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Imprenditore e bracconiere.

 

 

Ancora un’operazione anti-bracconaggio.  Questa volta è stato beccato un imprenditore-bracconiere.  Ribadiamo il nostro pieno appoggio al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ai Carabinieri, alla Polizia di Stato che conducono una quotidiana attività investigativa ed operativa contro il bracconaggio.

Lega per l’Abolizione della Caccia, Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico

 

 

da La Nuova Sardegna, 23 agosto 2008

Imprenditore e bracconiere.  Cinghiali e cervi la sua passione.  Bloccato davanti alle trappole.    Giancarlo Bulla

SAN VITO. Un imprenditore incensurato di 59 anni originario di San Vito e residente a Milano, del quale sono state fornite soltanto le iniziale, F.M., comproprietario dell’ex azienda Fanni Licheri di Castiadas appartenuta per un certo periodo all’ex direttore dell’Unione Sarda, Antonangelo Liori, è stato denunciato a piede libero dagli agenti della stazione forestale di Castiadas e dai colleghi del nucleo investigativo di Cagliari per l’esercizio della caccia con mezzi non consentiti in periodo di divieto generale. L’uomo è stato sorpreso giovedì dai rangers mentre si aggirava nel bosco intento a controllare se i cavetti d’acciaio posizionati in precedenza avessero catturato qualche preda e a rimpinguare le postazioni (is pappadroxias) con fave, mandorle e carrubbe, per attirare cinghiali e cervi.   La zona dove l’imprenditore è stato intercettato si chiama rio Piras e si trova nelle campagne di San Vito ai confini col comune di Castiadas (Buddui e Monte Porceddus). E’ una delle più importanti aree del cervo sardo della Sardegna sudorientale. I forestali, avendo sorpreso l’imprenditore in flagranza di reato, immediatamente hanno provveduto a perquisire i locali dell’azienda di sua proprietà, che si trova poco distante dal punto in cui sono stati rinvenuti i micidiali cavetti d’acciaio.  Nell’azienda i rangers hanno trovato parecchio materiale che viene utilizzato per l’uccisione dei selvatici fra cui diverse balestre con le frecce che i forestali presumono che il bracconiere abbia utilizzato per finire i cinghiali e i cervi. Sono stati rinvenuti pure visori notturni, cartucce calibro dodici e diverse mattasse di filo d’acciaio per la realizzazione dei micidiali cavetti atti alla cattura degli animali selvatici. Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro e il presunto bracconiere è stato deferito a piede libero all’autorità giudiziaria.  «Una delle priorità istituzionali del corpo forestale di vigilanza ambientale – sottolinea Giovanni Monaci, direttore del servizio ispettorato ripartimentale di Cagliari – è l’attività di polizia venatoria e il contrasto del fenomeno del bracconaggio. In questo ambito il servizio territoriale di Cagliari dal quale dipendono sedici reparti e stazioni forestali e di vigilanza ambientale, ha conseguito, negli anni importanti risultati». Il corpo forestale di vigilanza ambientale, invita la popolazione a segnalare al numero 1515, numero di pronto intervento del corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione, qualsiasi tipo di emergenza ambientale compresa quella che si consuma a danno della fauna sarda.

                                      

(foto da www.lanuovasardegna.it, L.A.C.)

 

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