Solo posti in piedi al “lunapark” di Cala Mariolu !

Abbiamo già avuto modo di vedere come avvengano cose (trattori con rimorchio sulla spiaggia di Cala Sisine), sulla splendida costa ogliastrina, da far dubitare della sensibilità ecologica – oltre che dell’attenzione richiesta per una risorsa turistica di tali proporzioni – in quel di Baunei (OGL), tanto da restare piuttosto sorpresi per l’assegnazione delle agognate cinque vele che dovrebbero garantire la migliore qualità ecologica. In questi mesi vi è stata poi la positiva novità dell’ordinanza comunale che ha richiesto il contributo ecologico ai turisti per il mantenimento delle caratteristiche ambientali delle calette e, addirittura, ha imposto limiti di durata della permanenza per i bagnanti. Ma non sarà soltanto fumo negli occhi ? Non si tratterà, purtroppo, di un altro esempio dell’estate cafona 2008 in Sardistàn ? La domanda sorge spontanea dopo questo reportage a Cala Mariolu…
Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra
"Quando dal megafono del barcone una voce ricordava la delicatezza dell’ambiente di Cala Mariolu e chiedeva ai turisti di rispettarlo, il fumo nero e copioso proveniente dallo scarico di poppa aveva reso già da un pezzo l’aria irrespirabile in tutta la cala. Nel frattempo le centinaia di bagnanti già scaricati dal barcone nell’arenile, cercavano, un po’ spaesati, un metro quadro libero dove stendere il proprio asciugamano. Ma al luna park di Cala Mariolu erano rimasti solo posti in piedi…
Un sovraffollamento al di là di ogni immaginazione, un via vai di barconi che ogni 10 minuti rovesciavano centinaia di persone, ragazze sul bagnasciuga che si scansavano di colpo alla vista delle prue dei barconi incombenti su di loro, grotte trasformate in latrine e una confusione da struscio del sabato sera rendevano la scena surreale. Tanto più agli occhi di chi in 4 ore di marcia attraverso luoghi di straordinaria bellezza aveva potuto apprezzare l’eccezionale valore ambientale dei luoghi. (foto 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 ). E a dire che non troppi anni fa le uniche scorribande che si registravano erano quelle delle foche monache, che andavano a svuotare le reti dei pescatori campani (da cui il nome "Cala Mariuolu")
Di fronte a questa autentico scempio, nelle settimane scorse le amministrazioni di Baunei e Dorgali avevano pensato bene di dedicare le loro energie non per impedire questi sconci ma per sostenere un duello a base di dichiarazioni alla stampa sul fondamentale problema che attanaglia quei territori: il confine comunale è al di là o al di qua dello stagno di Cala Luna? Il pagamento del ticket, imposto dal comune di Baunei senza che sia stata prevista alcuna restrizione degli accessi (numero chiuso) fa sorgere il dubbio che l’interesse a fare cassa venga prima di quello della difesa dei luoghi (più visite uguale maggiori incassi).
È assolutamente necessario che sin dalla prossima stagione balneare si adottino rigorosi provvedimenti di tutela, (il numero chiuso è indispensabile) per fermare un utilizzo dei luoghi che così come avviene oggi porterebbe nel giro di pochi anni ad un degrado irreversibile. Tanto per fare un esempio, se ogni persona porta via accidentalmente 5 di quei ciottolini di cui è composta la spiaggia di Cala Mariolu (stima ottimistica), nel solo mese di Agosto ne vengano sottratti all’arenile circa 225mila! Questo conto ipotizza l’arrivo di 1500 persone al giorno, ma nei 15 giorni centrali l’afflusso medio è intorno alle 2000 persone al giorno, secondo quando riferito dall’addetto alla riscossione del ticket del comune di Baunei."
Juri Iurato
(foto J.I., archivio GrIG)




che schifo. dall’84 vado tutti gli anni a Cala Gonone ed è sempre peggio. mi rimane solo il ricordo delle magnifiche spiagge con poca gente. adesso è davvero uno schifo. e il comune di dorgali andrebbe veramente raso al suolo per come amministra la situazione. vergogna. e pensare che ho sempre pensato che gonone fosse il posto piu bello del mondo (e potrebbe benissimo esserlo). e ogni anno mi ritrovo ad assistere ad una sfilata di battelli e gommoni che a partire dalle 9 del mattino sporcano l’acqua in una maniera indicibile. anche solo Cala Fuili diventa un cesso già a mezzogiorno. VERGOGNA DORGALI.
domenica 21 agosto 2011. Per la prima volta, coinvolto da due famiglie di amici, ho fatto il giro delle calette col barcone, partendo da cala gonone (cala gommone si dovrebbe chiamare). Ho sempre visto le spiagge e le bellezze interne dell’ogliastra arrivandoci a piedi, gustandomi prima l’odore del mare, la vista dall’alto e poi il premio dell’acqua raggiunta e vissuta a pieno. Dal mare si ha un colpo d’occhio impressionante ma davvero la gente e il traffico sono troppi. Se non è lo scarico dei barconi ad appestare l’aria sono i gommoni che lasciano un olezzo sul pelo dell’acqua o entrambi che la intorbidiscono. La tassa di un euro è ridicola e ipocrita, la chiedono con vergogna anche sui barconi, ma perchè non prelevare dal loro incasso stagionale una quota e magari imporre anche un vero numero chiuso? Io davvero non sono riuscito a stare in acqua a mariolu e sisine per la torbidezza dell’acqua che mi provocava bruciore… per non parlare dell’assembramento da poetto! Ai "barcaioli" si dovrebbe chiedere, a fronte di un biglietto non da poco conto, un minimo di informazioni chiare in italiano comprensibile, se preferiscono anche registrate, ma che la smettano di dare sempre queste musiche da spiaggia mal riprodotte e sempre uguali! La ricetta comunque io credo sia solo una: ci vuole il numero chiuso. Di persone, di barconi e di gommoni. E lo spazio per la balneazione molto più ampio, basta col riproporre anche al mare l’assedio che si vive sulla terraferma!
Sono stata a Cala Mariolu nel mese di agosto 2010. Una vergogna! Ancora un pò e gli ombrelloni su due piani. Tra le 11 e le 15 una marea umana senza nessun criterio ha invaso la cala che dovrebbe veramente essere a numero chiuso o addirittura chiusa durante il mese di agosto. Non ci sono servizi e alla 16 si ritirano i rifiuti dimenticati; quelli non umani naturalmente! Ho notato tra le altre cose un pezzo del roccione che rischia di staccarsi dalla montagna. E se la natura prendesse il sopravvento e la seppellisse? Forse che con un euro per l’accesso si risolvono i problemi di questa costa ? Che tristezza e lo chiamano turismo. Luciana
come si vede, i turisti si accorgono molto bene del fumo negli occhi…
da La Nuova Sardegna, 11 settembre 2008
«A Cala Mariolu come alle Poste». Baunei, contestato l’affollamento e il traffico dei barconi Un turista: è un patrimonio da far fruttare, non da sfruttare.
BAUNEI. Ma quale salvaguardia del territorio e contingentamento, a chi la vogliono dare a bere: la situazione è notevolmente peggiorata, la famosa pressione antropica non è assolutamente diminuita ma forse raddoppiata. In sintesi, è questo il senso della lettera di un turista che ha trascorso un periodo di vacanze nel golfo di Orosei che frequenta da anni. Nella lettera c’è anche un accenno, non approfondito ma più che mai eloquente, alla situazione del porto di Cala Gonone che come scrive il firmatario meriterebbe una lettera a parte. «Sono un professionista che da più di 20 anni trascorre le vacanze estive in quel posto incantevole che è il Golfo di Orosei, e per essere più precisi a Calagonone – si legge nella missiva indirizzata alla redazione de La Nuova – Pochi giorni fa mi sono recato a Cala Mariolu in barcone e con mio grande stupore ho constatato che quel paradiso naturale che ben ricordavo presentava un affollamento sconsiderato tipo ufficio postale di Milano. E ogni mezzora arrivavano barconi che, attraccando su quel piccolo molo naturale o, ancora peggio, direttamente in spiaggia, riversavano orde di turisti. In più – continua la lettera del turista deluso – ho scoperto che da quest’anno si paga anche una sorta di eco-ticket. Penso che queste “novità” si prestino inevitabilmente a qualche riflessione. Personalmente ritengo che pagare una piccola quota a tutela dell’ambiente sia un gesto doveroso, ma questo esclusivamente se finalizzato a: limitare gli accessi sconsiderati e il sovraffollamento, ridurre il traffico di barconi (un’utopia lo so) e magari instaurare un servizio di raccolta rifiuti e pulizia delle spiagge. Al contrario – aggiunge la lettera – pagare un ticket per riversare ancora più gente nelle spiagge e di conseguenza “batter cassa”, esprime la scarsa lungimiranza di chi ha il dovere di garantire la tutela del territorio e di lasciarlo intatto per le generazioni a venire. Sta di fatto che dopo due ore di permanenza sono ritornato amareggiato al porto di Calagonone, altro capitolo che meriterebbe più di qualche considerazione». «Mi auguro – chiude il turista deluso – che il mio intervento possa in qualche modo sensibilizzare chi possiede in tasca un patrimonio e, invece di farlo fruttare, lo sfrutta giorno per giorno».(ni.mu.)
ciao io sono stato a cala mariolu (su nomini sardu est ispulighe ‘e nie) poco prima di ferragosto: stessa situazione vergognosa! l’aumento del numero delle barche, barconi, gommoni e accidenti vari purtroppo comporta anche l’utilizzo delle ancore che distruggono la poseidonia. questi comuni potrebbero quantomeno posizionare boe per l’ormeggio ma temo che non lo faranno.(i soldi prima di tutto)
adiosu
trovo follia distruggere la propria ricchezza ambientale e turistica: se non sono i comuni a volerlo fare deve essere la regione sardegna ha imporre il numero chiuso e il traffico limitato dei barconi, la foto è veramente impressionante!!! ciao ciao Vania
Le preoccupazioni di Dorgalese sono pienamente fondate. In un’ora e mezza di permanenza saranno arrivati almeno 7-8 barconi da 150-200 posti e una dozzina di grossi gommoni. Il prezzo del biglietto per i barconi dovrebbe essere intorno a 30 euro a testa. Un gommone costa intorno ai 200 euro al giorno + il costo della benzina. Insomma è un business molto redditizio e chi sta facendo soldi facili (molto facili) sarà molto restio ad adattarsi ad una regolamentazione che gli farebbe perdere soldi. Un’amministrazione comunale non sarà certamente in grado di imporla.L’ennesima dimostrazione che la difesa dell’ambiente non può essere lasciata ai comuni, ma deve rimanere saldamente in mano alla Regione, che a questo punto dovrebbe intervenire e imporre a tutti, Baunei e Dorgali norme inderogabili sull’utilizzo del loro litorale.
Finalmente si mette a fuoco il vero problema di questo tratto di costa e si lasciano perdere le stupide dispute tra Dorgali e Baunei.
Da dorgalese ritengo che il comune di Dorgali molto difficilmente si muoverà concretamente per una riduzione del numero dei visitatori, Il trasporto marittimo è diventato un grosso affare, e chi lo gestisce ha assunto un potere economico e politico che supera di gran lunga quello dei nostri deboli amministratori.
Penso che anche Baunei dopo anni di sonno abbia fiutato l’odore dei soldi, per cui sono molto pessimista sul fatto che le amministrazioni interessate possano realmente arrivare a prevedere un numero chiuso.
Vi invito a vigilare seriamente su queste aree e tenere alta la guardia.
Come fanno a non rendersi conto che così distruggono anche la loro economia turistica? Saluti.
forse è meglio non parlarne troppo.Potrebbero decidere di allargare la spiggia.!!!!
peggio del poetto!