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La Commissione europea apre la procedura di infrazione avverso i lavori del G 8.

 

 

La Commissione europea, con nota ENV.A.2/LT/mm/ARES (2008) 56653 dell’8 dicembre 2008, ha reso noto di aver aperto una procedura di infrazione ai sensi dell’art. 226 del Trattato CE per le carenze in materia di valutazione di impatto ambientale "in relazione al regime semplificato stabilito dall’Ordinanza del 19 marzo 2008, n. 3663, per gli interventi connessi alla Presidenza italiana del G 8 e al 150° Anniversario dell’Unità d’Italia".  Infatti, "in data 27 giugno 2008 la Commissione ha inviato una lettera di messa in mora al Governo italiano".  La risposta, recentemente pervenuta, "è allo stato attuale in corso di esame".

Come noto, le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno presentato ilricorso del 21 marzo 2008 avverso l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3663 del 19 marzo 2008 per le ampie possibilità di deroga al quadro normativo comunitario in materia di tutela ambientale e di disciplina degli appalti pubblici di opere e servizi.  Successivamente (7 aprile 2008) lon. Monica Frassoni, presidente del gruppo Verdi/A.L.E. al Parlamento europeo, presentava un’interrogazione parlamentare.     Vari sono i dubbi concernenti la legittimità del provvedimento in rapporto alla normativa comunitaria.   In particolare, all’art. 5, sono previste disposizioni per la segretazione degli interventi. All’art. 8 sono previste ulteriori disposizioni in deroga alla disciplina dei termini e dei medesimi effetti della normativa sulla V.I.A., della valutazione di incidenza ambientale e del piano paesaggistico regionale.    E, addirittura, "nelle more del procedimento di valutazione d’impatto ambientale il  soggetto attuatore, di cui al comma 5, e’ autorizzato a procedere agli  affidamenti dei lavori, espressamente riservandosi il potere di imporre al  soggetto  affidatario  le  eventuali  prescrizioni  che dovessero    essere   impartite   successivamente   all’esito   della valutazione  d’impatto  ambientale, consentendo, altresi’, l’apertura dei  cantieri e l’inizio delle opere compatibilmente con le esigenze ambientali" (comma 9°).    Qui paiono venir meno anche i principi fondamentali delle disposizioni comunitarie (direttive n. 97/11/CE e n. 85/337/CEE) e nazionali (decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni)  in materia che vincolano la realizzazione degli interventi assoggettati a V.I.A. alla positiva conclusione del relativo procedimento.  I progetti di interventi turistico-immobiliari e/o di trasformazione urbanistica di tali dimensioni devono essere sottoposti al preventivo e vincolante procedimento di verifica preventiva - "screening" (direttiva n. 97/11/CE, allegato II, 10, lettera b, e punto 12, lettera c). L’area in argomento, come l’intero territorio comunale ricade nel parco nazionale dell’Arcipelago della Maddalena (legge n. 10/1994; D.P.R. 17 maggio 1996), nel sito di importanza comunitaria (SIC) "Arcipelago della Maddalena" (direttiva n. 92/43/CEE). Inoltre è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), mentre la fascia costiera dei mt. 150 dalla battigia marina delle Isole della Maddalena e di S. Stefano è, comunque, tutelata con vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993). 

Nel giugno scorso il Commissario europeo Stavros Dimas, a nome della Commissione, aveva risposto allinterrogazione parlamentare presentata dall’on. Monica Frassoni, presidente del gruppo Verdi/A.L.E.  relativamente alle potenziali deroghe alla normativa comunitaria sulla valutazione di impatto ambientale e sulla pubblicità delle opere determinata dalla nota ordinanza del marzo 2008.  Il Commissario all’ambiente Dimas aveva confermato che la Commissione europea sta prendendo in esame, in seguito a ricorso ecologista, il contenuto dell’ordinanza e che "qualora venga riscontrata una violazione della normativa comunitaria, la Commissione non esiterà ad avvalersi dei poteri che le sono stati conferiti dal trattato CE per garantire che l’Italia attui adeguatamente tale normativa".      La Commissione europea ha assicurato tempi quanto più possibile contenuti per il pronunciamento sulla vicenda, anche perché sono già stati autorizzate tre nutrite serie di interventi durante altrettante conferenze di servizi (7 e 29 maggio 2008, 29 settembre 2008).   Nel mentre varie opere hanno visto iniziare i lavori, ormai in stato avanzato. Ora, però, la procedura di infrazione.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

 

Lavori per il G 8 a La Maddalena, procedura di infrazione contro l’Italia, qui i commenti on line sul sito internet de La Nuova Sardegna.

 

la Commissione europea, su nostro ricorso aveva aperto una procedura di infrazione anche sul raddoppio della base in uso alla U.S. Navy, per far felice l’assessore provinciale all’ambiente Pierfranco Zanchetta: Base U.S. Navy di La Maddalena: tutti a casa ! Ma arriva Legacoop ? 

 

da La Nuova Sardegna, 10 dicembre 2008

Scatta la procedura d’infrazione. Cantieri del G8 l’Ue mette l’Italia sotto accusa
LA MADDALENA. La Commissione europea ha aperto una procedura d’infrazione per le carenze in materia di valutazione d’impatto ambientale nel regime semplificato scelto dal governo italiano per gli interventi in vista del G8 del 2009 alla Maddalena. All’origine dell’iniziativa comunitaria, un esposto del Gruppo d’Intervento Giuridico.

 

Lavori per il G8, governo italiano sotto accusa. L’Ue apre una procedura di infrazione per la violazione delle norme sulla Via. Prime conseguenze del ricorso presentato dagli ambientalisti.   Piero Mannironi  

LA MADDALENA. Le procedure eccezionali semplificate adottate per la preparazione del G8 alla Maddalena non hanno convinto l’Unione Europea. Martedì scorso, infatti, la Commissione ha aperto una procedura di infrazione contro il governo italiano, perché ritiene ci siano evidenti carenze in materia di impatto ambientale. Ci sarebbe, insomma, uno "strappo" rispetto alle norme comunitarie.   Una decisione clamorosa, ma che in fondo non sorprende. Prima di tutto perché a Bruxelles si era già messo in moto il meccanismo degli accertamenti, con la richiesta di spiegazioni a Roma e successivamente con la procedura di messa in mora. E poi, a fine giugno, era stato molto chiaro il commissario all’Ambiente, il greco Stavros Dimas, che, rispondendo a un’interrogazione parlamentare presentata da Monica Frassoni (presidente del gruppo Verdi/Ale), aveva detto: «Qualora venga riscontrata una violazione della normativa comunitaria, la Commissione non esiterà ad avvalersi dei poteri che le sono stati conferiti dal trattato della Comunità europea per garantire che l’Italia attui adeguatamente questa normativa». Se non era l’annuncio della prossima apertura della procedura di infrazione, allora poco ci mancava.  Ma ecco, in estrema sintesi, come è nato questo conflitto tra l’Unione europea e il governo italiano. All’origine di tutto c’è la scelta di attivare procedure semplificate per preparare in grande stile il vertice dei grandi della Terra, previsto per luglio del prossimo anno.  La filosofia di questa scelta era quella di "bruciare" i tempi nella realizzazione delle strutture e garantire la segretezza sul come queste opere venivano realizzate. Tanto che si era perfino fatto ricorso al segreto di Stato.  La cosa non era andata giù agli ambientalisti del Gruppo d’Intervento Giuridico e agli Amici della Terra che, il 21 marzo scorso, hanno presentato un ricorso contro l’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri del 19 marzo 2008, motivandolo con il fatto che erano eccessivamente ampie le possibilità di deroga al quadro normativo comunitario in materia di tutela ambientale e di disciplina degli appalti pubblici di opere e servizi.  Nella sostanza, gli ambientalisti temevano (e temono) che il G8 possa diventare il grimaldello per una escalation immobiliare speculativa nell’arcipelago della Maddalena. E infatti, tra le obiezioni sollevate con il loro ricorso alla Commissione europea contro l’ordinanza di Palazzo Chigi, ci sono le perplessità per la segretazione degli interventi e le disposizioni in deroga alla normativa sulla Valutazione di impatto ambientale, a quella sulla valutazione di incidenza ambientale e al piano paesaggistico regionale.  Soddisfazione ieri da parte del presidente del Gruppo d’Intervento Giuridico, Stefano Deliperi: «Speriamo che in questo modo sia fatta finalmente chiarezza sulle omesse procedure di valutazione di impatto ambientale sugli interventi che sono stati programmati per ospitare questo summit, nel quale proprio la tutela dell’ambiente sarà al centro del dibattito tra i grandi della Terra».  Facile prevedere che nei prossimi giorni si scateneranno polemiche sull’iniziativa della Commissione europea. Le premesse ci sono infatti tutte: quando a giugno arrivò la notizia della messa in mora del governo italiano, si registrarono reazioni molto nette. Come quella dell’assessore provinciale all’Ambiente della Gallura Pierfranco Zanchetta, maddalenino e in passato in prima fila nelle battaglie ecologiste, che disse: «Non capiamo per quale motivo sin quando nell’isola c’erano gli americani e i loro sommergibili per la Commissione europea era tutto a posto. Nessun rilievo neanche quando gli stessi americani avevano progettato 50 mila metri cubi di cemento a Santo Stefano. Invece si puntano gli occhi e si vuole ostacolare un progetto che tende a riqualificare La Maddalena in maniera strutturale, cambiare il volto a un ambiente in molti punti degradato, e a dare tanti posti di lavoro».  Per dire la verità, anche in quelle occasioni gli ecologisti sardi avevano protestato veementemente, presentando degli esposti alla Comunità europea che però non si era mostrata così sensibile ai problemi della Maddalena. L’intervento di Bruxelles mette comunque in evidenza uno scontro nel quale non ci sono posizioni radicalmente lontane, ideologiche. Da una parte c’è chi non si oppone al cambiamento e alla riconversione economica dell’arcipelago, ma chiede che vengano dissipate le ombre di potenziali degerazioni; dall’altra c’è invece chi, dopo decenni di asfissiante presenza militare (italiana e americana), vede nuove prospettive di sviluppo e di benessere attraverso i fondi messi a disposizione per l’organizzazione del G8.

 

Per far felice il giallista del condizionale A.C. de L’Unione Sarda ecco la comunicazione da Bruxelles, alle innominabili associazioni ecologiste…

 

da L’Unione Sarda, 10 dicembre 2008

La Maddalena. G8, è giallo sulla procedura di infrazione Ue.

E’ giallo sulla procedura di infrazione che la Commissione europea avrebbe aperto contro l’Italia per i lavori del G8 a La Maddalena. A darne notizia sono due associazioni ambientaliste di Cagliari che sostengono di aver presentato ricorso all’Ue, lo scorso marzo. L’oggetto della contesa sarebbe un’ordinanza del Governo che concederebbe "ampie possibilità di deroga al quadro comunitario in materia di tutela ambientale e disciplina degli appalti pubblici".  Sull’eventuale apertura della procedura europea, tuttavia, non ci sono riscontri, né da fonti romane né regionali. Ma per le associazioni ecologiste la querelle ruota intorno a interventi che "ricadrebbero nel Parco nazionale dell’arcipelago della Maddalena e nell’omonima area Sic (sito di interesse comunitario, estesa sino all’isola di Santo Stefano". Per i gruppi ambientalisti non sarebbe stato rispettato "il vincolo di conservazione integrale che vige nella fascia costiera dei centocinquanta metri dalla battigia". Il caso maddalenino sarebbe planato lo scorso aprile sui tavoli dell’europarlamentare Monica Frassoni (Verdi/ALE) che, sempre secondo le associazioni ambientaliste, avrebbe presentato sul tema un’interrogazione a Strasburgo. Non solo. A giugno, da Bruxelles sarebbe partita la lettera di messa in mora al Governo italiano. Di certo i lavori per il G8 del 2009 procedono a passo spedito e per ora interessano solo la zona ex militare di La Maddalena, intorno all’Arsenale. Lì sarà ospitata la conferenza fra i grandi della terra, a luglio, quando il sipario si solleverà sul summit mondiale (a.c.)

 

da Il Sardegna, 10 dicembre 2008

Bruxelles. Procedura di infrazione. G8 alla Maddalena: la commissione Ue bacchetta il Governo. Nel mirino l’iter semplificato per la valutazione di impatto ambientale delle opere.

 

La Commissione europea ha aperto una procedura d’infrazione per le carenze in materia di valutazione d’impatto ambientale rispetto al regime semplificato stabilito dal governo italiano con un’ordinanza del marzo scorso per gli interventi in vista del G8 del 2009 a La Maddalena. Il 27 giugno scorso la Commissione aveva inviato una lettera di messa in mora al governo italiano. Ne danno notizia le associazioni ecologiste cagliaritane Amici della Terra e Gruppo d’intervento giuridico, che il 21 marzo scorso avevano presentato un ricorso contro l’ordinanza firmata dal premier Silvio Berlusconi a causa delle ampie possibilità di deroga al quadro normativo comunitario in materia di tutela ambientale e di disciplina degli appalti pubblici di opera e servizi. Sulla questione, nell’aprile scorso, la parlamentare europea Monica Frassoni, presidente del gruppo Verdi/Ale, aveva presentato un’interrogazione. La Commissione europea ha assicurato che si pronuncerà al più presto possibile. L’area oggetto degli interventi ricade nel parco nazionale dell’arcipelago di La Maddalena e nel sito d’importanza comunitaria (Sic) che porta lo stesso nome. Inoltre, ricordano gli ecologisti, vige uno specifico paesaggistico e la fascia costiera dei 150 metri dalla battigia nelle isole di La Maddalena e Santo Stefano è tutelata con vincolo di conservazione integrale. Le iniziative relative alla manifestazione che – come è noto – si svolgerà nell’arcipelago maddalenino nel luglio del prossimo anno erano state illustrate nei giorni scorsi a Roma, al museo delle Terme di Diocleziano, dal premier Berlusconi e dal sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso in occasione della presentazione del logo del G8. Tra le opere previste – lo Stato quattrocento milioni di euro – il maquillage dell’aeroporto di Olbia e l’autostrada Olbia-Sassari. In quell’occasione Berlusconi ha sottolineato che i circa 400 milioni utilizzati per realizzare le infrastrutture "sono soldi che si spenderanno per la Sardegna e non per il G8". Ora però c’è lo stop della Commissione Ue.

 

(foto J.I., F.V., archivio GrIG)

 

 

 

 

  1. gruppodinterventogiuridico
    22 Dicembre 2008 a 20:35 | #1

    da http://www.regione.sardegna.it

    G8, riprendono le procedure per l’assegnazione dei lavori di viabilità.

    La sospensione era stata causata dalla mancata conferma dell’anticipazione dei fondi FAS 2007-2013 spettanti alla Regione (520 milioni di euro). La Regione ha messo a disposizione dell’Anas il progetto preliminare per l’adeguamento della nuova Sassari-Olbia: una “bretella” a quattro corsie collegherà la S.S. 131 (bivio per Ploaghe) alla S.S. 597.

    CAGLIARI, 22 DICEMBRE 2008 – Riprendono le procedure per l’assegnazione dei lavori delle opere di grande viabilità legate al G8, in programma a La Maddalena il prossimo anno. La sospensione era stata causata dalla mancata conferma, nel recente decreto legge sul G8, dell’anticipazione dei fondi FAS 2007-2013 (ammontano a 520 milioni di euro) della Regione nell’anno in corso, come previsto nell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, dell’agosto 2008. Con l’accordo siglato nei giorni scorsi tra Regione e Anas, si consente alla Struttura di Missione di continuare nelle procedure di appalto già avviate, alle quali aveva fatto seguito la prequalificazione delle imprese. Queste ultime verranno invitate a presentare l’offerta: le imprese aggiudicatrici predisporranno inizialmente il progetto esecutivo, ma avvieranno i lavori all’atto della messa a disposizione della Regione dei fondi FAS alla stessa già assegnati. Inoltre, la Regione ha messo a disposizione dell’Anas il progetto preliminare dell’intervento di adeguamento della nuova Sassari-Olbia, che prevede una “bretella” a quattro corsie nel tratto compreso tra la Strada statale 131 (bivio per Ploaghe) e la S.S. 597. Tale esigenza era emersa nel corso della conferenza di servizi che si è tenuta a Cagliari il 29 settembre scorso. Accogliendo le istanze degli Enti locali, la Regione ha previsto una variante al progetto (lotto 0, circa due chilometri) per collegare la S.S. 131 alla nuova strada. Questo intervento consentirà di smaltire il traffico in maniera più equilibrata e razionale.

  2. gruppodinterventogiuridico
    22 Dicembre 2008 a 20:32 | #2

    da La Nuova Sardegna, 21 dicembre 2008

    VIOLAZIONE DEL SEGRETO DI STATO. La Cgil replica sul caso G8: «Non temiamo le inchieste».

    LA MADDALENA. «Non ci faremo intimidere dall’inchiesta su un nostro dirigente aperta con il richiamo a un reato pesante del codice penale, né ci spaventa questa sorta di clima sudamericano che si tenta di alimentare». Con durezza ma con equilibrio («piena fiducia nella magistratura»), la Cgil scende in campo per difendere il “compagno” messo sotto accusa per “violazione del segreto di Stato” e anche per rassicurare tutti i lavoratori dei cantieri del G8 («non faremo mancare loro la tutela»). La Cgil commenta l’inchiesta aperta dalla procura contro il proprio rappresentante alla Maddalena. L’accusa “procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato”, prevede, in caso di condanna, dai 3 ai 10 anni di carcere. «Vogliamo tranquillizzare tutti i cittadini, e soprattutto i lavoratori impegnati nei cantieri del G8, che, malgrado l’inusitato richiamo a un articolo “pesante” del codice penale, non siamo di fronte a una minaccia alla sicurezza nazionale, bensì a una normale attività di tutela dei diritti delle persone che lavorano che non faremo certo mancare – scrivono in una nota il segretario provinciale della Cgil Michele Carrus e quello della Fillea Lorenzo Manca -. Che possa ritenersi una violazione del segreto di Stato il possesso della fotografia del cagnolino-mascotte, munito di quel lasciapassare per i cantieri che è stato invece negato ai rappresentanti dei lavoratori, ci pare una cosa ridicola. Del resto, chiunque può agevolmente digitare la voce “G8 La Maddalena” su You Tube per trovare ampio materiale visivo che documenta varie fasi dell’esecuzione dei lavori in quei cantieri». «Noi continueremo a svolgere la nostra azione di tutela dei lavoratori e non rinunceremo certo a denunciare le condizioni negative del loro impiego – continua la Cgil -. Noi avevamo chiesto di avere un rapporto costante tra direzione dei lavori, imprese e organizzazioni sindacali, una sorta di “cabina di monitoraggio” delle opere, e abbiamo offerto la nostra ampia disponibilità a concordare le più opportune deroghe normative e flessibilità d’impiego della manodopera per raggiungere tutti gli obiettivi; ma si è molto tergiversato sulla questione, che è rimasta aperta». «Ci sentiamo, dunque, stimolati a fare ancora di più, viste le numerose segnalazioni e denunce che abbiamo ricevuto e che abbiamo “girato” per competenza alle autorità – proseguono i sindacalisti -. Abbiamo condiviso con le diverse associazioni datoriali il comune intento di far rispettare gli impegni. Forse qualcuno di questi, sentendosi disturbato dalla nostra azione di tutela e di rivendicazione dei diritti dei lavoratori, ha pensato di rivolgere qualche assurda segnalazione all’autorità di pubblica sicurezza, per cercare di mettersi al riparo, in realtà, rispetto ai propri discutibili comportamenti». «Restiamo sereni ed equilibrati, perché riponiamo piena fiducia nella magistratura, che svolge il proprio dovere e che, abbiamo motivo di pensare, darà presto atto dell’inconsistenza delle accuse mosse al nostro compagno. Piuttosto – concludono i sindacalisti della Cgil – ci piacerebbe che la singolare occasione venisse colta per avviare procedimenti di verifica e di sanzione dei comportamenti arbitrari di talune imprese impegnate nei cantieri del G8». (g.pi.)

  3. gruppodinterventogiuridico
    22 Dicembre 2008 a 20:32 | #3

    da La Nuova Sardegna, 20 dicembre 2008

    Segreto di Stato sul G8: sindacalista indagato. È accusato di aver cercato nei cantieri notizie protette, ma non di averle divulgate. (Guido Piga)

    LA MADDALENA. Un sindacalista della Cgil è sotto inchiesta per violazione del segreto di Stato: i carabinieri lo accusano di aver cercato (non divulgato) notizie sui lavori del G8 alla Maddalena. Ieri mattina hanno perquisito il suo ufficio e la sua casa, sequestrandogli un computer, un cellulare e la scheda di una macchina fotografica. Dentro ci sono scatti sull’esecuzione delle opere, peraltro già abbondantemente diffuse da Youtube. E’ un fatto senza precedenti: la procura della Repubblica di Tempio, su indicazione dei carabinieri del comando territoriale di Olbia, ha applicato l’articolo 256 del codice penale, che prevede, in caso di condanna, una pena dai 3 ai 10 anni. “Procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato” recita la norma che ha fatto scattare l’inchiesta ai danni del funzionario della Cgil, il sindacato che ha aperto una propria sede alla Maddalena per seguire i lavori del G8, dare assistenza ai lavoratori, denunciare eventuali (e in qualche caso accertate) violazioni contrattuali nella realizzazione delle opere. Il sindacalista, codice alla mano, è accusato di essersi «procurato notizie che, nell’interesse della sicurezza dello Stato, o, comunque, nell’interesse politico, interno e internazionale, dello Stato, debbono rimanere segrete». Al momento, l’unica certezza è questa: i carabinieri gli hanno sequestrato numerose fotografie. I militari si sono presentati ieri mattina presto nella sua casa-ufficio alla Maddalena e in quella della moglie, a Tempio. Hanno esibito l’ordine di perquisizione della procura e si sono fatti consegnare il computer portatile, il cellulare e la scheda della macchina fotografica. Sono tutte foto che il sindacalista ha fatto in questi mesi, dall’esterno dei cantieri (per accedere nell’area dei lavori è necessario un pass speciale, rilasciato solo ai dirigenti della protezione civile, della struttura di missione e, previa firma di un impegno alla riservatezza, ai lavoratori). Documentazione che rappresenterebbe una violazione al segreto di Stato, imposto ai lavori dalla prima ordinanza, firmata dall’allora presidente del consiglio Romano Prodi. Ma, nel provvedimento del magistrato, si fa riferimento soprattutto a un reato commesso dal sindacalista a metà ottobre. Un giallo che sarà chiarito nelle prossime settimane. Dalla Cgil, non arriva la conferma dell’inchiesta né, di conseguenza, alcun commento. Ma è chiaro che, dopo l’iniziativa della procura, il lavoro dei sindacalisti, già difficile, sarà ora ancora più rischioso. La Cgil ha già incontrato enormi difficoltà, per lo svolgimento della sua attività. E’ impossibile il contatto diretto con i lavoratori, che sono quasi mille, sparsi nei due grandi cantieri del G8, quello dell’arsenale e quello dell’ospedale militare. Ai sindacalisti non è consentito seguire i lavori, né tenere assemblee all’interno delle aree sottoposte a segreto di Stato. Più volte Lorenzo Manca, il responsabile gallurese della Fillea (edili), ha chiesto al commissario del G8 Guido Bertolaso un incontro per discutere delle condizioni lavorative, senza ottenere risposta. In particolare, la Cgil ha segnalato le anomalie nelle buste paga degli operai, sia di quelli assunti dalle società che hanno vinto gli appalti fatti dalla protezione civile sia quelli delle imprese che hanno ottenuto i subappalti. (ha colloborato Andrea Nieddu)

  4. gruppodinterventogiuridico
    18 Dicembre 2008 a 16:03 | #4

    da La Nuova Sardegna, 18 dicembre 2008

    Fondi del G8. La Camera sblocca 233 milioni per i lavori necessari al vertice. La Maddalena, piano per l’edilizia da 11 milioni. La Regione costruirà 60 alloggi e ne ristrutturerà oltre cento.

    LA MADDALENA. Il G8 non solo porterà 1 miliardo di euro per le opere pubbliche e darà un grande ritorno d’immagine nel mondo alla Maddalena (e alla Sardegna). C’è anche un investimento sociale, fatto dalla Regione, anche se sempre a colpi di euro (suoi, non dello Stato): la giunta ha infatti deciso di costruire 60 nuovi alloggi, in aggiunta ai 101 che ristrutturerà. E’ un piano da quasi 11 milioni. Il provvedimento della Regione è di due giorni fa e porta la firma del vicepresidente Carlo Mannoni. E’ stato lui a illustrare agli assessori la necessità di costruire alla Maddalena altri 60 alloggi. Ha prima fatto una sintesi sul primo investimento, che prevede la demolizione e la ristrutturazione, nell’area dell’arsenale militare, di 101 alloggi oggi occupati dagli ex marinai. Poi ha spiegato che servivano nuove risposte «in ordine a parte delle esigenze abitative complessive presenti alla Maddalena». E’ insomma una risposta al bisogno di case dell’isola, un piano di social housing realizzato grazie al G8. «Si rende infatti necessario incrementare le nuove unità abitative in località ex caserma Sauro – è scritto nella delibera – con un intervento che prevede la realizzazione di 60 alloggi, la metà dei quali destinati ai cittadini della Maddalena inseriti nella graduatoria comunale». L’investimento avrà priorità: i 60 alloggi verranno edificati nell’area dell’ex caserma Favarelli (accanto all’arsenale), e contemporaneamente ci sarà «il completamento di 13 unità abitative da posizionare in via Sauro, angolo via Vespucci e da consegnare alla marina militare». Le stellette avevano posto come condizione per lasciare libere le loro aree proprio la realizzazione di nuove case. Dopo il G8, verranno consegnate gli alloggi in fase di ristrutturazione: 18 sempre a Faravelli e 41 a Moneta (anche in questo caso nella “zona rossa” del vertice). Per il primo intervento verranno spesi 500 mila euro, per il secondo un milione di euro. Sul fronte delle demolizioni, la giunta conferma che 2 case verranno abbattute nell’area dell’ex Faravelli, 18 a Moneta, 11 a Vaticano. In tutto, la Regione spenderà 1 milione 350 mila euro. Fatti i conti, la Regione investirà 10 milioni 850 mila euro: 2 milioni e 350 mila sono stati recuperati proprio con l’ultima delibera. L’assessore Mannoni, che è titolare della delega ai Lavori pubblici e ha la “delega” di Soru per il G8, ha chiesto all’Area (la società che ha sostituito lo Iacp) di predisporre nel più breve tempo possibile i progetti per i nuovi 60 alloggi. L’obiettivo della Regione, dopo l’accordo con la struttura di missione siglato a settembre, è quello di procedere con gare d’appalto veloci. Intanto il decreto «sblocca cantieri» approvato ieri alla Camera e che ora torna al Senato autorizza in favore della Regione la spesa di 233 milioni di euro per le opere connesse al G8 da attuare con i soldi Fondo per le aree sottoutilizzate.

  5. 11 Dicembre 2008 a 13:36 | #5

    lo abbiamo ripreso,grazie!

  6. 10 Dicembre 2008 a 22:29 | #6

    qui su L’Altravoce.

  7. Stefano Deliperi
    10 Dicembre 2008 a 21:30 | #7

    si può discutere molto sull’utilità o meno di questi appuntamenti, qui è in gioco il rispetto della normativa comunitaria sulla valutazione di impatto ambientale e la sua corretta applicazione.

  8. seba
    10 Dicembre 2008 a 18:31 | #8

    il g8 è una grande opportunità per la Maddalena e non faranno distruzioni,anzi risaneranno tanti siti abbandonati dai militari. è positivo,perchè vi opponete?

  9. Maria Francesca
    10 Dicembre 2008 a 17:57 | #9

    concordo,meno male che l’Europa c’è!

  10. sebatanka
    10 Dicembre 2008 a 11:14 | #10

    ah, se non ci fosse la costituenda Europa.
    Bene! complimenti!

  11. Davide
    10 Dicembre 2008 a 11:02 | #11

    Mi complimento per l’iniziativa, anche io credo che sia necessario avere la massima chiarezza su centinaia di milioni di euro spesi per un summit di pochi giorni. Se è tutto così “ambientalista” perchè non fare la valutazione ambientale?

  12. m.f.
    9 Dicembre 2008 a 21:38 | #12

    caspita! bravi!

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