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La Procura e la Guardia di Finanza vogliono vederci chiaro su Baia Caddinas.

 

 

E forse sta davvero arrivando una svolta sul progetto edilizio della S.T.U. Golfo Aranci s.p.a. a Baia Caddinas, Golfo Aranci (OT).

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

da La Nuova Sardegna, 23 luglio 2008

Cemento su 50 ettari, indagato il sindaco.
Blitz della Finanza: coinvolto nell’inchiesta anche il city manager del Comune di Olbia. Nel mirino la Stu del centro gallurese: progetto da 500mila mc.
   Luca Roych

OLBIA. La guardia di finanza irrompe sulla Stu di Golfo Aranci. La società di trasformazione urbana è nata per riplasmare 50 ettari alle porte del paese, con vista mare, in villette e case popolari. Un progetto contestato che per ora ha visto muoversi più avvocati che operai intorno all’area verde. Il Comune ha fatto società con la Pirelli, che dal pianeta della gomma si è gettata anche in quello del mattone. Un piano faraonico da 500 mila metri cubi, tra residenze e servizi. Ma da subito sono cominciati i contrasti con i gruppi di ambientalisti e con alcuni privati.   Le segnalazioni si sono accumulate negli uffici della procura della repubblica di Tempio, che ha aperto un fascicolo. Con la massima discrezione gli uomini delle fiamme gialle, guidati dal comandante Cesare Antuofermo, si sono presentati nell’ufficio dell’architetto Sandra Deiana, tra i responsabili dello studio tecnico urbanistico che ha contribuito a dare il via libera alla società di trasformazione urbana. Dietro mandato della procura di Tempio gli uomini delle fiamme gialle hanno acquisito alcuni documenti dopo avere controllato sia l’ufficio della professionista, sia la sua abitazione. Iscritti nel registro degli indagati anche il sindaco di Golfo Aranci, Sergio Memmoli, e il city manager del comune di Olbia, Giovanni Achenza, che aveva un incarico di consulenza per l’amministrazione nella Stu di Golfo Aranci. La loro iscrizione nel registro degli indagati sembra essere un atto dovuto. Un’inevitabile conseguenza degli esposti presentati da associazioni e ambientalisti. Per tutte le persone finite sotto la lente delle fiamme gialle nessuna condanna preventiva, solo una normale attività di accertamento da parte della magistratura. Ma la visita della guardia di finanza e l’acquisizione di una serie di documenti sono un segnale forte dell’attività di indagine. Gli uomini delle fiamme gialle passano al setaccio tutte le carte e le procedure seguite dalla società di trasformazione urbana, su ordine della Procura. La lista degli indagati comprende altri nomi, ma per ora non sono trapelate ulteriori notizie. Al centro dell’attività di inchiesta la lunghissima vicenda che riguarda i 50 ettari che devono essere rimodellati in un piccolo villaggio fatto di case popolari, villette, piazze, servizi, attività commerciali. Un progetto complesso passato più volte in consiglio comunale. L’amministrazione ha cercato un partner per costituire la società di trasformazione urbana a capitale misto pubblico-privato. Alla fine la scelta è caduta sulla Pirelli Real Estate. Un colosso del mattone con oltre 16 mila dipendenti. Nel momento in cui veniva costituita la spa la quota del comune era dello 0,01 per cento, il resto era nelle mani del gruppo Pirelli Re. Per l’amministrazione c’è anche la possibilità di acquistare quote fino al 30 per cento. Il progetto della Stu veniva presentato alla città a maggio del 2006. Quasi un anno dopo, a marzo del 2007, il via al cantiere a Baia Caddinas. Ma l’arrivo delle ruspe, che avrebbe dovuto seppellire le polemiche sotto una montagna di lavori, ha inasprito il dissidio. Da una parte la società e l’amministrazione che hanno ostentato, carte e autorizzazioni alla mano, sempre la massima sicurezza sicurezza. Dall’altra gli esposti a pioggia dei contestatori e le denunce arrivate dagli ambientalisti, in particolare il Gruppo di intervento giuridico e gli Amici della terra. Il piano di riqualificazione è finito al centro di un braccio di ferro in cui a maggio del 2007 è intervenuta anche la Soprintendenza. Un altro capitolo è legato alla valutazione di impatto ambientale. L’assessorato regionale all’Ambiente lo ritiene indispensabile. A febbraio lo stop al cantiere sembrava imminente. Le nubi si sono stratificate negli anni sul piano per la rinascita della zona. L’ultimo intervento tre giorni fa da parte del Gruppo di intervento giuridico e degli Amici della terra, in cui il responsabile Stefano Deliperi invocava l’intervento del Ministero dell’ambiente per bloccare i lavori. Ora un nuovo capitolo in cui la procura sembra diventare la protagonista del futuro della Stu di Golfo Aranci.

 

 

da La Nuova Sardegna, 24 luglio 2008

La finanza indaga sulla costituzione della Stu. Dopo la perquisizione nello studio di un architetto si esaminano i documenti.  Luca Roych

 OLBIA. Tsunami della guardia di finanza nella Stu. La società di trasformazione urbana, di cui fanno parte il Comune e il gigante dei copertoni e dei mattoni, finisce al centro di un’inchiesta della Procura di Tempio. L’attenzione degli inquirenti sarebbe rivolta alle procedure che sono state seguite per costituire la Stu. Il sostituto procuratore, Claudia Alberti, ha aperto un fascicolo sulla joint venture che deve plasmare i 50 ettari alle porte di Golfo Aranci.
Un progetto da 500 mila metri cubi di cemento in cui sono previste case popolari, villette, piazze, servizi commerciali. Un paese vista mare tutto da tirare su e affiancare a quello ufficiale. La guardia di finanza, dietro mandato della Procura, ha perquisito lo studio e l’abitazione di un architetto molto noto a Olbia, Sandra Deiana, tra i responsabili dello studio tecnico urbanistico che ha contribuito a dare il via libera alla società di trasformazione urbana. Gli uomini delle fiamme gialle, guidati dal comandante Cesare Antuofermo, hanno acquisito alcuni documenti. Iscritti nel registro degli indagati anche il sindaco di Golfo Aranci, Sergio Memmoli, e il city manager del Comune di Olbia, Giovanni Achenza, che aveva un incarico di consulenza per l’amministrazione nella Stu di Golfo Aranci. Tutti atti dovuti, sembra di capire. Sull’inchiesta i vertici della Pirelli Re scelgono la via del silenzio. Nessun commento ufficiale, ma massima serenità. Ottimismo che contagia anche l’amministrazione di Golfo Aranci, che parla di uffici trasparenti e carte a disposizione di tutti. Il sindaco Memmoli fa sapere di avere mostrato i faldoni della Stu già alla guardia di finanza e ai carabinieri che si sono presentati nel corso di questi anni negli uffici comunali. Anche l’iscrizione nel registro degli indagati sembra un atto dovuto. Figlio della montagna di esposti e denunce da parte di privati e associazioni che hanno invaso la Procura in questi anni.  La fetta più grossa della Stu è della Pirelli Re, che ne controlla il 99 percento, il resto, lo 0,01 per cento, è nelle mani del Comune. Ma l’amministrazione ha la possibilità di far salire le proprie quote fino al 30 percento e il Comune sembra intenzionato a inserire nel progetto altri 12 ettari per acquisire nuove quote e arrivare fino al 15 per cento del capitale. Il piano che doveva garantire un futuro turistico per il paese, che vede il suo porto merci morire e quello passeggeri agonizzare, rischia di infrangersi in una guerra in cui sono coinvolti privati e ambientalisti. Una battaglia di carta bollata. Il bando concorso europeo per costituire la Stu era stato emanato per tre volte. E per tre volte era andato deserto. Alla fine si erano presentati un privato e la Pirelli Re. Era sua l’offerta più solida. Nella commissione nomi e personalità che davano garanzia di massima trasparenza degli atti. Ma la procedura si è incagliata in una guerra fatta di esposti. Carte bollate che hanno zavorrato i cantieri su Baia Caddinas. Una storia a ostacoli. Il piano della Stu viene presentato alla città nel maggio 2006. A marzo del 2007, il via al cantiere a Baia Caddinas. L’arrivo delle ruspe non spegne le polemiche. Da una parte la società e l’amministrazione, dall’altra privati e ambientalisti, in particolare il Gruppo di intervento giuridico e gli Amici della terra. Un altro capitolo è legato alla valutazione di impatto ambientale. La Regione lo ritiene indispensabile, per il Comune è superfluo. Ultimo braccio di ferro che rallenta il cantiere.

«Mostreremo in piazza tutte le nostre carte».

GOLFO ARANCI. Sergio Memmoli incassa il colpo senza scomporsi più di tanto. Certo, ammette, non fa piacere scoprire di essere iscritto nel registro degli indagati leggendo il giornale ma sull’apertura del fascicolo da parte della Procura dice di essere «assolutamente tranquillo». «Non ho ricevuto alcuna comunicazione, ho saputo dell’indagine dalla stampa – commenta il primo cittadino dagli uffici comunali di via Libertà -. Che dire se non che siamo tutti sereni, potremmo anche mettere in piazza la documentazione relativa alla Stu perchè questa operazione è limpida e pulita, tutto è stato fatto alla luce del sole. Del resto, i documenti li abbiamo sempre messi a disposizione delle forze dell’ordine che ce l’hanno richiesto, i carabinieri e la stessa finanza, mesi fa. Posso dire solo di avere la coscienza a posto». Per la Stu Golfo Aranci è l’ennesima frenata, per gli amministratori un altro grattacapo. Un nuovo capitolo che si aggiunge alle già numerose contestazioni ed esposti contro la Società di trasformazione urbana e gli interventi di riqualificazione urbana previsti, arrivati fin dalla sua nascita da più parti, ambientalisti in prima linea. «Questo progetto è nato per portare un indotto a Golfo Aranci ma è sempre stato ostacolato – prosegue Memmoli -: non lo vogliono gli ambientalisti, non lo vuole l’opposizione, non lo vogliono certi privati, poco interessati in verità alla tutela dell’ambiente. Siamo stanchi di questi continui attacchi».

 

(foto A.V., archivio GrIG)

  1. gruppodinterventogiuridico
    31 Gennaio 2010 a 13:33 | #1

    da La Nuova Sardegna, 31 gennaio 2010

    Golfo Aranci. Ancora guai per la società di trasformazione urbana nel mirino della magistratura contabile. Sulla Stu indaga anche la Corte dei conti. Gli uomini della guardia di finanza hanno acquisito materiale negli uffici comunali.

    GOLFO ARANCI. Non c’è pace per la Società di trasformazione urbana di Golfo Aranci. Dopo le indagini della Procura di Tempio ora si apre un nuovo filone della infinita inchiesta sulla Stu. Questa volta a indagare è la Corte dei conti di Cagliari. I magistrati contabili cercano di capire se ci sia stato un danno erariale e per questo si appoggiano alla guardia di finanza. Da alcuni giorni gli uomini delle fiamme gialle della compagnia di Olbia, guidati dal capitano Cesare Antuofermo, vanno avanti e indietro dagli uffici del Comune. Portano via carte e faldoni dal municipio. Impossibile non notare gli uomini della guardia di finanza. Con discrezione hanno bussato alle porte del Comune per acquisire carte e informazioni sulla Società di trasformazione urbana di Golfo Aranci. L’ordine arriva dalla Corte dei conti che ha aperto un accertamento sulla società di trasformazione. Un indagine che non è di tipo penale. I magistrati contabili vogliono verificare se ci sia un eventuale danno erariale. Per questo gli uomini delle fiamme gialle hanno acquisito una ricca documentazione in Comune. Sull’indagine trapelano pochissimi dettagli. Massima collaborazione da parte dell’amministrazione, e neanche un commento da parte degli uomini della guardia di finanza. Da Cala Saccaia si sceglie di mantenere sull’indagine il più assoluto riserbo. (red.ol.)

  2. gruppodinterventogiuridico
    13 Settembre 2009 a 22:16 | #2

    da L’Unione Sarda, 13 settembre 2009

    Golfo Aranci. Dalla guardia di finanza

    Stu, danni erariali: un rapporto finisce alla Corte dei Conti.

    Anche i giudici della Corte dei Conti si occuperanno del caso Stu (la società di trasformazione urbana costituita da Comune di Golfo Aranci e Pirelli Re). La Guardia di Finanza di Olbia ha infatti inviato a Roma un dettagliato rapporto che ipotizza il danno erariale per alcuni passaggi della tormentata vicenda della società. La relazione è stata spedita ai giudici qualche settimana fa e indica, in particolare, l’affidamento di consulenze pagate con denaro pubblico (le fiamme gialle si riferiscono agli incarichi attribuiti anche dal comune golfarancino). La magistratura contabile è al lavoro su un documento abbastanza complesso che costituisce un atto di polizia erariale. La finanza si è messa in moto dopo aver studiato il contenuto delle due sentenze del Tar Sardegna che, in sostanza, cancellano la Stu annullando sia la sua costituzione che tutti gli atti della società controllata dalla Pirelli Re. Ma i giudici amministrativi nei provvedimenti che hanno accolto le richieste di due società (Golfo degli Aranci e Ingefin) si sono soffermati anche su alcuni atti precedenti alla costituzione della spa. In particolare nelle sentenze vi sono alcuni passaggi che riguardano una consulenza strategica e successivamente gli incarichi affidati all’architetto Sandra Deiana. Di recente proprio sulla base delle sentenze del Tar le società che hanno visto accolti i loro ricorsi hanno chiesto al comune di Golfo Aranci di procedere subito all’annullamento della Stu. La diffida ha posto un problema piuttosto serio agli amministratori comunali in carica. In realtà le due società, nella loro diffida chiamano in causa professionisti, consiglieri comunali, assessori, tutti i soggetti che a diverso titolo hanno avuto un ruolo nel lungo e tormentato iter di costituzione della società che vede insieme il comune e la Pirelli Re. Ora si aggiungono altri protagonisti, dopo il tribunale amministrativo, la vicenda Stu vede l’ingresso della guardia di finanza con un nuovo rapporto e della Corte dei conti.

    A. B.

  3. gruppodinterventogiuridico
    10 Settembre 2009 a 17:51 | #3

    da L’Unione Sarda, 10 settembre 2009

    Golfo Aranci. La diffida al Comune delle due società che hanno vinto il ricorso al Tar.

    Caso Pirelli Re: «Restituite i soldi». (Andrea Busia)

    I l problema non è per il sindaco Giuseppe Fasolino ma per buona parte della classe politica golfarancina. Le società Centro Residenziale Ingefin Srl e Golfo degli Aranci Srl non hanno chiesto solo di cancellare la società di trasformazione urbana, controllata dalla Pirelli Re, ma hanno messo in mora l’amministrazione comunale invitando a rimettere in discussione dieci anni di delibere, atti notarili, affidamento di consulenze ed incarichi professionali e soprattutto di spese per la Stu. Un brutto pasticcio che chiama in causa consiglieri comunali ed assessori che a diverso titolo si sono occupati della società. Ma nella diffida e messa in mora preparata dall’avvocato Mario Sanino si fa riferimento anche ai professionisti che hanno lavorato per conto del Comune e poi della stessa Stu. Sanino alla fine della nota datata 18 agosto precisa che «in difetto di adempimento si procederà senza ulteriore avviso secondo le vie di giustizia in ogni ordine e grado». In altre parole, se non verrà dato seguito alle sentenze di annullamento del Tar le immobiliari che avevano presentato i ricorsi contro la Stu, si rivolgeranno alla magistratura. Ed ecco che cosa chiedono la società centro residenziale Ingefin e la Golfo degli aranci Srl (Luigi Ranalli). Innanzitutto entro trenta giorni dovranno essere eseguiti i provvedimenti del Tar. Quindi l’avvocato Mario Sanino chiede l’annullamento delle delibere della giunta comunale di Golfo Aranci inerenti all’incarico affidato a Giovanni Achenza, quale consulente strategico per la realizzazione della Stu «con connesso recupero dei fondi pubblici allo stesso illegittimamente elargiti». Ancora, restituzione al ministero delle infrastrutture dei trasporti della somma di euro 284 mila, più interessi, utilizzata per la Stu. Nell’elenco anche l’annullamento della delibera sempre della giunta comunale di Golfo Aranci (31 luglio 2003) per l’affidamento dell’incarico di studio Stu con connesso recupero dei fondi pubblici (379 mila euro più interessi) illegittimamente elargiti, sostengono le immobiliari rappresentate da Sanino, all’architetto Sandra Deiana, all’ingegnere Columbano, a Giovanni Achenza e all’Eures Group. In fondo alla lista c’è una richiesta del tutto particolare che riguarda le spese sostenute dalla pubblica amministrazione (il comune di Golfo Aranci) riguardanti l’intera procedura della società di trasformazione urbana. Sanino chiede che le somme vengano recuperate presso tutte le persone fisiche o giuridiche che ne hanno illegittimamente beneficiato.

  4. gruppodinterventogiuridico
    9 Settembre 2009 a 15:56 | #4

    da La Nuova Sardegna, 9 settembre 2009

    La battaglia legale sulla Stu: le due società che hanno vinto in tribunale inviano una diffida al Comune. «Eseguite la sentenza emessa dal Tar». Ingefin e Golfo degli Aranci srl contro l’amministrazione Fasolino e la Pirelli Re.

    GOLFO ARANCI. Due sentenze del Tar avevano dichiarato illegittimo e annullato, mesi fa, il bando di gara per la costituzione della Stu e tutti gli atti relativi alla società di trasformazione urbana accogliendo i ricorsi presentati dalle società Ingefin e Golfo degli Aranci. Che ora diffidano il Comune e gli altri enti coinvolti affinchè adottino gli atti che rendano effettivo l’annullamento. Il Tar aveva accolto nel giugno scorso il ricorso della società di Luigi Ranalli, la Golfo degli Aranci srl, successivamente, a distanza di un mese, quello presentato con le stesse motivazioni relative alle modalità seguite per la scelta del socio privato (la Pirelli Real Estate) dal Centro residenziale Ingefin, che aveva preso parte al bando. Le due società, difese dallo stesso legale, ora diffidano e mettono in mora il Comune, la Stu, la Pirelli e tutti gli enti coinvolti, tra cui la Regione, affinchè «vengano immediatamente adottati tutti gli atti di propria competenza volti a rendere effettivo l’annullamento disposto dalle due sentenze (la numero 972 e la 1.327), essendo ormai trascorsi i termini di legge di 30 giorni dal 15 luglio, data di notifica delle sentenze». Si chiede, insomma, l’espresso annullamento di una lunga serie di provvedimenti: delibere di giunta e consiglio, verbali, atti di esproprio. Oltre «alla redazione di un elenco delle spese sostenute dalla pubblica amministrazione inerenti l’intera procedura della Stu illegittimamente costituita e a curarne il recupero». Si diffidano inoltre i membri del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale della Stu perchè provvedano alla cancellazione della società Stu Golfo Aranci spa dall’ufficio del registro delle imprese.

    Nella lettera c’è anche l’invito al presidente della Regione ad adottare i provvedimenti di propria competenza e al presidente del consiglio dei ministri a intervenire in merito. (t.s.)

  5. sandra
    29 Luglio 2008 a 19:13 | #5

    Speriamo sia una svolta e finalmente la fine a questa insensata corsa alla distruzione di questa meravigliosa costa già troppo ferita.Bravi.

  6. gruppodinterventogiuridico
    24 Luglio 2008 a 17:39 | #6

    da La Nuova Sardegna, 24 luglio 2008

    La finanza indaga sulla costituzione della Stu. Dopo la perquisizione nello studio di un architetto si esaminano i documenti. (Luca Roych)

    OLBIA. Tsunami della guardia di finanza nella Stu. La società di trasformazione urbana, di cui fanno parte il Comune e il gigante dei copertoni e dei mattoni, finisce al centro di un’inchiesta della Procura di Tempio. L’attenzione degli inquirenti sarebbe rivolta alle procedure che sono state seguite per costituire la Stu. Il sostituto procuratore, Claudia Alberti, ha aperto un fascicolo sulla joint venture che deve plasmare i 50 ettari alle porte di Golfo Aranci.

    Un progetto da 500 mila metri cubi di cemento in cui sono previste case popolari, villette, piazze, servizi commerciali. Un paese vista mare tutto da tirare su e affiancare a quello ufficiale. La guardia di finanza, dietro mandato della Procura, ha perquisito lo studio e l’abitazione di un architetto molto noto a Olbia, Sandra Deiana, tra i responsabili dello studio tecnico urbanistico che ha contribuito a dare il via libera alla società di trasformazione urbana. Gli uomini delle fiamme gialle, guidati dal comandante Cesare Antuofermo, hanno acquisito alcuni documenti. Iscritti nel registro degli indagati anche il sindaco di Golfo Aranci, Sergio Memmoli, e il city manager del Comune di Olbia, Giovanni Achenza, che aveva un incarico di consulenza per l’amministrazione nella Stu di Golfo Aranci. Tutti atti dovuti, sembra di capire. Sull’inchiesta i vertici della Pirelli Re scelgono la via del silenzio. Nessun commento ufficiale, ma massima serenità. Ottimismo che contagia anche l’amministrazione di Golfo Aranci, che parla di uffici trasparenti e carte a disposizione di tutti. Il sindaco Memmoli fa sapere di avere mostrato i faldoni della Stu già alla guardia di finanza e ai carabinieri che si sono presentati nel corso di questi anni negli uffici comunali. Anche l’iscrizione nel registro degli indagati sembra un atto dovuto. Figlio della montagna di esposti e denunce da parte di privati e associazioni che hanno invaso la Procura in questi anni. La fetta più grossa della Stu è della Pirelli Re, che ne controlla il 99 percento, il resto, lo 0,01 per cento, è nelle mani del Comune. Ma l’amministrazione ha la possibilità di far salire le proprie quote fino al 30 percento e il Comune sembra intenzionato a inserire nel progetto altri 12 ettari per acquisire nuove quote e arrivare fino al 15 per cento del capitale. Il piano che doveva garantire un futuro turistico per il paese, che vede il suo porto merci morire e quello passeggeri agonizzare, rischia di infrangersi in una guerra in cui sono coinvolti privati e ambientalisti. Una battaglia di carta bollata. Il bando concorso europeo per costituire la Stu era stato emanato per tre volte. E per tre volte era andato deserto. Alla fine si erano presentati un privato e la Pirelli Re. Era sua l’offerta più solida. Nella commissione nomi e personalità che davano garanzia di massima trasparenza degli atti. Ma la procedura si è incagliata in una guerra fatta di esposti. Carte bollate che hanno zavorrato i cantieri su Baia Caddinas. Una storia a ostacoli. Il piano della Stu viene presentato alla città nel maggio 2006. A marzo del 2007, il via al cantiere a Baia Caddinas. L?arrivo delle ruspe non spegne le polemiche. Da una parte la società e l’amministrazione, dall’altra privati e ambientalisti, in particolare il Gruppo di intervento giuridico e gli Amici della terra. Un altro capitolo è legato alla valutazione di impatto ambientale. La Regione lo ritiene indispensabile, per il Comune è superfluo. Ultimo braccio di ferro che rallenta il cantiere.

    «Mostreremo in piazza tutte le nostre carte». (Tiziana Simula)

    GOLFO ARANCI. Sergio Memmoli incassa il colpo senza scomporsi più di tanto. Certo, ammette, non fa piacere scoprire di essere iscritto nel registro degli indagati leggendo il giornale ma sull’apertura del fascicolo da parte della Procura dice di essere «assolutamente tranquillo». «Non ho ricevuto alcuna comunicazione, ho saputo dell’indagine dalla stampa – commenta il primo cittadino dagli uffici comunali di via Libertà -. Che dire se non che siamo tutti sereni, potremmo anche mettere in piazza la documentazione relativa alla Stu perchè questa operazione è limpida e pulita, tutto è stato fatto alla luce del sole. Del resto, i documenti li abbiamo sempre messi a disposizione delle forze dell’ordine che ce l’hanno richiesto, i carabinieri e la stessa finanza, mesi fa. Posso dire solo di avere la coscienza a posto». Per la Stu Golfo Aranci è l’ennesima frenata, per gli amministratori un altro grattacapo. Un nuovo capitolo che si aggiunge alle già numerose contestazioni ed esposti contro la Società di trasformazione urbana e gli interventi di riqualificazione urbana previsti, arrivati fin dalla sua nascita da più parti, ambientalisti in prima linea. «Questo progetto è nato per portare un indotto a Golfo Aranci ma è sempre stato ostacolato – prosegue Memmoli -: non lo vogliono gli ambientalisti, non lo vuole l’opposizione, non lo vogliono certi privati, poco interessati in verità alla tutela dell’ambiente. Siamo stanchi di questi continui attacchi».

  7. m.f.
    24 Luglio 2008 a 14:43 | #7

    speriamo che sia fermata l’ennesima speculazione sulle nostre coste,bravi.

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