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La Sardegna e i fondi comunitari, P.O.R. 2000-2006 e 2007-2013.

 

 

Per chi fosse interessato a conoscere come vengono investiti i fondi comunitari assegnati alla Sardegna ecco la relativa indagine di controllo sulla gestione svolta dalla Corte dei conti: indagine di controllo successivo e di monitoraggio sull’andamento e sullo stato di attuazione dei fondi strutturali in Sardegna (P.O.R. 2000-2006), con particolare riguardo al FSE e con rilevazione delle irregolarità e delle azioni di rettifica e di recupero intraprese, nonché dell’eventuale sussistenza di fenomeni di frodi e la verifica dello stato di attuazione della misura 1.5 “Rete ecologica regionale” (esecutiva della rete dei siti di importanza comunitaria “Natura 2000″), conclusa con la deliberazione Sez. controllo Corte dei conti per la R.A.S. n. 20 del 17 aprile 2008.    Qui la precedente.

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

 

E questa è la parte preponderante della nuova programmazione sostenuta con fondi comunitari 2007-2013:

 

da http://www.regione.sardegna.it/, 2 maggio 2008

Il PorFesr guarda alla competitività delle imprese.

Oltre 1,7 miliardi di euro da spendere nel periodo di programmazione 2007-2013. Le risorse ripartite in sei Assi e 95 Linee di attività, che consentiranno di evitare i bandi per i singoli interventi. La novità: la certezza delle risorse nel lungo periodo (il settennio 2007-2013) anziché anno per anno. Saranno facilitate le imprese che hanno partecipato alla progettazione integrata e fornito indicazioni utili per le linee d’intervento.

CAGLIARI, 2 MAGGIO 2008 – Oltre 1,7 miliardi di euro da spendere nel periodo di programmazione 2007-2013. Sono le ingenti risorse del Programma operativo finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), la cui ripartizione è stata presentata oggi dal Presidente della Regione, Renato Soru, e dall’assessore della Programmazione e del Bilancio, Eliseo Secci.      Il PorFesr contiene sei dei dieci Assi d’intervento riguardanti la Sardegna, risultata la prima in Italia nella spesa dei fondi Por 2000-2006. La Regione sta ultimando il Documento unico di programmazione, che sarà presentato al nuovo Governo: prevede la ripartizione delle risorse europee e nazionali che, per la Sardegna, ammontano a circa 10 miliardi di euro. “La Regione – spiega il Presidente Soru – si impegna a spendere 800 milioni del Fesr entro il 31 dicembre 2008. Ciò sarà possibile grazie soprattutto a una nuova impostazione, rispetto al passato anche recente, e alla certezza delle risorse nel lungo periodo (cioè per il settennio 2007-2013) anziché anno per anno”.  Il PorFesr è stato ripartito in sei Assi e oltre 90 Linee di attività. “Al termine di un lungo lavoro del tavolo tecnico tra alcune Regioni italiane e dopo il vaglio in ambito europeo – spiega Soru -, sono stati individuati pochi Assi e obiettivi certi, perciò non sarà più necessario predisporre i bandi per i singoli interventi. Quelli già in essere, però, non spariranno del tutto. È il caso di Civis, per citare un esempio: la graduatoria sarà tenuta in considerazione per i prossimi interventi in quel settore specifico, in modo da non scontentare nessun Comune”.     Alle imprese che hanno partecipato alla progettazione integrata, il Presidente Soru garantisce che “la Regione è pronta a presentare i bandi studiati sulla base delle esigenze presentate dalle imprese stesse. I soldi ci sono, e sono tanti. Ora le misure d’intervento vanno riempite di buoni progetti. Settori come quello delle energie rinnovabili, della nautica e dello sviluppo tecnologico attendono soltanto le proposte delle imprese sarde”.     Sotto questo profilo Soru ha ricordato che la Sardegna “è la prima regione italiana ad aver introdotto lo Sportello unico per le attività produttive, proprio per liberare le energie delle imprese e aiutare la loro competitività. La nuova strategia del PorFesr consentirà di sbloccare le risorse in tempi rapidi, concretizzando il nostro programma”. L’assessore Secci ha poi sottolineato che “si chiude un lungo processo iniziato nel 2006 e terminato ai primi d’aprile, con la registrazione del programma operativo da parte della Corte dei Conti. Siamo passati dall’Obiettivo 1 all’Obiettivo Competitività, e le risorse sono addirittura aumentate (alla Sardegna oggi viene trasferito il 12,61 dei fondi nazionali Fas, anziché il 12%). Puntiamo alle premialità, che sono legate alla capacità di spesa”.
Il PorFesr prevede sei Assi d’intervento, più uno dedicato all’Assistenza tecnica. L’Asse numero 6 è il cuore del Programma. Ecco il Fesr nel dettaglio:
- Asse 1 (Società dell’informazione): risorse pari a 170 milioni 168mila euro.
- Asse 2 (Inclusione, servizi sociali, istruzione e legalità): 161 milioni 660mila euro.
- Asse 3 (Energia): 187 milioni 185mila euro.
- Asse 4 (Ambiente, attrattività naturale, culturale e turismo): 382 milioni 879mila euro.
- Asse 5 (Sviluppo urbano): 306 milioni 301mila euro.
- Asse 6 (Competitività): 459 milioni 454mila euro.
- Asse 7 (Assistenza tecnica): 34 milioni 34mila euro.
“Il 70% delle risorse – spiega il Presidente Soru – è destinato alle spese in funzione della Strategia di Lisbona (istruzione, conoscenza, ricerca e tecnologia per un progetto di sviluppo che salvaguardi la qualità ambientale), per creare nuovi posti di lavoro. Non solo aderiamo a questa richiesta dell’Unione europea, ma ci crediamo con entusiasmo”.

- Consulta il Por Fesr 2007-2013
;
- Consulta la delibera;

 

da La Nuova Sardegna, 4 maggio 2008

Dall’Ue l’ultima occasione per l’isola.  La giunta vara il Master plan dello sviluppo Secci: «400 milioni da spendere subito». Alfredo Franchini

CAGLIARI. Forse è l’ultima occasione che l’Europa dà alla Sardegna: un master plan da un miliardo e 700 mila euro. Fondi che la giunta Soru ha rimodulato e su cui c’è il benestare dell’Ue. I primi 400 milioni dovranno essere spesi da qui al 2009. Una scommessa perché è l’ultima chiamata dell’Europa e precede di un altro anno l’istituzione dell’Area di libero scambio nel Mediterraneo.  Una scommessa da vincere proprio perché è l’ultima chiamata dell’Europa e precede di un altro anno l’appuntamento che può essere determinante per lo sviluppo dell’isola: l’istituzione dell’Area di libero scambio nel Mediterraneo nel 2010. «Con questa decisione della giunta», spiega l’assessore alla Programmazione Eliseo Secci, «il Por entra nella fase operativa. Da qui al 2009 la Regione impiegherà la prima annualità (400 milioni di euro) nel settore energetico, nel rafforzamento del settore industriale artigiano e turistico, nell’informatica».  Ora si può fare, assicura l’assessore, perché per la prima volta gli strumenti di programmazione, cioè le risorse statali ed europee sono state unificate. La riprogrammazione è scaturita dalle innovazioni introdotte dal quadro legislativo nazionale che preveda la svolta nell’uso delle risorse. Il rapporto della Sardegna con i fondi strutturali è sempre stato complesso e deficitario nei risultati visto che l’articolo 130 del Trattato di Amsterdam che si proponeva di ridurre il divario di sviluppo delle varie regioni «meno favorite o insulari», così recitava testualmente, non è mai stato attuato. La Sardegna è uscita dall’Obiettivo 1 non perché fosse più ricca ma perché era debole e per questo fu colpita dal meccanismo finanziario escogitato dalla Commissione visto che le statistiche ufficiali non dicono tutta la verità. Ma nonostante l’uscita dall’Obiettivo 1, cioè la fascia di aiuti più rilevante, come si vede la Regione ha a disposizione un autentico master plan.
Por 2004. Prima dell’uscita dall’Obiettivo 1, la dotazione finanziaria del Por 2000-2006 era di 4.258.555.040 ma l’andamento della spesa era al di sotto delle aspettative. Dal 2002 al 2004 c’è stata una progressiva riduzione dei pagamenti certificati e il problema è stato individuato proprio nell’incisività del Fesr, il fondo che ora la giunta Soru ha riprogrammato. Alla fine del 2004, quando alla Regione si erano alternate le ultime giunte di Centrodestra, il Fesr faceva registrare un overbooking di programmazione rispetto allo stanziamento complessivo del fondo stesso.
Nuovi programmi. La revisione del Por è uno dei punti fermi della giunta in carica, uno dei fatti più rilevanti della programmazione regionale con la necessità di dare più efficacia alla spesa. Si tratta, infatti, di affrontare i problemi della crescita della Sardegna seguendo le indicazioni delineate dai Consigli europei di Goteborg e di Lisbona. Con queste modifiche, ad esempio, le politiche regionali in campo turistico, economico, sociale e ambientale, vengono affrontate in modo sinergico; le iniziative per la tutela dell’ambiente, i centri storici, i beni culturali sono parte di un sistema che spinge in un’unica direzione. Competitività, è il termine adoperato dal presidente Soru e dall’assessore Secci, o vantaggio competitivo. Perché quello che manca è anche quella che ora viene chiamata governance: significa che se un’opera è ritenuta utile tutte le istituzioni devono marciare nella stessa direzione così come è accaduto a Milano per l’Expo.
I Pit. C’erano una volta i Pit, progetti integrati territoriali, sperimentati nel primo quinquennio di attuazione del Por 2000-2004. I tredici Pit varati in Sardegna per 360 milioni di euro non hanno portato risultati soddisfacenti, da qui l’esigenza di abbandonarli. Il livello di integrazione era basso a fronte di investimenti pubblici ingenti. L’analisi della distribuzione territoriale delle operazioni già finanziate ha messo in evidenza che anche i territori che non erano stati finanziati dai Pit erano riusciti a intercettare attraverso i bandi ordinari una quota significativa delle risorse del Por. Ma erano davvero scarse le azioni finalizzate alla messa a reddito di queste risorse.
Il rilancio. Sono fondi certi che non dovranno essere discussi anno per anno, dicono Soru e Secci. Una novità importante perché scaccia il pericolo dei progetti «sponda» e di quei meccanismi moltiplicatori di risorse sui singoli territori di fronte a progetti molto discutibili. Il Centrodestra nell’isola, però, è perplesso tanto che in Consiglio, La Spisa, Artizzu e Vargiu, hanno presentato un’interpellanza partendo dalla premessa che «il sistema delle imprese non è più in grado di reggere la competizione dei mercati e perciò servirebbero misure davvero innovative».

IL CASO.  Soldi a fiumi per il Nord.

CAGLIARI. La Sardegna è fuori dall’Obiettivo 1, cioè dalla fascia di aiuti più consistenti destinata dall’Europa alle regioni in ritardo di sviluppo. Ma ci sono altre misure destinate al Nord. Per l’esattezza il 15 per cento dei Fondi europei del 2007-2013 andrà a sostenere diverse aree del Nord. La misura era prevista in origine a favore di aree industriali dismesse o aree rurali in via di spopolamento ma in realtà la mappa tracciata a livello europeo presenta situazioni di ben altro genere. Per esempio, in Piemonte, gli aiuti dell’Europa andranno ad alcuni quartieri di Torino come Mirafiori Sud e il Parco Regio ma anche Villar Perosa. Sì, proprio la cittadina che ospita la famiglia Agnelli da 150 anni e che era amata anche dal re Carlo Alberto III. In Lombardia, cioè la regione più ricca d’Italia, i fondi europei aiuteranno i comuni di Castellanza, Carate Brianza, Desio, Giussano e persino Macherio; quest’ultimo comune è stato ammesso a godere in toto degli aiuti europei senza distinzioni censuarie e quindi vi sarà compresa anche la villa e il parco di Silvio Berlusconi.  In Liguria incentivi per alcuni quartieri di Genova e poi ad alcune zone di riviera come Chiavari, Lavagna e Sestri Levante. Le imprese di Venezia saranno aiutate non solo per quest’anno ma sino al 2013; in Emilia risulta essere in affanno niente meno che Ravenna. Incentivi, infine, anche alla Valle d’Aosta che risulta essere la regione più assistita e che, a sua volte, assiste artigiani e alberghi di lusso, né lesina mutui agevolati ad alcun residente. L’energia è erogata a prezzi scontati grazie al gestore unico che, per Statuto, non è privatizzabile.

 

da La Nuova Sardegna, 3 maggio 2008

Il fondo europeo finanzierà tra l’altro sviluppo sostenibile, formazione, energie rinnovabili. Pronti dieci miliardi per rilanciare l’economia.
Soru presenta il programma Fesr: «La prima di tante occasioni che non perderemo».

CAGLIARI. Dieci miliardi di euro. Questi i fondi (europei e statali) che arriveranno nell’isola nei prossimi sei anni. Più numerosi di quando eravamo nell’obiettivo uno. E finalmente spendibili senza lungaggini e “progetti ponte”. Grazie alla programmazione che la Regione ha messo in campo. Questa almeno la convinzione del presidente Renato Soru, che ieri a Cagliari ha presentato la delibera che rende spendibile una importante tranche di queste risorse: un miliardo e settecento milioni del Fesr.     Il Fondo europeo di sviluppo regionale si occupa in particolare di innovazione, valorizzazione dell’identità e delle vocazioni del territorio e tutela delle risorse naturali, con l’obiettivo di rilanciare lo sviluppo sostenibile e creare “nuovi e migliori posti di lavoro”. Per il biennio 2006-07 porterà nelle casse della Regione 850 milioni che, come ha promesso ieri il presidente Soru, che ha presentato il piano insieme all’assessore della programmazione e bilancio Eliseo Secci, «Impegneremo entro il 31 dicembre e spenderemo entro il 2009, anche perchè saranno fatti pochi bandi. E saranno mirati e calibrati. Da una parte infatti sfrutteremo tutto il lavoro di monitoraggio già svolto in questi anni con la programmazione integrata. Dall’altra useremo gli strumenti di programmazione che abbiamo creato, come il Piano sanitario regionale, quello dei trasporti o il Bando Civis (che verrà rifinanziato), oltre a nuove iniziative che interesseranno la scuola, il turismo e l’ambiente. Per una volta sappiamo esattamente come spendere i soldi. E sappiamo anche che tipo di bandi desiderano le imprese. E sfrutteremo quest’occasione per eliminare una volta per tutte i vincoli strutturali che ci derivano dalla nostra insularità. E per metterci al passo con le regioni più evolute d’Europa, e non con le ultime della fila. L’unico vincolo previsto – conlude Soru – è che il 70% delle risorse siano impegnate per perseguire la strategia di Lisbona e cioè che si punti su istruzione, innovazione e ambiente. Possiamo dire tranquillamente che queste sono le nostre parole d’ordine e che a questo dedicheremo ben più del settanta per cento delle risorse a disposizione». Sono sei gli Assi e le Linee di attività previste dal Fesr 2007-2013, più uno di “assistenza tecnica” con il quale la Regione intende creare una sorta di «centro per i bandi» che gestisca al meglio le procedure di gara e il monitoraggio dei lavori. Per il resto i fondi saranno divisi tra: Società dell’Informazione (importo 170 milioni di euro); Inclusione, Servizi sociali, Istruzione, Legalità (161 milioni); Energia (187 milioni); Ambiente, Attratività naturale, culturale e Turismo (383 milioni); Sviluppo urbano (306 milioni); Competitività (460 milioni).  Particolarmente interessanti i progetti che riguardano la sanità (tra gli altri l’ammodernamento tecnologico delle strutture ospedaliere con particolare riferimento all’alta diagnostica e alla radioterapia oncologica) quelli sull’energia (con aiuti alle imprese per produrre nell’isola le torri eoliche e il silicio per i pannelli solari, lo sviluppo delle energie rinnovabili e della bio architettura e la bio edilizia), e quelli dedicati a turismo, ambiente e cultura (con il finanziamento di tutto il piano di riassetto idrogeologico dell’isola).

 

(foto C.B., P.F., J.I., R.D., S.D., archivio GrIG)

 

  1. gruppodinterventogiuridico
    16 Maggio 2008 a 14:07 | #1

    da La Nuova Sardegna, 16 maggio 2008

    «Primi della classe nonostante tanti problemi».

    Apprezzamento del commissario Danuta Hubner. L’opposizione insorge: solo favole.

    CAGLIARI. I più bravi di tutti a seguire il dettato di Lisbona. Con il 70 per cento degli oltre dieci milardi di euro di risorse europee che arriveranno tra il 2007 e il 2013 dedicate a innovazione, imprenditorialità e società della conoscenza. Ma rallentati dai gravi problemi strutturali che affliggono l’isola, in un Europa dove alcune Regioni corrono molto più veloce di noi. Questa l’analisi di Danuta Hubner, commissaria europea per le politiche regionali, ieri nell’isola per verificare lo stato dell’arte dei progetti in vista dell’apertura del cruciale settennio che ci porterà definitivamente fuori dall’obiettivo uno. Sette anni di spin off durante i quali la programmazione di spesa ha cambiato faccia. Basti pensare che nel 2000-2006 dei 4,26 miliardi di euro arrivati dai fondi strutturali solo l’11 per cento fu dedicato agli obiettivi di Lisbona, rispetto all’attuale 70. Un salto di qualità particolarmente apprezzato dalla commissaria europea: «La Sardegna mi sembra pronta ad affrontare la sfida della globalizzazione, puntando con investimenti futuri sullo sviluppo delle tecnologie, dell’industria e della ricerca – ha spiegato durante un incontro con la stampa al fianco di Renato Soru – le priorità dell’innovazione e dell’emergenza climatica nel nuovo programma della politica di coesione dell’isola – ha aggiunto – sono un investimento saggio che si tradurrà in creazione di posti di lavoro stabili». Riguardo la capacità di spendita della Sardegna, con circa il 76% dei finanziamenti impegnati, l’isola si allinea alla media europea, pur risultando terzultima nella graduatoria stilata dal Comitato di sorveglianza del Por. «Se nel precedente periodo di programmazione 2000-2006 – ha precisato Renato Soru – la Sardegna aveva ottenuto fondi strutturali per 4,6 miliardi di euro erogati nell?ambito dell’Obiettivo 1, nel 2007 – 2013 otterrà oltre 10 miliard tra finanziamenti europei e fondi di compartecipazione nazionale. La nuova programmazione – ha concluso il presidente della Regione – si concentrerà sull’innovazione (43%) più che sulle infrastrutture, mentre un terzo del finanziamento disponibile sarà rivolto a raccogliere la sfida dell’emergenza climatica con l’obiettivo di raggiungere, entro il 2015, una diminuzione del 26% delle emissioni di carbonio, puntando su energie rinnovabili, efficienza energetica e trasporto sostenibile».

    IL CONSIGLIO. La giornata della Hubner è proseguita con un’incontro in Consiglio regionale. I lavori sono stati aperti dal presidente dell’Assemblea, Giacomo Spissu che ha sottolienato che si deve aprire una strada di relazione diretta e non mediata dagli Stati di appartenenza tra le Regioni e l’Ue. Invito accolto dalla Hubner che ha detto di credere fortemente in una politica europea su base regionale. «Siamo soddisfatti del rapporto che si è creato tra l’Ue e la Sardegna – ha spiegato – soprattutto per quanto riguarda la protezione dell’ambiente. E la Sardegna è già attivamente impegnata in queste materie». Il presidente della Commissione Politiche comunitarie, Alessandro Frau, ha sottolineato come in un mondo globalizzato deve essere rivista l’idea stessa di politica di coesione e il senso del processo di recupero dello svantaggio, mentre il collega della Commissione Bilancio, Giuseppe Cucca, ha ricordato che il ciclo di programmazione 2000-06 è riuscito solo parzialmente a centrare gli obiettivi prefissati. A nome dell’opposizione in Aula è intervenuto Mario Diana (An), che ha evidenziato come «Nonostante i grandi investimenti europei permangono problemi di carattere strutturale, che non fanno ben sperare per il prossimo sestennio. Esistono sacche di povertà e arretratezza – ha concluso Diana- che fanno dubitare che sia stato un bene l’uscita della Sardegna dall’Obiettivo 1». Spazio poi ai rappresentati delle parti economiche e sociali, con il presidente degli industriali sardi Gianni Biggio che ha sottolineato quanto sia necessario dare completa attuazione agli impegni di pieno e continuo coinvolgimento del partenariato economico e sociale nella preparazione, attuazione, sorveglianza e valutazione dei programmi operativi. Osservazione rilanciata da Tonino Piludu a nome di Cgil, Cisl e Uil che ha spiegato come il processo della programmazione non ha sempre consentito la partecipazione effettiva delle parti sociali e del partenariato, chiedendo il superamento di questo limite. Poi il presidente dell’Anci Tore Cherchi che ha invitato tutti a sfruttare l?opportunità che l?utilizzare al meglio queste risorse offre.

    LE POLEMICHE. Dopo la seduta spazio alle polemiche, con l’opposizione che ha visto una maggioranza di centrosinistra ‘divisa e nervosa’ all?appuntamento con la commissaria europea e contesta il presidente della Regione Soru per aver raccontato alla rappresentante di Bruxelles ‘una bella fiaba’ A parlare è il capogruppo di FI Giorgio La Spisa che ha puntato il dito contro i presidenti delle commissioni Bilancio e Politiche comunitarie per poi attaccare il governatore. I due presidenti, dice l’esponente azzurro, «Non hanno nascosto il fastidio per essere stati ignorati nella elaborazione del nuovo programma. Ha inciso anche il chiarissimo tentativo, fatto dal presidente Soru, di coprire le gravissime lacune del suo governo nella gestione dei fondi del Ppr 2000-2006. Soru ha raccontato alla signora Hubner una bella fiaba, mostrando risultati positivi che in gran parte sono fantasiosi, come quello dell’attenzione mostrata dalla Regione all’istruzione e formazione: il disegno di legge giace ancora in Commissione, mentre la formazione è distrutta senza una valida alternativa». «Esprimo grande soddisfazione per l’incontro con la Commissaria Europea – replica a stretto giro di posta il presidente del gruppo del Pd Antonio Biancu – che rafforza l’azione diretta tra l’Ue e la Sardegna nelle politiche attive dello sviluppo. L’imponente sforzo della Regione per l’avvio della nuova fase di programmazione è un’occasione straordinaria per la crescita sociale, economica e strutturale della nostra Regione».

    LE VISITE. La Hubner ha concluso la sua giornata con le visite del parco tecnologico di Pula e dell’ex sito minerario di Buggerru, divenuto area culturale e turistica grazie a un contributo Fesr di 1,38 milioni. Giovanni Bua

  2. Stefano Deliperi
    15 Maggio 2008 a 22:07 | #2

    Nelle risultanze dell’indagine di controllo sulla gestione della Sezione di controllo della Corte dei conti c’è tutto quanto necessario ed opportuno per avere un’idea precisa dell’utilizzo dei fondi comunitari. Altro non c’è da aggiungere. Buona lettura !

  3. 15 Maggio 2008 a 17:40 | #3

    da http://www.regione.sardegna.it, 15 maggio 2008

    Primato della Sardegna per i fondi destinati all’innovazione.

    La Commissaria per le Politiche regionali, Danuta Hübner, sottolinea che “la Sardegna ha compiuto il salto di qualità più alto d’Europa negli investimenti per la strategia di Lisbona per il 2010, passando dall’11% del 2000-2006 al 70% del 2007-2013 per quanto riguarda innovazione, imprenditorialità e conoscenza. La Regione sarda ha speso il 76% dei fondi a lei concessi, dunque è in piena media europea”.

    CAGLIARI, 15 MAGGIO 2008 – La Commissaria europea per le Politiche regionali, Danuta Hübner, questa mattina ha incontrato a Cagliari il Presidente della Regione, Renato Soru, e la Giunta regionale, per discutere di come la Sardegna ha impiegato i fondi di sviluppo nel periodo 2000-2006 e di come intenda spendere quelli previsti nella programmazione 2007-2013. Hübner ha sottolineato che la Sardegna ha compiuto il salto di qualità più alto d’Europa negli investimenti per la strategia di Lisbona per il 2010, passando dall’11% del 2000-2006 al 70% del 2007-2013 .

    Nel fare un confronto con gli investimenti degli altri Paesi dell’Unione europea, Hübner ha sottolineato che “la politica regionale europea stabilisce un programma generale. Poi dipende dalla politica di sviluppo del singolo Paese: non esistono due regioni che investono allo stesso modo, ciascuna ha le sue specificità. Ma è importante sottolineare il balzo positivo compiuto dalla Sardegna, per quanto riguarda gli investimenti in materia di innovazione, imprenditorialità e conoscenza. La Sardegna ha speso il 76% dei fondi a lei concessi, dunque è in piena media europea”.

    Hübner, alla sua prima visita ufficiale nell’isola, si è detta “lieta di apprendere delle enormi opportunità che la Sardegna sta cogliendo grazie anche ai fondi europei. L’economia sta cambiando e la Regione sarda sta investendo su ricerca, ambiente, energia e tecnologie. Avverto grande collaborazione con il Governo nazionale, ma anche con imprese, Università e altri partner, pubblici e privati. Si guarda non soltanto all’Europa ma anche all’area mediterranea”.

    “Sono felice – ha aggiunto – di vedere di persona come si impiegano i fondi di sviluppo. La Sardegna sta affrontando la sfida della globalizzazione e investendo sul futuro, secondo lo spirito europeo. La ricerca può consentire di diventare indipendenti dall’energia fossile, grazie alle energie rinnovabili e sostenibili, dando beneficio all’ambiente e creando posti di lavoro con ricadute nella società”.

    “La Commissione europea – ha proseguito Hübner – apprezza molto l’impegno della Sardegna nel lavoro transfrontaliero. Mi colpisce molto che tutti i Comuni sardi saranno presto coperti dall’Adsl. In generale, giunti alla fine del periodo di programmazione, possiamo dirci soddisfatti di come sono stati spesi i fondi europei: più del 40% riguarda proprio l’innovazione. E poi, noto grande attenzione nei confronti dell’ambiente, soprattutto verso lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Naturalmente c’è ancora molto da fare”.

    Hübner ha ricordato che “nel 2005 è stato accordato un regime di transizione, dopo l’uscita dall’Obiettivo 1. C’è stata una riduzione dei fondi strutturali, ma questo trattamento speciale sta accompagnando la Regione nella programmazione dei prossimi anni”.

    Il Presidente Soru ha sottolineato che “c’è stato un disimpegno di 7-8 milioni di euro in agricoltura ma, proprio in quel momento, la Regione ha deciso di snellire le procedure eliminando i cosiddetti progetti coerenti (o progetti sponda), che servivano più a rendicontare che ad attuare. Abbiamo ricevuto anche la premialità per la capacità di spesa dell’ultimo periodo. E riguardo ai fondi Fesr, che prevede un programma piuttosto complesso, posso dire che la Regione ha ben operato e non restituirà neppure un euro, diversamente dal passato. Naturalmente, c’è bisogno della collaborazione di tutti, a cominciare dagli Enti locali, chiamati a spendere i fondi che sono loro concessi. Attenzione alla qualità, oltre alla quantità della spesa”.

    Soru ha infine precisato che “la Regione gode oggi di una maggiore partecipazione di fondi statali, dopo l’uscita dall’Obiettivo 1: i fondi europei sono diminuiti del 20%, è vero, ma i Fas sono aumentati in misura maggiore rispetto al 2000-2006: così, nel periodo 2007-2013, arriveranno circa 10 miliardi 500 milioni di euro, una cifra che considero importantissima”.

  4. d.s.
    15 Maggio 2008 a 12:15 | #4

    me lo puoi confermare?

    L’Unione Sarda del 15/05/2008

    Fondi Ue, Sardegna in ritardo. È stato speso solo il 76% delle risorse disponibili.

    Sardegna in ritardo nella spesa dei fondi Ue. L’isola ha fatto meglio soltanto di Campania e Sicilia, come rileva il Comitato di sorveglianza. Se la spesa di fondi comunitari accelera in tutta Italia, la Sardegna è ancora indietro nell’utilizzo delle risorse 2000-2006, da erogare sostanzialmente entro dicembre. I dati sull’avanzamento della spesa sono stati resi noti nei giorni scorsi in occasione dell’annuncio dell’arrivo in Sardegna della commissaria europea per gli Affari regionali Danuta Hubner, atterrata a Cagliari ieri notte e oggi attesa da una fitta agenda di incontri nell’isola, prima di ripartire per la Lombardia. Secondo i dati forniti dalla stessa Commissione europea, sulla base del rapporto del Comitato di sorveglianza sui Por, tra le regioni in ritardo di sviluppo, la Sardegna ha fatto meglio soltanto di Campania e Sicilia. A guidare la classifica della spesa è il Molise, con l’utilizzo dell?85,9% dei fondi, seguito da Calabria (80,2%), Basilicata (79,9%) e Puglia (78,6%). In Sardegna la percentuale è del 76,4% , mentre in Sicilia del 76,2% e in Campania del 76,1%. LA SPESA. L’ultimo rape autorizzazioni». Il Fondo sociale europeo, invece, si attesta al 77,38%. A pesare negativamente sul risultato finale della spesa, in questo caso, sono alcuni bandi, come ad esempio il programma regionale “Master&Back”, destinato ai giovani laureati che si specializzano all’estero, che «ha registrato alcune difficoltà di attuazione». Il Feoga, inoltre, il fondo nel quale sono comprese le risorse agricole, è stato interessato anche dal disimpegno automatico di alcune consistenti somme: la spesa si attesta al 76,41% e anche in questo caso il Comitato di sorveglianza rileva il «mancato rilascio di pareri, nullaosta e autorizzazioni » tra le cause del rallentamento. Molto bassa, infine, la spesa del fondo Sfop, destinato alla pesca. In questo caso, non si va oltre il 51,67% delle risorse. Le criticità, conclude il Comitato, «si possono ricondurre ai ritardi accumulati sull’approvazione delle graduatorie» e anche ai tempi «eccessivamente lunghi per l’acquisizione delle autorizzazioni». LE VISITE. All’incontro di oggi tra la Commissaria europea Danuta Hubner e i vertici della Regione si parlerà soprattutto di programmazione europea per il periodo 2007-2013. L’esponente della Commissione Ue ha spiegato ieri a Bruxelles che la politica di coesione europea cambierà in modo consistente: per questo scopo è prevista un’iniezione di oltre 338 miliardi di euro di finanziamenti europei nei 27 Stati membri. Il tema, infine, sarà al centro anche dell’incontro tra gli assessori regionali dell’Agricoltura, in programma venerdì a Cagliari. All’incontro dovrebbe partecipare anche il nuovo ministro delle Politiche agricole Luca Zaia. (g. d.)

  5. v.
    12 Maggio 2008 a 10:51 | #5

    questi documenti dovrebbero avere il massimo della diffusione, lo sapete che mercoledi è a Cagliari per fare il punto della situazione la commissaria Ue Danuta Hubner?

  6. Stefano Deliperi
    5 Maggio 2008 a 22:24 | #6

    La foto è stata fatta a Chia, in una delle calette minori, verso S. Margherita di Pula, è nota come Cala del Morto.

  7. Juri.
    5 Maggio 2008 a 17:51 | #7

    Dov’è stata fatta l’ultima foto? Bella!

  8. seba
    5 Maggio 2008 a 11:57 | #8

    leggo nella relazione della corte dei conti che manca ancora il 25% di spesa da fare entro il 2008: che c’è da festeggiare? rimarrano non spesi?

  9. gruppodinterventogiuridico
    4 Maggio 2008 a 17:50 | #9

    E’ stata aggiunta la parte relativa alla nuova programmazione con fondi comunitari 2007-2013.

  10. freak
    3 Maggio 2008 a 16:39 | #10

    molto meno bella la “foto” dei soldi volatilizzati con le frodi

  11. S. Pina
    2 Maggio 2008 a 23:09 | #11

    quella dei cavalli. Oggi voglio essere pinniccosa.

  12. Signora Pina
    2 Maggio 2008 a 22:55 | #12

    Bellissima foto, complimenti!

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