Ma si vuole trovare una buona volta una soluzione definitiva per l’ex Ospedale Marino ?

Mentre, nei giorni scorsi si è svolta l’ennesima conferenza di servizi fra Comune di Cagliari, Regione autonoma della Sardegna e Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per cercare di sbloccare la situazione cristallizzata dell’ex Ospedale Marino, il Servizio igiene del suolo del Comune di Cagliari ha intimato (nota prot. n. 3485/21 del 6 ottobre 2008) al Servizio centrale demanio e patrimonio dell’Assessorato regionale degli enti locali, finanze ed urbanistica di provvedere entro 20 giorni dal ricevimento della diffida alla bonifica ambientale ed alla messa in sicurezza dell’ex Ospedale Marino, ormai ridotto ad un rudere pericolante. In caso contrario, sono minacciati provvedimenti coattivi. Vedremo.

E’ una conseguenza diretta, insieme all’intervento di ripulitura esterna svolto all’inizio del settembre scorso, dell’esposto (15 agosto 2008) inoltrato dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico (raccogliendo numerose segnalazioni di bagnanti) al Sindaco di Cagliari, all’Assessore regionale dell’urbanistica, all’Assessore provinciale alla tutela dell’ambiente, ai Carabinieri del N.O.E., al Direttore generale dell‘Azienda USL n. 8 ed alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari. Gli Amici della Terra ed il Gruppo d’Intervento Giuridico hanno chiesto proprio l‘immediata bonifica ambientale e messa in sicurezza dell‘area dell’ex Ospedale Marino, sul litorale del Poetto, di facile accesso anche per i numerosi bagnanti e particolarmente quelli in età infantile, dove si può verificare agevolmente una crescente discarica abusiva di detriti vari e rifiuti di vario genere (plastica, scatolame, bottiglie di vetro, ecc.), nonché l‘evidente pericolosità della struttura in disuso, incustodita e priva di adeguata recinzione, nel pieno di un sito che si pretende balneare e turistico, tutelato con vincolo paesaggistico (art. 146, comma 1°, lettera a, del decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni). Per non parlare delle automobili, spesso parcheggiate sulla spiaggia, nelle zone contigue, in palese violazione della determinazione n. 1456D del 12 maggio 2008 il Servizio centrale Demanio e Patrimonio dell’Assessorato regionale EE.LL., Finanze, Urbanistica ha emanato l’annuale disciplina delle attività esercitabili sul demanio marittimo (ordinanza balneare 2008) che vieta (art. 1, lettera c) "l’accesso alle spiagge di veicoli di qualsiasi genere … in tutti i mesi dell’anno" con sanzioni ai sensi dell’art. 650 cod. pen. e del codice della navigazione (art. 6 determ. citata). Già con esposto ecologista del 23 luglio 2006 erano state richiesti intervento analoghi: era seguito un provvidenziale intervento regionale di bonifica ambientale e di messa in sicurezza, successivamente una specifica gara d’appalto aveva portato – dopo un contenzioso giurisdizionale – all’assegnazione del bene, appartenente al patrimonio regionale, all’A.T.I. San Maurizio per un periodo di 50 anni (verso un canone annuo di 38.165 euro e previa demolizione del vecchio Pronto Soccorso, anch’esso abbandonato da molti anni e ridotto ad un rudere maleodorante) per la realizzazione di un centro benessere legato alle attività dei servizi alla persona in un ambito balneare. In seguito, però, ulteriori problemi si sono verificati: l’Agenzia del Demanio ha inoltrato una richiesta di indennizzo per occupazione pluriennale del sito e la Direzione regionale per i beni culturali ed il paesaggio ha tutelato l’immobile con il vincolo storico culturale (decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni) quale esempio di rilievo dell’architettura razionalista (primavera 2008).

Tuttavia, in ogni caso l’abbandono ed il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo, nel suolo, nelle acque superficiali e sotterranee sono vietati dall’art. 192 del decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni (già art. 14 del decreto legislativo n. 22/1997): il sindaco competente dispone con ordinanza a carico del trasgressore in solido con il proprietario e con il titolare di diritti reali o personali sull’area la rimozione dei rifiuti ed il ripristino ambientale. Trascorso infruttuosamente il termine assegnato, provvede d’ufficio l’amministrazione comunale in danno degli obbligati. Ora, a prescindere dalle discussioni sul futuro della struttura, di proprietà regionale (realizzata nel 1937 come Colonia elioterapica "Dux" per bambini, poi Ospedale civile, chiuso da una quindicina di anni), l‘area non può continuare a costituire un vero e proprio pericolo ambientale ed igienico-sanitario in piena area balneare del Poetto. Una soluzione definitiva la vogliamo trovare o no ?
Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

(foto L.D., S.D., archivio GrIG)




da L’Unione Sarda, 15 ottobre 2008
«Via i rifiuti dall’ex ospedale Marino». Ultimatum del Comune alla Regione per bonificare il rudere. (Marco Noce)
Il Servizio centrale demanio e patrimonio dell’assessorato regionale degli Enti locali, finanze e urbanistica ha altri undici giorni per bonificare e mettere in sicurezza l’ex ospedale Marino. L’ultimatum arriva dal Servizio igiene del suolo del Comune, che con una determinazione datata lo scorso 6 ottobre imponeva una pulizia in grande stile del rudere ventilando, in caso di inadempienza, l’eventualità di assumere provvedimenti coattivi. Di che tipo? Inutile chiedere lumi all’assessore Giovanni Giagoni, fra le cui competenze rientra anche l’igiene del suolo: «Non me lo faccia dire: conosco la sensibilità elevata del Servizio demanio della Regione in materia ambientale, e non voglio nemmeno pensare che si debba arrivare a un’ordinanza. E infatti, più che di ultimatum, preferirei parlare di invito». Un invito che arriva mentre i due enti dialogano fitto fra loro e con la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici e l’Agenzia del demanio nel tentativo di sbloccare la gara per la trasformazione del rudere in una beauty farm, ma soprattutto dopo un’estate che ha attirato su quel tratto di Poetto la solita folla di bagnanti. Per tutti, lo spettacolo è stato desolante: al di là di una recinzione sfondata in più punti, i locali del vecchio ospedale non sono solo cadenti e mangiati dalla salsedine e dall’incuria ma anche invasi da rifiuti, bottiglie rotte, focolai di zanzare, avanzi di bagordi, scritte sui muri, lattine, contenitori di plastica, cartacce. Le proteste sono state numerose. Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’intervento giuridico, a Ferragosto, avevano anche presentato un esposto a Comune, Provincia, Regione, Noe, Asl e Procura, segnalando non soltanto l’ammasso di rifiuti ma anche la cattiva abitudine di tanti automobilisti di parcheggiare sulla spiaggia, nelle vicinanze del vecchio ospedale. «La questione – spiega l’assessore Giagoni – sarà affrontata nella conferenza di servizi convocata per mercoledì prossimo». Cioè due giorni prima della scadenza dell’invito- ultimatum: «Confido – prosegue l’assessore – che in quell’occasione non risolveremo solo la situazione dei rifiuti accumulati nell’ex Marino, ma anche delle tante discariche abusive che si sono venute a creare lungo le vie di accesso alla città». Il Comune le ha mappate. Sotto la lente, in particolare, ci sono 27 aree di competenza di altre istituzioni: Anas, Autorità portuale, Comuni limitrofi, Casic. Sono aiuole spartitraffico, campi incolti, cunette dove nel tempo si sono accumulate cartacce, sacchetti dell’immondizia, perfino rifiuti ingombranti. «Sono sicuro che, dialogando, troveremo l’accordo per pulire tutto», afferma Giagoni. Sarebbe bello, in effetti.
da La Nuova Sardegna, 13 ottobre 2008
Denuncia delle associazioni ambientaliste. L’ex Ospedale Marino è un rudere-trappola.
CAGLIARI. Qualunque possa essere il futuro dell’Ex Ospedale Marino (diventerà un centro benessere?) certo non può restare ancora un pericolo pubblico sulla spiaggia. A chiederlo sono le associazioni «Il Gruppo d’Intervento giuridico» e «Amici della Terra» che prendono spunto dall’ultima conferenza di servizi tra Regione, Comune e Sovrintendenza ai beni architettonici sui vincoli. Vincoli – va ricordato – che fino all’altro giorno impedivano alla Sa&Go, società misto cagliaritana-torinese vincitrice del bando regionale di avviare la trasformazione radicale dell’ex colonia in centro benessere. Quella strozzatura pare che sia stata superata e il cantiere potrebbe essere anche presto aperto. Ma nel frattempo – è qui che s’inserisce il documento delle due associazioni – è indispensabile “una soluzione immediata e definitiva sulla bonifica e la messa in sicurezza dell’area”. Scrivono il Gruppo d’intervento giuridico e gli Amici della Terra: «Dentro e fuori l’ex ospedale il degrado è dovunque, siamo di fronte a una discarica a cielo aperto, e anche i pericoli per i bagnanti sono quotidiani. Per non parlare delle automobili parcheggiate sulla spiaggia, in palese violazione di quanto previsto dal Servizio centrale demanio e patrimonio dell’assessorato regionale agli Enti locali». Già due anni fa le associazioni ambientaliste avevano sollecitato l’intervento del Comune e della Regione: «Adesso – è scritto nel documento – non sono più ammissibili delle proroghe».
Se per qualche motivo l’edificio è stato vincolato ma nessuno fa niente(non avremo molte risorse finanziarie ma mi piacerebbe sapere come la regione spende i soldi)mi viene da pensare che l’intenzione sia di lasciare che si deteriori completamente.Per allontanarne le macerie si farà una gara? C’è già qualcuno in lista d’attesa?
A mio parere, se un recupero non è ragionevolmente possibile, è meglio demolirlo e restituire lo spazio alla spiaggia. Saluti.
è più probabile che se lo compri e ci faccia una pista di atterraggio per l’elicottero, o sembra una soluzione poco austera?
très bièn
)
io lo lascerei stare così com’è; a lungo andare diventerà un esempio di archeologia marina e assumerà il fascino dei ruderi minerari di Ingurtosu a Piscinas…… poi magari Soru (se ancora ci sarà) ci riproverà a venderlo come ha tentato di fare coi beni minerari…..