Carloforte: recuperare il demanio civico !

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno chiesto (esposto del 16 giugno 2008) al Comune di Carloforte (CI) di recuperare oltre 282 ettari appartenenti al demanio civico ma indebitamente occupati da Privati nell’intera Isola di San Pietro. La medesima richiesta è stata inoltrata all’Assessore regionale dell’agricoltura perché provveda in via sostitutiva qualora il Comune non svolga quanto di competenza, mentre al Commissario per gli usi civici per la Sardegna (organo giurisdizionale speciale) è stato chiesto di riassumere avanti a se le eventuali contestazioni sulla natura demaniale civica dei terreni. Per opportuna informazione, l’istanza è stata inoltrata anche al Presidente della Regione autonoma della Sardegna ed alla competente Procura della Repubblica. Nel contempo, le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno manifestato piena disponibilità all’Amministrazione comunale di Carloforte per forme di collaborazione, nei rispettivi ambiti, in attività finalizzate alla tutela del demanio civico.
Da sei mesi è stata pubblicizzata la vicenda relativa alla presenza del demanio civico carlofortino e della sua parziale occupazione illegittima, tuttavia non è finora seguita alcuna iniziativa di recupero. Infatti, quasi un quinto (circa il 18,5 % della superficie isolana) dei poco più di 5.100 ettari dell’Isola di San Pietro, territorio comunale di Carloforte (CI), è demanio civico. 9.416.406 metri quadrati, cioè più di 941 ettari. Terreni ad uso civico, insomma. In varie località: Guidi, Punta delle Oche, il Pulpito, il Lago, Tacche Bianche, Cala Lunga, La Punta, Tacca Rossa, Bricco Napoli, La Borrona, Bricco Nasca, Stea, Le Commende, Guardia Mori, S. Anna – Tortoriso, Gioia, Memerosso, Giannurango, Punta Grossa, Le Tanche, Canale di Sana, Paradiso, Rocchette, Gianchin, Montagne, Bricco Spagnolo, Rombi, Canalfondo, Patella, La Golfa, Piana, Sabina, Pozzino, Pitro, Fontane, Stagnetto, il Giunco, Cimitero, Fonde, Porta Leone. Lo afferma la determinazione del Direttore del Servizio Affari legali, controllo, usi civici dell’Assessorato regionale dell’agricoltura e riforma agro-pastorale n. 243 del 24 febbraio 2005 (pubblicata sul supplemento ordinario B.U.R.A.S. n. 2 del 17 gennaio 2006). La notizia era sconosciuta pressoché a tutti, ma non al Comune di Carloforte, dov’è stata trasmessa e pubblicata all’albo pretorio. E non sono poche le terre appartenenti al demanio civico carlofortino finite in mani private. Secondo quanto pubblicizzato dall’atto assessoriale dichiarativo sono oltre 282 ettari (più di 2.826.000 metri quadrati) ceduti illegittimamente a Privati e in parte edificati ai Guidi, a Tacche Bianche, a Cala Lunga, a Tacca Rossa, a Nasca, a Le Commende, a Gioia, a Memerosso, a Punta Grossa, a Patella, a Paradiso, a Gianchin, a Sabina, a Pitro, allo Stagnetto, alla Porta Leone, al Cimitero, a Fonde, al Giunco.

Gli usi civici sono in generale diritti spettanti ad una collettività, che può essere o meno organizzata in una persona giuridica pubblica (es. università agraria, regole, comunità, ecc.) a sé stante, ma comunque concorrente a formare l’elemento costitutivo di un Comune o di altra persona giuridica pubblica: l’esercizio dei diritti spetta uti cives ai singoli membri che compongono detta collettività.
Gli elementi comuni a tutti i diritti di uso civico sono stati individuati in:
- esercizio di un determinato diritto di godimento su di un bene fondiario;
- titolarità del diritto di godimento per una collettività stanziata su un determinato territorio;
- fruizione dello specifico diritto per soddisfare bisogni essenziali e primari dei singoli componenti della collettività.
L’uso consente, quindi, il soddisfacimento di bisogni essenziali ed elementari in rapporto alle specifiche utilità che la terra gravata dall’uso civico può dare: vi sono, così, i diritti di uso civico di legnatico, di erbatico, di fungatico, di macchiatico, di pesca, di bacchiatico, ecc. Quindi l’uso civico consiste nel godimento a favore della collettività locale e non di un singolo individuo o di singoli che la compongono, i quali, tuttavia, hanno diritti d’uso in quanto appartenenti alla medesima collettività che ne è titolare.
Dopo la legge n. 431/1985 (la nota Legge Galasso), i demani civici hanno anche acquisito una funzione di tutela ambientale. Questa funzione è importantissima in particolare in habitat di piccola estensione proprio come l’Isola di San Pietro. Boschi, macchia mediterranea, pascoli alberati, coste rocciose sono solo alcuni degli ambienti tipici rientranti nel demanio civico carlofortino. Demanio civico derivante con ogni probabilità dall’infeudazione dell’Isola (17 ottobre 1737) in favore del duca di San Pietro, don Bernardino Antonio Genoves Cervellon (benemerito del Regno di Sardegna, che – a sue spese – nel 1744 levò un reggimento di fanteria, successivamente divenuti i Granatieri di Sardegna) al momento della fondazione della colonia di Carloforte (17 aprile 1738), con gruppi di stirpe ligure provenienti dall’isolotto di Tabarka, davanti alle coste tunisine. E sarebbe ora di tutelarli efficacemente, in primo luogo recuperando i terreni ad uso civico illegittimamente in mano privata, così come previsto dalla legge (legge n. 1766/1927 e legge regionale n. 12/1994 e successive modifiche ed integrazioni) e reprimendo nei modi di legge lo strisciante abusivismo edilizio, troppe volte denunciato senza successivi provvedimenti concreti.
L’intera Isola di San Pietro è, inoltre, tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004, D.M. 25 marzo 1966), rientra in diversi siti di importanza comunitaria (direttiva n. 92/43/CEE, D.P.R. n. 357/1997, elenco regione biogeografica mediterranea approvato con decisione Commissione europea n. 3261 del 19 luglio 2006) ed è destinata ad area protetta marina (legge n. 394/1991) e terrestre (legge regionale n. 31/1989 – allegato "A"). Inoltre, il piano paesaggistico regionale – P.P.R. recentemente approvato con deliberazione Giunta regionale n. 36/7 del 5 settembre 2006, ricomprende l’area interessata nell’ambito di paesaggio costiero n. 6 "Carbonia e Isole Suscitane" (art. 14 delle norme tecniche di attuazione) e la classifica in parte "sistema a baie, promontori, falesie e isole minori", "area naturale e sub naturale" (macchie, dune e aree umide), "area semi-naturale" (prateria, spiagge).
Ora l’Amministrazione comunale di Carloforte e la Regione autonoma della Sardegna hanno un compito importantissimo davanti.
Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

nell’Isola di San Pietro in rosso i terreni appartenenti al demanio civico di Carloforte
(elaborazione cartografica GrIG da cartografia R.A.S., foto S.D., archivio GrIG)




Noi li tuteliamo. Grazie per quello che fate. G.M.
La Nuova, 3/7/2008
Austis. Il consiglio comunale deciso a contrastare gli abusi con tutti i mezzi
«No ai recinti nelle terre pubbliche»
di Giovanni Melis
AUSTIS. No alle recinzioni abusive del territorio comunale e tutela incondizionata dei diritti dei cittadini. Questo è il messaggio lanciato dal consiglio comunale di Austis, che nell’ultima seduta ha affrontato questo tema delicato. La questione delle recinzioni dei terreni pubblici torna in auge nel Nuorese, dove in diversi comuni divampano le polemiche contro coloro che, in violazione di legge e dei diritti della collettività, utilizzano terreni del patrimonio pubblico a fini privati. La pratica è spesso fonte di gravi problematiche, sfociata talvolta in fatti contro l’ordine pubblico.
Ad Austis, il comune ha deciso di reagire con una dura condanna. I diritti collettivi verranno tutelati con ogni mezzo. Anche quelli giudiziari se necessario. In paese infatti si sono verificate alcune irregolarità, già al vaglio del commissario per gli usi civici e della magistratura ordinaria. Il sindaco Lucia Chessa Gallisai ha assicurato alla popolazione la ferma volontà del comune di «assicurare alla cittadinanza il godimento dei diritti collettivi, nei tempi e nei modi stabiliti dalla legge, sulle terre pubbliche, risorsa inestimabile per il nostro paese e che deve essere fruibile alla gente per fini collettivi».
E sulla stessa lunghezza d?onda le dichiarazioni della maggioranza di governo. «Il comune di Austis – si legge in una nota – non permetterà abusi sulle terre pubbliche. È ferma convinzione di questa amministrazione che la corretta gestione dei beni collettivi è essenziale per lo sviluppo civile ed economico della collettività, che su di essi ha sì dei doveri, ma anche chiari diritti tutelati dalla legge. Pertanto gli stessi non possono essere lasciati alla mercè dei singoli che, con la loro condotta, comprimono i diritti di tutti gli austesi».
da La Nuova Sardegna, 24 giugno 2008
Carloforte. Il Gruppo di intervento giuridico lancia una proposta per arginare l’edificazione privata illegittima. «Il Comune recuperi i terreni occupati abusivamente». Simone Repetto
CARLOFORTE. Nell’isola di San Pietro, c’è necessità di recuperare il demanio civico abusivamente occupato da privati. Lo sostengono Gruppo di Intervento Giuridico ed Amici della Terra, che hanno inviato al Comune un esposto per agire di conseguenza, con annesse motivazioni. «Abbiamo chiesto al Comune – ha detto Stefano Deliperi – di recuperare oltre 282 ettari appartenenti al demanio civico, ma indebitamente occupati da privati nell’intera isola. Richiesta inoltrata anche alla Regione, perché provveda in via sostitutiva qualora il Comune non svolga quanto di competenza, dando piena disponibilità allo stesso ente per forme di collaborazione, nei rispettivi ambiti, in attività finalizzate alla tutela del demanio civico». Secondo l?esposto, l’occupazione illegittima del demanio civico carolino, riguarda quasi un quinto (circa il 18,5 per cento della superficie isolana) dei poco più di 5.100 ettari di San Pietro, 941 dei quali sono demaniali. Questi terreni, sono stati individuati in varie località, sia alla periferia del centro abitato che in territorio extraurbano, come affermerebbe il servizio regionale dell’assessorato agricoltura e riforma agro-pastorale (pubblicazione Buras 2, gennaio 2006). Deliperi, ha tenuto a precisare come «non siano poche le terre appartenenti al demanio civico finite in mani private, ammontando ad oltre 282 ettari, ceduti illegittimamente a privati e in parte edificati in località quali Guidi, Tacche Bianche, Cala Lunga, Tacca Rossa, Nasca, Commende, Gioia, Mamerosso, Punta Grossa, Patella, Paradiso, Gianchin, Sabino, Stagnetto, Porta Leone, Fontane e Giunco». Facendo riferimento sia alla funzione di tutela ambientale degli usi civici che al loro escursus storico (risalente all’infeudazione isolana del 1737), le due associazioni ambientaliste dell’isola ritengono che «sarebbe ora di tutelarli efficacemente, in primo luogo recuperando i terreni ad uso civico illegittimamente in mano privata, così come previsto dalle norme in vigore fin dal 1927, reprimendo legalmente lo strisciante abusivismo edilizio, troppe volte denunciato senza successivi provvedimenti concreti». Gli usi civici, come ricorda Deliperi, sono in generale diritti spettanti a una collettività, per soddisfare bisogni essenziali ed elementari della stessa.
si è saputo a chi sono finiti questi terreni?
bravo stefano!vai fino in fondo!
benissimo questa richiesta! anche io mi chiedevo perchè il comune non avesse fatto niente dopo che era uscita questa cosa degli usi civici anche sui giornali. sono passati mesi ma non è successo niente e si continua a costruire: è regolare? lo stanno facendo anche su terreni con uso civico?
Gigi, non fare il misterioso: è stata demolita una piscina a Carloforte “in seguito ad un controllo della forestale” ? Bene, hai delle foto ? Hai delle notizie in più ? Perchè non ci scrivi sù qualcosa e ci mandi tutto ? Ti pubblicheremo molto volentieri. Ciao.
Vedi juri, io farò pervenire al più presto qualche scatto.
Quello che non mi quadra è il fatto che dei Tabarkini, solitamente molto attenti, non abbiano visto, scusami la malafede, o voluto vedere una cosa così evidente.
Come mi sorprende il fatto che su questo blog non sia stato detto nulla riguardo alla demolizione di una piscina avvenuta a Carloforte in seguito ad un controllo della forestale.
E’ vero che Stefano non è Mandrake, ma è anche vero che l’isola è molto piccola, e che ci sono delle persone molto attente, persone che ogni tanto però girano lo sguardo da un’altra parte.
Saluti
Gigi, immagino che invece tu abbia già fatto la doverosa segnalazione per la villa sulle dune. Giusto?
mi auguro che si riesca a fare qualcosa, ci sono anche tanti carlofortini lontani dall’isola che amano Carloforte e che vogliono che sia tutelata. ciao ciao Vania
Mah, Emanuele, io ne conosco diversi a cui interessa il patrimonio ambientale e territoriale collettivo, di “u’ paìze”, di tutti. E’ facile non interessarsi di qualcosa che non si conosce: sarebbe già una cosa importantissima far conoscere correttamente queste cose a Carloforte come in qualsiasi altro centro della Sardegna e del resto d’Italia. Qui il Comune di Carloforte potrebbe fare molto.
Ma, alla fin fine, forse ai carlofortini non interessano i loro diritti di uso civico. Grazie per le spiegazioni sugli usi civici, non ci avevo ancora capito nulla.
Gigi, bontà tua, ribadisco che mi chiamo e sono Stefano, non Mandrake. Di ‘sta villa non so proprio nulla. Facci avere foto e documentazione disponibile ! A La Caletta alcuni anni fa siamo riusciti a fermare, con vari esposti, un “residence” a pochi passi dal mare. Aspettiamo (e aspetto) il tuo materiale. Ciao.
Apprezzo l’ironia.
Quanto prima ti farò avere una bella foto, da cui si evince che la villa in questione insiste sopra una duna a 50 mt. Dal mare.
Mi sorprende però il fatto che tu non ne sia a conoscenza.
Saluti
e allora, caro Stefano, sulle dune della caletta è in fase di ultimazione una Villa ? Come mai non ho mai visto nulla a proposito sul tuo Blog ? Neanche una foto piccola piccola.
Saluti