerà nel cuore della città. Ci sono questioni da risolvere».  L’esempio: «Largo Gennari e Genneruxi sono quartieri che non comunicano se non per due passaggi stretti, per via della sede della metropolitana leggera, che non è un tram. Ecco, forse – diceva ieri l’assessore Campus – bisogna realizzare condizioni di permeabilità. L’assetto sarà quello del treno? del tram? Altrove ho visto integrazione fra treno e tram, con rotaie speciali, a volte di gomma per rendere silenzioso il passaggio del mezzo e poi giardini attorno al percorso… si tratta di pensare tracciati e modalità di arredo e dobbiamo pensare all’integrazione possibile tram/metrò pesante perché la contraddizione non c’è».

In 34 minuti il giro di tutta l’area vasta. Sei linee, la 554 costeggiata dal trenino, un filo diretto con Sestu.  Da via Roma a Sestu, da Pitz’e serra all’aeroporto Treni da 250 posti.

 CAGLIARI. Sei linee, evidenziate con colori diversi e che si intrecciano come nei disegni delle grandi metropolitane del mondo. Un esordio di metropolitana per l’area vasta, come da quasi vent’anni tutti gli studi di settore suggeriscono di fare.  Un’innovazione rispetto all’antico dibattito, perché in origine si discuteva sul trenino leggero proposto dalle Ferrovie della Sardegna che avrebbe dovuto percorrere un circuito ad anello attorno e dentro Cagliari, mentre adesso si parte da fuori, dalla «piastra» di case e servizi che negli anni si sono addensati lungo la 554 e verso Elmas e ha radunato 140 mila persone in perenne movimento da un capo all’altro dell’area. Ieri durante la conferenza stampa di presentazione del progetto da 320 milioni di euro, il presidente della giunta regionale Renato Soru ha spiegato come il seme dell’operazione sia nel tratto di metrò di superficie che collega piazza Repubblica a Monserrato e che verrà inaugurato il primo marzo tra piazza Repubblica e Monserrato.  Entro l’anno partiranno i lavori per realizzare il tratto Monserrato-Policlinico universitario (1,8 chilometri): e questo faceva parte già del progetto mai ostacolato delle Fds. Le novità, però, sono queste: Pitz’e serra sarà collegato agli ospedali «cagliaritani», tra linea blu, linea rossa e linea celeste messe una dopo l’altra da Bonaria a Cagliari si arriverà a Settimo San Pietro. Ancora da Bonaria si raggiungerà Sestu e dal Policlinico si arriverà all’aeroporto.  Nel disegno mostrato ieri dal presidente Soru e dall’assessore ai trasporti Sandro Broccia si nota che, con un tratto di colore arancione tra Gottardo e Policlinico e una curva a gomito nella zona di Fangario si crea una linea con destinazione l’aeroporto di Elmas e un collegamento con piazza Matteotti a Cagliari grazie alla linea ferroviaria per Decimomannu. Entro l’anno verrà avviata l’elettrificazione della ferrovia tra Monserrato e Settimo San Pietro (4,3 chilometri). Da Settimo partiranno, invece, i tram-treni (in grado di viaggiare sia con il motore elettrico, sia con quello diesel) che congiungeranno Cagliari con Isili. A marzo la Regione bandirà la gara d’appalto per l’acquisto di 13 tram-treni da 250 posti. Entrando in qualche dettaglio dei collegamenti: la «trasversale» Pitz’e Serra-ospedali toccherà via Vesalio, viale Marconi e viale Colombo (12,4 chilometri di lunghezza). Dalla via Roma, invece, partirebbe la tratta che condurrà verso la piana di San Lorenzo e Sestu (9,9 chilometri) mentre dal Policlinico Universitario si arriverebbe in 16 minuti all’aeroporto di Elmas (6,8 chilometri), scavalcando un traffico intenso e spesso code interminabili a causa degli incidenti anche banali che però riescono a bloccare il traffico. Di fatto, una porzione di Cagliari risulterebbe cerchiata in un anello: da piazza Repubblica a viale Bonaria (1,45 chilometri) e la via Roma (800 metri) si potrebbe fare un percorso continuo passando da via Vesalio, Monserrato, Gottardo, Fangario, piazza Matteotti e da qui una linea quasi dritta porterebbe fino a Sestu.  Con una certa approssimazione, in circa 34 minuti la metropolitana coprirebbe l’intero tracciato urbano circolare di Cagliari, mentre per arrivare a Settimo San Pietro occorreranno 25 minuti circa, per raggiungere Sestu ci vorranno 24 minuti e da Monserrato all’aeroporto ora collegati dalla 554 saranno necessari meno di 20 minuti.

 

da L’Altravoce (http://www.altravoce.net/), 3 febbraio 2008

Un tram metropolitano da 320 milioni, Cagliari nella rete di sei linee. Tempi stretti per i finanziamenti europei.   Cinzia Isola

La politiche regionali sulla mobilità corrono sulla rete del metro-tram. In ballo ci sono 320 milioni di euro pronti per la realizzazione di un progetto che potrà collegare efficacemente l’area vasta di Cagliari. Numerosi i comuni coinvolti direttamente: oltre il capoluogo, si comuncia da Quartu, Quartucciu, Sestu, Elmas e Settimo. Ma sono tanti i centri limitrofi che potranno sfruttare indirettamente la nuova rete.  Intanto, tra un mese entrerà in funzione la metropolitana leggera che collega Cagliari con Monserrato, nella tratta piazza Repubblica – via Vesalio – Gottardo. Non più treni, ma tram. Sui sette chilometri di ferrovia realizzati nel 1888, trasformati in una moderna linea metropolitana, sono previste 9 fermate, di cui 3 all’interno della città; il flusso dei convogli sarà regolato da semplici impianti semaforici. Entro l’anno dovrebbe essere completata l’elettrificazione sulla linea che arriva fino a Settimo San Pietro.   Ieri mattina, il presidente della Regione Renato Soru e l’assessore ai trasporti Sandro Broccia hanno presentato ufficialmente il progetto, già sottoposto ai sindaci dei comuni coinvolti. Un piano che punta con decisione a dirottare sul trasporto pubblico una fetta consistente degli spostamenti nell’area vasta di Cagliari. «Il progetto, qualora le amministrazioni coinvolte decidessero di farlo diventare una realtà – ha precisato Soru – non rappresenta un’alternativa definitiva ad altri progetti, come per esempio quello della metropolitana sotterranea, ma è un complemento, si sovrappone».    Una precisazione che serve a scongiurare possibili conflitti istituzionali con il Comune di Cagliari, che punta alla realizzazione di un proprio piano di mobilità che privilegia le linee sotterranee. «Se tra qualche anno, infatti, saranno disponibili maggiori risorse, alcuni tratti della tranvia di superficie potranno essere sostituiti anche da gallerie».     Dagli altri comuni, e dal presidente della Provincia Graziano Milia, le prime reazioni sembrano decisamente positive. In ogni caso, a breve, tutti saranno chiamati a dare parere favorevole o contrario. Le risorse non mancano ma dovranno essere impegnate subito: entro maggio devono essere riprogrammate le risorse del Fas (Fondo aree sottoutilizzate, 2007-2013 – Reti e mobilità). E prima ancora, entro poche settimane, devono essere riprogrammate le risorse del Fesr (Fondo Europeo di Sviluppo, 2007-2013). Per un totale di 500 milioni di euro da destinare al trasporto collettivo. «È importante che non ci siano pregiudizi o barricate ideologiche», ha ribadito il presidnete della Regione.     Ma vediamo il progetto nel dettaglio. Intanto i costi: 319 milioni di euro, con finanziamenti ricavati dalla riprogrammazione di risorse comunitarie, per realizzare 35,65 chilometri di una rete composta da 6 linee colorate. La linea verde è la più lunga: si snoderà per 12,4 km e collegherà Pitz’e Serra con gli ospedali, in trenta minuti. Quella marrone, che da via Roma arriverà fino a Sestu, cosentirà di percorrere quasi dieci km in 24 minuti. Ci sarà poi una linea azzurra che dal Policlinico farà raggiungere l’aeroporto in 16 minuti. Mentre quella celeste, che come annunciato sarà terminata entro quest’anno, proseguirà dalla stazione Gottardo e raggiungerà Settimo San Pietro in dieci minuti. In senso opposto, da piazza Repubblica la linea blu (1,45 chilometri) in tre minuti arriverà in viale Bonaria. Infine, la linea bordeaux, un percorso di soli 800 metri da un estremo all’altro di via Roma, da percorrere in due minuti. «Questa, se fossi il sindaco di Cagliari, la farei domani», ha commentato il presidente della Regione.   Soru si è poi soffermato sulle ragioni e sulla necessità di una rete di servizi di trasporto collettivo, unitaria ed integrata, distribuita uniformemente sul territorio. Una rete costituita da linee portanti (direttrici), caratterizzate da elevata capacità e velocità commerciale, comfort e regolarità (corsie di marcia riservate, possibilmente su ferro) e linee di distribuzione su gomma. In sintesi: costa meno della metropolitana interrata, non inquina e consente un trasporto integrato con la città, promuovendone la riqualificazione urbana. «Meno automobili, più verde», ha ribadito Soru. Sul risparmio, poi, non c’è dubbio: «un chilometro in superficie costa dai 10 ai 15 milioni di euro, a fronte dei 50-100 milioni della metropolitana interrata». Per ogni km sotterraneo, se ne possono realizzare 5 o 6 di metro tranvia. Facile fare i conti.

(foto L.C., S.D., archivio GrIG, da mailing list ambientalista)

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