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Cantiere S.T.U. di Golfo Aranci: forse arriva una svolta. Finalmente.

 

 

Forse finalmente sta per giungere il tanto atteso provvedimento di blocco dei lavori del cantiere della Società di trasformazione urbanistica – S.T.U. Golfo Aranci s.p.a. sulla costa di Baia Caddinas.   Infatti, il Servizio Governo del territorio e tutela paesaggistica per la Provincia di Olbia-Tempio della Regione autonoma della Sardegna ha richiesto (nota n. 1344/OT dell’8 luglio 2008) alla medesima S.T.U. Golfo Aranci s.p.a., al Comune di Golfo Aranci ed al Servizio sostenibilità ambientale e valutazione degli impatti – S.A.V.I. dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente quali provvedimenti siano stati adottati per dar corso alla procedura di "verifica preventiva", così come più volte richiesto anche dal Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare.  In caso contrario, provvederà – previo accertamento dell’inottemperanza da parte del Servizio S.A.V.I. (art. 10, comma 3°, della deliberazione Giunta regionale n. 24/23 del 23 aprile 2008, allegato B) – a sospendere i lavori e a ordinare la rimessione in pristino (art. 10, comma 3°, della deliberazione Giunta regionale n. 24/23 del 23 aprile 2008, allegato B, ed art. 29, comma 4°, del decreto legislativo n. 152/2006 come integrato e modificato dal decreto legislativo n. 4/2008).     Infatti, nel maggio scorso, le ruspe della S.T.U. di Golfo Aranci, dopo una breve pausa, si erano rimesse in moto e le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico erano state, quindi, costrette ad inoltrare un nuovo esposto (27 maggio 2008) alle amministrazioni pubbliche (Ministero per i beni e attività culturali, Ministero dellambiente, Assessorati regionali dell’urbanistica, dei beni culturali, della difesa dell’ambiente, Comune di Golfo Aranci, Soprintendenza ai beni ambientali di Sassari), al Corpo forestale e di vigilanza ambientale ed alla Magistratura competenti in relazione alla ripresa dei lavori.      

L’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente – Servizio sostenibilità ambientale e valutazione degli impatti (S.A.V.I.) ha confermato fin dal gennaio 2008 (note prot. n. 563 dell’8 gennaio 2008 e n. 2224 del 22 gennaio 2008. In precedenza note prot. n. 21519 del 25 giugno 2007, n. 31034 del 12 settembre 2007 e n. 42032 del 29 novembre 2007) che i lavori edilizi che prevedono la realizzazione di un complesso residenziale e ricettivo in località Baia Caddinas, in Comune di Golfo degli Aranci (Provincia di Olbia – Tempio), da parte della società di trasformazione urbana – S.T.U. (artt. 17, comma 59°, della legge n. 127/1997 e 120 del decreto legislativo n. 267/2000 e successive modifiche ed integrazioni) Golfo Aranci s.p.a. (Pirelli Real Estate s.p.a., capofila, Pirelli Project management s.p.a., Centrale Immobiliare s.p.a., Silec s.p.a., Mec s.r.l., Comune di Golfo Aranci) in unarea di circa 48 ettari.      Tale intervento immobiliare risulterebbe fornito di concessione edilizia n. n. 34/2005, ma non è stato assoggettato alla preventiva e vincolante procedura di verifica preventiva (screening).         Il Servizio Governo del territorio e Tutela paesaggistica per la Provincia di Olbia – Tempio, con nota prot. n. 189/OT dell’1 febbraio 2008, ha invitato il Comune di Golfo Aranci all’immediata sospensione dei lavori, evidenziando che – in caso di inerzia comunale – avrebbe provveduto in via sostitutiva (artt. 39 del D.P.R. n. 380/2001 e successive modifiche ed integrazioni, 22 della legge regionale n. 23/1985 e successive modifiche ed integrazioni).      Il Comune di Golfo Aranci sembrerebbe, invece, aver fatto orecchie da mercante ed avrebbe inoltrato un ricorso al T.A.R.   Non è dato sapere in base a quale motivo di ordine giuridico.      

In parole povere, non risulta effettuata la procedura di verifica preventiva (direttiva n. 97/11/CE, D.P.R. 12 aprile 1996, legge regionale n. 1/1999) finalizzata ad accertare se l’intervento proposto – per caratteristiche e/o ubicazione – debba o meno esser assoggettato a procedimento di valutazione di impatto ambientale. Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico avevano già inoltrato ai medesimi destinatari l’esposto del 15 marzo 2007 in relazione ai lavori in corso.          

In seguito all’interrogazione scritta presentata il 5 giugno 2007 da Monica Frassoni, Presidente del gruppo dei Verdi/ALE al Parlamento europeo, la Commissione europea prese, poi la decisione, con specifica risposta del 3 agosto 2007 fornita dal Commissario all’ambiente Dimas,  di svolgere i propri accertamenti in merito ai lavori edilizi attualmente in corso.      Nell’interrogazione scritta l’europarlamentare verde ha segnalato alla Commissione che l’intervento immobiliare di Baia Caddinas è di dimensioni tali da dover essere sottoposto al vincolante procedimento di verifica preventiva – "screening" (direttiva 97/11/CE) – che però non risulta essere stato svolto. Nell’interrogazione è inoltre precisato che l’area interessata dai lavori, sul mare e ricoperta in buona parte da macchia mediterranea evoluta, è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni), mentre la fascia dei mt. 300 dalla battigia marina è tutelata anche con vincolo di conservazione integrale.   Monica Frassoni aveva dichiarato: "Di fronte a questo ennesimo attacco alla costa sarda, chiediamo alla Commissione europea quali iniziative intenda assumere avverso questa violazione del diritto comunitario in tema di valutazione di impatto ambientale.   Confermiamo il nostro sostegno all’azione delle associazioni ecologiste locali Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico che da anni sono impegnate nella difesa del territorio sardo e che per il caso di Baia Caddinas hanno inoltrato esposti alle amministrazioni pubbliche competenti ed alla Magistratura inquirente, tuttora senza esito definitivo".

Il Commissario all’ambiente Dimas ha reso noto che saranno contattate le autorità italiane "per ottenere informazioni sull’applicazione delle disposizioni VIA" e che "qualora riscontrasse una violazione di questa direttiva, la Commissione non esiterà ad avvalersi dei poteri conferitile dal trattato CE per garantire la corretta applicazione della normativa comunitaria".   E’ agevole supporre la prossima apertura di una specifica procedura di infrazione per violazione della normativa comunitaria sulla V.I.A.  

Si ricorda, in proposito, che il Servizio sostenibilità ambientale e valutazione impatti (S.A.V.I.) dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente aveva già comunicato (nota n. 21519 del 25 giugno 2007) che "non sono in corso procedimenti riferibili al progetto" del "complesso di interventi edilizi a carattere residenziale e ricettivo da parte della Società Golfo Aranci S.p.A. in località Baia Caddinas, nel Comune di Golfo Aranci".   

Anche la Soprintendenza per i beni architettonici ed il paesaggio di Sassari ha svolto i suoi accertamenti in relazione alla richiesta di informazioni a carattere ambientale ed adozione di opportuni provvedimenti (esposto del 15 marzo 2007) inoltrata dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo dIntervento Giuridico. Il responso è stato chiaro: "relativamente alla concessione edilizia n. 34/05 .. relativa a lavori di sbancamento e recinzione in loc. Baia Caddinas e rilasciata dal Comune di Golfo Aranci alla STU di Golfo Aranci – secondo quanto riportato dal cartello di cantiere – non risulta alcuna autorizzazione paesaggistica.  L’autorizzazione paesistica costituisce atto distinto e presupposto della concessione edilizia ed i lavori non possono essere iniziati in difetto di essa".     Secondo il Comune di Golfo Aranci, invece, le opere sarebbero legittime e regolari (nota prot. n. 45230 del 17 aprile 2007).

Le società di trasformazione urbana – S.T.U. sono società immobiliari a capitale misto pubblico-privato previste dagli articoli. 17, comma 59°, della legge n. 127/1997 e 120 del decreto legislativo n. 267/2000 e successive modifiche ed integrazioni (testo unico degli Enti locali) per la realizzazione di comparti previsti dagli strumenti urbanistici, nel caso di Golfo Aranci dal piano urbanistico comunale – P.U.C. Golfo Aranci ha anche acquisito un finanziamento ai sensi della legge n. 21/2001 pari a 284.825,98 euro per l’avvio della S.T.U. La S.T.U. di Golfo Aranci vede il 99,99 % di capitale in mano alla Pirelli Real Estate s.p.a. ed alle sue controllate Pirelli Project management s.p.a., Centrale Immobiliare s.p.a., Silec s.p.a., Mec s.r.l. Lo 0,01 % è in mano al Comune di Golfo Aranci, che, però, ha facoltà di aumentare la sua quota fino al 30 %.

L’area è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni), in quanto fascia costiera con ambiti dunali e macchia mediterranea evoluta (ginepro fenicio, lentischio, ecc.), mentre la fascia dei mt. 300 dalla battigia marina è tutelata anche con vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993). Nel piano paesaggistico regionale - P.P.R., recentemente approvato con deliberazione Giunta regionale n. 36/7 del 5 settembre 2006, l’area appare ricompresa nellambito di paesaggio costiero n. 18 "Golfo di Olbia" (art. 14 delle norme tecniche di attuazione) ed è classificata, pro parte, "area naturale e sub naturale" e "insediamenti turistici". Pur essendo il Comune di Golfo Aranci provvisto di P.U.C. definitivamente approvato ed in vigore, si applicano per tale ambito di paesaggio costiero le disposizioni cautelari provvisorie (art. 1 della legge n. 1902/1952 e successive modifiche ed integrazioni) di cui all’art. 15, comma 3°, delle norme tecniche di attuazione del P.P.R. In particolare sembrerebbe che nella zona sia stata approvata una specifica variante al P.U.C. sotto la vigenza della legge regionale n. 8/2004.

A questo punto non si comprende che cosa si attenda per l’adozione di opportuni provvedimenti risolutivi, anche in via sostitutiva (es. annullamento permessi di costruire, sospensione lavori, ecc.), da parte delle amministrazioni pubbliche competenti e della magistratura (es. sequestro preventivo) in quanto emergono diversi aspetti legali ed ambientali che necessitano dei doverosi accertamenti, necessari per salvaguardare un patrimonio ambientale continuamente a rischio a causa di una trasformazione immobiliare arrembante.  

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

(foto A.V., archivio GrIG)

  1. gruppodinterventogiuridico
    16 Giugno 2009 a 0:12 | #1

    da La Nuova Sardegna, 15 giugno 2009

    Società mista con Pirelli gara dichiarata illegittima. Bocciati dai giudici amministrativi gli atti relativi alla Stu costituita dal Comune con l’immobiliare di Tronchetti Provera. (Enrico Gaviano)

    GOLFO ARANCI. Il comune di Golfo Aranci è stato l’unico in Sardegna a giocare la carta della Stu, la società di trasformazione urbana. Una mossa che potrebbe costare cara. Il Tar Sardegna ha dichiarato illegittima la gara risalente al 2005 per la costituzione della Stu, società mista pubblica-privata costituita con la Pirelli Real Estate, il braccio edilizio dell’impero di Tronchetti Provera, e tutti gli atti successivi.

    Un affare da centinaia di milioni di euro che si blocca dopo il ricorso della Golfo degli Aranci srl, società di Luigi Ranalli. L’imprenditore aveva dichiarato guerra da anni al comune e alla Stu, dopo aver perso i terreni della lottizzazione di S’Abba e Sa Pedra, facenti parte del progetto Stu, e dopo non esser riuscito a partecipare alla trattativa privata per la designazione del socio della Stu, a novembre 2005. Da allora è partita una valanga di carte bollate verso tribunali civili e amministrativi. Ricorsi anche alla Ue. Ranalli si è visto chiudere le porte in faccia dai giudici di ogni ordine e grado. Ma in piedi era rimasto il giudizio del Tar. La Golfo degli Aranci srl si è vista bocciare dai giudici amministrativi una parte delle proprie richieste, quelle riguardanti la proprietà dei terreni che, dopo una serie di passaggi in diverse società, sono finiti con atto espropriativo, nella disponibilità della Stu. Una sventagliata di no del Tar ai ricorsi della società di Ranalli per carenza di interesse. Ma ha invece vinto su tutto il campo sulla questione di legittimità del procedimento di scelta del socio privato della Stu. Il Tar ha accolto dunque il ricorso annullando la delibera comunale del bando di selezione, gli atti di aggiudicazione al gruppo Pirelli Real Estate, gli atti di costituzione della Stu e tutti i successivi della società perché illegittimamente composta. Il passaggio chiave della decisione dei giudici è relativo al fatto che, dopo i primi due bandi a evidenza pubblica andati deserti, il Comune aveva deciso di ampliare il campo dei partecipanti rivedendo i criteri troppo stringenti scelti inizialmente. Secondo i giudici, dopo questo cambio di requisiti, l’amministrazione comunale avrebbe dovuto procedere a una nuova selezione a evidenza pubblica, proprio per dare la possibilità, a chi fosse stato interessato, di partecipare alla gara. Invece si è passati direttamente alla trattativa privata. «Comportamento palesemente in contrasto – scrivono i giudici – con i principi generali delle procedure ad evidenza pubblica». La Seconda sezione del Tar (collegio composto dal presidente Rosa Maria Pia Panunzio, consigliere Marco Lensi, estensore Tito Aru) ha però rilevato anche «un ulteriore profilo di illegittimità, che pare opportuno evidenziare». L’architetto Sandra Deiana ha lavorato insieme ad altri professionisti alla redazione dello studio di fattibilità della Stu a Golfo Aranci (lavoro propedeutico al varo della società mista pubblico-privata) e, successivamente risulta essere unico socio e amministratore di una società che ha partecipato alla redazione della proposta del raggruppamento aggiudicatario della selezione, violando il «principio di garanzia della par condicio nelle procedure a evidenza pubblica». Un colpo brutto per Sergio Memmoli, vecchio sindaco che ha avviato le pratiche Stu e Giuseppe Fasolino del Pdl, appena eletto. Gli esponenti dell’opposizione, a cominciare da Andrea Viola, hanno sempre contestato la Stu. Consiglio di stato permettendo, per ora hanno ragione loro.

  2. gruppodinterventogiuridico
    19 Luglio 2008 a 22:19 | #2

    da La Nuova Sardegna, 18 luglio 2008

    Baia Caddinas, cantiere a rischio nuovo assalto degli ambientalisti. (Tiziana Simula)

    GOLFO ARANCI. L’intervento della Stu a Baia Caddinas ritorna al centro dell’attenzione delle associazioni Gruppo d’intervento giuridico e Amici della terra. Il responsabile Stefano Deliperi annuncia che «il Servizio Governo del territorio e tutela paesaggistica per la Provincia ha richiesto, alla Stu, al Comune e al Savi (Servizio sostenibilità ambientale) dell’assessorato regionale dell’Ambiente, quali provvedimenti siano stati adottati per la procedura di verifica preventiva dell’intervento». Lo stesso ente, riferiscono gli ambientalisti, dal Ministero dell’ambiente, annuncia che provvederà, previo accertamento dell’inottemperanza da parte del Savi, a sospendere i lavori.

    Secondo le associazioni ecologiste, insomma, starebbe per arrivare il provvedimento di blocco dei lavori nel cantiere di Baia Caddinas dove la Stu dovrebbe realizzare un complesso residenziale e ricettivo. Deliperi ricorda che «le ruspe della Stu, nel maggio scorso, dopo una breve pausa, si erano rimesse in moto e le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico erano state, quindi, costrette a inoltrare un nuovo esposto, datato 27 maggio, alle amministrazioni pubbliche». Prosegue insomma il braccio di ferro sulla questione dello screening, lo studio per stabilire se occorra il Via: da una parte, c’è l’alt ai lavori imposto dal Savi e dall’Ufficio governo del territorio secondo cui la zona dev’essere sottoposta alla verifica preventiva, posizione sostenuta dagli ecologisti, dall’altra, il Comune che, convinto di avere le carte in regola, continua ad andare dritto per la sua strada. Sulla questione un mese fa, si era anche svolto un incontro in Regione.

  3. Pina forever
    18 Luglio 2008 a 22:31 | #3

    Cosa si attende? Semplice: la conclusione dei lavori.

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