Mattone abusivo selvaggio senza demolizioni !

519 comunicazioni di reato alle competenti Procure della Repubblica, 168 sequestri preventivi, 992 indagati, in poco più di 15 mesi, dal 2007 ai primi mesi del 2008. Questo il bilancio dell’attività del Corpo forestale e di vigilanza ambientale contro l’abusivismo edilizio in Sardegna. Mentre ad Alghero si svolge il convegno internazionale sulla gestione integrata e sostenibile delle coste, l’ennesimo sulla tutela dei litorali, l’abusivismo edilizio continua ad imperversare nonostante l’azione di contrasto del Corpo forestale e di vigilanza ambientale e l’azione di denuncia ecologista. Il nocciolo della questione rimane quello della demolizione degli abusi edilizi insanabili, ad iniziare da quelli realizzati in aree di rilevante interesse ambientale/paesaggistico, a cui deve seguire il ripristino del territorio. Ovvero, se non c’è danno ambientale, l’acquisizione al patrimonio comunale. E’ l’unico vero deterrente contro l’abusivismo edilizio ed è la strada indicata dalla legge. E si tratta di oltre 45.000 casi stimabili in tutto il territorio regionale, circa 4.500 quelli insanabili, spesso in zone costiere. La stessa presenza di un buon piano paesaggistico regionale – P.P.R. viene frustrata dalla proliferazione di interventi edilizi abusivi. Il ruolo dei Comuni è fondamentale, visto che la legge assegna loro le prime competenze in materia di controllo edilizio: stonano in proposito, ad esempio, le recenti dichiarazioni del sindaco di Alghero Marco Tedde quando parla "dello sforzo che intere generazioni di politici algheresi hanno profuso nella tutela del nostro patrimonio costiero" (da http://www.alguer.it/, 19 maggio 2008), "dimenticandosi" dell’ingente numero di casi di abusivismo edilizio lungo la Riviera del Corallo e, in particolare, della scandalosa situazione conclamata di una dozzina di campeggi abusivi con centinaia di strutture edilizie illecite e scarichi inquinanti. Nessuna iniziativa risolutiva comunale, nonostante sia prevista ed imposta dalla legge. Ma anche, finora, nessuna iniziativa sostitutiva da parte regionale. Qualche settimana fa (aprile 2008) gli Amici della Terra ed il Gruppo d’Intervento Giuridico hanno chiesto nuovamente (le precedenti istanze erano dell’ottobre 2006, del febbraio e dell’agosto 2007) al Presidente della Regione Renato Soru, all’Assessore regionale dell’urbanistica Gian Valerio Sanna ed al Direttore generale per i beni culturali ed il paesaggio della Sardegna Elio Garzillo di porre in essere tutte le procedure sostitutive per la demolizione coattiva degli abusi edilizi non condonabili realizzati nelle aree tutelate con vincoli di inedificabilità. Al posto dei Comuni inadempienti. E’ stato, inoltre, proposto un testo normativo regionale per snellire le procedure vòlte all’effettuazione delle operazioni di demolizione e di ripristino ambientale e la predisposizione di specifica convenzione per l’esecuzione delle demolizioni con l’ausilio del reparto del Genio Militare presente in Sardegna (5° Reggimento Genio guastatori, con sede in Macomer), con indubbi vantaggi sul piano economico-finanziario. Riteniamo che un’azione decisa nei confronti dell’abusivismo edilizio sia elemento qualificante, fondamentale e non più rinviabile per una reale politica di salvaguardia ambientale e corretta valorizzazione del territorio.
Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

da La Nuova Sardegna, 20 maggio 2008
Mille indagati per oltre 500 abusi edilizi. I nuovi casi scoperti dai forestali dal gennaio 2007 a oggi. L’entrata in vigore del piano paesaggistico non fa ridurre i reati.
CAGLIARI. Nonostante l’entrata in vigore del Piano paesaggistico regionale (Ppr), l’abusivismo edilizio è ancora un fenomeno diffuso in Sardegna. Nel 2007 e nei primi mesi del 2008 il Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione ha trasmesso alla magistratura 519 comunicazioni di notizie di reato. I fascicoli giudiziari riguardano violazioni paesaggistiche e urbanistiche (405), infrazioni urbanistiche (88), contravvenzioni naturalistiche e deturpamento (26). Indagate, complessivamente, 992 persone. La maggior parte delle violazioni sono state riscontrate nel territorio su cui è competente l’ispettorato forestale di Nuoro (168). Seguono Cagliari (104), Tempio (88), Sassari (58), Lanusei (56), Oristano (23) e Iglesias (22). I forestali hanno fatto 168 sequestri. Interessano soprattutto fabbricati realizzati ex novo in assenza di concessione edilizia (49%) o in difformità dal permesso di costruire, come nel caso di ampliamenti abusivi (38%). Sigilli anche nei casi di sbancamenti e di strade di collegamento (11%) funzionali alle lottizzazioni abusive (4%). Il maggior numero di accertamenti sono stati eseguiti nei territori dei comuni di Orosei (69), Siniscola (36) e Alghero (24). «Abbiamo sempre lavorato per arginare il fenomeno – ha spiegato il comandante del Corpo forestale della Sardegna, Giuseppe Delogu – Il Ppr nel frattempo ha introdotto elementi innovativi e fatto chiarezza su alcuni concetti. Come la tutela del beni culturali, ambientali e identitari. C’è stato così un salto di qualità: ora l’abusivismo è più facilmente riscontrabile in funzione delle modalità d’uso del territorio». In connessione con questo stesso fenomeno l’apparato investigativo del Corpo forestale ha accertato altri reati (falso, violazione dei sigilli e abuso d’ufficio). «Segno – viene fatto rilevare – che c’è un altro aspetto preoccupante: quello della concezione molto precaria della legalità». «Ecco allora che la nostra funzione, oltre alla repressione, deve essere quella di cooperazione e di supporto alle amministrazioni locali», ha aggiunto ancora il comandante Delogu. In questo senso sta per essere formalizzato un protocollo fra il Corpo forestale e l’assessorato dell’Urbanistica già operativo nella pratica quotidiana. Con 80 persone sul territorio: due nuclei per ognuno dei sette Ispettorati più i funzionari dell’assessorato dell’Urbanistica. Inoltre, da alcuni mesi, la magistratura sta utilizzando i forestali per seguire le operazioni di demolizione degli abusi in caso di sentenze passate in giudicato. Col tempo è cresciuta in questi anni una sorta di consapevolezza civile e ogni anno i forestali ricevono un centinaio di segnalazioni di presunti abusi attraverso lettere e mail: arrivano dai cittadini e dalle associazioni ambientaliste attraverso l’ufficio predisposto alle relazioni con il pubblico.
da http://www.alguer.it/, 20 maggio 2008
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Forestale: 1 costruzione su 2 abusiva. |
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519 segnalazioni alla magistratura su 992 controlli in Sardegna, soltanto in un anno: un’enormità. Alghero medaglia di bronzo con 24 abusi accertati. |
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ALGHERO – Dopo la pubblicazione dei dati nel Rapporto dell’Osservatorio del governo del territorio della Direzione generale dell’Urbanistica della regione Sardegna sugli abusi edilizi denunciati dalle amministrazioni comunali nel periodo settembre 2006-ottobre 2007, nel quale Alghero aveva conquistato una poco lusinghiera medaglia d’argento con 93 casi accertati, solo dietro Quartu (159) e prima di Olbia (65), arrivano conferme anche dai dati riscontrati dal Corpo Forestale nel 2007 e nei primi mesi del 2008. Sono oltre 500 gli abusi edilizi denunciati nonostante l’entrata in vigore del Piano paesaggistico regionale. Ma la cosa più sorprendente è che le segnalazioni di reato fatte alla magistratura riguardanti violazioni paesistiche e urbanistiche (405), violazioni urbanistiche (88), e violazioni paesistiche e deturpamento (26), riguardano un totale di soli 992 controlli. Come dire, 1 costruzione su 2 è risultata non conforme alle disposizioni normative in materia edilizia: un’enormità. La maggior parte delle violazioni sono state riscontrate nel territorio su cui è competente l’ispettorato forestale di Nuoro (168), poi Cagliari (104), Tempio Pausania (88), Sassari (58), Lanusei (56), Oristano (23) e Iglesias (22). Sono invece 168 i sequestri effettuati dai forestali che riguardano soprattutto fabbricati realizzati ex novo in assenza di concessione edilizia (49%) o in difformità dal permesso di costruire come nel caso di ampliamenti abusivi (38%). I sigilli sono stati posti anche nei casi di sbancamenti e di strade di collegamento (11%), funzionali alle lottizzazioni abusive (4%). Il maggior numero di accertamenti sono stati eseguiti nei territori dei comuni di Orosei (69), Siniscola (36) e Alghero (24). Ma purtroppo quello che spaventa maggiormente è che con percentuali così alte, il numero effettivo di violazioni, nella realtà, è destinato ad aumentare esponenzialmente. «Abbiamo sempre lavorato per arginare il fenomeno – ha spiegato il comandante del Corpo Forestale della Sardegna, Giuseppe Delogu – ma con il Ppr, che ha introdotto elementi innovativi e ha fatto chiarezza su alcuni concetti come la tutela del beni culturali, ambientali ed identitari, vi è stato un salto di qualità ed ora l’abusivismo è più facilmente riscontrabile in funzione delle modalità d’uso del territorio».
da http://www.sardegnaambiente.it/corpoforestale/ 14 maggio 2008 Sequestro preventivo di un’abitazione nel parco di Molentargius. Nei giorni scorsi gli uomini del Corpo forestale hanno accertato la costruzione ex novo di una abitazione strutturata su due livelli: un piano terra, e un piano superiore, senza copertura, che risulta parzialmente realizzato e bloccato grazie all’intervento del Corpo Forestale. La costruzione che al controllo è risultata totalmente abusiva è stata sottoposta a sequestro preventivo di iniziativa che ha trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica che ha convalidato gli atti. Tale operazione è uno dei primi effetti di contrasto e prevenzione dei reati ambientali dovuti alla presenza di un presidio del Corpo Forestale all’interno del Parco Regionale di Molentargius. |

GLI ABUSI EDILIZI SULLE COSTE DELLA SARDEGNA scheda Il quadro dell’ abusivismo edilizio in Sardegna rivela un numero consistente di casi nelle aree di maggiore interesse ambientale. Sono state eseguite in sede sostitutiva (su richiesta dei Comuni ai sensi della legge regionale n. 23/1985) oltre 1.100 ordinanze di demolizione relative ad abusi edilizi non condonabili secondo quanto previsto dalle leggi nn. 47/1985, 724/1994 modificata con 662/1996, 326/2003 e successive modifiche ed integrazioni (cioè realizzati in aree tutelate con vincolo di inedificabilità assoluto) da parte del Servizio vigilanza in materia edilizia dell’Assessorato EE.LL., finanze, urbanistica della Regione autonoma della Sardegna. Sono stati, quindi, demoliti circa mc. 300.000 di volumetrie abusive (in gran parte fra il 1986 ed il 1987, con una breve ripresa fra il dicembre 1994 ed il gennaio 1995). Ogni anno vengono emesse dai Comuni sardi almeno un migliaio di ordinanze di demolizione di abusi edilizi: quasi nessuna viene eseguita dal trasgressore. Sono tuttora giacenti diverse decine di richieste provenienti da Comuni di personale e mezzi regionali per procedere alle demolizioni degli abusi edilizi: inutilmente, perché da anni non si procede neppure alla prevista gara di appalto (art. 15 della legge regionale n. 45/1989). E con le "voci" relative a nuovi ed improbabili provvedimenti di condono edilizio e con la scarsa efficacia delle procedure repressive l’abusivismo edilizio imperversa. Qualche dato. Nei primi otto mesi del 1994, a cavallo dei provvedimenti normativi inerenti il secondo condono edilizio, sono stati accertati ben 397 casi di abusivismo edilizio nella sola Provincia di Cagliari. Nel 2005 sono stati accertati ben 420 nuovi casi di abusivismo edilizio nel solo territorio comunale di Quartu S. Elena. Nel 2006 nel territorio comunale di Quartucciu (CA) sono stati riscontrati ben 105 casi di abusivismo edilizio, in gran parte in area agricola (S. Isidoro). Nel 2007 in Costa Smeralda sono state poste sotto sequestro penale oltre una trentina di ville abusive dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale. Nel gennaio 2008 è stata avviata una campagna di demolizioni degli abusi edilizi oggetto di sentenze penali passate in giudicato nella circoscrizione della Procura della Repubblica di Nuoro mediante personale e mezzi del V Reggimento Genio guastatori della Brigata Sassari e di alcune ditte specializzate: soltanto a Orosei si contano 45 casi, ma sono centinaia comprendenti anche i territorio comunali di Oliena, Irgoli, Siniscola, ecc. Numerose proteste, intimidazioni, attentati verso amministratori comunali in un clima di tensione sociale. I casi di abusivismo edilizio attualmente stimabili in base all’ultimo censimento regionale con aereofotogrammetria (2001) appaiono circa 45.000 (sotto i profili urbanistico, paesaggistico, dei diritti di uso civico, ecc.), quelli insanabili sono attualmente stimati più di 4.500, in gran parte tutti lungo i litorali. Secondo l’allora Assessore regionale degli EE.LL., finanze, urbanistica ing. Gabriele Asunis (già Direttore generale della pianificazione territoriale) i casi di abusivismo edilizio (opere senza concessione edilizia o autorizzazione) al 29 gennaio 2004 sarebbero stati 17.387, di cui 9.934 aumenti di volumetria di fabbricati esistenti (chiusura balconi, loggiati, ecc.), 965 casi di parziale difformità con il progetto autorizzato, 471 abusi su aree pubbliche (soprattutto in edifici di proprietà I.A.C.P.), 43 ristrutturazioni non autorizzate, 91 mutamenti di destinazione d’uso, 13 "abusi interni", 2.383 opere prive di alcuna autorizzazione (di cui 3 lottizzazioni) e 581 casi di difficile inquadramento. In realtà, tale classificazione sembra che si riferisca ai soli abusi esclusivamente sotto il mero profilo urbanistico. Nel gennaio 2008 l’Osservatorio per il governo del territorio dell’Assessorato regionale EE.LL., Finanze, Urbanistica ha censito (settembre 2006 – ottobre 2007) 1.694 abusi, relativi però soltanto al 48,28 % dei Comuni sardi. Dati, quindi, parziali. Parecchi casi ad Alghero, ad esempio: oltre 140 i casi accertati dal Comune, più di 80 avvisi di garanzia partiti dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari, abusivismo edilizio particolarmente diffuso nel centro storico e nell’agro, sulla costa in direzione di Bosa. Il territorio comunale di Quartu S. Elena continua a presentarsi come la "capitale" dell’abusivismo edilizio in Sardegna. Una delle "capitali" dell’abusivismo edilizio in Italia. Di fatto è l’unico Comune sardo ad avere la "mappa" pressochè completa dell’abusivismo edilizio sul proprio territorio: sono risultati (1995 – termine operazione condono legge n. 47/1985) circa 10.400 casi di abusivismo (al 3° posto in Italia per numero di casi, dopo Napoli e Gela), dei quali 127 "insanabili parziali" e ben 486 "insanabili totali". Ben 2.858 casi di abusivismo per mc. 739.007 di volumetria complessiva sono risultati nelle zone "F" (turistiche) costiere ed altri 1.336 casi nelle zone "E" (agricole) per mc. 490.971 di volumetria complessiva. Dopo il secondo condono edilizio (1999, leggi nn. 724/1994 e 662/1996) i casi di abusivismo "insanabili totali" sono scesi a 147, gli "insanabili parziali" a 72. Fra i casi più eclatanti di abusivismo edilizio in aree di rilevante interesse ambientale a livello regionale si devono ricordare i 185 edifici abusivi dentro il parco naturale di Molentargius – Saline (Cagliari – Quartu S. Elena). Negli ultimi anni l’Amministrazione comunale ha predisposto 29 piani di risanamento ancora in gran parte inattuati, sono cresciuti a dismisura gli òneri economici collettivi per dotare dei necessari servizi (depurazione, acqua, energia elettrica, smaltimento rifiuti, scuole, ecc.) gli "abusi condonati" per una spesa complessiva stimata in oltre 222 milioni di euro, a fronte di circa 18/20 milioni di entrate derivanti dalle oblazioni di legge. Riguardo l’ultimo condono edilizio (2003-2004) sono state presentate oltre 3.500 istanze di condono relative ad altrettanti abusi edilizi, dato di notevole rilievo visto che a livello nazionale le domande sono state 102.126 (dati Confedilizia). Al Comune di Cagliari, ad esempio, le istanze presentate sono 2.300.
La situazione non è, purtroppo, migliorata con gli anni a seguire. Nel 2004 sono stati accertati ben 420 casi di abusivismo edilizio nel territorio comunale di Quartu S. Elena. Nell’agosto 2005 sono stati riscontrati ben 25 casi di abusivismo edilizio totale in area costiera (Flumini). Nel 2006 le strutture comunali hanno riscontrato circa 450 nuovi abusi edilizi, totali e parziali. A maggio 2006 il Corpo forestale e di vigilanza ambientale ha posto sotto sequestro penale tre villette abusive nella pineta di Baia Azzurra (Is Mortorius). Nel novembre 2006 il Nucleo di vigilanza edilizia della Polizia municipale (un ufficiale e sette vigili urbani) ha posto sotto sequestro a Costa di Sopra una lottizzazione abusiva con 27 lotti già predisposti, di cui 15 già edificati. Quasi cinquanta abusi edilizi nella lottizzazione "Parco dei vigneti" nell’area agricola di Serra Perdosa, altre venti denunce penali per abusivismo edilizio (luglio 2007) negli ultimi mesi. Ben 159 casi di abusivismo edilizio (il record isolano) fra il settembre 2006 e l’ottobre 2007, ma l’Ufficio tecnico comunale stima in 350 il numero di nuovi casi di abusivismo edilizio all’anno. Nel dicembre 2005 l‘Amministrazione comunale dichiarava di voler migliorare la vigilanza sul territorio annunciando che presto sarebbero state messe in campo tutte le iniziative di legge contro l’abusivismo edilizio. Compresa l’acquisizione al patrimonio comunale e la demolizione ed il ripristino ambientale, così come prevede la legge. Solo in questi mesi sono state avviate le procedure per l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale degli abusi edilizi non demoliti in seguito a specifica ingiunzione. In realtà, finora il costruttore abusivo, dopo aver ricevuto l’ordinanza di demolizione che gli assegna 90 giorni per l’eliminazione del manufatto abusivo, riprende a costruire come nulla fosse. Finora ha rischiato poco o nulla. In danno del territorio e delle finanze pubbliche. Fra i casi più eclatanti di abusivismo edilizio in aree di rilevante interesse ambientale in Sardegna si devono ricordare i 185 edifici abusivi dentro il parco naturale di Molentargius – Saline (Cagliari – Quartu S. Elena), i 26 complessi abusivi (fra cui una dozzina di campeggi con bungalows e roulottes fissate al suolo) sulla costa algherese entro il parco naturale di Porto Conte, centinaia di edifici abusivi nel territorio comunale di Nuoro (ben 370 casi a Testimonzos, diversi altri a Sa Toba, Murichessa e sul Monte Ortobene), un’intera lottizzazione abusiva sequestrata dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale su disposizione della Procura della Repubblica di Sassari a Punta Lu Cappottu (Porto Torres), circa 50 strutture abusive (villette, pontili, ecc.) nel parco nazionale dell’Arcipelago della Maddalena dove l’Ente Parco ha svolto i primi interventi di demolizione coattiva (ottobre 2007), una baraccopoli (13 unità abitative) a Capo Ceraso (Olbia) posta sotto sequestro dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale (agosto 2007), 45 strutture abusive nell’isoletta di Corrumanciu (Stagno di Porto Pino), sotto sequestro penale ed oggetto di giudizio (R.N.R. 5988/2004) davanti al Tribunale di Cagliari conclusosi con la condanna (sentenza del 24 settembre 2007) dei responsabili anche alla demolizione ed al ripristino ambientale, i lavori per il campo da golf sulle sponde dello Stagno di Chia (Domus de Maria), anch’essi oggetto di sequestro penale (giugno 2005) e poi dissequestrati per permettere, sotto la vigilanza della polizia giudiziaria, il ripristino ambientale. Anche in questo caso si è aperto il processo penale davanti al Tribunale di Cagliari. Numerosi i casi a Carloforte, lungo le coste e nelle campagne dell’isola, anche sottoposti a sequestro penale preventivo, e vari casi anche sul demanio civico. Decisamente allarmante la proliferazione di strutture edilizie varie, baracche, roulottes fissate al terreno di dubbia legittimità ai margini dell’incantevole complesso dunale di Scivu (Arbus) . Altre 15 villette sono state recentemente poste sotto sequestro penale a Lu Fraili (San Teodoro) da parte del Corpo forestale e di vigilanza ambientale su disposizione della Procura di Nuoro, mentre diversi sono stati i casi di sequestri preventivi operati dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale sulle coste di Olbia e Arzachena. Numerosi i casi "sospetti", fra cui quello clamoroso dei lavori della S.T.U. Golfo Aranci s.p.a. a Baia Caddinas (Golfo Aranci), il campeggio "Golfo dei Fenici" e varie altre strutture sulla costa di Agumu (Pula), cantieri edilizi a breve distanza dalle dune di Chia e sulla retrostante collina di Setti Ballas (Domus de Maria). Si deve ricordare che, neppure sotto il mero profilo finanziario, il condono edilizio è stato vantaggioso: nel 1985, a fronte di una previsione di entrata di 2.995 milioni di euro, le entrate effettive furono pari al 58 %, nel 1994, a fronte di un gettito previsto di 2.531 milioni di euro, le entrate effettive furono del 71 %, attualmente, a fronte di una previsione di entrata pari a 3.165 milioni di euro, si stimano solo il 40 % di entrate effettive.
ORDINI DI DEMOLIZIONE CONTENUTI NELLE SENTENZE PENALI IRREVOCABILI Si tratta di diversi casi, i più noti dei quali sono i seguenti (tutti denunciati in vari momenti da Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra): Portu Malu – Baia delle Ginestre: sulla costa di Teulada (CA). Con sentenza Cassazione penale, Sez. III, 12.1.1996, n. 50, confermativa della sentenza Corte d’Appello di Cagliari, 7.7.1995, n. 117, a sua volta di parziale riforma della sentenza del Pretore di Cagliari n. 1380 del 7.6.1993 sono stati ordinati la demolizione e ripristino ambientale degli abusi realizzati dalla Baia delle Ginestre s.p.a. (un parcheggio coperto, un fabbricato-alloggio del personale , un campo da tennis, ampliamento del ristorante, un vascone, una cabina ENEL, locali-servizio, la reception del complesso alberghiero, un comparto alberghiero da 100 camere, una piscina con locale-filtri, una piattaforma-pizzeria, tre baracche di legno, un locale, una pista di accesso alla spiaggia, tre pontili galleggianti, una barriera frangiflutti per complessivi mc. 15.600). Finora non è stato demolito quasi nulla. La Corte d’Appello di Cagliari (ordinanza 2.3.1999) ha confermato in sede di incidente di esecuzione l’ordine di demolizione e ripristino ambientale dando opportune disposizioni al pubblico ministero. La Corte di Cassazione (sentenza Sez. III, 30.11.1999, n. 3827) ha respinto definitivamente i ricorsi dei condannati e delle banche creditrici (nonché del Comune). Ma non finisce qui: nuovi incidenti di esecuzione per fermare le ruspe militari della Procura Generale della Repubblica vengono promossi dai condannati, dall’esecutore fallimentare e dal Comune, ma vengono respinti dalla Corte d’Appello (ordinanze 23.4.2001, 25.5.2001, 18.6.2001). Nel giugno 2001 le ruspe del Genio Militare demoliscono le opere abusive, ma si attende ancora il ripristino ambientale. Incredibilmente la Corte di Cassazione accoglie poi un ricorso del Comune (ordinanza Sez. III, 6.8.2002, n. 817) ed ora pende un ulteriore incidente di esecuzione presso la Corte d’Appello di Cagliari. Inoltre, il 26 settembre 2006, il gruppo Antonioli acquista ad un’asta fallimentare l’intero complesso (4,110 milioni di euro), compresa la parte divenuta già proprietà del Comune di Teulada per effetto della confisca penale (art. 19 della legge n. 47/1985) in seguito al passaggio in giudicato della sentenza definitiva di condanna per lottizzazione abusiva. Il Comune di Teulada sembra disposto a rinunciare alla proprietà.
CONTRO IL "SACCO" DELLE COSTE SARDE Da quindici anni le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra conducono moltissime "battaglie" legali per difendere i litorali isolani dalla speculazione immobiliare. * esposti, richieste di atti, segnalazioni n. 1.325;


Baccu Mandara: sulla costa di Maracalagonis (CA). Con sentenza del Pretore di Cagliari – Sez. Sìnnai n. 146 del 18.6.1996 di applicazione della pena su richiesta delle parti sono stati ordinati demolizione e ripristino ambientale delle opere abusive realizzate dalla Tre P s.r.l. (una serie di 29 unità immobiliari ed ulteriori basamenti in cemento per complessivi mc. 12.900). Il Pretore di Cagliari (ordinanze 21.5.1999, 4.3.2002, 7.3.2002, 12.3.2002, 14.3.2002) prima e la Corte di Cassazione (sentenze 8.2.2000 e n. 16377 del 18.11.2002) poi hanno confermato in sede di incidente di esecuzione l’ordine di demolizione e ripristino ambientale dando opportune disposizioni al pubblico ministero, che, sempre con le ruspe militari, ha provveduto alla demolizione e, in collaborazione con il Comune, ad avviare il ripristino ambientale nel marzo 2002.
Piscinnì: sulla costa di Domus de Maria (CA). Con sentenza Cassazione penale, Sez. III, 6.6.1997, n. 1435, confermativa della sentenza Corte d’Appello di Cagliari, 8.10.1996, n. 634, a sua volta di parziale riforma della sentenza Pretore di Cagliari, 4.12.1995, n. 2183, e con sentenza Pretore di Cagliari, 7.4.1995, n. 854 di applicazione della pena su richiesta delle parti è stata ordinata la demolizione e ripristino ambientale delle opere abusivamente realizzate (due moli frangiflutto, opere di viabilità entro la fascia dei mt. 300 dalla battigia, scavi, sbancamenti e viabilità nell’arenile). Le numerose denunce ecologiste, l’intervento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (che con D.M. 4.10.1993 annullò l’autorizzazione paesaggistica regionale "in sanatoria" delle opere abusive e con D.M. 16.9.1994 fermò definitivamente la ripresa abusiva dei lavori), della Soprintendenza per i Beni Ambientali di Cagliari (che con nota n. 7164 del 17.6.1994 bloccò sul nascere la ripresa abusiva dei lavori), dell’Assessorato regionale EE.LL., Finanze, Urbanistica (che con decreto n. 180/SV del 28.2.1994 annullò in sede sostitutiva, dopo le inadempienze comunali, le concessioni edilizie illegittime) e della Magistratura hanno fermato la lottizzazione Malfatano s.p.a. di 80.000 mc. complessivi (prima del gruppo Monzino, poi della Lega delle Cooperative e Mutue). Nel periodo novembre-dicembre ’99 è stata svolta, a cura dei condannati, la demolizione delle opere abusive: oggi la spiaggia, grazie all’azione marina, sta riacquistando il suo aspetto, ma incombe tuttora un nuovo progetto edilizio della medesima Lega delle Cooperative non ancora scongiurato definitivamente.
Piscina Rey: sulla costa di Muravera (CA). Con sentenza Cassazione penale, Sez. III, 25.9.1997, è stata parzialmente riformata (disponendo nuovo giudizio per il sindaco di Muravera, poi assolto con sentenza Corte d’Appello di Cagliari – Sez. Sassari) la sentenza Corte d’Appello di Cagliari n. 699 del 5.11.1996, a sua volta di parziale riforma della sentenza del Pretore di Cagliari – Sez. Sìnnai n. 91 del 25.5.1995: è stata stabilita la demolizione ed il ripristino ambientale degli abusi realizzati dalla Saitur s.r.l. (un intero complesso immobiliare di villette a schiera per migliaia di mc. di volumetrie) in area ad uso civico. La lottizzazione è stata posta sotto sequestro (sent. Cass. pen., Sez. III, 7.4.1994). Con ordinanza Corte d’Appello Cagliari del 7.9.1998 e sentenza Cassazione penale, Sez. III, 9.4.1999, n. 769 è stata respinta la richiesta di revisione degli ordini di demolizione e ripristino ambientale: ordini confermati in sede esecutiva con ordinanza Corte d’Appello di Cagliari n. 104 del 19.10.1999. Un nuovo incidente di esecuzione ha visto la Corte d’Appello confermare le statuizioni precedenti (ordinanza 28.2.2001). Dopo ben dieci pronunce giurisdizionali (forse un record !), il condannato ha provveduto in proprio alla demolizione (novembre 2001) ed ha avviato il ripristino ambientale.
Questi sono i "numeri" (giugno 1992 – dicembre 2007):
* azioni a cui è seguito l’intervento delle pubbliche amministrazioni competenti e/o della Magistratura n. 1.169 (88,22 %);
* ricorsi ai Giudici amministrativi e speciali (T.A.R. Sardegna, Consiglio di Stato, ric. straord. al Capo dello Stato, Commissario per gli Usi civici) n. 41;
* costituzioni di parte civile in procedimenti penali per reati ambientali n. 25;
* le denunce ecologiste in tutti i casi di mancata esecuzione degli ordini di demolizione e di ripristino ambientale conseguenti a sentenze penali irrevocabili hanno portato la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari a svolgere indagini sull’operato dei sindaci e dei tecnici comunali di Teulada, Domus de Maria, Maracalagonis e Muravera. L’ex sindaco di Teulada C. L. Piras è stato condannato dal Tribunale di Cagliari con sentenza n. 407 dell’1.7.1998 ma assolto in sede di appello, l’ex sindaco di Maracalagonis M. Fadda è stato assolto (2004) in seguito al processo (R.G. n. 2600/01), ma la Procura della Repubblica ha presentato appello. Davanti al Tribunale di Cagliari è in corso un clamoroso processo penale (n. 4326/03 R.N.R.) relativo a gravi ipotesi di reato (corruzione, abuso d’ufficio, concussione, ecc.) che coinvolge i vertici del Servizio di tutela del paesaggio della Regione autonoma della Sardegna, imprenditori, dirigenti dei Servizi tecnici di vari Comuni, ecc. riguardo l’attività di tutela o, meglio, non tutela del paesaggio nel sud dell’Isola.

(foto C.F.V.A., C.D., E.D., D.C., C.B., S.D., archivio GrIG)





da olbia, terra di abusi
La nuova 22.5.2008
Sigilli al mini stazzo diventato maxi villa.
La forestale scopre gli abusivi e denuncia l’amministratore della società fondiaria.
SAN PANTALEO. Edilizia creativa. Il proprietario dell’incantevole fazzoletto di terra ha forse interpretato in modo un po’ troppo originale il senso della legge. Migliorare il fondo per il proprietario di una società agricola, la Hurt, con sede a Milano e radici in Germania, significava allargare il suo stazzo. Dilatarlo con cemento e blocchetti. Calcestruzzo al lievito che ha fatto gonfiare l’umile casetta di 70 stretti metri quadri, in una più comoda villa su due piani da oltre 200 metri quadri. Furbetti del mattoncino, ma l’operazione di maquillage che non è sfuggita agli uomini del corpo forestale di Olbia, che hanno messo i sigilli all’edificio. Tutto era pronto, o quasi. Persiane di alluminio bianco, tetto a due spioventi di tegole, e facciate rese lisce. C’erano anche le prove colore, indecisione tra il panna e l’arancione tenue, per dipingere le pareti esterne. Il terreno di tre ettari nelle colline di San Pantaleo che si affacciano sul mare è recintato e collegato al borgo da una strada secondaria. Dietro il cancello si vede un primo edificio, una piccola depandance, nascosto dagli alberi lo stazzo non ancora finito di ristrutturare. Dall’ingresso affiora solo un piano, l’altro è seminterrato e asseconda il crinale scosceso della collina. Il progetto di miglioramento fondiario ha portato a un ampliamento esagerato dell’edificio a cui i gli agenti del corpo forestale di Olbia hanno messo i sigilli. La villa è intestata a una società agricola di Milano. L’amministratore delegato è stato denunciato per abuso edilizio. Il progetto prevedeva la ristrutturazione dello stazzo e il miglioramento di tutto il terreno, destinato alle attività agricole. Ma la bucolica campagna che degrada sul mare doveva servire da set incantato per la mega villa dotata di pavimentatissime verande. Durante il sopralluogo le tute verdi hanno messo i sigilli al casolare. Dopo il blitz nelle campagne tra Olbia e Arzachena gli agenti della forestale hanno stilato un rapporto e lo hanno inviato alla procura della repubblica di Tempio. Il giudice ha confermato il sequestro, mentre l’amministratore delegato della società agricola con sede a Milano, un uomo di 50 anni di origini tedesche, è stato denunciato per abuso edilizio. Continua l’attività in tutta la Gallura degli uomini del corpo forestale che passano al setaccio le porzioni preziose del territorio. Dal gennaio del 2007 a oggi gli agenti in verde hanno rilevato oltre 80 abusi edilizi in Gallura, quasi un quinto di quelli che sono stati contestati in tutta la Sardegna. Il territorio in cui è nata la Costa Smeralda è ultrasensibile e spesso diventa quasi impossibile scovare le irregolarità. Gli abusi sono concentrati quasi tutti sulle zone costiere e in aree di forte pregio. Il corpo forestale protegge il giardino dell’isola dal rischio cemento che in questa parte della Sardegna sembra essere molto elevato.
da Il Sardegna, 21 maggio 2008
Ambiente. Il Gruppo d’Intervento Giuridico: contro gli abusi il deterrente sono le ruspe. Ecomostri da demolire: “Spetta ai Comuni”.
“Mentre ad Alghero si svolge il convegno internazionale sulla gestione integrata e sostenibile delle coste, l’ennesimo sulla tutela dei litorali, l’abusivismo edilizio continua ad imperversare nonostante l’azione di contrasto del Corpo forestale. Il nocciolo della questione rimane quello della demolizione degli abusi edilizi insanabili”. Dopo la diffusione del bilancio dei reati contro l’ambiente a Cagliari e nell’Isola, il Gruppo d’Intervento Giuridico punta il faro su un aspetto ancora poco valutato dalle amministrazioni: la cancellazione dei mostri di cemento. “Ad iniziare da quelli realizzati in aree di rilevante interesse ambientale-paesaggistico – scrive in un comunicato stampa il presidente dell’associazione ambientalista Stefano Deliperi – a cui deve seguire il ripristino del territorio”. Si tratta dell’unico vero deterrente contro l’abusivismo edilizio, che nell’Isola conta almeno 45.000 casi stimabili, spesso in zone costiere, fa presente Deliperi. “La stessa presenza di un buon piano paesaggistico regionale viene frustrata dalla proliferazione di interventi edilizi abusivi”. Fondamentale si rivela essere il ruolo dei Comuni: “La legge assegna loro le prime competenze in materia di controllo edilizio”.
C’è chi è messo peggio di noi…Hanno arrestato praticamente tutta la struttura tecnica del Comune di Giugliano, 23 vigili più 3 geometri dell’ufficio tecnico più qualche altro funzionario per un totale di 39 arresti.
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it
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2008/05_Maggio/20/
bufera_vigili_arrestati.shtml