Protocolli e concretezza: a quando l’Agenzia della Conservatoria delle coste ?

Il 19, 20, 21 maggio 2008 si terrà ad Alghero (SS), organizzato dall’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente e dall’Agenzia della Conservatoria delle coste, un seminario internazionale sulla gestione sostenibile delle coste ("Gestione Integrata per lo sviluppo sostenibile delle aree costiere nel Mediterraneo"). L’ennesimo. Al termine, verrà presentata una dichiarazione internazionale che sostiene la necessità di una gestione sostenibile dei litorali (la Sardinia Declaration). L’ennesima. Per l’attuazione del Protocol on Integrated Management of Coastal Areas for the Mediterranean, avente adesione ed attuazione volontaria e decine ormai di incontri internazionali per fare il breefing sulla stato dell’arte (a Cagliari esattamente 4 anni fa, nel maggio 2004). Non più tardi di qualche mese addietro si sono svolte a Cagliari dal 21 al 27 ottobre 2007, unico appuntamento italiano, le manifestazioni correlate al Coast Day (24 ottobre), promosse in una campagna internazionale per la protezione e la conservazione delle coste finanziata dal programma Smap dell’Unione Europea e dal progetto Metap della Banca Mondiale. Il Pap/Rac è l’agenzia delle Nazioni Unite individuata quale coordinatrice delle attività. Una nutrita serie di manifestazioni, tavole rotonde, convegni organizzati dall’International Marine Center (Oristano) che ha puntato alla sensibilizzazione delle popolazioni delle regioni del Mediterraneo per la conservazione attiva dei litorali costieri. Recentemente, poi, l’Agenzia della Conservatoria delle coste della Sardegna ha ricevuto riconoscimenti importanti a livello internazionale e nazionale: non possiamo che esserne felici, visto che abbiamo proposto e sostenuto la sua istituzione in tutti i modi.
Tuttavia non possiamo – proprio per i medesimi motivi – che sottolineare, a tre anni dalla sua istituzione in via amministrativa (2005), ad un anno dalla sua istituzione in via legislativa (2007), a sei mesi (dicembre 2007) dall’individuazione degli organi di gestione (direttore generale, comitato scientifico, collegio dei revisori dei conti) la sostanziale assenza di personale assegnato alla struttura (la sede presso l’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente è provvisoria, c’è solo uno scarno riferimento sul sito web ufficiale della Regione, senza nemmeno linea telefonica e di telefax), la perdurante mancanza di gestione sostenibile concreta (insieme ad altri soggetti pubblici o meno) di nemmeno un piccolo e simbolico tratto di costa. Si tratta dell’obiettivo fondamentale dell’Agenzia e non va dimenticato. Finora solo il coinvolgimento (doveroso) nell’elaborazione delle linee guida per la gestione della fascia costiera. Un po’ pochino. La facciamo lavorare seriamente quest’Agenzia ?
Un tratto di costa, anche piccolo, effettivamente gestito nell’ottica dello sviluppo sostenibile vale molto di più di tutte le solenni dichiarazioni di intenti per la tutela delle coste.
Saremmo stati felicissimi di assistere e partecipare, quali cittadini sardi, all’inaugurazione della prima oasi gestita dall’Agenzia della Conservatoria delle coste quale prima uscita ufficiale pubblica del nuovo strumento di salvaguardia costiera. I convegni, le tavole rotonde, i workshop senza conseguenti risultati concreti alla fine risultano soltanto iniziative di immagine, buone per convegnisti, universitari, professionisti delle campagne internazionali, "esperti" e consulenti. Ma poco di più. Se poi risulterà confermata l’intenzione di spostare la sede dell’Agenzia da Cagliari ad Olbia, sarà necessario modificare la norma di legge istitutiva e lo statuto e i tempi di operatività si dilateranno inevitabilmente ancora. Nel caso, appuntamento quindi alle calende greche. Nel mentre continua ad aumentare la pressione dell’abusivismo edilizio e la strisciante antropizzazione edilizia arriva anche nei gioielli costieri come Scivu….
Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico
Aggiornamento:
dal 19 maggio è operativo il sito tematico http://www.sardegnaambiente.it/coste/ dedicato in gran parte all’Agenzia della Conservatoria delle coste della Sardegna. Un piccolo passo avanti. Ci voleva tanto ?

da http://www.regione.sardegna.it/, 15 maggio 2008
La "Sardinia Declaration" in difesa della aree costiere.
Ad Alghero, durante un seminario internazionale, verrà firmato dai rappresentanti dei Paesi del Mediterraneo e dell’Unione europea un documento che intende affermare la priorità dello sviluppo sostenibile delle coste. Il coordinamento scientifico sarà a cura di un’agenzia delle Nazioni Unite.
CAGLIARI, 14 MAGGIO 2008 – Nel corso di un incontro in programma ad Alghero (SS) il 19 ed il 20 maggio sarà sottoscritto dai rappresentanti istituzionali dei Paesi del Mediterraneo e dell’Unione europea la "Sardinia Declaration", un documento che intende affermare l’esigenza di attuare le direttive del Protocollo Internazionale Iczm per la gestione integrata e lo sviluppo sostenibile delle aree costiere. La Sardinia Declaration sarà successivamente presentata, mercoledì 21 maggio, al Centro Congressi "Maria Pia" di Alghero, durante il Seminario internazionale "Gestione Integrata per lo sviluppo sostenibile delle aree costiere nel Mediterraneo". Il seminario è organizzato dall’Assessorato regionale per la Difesa dell’Ambiente e dalla Conservatoria delle Coste della Sardegna, con il coordinamento scientifico del Pap/Rac (Programma d’Azioni Prioritarie nel Mediterraneo) dell’Unep (Programma Ambiente delle Nazioni Unite) e il supporto della Facoltà di Architettura di Alghero e del Comune di Alghero. Nel Centro Congressi sarà inoltre allestita un’esposizione, aperta al pubblico, in cui verranno presentati i principali progetti mediterranei di gestione integrata delle aree costiere tra cui quelli finanziati dal Programma Smap III e alcune esperienze sarde particolarmente significative. L’iniziativa s’inserisce nell’ambito del programma Smap III "Promoting Awareness and Enabling a Policy Framework for Environment and Development Integration in the Mediterranean with Focus on Integrated Coastal Zone Management", finanziato dall’Unione Europea, in partenariato con il Pap/Rac, il Blue Plan ed il Metap della Banca Mondiale. Durante la mattinata del 21 maggio si terrà una sessione plenaria, dove esperti italiani e internazionali discuteranno di come le aree costiere non debbano essere considerate come uno spazio ordinario, ma un bene essenziale per lo sviluppo sostenibile della nostra società. Uno spazio sottoposto a continue minacce che necessita una pianificazione di lungo termine e una gestione integrata. Nel pomeriggio sono previsti quattro seminari tematici sui temi della pianificazione paesaggistica in ambito costiero, della conservazione e della gestione delle risorse naturali, dello sviluppo di economie sostenibili e dell’importanza dei processi partecipati per la governance del territorio. In allegato il programma, con i dettagli per l’iscrizione, e la locandina.
- Consulta il programma;
- Consulta la locandina
da La Nuova Sardegna, 15 maggio 2008
Protocollo Ue La sigla a Maria Pia.
ALGHERO. Sarà sottoscritto ad Alghero la «Sardinia Declaration», documento che intende affermare l’esigenza dell’Ue e dei Paesi del Mediterraneo di attuare le direttive del Protocollo Internazionale Iczm per la gestione integrata e lo sviluppo sostenibile delle aree costiere. La «Sardinia Declaration» sarà presentata mercoledì prossimo al Centro congressi «Maria Pia» durante il seminario internazionale «Gestione integrata per lo sviluppo sostenibile delle aree costiere nel Mediterraneo», organizzato dall’assessorato regionale per la Difesa dell’ambiente e dalla conservatoria delle coste della Sardegna, con il coordinamento scientifico del Programma d’azioni prioritarie nel Mediterraneo e del Programma ambiente delle Nazioni Unite. Nel Centro congressi sarà inoltre allestita nei due giorni precedenti un’esposizione in cui verranno presentati i principali progetti mediterranei di gestione integrata delle aree costiere tra cui quelli finanziati dal Programma Smap III e alcune esperienze sarde particolarmente significative. Il 21 maggio di mattina esperti discuteranno di come le aree costiere debbano essere considerate un bene essenziale per lo sviluppo sostenibile della nostra società. Nel pomeriggio sono previsti seminari sulla pianificazione paesaggistica in ambito costiero.

(foto S.D., archivio GrIG)




da La Nuova Sardegna, 21 maggio 2008
Alghero. Il summit sulla tutela delle coste del Mediterraneo. Firmata la «Sardinia declaration». Soru: «Tutti i Paesi sono impegnati in uno sforzo comune».
ALGHERO. Il promontorio di Capo Caccia e la Baia delle Ninfe, straordinari esempi del patrimonio ambientale della Riviera del Corallo, sono stati la cornice della Sardinia Declaration, la Carta della Sardegna, sulle politiche di tutela delle zone costiere del Mediterraneo. «Siamo impegnati in uno sforzo comune – ha sottolineato Renato Soru, presidente della Regione, che ha partecipato in qualità di ambasciatore delle coste del Mediterraneo – con gli altri Paesi che si affacciano sul nostro mare, per evitare che le coste siano distrutte e, semmai, che siano valorizzate. Altri Paesi dimostrano di voler imparare dalle esperienze negative altrui, e portano avanti un’idea di turismo sostenibile che non depauperi la risorsa ambientale. Noi pensiamo che molto spesso, nelle coste della Sardegna, si possa fare turismo con ricadute nel lungo periodo soprattutto nelle zone costiere meno urbanizzate. È un ambiente fragile e complesso, che va valorizzato quanto le zone interne. Può generare sviluppo, e in questa direzione si muove il Piano paesistico regionale e ci conforta non poco il fatto che questo strumento urbanistico sia apprezzato dagli altri Paesi del Mediterraneo». Il Governatore ha ribadito questo concetto con particolare orgoglio e soddisfazione anche perchè l’adozione di nuove regole nello sfruttamento delle risorse ambientali delle coste sarde gli è costato non poche polemiche e contrapposizioni politiche. Soru ha incassato il riconoscimento dai delegati di Algeria, Marocco, Tunisia, Turchia e Libano che hanno richiesto alla Regione Sardegna i testi (in lingua inglese e in francese) dei principali provvedimenti adottati dalla Regione negli ultimi anni, tra cui appunto il Ppr e il progetto Costeras (che punta alla valorizzazione delle otto borgate marine dell’isola). Elaborati che presumibilmente costituiranno le linee guida che i governi dei loro Paesi vorranno adottare. Ivica Trumbic, direttore esecutivo del Pap-Rac (il Programma di azioni prioritarie delle Nazioni Unite per il Mediterraneo), ha ricordato che «negli ultimi quattro anni, questa è stata la terza riunione ospitata dalla Sardegna, i Paesi che si affacciano nel Mediterraneo hanno approcci diversi e politiche d?intervento differenti, in materia. Tuttavia, i problemi sono comuni, perciò è importante l’adozione della “Sardinia Declaration”, che segue di pochi mesi il protocollo di Madrid sulla gestione integrata delle zone costiere». La Carta prevede una rete di attori locali, pubblici e privati, tra cui la Conservatoria delle coste della Regione Sardegna, che ha organizzato il convegno internazionale svoltosi nell’hotel El Faro, opera realizzata dall’architetto Simon Mossa, insieme all’Assessorato regionale dell’Ambiente. Il direttore esecutivo della Conservatoria, Alessio Satta, ha sottolineato che «la Carta non è obbligatoria, ma è un invito rivolto a tutti i Paesi del Mediterraneo perché i suoi contenuti siano partecipati, la sensibilità delle istituzioni sta crescendo un po’ ovunque, spesso i passi si muovono con una certa lentezza però è importante che si stia andando avanti progressivamente». Stamane il seminario sulla gestione integrata delle zone costiere vivrà nel Palazzo dei Congressi di Maria Pia la giornata conclusiva con un seminario aperto al pubblico. I lavori inizieranno alle 9 e termineranno alle 13. Di pomeriggio, con inizio alle 15, si terranno quattro workshop informativi dedicati agli studenti universitari e delle scuole superiori della Sardegna. Per il centro congressi intitolato a Martino Lorettu si tratta del debutto sul piano operativo: oggi, per la prima volta, assolve alle sue funzioni di ospitare eventi dopo un’attesa che ha sfiorato il quarto di secolo.
da http://www.regione.sardegna.it, 20 maggio 2008
Adottata la “Sardinia Declaration”.
Firmata da tutti i rappresentanti presenti al seminario di Alghero per la gestione sostenibile delle aree costiere la carta di intenti per la protezione delle coste. Il Presidente Soru: uniti con tutti i Paesi del Mediterraneo per evitare che le coste siano distrutte.
CAGLIARI, 20 MAGGIO 2008 – I delegati dei Paesi del Mediterraneo che hanno partecipato al seminario sulla gestione integrata delle zone costiere, ad Alghero, questo pomeriggio hanno adottato la “Sardinia Declaration”, la Carta della Sardegna che rafforza ulteriormente le politiche di tutela delle coste. Il Presidente della Regione, Renato Soru, ha partecipato ai lavori in qualità di Ambasciatore delle coste del Mediterraneo. “Siamo impegnati in uno sforzo comune – ha sottolineato Soru – con gli altri Paesi del Mediterraneo, per evitare che le coste siano distrutte e, semmai, che siano valorizzate. Altri Paesi dimostrano di voler imparare dalle esperienze negative altrui, e portano avanti un’idea di turismo sostenibile che non depauperi la risorsa ambientale. Noi pensiamo che molto spesso, nelle coste della Sardegna, si possa fare turismo con ricadute nel lungo periodo soprattutto nelle zone costiere meno urbanizzate. È un ambiente fragile e complesso, che va valorizzato quanto le zone interne. Può generare sviluppo, e in questa direzione si muove il Ppr. Ci fa piacere che il Piano paesaggistico sia apprezzato dagli altri Paesi del Mediterraneo”. I delegati di Algeria, Marocco, Tunisia, Turchia e Libano, infatti, hanno richiesto alla Regione Sardegna i testi (in lingua inglese e in francese) dei principali provvedimenti adottati dalla Regione negli ultimi anni, tra cui il Ppr e il progetto Costeras (che punta alla valorizzazione delle otto borgate marine dell’isola): si tratta delle linee guida che i Governi dei loro Paesi vorrebbero adottare. Ivica Trumbic, direttore esecutivo del Pap-Rac (il Programma di azioni prioritarie delle Nazioni Unite per il Mediterraneo), ha ricordato che “negli ultimi quattro anni, questa è stata la terza riunione ospitata dalla Sardegna. I Paesi che si affacciano nel Mediterraneo hanno approcci diversi e politiche d’intervento differenti, in materia. Tuttavia, i problemi sono comuni, perciò è importante l’adozione della ‘Sardinia Declaration’, che segue di pochi mesi il protocollo di Madrid sulla gestione integrata delle zone costiere”. La Carta prevede una rete di attori locali, pubblici e privati, tra cui la Conservatoria delle coste della Regione Sardegna, che ha organizzato il convegno internazionale di Alghero insieme all’Assessorato regionale dell’Ambiente. Il direttore esecutivo della Conservatoria, Alessio Satta, ha sottolineato che “la Carta non è obbligatoria, ma è un invito rivolto a tutti i Paesi del Mediterraneo perché i suoi contenuti siano partecipati. La sensibilità delle istituzioni sta crescendo un po’ ovunque, spesso i passi si muovono con una certa lentezza però è importante che si stia andando avanti progressivamente”. Domani, al Palazzo dei congressi “Maria Pia” di Alghero, è in programma la giornata conclusiva con un seminario aperto al pubblico. I lavori inizieranno alle 9 e termineranno alle 13. Di pomeriggio, con inizio alle 15, si terranno quattro workshop informativi dedicati agli studenti universitari e delle scuole superiori della Sardegna.
da http://www.regione.sardegna.it, 20 maggio 2008
Adottata la “Sardinia Declaration”.
Firmata da tutti i rappresentanti presenti al seminario di Alghero per la gestione sostenibile delle aree costiere la carta di intenti per la protezione delle coste. Il Presidente Soru: uniti con tutti i Paesi del Mediterraneo per evitare che le coste siano distrutte.
CAGLIARI, 20 MAGGIO 2008 – I delegati dei Paesi del Mediterraneo che hanno partecipato al seminario sulla gestione integrata delle zone costiere, ad Alghero, questo pomeriggio hanno adottato la “Sardinia Declaration”, la Carta della Sardegna che rafforza ulteriormente le politiche di tutela delle coste. Il Presidente della Regione, Renato Soru, ha partecipato ai lavori in qualità di Ambasciatore delle coste del Mediterraneo. “Siamo impegnati in uno sforzo comune ? ha sottolineato Soru ? con gli altri Paesi del Mediterraneo, per evitare che le coste siano distrutte e, semmai, che siano valorizzate. Altri Paesi dimostrano di voler imparare dalle esperienze negative altrui, e portano avanti un’idea di turismo sostenibile che non depauperi la risorsa ambientale. Noi pensiamo che molto spesso, nelle coste della Sardegna, si possa fare turismo con ricadute nel lungo periodo soprattutto nelle zone costiere meno urbanizzate. È un ambiente fragile e complesso, che va valorizzato quanto le zone interne. Può generare sviluppo, e in questa direzione si muove il Ppr. Ci fa piacere che il Piano paesaggistico sia apprezzato dagli altri Paesi del Mediterraneo”. I delegati di Algeria, Marocco, Tunisia, Turchia e Libano, infatti, hanno richiesto alla Regione Sardegna i testi (in lingua inglese e in francese) dei principali provvedimenti adottati dalla Regione negli ultimi anni, tra cui il Ppr e il progetto Costeras (che punta alla valorizzazione delle otto borgate marine dell’isola): si tratta delle linee guida che i Governi dei loro Paesi vorrebbero adottare. Ivica Trumbic, direttore esecutivo del Pap-Rac (il Programma di azioni prioritarie delle Nazioni Unite per il Mediterraneo), ha ricordato che “negli ultimi quattro anni, questa è stata la terza riunione ospitata dalla Sardegna. I Paesi che si affacciano nel Mediterraneo hanno approcci diversi e politiche d’intervento differenti, in materia. Tuttavia, i problemi sono comuni, perciò è importante l’adozione della ‘Sardinia Declaration’, che segue di pochi mesi il protocollo di Madrid sulla gestione integrata delle zone costiere”. La Carta prevede una rete di attori locali, pubblici e privati, tra cui la Conservatoria delle coste della Regione Sardegna, che ha organizzato il convegno internazionale di Alghero insieme all?Assessorato regionale dell’Ambiente. Il direttore esecutivo della Conservatoria, Alessio Satta, ha sottolineato che “la Carta non è obbligatoria, ma è un invito rivolto a tutti i Paesi del Mediterraneo perché i suoi contenuti siano partecipati. La sensibilità delle istituzioni sta crescendo un po’ ovunque, spesso i passi si muovono con una certa lentezza però è importante che si stia andando avanti progressivamente”. Domani, al Palazzo dei congressi “Maria Pia” di Alghero, è in programma la giornata conclusiva con un seminario aperto al pubblico. I lavori inizieranno alle 9 e termineranno alle 13. Di pomeriggio, con inizio alle 15, si terranno quattro workshop informativi dedicati agli studenti universitari e delle scuole superiori della Sardegna.
da La Nuova Sardegna, 20 maggio 2008
La Conservatoria delle coste bussola per gli altri Stati.
Un confronto internazionale ad Alghero sulla gestione integrata delle misure di tutela.
ALGHERO. Il futuro del Mediterraneo farà parte di un accordo internazionale, Sardinia Declaration, per attuare le direttive del protocollo internazionale Iczm su gestione integrata e sviluppo sostenibile delle aree costiere. Se ne discute nell’hotel El Faro. Ieri la prima giornata della manifestazione organizzata dalla Conservatoria delle coste della Regione che prevede oggi l’intervento del presidente, Renato Soru, uno dei cinque Ambasciatori per i litorali del Mediterraneo, e la firma della la dichiarazione dei Paesi di quest’area uniti nel comune impegno per la tutela di spiagge e baie. Stasera alle 18 è in programma una conferenza alla quale saranno presenti alcuni rappresentanti dell’Onu e dell’Unione europea. Ieri i lavori si sono aperti con il saluto del sindaco Marco Tedde il quale ha manifestato l’orgoglio della città catalana di ospitare un evento di tali proporzioni ma sopratutto per i contenuti che affronta. Tedde ha ricordato che i 74 chilometri della costa algherese sono «praticamente intonsi» e aggiunto che a questo risultato si è giunti «per l’impegno di generazioni di politici locali che hanno profuso impegno costante nella tutela del patrimonio costiero». L’assessore regionale dell’Ambiente, Cicito Morittu, ha auspicato che si arrivi al più presto all?applicazione concreta del Protocollo internazionale per la gestione integrata delle coste in tutti i Paesi europei. «Confido – ha esortato Morittu – che da questi lavori giunga un’idea forte e una politica comune di rigore. La Sardinia Declaration dev’essere un faro illuminante nella politica di gestione e la tutela costiera. Dobbiamo accelerare i processi decisionali, e la Sardegna lo sta facendo con provvedimenti decisi: da noi non è più possibile edificare nella fascia dei 300 metri dal mare. Ciò va a scontrarsi inevitabilmente con interessi forti, ma non è più possibile fare diversamente». Morittu ha condiviso la tesi che «le istituzioni internazionali mettano in atto interventi determinanti in tempi brevi, e che i governi nazionali li recepiscano, con la dovuta sensibilità, anche perché i cambiamenti climatici stanno diventando un ulteriore elemento di squilibrio sociale tra i Paesi, il fenomeno migratorio ne è una riprova». Di questo aspetto hanno parlato fra gli altri Mostafa K. Tolba, già direttore esecutivo dell’Unep (il programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) e ideatore della Convenzione di Barcellona per la difesa e la protezione del patrimonio marino, e Hama Arba Diallo, segretario esecutivo della Commissione dell’Onu per la lotta alla desertificazione. Ivica Trumbic, direttore esecutivo del Pap-Rac (il programma di azioni prioritarie del Mediterraneo), è stato il primo a complimentarsi con la Regione Sardegna per la politica di salvaguardia delle coste. «Un modello – ha sottolineato – per tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Negli ultimi 30 anni, gli Stati più attenti al problema sono risultati Italia, Spagna, Francia, Grecia, Croazia, Egitto, Algeria, Tunisia, Israele. Sono state risolte difficoltà che, negli anni Settanta, era impensabile poter affrontare nei singoli Paesi. Ma resta ancora molto da fare». Mostafa K. Tolba, egiziano, è uno dei partecipanti più attesi al Workshop, uno dei cinque Ambasciatori delle coste nominati nell’ambito dei Paesi del Mediterraneo (tra loro figurano la principessa del Marocco, Lalla Hasnaa, e il presidente della Regione Sardegna, Renato Soru). «Uno dei primi interventi dell’Unep – ricorda Tolba – fu a favore del Mediterraneo. Capimmo che mari e oceani non possono contenere e smaltire tutti i materiali inquinanti che l’uomo vi riversa. In quel periodo, le guerre che infiammavano i Paesi arabi non aiutarono il dialogo. Così tardarono ad arrivare i primi provvedimenti. Oggi arabi e israeliani siedono attorno a questo tavolo, e ciò ci incoraggia a proseguire nelle iniziative comuni. L’attenzione sulle coste si è spostata soltanto negli anni Novanta, quando abbiamo iniziato a occuparci dell’inquinamento dei prodotti petroliferi». Tolba ha quindi lanciato un monito: «Abbiamo ricevuto la Terra in prestito, e alle future generazioni dobbiamo prestarla a nostra volta. Bisogna sforzarsi di capire che cosa significa sviluppo sostenibile e sensibilizzare le popolazioni alla tutela ambientale, basandoci su un approccio fondato sulla conoscenza. Il cambiamento climatico è sotto gli occhi di tutti. Ecco perché la desertificazione progressiva spingerà sempre di più le popolazioni dei Paesi arabi a spostarsi verso l’Occidente. Il 60% degli abitanti del Mediterraneo si concentra nelle zone costiere, non è possibile ignorare il problema». Lhoucine Tijani, presidente della Fondazione Mohamed VI (prende il nome dal re del Marocco, che l’ha istituita per garantire la salvaguardia dell’ambiente), è stato delegato dalla principessa di quello Stato, Lalla Hasnaa, a rappresentare il Paese nel convegno di Alghero. «Nel 1994 – ha spiegato – il re Mohamed VI ha incaricato sua figlia di occuparsi della salute delle nostre coste, che versavano in una situazione di grande criticità. Dopo è stato naturale, oltre che necessario, arrivare ad un organismo indipendente dalle istituzioni, appunto la Fondazione, per occuparsi di queste problematiche. Negli ultimi anni abbiamo istituito premi per i Comuni che adottano i migliori progetti di tutela ambientale e sviluppo sostenibile: ne va del benessere dell’intero Paese». Tijani ha poi ricordato i passi avanti del Marocco nell’ultimo decennio. «Abbiamo varato programmi per la sensibilizzazione della popolazione, per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, per la riduzione di CO2 e polveri sottili, la protezione dei litorali e delle oasi – ha sottolineato -. La Fondazione che presiedo si occupa di tutto questo. Negli ultimi dieci anni abbiamo registrato un netto miglioramento. Con un grande impulso per il turismo del Marocco e conseguente benessere per la popolazione». L’attenzione, durante il convegno internazionale, si è quindi allargata al possibile intervento dell’Unione europea, in considerazione del fatto che una grossa fetta della popolazione vive lungo i 70mila km delle coste del Vecchio continente. «Bisogna aumentare gli interventi – ha commentato Anne Burrill, della Direzione generale Ambiente della commissione europea -. Occorrono azioni concrete, non bastano solo gli intenti». Oggi la firma della Sardinia Declaration. Gianni Olandi
A.G.I., 19 maggio 2008
CONSERVATORIA COSTE: DELIPERI, COMINCI A GESTIRE UN TRATTO.
Cagliari, 19 mag. – “Un tratto di costa, anche piccolo, effettivamente gestito nell’ottica dello sviluppo sostenibile vale molto di piu’ di tutte le solenni dichiarazioni di intenti per la tutela delle coste”. Lo sostengono le associazioni ecologiste cagliaritane Gruppo d’intervento giuridico e Amici della terra, lamentando un ritardo nell’operativita’ della Conservatoria delle coste della Sardegna, ancora con una sede provvisoria e senza personale assegnato. “Saremmo stati felicissimi di assistere e partecipare, quali cittadini sardi, all’inaugurazione della prima oasi gestita dall’Agenzia della Conservatoria delle coste quale prima uscita ufficiale pubblica del nuovo strumento di salvaguardia costiera”, spiega il portavoce delle due associazioni, Stefano Deliperi. “I convegni, le tavole rotonde, i workshop senza conseguenti risultati concreti alla fine risultano soltanto iniziative di immagine, buone per convegnisti, universitari, professionisti delle campagne internazionali, ‘esperti’ e consulenti. Ma poco di piu’”. “Se poi risultera’ confermata l’intenzione di spostare la sede dell’Agenzia da Cagliari ad Olbia, sara’ necessario modificare la norma di legge istitutiva e lo statuto e i tempi di operativita’ si dilateranno inevitabilmente ancora”, aggiunge Deliperi. “Nel caso, appuntamento quindi alle calende greche. Nel mentre continua ad aumentare la pressione dell’abusivismo edilizio e la strisciante antropizzazione edilizia arriva anche nei gioielli costieri come Scivu”. “Ci sono state sempre forti resistenze per rendere davvero operativo questo strumento potenzialmente validissimo per la tutela delle coste”, afferma Deliperi. “In sostanza, c’e’ da chiedersi: la vogliamo far lavorare seriamente quest’Agenzia? In Francia, il Conservatoire du Littoral ormai gestisce efficacemente oltre 113.000 ettari di terreni costieri ed e’ una realta’ sostenuta da chiunque”.
Anche io spero che questa Agenzia non sia solo occasione di convegni e di studi che poi non hanno nessun risultato pratico. Non servirebbe a nessuno se non a chi riceve questi incarichi. Saluti.
con qualche sberla si muovono
Ultimamente ad Aghero pullalano i convegni ambientalistici , ma secondo me l’80% di essi finora sono stati solo quello che in genere si usa classificare come : “belle parole”, “buone intenzioni”. Io sarò anche a questo convegno il 21 ma gia so che passero ora di noia nell’assistere all’alternarsi di persone con qualifiche e conoscenze di ogni genere in campo ambientalistico ma che nel concreto non fanno propio nulla!!! Ultimi non ultimi i convegni sul degrado delle spiaggie di alghero sulla sabbia che si perde anno dopo anno , dove si spiegavano le ragioni perche la sabbia viene persa e cosa si dovrebbe fare … ma il giorno e il mese dopo nulla . Se i comuni approvassero e proteggessero i progetti per la salvaguardia dell’ambiente con la velocità e la forza con cui sostengono i progetti edilizi (spesso speculativi) non dovrebbero nemmeno esistere le associazioni ambientalistiche e la parola ambientalista non avrebbe il significato che ha ora .
finora è una delusione..
sante e sacrosante parole!