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Nucleare ? NO grazie !

 

 

 

Il Ministro Scajola annuncia che fra cinque anni sarà posta la prima pietra di una delle varie centrali nucleari di "nuova" generazione, senza chiedersi come si sceglierà il luogo della gloriosa posa, quanto costerà farlo e soprattutto che cosa sia la "nuova" generazione.   Viene strombazzata ai quattro venti la fandonia che "ora le centrali sono molto più sicure" quando in realtà non si è trovata alcuna soluzione al problema delle scorie (anche perché di queste "nuove" centrali se ne sta costruendo tra grandi difficoltà solo una in Europa). Non ci si chiede come è possibile ridurre la nostra dipendenza energetica col nucleare se in Italia non appaiono verosimili improvvise scoperte di giacimenti di uranio.  Né si nota che anche se dovessimo lanciarci a capofitto in questa avventura senza intoppi, comunque si parla solo del 10 % della produzione di energia elettrica tra due o tre decenni (cioè quando Belgio, Germania e Spagna saranno a un passo dall’uscita dal nucleare) e spendendo decine di miliardi di euro.  E il 90 % restante?  Tutto questo appare come una gigantesca allucinazione collettiva, che ci costerà un sacco di soldi e ci farà perdere un sacco di tempo. Il XX è stato il secolo del nucleare, il XXI sarà quello della produzione e l’uso intelligenti dell’energia!

Monica Frassoni

Presidente del Gruppo Verdi/A.L.E.

al Parlamento Europeo

 

Clicca qui per le notizie sull’incidente di Krsko in Slovenia.

Clicca qui per leggere i 40 fatti e argomentazioni dei Verdi/ALE che spiegano perché l’energia nucleare non è la soluzione al problema dei cambiamenti climatici.

Clicca qui per leggere l’analisi dello stato dell’industria nucleare mondiale nel 2007.

 

Clicca qui per leggere lo studio commissionato dal gruppo dei Verdi/ALE sugli incidenti nucleari avvenuti dopo la catastrofe di Tchernobyl del 1986.

Clicca qui per leggere un semplice testo dei Verdi/ALE che spiega perché l”energia nucleare è pericolosa, associata alle armi, obiettivo del terrorismo, inquinante, costosa, inefficiente, obsoleta, in declino e impopolare.

Monica Frassoni appoggia la petizione  No al nucleare, si all’energia solare. 

 

(foto da www.corriere.it, http://archivio.carta.org)

  1. Juri
    8 Giugno 2008 a 22:59 | #1

    E nelle trasmissioni di informazione (si fa per dire) della Rai si assiste ad un singolare crescendo di lodi per il nucleare. Stamattina è stato il turno di una trasmissione “giornalistica” del TGR, che in giro per la Francia trovava solo ed esclusivamente cittadini ansiosi di raccontare ai microfoni quanto fossero contenti di avere la loro brava centrale nucleare sotto casa. Il dubbio che attanagliava il giornalista era: “se in Francia la gente è così contenta di avere le centrali sotto casa, perchè in Italia invece c’è tanta resistenza?”

  2. Claudia Basciu
    8 Giugno 2008 a 18:58 | #2

    Mi preoccupa, in questo clima di dittatura del “politicamente corretto”, la scarsa convinzione dell’opposizione (a parte Italia dei Valori) nel dire no al nucleare. Sarà forse che, con il regolamento sul segreto di Stato hanno voluto spianare e bitumare la strada a Silvio?

  3. Raffaele Deidda
    8 Giugno 2008 a 14:11 | #3

    Un’altra interessante testimonianza sul nucleare “decisionisticamente” voluto dal governo Berlusconi e dal suo ineffabile ministro Scajola. Lo stesso che, esssendo all’epoca mistro dell’Interno, aveva definito il prof. Marco Biagi, poi ucciso dalle Brigate Rosse, un “rompicoglioni” perchè aveva insistentemente richiesto la scorta temendo, motivatamente, attentati contro la sua persona.

    Per Scajola ora sono sicuramente rompicoglioni le associazioni ambientaliste e tutti quei cittadini italiani che si oppongono al nucleare…

    All’Italia non serve il nucleare

    di Umberto Guidoni, europarlamentare – 06 giugno 2008

    Il governo Berlusconi, in coincidenza con l’incidente di Krsko, rilancia l’energia atomica spacciandola per una esigenza europea di abbattimento dei costi. Niente di più falso. A dimostrarlo i numeri nettamente a favore delle rinnovabili, oltre al percorso basato sulla regola dei tre “20″ partorito da Bruxelles

    Nel tardo pomeriggio del 4 giugno la Commissione europea ha segnalato un incidente alla centrale nucleare di Krsko, situata nel sud-ovest della Slovenia a 130 chilometri da Trieste e di aver attivato lo stato di allerta lanciato in rete dal sistema ECURIE (sistema comunitario per uno scambio rapido di informazioni in caso di emergenza per fuga di radiazioni). Pochi minuti dopo, le autorità slovene hanno assicurato di aver spento il reattore, pur permanendo uno stato di allerta. Secondo quanto riferito si sarebbe verificata una perdita di liquido dal sistema di raffreddamento principale della centrale nucleare. Un incidente che avrebbe potuto avere gravi ripercussioni per le popolazioni che vi risiedono e per l’ambiente circostante.

    Molte organizzazioni ambientaliste avevano messo in guardia da tempo le autorità europee, italiane e slovene sui pericoli e sui rischi che la centrale nucleare di Krsko poteva rappresentare per la sicurezza dell’Italia settentrionale, dell’Austria meridionale (Carinzia), della Slovenia e della Croazia. La centrale ha in funzione un reattore Westinghouse da 632 Mw che, fin dall’inizio dell’attività (iniziata nel 1983 con 5 anni di ritardo a causa di diversi inconvenienti tecnici), ha manifestato numerosi problemi. Nel 1993, fu nominata una commissione internazionale per verificare gli standard di sicurezza della centrale. Il lavoro della commissione si concluse con 74 raccomandazioni relative ai cambiamenti tecnici e procedurali necessari per adeguare gli impianti alle normative UE.

    Questo incidente, al momento senza conseguenze, avviene proprio quando il governo Berlusconi rilancia, per bocca del ministro Scajola, il tema del nucleare nel nostro paese. Il ministro stesso ha dichiarato che “indietro non si torna”, facendo intendere che la decisione di costruire impianti nucleari in Italia non si discute.

    E’ un ulteriore tassello di una politica “muscolare” di un governo che vuole accreditarsi come “decisionista”, capace cioè di agire in fretta, utilizzando provvedimenti che spesso sono in conflitto con la legislazione italiana ed europea e contro la volontà dei cittadini: è il caso del decreto sull’immigrazione clandestina o di quello sui rifiuti. In questo clima – in cui il governo ha introdotto, tra l’altro, il segreto militare sugli impianti energetici – il tema della trasparenza e dei controlli nel settore delicatissimo come quello della salute e della sicurezza dei cittadini, diventa un tema politico di grande attualità.

    Ma ci sono ragioni obiettive per tornare al nucleare in Italia? Scajola dice che lo chiede l’Europa e che l’alto prezzo della bolletta energetica, che costa circa 60 miliardi di euro l’anno, è la conseguenza dell’uscita dell’Italia dal nucleare, a seguito del referendum del 1987. In entrambi i casi si tratta di affermazioni senza fondamento che vengono utilizzate come slogan di una battaglia tutta ideologica.

    Non solo l’Europa non ci chiede il nucleare ma anzi punta su un percorso virtuoso basato sulla regola dei tre “20″. Un anno fa, il Consiglio Europeo ha definitivamente approvato un piano di azione per il dopo Kyoto che prevede, entro il 2020, di ridurre le emissioni di gas serra (-20%), agendo su efficienza energetica (+20%) e su un incremento delle fonti rinnovabili (+20%).

    Di fronte a queste grandi sfide, la situazione in Italia è preoccupante: invece di ridurre le nostre emissioni del 6,5%, le stiamo aumentando di oltre il 15%. Per le sole penalità, dovute ai ritardi di applicazione degli accordi di Kyoto, lo Stato italiano dovrà pagare circa 13 miliardi. Su questi temi il governo italiano dovrebbe dare risposte concrete all’Europa.

    Sul secondo punto c’è bisogno di uscire dagli slogan e fare chiarezza: elettricità non è sinonimo di energia. La produzione elettrica è una parte modesta della produzione totale di energia, in Europa costituisce solo il 6% dei consumi finali. La gran parte dell’energia viene utilizzata nei trasporti, nel riscaldamento e per la produzione industriale; tutte aree dove l’energia atomica non può rimpiazzare il petrolio. Il dibattito nucleare si restringe, dunque, ad un’area specifica – la produzione elettrica – che rappresenta una frazione minima del problema energetico.

    Anche se il nucleare fosse in grado di fornire energia a costi competitivi – cosa tutta da dimostrare di fronte alla scarsità di uranio arricchito e al conseguente aumento dei prezzi – questo presunto risparmio potrà, al massimo, valere per il 5-6% della spesa totale (3-4 miliardi) ed i benefici si vedranno non prima di 10 anni, quando le centrali saranno operative. Intanto, per realizzare gli impianti si dovrebbero investire 4-5 miliardi per ogni gigawatt di energia prodotta con il nucleare. A proposito dei costi del nucleare, i cittadini italiani dovrebbero sapere che, a 20 anni di distanza dalla chiusura, stiamo ancora pagando il costo dello smantellamento degli impianti nucleari (componente A2 nella bolletta ENEL).

    Per avere energia “a costi competitivi” è meglio utilizzare la ricetta europea. Ipotizzando un aumento di risparmio energetico e di rinnovabili di circa il 2% per anno, si guadagnerebbero circa 2 miliardi all’anno, arrivando a dimezzare la nostra bolletta energetica entro il 2020.

  4. gruppodinterventogiuridico
    7 Giugno 2008 a 16:47 | #4

    e Berlusconi blatera di nucleare senza fornire cifre e dettagli banali come quelli relativi alle scorie, assicura pure la soluzione dell’emergenza rifiuti in Campania entro due mesi: ha un asso nella manica ? Ha assunto Vanna Marchi come consulente ? Mah…

    A.N.S.A., 7 giugno 2008

    “SERVONO NUOVE CENTRALI NUCLEARI – “Procedere con celerità alla messa in cantiere di centrali nucleari nuove è una necessità”: lo dice il premier Silvio Berlusconi, nel corso del suo intervento al convegno dei giovani imprenditori.

    ENTRO LUGLIO PROBLEMA RIFIUTI RISOLTO – “Ho la certezza che il problema rifiuti sarà risolto. Entro luglio sbarazzeremo le strade di Napoli dai rifiuti”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, parlando ai Giovani imprenditori di Confindustria.

  5. 6 Giugno 2008 a 22:27 | #5

    GREENACTION TRANSNATIONAL SU INCIDENTE NUCLEARE KRSKO (SLO)

    Violato in Italia l’obbligo europeo dei piani di emergenza nucleare: chieste attuazione e indagini penali.

    Trieste, 6 giugno 2006 – A seguito dell’incidente nucleare di Krsko (Slovenia) del 4 giugno l’associazione ambientalista e per i diritti umani Greenaction Transnational denuncia la mancanza in Italia dei piani d’emergenza e difesa civile antiradiazioni previsti dalla normativa europea per le popolazioni a rischio. In Slovenia tali piani sono invece attivi da decenni con livelli di organizzazione e difesa civile particolarmente elevati. L’Associazione, già sotto l’insegna di Friends ot the Earth Trieste, ha denunciato invano per anni senza esito le omissioni delle autorità nazionali e locali italiane, ottenendone anche la messa in mora da parte della Commissione Europea.

    Nonostante ciò, e nonostante l’interessamento della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, le autorità italiane responsabili hanno continuato a dare risposte elusive o contraddittorie, ed il Procuratore capo uscente di Trieste, Nicola Maria Pace, le ha volute scagionare già nel 2003 dichiarando “esclusa la sussistenza di omissioni penalmente rilevanti”. Una seconda denuncia, presentata dall’associazione nel 2007, non ha avuto ancora risultati.

    Poichè la gravità del problema è ora drammaticamente riconfermata da un incidente nucleare, Greenaction Trasnational chiede che i piani vengano finalmente redatti e diffusi, e che il nuovo Procuratore capo Michele Dalla Costa, proveniente da Venezia, garantisca l’efficacia delle indagini penali.

    I documenti principali per ricostruire la vicenda delle denunce e delle risposte istituzionali sono disponibili sul sito di Greenaction Transnational (www.greenaction-planet.org).

  6. freak
    6 Giugno 2008 a 22:00 | #6

    ma gli rispondi pure a questi qua? troppa grazia :)

  7. Stefano Deliperi
    6 Giugno 2008 a 20:45 | #7

    Vedi Salvatore, è proprio l’esistenza di gente come te, che conduce un’indefessa lotta contro l’evidenza, che ci convince ancora di più. Salutaci Scajola e metti mano al portafoglio per pagare ‘ste centrali. Ah, dimenticavo: ce l’hai un giardino? Beh, fatti avanti per metterci le scorie ;-) )

  8. 6 Giugno 2008 a 17:29 | #8

    Mi dispiace per te , ma forse alcune notizie non sono arrivate nella caverna preistorica dove vivi.

    In Italia ci sono state le elezioni , e i verdi che tu citi sono stati CANCELLATI dal parlamento per volere del POPOLO ITALIANO . L’Italia VUOLE il nucleare , la TAV , il ponte di Messina ecc …

    Pochi giorni fa in amazzonia è stata scoperta una tribu indigena , ti conviene trasferirti li .

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