I lavori del parcheggio interrato in Via Roma andranno sottoposti a “verifica preventiva”.

Il Servizio S.A.V.I. dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente (nota prot. n. 4675 del 20 febbraio 2008) ha accolto le richieste delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico e ha indicato al Comune di Cagliari che il progetto di parcheggio interrato fra Via Roma e il porto commerciale dovrà esser assoggettato alla procedura di "verifica preventiva" (screening) perché "il decreto legislativo 152/2006, come modificato dal D.Lgs. 4/2008, ha stabilito che i parcheggi ad uso pubblico con capacità superiori a 500 posti auto devono esser sottoposti alla procedura di verifica di assoggettabilità a VIA di competenza regionale".
Secondo il Comune di Cagliari – Servizio cantieri (nota prot. n. 470 del 24 gennaio 2008), il progetto per la realizzazione di un mega-parcheggio (650 posti auto) sotto l’area portuale e la Via Roma non avrebbe dovuto essere assoggettato a procedura di verifica preventiva (screening), perché l’area interessata è di soli 2,23 ettari, precisamente 1,12 ettari sono interessati direttamente ai lavori (area di scavo) e altri 1,11 ettari sono interessati dalla viabilità alternativa di superficie. Nessuna considerazione per gli effetti indiretti del cantiere, palesemente evidenti, come quelli alla circolazione stradale almeno di tutta la zona portuale, nessuna considerazione per il notevole volume di traffico in entrata e in uscita da Cagliari in direzione della S. S. n. 195 e della S. S. n. 130, verso l’aereoporto di Cagliari – Elmas. Nessun numero di posti auto indicato con precisione. Secondo il Comune di Cagliari, il cantiere non avrà alcun effetto, nemmeno indiretto, sulla circolazione stradale della zona. I cagliaritani comunque scolpiscano nelle loro menti queste parole e se le ricordino quando saranno, giulivi e felici, in coda in qualche "pezzo" stradale di Via Roma e dintorni… Fortunatamente il Servizio valutazione degli impatti ambientali dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente la veda diversamente, ora anche i cittadini potranno dire la loro nella fase delle "osservazioni" da parte del pubblico. Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico avevano richiesto (istanza del 15 dicembre 2007) al Servizio valutazione degli impatti ambientali dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente, al Comune di Cagliari ed alla Commissione europea di accertare se i lavori in progetto per la realizzazione di un mega-parcheggio (650 posti auto) sotto l’area portuale e la Via Roma siano, per l’ampiezza dell’area interessata, da assoggettare a preventiva e vincolante procedura di "verifica preventiva" (screening). Infatti, come noto, il Comune di Cagliari ha indetto una gara per procedura aperta per l’appalto integrato, a corpo, dei "lavori di realizzazione di un parcheggio interrato nell’area portuale e sotto la Via Roma", con importo complessivo a base di gara 11.520.152,98, comprensivo di òneri per la sicurezza (non soggetti a ribasso) ed òneri per la redazione della progettazione esecutiva. La scadenza per la presentazione delle offerte era prevista per il 13 dicembre 2007 (ore 10.00). L’aggiudicazione era prevista per il mese di gennaio 2008, ma non se ne ha notizia. Il progetto medesimo presenterebbe vari aspetti problematici.
Tuttavia la realizzazione di detto progetto, qualora l’intervento – comprese le aree di cantiere e gli ambiti di pertinenza esclusiva (es. aree interdette al traffico veicolare e pedonale, ecc.) – raggiunga l’estensione di 10 ettari, comporterebbe la radicale trasformazione delle aree in argomento e, qualificandosi come "progetto di riassetto urbano, compresa la costruzione di centri commerciali e parcheggi superiori a 10 ettari", ovvero "progetto di sviluppo urbano all’interno di aree urbane esistenti che interessano superfici superiori a 10 ettari (deliberazione Giunta regionale n. 5/11 del 15 febbraio 2005, allegato A1, punto 7, lettera b) sarebbe subordinata ad esito positivo del preventivo e vincolante procedimento di "verifica preventiva" (screening) così come se superi il numero di 500 posti auto previsti, ai sensi delle direttive comunitarie in materia (n. 85/337/CEE e n. 97/11/CE), della normativa nazionale (D.P.R. 12 aprile 1996 e successive modifiche ed integrazioni) e regionale (legge regionale n. 1/1999 e successive modifiche ed integrazioni, deliberazione Giunta regionale n. 5/11 del 15 febbraio 2005).
La circolazione stradale di Cagliari – che tuttora si "scarica" sull’asse Via Roma-Viale Trieste – sarà pesantemente stravolta per anni con vantaggi dubbi, visto che non c’è ancora un piano del traffico comunale definitivamente approvato. Non risulta nemmeno una valutazione di siti alternativi, ad esempio l’attuale vicino parcheggio di Viale La Plaja, certamente meno impattante sull’ecosistema urbano. Domanda banalissima: perché non coinvolgere su un progetto così importante la cittadinanza dando finalmente un briciolo di concretezza a quella politica della partecipazione della quale, nell’ambito della procedura – passerella sul piano strategico, questa Amministrazione comunale si è vantata ?
Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

(foto L.C., archivio GrIG, elaborazione cartografia GrIG)




da La Nuova Sardegna, 14 aprile 2008
Il parcheggio che nessuno vuole. Bocciatura in circoscrizione «Attirerà solo più traffico».
CAGLIARI. Gli ambientalisti l’hanno definito dannoso, la circoscrizione del centro storico e i sindacati l’hanno bocciato perchè attirerà più traffico in un’area già intasata come quella del lungoporto, per il trasportista Italo Meloni è semplicemente inutile. Insomma: a sostenere il progetto di un parcheggio da 650 posti-auto in via Roma è rimasta soltanto l’amministrazione comunale. Sembra di rivivere i giorni infausti del ripascimento, quando la draga Antigoon riversava sull’arenile candido del Poetto tonnellate di limo nerastro e la Provincia, con l’appoggio di autorevoli ricercatori, tirava dritto annunciando il rapido ritorno della sabbia allo stato originario. Com’è andata si sa: tutti in tribunale e la spiaggia storica della città retrocessa al rango di lido adriatico. Qui il rischio è un altro: in un’area come quella di fronte alla stazione ferroviaria in tempi remoti esisteva il porto romano. Che cosa nasconda il sottosuolo è noto agli archeologi ma è anche facilissimo da immaginare. Il Gruppo di intervento giuridico e gli Amici della Terra hanno provato a suggerirlo, altri studiosi l’hanno detto esplicitamente. Ma nulla, neppure il pericolo di un lunghissimo stop al cantiere, ha dissuaso l’amministrazione Floris dal proposito di andare contro l’orientamento generale delle municipalità europee. Mentre Londra impone tasse alle auto che entrano in centro e i sindaci più avveduti puntano a decentrare il traffico, chiudendo alla circolazione i quartieri sensibili, Floris porta le automobili proprio dove non dovrebbero esserci. Con una conseguenza certa: il caos per almeno due anni, se andrà bene, nelle vie di collegamento principali della città. E altri effetti estremamente probabili: i veti della sovrintendenza archeologica, diventata più attenta dopo le recenti figuracce rimediate su Tuvixeddu. L’ultimo pensiero sul parcheggio di via Roma il sindaco l’ha espresso di recente: c’è l’ipotesi di destinarlo agli abitanti del quartiere Marina. Come dire che diventerebbe una sorta di garage di quartiere, con buona pace delle migliaia di cagliaritani candidati a sacrifici pesanti nel lungo periodo programmato per la costruzione. La stessa fine – stando alle riflessioni di Floris – farebbe il nuovo parcheggio interrato di via Manzoni. Nessuna indicazione invece sulle aree-sosta di superficie: fino ad oggi la costruzione dei parcheggi sotterranei non è servita a eliminare le strisce blu, al contrario le ha moltiplicate per assicurare alle imprese private che curano la gestione un ricavo sufficiente ad ammortizzare l’opera. E’ un bell’esempio di attenzione per le esigenze dei cittadini, costretti a pagare comunque e dovunque senza alcun beneficio per la circolazione. La storia sembrerebbe ripetersi con via Roma e via Manzoni, dove a guadagnare saranno solo le imprese. Ma se in via Manzoni il braccio di ferro con gli abitanti si è chiuso con un atto di forza – la struttura è in ritardo ma sta per aprire, con una bella spianata di cemento al posto dell’annunciato giardino per il quartiere – per via Roma il cammino appare più complicato: l’appalto doveva essere assegnato a gennaio, siamo ad aprile e ancora non c’è aria di cantiere. L’ufficio Savi della Regione infatti ha dato torto al Comune e ragione piena alle associazione ecologiste: prima che le ruspe sferraglino bisogna fare lo screening, la procedura che precede – quando è necessaria – la valutazione d’impatto ambientale. Così tutto si è fermato, malgrado gli uffici tecnici comunali – davvero sfortunati, in questi ultimi tempi – sostenessero tutt’altro. Insomma, i tempi si allungano ma questo non sembra sufficiente a cambiare la volontà del sindaco. Che altre volte – su tutte la vicenda del dissalatore, una magra storica – ha dovuto mutare indirizzo spinto da circostanze evidenti. Mentre in questo caso va giù a muso duro, incurante persino dei pareri più autorevoli. Come se il problema della città non fosse una rete stradale da Kabul dopo l’invasione talebana, non fosse un arredo urbano imbarazzante anche in centro e non fosse una spiaggia cancellata senza rimedio e dimenticata in fretta. Il problema urgente, quindi da affrontare subito, è il parcheggio delle migliaia di auto che finiscono nell’imbuto di via Roma quando dovrebbero essere da tutt’altra parte. (m.l)
..e chi lo sapeva che il nostro Sindaco era pure esperto di mobilità ?
da L’Altravoce, sabato 1 marzo 2008
Floris irriducibile: parcheggi sopra e sotto per liberare le strade. Ma la Regione contesta l’inerzia e la visione autocentrica.
di Cinzia Isola
Attrattori di traffico? Niente affatto. Per il sindaco Emilio Floris i parcheggi sono «contenitori di automobili». Interrati, multipiano, poco importa. Si tratta di un sistema adottato nelle principali metropoli europee. «Ho avuto modo di constatare che alcune città, in questo modo, hanno risolto il problema della mobilità». E giù cifre, per giustificare la politica autocentrica del Comune: i parcheggi sono un male necessario per liberare le strade dalle macchine. «A Parigi sono 180mila, a Barcellona 120mila, Ginevra 20mila, Roma 16mila, Milano 25mila, Torino 15mila». A proposito di Barcellona: «Inutile fare un confronto con la città secondo riferimenti teorici ma irrealizzabili».
Così il sindaco Floris ha aperto i lavori del primo incontro pubblico sul Pum, Piano urbano di mobilità.«Un’occasione per ascoltare la cittadinanza perché questo è uno dei progetti più importanti che la città deve affrontare». In realtà la platea era composta prevalentemente da addetti ai lavori. E i cittadini coinvolti in questa prima fase di ascolto e osservazioni pre-progettazione si potevano contare sulle dita di una mano. Eppure il tema è caldo: da settimane si parla di metropolitana, parcheggi e trasporti pubblici. E sulla carta l’obiettivo è quello di attuare «politiche e interventi per sviluppare un sistema dei trasporti pubblici e privati secondo un modello di mobilità sostenibile dal punto di vista energetico ed ambientale», come si legge nella nota dell’iniziativa.
Ma di incontri se ne prevedono altri: «per comunicare lo stato dell’arte del Piano ma anche di raccogliere il contributo di tutti i cittadini che, con le proprie opinioni e suggerimenti, potranno consentire di individuare le misure più idonee e condivise in termini di pedonalità, ciclabilità, trasporto pubblico e infrastrutture viarie da inserire nell’elaborato finale del Pum». Ieri sera, nell’ex Lazzaretto di Sant’Elia, l’esordio.
La presentazione in slide del lavoro svolto della società Systematica è stata affidata a Francesco Sechi, responsabile tecnico. «La dispersione urbana e l’uso dell’automobile si alimentano a vicenda», ha sottolineato. Ricordando però la necessità di un cambiamento culturale per favorire l’uso dei mezzi di trasporto pubblico o alternativi a quelli privati: come andare in bicicletta o a piedi. Sui parcheggi esagera: «Per liberare le strade dalle macchine le soste dovrebbero avere tariffe più elevate: 3, 4, 5 euro all’ora». Un’ipotesi già ventilata dal Comune, quella degli aumenti per gli stalli a raso, in prossimità dei futuri parcheggi interrati o nei pressi dei multipiano. All’incontro ha partecipato anche Gianni Campus, assessore comunale all’ambiente e all’urbanistica. Che ha ricordato ai presenti: «Serve una regola culturale ancor prima che politica».
Un po’ polemico ma propositivo l’intervento di Sandro Broccia, assessore regionale ai trasporti: «Se c’è una cosa che è mancata, anche se secondo me ne sono mancate molte altre, è la programmazione». Una premessa per scongiurare l’ipotesi di un processo al rallenty: «Non vorrei che dopo 40 anni passati a fare niente se ne passassero altri 40 a programmare, per vedere qualcosa di concreto tra altri 40». Un appello anche sui tempi: «Tra sei mesi ci incontriamo e ci diciamo cosa abbiamo fatto: alcune cose si possono fare nel giro di qualche settimana». E un affondo: «Io posso dire cosa fa la Regione, ma non credo che tutti stiano facendo la propria parte: dobbiamo essere più coraggiosi».
In sintesi: se l’obiettivo è passare dal mezzo privato a quello pubblico servono servizi». A questo proposito: «Quante sono le corsie preferenziali in città?». Poche, risponde Maurizio Onorato, assessore comunale al traffico: «Per farle bisogna liberare le strade dai parcheggi. E quindi realizzare strutture sostitutive». Ma Broccia è inflessibile: «La Regione non è disponibile a finanziare servizi “a pera”».
da L’Altravoce, 27 febbraio 2008
Via Roma, sarà un altro parcheggio vuoto?
L’obbligo di ascoltare i cittadini prima di ingabbiare il contro per due anni.
di Cinzia Isola
Dopo la valutazione ambientale, largo a quella sociale. Le polemiche intorno al parcheggio sotterraneo di via Roma si riaccendono. La democrazia partecipata è lontana, ma dal parlamentino del Centro storico arriva la proposta di lanciare un’assemblea pubblica per tastare il polso del quartiere. Che giocoforza si troverà imbrigliato per due anni in un grande cantiere da 11 milioni di euro.
Intanto giovedì prossimo in circoscrizione verrà votata la mozione del giovane consigliere Piero Carta (Rc), presidente della commissione lavori pubblici. In sintesi: il rischio altissimo di rinvenimento di reperti archeologici minaccia di rallentare i lavori ben oltre i 500 giorni previsti, chiamando il Comune al pagamento di penali che comporterebbero l’ulteriore sperpero di danaro pubblico. Ma questa è solo una premessa: esiste infatti il rischio concreto di paralisi per una delle arterie fondamentali per la vita della città.
E tutto per costruire dei parcheggi che non si sa quanto siano attesi da cittadini e automobilisti: «È sufficiente vedere quanto è già capitato ai multipiano di via Regina Elena e via Amat, che restano vuoti», osserva Carta. Che analizza: «Certo, l’uso della macchina può avere concause di carattere culturale, ma è oggettivo che per attraversare la città in pullman siano necessari tempi biblici, così come è oggettivo che quella che in termini economici è definita “disponibilità a pagare” dei cittadini per l’utilizzo del suolo pubblico non esista se non in maniera risibile. La scelta politica è evidente: privatizzare,permettendo a privati di lucrare a costo zero. Piuttosto che offrire una concreta alternativa, che metta davvero la città al servizio dei cittadini, dei residenti, dei lavoratori, che già non vi possono più risiedere per i costi altissimi delle case e degli affitti».
Tutto questo per dire: no al parcheggio in via Roma. Perché è un intervento che va nella direzione opposta rispetto al potenziamento del servizio pubblico. Nel calderone della protesta anche la totale assenza di coinvolgimento «degli altri livelli istituzionali che insistono sul Centro storico, né consultazione del Consiglio comunale né tantomeno dei residenti e dei lavoratori». A questo proposito: «Chiediamo, oltre la valutazione di impatto ambientale, la valutazione di impatto sociale sull’intera opera», spiega il consigliere comunale Claudio Cugusi. «Non è possibile che si costruisca un’opera così costosa e impattante, senza valutare prima gli effetti complessivi sul traffico e sulla città: perché non si chiarisce prima che il carico delle auto va ridotto? Che bisogna seguire la strada della mobilità pubblica già indicata dall’imminente apertura della metropolitana leggera?».
Sotto accusa anche il Ctm: «Bisogna riformarlo e portarlo a studiare con il concorso delle istituzioni un vero e completo piano del traffico e della mobilità nell’area vasta di Cagliari». Insomma, conclude Cugusi: «Non ci si può lamentare ad ogni angolo del fatto che sulla città gravitano ogni giorno 400-500mila persone e poi non predisporre azioni amministrative per evitare che la grandissima parte di queste usi l’automobile».
Il progetto di parcheggio interrato fra Via Roma e il porto commerciale riveste le caratteristiche per esser assoggettato alla procedura di verifica preventiva (“screening”). Lo ha stabilito il Servizio S.A.V.I. dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente. E’ una procedura pubblica, con una fase di deposito degli atti (studio di impatto ambientale + progetto) presso Regione e Comune per la visione e la presentazione di “osservazioni” che l’autorità decidente (il Servizio S.A.V.I. dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente + la Giunta regionale) ha l’obbligo di valutare. Chiunque può intervenire e inoltrare le proprie osservazioni e un avviso pubblicato sui quotidiani più diffuso indicherà l’inizio della procedura. Chi fosse interessato può rivolgersi anche a noi tramite questo blog (grisardegna@tiscali.it oppure grigsardegna5@gmail.com).
ora il comune è obbligato a fare questa procedura? può intervenire qualsiasi cittadino o solo chi risiede in zona o ha un’attività (negozio ecc.) e come si potrà intervenire? grazie per la risposta
però..complimenti..
da La Nuova Sardegna, 24 febbraio 2008
Stop al mega-parcheggio di via Roma. La Regione dà torto al Comune: «Serve la procedura di verifica». Vincono gli ecologisti: «Un’opera dannosa che paralizza la città».
CAGLIARI. Rischia di saltare l’appalto per il mega-parcheggio sotterraneo di via Roma progettato dal Comune: il servizio Savi dell’assessorato regionale all’ambiente ha dato pienamente ragione al Gruppo di intervento giuridico e agli Amici della Terra. Prima di metter mano ai bulldozer serve la procedura di verifica preventiva, un passaggio tecnico che precede la valutazione di impatto ambientale. Per i tecnici comunali un’autentica figuraccia, da aggiungere alle critiche anche autorevoli piovute sul progetto. Stringata ma categorica la motivazione cui è legata la richiesta di screening: «Il decreto legislativo 152/2006 ha stabilito che i parcheggi ad uso pubblico con capacità superiori a cinquecento posti auto devono essere sottoposti alla procedura di verifica di assoggettabilità a Via di competenza regionale». Per il Comune invece si trattava di un passaggio superfluo, visto che l’area interessata all’intervento, tra via Roma e il porto storico, sarebbe di soli 2,27 ettari e per questo non ricadrebbe nell’obbligo di screening. E’ chiaro che i tecnici dell’amministrazione non hanno tenuto conto del decreto legislativo indicato dal servizio Savi, che fa riferimento alla capacità del parcheggio (in questo caso 650 posti) e non all’estensione dell’area su cui ricade. Non è un intoppo da poco: secondo gli ultimi annunci usciti dagli uffici comunali la gara d’appalto da undici milioni e mezzo di euro sarebbe dovuta slittare a fine febbraio, dopo che era saltata la scadenza di gennaio. L’obbligo di procedere alla verifica preventiva farà certamente allungare i tempi con grande soddisfazione degli ecologisti, apertamente contrari alla realizzazione del parcheggio in un’area a fortissima intensità di traffico e certamente interessata da emergenze archeologiche: «E’ un’opera inutile, dannosa e assolutamente illogica – ha detto Stefano Deliperi, del Gruppo di intervento giuridico – che parallizzerà la circolazione cittadina in uno snodo nevralgico per chissà quanti anni. Ci sono aree alternative, anche vicinissime, come quella della stazione ferroviaria dove già c’è un parcheggio o come quella di viale La Plaja. Non si capisce perchè l’amministrazione Floris si sia intestardita a voler costruire il parcheggio proprio là». Altro parere sfavorevole – registrato dalla Nuova Sardegna – quello del docente di trasporti a ingegneria Italo Meloni, fortemente perplesso anche per l?assenza di una strategia generale della circolazione. Secondo il Comune – che ha indicato in due anni il tempo necessario per realizzare il parcheggio – il cantiere non avrà alcun effetto neppure indiretto sulla circolazione stradale. Una promessa da ricordare, quando via Roma si trasformerà inevitabilmente in una bolgia. E’ già accaduto quando il Comune ha fatto sistemare la vecchia pavimentazione della strada, gravemente sconnessa: un caos micidiale per quasi tre anni e poi la situazione è rimasta esattamente la stessa di prima. Unica variante: i miliardi pagati inutilmente all’impresa.
Mauro Lissia
da L’Altravoce, 24 febbraio 2008
Verifiche in via Roma.
Il progetto di parcheggio interrato fra via Roma e il porto commerciale dovrà affrontare la procedura di “verifica preventiva” (screening) perché «il decreto legislativo 152/2006, come modificato dal D.Lgs. 4/2008, ha stabilito che i parcheggi ad uso pubblico con capacità superiori a 500 posti auto devono esser sottoposti alla procedura di verifica di assoggettabilità a VIA di competenza regionale». Lo ha fatto sapere al Comune di Cagliari il Servizio Sostenibilità ambientale e valutazione impatti (SAVI) dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente. Il parere era stato sollecitato dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’intervento giuridico. Secondo il Comune di Cagliari, il cantiere non dovrebbe intralciare la circolazione stradale della zona.
Bravi! Il nostro sindaco Floris sarà contento. Saluti.