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G 8 a La Maddalena in salsa edilizio-cinese ?

 

 

Il Governo Prodi uscente si dev’essere reso conto che neppure facendo i miracoli le strutture previste e quelle impreviste potevano esser pronte per l’estate 2009 per lo svolgimento della riunione del G 8 a La Maddalena ed ha pensato bene di blindare ancora di più poteri e procedure del commissario straordinario Guido Bertolaso. L’ ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3663 del 19 marzo 2008 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, serie generale, del 21 marzo 2008, n. 69) disegna un G 8 in salsa cinese e con aperture potenziali spaventose per la speculazione edilizia.       All’art. 5 sono previste disposizioni in deroga per la segretazione degli interventi. All’art. 8 sono previste ulteriori disposizioni in deroga alla disciplina dei termini e dei medesimi effetti della normativa sulla valutazione di impatto ambientale, della valutazione di incidenza ambientale e del piano paesaggistico regionale.    E, addirittura, "nelle more del procedimento di valutazione d’impatto ambientale il  soggetto attuatore, di cui al comma 5, e’ autorizzato a procedere agli  affidamenti dei lavori, espressamente riservandosi il potere di imporre   al  soggetto  affidatario  le  eventuali  prescrizioni  che dovessero    essere   impartite   successivamente   all’esito   della valutazione  d’impatto  ambientale, consentendo, altresi’, l’apertura dei  cantieri  e l’inizio delle opere compatibilmente con le esigenze ambientali" (comma 9°).    Qui, a nostro parere, vengono meno anche i principi fondamentali delle disposizioni comunitarie e nazionali in materia che vincolano la realizzazione degli interventi assoggettati a V.I.A. alla positiva conclusione del relativo procedimento.       Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno provveduto, quindi, ad inoltrare in data odierna un ricorso alla Commissione Europea ai sensi dell’art. 226 del trattato U.E. per verificare se sia rispondente al diritto comunitario una deroga di così eccessive proporzioni.      Infatti, in precedenza, le disposizioni del piano paesaggistico regionale non potevano esser derogate:  anche l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3629 del 20 novembre 2007 che ha nominato quale commissario delegato Guido Bertolaso ed ha dettato disposizioni straordinarie per lo svolgimento del "grande evento" relativo alla Presidenza italiana del G 8 prevedeva soltanto la possibilità di "variante alle previsioni dei vigenti strumenti urbanistici e, ove occorra, approvazione del vincolo preordinato all’esproprio e dichiarazione di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità degli interventi previsti" (art. 1, comma 3°).  Fra le disposizioni alle quali "ove ritenuto indispensabile" il commissario delegato era autorizzato a derogare (art. 10), "nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico, delle direttive comunitarie", non c’era il decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni, la fonte fondamentale della pianificazione paesaggistica (artt. 135 e ss.), in attuazione degli obblighi costituzionali di cui all’art. 9 cost.        Quindi non prevedeva deroghe alla pianificazione paesaggistica né alla normativa sulla valutazione di impatto ambientale.    Dopo le prime anticipazioni sui progetti di riconversione delle strutture militari dismesse a La Maddalena arrivano anche le "intese" ai sensi della normativa tecnica di attuazione (artt. 11 e 15) del piano paesaggistico regionale – P.P.R. fra Regione autonoma della Sardegna, Provincia della Gallura e Comune di La Maddalena per gli interventi turistico-ricettivi ritenuti "compatibili" con il medesimo P.P.R. in vista del G 8.   Alcuni sono certo interventi positivi, come il restyling del lungomare di La Maddalena, in gran parte sembra poi trattarsi di ristrutturazioni di complessi edilizi esistenti, ma la deliberazione Giunta regionale n. 17/3 del 20 marzo 2008 di presa d’atto delle intervenute "intese" visibile sul sito internet ufficiale (http://www.regione.sardegna.it/) non contiene le schede istruttorie allegate, come di consueto.   Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno già provveduto a richiederle (istanza del 20 marzo 2008) per poter verificare ubicazioni, volumetrie, ecc. per valutare quali ulteriori iniziative intraprendere per la salvaguardia dei valori ambientali e naturalistici dell’Arcipelago della Maddalena.      Tante strutture militari dimesse.  Dismesse come dismessi sono decine e decine di posti di lavoro già nel settore militare tuttora non riconvertiti.   Mattoni, cemento, grandi firme.  Dopo che l’U.S. Navy ha ammainato stars and stripes, sono iniziate le grandi manovre immobiliari sull’Arcipelago della Maddalena  Parco nazionale, tutela paesaggistica, sito di importanza comunitaria, ma – pare – le normative di salvaguardia ambientale di un arcipelago unico al mondo sembra possano essere interpretate un po’ disinvoltamente in nome dell’appuntamento previsto nel 2009 del G 8.  Così come abbiamo avversato il raddoppio della base militare in uso alla U.S. Navy, ci opponiamo alla speculazione immobiliare.   Ribadiamo ancora che vi sono numerose strutture che possono essere ristrutturate senza riversare su ambienti delicatissimi nemmeno un metro cubo di cemento in più.   Basta volerlo. Né i grandi nomi dell’architettura né il ricorso alla bioedilizia possono far dimenticare che cemento e mattoni sono tutti uguali.   Nemmeno gli sbarchi, ormai monotoni anche quando festaioli, di Goletta Verde: nemmeno una parola sui rischi di irreversibile trasformazione edilizia che corre un arcipelago unico al mondo, qualora gli interventi non siano fatti tenendo quale valore irrinunciabile il mantenimento delle caratteristiche ambientali.  Dal canto nostro faremo tutto il possibile per tener fermi questi principi cardine di salvaguardia di un ambiente unico ed irripetibile.   Prossimo passo, la  richiesta delle procedure di valutazione di impatto ambientale per gli interventi previsti.   Il G 8 sarà certo una vetrina importantissima per La Maddalena e la Sardegna tutta.   D’accordo.    Ma non vogliamo certo disastri – per giunta a spese pubbliche – che rimarranno per un bel pezzo !

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

 

da La Nuova Sardegna, 23 marzo 2008

Gli ecologisti del Gruppo di Intervento Giuridico e la secretazione degli appalti dei cantieri.
G8, ricorso all’Unione europea. «A rischio la tutela del piano paesaggistico regionale nell’arcipelago».   LA MADDALENA.  Paura di speculazioni immobiliari.    Piero Mannironi

LA MADDALENA. Il G8 non può diventare il grimaldello per aprire la porta a speculazioni immobiliari nell’arcipelago maddalenino. E’ la posizione degli ambientalisti del Gruppo d’Intervento giuridico e Amici della Terra, i quali temono che le deroghe concesse per garantire la riuscita di un evento straordinario come il vertice dei potenti della terra, possano alla fine rivelarsi devastanti sul piano dell’impatto ambientale.  «L’ordinanza del presidente del consiglio dei ministri – dice il portavoce dei movimenti ecologisti, Stefano Deliperi – disegna un G8 in "salsa cinese" con aperture potenziali spaventose per la speculazione edilizia. All’articolo 5 sono previste disposizioni in deroga per la segretazione degli interventi. All’articolo 8 sono previste ulteriori disposizioni in deroga alla disciplina dei termini e dei medesimi effetti della normativa sulla valutazione di impatto ambientale, della valutazione di incidenza ambientale e del piano paesaggistico regionale».  Come se non bastasse, poi, per gli ambientalisti diventa rischiosissimo il disposto secondo il quale «nelle more del procedimento di valutazione di impatto ambientale il soggetto attuatore è autorizzato a procedere agli affidamenti dei lavori, espressamente riservandosi il potere di imporre al soggetto affidatario le eventuali prescrizioni che dovessero essere impartite successivamente all’esito della valutazione di impatto ambientale, consentendo altresì l’apertura dei cantieri e l’inizio delle opere compatibilmente con le esigenze ambientali».   «Qui – dice Deliperi -, a nostro parere, vengono meno anche i principi fondamentali delle disposizioni comunitarie e nazionali in materia che vincolano la realizzazione degli interventi assoggettati a Via alla positiva conclusione del relativo procedimento». Per questo motivo, gli ambientalisti hanno inoltrato un ricorso alla Commissione Europea «per verificare se sia rispondente al diritto comunitario una deroga di così eccessive proporzioni».  Per Deliperi nel primo decreto del governo, quello cioé che nominava Guido Bertolaso commissario straordinario, le disposizioni del piano paesaggistico regionale non potevano essere derogate. Quindi, è il passo successivo, il secondo decreto, che apre alcune porte pericolose per la salvaguardia ambientale alla Maddalena.  Altra circostanza che ha messo in allarme gli ecologisti è che le intese raggiunte tra la Regione, la Provincia Gallura e il Comune della Maddalena non contegono questa volta le schede istruttorie allegate. «Per questo – dice Deliperi – abbiamo già provveduto a richiederle per poter verificare ubicazioni e volumetrie per valutare quali iniziative ulteriori intraprendere per la salvaguardia dei valori ambientali e naturalistici dell’arcipelago della Maddalena».  La filosofia degli ambientalisti è molto chiara: «Così come abbiamo avversato il raddoppio della base militare in uso alla Us Navy dice infatti Stefano Deliperi -, ci opponiamo alla speculazione immobiliare. Faremo tutto il possibile per tenere fermi i principi cardine di salvaguardia di un ambiente unico e irripetibile».

 

 

da La Nuova Sardegna, 22 marzo 2008

I lavori del G8 coperti dal segreto di Stato.  Prodi firma l’ordinanza che comprende gli appalti e la deroga al piano paesaggistico.     Guido Piga

LA MADDALENA. Sulle opere per il G8 arriva il segreto di Stato. Ieri Romano Prodi ha firmato un’altra ordinanza, sarà pubblicata oggi sulla Gazzetta ufficiale. Guido Bertolaso, commissario straordinario dell’evento, avrà maggiori poteri. Soprattutto sugli appalti per l’arsenale e l’ospedale militare, su come verranno fatti i lavori, su chi li farà e come, su chi fornirà materiali e servizi. Molte le deroghe alle leggi statali e regionali.  Quello di apporre il segreto è un atto necessario e motivato. Il presidente del consiglio Prodi ha esteso a tutti i lavori del G8, comprese le forniture e i servizi, la «qualificazione di riservatezza e segretezza». E lo ha fatto spiegando che tutto deve essere fatto con la «massima sicurezza», soprattutto per la presenza dei più importanti leader politici del mondo. E, altro particolare fondamentale, con la «somma urgenza».  Il G8 alla Maddalena è tra poco più di un anno, non è più possibile perdere tempo. In ballo c’è l’immagine dell’Italia, chiamata a dare prova di grandi capacità organizzative e, anche, a riscattare la pessima prova dell’ultimo vertice organizzato a casa propria: quello tragico del luglio 2001 a Genova.
 Dunque pieni poteri a Bertolaso ma, passaggio politicamente rilevante, sempre usati d’intesa con il presidente della Regione. Su questo non ci sono incertezze: anche nell’ordinanza pubblicata oggi sulla Gazzetta ufficiale, è riconosciuto il ruolo di primo piano affidato a Soru per l’imponente riconversione economica e sociale che cambierà la faccia della Maddalena. «Ma, attenzione – fanno sapere da palazzo Chigi e dallo staff di Bertolaso – la segretezza non vorrà dire assenza di informazione. Anzi, Bertolaso vuole dare la massima pubblicità a tutti gli atti che prenderà». Dopo ogni decisione, ci sarà la comunicazione ufficiale. Un segnale di trasparenza che vuole essere, insieme all’ecosostenibilità, la cifra caratterizzante del G8.  La segretezza con cui Bertolaso potrà operare è prevista dal codice sui contratti pubblici. Quando di mezzo c’è la sicurezza dello Stato, opere, servizi e forniture possono essere eseguiti in deroga. Non ci sarà pubblicità sugli appalti per la riconversione dell’arsenale, dell’ospedale militare, della caserma Faravelli e delle officine Sauro. Bertolaso potrà fare una «gara informale», invitando a presentare le loro proposte almeno cinque importanti imprese. Una di queste, o un consorzio di queste, avrà il ruolo di general contractor: in Italia è una qualifica che hanno solo 23 aziende, tra queste Impregilo e Astaldi, le prime due nel settore delle costruzioni. Il general contractor avrà la responsabilità di realizzare le opere nei tempi previsti (anticipando i soldi), facendo ricorso ai subappalti. Una possibilità che apre le porte alla partecipazione delle imprese maddalenine e sarde in generale.  Bertolaso, però, non farà le cose da solo. Sarà affiancato da una "struttura di missione" che lavora sotto la direzione della presidenza del consiglio e, per i casi specifici, sotto la guida della protezione civile. Ma la nuova ordinanza, che amplia quella firmata da Prodi nel novembre del 2007, prevede anche un’altra figura cui il commissario straordinario potrà fare ricorso: quella del soggetto attuatore. E’ un ruolo-chiave: dovrà seguire le procedure per l’affidamento dei lavori, dei servizi e delle forniture, la stipula dei contratti, la direzione dei lavori e il controllo della spesa pubblica. Avrà a sua volta il potere di derogare alle leggi statati (in primis quella sui contratti pubblici) e regionali. Alcuni esempi. Non dovrà seguire le norme che disciplinano la posa di cavi e la realizzazione di condotte, il trasporto dei rifiuti, la realizzazione di impianti di smaltimento. E così avverrà anche per la valutazione d’impatto ambientale. Si farà su tutte le opere, è bene rimarcarlo. Verranno accorciati solo i tempi della procedura, che saranno ridotti della metà. Ma, vista la «somma urgenza», Bertolaso (o il soggetto attuatore) potrà comunque affidare i lavori senza la valutazione, imponendo poi al general contractor le «prescrizioni che dovessero essere impartite a seguito della compiuta valutazione d’impatto ambientale». Questo permetterà al commissario di mantenere gli impegni presi: i cantieri per il G8 apriranno il 1° aprile.  A essere derogato sarà anche il piano paesaggistico regionale. Bertolaso potrà non tenere conto di una serie di articoli, dall’attuazione del piano alla disciplina transitoria, per finire con le prescrizioni sui "manufatti storico culturali". Ma, l’ordinanza è chiara, lo dovrà fare in «raccordo con il presidente della Regione autonoma della Sardegna». Il G8 non violerà lo statuto speciale, semmai – è il caso del trasferimento dei beni dallo Stato – ha contribuito enormente a farlo applicare. E infatti, a parte tutte le altre opere pubbliche che saranno inserite nelle ordinanze di Bertolaso, come l’allungamento della pista dell’aeroporto di Olbia dopo il 2009, Soru ha ottenuto ciò che voleva per un bene strategico: il comprensorio di Punta Rossa, a Caprera, diventerà un centro di ricerca e sviluppo sulle specialità ambientali e artistiche della Sardegna.  Ma il G8 sarà una grande opportunità pure per ingegneri e architetti: una decina, sotto i 35 anni, potranno partecipare a un concorso per l’assunzione nella pubblica amministrazione, per un anno. Staranno a contatto con Boeri e Cucinella. Una bella scuola.

 

da La Nuova Sardegna, 21 marzo 2008

Arriva il lasciapassare per i «cinque stelle».  Alla Maddalena passano 11 progetti: saranno oltre 2.200 i posti-letto. L’investimento complessivo dei privati supera i 120 milioni di euro.      Piero Mannironi

LA MADDALENA. Improvvisamente il tempo ha cominciato a correre: il viaggio della Maddalena dall’economia assistita, che vivacchiava all’ombra delle stellette, verso un futuro dinamico basato sul turismo ecocompatibile è infatti già cominciato. L’altro ieri il presidente della Regione Renato Soru ha messi sul tavolo della riconversione finanziamenti pubblici per oltre 160 milioni di euro. Soldi immediatamente spendibili, arrivati nell’arcipelago grazie a quel potente magnete che si sta rivelando il vertice G8, programmato per il luglio del prossimo anno. La base Usa sembra già un ricordo lontano.   Per oggi Soru aveva anticipato che la giunta regionale avrebbe approvato almeno cinque delle undici intese in agenda, i lasciapassare per trasformare l’accoglienza alberghiera nell’arcipelago. E invece, nel primo pomeriggio, ecco la sorpresa: tutte le intese sono passate. Come dire: alla Maddalena è cominciata la stagione degli alberghi a cinque stelle.  Le cifre parlano di oltre 200 mila metri cubi di cemento e di un’offerta complessiva di 2.200 posti-letto. Ma si tratta di volumetrie in gran parti esistenti perché gli interventi proposti e approvati ieri sono soprattutto ampliamenti e riqualificazioni di strutture già esistenti. Ma ecco una sintetica mappa dei progetti che ieri hanno superato il vaglio della giunta regionale:
 Club Med (Caprera). La multinazionale delle vacanze ha dovuto accettare una cura dimagrante in termini di metri cubi per il suo «cinque stelle» a Caprera, ma sembra abbia dovuto anche accettare modifiche significative sulla tipologia delle strutture. Le cifre non sono confermate, ma si parla di un investimento che potrebbe arrivare addirittura a 35 milioni di euro.
 Touring Club. Il progetto ad Abbatoggia prevede un «quattro stelle superiore». Anche qui, in un primo momento, era stato sfondato il tetto massimo della cubatura consentita e la Regione aveva imposto un ridimensionamento delle volumetrie. La struttura è articolata in un corpo centrale con 185 camere e venti villini. I posti-letto previsti sono complessivamente quasi cinquecento.
 Hotel Nido d’Aquila. Si tratta di un «quattro stelle» che, dopo i lavori di riqualificazione, dovrebbe offrire 118 posti-letto. Attualmente ne ha ottanta. Il primo progetto presentato alla Regione prevedeva un aumento di cubatura di 1.300 metri cubi. La proprietà è di Virginia Molinari e di Armando e Augusta Malaguti.
 Villaggio Seis. Quello che nell’arcipelago è conosciuto come «Il villaggio degli americani» è stato rilevato qualche anno fa dall’Immobiliare Lombarda spa, la società, capofila nel settore edilizio del costruttore siciliano Salvatore Ligresti. Secondo alcune indiscrezioni molto attendibili, l’operazione sarebbe stata di 13 milioni di euro. Una curiosità: la vecchia proprietà, il colosso Impregilo, incassava dalla Us Navy circa due milioni e mezzo di euro.  Il complesso di Trinita è costituito da 134 villette per un totale di 60 mila metri cubi. Il progetto presentato prevede la realizzazione di due strutture alberghiere di lusso e la riqualificazione delle unità abitative esistenti. L’offerta dovrebbe essere di oltre 550 posti-letto. Il problema era la cubatura, 113.500 metri. Nei mesi scorsi la Regione aveva condizionato la sua approvazione al fatto che la Seis spa (controllata della Immobiliare Lombarda) contenesse l’aumento di volumetrie entro quel 25% premiale concesso a chi ristrutturava.
 Hotel Cala Lunga. Si tratta di un investimento da venti milioni di euro per la costruzione di un porticciolo a Porto Massimo e per la riqualificazione di un albergo di 74 stanze costruito negli anni Settanta. Il progetto è stato presentato dalla Sviluppo Vacanze spa, controllata dall’imprenditore Davide Cincotti (produzione e distribuzione di packaging industriale). Al termine dell’intervento, la struttura si dovrebbe chiamare Luxori Yachting resort Porto Massimo.
 Hotel delle Isole. La società proprietaria, la Mabi srl di Angelo Massimetti, vuole rimodulare questo albergo urbano (è in via Principe Amedeo), per adeguarsi ai nuovi standard dell’offerta turistica nell’arcipelago. Sono previste 31 camere e 63 posti letto.
 Vela Marina. Il progetto della famiglia dell’ex sindaco Pasqualino Serra prevede un albergo di lusso con 120 camere per un totale di duecento posti-letto. La struttura dovrebbe sorgere a Cala di Vela Marina, nell’isola di Santo Stefano (dove un tempo c’erano delle cave di granito), e arriverebbe a 33 mila metri cubi. E’ previsto anche un porticciolo turistico con una novantina di posti-barca.
 Via Principe Amedeo. La struttura originaria è il Compendio Mordini, che per anni ha ospitato il quartier generale della Us Navy alla Maddalena. La famiglia Farina vuole creare 127 camere in una struttura di lusso di quasi 35 mila metri cubi. I posti-letto previsti sono 250. Il costo dell’intervento arriverebbe a circa otto milioni di euro.
 Cala Francese. Il progetto presentato dalla società Segis srl prevede la ristrutturazione di un borgo minerario. Si tratterebbe di un centro servizi e di ristoro per i diportisti che attraccheranno al molo di Cala Francese.
 Acquario. La società Inger Mare srl vuole realizzare un acquario nella zona Vaticano – vicino al ponte per Caprera – dove attualmente esiste un deposito per cavi telefonici sottomarini.
 Santa Maria. L’intervento è la riqualificazione di una struttura esistente e non è previsto alcun aumento di cubatura. Promotrice del progetto, è la Samit srl.   Questo, dunque, il quadro sintetico dei progetti che hanno superato le forche caudine della giunta regionale ieri pomeriggio. Difficile fare una quantificazione precisa degli interventi che i privati intendono fare nell’arcipelago con questi undici progetti, ma una valutazione prudente è di almeno 120-130 milioni di euro.

  

 (foto http://www.lanuovasardegna.it/, S.D., archivio GrIG)

 

  1. 5 Maggio 2010 a 15:07 | #1

    da La Nuova Sardegna, 5 maggio 2010
    La Maddalena, ping pong sul Club Med. Riqualificazione bloccata: il Comune accusa, la Regione si difende, lo stop ai lavori resta.
    L’ARCIPELAGO DELLE INCOMPIUTE. Niente apertura la prossima estate 300mila euro all’anno per l’affitto. (Pier Giorgio Pinna)

    LA MADDALENA. L’arcipelago sogna un nuovo turismo. Ma i tempi s’allungano. E sanare le incompiute sta diventando più difficile. In questo sviluppo interrotto la perla storica del Club Med resta inavvicinabile, chiusa in un guscio dorato proibito a tutti.
    Succede a Caprera. Per l’esattezza, lungo i meravigliosi terreni che dalla casa-museo di Garibaldi degradano verso il mare. Ma alla Maddalena non restano semplicemente le ferite del dopo-G8, delle inchieste, della corruzione, del lavoro nero. Non c’è solo il vento di speranza per l’apertura di Mita Resort, il rilancio di alberghi e residence, l’avvio delle World Series di vela. E neppure ci si limita agli stop nella sdemanializzazione di beni appartenuti alla Marina. Si accumulano altri ritardi. Forse più gravi. Con rimpalli di responsabilità tra gli amministratori locali e la Regione. Al centro del ping pong, questo villaggio pionieristico nell’industria delle vacanze sarde. Complesso che ha contrassegnato un’epoca per generazioni di ospiti e addetti al ricevimento.
    Il Club Mediterranée non risorgerà neanche quest’estate: l’ammodernamento non parte perché a Cagliari gli ostacoli burocratici e politici non sono stati superati. Nel frattempo si perdono opportunità e posti di lavoro.
    Il sindaco della Maddalena, Angelo Comiti, da settimane non si stanca di ripetere che la sua giunta e il consiglio comunale hanno fatto sino in fondo la loro parte. «Nel 2008 l’allora governatore Renato Soru diede l’intesa al programma per riqualificare il centro vacanze – chiarisce – Da allora la “Club Mediterranée Sa” ha presentato un progetto per far arretrare i suoi insediamenti nella fascia oltre i 150 metri dal mare. I tukul saranno sostituiti da residence dotati di servizi autonomi, con un ampliamento delle volumetrie, tutte a un piano. I fabbricati accentrati del passato (per i bagni e altri locali) verranno demoliti. La macchia e l’ambiente ripristinati». «Sulla questione la nostra amministrazione si è già pronunciata due volte: con un voto a stragrande maggioranza il consiglio comunale ha sempre dato parere favorevole – conclude il primo cittadino – È la Regione a non rispondere alle sollecitazioni. Alla pratica mancano ancora i pareri di conformità del Comitato sardo per l’urbanistica. E non si capisce il perché».
    Diversa l’impostazione data a Cagliari. Intanto l’assessore Gabriele Asunis (Pdl) tiene subito a puntualizzare un aspetto: «Qui cambiano gli esecutivi, ma resta la continuità amministrativa. Così, in riferimento alle intese fatte in precedenza, la nostra giunta non ha mai adottato iniziative per rallentare, sospendere o azzerare accordi del passato». «Sul Club Med alla Maddalena circolano informazioni derivate da fantasie – precisa poi l’assessore regionale – Mi risulta che la questione sia all’esame tecnico e che in questa fase non appartenga comunque alla sfera delle valutazioni politiche».
    La parola agli specialisti, dunque. In questo caso rappresentati dall’ingegner Marco Melis, direttore regionale dell’Urbanistica. Il quale spiega che il Ctru ha già analizzato la faccenda una prima volta. «Dopo quell’esame, però, il Comitato ha segnalato la necessità di un approfondimento da parte del Comune, che intanto ha mutato il piano regolatore», aggiunge. Chiarendo: «La verifica richiesta riguarda l’ampliamento del 25% delle volumetrie. Ma su questo punto non abbiamo più avuto notizie né riscontri».
    Questa ricostruzione è tuttavia contestata con forza dal Comune. Che dalla sua può esibire un fitto carteggio con il presidente, Ugo Cappellacci. Dossier dove, a riprova di posizioni note, il sindaco continua a richiedere interventi risolutivi. «La verità è che noi non dobbiamo più produrre assolutamente nulla – replica Comiti – Non abbiamo infatti mai ricevuto alcuna comunicazione né dal Ctru né dall’assessorato all’Urbanistica: nessuno ci ha chiesto altri atti istruttori. La procedura, per la nostra parte, è completa, definitiva». «Quel che invece manca è il doppio parere di conformità del Comitato – conclude il sindaco – E del resto, se le cose sul piano politico sono così semplici come sostiene Asunis, perché la Regione non dà corso a questa e alle altre 11 intese che aspettiamo da tempo?».
    Riepilogando. Nella migliore delle ipotesi passerà qualche altro mese prima del via definitivo ai lavori. Così la riconversione del maxi-residence, dopo quattro stagioni perdute, potrà avvenire soltanto nel 2011. Intanto nelle casse della Regione continueranno ad arrivare soldi cash ogni 12 mesi: sino al 2038 il Mediterranée si è impegnato a versare più 300mila euro all’anno per l’affitto di quest’angolo di paradiso.

  2. 5 Maggio 2010 a 15:05 | #2

    da La Nuova Sardegna, 5 maggio 2010
    «Ammodernamento da 40 milioni». Parla il rappresentante legale della società, l’avvocato Tonino Fonnesu.
    Scuola per operatori del settore e scelta di pacchetti famiglia.

    LA MADDALENA. «È più di 10 mesi che attendiamo: il Club conferma tutti gli impegni, ma dalla Regione esigiamo risposte in tempi ragionevoli». L’avvocato Tonino Fonnesu, rappresentante legale del Mediterranée a Caprera, non nasconde la volontà di chiudere le vecchie pagine di un lungo diario e aprirne altre più vicine a una realtà che cambia. Non è un uomo per tutte le stagioni, lui. E neppure un professionista che non sa come barcamenarsi con intese e accordi. «Da sindaco dc della Maddalena, tra il 1985 e il 1989, sono stato il primo a scegliere il compromesso storico con i comunisti: Comiti allora faceva l’assessore all’Urbanistica, i socialisti erano all’opposizione – ricorda – Quando Craxi cercò d’imporre il pentapartito, fui di nuovo indicato alla guida della giunta. Non accettai. Mi dimisi. Venni rieletto. Oltre che al Pci, allargai la partecipazione ai soli repubblicani e sardisti». Da avvocato, oggi Fonnesu cura soprattutto temi tributari e di diritto del lavoro. Alla Maddalena assiste e rappresenta il Med da 40 anni.
    – Come mai questo legame tanto forte?
    «I francesi sono stati sempre modernissimi nel settore delle vacanze. E hanno sempre apprezzato il nostro arcipelago. Basti un fatto: ancora per il 50º anniversario del Club, nell’estate del 2004, il direttore generale Henri Giscard d’Estaing, figlio dell’ex presidente Valery, ha indicato Caprera come il villaggio della società più bello del mondo».
    – Ora però si cambia tipologia d’accoglienza.
    «Certo. Per ospitare secondo migliori regole di comfort. Con attenzione ai pacchetti famiglia. Di recente i tukul avevano toccato quota 650, con servizi centralizzati ogni 20. Situazione non più confacente agli standard».
    – Che pensate di fare?
    «Accoglienti residence. Integrati nell’ambiente. Con pietre a vista e rispetto della natura. 450 posti letto un po’ più lontano dal mare».
    – Quali ricadute?
    «Sino a oggi il Club dava lavoro a 80-100 persone da giugno a inizio settembre. In futuro i posti saranno di più (anche perché aumenteranno pulizie e manutenzioni). La stagione si allargherà da maggio a fine settembre».
    – E poi?
    «L’investimento è di 40 milioni. Si darà vita a una scuola per addetti al turismo, con effetti positivi per l’indotto della Maddalena». (pgp)

  3. 5 Maggio 2010 a 15:03 | #3

    da La Nuova Sardegna, 5 maggio 2010
    Pionieri. Il villaggio vacanze ha segnato un’epoca. Una storia cominciata 56 anni fa con i primi turisti belgi e francesi.

    LA MADDALENA. Se l’ex arsenale gestito da Mita Resort rappresenta per l’arcipelago uno spicchio importante di futuro, il centro vacanze di Caprera affonda le radici nel passato con la certezza delle tradizioni. Il Club Med ha fatto la storia del turismo in Sardegna. Nato a Caprera nel 1954 con il nome di Village magique, dopo qualche anno d’attività il complesso si chiamava già come oggi.
    A quell’epoca, fondare un’azienda legata all’industria delle vacanze almeno nell’isola equivaleva a potersi definire pionieri. L’Aga Khan doveva ancora sbarcare nella Monti di mola poi ribattezzata Costa Smeralda. A metà degli anni Cinquanta solo Alghero e qualche insediamento di Platamona e Porto Torres attiravano inglesi danarosi e pochi altri stranieri, con serate allietate da Mike Bongiorno e dalla band di Fred Buscaglione.
    A quei tempi il Mediterranée, unico villaggio in Sardegna dalle caratteristiche che in seguito molti altri avrebbero copiato, ospitava 300-400 persone alla volta. Si caratterizzava per la scuola di vela, prima in Italia, per gli impianti sportivi che consentivano agli ospiti di fare tennis, praticare giochi d’acqua e altre attività. Accoglieva soprattutto belgi e francesi che con le loro disinibite gite notturne e i picnic nelle isole dell’arcipelago suscitavano le ire del parroco, il leggendario don Capula che poi benedì lo sbarco della Us Navy.
    Come nel complesso di Cefalù, in Sicilia, dopo pochi anni le tende furono sostituite dai tukul, arrivati sino ai nostri giorni. Col passare del tempo, la tipologia-base dell’accoglienza non è mai mutata. Almeno sino a 4 anni fa, quando è stato deciso l’ammodernamento. (pgp)

  4. Simo
    31 Marzo 2008 a 11:24 | #4

    avete visto gente di poca fede: ora anche fai e wwf aprono timidamente gli occhioni :)

    La Nuova, 31/3/2008

    «Sì al G8, ma niente campagne speculative». Allarme cemento alla Maddalena: dal Wwf e dal Fai giungono segnali d’allarme. LA MADDALENA. «Il G8 può essere una grande opportunità per l’arcipelago a patto che non diventi anche l’occasione per dare inizio a una campagna speculativa, basata sul cemento, in uno dei luoghi più belli del Mediterraneo». Segnali d’allarme giungono dal Wwf e dal Fai (Fondo per l’ambiente italiano) di fronte all’imponente macchina organizzativa che sta lavorando in vista del summit internazionale in programma alla Maddalena il prossimo anno. Nonostante le rassicurazioni offerte appena due giorni fa dal governatore Renato Soru e dal commissario straordinario Guido Bertolaso, tra le associazioni ambientaliste è evidente la preoccupazione per «l’eventualità che la portata dell’evento e i tempi ristretti per la sua organizzazione possano indurre a scelte inopportune, soprattutto per quanto riguarda la realizzazione delle opere e delle infrastrutture». Fa paura soprattutto l’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri, che contiene alcune disposizioni in deroga alle discipline in materia di valutazione d?impatto ambientale, di valore del Piano paesaggistico regionale «riducendo di molto i termini e i tempi necessari per il rilascio delle regolari autorizzazioni alla realizzazione delle opere». «Non vorremo – spiega Lucia Ambrogi della direzione nazionale Wwf – che l’occasione del G8 e l’articolato sistema di deroghe alle norme urbanistiche e paesaggistiche possa trasformarsi in un pericoloso grimaldello, attraverso il quale aprire le porte alla speculazione edilizia più selvaggia nell’arcipelago-parco». «La Sardegna – aggiunge Costanza Pratesi del Fai – ospitando il G8, avrà la possibilità di far conoscere al mondo intero la bellezza di uno degli angoli più suggestivi del Mediterraneo, dimostrando come sia possibile coniugare sviluppo turistico e buon governo del territorio. Per far questo, però, la Regione deve partire col piede giusto, applicando in maniera rigorosa quelle norme di tutela ambientale e paesaggistica per le quali il governatore Soru è stato nominato ambasciatore della Costa da una specifica agenzia dell’Onu». «In buona sostanza – concludono le due associazioni – pur confermando la nostra totale disponibilità al confronto propositivo con tutti i soggetti istituzionali e non, coinvolti nei preparativi del G8, non rinunceremo al nostro ruolo di attenti osservatori, affinché la bellezza naturalistica e paesaggistica dell’arcipelago non venga intaccata».

  5. gruppodinterventogiuridico
    29 Marzo 2008 a 18:21 | #5

    ..”le deroghe tengono conto delle direttive dell’Ue, faremo le valutazioni di impatto ambientale..”, dice il commissario Bertolaso. Come ? Autorizzando l’inizio dei lavori prima della conclusione del procedimento di V.I.A. ? E se il procedimento si conclude negativamente ? Oppure il procedimento di V.I.A, “si deve” concludere per forza positivamente ?

    da La Nuova Sardegna, 29 marzo 2008

    Vertice operativo con il presidente della Regione e il commissario straordinario. Il 5 aprile riunione a Sassari nella sede di Confindustria. Imprenditori sardi nel business del G8. Soru e Bertolaso: l’evento dev’essere volano dell’economia di tutta l’isola. «Riusciremo a far tutto quel che serve per il mese di luglio 2009». (Guido Piga)

    LA MADDALENA. Gli imprenditori sardi entreranno dentro la partita del G8. L’ha chiesto il presidente della Regione Soru, l’ha condiviso il commissario Guido Bertolaso. E dopo un rapido giro di telefonate, ecco la soluzione: Bertolaso incontrerà i costruttori isolani e chiederà loro di partecipare ai lavori per la riconversione economica della Maddalena. La decisione è stata presa ieri, durante la prima riunione della commissione di indirizzo. Potere del G8: mettere insieme cemento e ambiente. Perché è stata rilanciata l’idea da proporre all’Unesco: l’arcipelago come patrimonio mondiale dell’umaninità. «Si può fare». Nella sala consiliare della Maddalena, Soru ha tenuto a battesimo l’organismo che ha il compito di portare all’attenzione di Bertolaso le priorità della Maddalena e della Gallura per il G8. E Bertolaso, nonostante non fosse obbligato a farlo, è venuto a prendere nota. «Riusciremo a fare tutto ciò che serve per l’appuntamento del luglio 2009 – dice il commissario straordinario al termine del vertice -. Ma avvieremo anche quelle opere che, seppure non strettamente necessarie al G8, serviranno a tutto il territorio sardo. Sono emerse molte proposte. In qualche caso dobbiamo lavorare per far realizzare dei sogni…». Il primo punto è quello di fare del «G8 il volano della riconversione dell’economia maddalenina e dello sviluppo della Sardegna». E all’interno di questa strategia, ci sono anche le imprese sarde. Soru ha chiarito il concetto più volte: «Dobbiamo coinvolgere le imprese della Maddalena, della Gallura e della Sardegna. Quelle grandi, che pure ci sono, e quelle piccole – ha detto il governatore durante i lavori della commissione -. Dobbiamo fare in modo che anche gli artigiani possano avere le loro opportunità di crescita». L’appuntamento della svolta, dopo una serie di telefonate, è stato già fissato: il 5 aprile, nella sede sassarese di Confindustria, Bertolaso incontrerà gli imprenditori dell’Ance, l’associazione dei costruttori edili. A loro spiegherà tutti i passaggi che lo porteranno ad assegnare i lavori per la ristrutturazione dell’arsenale, dell’ospedale militare, della caserma Faravelli e delle officine Sauro, i quattro edifici che saranno il cuore del G8. «Potevo avvalermi dei miei poteri straordinari, ma ho deciso che per i lavori saranno fatti dei bandi di gara». L’ipotesi più accreditata è quella di un general contractor, responsabile di ogni minimo intervento, aiutato e sostenuto da altre imprese. Ma la discussione non è stata tutta sul cemento, ovviamente. Anzi, il tratto caratterizzante del G8 – l’ecosostenibilità – ha assunto contorni ancora più netti. Intanto perché, a sorpresa, Soru e Bertolaso hanno ammesso di diritto alla commissione le associazioni ambientaliste. C’erano i rappresentanti di Fai, Wwf e Legambiente. «Siamo molti felici di questo coinvolgimento, adesso fateci capire quale potrà essere il nostro ruolo. Tenete presente che La Maddalena è un parco, è un sito d’interesse comunitario» hanno spiegato. In questo contesto, il Wwf ha chiesto di verificare se le deroghe alle leggi urbanistiche rispettano le direttive Ue, «per evitare che vengano aperte delle procedure contro l’Italia che ne danneggerebbero l’immagine». Bertolaso ha rassicurato tutti: «Le deroghe tengono conto delle direttive dell’Ue, faremo sempre le valutazioni d’impatto ambientale, solo che accorceremo i tempi delle procedure». Ma la proposta più importante è arrivata dal ministero dell’Ambiente. «Penso che l’occasione del G8 possa servire per rilanciare un vecchia ma attualissima proposta: quella di far riconoscere dall’Unesco l’arcipelago come patrimonio mondiale dell’umanità» ha detto Aldo Cosentino, direttore generale del ministero di Pecoraro Scanio. Sentendo queste parole, Soru ha mostrato un deciso consenso facendo di sì con la testa più volte. «Avevamo già istruito la pratica nel 2000 – ha ricordato Pierfranco Zanchetta, oggi assessore provinciale all’Ambiente e allora dirigente del parco -. La nuova dirigenza lasciò cadere tutto, ora possiamo e dobbiamo riprenderla». Un G8 sempre più verde, dunque. E Bertolaso è riuscito nell’impresa di coinvolgere nel progetto anche l’Enel. «Il vertice sarà alimentato da energia rinnovabile. Stiamo lavorando con l’Enel perché anche i minimi particolari siano ecosostenibili. Per esempio arriverà da fonti alternative anche l’energia che che alimenterà i microfoni degli 8 grandi». Che poi non saranno 8 ma molti di più: almeno 22 capi di stato e governo parteciperanno al summit come ospiti. Tra loro il commissario Ue Barroso, il presidente di turno dell’Ue (il premier svedese) e, soprattutto, il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon. Un evento davvero mondiale.

  6. gruppodinterventogiuridico
    27 Marzo 2008 a 22:55 | #6

    ..forse Guido Bertolaso pensa che ci si debba fidare dei suoi poteri straordinari e pressochè senza controllo per ragioni fideistiche. Oggi, più o meno, si intuisce che cosa voglion fare per ‘sto benedetto G 8. Domani, se arriva Berlusconi al governo, nessuno lo può sapere se non Berlusconi stesso. Che darà ordini a Bertolaso. In questo caso, se la scelta sarà davvero “geniale”, andremo a chiederlo anche al F.A.I., associazione certo benemerita, ma spesso – almeno per le cose sarde – un po’ fuori dal mondo…

    A.G.I., 27 marzo 2008

    G8: BERTOLASO, LA MADDALENA SCELTA GENIALE.

    (AGI) – Roma, 27 mar. – Una “scelta geniale”. Cosi’ Guido Bertolaso, responsabile del Dipartimento della Protezione Civile, ha definito la scelta dell’isola de La Maddalena come sede dei lavori del G8 del 2009. Bertolaso, a margine della Conferenza stampa di presentazione della 16ma Giornata Fai Primavera a Palazzo Farnese, ha commentato che la scelta e’ tanto piu’ significativa se si considera che il vertice si andra’ a realizzare in una realta’ territoriale che oggi sicuramente affronta grossi problemi locali ed economici “perche’ e’ venuta meno una fonte di introito che era legata alla presenza della base militare statunitense. La partenza degli americani – ha aggiunto Bertolaso – impone ora di trovare nuovi modelli di sviluppo della zona. Con il G8 avremo una grande attenzione mediatica mondiale e poi la realizzazione di opere ed infrastrutture che resteranno a disposizione dell’isola in una ottica di turismo ecocompatibile”. E a questo proposito, Bertolaso ha citato l’esempio giapponese dell’isola di Hokkaido, che ospitera’ il G8 di quest’anno: “Zona povera e dove appunto stanno realizzando opere che serviranno a rilanciare l’economia locale”.

  7. gruppodinterventogiuridico
    26 Marzo 2008 a 20:03 | #7

    L’Altravoce, 23 marzo 2008

    Troppe scorciatoie in nome dell’urgenza. Ricorso alla UE sui segreti del G8: rischio di coprire la speculazione edilizia.

    Il Governo Prodi uscente si dev’essere reso conto che neppure facendo i miracoli le strutture previste e quelle impreviste potevano esser pronte entro l’estate 2009 per lo svolgimento della riunione del G8 a La Maddalena, ed ha pensato bene di blindare ancora di più poteri e procedure del commissario straordinario Guido Bertolaso.

    L’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3663 del 19 marzo 2008 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, serie generale, del 21 marzo 2008, n. 69) disegna un G8 in salsa cinese e con aperture potenziali spaventose per la speculazione edilizia. All’art. 5 sono previste disposizioni in deroga per la segretazione degli interventi. All’art. 8 sono previste ulteriori disposizioni in deroga alla disciplina dei termini e dei medesimi effetti della normativa sulla valutazione di impatto ambientale, della valutazione di incidenza ambientale e del piano paesaggistico regionale.

    E, addirittura, «nelle more del procedimento di valutazione d’impatto ambientale il soggetto attuatore, di cui al comma 5, è autorizzato a procedere agli affidamenti dei lavori, espressamente riservandosi il potere di imporre al soggetto affidatario le eventuali prescrizioni che dovessero essere impartite successivamente all’esito della valutazione d’impatto ambientale, consentendo, altresì, l’apertura dei cantieri e l’inizio delle opere compatibilmente con le esigenze ambientali» (comma 9º).

    Qui, a nostro parere, vengono meno anche i principi fondamentali delle disposizioni comunitarie e nazionali in materia che vincolano la realizzazione degli interventi assoggettati a V.I.A. alla positiva conclusione del relativo procedimento.

    Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno provveduto, quindi, ad inoltrare in data odierna un ricorso alla Commissione Europea ai sensi dell’art. 226 del trattato U.E. per verificare se sia rispondente al diritto comunitario una deroga di così eccessive proporzioni.

    Infatti, in precedenza, le disposizioni del piano paesaggistico regionale non potevano esser derogate: anche l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3629 del 20 novembre 2007 che ha nominato quale commissario delegato Guido Bertolaso ed ha dettato disposizioni straordinarie per lo svolgimento del ?grande evento? relativo alla Presidenza italiana del G8 prevedeva soltanto la possibilità di «variante alle previsioni dei vigenti strumenti urbanistici e, ove occorra, approvazione del vincolo preordinato all’esproprio e dichiarazione di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità degli interventi previsti» (art. 1, comma 3º).

    Fra le disposizioni alle quali – «ove ritenuto indispensabile» – il commissario delegato è autorizzato a derogare (art. 10), «nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico, delle direttive comunitarie», non c’è il decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni, la fonte fondamentale della pianificazione paesaggistica (artt. 135 e ss.), in attuazione degli obblighi costituzionali di cui all’art. 9 cost. Quindi non prevedeva deroghe alla pianificazione paesaggistica né alla normativa sulla valutazione di impatto ambientale.

    Dopo le prime anticipazioni sui progetti di riconversione delle strutture militari dismesse a La Maddalena arrivano anche le ‘intese’ ai sensi della normativa tecnica di attuazione (artt. 11 e 15) del Piano paesaggistico regionale fra Regione autonoma della Sardegna, Provincia della Gallura e Comune di La Maddalena per gli interventi turistico-ricettivi ritenuti ‘compatibili’ con il medesimo P.P.R. in vista del G8.

    In gran parte sembra trattarsi di ristrutturazioni di complessi edilizi esistenti, ma la deliberazione della Giunta regionale n. 17/3 del 20 marzo 2008 di presa d’atto delle intervenute ‘intese’, visibile sul sito internet ufficiale, non contiene le schede istruttorie allegate, come di consueto. Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno già provveduto a richiederle (istanza del 20 marzo 2008) per poter verificare ubicazioni, volumetrie, ecc. per valutare quali ulteriori iniziative intraprendere per la salvaguardia dei valori ambientali e naturalistici dell’Arcipelago della Maddalena.

    Tante strutture militari dimesse. Dismesse come dismessi sono decine e decine di posti di lavoro già nel settore militare tuttora non riconvertiti. Mattoni, cemento, grandi firme. Dopo che l’U.S. Navy ha ammainato stars and stripes, sono iniziate le grandi manovre immobiliari sull’Arcipelago della Maddalena. Parco nazionale, tutela paesaggistica, sito di importanza comunitaria, ma – pare – le normative di salvaguardia ambientale di un arcipelago unico al mondo sembra possano essere interpretate un po’ disinvoltamente in nome dell’appuntamento previsto nel 2009 col G8.

    Così come abbiamo avversato il raddoppio della base militare in uso alla U.S. Navy, ci opponiamo alla speculazione immobiliare. Ribadiamo ancora che vi sono numerose strutture che possono essere ristrutturate senza riversare su ambienti delicatissimi nemmeno un metro cubo di cemento in più. Basta volerlo. Né i grandi nomi dell’architettura né il ricorso alla bioedilizia possono far dimenticare che cemento e mattoni sono tutti uguali.

    Nemmeno gli sbarchi, ormai monotoni anche quando festaioli, di Goletta Verde: nemmeno una parola sui rischi di irreversibile trasformazione edilizia che corre un arcipelago unico al mondo, qualora gli interventi non siano fatti tenendo quale valore irrinunciabile il mantenimento delle caratteristiche ambientali.

    Dal canto nostro faremo tutto il possibile per tener fermi questi principi cardine di salvaguardia di un ambiente unico ed irripetibile. Prossimo passo, la richiesta delle procedure di valutazione di impatto ambientale per gli interventi previsti. Il G8 sarà certo una vetrina importantissima per La Maddalena e la Sardegna tutta. D’accordo. Ma non vogliamo certo disastri – per giunta a spese pubbliche – che rimarranno per un bel pezzo!

    Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

  8. elio
    25 Marzo 2008 a 12:06 | #8

    G8 alla Maddalena

    Da tempo mi chiedevo….voglio proprio vedere cosa costruiranno alla Maddalena ,per ricevere i G8.Ci sono i piani paesaggistici..quindi non costruiranno un bel niente..eppoi la Sardegna non ha neppure risorse economiche da investire.La regione è piena di debiti.Da 4 anni le finaziarie regionali erano improntate a lacrime e sangue.Nulla di nulla per nessuno!Invece….di colpo compaiono dal nulla 170 milioni di euro di risorse pubbliche e forse altretante di investimenti privati.Tutti da investire alla Maddalena per farne una “vetrina planetaria”dice Soru.E i piani paesaggistici?Quelli,invece, non si trovano piu’.Spariti!” E’Il gioco delle tre carte”,come spiegava molto bene Andrea Pubusa ieri sulla Nuova Sardegna.

    Al gruppo d’intervento giurico faccio i miei complimenti per il lavoro serio e importante che state portando avanti.

    saluti

    Elio

  9. gruppodinterventogiuridico
    23 Marzo 2008 a 18:12 | #9

    da La Nuova Sardegna, 23 marzo 2008

    Gli ecologisti del Gruppo di Intervento Giuridico e la secretazione degli appalti dei cantieri. G8, ricorso all’Unione europea. «A rischio la tutela del piano paesaggistico regionale nell’arcipelago». LA MADDALENA. Paura di speculazioni immobiliari. Piero Mannironi

    LA MADDALENA. Il G8 non può diventare il grimaldello per aprire la porta a speculazioni immobiliari nell’arcipelago maddalenino. E’ la posizione degli ambientalisti del Gruppo d’Intervento giuridico e Amici della Terra, i quali temono che le deroghe concesse per garantire la riuscita di un evento straordinario come il vertice dei potenti della terra, possano alla fine rivelarsi devastanti sul piano dell’impatto ambientale. «L’ordinanza del presidente del consiglio dei ministri – dice il portavoce dei movimenti ecologisti, Stefano Deliperi – disegna un G8 in ‘salsa cinese’ con aperture potenziali spaventose per la speculazione edilizia. All’articolo 5 sono previste disposizioni in deroga per la segretazione degli interventi. All’articolo 8 sono previste ulteriori disposizioni in deroga alla disciplina dei termini e dei medesimi effetti della normativa sulla valutazione di impatto ambientale, della valutazione di incidenza ambientale e del piano paesaggistico regionale». Come se non bastasse, poi, per gli ambientalisti diventa rischiosissimo il disposto secondo il quale «nelle more del procedimento di valutazione di impatto ambientale il soggetto attuatore è autorizzato a procedere agli affidamenti dei lavori, espressamente riservandosi il potere di imporre al soggetto affidatario le eventuali prescrizioni che dovessero essere impartite successivamente all’esito della valutazione di impatto ambientale, consentendo altresì l’apertura dei cantieri e l’inizio delle opere compatibilmente con le esigenze ambientali». «Qui – dice Deliperi -, a nostro parere, vengono meno anche i principi fondamentali delle disposizioni comunitarie e nazionali in materia che vincolano la realizzazione degli interventi assoggettati a Via alla positiva conclusione del relativo procedimento». Per questo motivo, gli ambientalisti hanno inoltrato un ricorso alla Commissione Europea «per verificare se sia rispondente al diritto comunitario una deroga di così eccessive proporzioni». Per Deliperi nel primo decreto del governo, quello cioé che nominava Guido Bertolaso commissario straordinario, le disposizioni del piano paesaggistico regionale non potevano essere derogate. Quindi, è il passo successivo, il secondo decreto, che apre alcune porte pericolose per la salvaguardia ambientale alla Maddalena. Altra circostanza che ha messo in allarme gli ecologisti è che le intese raggiunte tra la Regione, la Provincia Gallura e il Comune della Maddalena non contegono questa volta le schede istruttorie allegate. «Per questo – dice Deliperi – abbiamo già provveduto a richiederle per poter verificare ubicazioni e volumetrie per valutare quali iniziative ulteriori intraprendere per la salvaguardia dei valori ambientali e naturalistici dell?arcipelago della Maddalena». La filosofia degli ambientalisti è molto chiara: «Così come abbiamo avversato il raddoppio della base militare in uso alla Us Navy dice infatti Stefano Deliperi -, ci opponiamo alla speculazione immobiliare. Faremo tutto il possibile per tenere fermi i principi cardine di salvaguardia di un ambiente unico e irripetibile».

  10. Vania
    22 Marzo 2008 a 19:59 | #10

    cerchiamo di evitare un disastro :( ciao ciao Vania

  11. Tatanka
    22 Marzo 2008 a 18:42 | #11

    Forse, si vogliono salvare con quel finale “compatibilmente con le esigenze ambientali”..

  12. Stefano Deliperi
    22 Marzo 2008 a 18:37 | #12

    E vediamo, Luisella, se si tratta di provvedimenti legittimi o meno. Qualche “dubbio” sul rispetto delle norme fondamentali in materia ambientale e sul rispetto del diritto comunitario c’è. E non è trascurabile. Di questo passo troveremo anche le casette dei Teletubbies, contenti ?

  13. Luisella
    22 Marzo 2008 a 12:41 | #13

    Un articolo de La Nuona sardegna del 22/03/2008 titola

    “I lavori del G8 coperti dal segreto di Stato

    Prodi firma l’ordinanza che comprende gli appalti e la deroga al piano paesaggistico”

    Poco eco-logica conclusione a cui eravamo già arrivati in tanti.

  14. Signora Pina
    21 Marzo 2008 a 23:07 | #14

    Niente casette dei teletubbies??

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