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La SARAS supera i limiti per le emissioni in atmosfera.

 

Secondo i dati forniti dal Centro di Monitoraggio della qualità dell’aria, istituito presso la Provincia di Cagliari, negli ultimi giorni, la postazione CENSA1, collocata nei pressi dello stabilimento industriale della SARAS, ha più volte rilevato il superamento della media giornaliera (40ug/m3 ai sensi del DPR n. 322 del 15/04/1971) delle emissioni in atmosfera. La situazione, di per sé molto preoccupante (anche recentemente ci siamo occupati dell’inquinamento atmosferico in Sardegna) può diventare ancor più grave se non si provvede immediatamente ad adottare misure concrete, serie, a tutela della salute dei cittadini di Sarroch, dei lavoratori presso gli stabilimenti della Saras, delle popolazioni dei paesi limitrofi. Infatti, se da un lato è confortante il fatto che le centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria funzionino perfettamente, dall’altro, è molto preoccupante la leggerezza con la quale le amministrazioni affrontino il problema inquinamento e salute pubblica. Lo dimostra il fatto che, già lo scorso anno, le associazioni Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico, abbiano inoltrato una specifica richiesta (16 giugno 2007) al Ministero dell‘ambiente, al Comune di Sarroch, agli Assessorati regionali della sanità e della difesa dell‘ambiente, allAssessorato alla tutela dell‘ambiente della Provincia di Cagliari per ladozione dei necessari provvedimenti di tutela della salute pubblica in relazione alla grave situazione della qualità dell‘aria nel territorio comunale sarrochese, senza ottenere grandi risultati. Lo dimostra il fatto che le nostre associazioni, molto spesso, (come accaduto negli ultimi giorni) ricevono segnalazioni da parte di cittadini molto preoccupati per l’aria maleodorante che respirano e, soprattutto, per le malattie dei propri figli ma, abbiano timore di uscire dall’anonimato, perché evidentemente, non si sentono abbastanza tutelati dalle amministrazioni pubbliche, e temono ritorsioni dal punto di vista lavorativo. Lo comprendiamo. Però, è molto importante che i cittadini di Sarroch, e non solo, comprendano che le associazioni possono ottenere risultati migliori soprattutto se agiscono insieme alle popolazioni interessate, che conoscono i problemi, li vivono e ne subiscono le conseguenze ma, per farlo, è necessario avere un confronto aperto, libero e basato sulla fiducia reciproca. Da parte nostra, come sa chi segnala abusi, situazioni di inquinamento o altri attentati all’ambiente e alla salute, garantiamo la massima tutela della riservatezza e il rispetto per le scelte individuali.

 

Gruppo d’intervento Giuridico

 

 

Da L’Unione Sarda del 15 febbraio 2008

 

Raffica di proteste per l’incidente, il sindaco Cois chiede vertice urgente. Saras, non rientra l’emergenza. Anche ieri superati i limiti di legge del solfuro d’idrogeno.   Andrea Piras

 

Non si ferma l’emergenza, anche ieri superati ripetutamente i limiti di legge per le emissioni in atmosfera del solfuro di idrogeno.

Preoccupato lo sono eccome, i sarrochesi. Ma soprattutto allarmarti per il ripetersi di situazioni di emergenza che si stanno verificando con sempre maggiore frequenza all’interno della raffineria della Saras. Anche ieri pomeriggio, dopo una lunga notte (quella di martedì) e la giornata successiva contraddistinte da un grave fenomeno di inquinamento per la fuoriuscita di idrogeno solforato, con il superamento di ben sei volte della cosiddetta soglia di rischio, il picco rilevato dalle centraline del sistema di monitoraggio atmosferico gestite dalla Provincia di Cagliari e dislocate intorno agli impianti degli stabilimenti industriali, è schizzato verso l’alto. Indicando 123 microgrammi per metro cubo rispetto al valore massimo (100) consentito per legge. Un’anomalia, certo, ben lontana dai dati ben più allarmanti di mercoledì, quando per molte ore il valore del solfuro di idrogeno rilevato dal sistema antinquinamento successivo all’incidente, e cioè alla rottura di un impianto Cracking di 134,10 alle quattro del pomeriggio, di 291,63 alle 17, di 611.44. due ore più tardi, di 434,39 alle 19 di mercoledì, di 222,33 alle 21.

Secondo la Saras, la rottura del compressore e la fermata necessaria dell’impianto madre ha impedito il trattamento del prodotto finito in un serbatoio per materiali liquidi e non gassosi. E quindi la liberazione in atmosfera dell’H2s immediatamente letto dalla centralina Censh 1 situata nelle vicinanze della stazione della Guardia di Finanza, lungo la statale Sulcitana e davanti ai grandi serbatoi della raffineria. Ieri il sindaco di Sarroch, Mauro Cois, ha trascorso la giornata a confrontarsi con azienda, Provincia, Prefettura. Senza rinunciare a buttar occhio sul computer del Comune dove arrivano i dati forniti dal centro operativo della Provincia. Tutto questo mentre sul cielo di Sarroch non smetteva per un attimo a persistere il forte e fastidioso odore di uova marce caratteristico della sostanza in cui è presente lo zolfo come appunto l’idrogeno solforato finito in dosi massicce in questi due giorni in atmosfera.

Alle 19 di ieri, ancora una volta la soglia d rischio era stata superata di gran lunga, e non sono pochi, a Sarroch, a nutrire forti dubbi sulle cause che hanno scatenato la fuoriuscita del pericoloso prodotto, irritante per le mucose, le congiunti, le vie aeree. E addirittura mortale quando le concentrazioni raggiungono le 700 parti per milione, un valore, sia chiaro, ben lontano dai dati registrati dal sistema di monitoraggio a Sarroch. "E rilevati anche dalla nostra unità mobile nell’area vicina ai magazzini comunali ma anche da un’altra centralina della Provincia, la Censh 2 in funzione vicino alla palestra", dice Mauro Cois, che ha chiesto un vertice urgente con Prefettura, Arpas, Provincia, Regione e Asl.

"Quello di ieri e mercoledì è un fatto serio che rilancia la necessità di istituire un sistema pubblico integrato di rilevamento", dice il consigliere regionale del Pd ed ex sindaco di Sarroch, Tore Mattana. "Ma anche un codice di autoregolamentazione che consenta al sindaco, in qualità di responsabile sanitario sul territorio, di intervenire". Intanto, sul caso-inquinamento è intervenuta anche Legambiente. "L’aspetto inquietante – dice il presidente Vincenzo Tiana – è che la centralina che ha rilevato sei superamenti dei valori di soglia di legge, è sistemata fuori dalla raffineria. Questo può far solo desumere che i valori devono essere necessariamente più alti nei punti di emissione ai camini. Qualche mese fa avevamo chiesto alla Saras di rinnovare gli impianti, ora chiediamo all’azienda Moratti anche di attuare delle politiche concrete per ridimensionare le emissioni".

 

 

da L’Unione Sarda, 17 febbraio 2008

Nube tossica, cause oscure. Il sindaco: ancora nessuna relazione dalla Saras. Andrea Piras

 

Sarroch. Una scia di polemiche sotto le ciminiere dello stabilimento petrolifero di Sarroch. A cinque giorni dalle emissioni di idrogeno solforato, nessuna spiegazione ufficiale sulle cause dell’incidente.

Solo spiegazioni verbali, ancora nessuna relazione scritta, a distanza di cinque giorni, per spiegare l’evento, cosa sia realmente accaduto l’altra sera, alle 20 in punto di martedì, all’interno della raffineria. Quando, per un guasto ad un impianto e in particolare a un compressore del Cracking (è l’unica comunicazione dell’azienda), le ciminiere hanno scaricato in atmosfera quantità abnormi di solfuro di idrogeno.

Il comune. Il sindaco di Sarroch Mauro Cois si dichiara, per questo, piuttosto seccato. Ma non solo per non aver ancora ricevuto sul suo tavolo un pur sintetico documento chiarificatore, ma anche per "un sistema di comunicazione tra enti pubblici e strategie d’intervento in caso di incidente che, è inutile negarlo, continua a far acqua da tutte le parti". Dice Cois: "Se l’emergenza idrogeno solforato sembra definitivamente rientrata, come ci ha assicurato la Saras e ci hanno confermato i vigili del fuoco inviati venerdì all’interno della raffineria dalla Prefettura, credo ci sia un’altra questione da affrontare con urgenza e magari cominciare a risolverle, come il controllo e il monitoraggio pubblico di tutte le centraline con una migliore dislocazione, l’individuazione di una soglia di preallarme per tutte le sostanze pericolose, l’avviso in tempo reale con sms del superamento di tali soglie in modo da poter intervenire in anticipo. Ma anche l’estensione del servizio sms oggi gestito dalla Provincia di Cagliari e attualmente funzionante con invio alle autorità pubbliche anche all’industria".

Gli incontri. Obiettivi non certo irraggiungibili ma che evidentemente tardano ad essere concretizzati. E che verranno riproposti con forza venerdì prossimo quando si terrà un incontro tra Comune, Prefettura, Assessorato regionale all’Ambiente, Arpas, Settore ecologia della Provincia, Asl 8 e naturalmente la Saras. Mentre con l’azienda del Gruppo Moratti l’amministrazione comunale di Sarroch si riunirà già martedì. Dunque allarme rientrato. Dunque attesa di chiarimenti sulle cause della fuoriuscita dell’idrogeno solforato (con punte sei volte superiori ai limiti di legge). "Non è un problema di mancanza di fiducia, ma non è pensabile che non può essere solo così, che soltanto l’azienda deve spiegarci cosa sia successo. Non dobbiamo essere noi a chiedere cosa sia accaduto negli impianti e quali siano le cause reali che hanno determinato l’inquinamento", dice ancora il sindaco di Sarroch. "qui si continua ad agire in ordine sparso, ognuno con le proprie competenze, anche se poi stiamo ancora aspettando che l’Arpas, l’Agenzia regionale per l’ambiente, entri a regime e erediti il sistema del centro di monitoraggio delle centraline svolto dalla Provincia".

La Provincia. Dice l’assessore provinciale all’Ambiente Rosaria Congiu: "Possibile che anche in questa occasione la Saras abbia ammesso l’incidente solo dopo una nostra sollecitazione e informazione dei picchi elevati di idrogeno solforato indicati dalla centralina della Provincia? Possibile che il sistema di rilevamento dell’azienda non anticipi mai i dati delle centraline pubbliche? Sulle vere cause che hanno scatenato le emissioni in atmosfera non sappiamo molto visto che siamo ancora in attesa della relazione". Intanto, dopo la presa di posizione di Legambiente, che ha chiesto alla Saras "di attuare una politica concreta per ridimensionare le emissioni e il rinnovamento degli impianti per fronteggiare questa emergenza ambientale e potenzialmente sanitaria", ieri sono intervenuti il Gruppo d’Intervento Giuridico e gli Amici della Terra. "Il centro di monitoraggio collocato nei pressi dello stabilimento della Saras ha più volte rilevato il superamento della media giornaliera di idrogeno solforato. La situazione, di per sé molto preoccupante può diventare ancora più grave se non si provvede ad adottare misure concrete, serie, a tutela della salute dei cittadini di Sarroch. Alle nostre associazioni molto spesso riceviamo segnalazioni da parte dei cittadini per l’aria maleodorante e soprattutto per le malattie dei propri figli. A loro chiediamo di uscire dall’anonimato. Devono capire che il nostro lavoro di associazioni ecologiste potrà dare migliori risultati se svolto insieme alle popolazioni".

I ritardi. Insomma dopo l fuoriuscita di una eccessiva quantità di solfuro di idrogeno (un inquinamento generato da vari processi di trasformazione di sostanze organiche contenenti zolfo, insidioso per le mucose, le congiuntive e le vie respiratorie), e l’emergenza definitivamente rientrata, ora sotto le ciminiere resta la polemica. In particolare sui ritardi. Perché (la notizia non è stata confermata dall’azienda) sembra ormai certo che le emissioni di H2s e il superamento dei valori limite ripetuti nelle ore e nei giorni, abbiano in qualche modo una relazione sulla difficoltà di individuare in tempi strettissimi, come sempre avviene all’interno della Saras, delle cause dell’incidente. Con tempi di intervento e dunque di soluzione dell’emergenza protratti per troppo ore. Restano i dati. I problemi sono incominciati alle venti di martedì pomeriggio e già all’una di notte la centralina Censa 1 dislocata tra il muro di recinzione della raffineria e la caserma della Guardia di Finanza aveva segnalato il primo picco di superamento dell’H2s in atmosfera. Cresciuto sensibilmente alle 16 di mercoledì. Con punte massime di 611,44 microgrammi per metro cubo e 434 alle 18 e alle 19. Poi la lenta discesa e di nuovo il superamento pur limitato di giovedì. Con la soluzione dell’emergenza confermata anche dai vigili del fuoco inviati a Sarroch dalla Prefettura.

 

 

(foto C.B., archivio GrIG)

  1. gigi
    1 Maggio 2008 a 13:05 | #1

    se il lavoro in saras fosse un lavoro normale ti garantisco chè tutti avrebbero un occhio di riguardo sulla salute,dico lavoro normale per il semplice fatto chè un lavoratore saras turnista lavora 13 gg al mese, 16 mensilità, se va male per la modica cifra di euro 2000, poi vanno ad aggiungersi i vari buoni benzina,dentista gratis,rimborso spese mediche e farmaceutiche,tessare sconto sull’abigliamento,assicurazioni agratis per gli incidenti domestici dei familiari,buoni pasto,sconti sull’aquisto autovetture,sconti ricambi auto,ecc ecc. tanto il cancro viene agli altri.

  2. gruppodinterventogiuridico
    18 Febbraio 2008 a 11:02 | #2

    da La Nuova Sardegna, 18 febbraio 2008

    ECOLOGISTI SULLA SARAS. «Servono misure anti-inquinamento».

    CAGLIARI. Servono misure concrete per tutelare la salute dei cittadini di Sarroch: a sostenerlo sono Stefano Deliperi e Claudia Basciu del Gruppo di Intervento giuridico e degli Amici della Terra dopo che nei giorni scorsi le centraline di monitoraggio della Provincia hanno segnalato il superamento dei parametri di sicurezza attorno alla Saras. Per gli ecologisti «la situazione è preoccupante e può diventare grave se non si interviene immediatamente». Le due associazioni – è scritto in una nota – ricevono continue segnalazioni per l’aria maleodorante nell’area della raffineria: «Chiediamo di uscire dall’anonimato – scrivono Deliperi e Basciu – e di collaborare con noi».

  3. freak
    17 Febbraio 2008 a 17:59 | #3

    e non hanno paura di perdere la salute?

  4. micky
    17 Febbraio 2008 a 17:22 | #4

    i silenzi dei sarrochesi sono per la paura di perdere il posto di lavoro :( (

  5. gruppodinterventogiuridico
    17 Febbraio 2008 a 15:05 | #5

    Sotto le ciminiere non resta solo la polemica, ma anche la preoccupazione..

    Da L’Unione Sarda 17 febbraio 2008

    Nube tossica, cause oscure.

    Il sindaco: ancora nessuna relazione dalla Saras

    Di Andrea Piras

    Sarroch. Una scia di polemiche sotto le ciminiere dello stabilimento petrolifero di Sarroch. A cinque giorni dalle emissioni di idrogeno solforato, nessuna spiegazione ufficiale sulle cause dell’incidente.

    Solo spiegazioni verbali, ancora nessuna relazione scritta, a distanza di cinque giorni, per spiegare l?evento, cosa sia realmente accaduto l’altra sera, alle 20 in punto di martedì, all’interno della raffineria. Quando, per un guasto ad un impianto e in particolare a un compressore del Cracking (è l’unica comunicazione dell’azienda), le ciminiere hanno scaricato in atmosfera quantità abnormi di solfuro di idrogeno.

    Il comune. Il sindaco di Sarroch Mauro Cois si dichiara, per questo, piuttosto seccato. Ma non solo per non aver ancora ricevuto sul suo tavolo un pur sintetico documento chiarificatore, ma anche per “un sistema di comunicazione tra enti pubblici e strategie d’intervento in caso di incidente che, è inutile negarlo, continua a far acqua da tutte le parti”. Dice Cois: “Se l’emergenza idrogeno solforato sembra definitivamente rientrata, come ci ha assicurato la Saras e ci hanno confermato i vigili del fuoco inviati venerdì all’interno della raffineria dalla Prefettura, credo ci sia un’altra questione da affrontare con urgenza e magari cominciare a risolverle, come il controllo e il monitoraggio pubblico di tutte le centraline con una migliore dislocazione, l’individuazione di una soglia di preallarme per tutte le sostanze pericolose, l’avviso in tempo reale con sms del superamento di tali soglie in modo da poter intervenire in anticipo. Ma anche l’estensione del servizio sms oggi gestito dalla Provincia di Cagliari e attualmente funzionante con invio alle autorità pubbliche anche all’industria”. Gli incontri. Obiettivi non certo irraggiungibili ma che evidentemente tardano ad essere concretizzati. E che verranno riproposti con forza venerdì prossimo quando si terrà un incontro tra Comune, Prefettura, Assessorato regionale all’Ambiente, Arpas, Settore ecologia della Provincia, Asl 8 e naturalmente la Saras. Mentre con l’azienda del Gruppo Moratti l’amministrazione comunale di Sarroch si riunirà già martedì.

    Dunque allarme rientrato. Dunque attesa di chiarimenti sulle cause della fuoriuscita dell’idrogeno solforato (con punte sei volte superiori ai limiti di legge). “Non è un problema di mancanza di fiducia, ma non è pensabile che non può essere solo così, che soltanto l’azienda deve spiegarci cosa sia successo. Non dobbiamo essere noi a chiedere cosa sia accaduto negli impianti e quali siano le cause reali che hanno determinato l’inquinamento”, dice ancora il sindaco di Sarroch. “qui si continua ad agire in ordine sparso, ognuno con le proprie competenze, anche se poi stiamo ancora aspettando che l’Arpas, l’Agenzia regionale per l’ambiente, entri a regime e erediti il sistema del centro di monitoraggio delle centraline svolto dalla Provincia”.

    La Provincia. Dice l’assessore provinciale all’Ambiente Rosaria Congiu: “Possibile che anche in questa occasione la Saras abbia ammesso l’incidente solo dopo una nostra sollecitazione e informazione dei picchi elevati di idrogeno solforato indicati dalla centralina della Provincia? Possibile che il sistema di rilevamento dell’azienda non anticipi mai i dati delle centraline pubbliche? Sulle vere cause che hanno scatenato le emissioni in atmosfera non sappiamo molto visto che siamo ancora in attesa della relazione”. Intanto, dopo la presa di posizione di Legambiente, che ha chiesto alla Saras “di attuare una politica concreta per ridimensionare le emissioni e il rinnovamento degli impianti per fronteggiare questa emergenza ambientale e potenzialmente sanitaria”, ieri sono intervenuti il Gruppo d’Intervento Giuridico e gli Amici della Terra. “Il centro di monitoraggio collocato nei pressi dello stabilimento della Saras ha più volte rilevato il superamento della media giornaliera di idrogeno solforato. La situazione, di per sé molto preoccupante può diventare ancora più grave se non si provvede ad adottare misure concrete, serie, a tutela della salute dei cittadini di Sarroch. Alle nostre associazioni molto spesso riceviamo segnalazioni da parte dei cittadini per l’aria maleodorante e soprattutto per le malattie dei propri figli. A loro chiediamo di uscire dall’anonimato. Devono capire che il nostro lavoro di associazioni ecologiste potrà dare migliori risultati se svolto insieme alle popolazioni”.

    I ritardi. Insomma dopo l fuoriuscita di una eccessiva quantità di solfuro di idrogeno (un inquinamento generato da vari processi di trasformazione di sostanze organiche contenenti zolfo, insidioso per le mucose, le congiuntive e le vie respiratorie), e l’emergenza definitivamente rientrata, ora sotto le ciminiere resta la polemica. In particolare sui ritardi. Perché (la notizia non è stata confermata dall’azienda) sembra ormai certo che le emissioni di H2s e il superamento dei valori limite ripetuti nelle ore e nei giorni, abbiano in qualche modo una relazione sulla difficoltà di individuare in tempi strettissimi, come sempre avviene all’interno della Saras, delle cause dell’incidente. Con tempi di intervento e dunque di soluzione dell’emergenza protratti per troppo ore. Restano i dati. I problemi sono incominciati alle venti di martedì pomeriggio e già all’una di notte la centralina Censa 1 dislocata tra il muro di recinzione della raffineria e la caserma della Guardia di Finanza aveva segnalato il primo picco di superamento dell’H2s in atmosfera. Cresciuto sensibilmente alle 16 di mercoledì. Con punte massime di 611,44 microgrammi per metro cubo e 434 alle 18 e alle 19. Poi la lenta discesa e di nuovo il superamento pur limitato di giovedì. Con la soluzione dell’emergenza confermata anche dai vigili del fuoco inviati a Sarroch dalla Prefettura.

  6. freak
    16 Febbraio 2008 a 22:34 | #6

    e non vi chiedete perchè i sarrochesi non vogliono esporsi?

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