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Archivio 15 Ottobre 2008

Firma e fai firmare contro la “legge Alfano” !

 

L’Italia dei Valori, il movimento politico guidato da Antonio Di Pietro, ha avviato la campagna per la raccolta di firme per la promozione del referendum popolare per l’abrogazione della c. d. legge Alfano.  Si tratta della legge 23 luglio 2008, n. 124 che dispone la sospensione dei processi penali nei confronti "di Presidente della Repubblica, di Presidente del Senato della Repubblica, di Presidente della Camera dei deputati e di Presidente del Consiglio dei ministri … dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione. La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l’assunzione della carica o della funzione".   Sono necessarie almeno 500.000 firme, in pratica almeno 650.000 (molte vengono eliminate perché non corrette).     La legge verrà comunque portata davanti alla Corte costituzionale grazie al Tribunale penale di Milano, sezione I, che ha accolto, lo scorso 4 ottobre, l’eccezione sollevata dal p.m. Fabio De Pasquale nel corso del processo Mediaset.    A mio modestissimo parere, la legge Alfano è in palese contrasto con l’art. 3 della costituzione, l’articolo che sancisce l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Non è necessario essere grandi giuristi per capire che la legge Alfano presenta delle pecche non irrilevanti.     Sempre a mio parere, opinabilissimo, ne sarebbe dovuto accorgere perfino il Presidente della Repubblica Napolitano, anche se la sua posizione era in deciso conflitto di interessi, dato che la legge immunizzava pure lui.      Avrebbe dovuto notare il non insignificante dettaglio che si è voluto modificare un articolo della Costituzione mediante una legge ordinaria.    Qualsiasi studente di giurisprudenza verrebbe buttato fuori all’esame di diritto costituzionale se non sapesse che per modificare la Costituzione è necessario ricorrere ad una legge di revisione costituzionale (art. 138 cost.), con procedimento aggravato da doppia delibera e dalla maggioranza qualificata.

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