Home > Argomenti vari > Stop alle cluster bombs !

Stop alle cluster bombs !

 

Una buona notizia. Ce n’è bisogno.  Come il Cielo ha voluto, I delegati di 109 Nazioni, riuniti a Dublino, hanno trovato un accordo per la messa al bando delle cluster bombs, le bombe a grappolo,  fra i peggiori e più subdoli strumenti di morte. Determinante la campagna di pressione internazionale e la posizione della Gran Bretagna, gli U.S.A. probabilmente non aderiranno.

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

 

A.G.I., 29 maggio 2008

CLUSTER BOMB: ACCORDO SULLA MESSA AL BANDO.

Le delegazioni di 109 Paesi riunite a Dublino hanno trovato finalmente l’accordo sul testo del trattato per la messa al bando delle bombe a grappolo. Lo ha riferito una portavoce del ministero degli Esteri irlandese. "Il testo ha avuto l’assenso di tutti i delegati", ha detto la portavoce. Dopo dieci giorni di dibattito allo stadio Croke Park nella capitale irlandese, i diplomatici hanno concordato nella forma e nella sostanza il patto che impegnera’ i firmatari a cessare definitivamente l’uso, la produzione, la vendita e l’immagazzinaggio delle ‘cluster bomb’, ordigni micidiali che prima dell’impatto al suolo disseminano sul terreno migliaia di piccole bombe in grado di espandere anche a distanza di anni, spesso tra le mani di bambini incuriositi da quegli oggetti, e di provocare mutilazioni. Il patto impegna anche a provvedere all’assistenza delle vittime e alla bonifica delle aree interessate. Con un’iniziativa a sorpresa, nel pomeriggio il premier britannico, Gordon Brown, aveva annunciato a Londra che il suo Paese avrebbe unilateralmente messo fuori uso tutti i tipi di ‘cluster bomb’ in dotazione alle forze armate del Regno Unito. Un annuncio che ha sortito l’effetto desiderato: sbloccare la trattativa a Dublino.

 

PeaceReporter28 maggio 2008

Cluster bomb, sorpesa britannica. Londra annuncia: pronti a smantellare i nostri arsenali. Francesco Vignarca

Il governo britannico sarebbe pronto a smantellare l’intero aresenale di cluster bomb presente sul proprio territorio nazionale. Con una mossa a sorpresa, i delegati incaricati di rappresentare il governo di Sua Maestà alla Convenzione per la messa al bando delle cluster, in via di conclusione a Dublino, hanno annunciato che la Gran Bretagna intraprenderà ‘passi radicali e inattesi’, a dispetto della dura opposizione degli ambienti militari britannici. Le terribili armi in dotazione alle Forze armate britanniche sono la M85, prodotta in Israele e utilizzata nel 2003 durante l’invasione dell’Iraq e gli attacchi al Libano di due anni fa, e la M73, parte di un sistema di armamento degli elicotteri Apache.
Accordo entro sera. L’Irlanda, che ospita i colloqui, preme affinchè una bozza di trattato venga elaborata e sottoscritta entro stasera. "Se firmiamo la bozza – ha riferito al quotidiano britannico ‘The Guardian’ una fonte del ministero degli Esteri – allora dovremo rinunciare alle M85 e alle M73". Mentre il governo di Gordon Brown sarebbe disponibile a liberare da subito gli arsenali delle M85, per le M73 sarebbe necessario un periodo di ‘rimozione progressiva’. L’accordo tra gli oltre 170 delegati e ong di tutto il mondo, presenti da una decina di giorni a Dublino, dovrebbe essere firmato stasera.
Operazioni congiunte. Uno dei punti controversi, sul quale i partecipanti hanno dibattuto a lungo, è se gli eserciti di Paesi che firmano la messa al bando possono partecipare a operazioni militari con Paesi che non hanno aderito alla convenzione. Impedire una loro partecipazione ai conflitti, infatti, potrebbe portare alla violazione di altri trattati, come l’Alleanza Atlantica, con le immaginabili conseguenze che ciò comporterebbe. Mentre le cluster bomb presenti nelle basi Usa in territorio britannico resterebbero dove sono, le autorità britanniche sarebbero pronte a esercitare ‘pressioni’ affinchè gli Usa non utilizzino cluster bomb in operazioni congiunte con i Paesi che le hanno messe al bando.
Morti a grappolo. Le cluster bombs sono ordigni micidiali programmati per esplodere sul terreno, rilasciando altri piccoli ordigni che esplodono in un secondo momento.Nel corso degli ultimi 40 anni anni le cluster bombs sono state utilizzate in tutto il mondo, provocando milioni di morti. Secondo un rapporto di Handicap International, le vittime delle bombe a grappolo sono per oltre il 90 percento civili. L’incontro di Dublino è l’ultimo di una serie cominciata nel febbraio 2007 a Oslo, quando è stata creata la Cluster Munition Coalition (Cmc), la cui prima dichiarazione impegnava appunto i Paesi a decretare la messa al bando delle "armi a sub munizioni cluster" entro il 2008.

 

 

(foto da mailing list umanitaria)

Categorie:Argomenti vari Tag: ,
  1. Stefano Deliperi
    30 Maggio 2008 a 22:34 | #1

    Per me continua ad essere una buona notizia anche se non risolve completamente la situazione ;-) )

    da A.N.S.A., 30 maggio 2008

    BOMBE A GRAPPOLO, A DUBLINO IL MONDO DICE BASTA.

    (dall’inviato Patrizio Nissirio)

    DUBLINO – Alla fine, con un fragoroso applauso unanime, è stata approvata a Dublino la convenzione internazionale che, nelle parole di un attivista per il disarmo “consegna le bombe a grappolo alla pattumiera della storia”. Un trattato approvato da 111 paesi, che verrà ufficialmente firmato a Oslo in dicembre, e che entro otto anni dovrebbe portare alla distruzione e alla fine dell’utilizzo di queste armi da parte dei firmatari. “Da domani, chi usa questi ordigni avrà su di sé lo stigma della comunità internazionale, e anche solo questo è un risultato”, ha detto in chiusura dei lavori Stephen Goose di Human Rights Watch, una delle centinaia di organizzazioni che hanno creato la Cluster Munition Coalition, che ha portato avanti questa campagna. Le bombe a grappolo si frammentano in centinaia di ‘bombette’ che seminano morte e distruzione su una vasta area, indiscriminatamente. Bombette che restano oltretutto spesso inesplose, uccidendo ancora per anni. Alla messa al bando non aderiscono però alcune delle nazioni che sono le massime produttrici e/o utilizzatrici di queste armi che mietono migliaia di vittime tra i civili anche dopo la fine dei conflitti: Usa, Israele, Russia, Cina, India e Pakistan. Un gruppo che, sperano i sostenitori del documento varato oggi, potrà essere convinto col tempo ad aderire. E’ una strada difficile ma non impossibile, hanno detto in molti: il Giappone, ad esempio, ha annunciato oggi che aderirà al documento: una svolta, dopo una lunga opposizione di Tokyo. Lo stesso era avvenuto con il Regno Unito, che ha sbloccato il negoziato accettando di distruggere il proprio arsenale e abbandonare le iniziali richieste per un periodo di transizione e una deroga per le bombetté con meccanismi di autodistruzione.

    La convenzione prevede innanzitutto che i paesi aderenti non possano in alcuna circostanza usare, produrre, acquistare, stoccare o trasferire ad altri paesi questo tipo di armi, in tutte le loro varianti. In più, c’é l’obbligo di distruggere l’arsenale di bombe a grappolo eventualmente in possesso del Paese aderente, entro un tempo massimo di otto anni a partire dalla ratifica del Paese stesso. Gli stati si impegnano inoltre alla bonifica di aree disseminate di ordigni, mettendo in atto tutte le misure necessarie alla protezione ed informazione dei civili a rischio. Gli stati aderenti alla convenzione devono inoltre assistere le vittime delle bombe a grappolo. Il documento contiene un articolo, il 21, che ha sollevato polemiche, e critiche esplicite da parte di alcuni stati (come l’Argentina), ma che la maggioranza dei firmatari (tra cui l’Italia) hanno ritenuto importante: secondo questo articolo, gli stati aderenti potranno partecipare ad azioni di cooperazione militare con stati che non aderiscono. Ma, come ha sottolineato Giuseppe Schiavello, direttore della Campagna italiana contro le mine, in nessun caso un comandante militare di uno Stato membro della convenzione potrà, nell’ambito di questa cooperazione, usare o richiedere l’uso di munizioni a grappolo “quando la scelta di quali munizioni usare sia sotto il suo esclusivo. controllo”.

    Plaude all’accordo il segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon, che in un comunicato dice che “una larga coalizione di stati, organizzazioni internazionali e rappresentanti della società civile hanno creato un nuovo modello internazionale in comune accordo, che migliora la protezione dei civili, rafforza i diritti umani e le prospettive di sviluppo”. “E’ un documento che ha piena coerenza con l’ordine del giorno votato dal Senato il 28 maggio, che prevede il bando totale di quelle armi che hanno effetti estremamente dannosi sulla popolazione – spiega l’ambasciatore Lucia Fiori, che ha guidato la delegazione italiana al negoziato – Al tempo stesso é un bando che ci consente di essere coerenti con i nostri impegni internazionali, in ambito Nato ed Ue”. (ANSA).

  2. Vania
    30 Maggio 2008 a 10:10 | #2

    è vero che non aderiranno tutti gli stati e non aderiranno alcuni di quelli che fanno guerre in mezzo mondo ma è anche vero che è tanti altri stati le dovranno eliminare dagli arsenali: che cosa dovrebbero fare? non firmare il trattato perchè non ci sono Usa, Russia, ecc? per me è una bella notizia e mi auguro che ne seguano altre così per l’adesione di altri stati ancora! ciao ciao Vania

  3. ortica
    30 Maggio 2008 a 4:31 | #3

    Caro Stefano, non basta no. Leggi l’ articolo postato da Edoardo per renderti conto della colossale balla che ci hanno raccontato, le cluster bomb continueranno ad essere utilizzate come e più di prima, cosi come del resto le mine anti uomo, il fosforo bianco e tutte le altre armi vietate dalle varie commissioni internazionali.

  4. edoardo
    29 Maggio 2008 a 23:59 | #4

    http://www.luogocomune.net

    /site/modules/news/article.

    php?storyid=2541

  5. Stefano Deliperi
    29 Maggio 2008 a 23:46 | #5

    Sai Ortica che fra i migliori produttori di ‘ste cosette c’era anche l’Italia, così come per le mine anti-uomo ? Meno roba del genere c’è in giro e meglio è, non credi ? Non basta per farne una buona notizia ?

  6. ortica
    29 Maggio 2008 a 23:24 | #6

    E’ proprio una bella notizia, sapere che Svezia, Danimarca, Brasile e Belgio, giusto per fare qualche nome, non useranno piu le cluster bomb, rallegra il cuore.

    Peccato che Israele, Stati Uniti, Russia e Cina continueranno a produrle ed usarle……

  7. Vania
    29 Maggio 2008 a 23:13 | #7

    una vera good news!!!!! ciao ciao Vania

I commenti sono chiusi.