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Il sistema tranviario fiorentino sotto esame da parte della Commissione Europea.

 

 

 

Nei giorni scorsi l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico, in appoggio alle istanze del Comitato popolare di Rifredi e di tantissimi fiorentini, ha provveduto ad inviare un nuovo ricorso (nota del 21 novembre 2008) nell’ambito delle verifiche inerenti l’eventuale apertura di una procedura di infrazione (art. 226 Trattato U.E.) relativa al progetto del sistema tranviario fiorentino.  Infatti, con la deliberazione Giunta comunale Firenze n. 2007/G/00862 del 21 dicembre 2007 venivano approvati i progetti definitivi revisionati delle linee 2 e 3 (1° lotto) del "sistema a guida vincolata di Firenze (tramvia fiorentina)".    Il progetto complessivo comprenderebbe n. 3 linee (linea 1 Firenze – Scandicci, linea 2 Piazza della Libertà – Peretola; linea 3 Circonvallazione – Careggi, 46 km. in tutto), delle quali solo la linea 1 in corso di esecuzione dal 2005, e prevede un investimento pari a circa 503 milioni di euro (non pienamente disponibili). Risulta finanziato anche con fondi comunitari in base al P.O.R. Toscana CReO  2007 – 2013, obiettivo "Competitività regionale e occupazione 2007 – 2013" (fondi complessivi 1,126 miliardi di euro) e prevede l’interessamento dei territori comunali di Firenze, Scandicci, Bagno a Ripoli e Sesto Fiorentino.        La deliberazione Giunta comunale Firenze n. 2007/G/00862 del 21 dicembre 2007 prevede una maggiorazione di spesa di euro 74.617.114,37 + I.V.A. rispetto al totale complessivo degli investimenti pari a euro 289.901.405,37, cioè il 25,73 %.           Pare evidente (vds. anche il sito ufficiale del sistema tranviario, http://www.tramvia.fi.it/) che si tratti di un progetto sensibilmente diverso da quello assoggettato precedentemente a "verifica preventiva" (screening) nel 2000, nel 2003 e nel 2006, diversamente da quanto asserito dal Vicesindaco Giuseppe Matulli con lettera del 5 settembre 2008 alla Commissione Europea, e che potenzialmente può avere notevoli ripercussioni sull’ambiente (direttiva n. 85/337/CEE e successive modifiche ed integrazioni, allegato II, punto 13, primo periodo), in particolare sull’ambiente urbano di una delle più belle città del mondo, uno dei centri storici più importanti a livello mondiale, tutelato con vincolo culturale e paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004), stravolgendone caratteristiche culturali e vivibilità dei residenti.

 

 

In particolare, il quartiere di Rifredi sarebbe interessato dalla linea 3 e vedrebbe pesantemente danneggiate (come in parte già avvenuto) le alberature storiche di vari viali, in particolare del Viale Morgagni (deliberazione di Giunta comunale n. 2007/G/00230 del 24 aprile 2007 e determinazione dirigenziale n. 2007/DD/04949 dell’11 giugno 2007).   Il Viale Morgagni è da quasi un secolo abbellito da un’alberatura di circa 180 alberi ad alto fusto (lecci, cipressi, bagolari, platani) in grandissima parte in buona salute (relazione dott. for. Michele Marrani Romanelli del 12 luglio 2007), piantati dalla popolazione residente nel quartiere di Rifredi in memoria dei caduti dispersi del quartiere nella 1^ guerra mondiale (1915-1918).  Fino a qualche anno fa era possibile rinvenire ancora i nomi dei dispersi su targhette apposte presso i singoli alberi.  Il Viale e la relativa alberatura, identificati quale Parco della Rimembranza, sono qualificati "pubblici monumenti" ai sensi della legge n. 559/1926 e non possono che rientrare nella specifica tutela di cui alla legge regionale Toscana n. 60/1998 (art. 2, comma 1°, lettera b).   Inoltre, quale "monumento" relativo alla prima guerra mondiale, rientra nella tutela disposta dalla legge n. 78/2001, che (art. 2, comma 5°) vieta i relativi "interventi di alterazione delle caratteristiche materiali e storiche" con sanzioni amministrative e penali (art. 10) in caso di trasgressione. 

 

Sono state tante, tantissime, finora le proteste, le contestazioni portate avanti con passione da parte di decine di migliaia di fiorentini con il referendum del febbraio scorso, con manifestazioni di piazza, con denunce, con appelli, ma  l’attuale Amministrazione comunale fiorentina continua a far orecchie da mercante e a non voler sentire ragioni: le linee del sistema tranviario si devono fare così e basta.  A nulla giovano le alternative che salverebbero alberi e centro storico, a nulla servono le inchieste giudiziarie contro l’inquinamento atmosferico, a nulla serve un briciolo di buon senso e si vanno a piantare alberelli striminziti al posto di alberi secolari ad alto fusto !   A nulla servono tanti esempi di altre realtà cittadine dove, giustamente, convivono viali alberati e linee tranviarie.   Ad iniziare dagli alberi di Viale Morgagni, vanno buttati giù tutti quelli che ostacolano i lavori delle linee 2 e 3 del sistema tranviario.   Anche nel pieno del periodo della nidificazione, in palese contrasto con le normative comunitarie e nazionali in materia. Per questo (esposti dell’8 ottobre e del 28 dicembre 2007, del 18 e 27 maggio 2008) l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico ha inoltrato ricorso per violazione della normativa comunitaria (art. 226 del trattato U.E.) alla Commissione europea, ai Carabinieri del N.O.E. fiorentino, alla Polizia Municipale, al Corpo forestale dello Stato, chiedendo la sospensione immediata dei lavori al Sindaco di Firenze.   

 

La Commissione europea ha già dato comunicazione di aver aperto una fase preliminare di accertamenti EU-Pilot 70/08/ENVI).   Infatti, i progetti di "sistemi di trasporto a guida vincolata (tramvie e metropolitane, funicolari o simili linee di natura similare, esclusivamente o principalmente adibite al trasporto di passeggeri)" devono essere sottoposti al preventivo e vincolante procedimento di verifica preventiva – "screening" (direttiva n. 97/11/CE, allegato II, 10, lettera g; D.P.R. 12 aprile 1996 e successive modifiche ed integrazioni, art. 10, allegato B, punto 7, lettera l).   In proposito non si è a conoscenza dell’avvenuto svolgimento della suddetta procedura e della relativa conclusione positiva per lo svolgimento dei lavori, di competenza provinciale, in quanto interessante il territorio di più Comuni (artt. 7, comma 4°, e 11, comma 1° – allegato B 3, punto 2, lettera e, della legge regionale Toscana n. 79/1998).     Si ritiene, quindi, che il mancato assoggettamento ad un’unica procedura di screening o "verifica preventiva" comporti – come nel caso in argomento – il grave rischio del mancato rispetto degli obiettivi propri delle direttive comunitarie in materia di V.I.A. con le intuibili conseguenze sul piano della salvaguardia ambientale e storico-culturale, così come autorevolmente affermato dalla giurisprudenza comunitaria e nazionale.  

Purtroppo si deve registrare un sostanziale disimpegno da parte dell’Unesco, mentre spiace constatare che insieme all’Amministrazione comunale anche molte associazioni ambientaliste e culturali locali parlano spesso di "alberi malati" quando sono invece al massimo dell’efficienza ambientale/sanitaria/depurativa (vds. V.A.S. termovalorizzatore Provincia di Firenze) e le pretese "malattie" non risultano se non in minima parte proprio dalle schede predisposte dalla medesima amministrazione pubblica e da esperti (relazione dott. for. Michele Marrani Romanelli del 12 luglio 2007).  Gli alberelli (tigli) piantati in sostituzione dei maestosi alberi ad alto fusto tagliati sono poi in posizioni così anguste da far dubitare di un prossimo loro sviluppo.              Nemmeno vi sarebbe una consistente diminuzione del traffico veicolare privato, diminuzione stimata dall’A.T.A.F., l’azienda del traffico pubblico fiorentino, in solo il 4 % !   Per non parlare poi di un centro storico dove – almeno alcune zone ad elevata densità di monumenti – dovrebbe esser eliminata qualsiasi forma di traffico veicolare, compreso un "tram" curiosamente simile ad un vero e proprio "treno".

 

Nonostante il numero considerevole delle proteste ed i rischi del sistema prescelto, il Comune di Firenze (titolare dell’opera attraverso una società concessionaria, la Tram di Firenze s.p.a.) non ha finora dato alcun segnale positivo, altro che i tanto sbandierati programmi elettorali che vantano la più ampia partecipazione dei cittadini alle scelte importanti per la città:  eppure le richieste popolari non sono mai state folli, né irragionevoli: un deciso "blocco" a "questo" progetto di sistema tramviario e la successiva modifica di mezzi e tracciato per salvaguardare verde pubblico e centro storico con un progetto conosciuto e condiviso dalla cittadinanza.      E’ una vera e propria battaglia di civiltà.      Un segnale positivo di disponibilità sarebbe poi il minimo gesto di semplice buon senso in un momento nel quale alcune importantissime e recenti scelte urbanistiche comunali, come quelle inerenti il progetto di Castello, nell’area di proprietà Fondiaria SAI del gruppo Ligresti (edifici per 1.400.000 metri cubi di volumetrie complessive su 186 ettari) sono oggetto di indagine da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze e dei Carabinieri del R.O.S. ed hanno portato ad accertamenti sulle posizioni di amministratori locali e di funzionari comunali ed alle dimissioni di esponenti della Giunta municipale fiorentina. Il G.I.P. fiorentino Rosario Lupo, nel relativo decreto di sequestro di atti, parla di "interesse pubblico – questo sconosciuto – … lasciato in un angolino, asservito ora a logiche di guadagno ora a logiche di competizione politica" (vds. La Repubblica, ed. Firenze, 27 novembre 2008).  E questo benedetto "interesse pubblico" in "questo" progetto della tramvia fiorentina siamo proprio sicuri che c’è in tutti e 46 i chilometri di percorso ?  L’Amministrazione comunale lo dimostri, ascoltando le richieste di migliaia e migliaia di cittadini che amano la loro Città e la vivono.

Gruppo d’Intervento Giuridico 

 

Qui potete leggere uno Studio sugli effetti dell’abbattimento degli alberi per la realizzazione delle linee 2 e 3 del sistema tranviario fiorentino, curato dall’Istituto protezione delle piante del C.N.R. (sede di Firenze).

 

(simulazione progettuale, tracciato linee, foto E.R., P.A., S.D., archivio GrIG)

  1. vanni
    20 Novembre 2009 a 16:58 | #1

    e il treno ha fatto bum! Renzi, e tu che fai??

    Ansa 20/11/2009

    Tramvia Firenze, incidente in collaudo

    Un treno della linea uno finisce contro un palo

    FIRENZE – Un treno della linea uno della tramvia di Firenze è uscito dai binari durante un viaggio di collaudo ed finito contro un palo dell’alimentazione elettrica della ferrovia. L’incidente, che non ha causato feriti è avvenuto intorno alle 11 davanti alla stazione Leopolda, nella zona di Porta al Prato. Sul posto ci sono i vigili del fuoco.

    Il percorso della linea uno della tramvia unisce l’abitato di Scandicci alla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella. La ferrovia, ultimata da mesi, dovrebbe entrare in servizio nei primi mesi del nuovo anno, ma il sindaco Matteo Renzi sta dialogando con il ministero delle infrastrutture per cercare di metterla in funzione, anche se in modo ridotto, nel periodo natalizio.

    La Tramvia, tre linee da 700 milioni di euro

    FIRENZE – Il sistema della tramvia fiorentina prevede, secondo il progetto avviato nel 2005, la costruzione di tre linee per un totale di circa 30 chilometri con oltre 40 fermate. Il costo complessivo era originariamente di oltre 700 milioni di euro e, per la prima volta in Italia, le linee 2 e 3 vengono realizzate con lo strumento del project financing applicato al settore del trasporto pubblico locale. L’accordo per il finanziamento di progetto è stato firmato nel 2005 tra il Comune e la società Tram di Firenze spa, di cui é socio di riferimento il colosso francese Ratp che gestisce, tra l’altro, il trasporto pubblico parigino.

    La linea 1, in fase di collaudo, congiungerà la stazione di Santa Maria Novella con Scandicci, con un tragitto di 7 chilometri e mezzo e 15 fermate. La linea 2, quella più contestata, avrebbe dovuto passare vicino al Duomo, ma il tracciato è in fase di revisione dopo la pedonalizzazione dell’area di Santa Maria del Fiore. La linea 3 è divisa in due lotti: il primo prevede un percorso tra l’ospedale di Careggi e la Fortezza da Basso, 4 chilometri e mezzo e 10 fermate, mentre il secondo partirà dalla Fortezza e arriverà a Bagno a Ripoli con diramazione a Rovezzano. Anche in questo caso, sono in corso verifiche sui tracciati. Il tram, prodotto dalla Breda, è alto 3,3 metri, come gli autobus, ma è meno largo: 2,4 metri contro 2,5. La lunghezza è di 32 metri contro i 12 o 18 di un bus.

  2. vanni
    6 Dicembre 2008 a 17:01 | #2

    l’ha anche sciolte

    Roma: Domenici ha sciolto le catene

    (ANSA) – ROMA, 6 DIC – Il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, ha sciolto la triplice catena che lo teneva bloccato ad un davanti alla sede di ‘Repubblica’. Domenici ha dichiarato: ‘Non sono io l’avvocato di Biagi e Cioni (i due assessori di Firenze che hanno ricevuto avvisi di garanzia) e voglio sottolineare la linearita’ e la correttezza degli atti dell’amministrazione’. Infine ha annunciato di aver querelato Espresso e Repubblica.

  3. elena
    6 Dicembre 2008 a 13:43 | #3

    Ultime del giorno: Il sindaco Domenici si è incatenato davanti alla sede romana de La Repubblica, non ci si crede, qui stiamo sfiorando la fantascienza..

    POVERA ITALIA.

  4. Titti
    5 Dicembre 2008 a 17:51 | #4

    Per Firenze da un vostro concittadino:”Ahi serva Italia di dolore ostello/nave senza nocchier in gran tempesta/non donna di province ma bordello……//Chè le citta d’Italia tutte piene son di tiranni/e un Marcel diventa ogni villan che parteggiando viene…”ANTIPURGATORIO popolato di politici.Da rileggere tutto:è terribilmente attuale.Solo molto apparentemente gli auguri non c’entrano e ancor di più il sostegno morale a De Magistris.

  5. elena
    5 Dicembre 2008 a 14:37 | #5

    Suggerisco a tutti una buona lettura:

    http://espresso.repubblica.it/

    dettaglio/Compagni-Spa/2051360//0

    Querelati pure loro.

    L’ultima novità è che quest’anno appunto, i cittadini di Firenze non avranno gli Auguri Natalizi di rito da parte del loro sindaco, in compensolo stesso, metterà sotto l’albero (che non c’è più nemmeno quello!) di alcuni “sfacciati cittadini” che hanno osato dire le cose come stanno, dei pacchettini-querela, belli e infiocchettati..di viola. Per le dimissioni forse dovremo attendere Carnevale, che ogni scherzo vale..!

    :( CHE TRISTEZZA..

    Non c’entra nulla ma voglio approfittare di questo post per fare gli auguri a tutti e manifestare ancora una volta tutta la mia solidarietà a De Magistris.

    Ciao e AUGURI SARDEGNA!!

  6. UB
    5 Dicembre 2008 a 10:22 | #6

    e leggete anche questo qui sul “buongoverno” fiorentino!

    La Repubblica, 5/12/2008

    L’ex Fgci e il plurinquisito la maledizione fiorentina torna a colpire la sinistra. Ora il Pd rischia di perdere dove trionfava.

    FIRENZE. Qui, tra queste sterpaglie, i ragazzi della Federazione giovanile comunista, quei «khomeinisti» tra i quali militava l’attuale sindaco uscente Leonardo Domenici, piantarono nel 1989 la tenda rossa che indusse il segretario del Pds Achille Occhetto a bloccare la speculazione immobiliare della Fondiaria sulla piana fiorentina del Castello. «Sento puzza di bruciato», disse nella notte tra il 26 e il 27 giugno di quell’anno di disgrazia in una telefonata al segretario provinciale Paolo Cantelli, che si schiantò sulla sedia. E un’intera classe dirigente locale comunista, forse l’avanguardia di quella definita oggi «sinistra immobiliare », fu di fatto segata in una notte, nonostante i riti consolatori di Fabio Mussi e Gavino Angius, spediti a Firenze a trattare i reprobi. Vent’anni sono passati, vent’anni e la storia, come in un’ineluttabile maledizione fiorentina, si ripete con un partito che si sfalda alla vigilia delle primarie per la designazione del candidato sindaco su quei 180 ettari di nulla, in un clima politico che adesso Occhetto definisce da «compagni di merendine ». Mentre da Roma Walter Veltroni ammette che il Partito democratico, percorso da cacicchi di periferia, non è affatto al riparo dalla questione morale, sollevata da Giorgio Napolitano. Al posto della tenda rossa dei khomeinisti della Fgci svettano oggi qui, a nord-ovest del centro di Firenze, decine di scheletri poggiati su cilindri di cemento armato che dovrebbero contenere dal luglio prossimo la scuola dei marescialli e dei brigadieri dei carabinieri. Dietro, tra i rovi, il nulla su cui la sinistra rischia di perdere alle prossime elezioni amministrative il miglior risultato elettorale in tutta Italia del neonato Pd veltroniano. La piana di Castello, l’unica area libera di Firenze ora sequestrata dalla magistratura, diciamolo, è uno schifo, accerchiata com’è dall’aeroporto di Peretola dei Benetton, dall’autostrada, dalla ferrovia e dal futuro inceneritore. Difficilmente ci sarebbe qualcuno disposto a costruire lì qualcosa. Se non fosse che quell’area è di Salvatore Ligresti con la sua Fondiaria-Sai. E, si sa, quando c’è di mezzo don Salvatore da Paternò, tutto è possibile: anche un quartiere residenziale con migliaia di appartamenti, e soprattutto le sedi della Regione e della Provincia, concesse dalla politica, che valorizzano un’area alquanto infelice. Un affare da più di un miliardo, importante quasi come quello di Milano nell’area ex Fiera denominato City Life. «Mors tua vita mea», sembra essere il motto della squadra ligrestiana che ogni volta che persegue un progetto speculativo da Craxi in poi, sembra far fuori un’intera classe politica. Per scelta? Per insipienza? Per arroganza del potere finanziario, che è certo di poter comprare sempre tutto e tutti? Per inadeguatezza di una classe politica di cacicchi locali irretiti dal «volto demoniaco del potere», come dice l’ex presidente della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky, citando Ritter? Si chiama Fausto Rapisarda l’uomo che ha messo a ferro e fuoco la sinistra fiorentina. Vecchia conoscenza delle polizie e delle procure d’Italia, nipote acquisito e plenipotenziario di Ligresti, plurinquisito, ex latitante, fu protagonista di Mani Pulite per lo scandalo Eni- Sai: 12 miliardi di lire pagati al Psi di Craxi e al segretario amministrativo della Dc Severino Citaristi per ottenere di assicurare con polizze-vita i 140 mila dipendenti dell’ente petrolifero. Allora si beccò 3 anni e otto mesi, meno di Craxi e Citaristi, ma quella condanna non servì a toglierlo dalla scena, sulla quale persiste peraltro immarcescibile, pur se pregiudicato, suo zio don Salvatore. E’ lui, Fausto, che a Firenze gestisce l’affare Castello con i soliti metodi. Intercettato il 10 ottobre racconta a Ligresti: «Stasera sono a cena con D’Alema. Sono al suo tavolo, mi ha messo lui al suo tavolo, quindi si è informato evidentemente ». Degno di una gag di Totò il resoconto telefonico del suo incontro alla Taverna del Bronzino con il vicepresidente della Regione Federico Gelli, che – onore che annuncia futuri favori – gli dà persino del tu. E da oscar della «Brutta Italia» quello con Francesco Carrassi, il direttore ora dimissionario della “Nazione”, feudo della famiglia Riffeser che cambia i direttori dei suoi giornali come le calze, scegliendo accuratamente quasi sempre i più disponibili a tutto, il quale rivendica favori in cambio di un editoriale gradito a Ligresti. Un’Italia di millanterie, di debolezze, di degenerazioni piccole e grandi della politica e della società civile, già vista tante volte, se non fosse perché sembra contagiare in pieno nella sua roccaforte la sinistra più gradita d’Italia, alla vigilia delle elezioni per l’elezione del nuovo sindaco al posto di Leonardo Domenici, che, come persona informata dei fatti, ha subìto l’onta di quattro ore di interrogatorio da parte del procuratore Giuseppe Quattrocchi. Le primarie espressione di democrazia interna rispetto allo strapotere partitico? Sarà, ma qui si sono trasformate nel massacro di un’intera classe dirigente e nell’epitome della «brutta politica». Perché le istituzioni trattano confidenzialmente personaggi ben noti come Rapisarda? «Istituzioni e politica volgari, grottesche, approssimative e arruffone», ha scolpito Daniela Lastri, la ragazza, candidata alle primarie con Matteo Renzi, il giovane, Lapo Pistelli, il democristiano, e Graziano Cioni, il vecchio. «Se vince la Lastri è un disastro», dice Cioni, l’assessore-sceriffo autore dei provvedimenti anti-lavavetri, in una delle intercettazioni che hanno portato ad indagarlo per corruzione insieme al suo collega assessore all’Urbanistica Gianni Biagi. Cioni, comunista da sempre, «babbo cenciaio», come ricorda con orgoglio, sembra un po’ Plunkitt, quel politico novecentesco della New York di Tammany Hall che viveva la politica come un do ut des di reciproche fedeltà e favori. Accusato di avere un figlio che lavora da Ligresti, di avere un’amica stretta cui ha trovato una casa di Ligresti, di averle fornito una parabola Sky di Ligresti, di aver preso sponsorizzazioni da Ligresti, la sua concezione della politica è tutta contenuta nell’intercettazione di una telefonata con Sonia Innocenti, una fornaia rimasta senza lavoro con due bambini a carico, che si era rivolta a lui in cerca di un lavoro. Cioni l’aveva fatta assumere dall’imprenditore Marco Bassilichi. Ma viene a sapere che al momento di schierarsi per le primarie, Sonia sceglie Lapo Pistelli. E per telefono le fa una sfuriata: «Ascoltami, io mi posso ritirare, posso andare alle elezioni, posso vincere, ma la gente che è stata con me e poi se ne scorda, mi fa incazzare, mi fa incazzare, mi fa incazzare. Capito? Allora è bene che te ne ricordi. Ma che mi prendi per il culo?». Sono increduli nella Casa del Popolo di San Bartolo 300 iscritti, ma il figlio del «babbo cenciaio», mentre si dimette il capogruppo del Pd Alberto Formigli, socio di società di progettazione, per ora non molla di un centimetro sulla candidatura alle primarie, aggravando a Roma la gastrite di Veltroni. Tutto questo forse non sarebbe mai avvenuto se Diego Della Valle, che tanti soldi ha investito nella Fiorentina, non avesse chiesto una novantina di ettari al comune per fare la sua Cittadella Viola, il suo stadio, naturalmente con qualche albergo e qualche centro fitness. Visto che non siamo a Phoenix, ai margini del deserto, l’unica area disponibile è alla piana del Castello, anche a costo di sacrificare segretamente gli 80 ettari previsti di parco, che peraltro al sindaco Domenici lo hanno sempre fatto «cagare», come racconta lui stesso in un’intercettazione telefonica. Fateci l’abitudine, nella stanza di Clemente VII, a Palazzo Vecchio, sotto gli affreschi del Vasari, è questo ormai il lessico corrente. Forse perché persino qui la politica – ma speriamo di essere smentiti – non è ormai che «sangue e merda», come diceva l’indimenticato ministro socialista Rino Formica. Alberto Strtera

  7. E.R.
    4 Dicembre 2008 a 16:00 | #7

    Comunicato stampa di Unaltracittà/Unaltromondo

    Castello, De Zordo: «Ecco la delibera che sancisce gli accordi tra Comune e Fondiaria-SAI»

    E’ con la delibera di giunta del 7 luglio 2008 sul Piano di Castello, approvata alla presenza del Sindaco Domenici, che si dà il via libera all’«accordo procedimentale» sul piano urbanistico di Castello. Sembra proprio contraddire la ribadita «correttezza degli atti amminstrativi», a cui si è appellato Domenici in questi giorni e sulla base della quale ha contrastato la famosa Commissione consiliare d’indagine che avevamo richiesto. Nella delibera (n.420) si stabilisce che si dia subito la concessione delle licenze edilizie a Fondiaria e solo molto dopo quelle per il parco. Il contrario di quanto previsto nella Convenzione del 2005.

    Nella delibera si scrive che i privati «hanno ritirato i permessi di costruzione per le realizzazioni di opere di urbanizzazione primaria (strade e sottoservizi)» e si aggiunge che il Comune si impegna «a rilasciare i permessi di costruire e le autorizzazioni edilizie» per direzionale pubblico, direzionale privato, direzionale-residenziale-commerciale, direzionale privato, «entro 15 giorni dalla sottoscrizione del presente accordo» e «per quanto riguarda il parco, assumere le determinazioni di competenza della giunta entro 75 giorni dalla presentazione del progetto generale e a rilasciare il conseguente permesso di costruire entro 45 giorni dalla presentazione dei relativi elaborati tecnici».

    Tempi quindi diversissimi per i permessi di costruire gli edifici privati, le cui licenze sono state di fatto rilasciate il 6 agosto 2008, mentre per il progetto del parco i tempi si allungano. La delibera viene approvata pochi giorni dopo uno degli incontri, di cui solo oggi veniamo a conoscenza tramite stampa, tra Domenici, Ligresti e Della Valle; con essa il parco di Castello, che doveva essere «l’elemento qualificante» di tutta l’operazione e prioritario per la vivibilità dell’insediamento e per il pubblico interesse, diventa ufficialmente subordinato alla concessione a Fondiaria delle licenze edilizie. Dobbiamo forse credere che il Sindaco Domenici non abbia colto questo aspetto dell’accordo?

  8. 4 Dicembre 2008 a 8:50 | #8

    è riportato il vostro intervento!

  9. Titti
    3 Dicembre 2008 a 16:00 | #9

    Vorrei che Oriana Fallaci potesse ancora scrivere e lanciare le sue parole di pietra su questi Ivana Trump de noiarti che pensano(e spesso purtroppo ci riescono)di poter comprare tutto.Lei almeno si è comprata un uomo consenziente,questi svendono i gioielli di famiglia ma semza consensi.Firenze non è italiana,è del mondo e al mondo bisogna far conoscere tutto.Noi,in fondo, non siamo così lontani:abbiamo solo qualche problema di trasporti.Auguri.

  10. UB
    3 Dicembre 2008 a 10:56 | #10

    leggete qui dove è caduta la povera Firenze! grazie per la vostra opera: siete lontani ma così vicini!

    La Repubblica, edizione Firenze, 3/12/2008

    Firenze e l’affare nuovo stadio il sindaco disse: è meglio del parco.

    FIRENZE – Lo stadio al posto del parco. Dalle carte dell’inchiesta sull’area Castello di proprietà di Salvatore Ligresti, che vede indagati oltre al costruttore due assessori della giunta di Firenze, salta fuori ora una “trattativa segreta” attorno alla collocazione del nuovo stadio che Diego Della Valle sogna di costruire per la sua Fiorentina. Il 26 giugno scorso il sindaco Leonardo Domenici parla al telefono da Roma con il suo assessore all’Urbanistica Gianni Biagi, ora indagato insieme al collega di giunta Graziano Cioni. Dice di stare «andando ad un pranzo riservato con Ligresti e Della Valle» e chiede a Biagi (che nel frattempo ha dato le dimissioni) informazioni sulla convenzione firmata dal Comune per Castello.

    Una convenzione del 2005 che prevede che accanto alla realizzazione di 1 milione e 400 mila metri cubi di edifici pubblici e privati vengano sistemati a parco 80 ettari di terreno da Fondiaria Sai. Il documento esclude che si possa fare uno stadio in quella zona ma Domenici sembra intenzionato a cambiare gli accordi. Racconta Biagi in un?altra intercettazione riferendosi a Castello: «… Ti posso dire con certezza che Della Valle e Ligresti si sono incontrati più volte prima dell?estate… che… Leonardo e io abbiamo incontrato Della Valle il 2 o il 3 di agosto… dove ci ha fatto vedere questo progetto».

    Agli occhi della città però il bozzetto disegnato da Massimiliano Fuksas appare all’improvviso il 19 settembre, quando i fratelli Della Valle lo presentano in una sala affrescata del Four Seasons dove sono invitati tutti i politici e gli amministratori fiorentini. Un’offerta “prendere o lasciare”, spiega Della Valle, facendo capire alla sua selezionata platea quanto sia importante per Firenze cogliere al volo un’occasione di sviluppo che prevede oltre allo stadio negozi, alberghi, una disneyland del calcio e vari impianti sportivi. Ad ascoltarlo c’è anche il sindaco. Che subito dopo l’incontro, come si legge in un’altra intercettazione con Biagi, va da Diego: «… senti… non lo sa nessuno… ma vado un momento a chiacchierare con Della Valle… gli dico anche questa cosa qui.. che noi allora entro il 30 settembre facciamo questa roba…». Biagi: «va bene». Domenici: «cioè praticamente noi facciamo un…». Biagi: «un emendamento». E infatti l’emendamento al Piano strutturale viene elaborato. Rimaneggiando il testo al telefono, sempre con Biagi, Domenici chiarisce che non intende fare un favore a Della Valle concedendo lo stadio: «…oh! spero che tutti capiscano che il sindaco vuole toccare il parco! cioè vorrei che su questo non ci fossero dubbi.. io voglio toccare il parco… e non perché io voglio dare ragione a Della Valle.. ma perché quel parco mi fa cagare da sempre… è chiaro?». Le cose però non vanno in questo modo. Due giorni fa in una tesissima seduta del consiglio comunale lo stadio scompare di nuovo dal piano urbanistico di Firenze. La maggioranza si spacca e il Pd rimane solo a difendere l’emendamento del sindaco: l’ala sinistra vota insieme a Forza Italia, An e Udc per chiedere che restino gli 80 ettari di parco. Uno smacco vissuto male da un Pd già duramente scosso dall’inchiesta che vede indagato uno dei quattro candidati alle primarie per il sindaco, lo sceriffo Cioni, l’assessore conosciuto in Italia per l’ordinanza contro i lavavetri. Inutili finora tutti i tentativi dei vertici del partito per convincerlo a fare un passo indietro, almeno dalla corsa elettorale. «Io sono innocente e non scappo dall’accusa infamante di corruzione», spiega Cioni. A dare le dimissioni per effetto delle intercettazioni, invece, è il direttore della Nazione Francesco Carrassi: parlava al telefono con l’uomo forte di Fondiaria Sai, Fausto Rapisarda, anche lui indagato. Dalle conversazioni sembrano emergere scambi di favori.

    Simona Poli, Massimo Vanni

  11. Bingo
    2 Dicembre 2008 a 17:34 | #11

    é un fotomontaggio?Firenze ridotta così ma chi la può volere!!!

  12. 2 Dicembre 2008 a 13:23 | #12

    GRAZIE!!!!!!! sarebbe ora che Domenici stesse a sentire i fiorentini che in grande parte vogliono almeno un percorso diverso e mezzi diversi per la tranvia ma c’è poco da sperare!

  13. fiammetta
    2 Dicembre 2008 a 10:58 | #13

    e che sarebbe ora che Domenici e Matulli stessero a sentire! ma quelli si sono incaponiti e li sveglieranno i carabinieri! grazie grazie grazie

  14. vanni
    2 Dicembre 2008 a 9:56 | #14

    Nel ringraziare Stefano per quello che continua a fare per noi e, soprattutto per Firenze, riceviamo e volentieri diffondiamo “Il sistema tranviario fiorentino sotto esame da parte della Commissione Europea.”

  15. ele
    2 Dicembre 2008 a 1:21 | #15

    Sottoscrivo! :)

    Un bacione da Firenze

  16. pat
    1 Dicembre 2008 a 23:23 | #16

    E’ un lavoro splendido quello che avete fatto per Firenze collaborando giorno dopo giorno con semplici cittadini che si sono improvvisati ‘storici’ e/o ‘reporter’ ma che grazie al vostro aiuto e profondo impegno, esperienza e sapere, sono riusciti a vedere concretizzati, come in questo nuovo ricorso, tutti i loro sforzi che spesso sono sembrati inutili. Ma ora il vento è cambiato, oggi in Consiglio Comunale è stata votata una mozione che dispone della sospensione del piano strutturale, è la primissima volta che la maggioranza perde qualcuno dei propri voti. Chiesta, ma non approvata, la mozione per la ‘sfiducia’ al Sindaco e all’altro assessore indagato. Indagato anche un altro consigliere. Qui tutti i nodi stanno venendo al pettine ed è anche grazie a voi che stiamo cominciando a venire ascoltati…solo un inizio, ma importantissimo! Grazie, anche per non aver MAI perso la fiducia e l’entusiasmo per la nostra causa.

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