Accordo europeo sul clima. Un appello promosso da Radicali Italiani e Amici della Terra.

I 27 Paesi membri dell’Unione Europea hanno raggiunto un accordo sulla lotta ai cambiamenti climatici, comprendente i temi dell’energia e delle emissioni atmosferiche. E, tutto sommato, un passo in avanti, nonostante i compromessi. In quest’ottica i Radicali Italiani e gli Amici della Terra propongono un appello al Governo per una migliore efficienza energetica.
Gruppo d’Intervento Giuridico
A.N.S.A., 12 dicembre 2008
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VERTICE UE, RAGGIUNTO ACCORDO SUL CLIMA. |
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BRUXELLES – I 27 hanno raggiunto un accordo sul clima, secondo quanto riferiscono fonti europee. In precedenza si erano raggiunti gli accordi per lo sblocco dell’empasse sulla ratifica del Trattato di Lisbona da parte dell’Irlanda e per il via libera al piano anti-recessione messo a punto dalla Commissione europea. Il piano Ue anti-recessione, secondo la decisione presa oggi, dovrà poter contare su un ammontare complessivo di risorse – tra quelle impegnate dai singoli Paesi e quelle provenienti dal bilancio Ue – pari a circa l’1,5% del Pil Ue. Il piano prevede, tra l’altro, interventi sociali per far fronte alla perdita di posti di lavoro e misure a sostegno delle piccole e medie imprese. Per far fronte alla flessione della domanda il piano apre anche incentivi a settori come l’auto e le costruzioni. Sul fronte delle riforme istituzionali, il Consiglio europeo é riuscito a trovare, dopo sei mesi di impasse, la strada per ridare una prospettiva realistica all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona all’inizio del 2010. L’Irlanda si è sostanzialmente impegnata a convocare un nuovo referendum entro la fine di ottobre dopo che quello del 12 giugno scorso ha decretato la bocciatura del Trattato. In cambio Dublino ha ottenuto la promessa che il numero dei componenti della Commissione europea resti pari al numero dei Paesi e che venga garantita la non interferenza dell’Ue nella sua neutralità militare, nel diritto di famiglia e nel sistema fiscale. |
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Le reazioni. Sarkozy: storico. Berlusconi: Italia soddisfatta. Barroso a Obama: yes you can. |
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BRUXELLES – E’ stato un "consiglio che resterà nella storia" e grazie al quale "l’Europa riprende il suo cammino istituzionale". Lo ha detto il presidente di turno dell’Ue Nicolas Sarkozy aprendo la conferenza stampa che ha segnato la chiusura del vertice Ue svoltosi oggi a Bruxelles. Il presidente francese ha "reso omaggio" all’Italia per il contributo portato al raggiungimento di un accordo sul clima. "Grazie a Berlusconi, l’accordo è stato trovato rapidamente", ha detto Sarkozy. "Siamo soddisfatti dei risultati del vertice, è stato un risultato pieno". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi. "Abbiamo convenuto che le misure anti-crisi devono essere compatibili con il Patto di stabilità": ha affermato il presidente del Consiglio. "Siamo soddisfatti", ha detto il premier sottolineando come la "posizione tattica dell’Italia, anche con l’ipotesi di porre il veto, abbia portato un ottimo risultato". E’ stato un "lavoro di squadra che ci ha portato ad un risultato straordinario considerata la barra di partenza", ha affermato Berlusconi sottolineando il lavoro congiunto di più ministri e citando Prestigiacomo, Scajola e Ronchi. Con l’accordo raggiunto a Bruxelles l’Europa si pone all’"avanguardia" per quanto riguarda le misure sull’ambiente, "ma non vuole essere quella che paga il conto da sola". Così Berlusconi ha sottolineato che "anche gli altri paesi che emettono anidride carbonica devono impegnarsi alla Conferenza di Copenaghen". L’Italia è riuscita ad ottenere in ambito Ue la creazione di un fondo denominato ‘Margherita’ per "la mobilitazione di fondi addizionali per i progetti infrastrutturali". Ha detto il presidente del Consiglio in merito all’approvazione da parte del Consiglio del piano della Commissione per misure anticrisi di valore pari all’1,5% del Pil comunitario. "L’Italia ha ottenuto una clausola di revisione generale al marzo 2010 per l’intero pacchetto clima-energia dell’Ue estesa alla valutazione sull’impatto di competitività ". Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri Franco Frattini. L’approvazione del Pacchetto clima energia "rappresenta una grande vittoria per l’ambiente e per l’Europa che con questo accordo conferma e rafforza la sua leadership in vista della Conferenza di Copenhagen del dicembre 2009, che dovrà definire un accordo globale sulla lotta ai gas serra". Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo. "E’ stata raggiunta un’intesa che da un lato mantiene saldi gli obiettivi di riduzione dei gas serra e dall’altro tiene conto delle esigenze dei diversi paesi puntando alla sostenibilità delle misure dalle diverse economie nazionali nel segno della concretezza, come chiesto dall’Italia". |
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I principali punti dell’accordo. |
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BRUXELLES – Il pacchetto clima-energia si propone tre obiettivi: 1) Riduzione vincolante di almeno il 20% di emissioni di gas effetto serra entro il 2020, da portare al 30% se altri Paesi industrializzati seguiranno l’esempio europeo. 2) Aumento vincolante del 20% dell’efficienza energetica a livello europeo entro il 2020. 3) Aumento al 20% (dal 7% attuale) della quota europea di consumi derivanti da fonti rinnovabili (sole, vento, biomasse), da realizzarsi con oneri ripartiti tra i 27 Stati membri (il 17% per l’Italia). Per raggiungere questi target, il pacchetto individua misure e strumenti da ripartire tra Stati membri e settori, industriali e non, il cui costo complessivo è stato valutato all’1% del Pil, tra i 100 e i 120 miliardi di euro. L’industria dovrà ridurre le sue emissioni del 21% e a partire dal 2013 dovrà pagare i diritti ad inquinare, che saranno venduti e scambiati alla Borsa europea delle emissioni, con obiettivi differenziati e progressivi. STOCCAGGIO E CATTURA CARBONE. Un miliardo di tonnellate di quote di C02 saranno riservate a installazioni costruite a partire dal 2013. In particolare, 300 milioni di quote saranno consacrate al co-finanziamento della costruzione di 12 centri di cattura e stoccaggio di C02. |
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Efficienza energetica – Appello di Radicali Italiani e Amici della Terra a Governo e Parlamento |
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Efficienza energetica: più efficace per il clima, meno costosa per l’Europa, più equa per l’Italia. Gli Amici della Terra insieme ai Radicali Italiani lanciano un appello al Governo affinché ponga l’efficienza energetica come priorità nella sua azione politica in tema di energia. Moltissime le adesioni da ogni settore. Appello al Parlamento e al GovernoLa crisi economica, la crisi energetica, l’emergenza clima, impongono l’adozione di misure che si rivelino efficaci in tempi stretti e lungimiranti a lungo termine sia per l’Italia che nel contesto europeo e globale. Al di là di ogni scelta di carattere tecnologico e industriale, solo l’efficienza energetica è in grado di ridurre in tempi utili i consumi di energia primaria, migliorando in modo consistente la sicurezza dell’offerta energetica, attenuando gli effetti negativi dell’instabilità dei prezzi dei combustibili fossili, riducendo le bollette per i consumatori, promuovendo l’innovazione tecnologica in ogni settore e aumentando la competitività dei prodotti e dei sevizi europei. In questo campo, il nostro paese può vantare ancora alcuni primati dovuti alla propria cultura, alle proprie tradizioni, alle scelte imprenditoriali fatte in occasione delle prime crisi energetiche mondiali. Ma proprio ora, negli anni in cui questa esperienza potrebbe costituire un punto di forza nei negoziati europei e internazionali, sta mancando la consapevolezza e la capacità politica di farne un obiettivo prioritario, di diffonderne la pratica, di incrementare i risultati e di migliorare le prestazioni. L’assenza di iniziativa del governo in sede europea sull’efficienza e la contestuale richiesta di dilazionare e attenuare le misure del pacchetto energia stanno costringendo il nostro paese a una posizione di retroguardia e ad alleanze controproducenti. Sul piano nazionale, l’articolo 29 del decreto anticrisi rende di fatto impraticabile l’erogazione degli incentivi vigenti per l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili e riduce il reddito disponibile per un rilancio dei consumi e degli investimenti. Inoltre, viene meno uno strumento indispensabile per promuovere tecnologie innovative nel settore civile. Nei trasporti, negli usi civili, nell’edilizia residenziale, nel terziario e nell’industria manifatturiera, l’efficienza di impiego può essere nettamente migliorata. Occorre puntare ad una riduzione del consumi del 20% rispetto al tendenziale 2020, ottenendo in pochi anni benefici netti per i cittadini e le imprese, e un risparmio di importazioni di combustibili fossili pari a circa 9,5 miliardi di euro nel 2020, ed equivalente a circa 50 miliardi nel periodo 2008-2020. Inoltre, il sostegno a questo settore, caratterizzato da piccole e medie imprese, sempre più attente alle prospettive di internazionalizzazione sui mercati esteri, in particolare su quel grande mercato di prossimità che è il Mediterraneo, costituisce un volano essenziale per superare la crisi. Occorre un’inversione di rotta che renda prioritario un consistente obiettivo di efficienza energetica, in Italia, in Europa e nel contesto globale, iniziando dalla cooperazione con i Paesi a noi più vicini. L’Italia è in grado di fare una scelta finalmente condivisa per affermare una propria leadership politica e tecnologica e per dare un contributo alla soluzione della crisi globale. Chiediamo che il pacchetto energia della UE sia approvato, pur tenendo conto di proposte di flessibilità, e che l’Italia si faccia promotrice della sua integrazione con misure vincolanti per conseguire effettivamente l’obiettivo del 20% di efficienza al 2020. Solo così la strategia europea su energia e clima può portare ad un saldo costi benefici positivo per l’Europa intera e più equo per l’Italia. Chiediamo che il governo ritiri ogni norma che riduca o crei incertezza sugli incentivi e che proponga, all’inverso, nuove misure per incentivare l’efficienza energetica in ogni settore d’uso, dando impulso al rafforzamento della nostra capacità imprenditoriale anche sui mercati esteri. Chiediamo che sia posto al centro della politica energetica l’obiettivo di una vera e propria conversione di spesa ed investimenti – oltre che di regole e riforme – a favore di modelli di consumo, produzione, trasporto e urbanizzazione che portino effettivi benefici alla collettività e che minimizzino l’impatto sulle risorse naturali, paesaggistiche ed ambientali.
Per aderire all’appello contattare: |
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(foto J.I, S.D., archivio GrIG)




un’opportunità con il fotovoltaico!
16.12.08 – energie alternative Enti pubblici, entro il 30 gennaio 2009 le domande di contributo per l’energia solare
L?Assessorato della Difesa dell’ambiente ha stabilito al 30 gennaio 2009 il termine di presentazione delle domande del bando rivolto agli enti pubblici per il cofinanziamento di interventi per l’utilizzo delle energie rinnovabili, il risparmio e l’efficienza energetica sugli edifici pubblici.
Ricordiamo che la riapertura è stata disposta per dare seguito nel modo più ampio all’ordinanza del Tar Sardegna relativa all’estensione della possibilità di partecipazione a tutti gli Enti pubblici della Sardegna.
Il bando usufruirà anche di una ulteriore disponibilità finanziaria pari a 262.973,67 resesi disponibili dal bando 2007. La dotazione finanziaria complessiva del bando sarà pertanto pari a 5.889.054,39 euro.
Possono fare richiesta di cofinanziamento gli Enti pubblici che intendono effettuare i seguenti interventi:
a. installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica collegati alla rete di distribuzione, i cui moduli fotovoltaici costituiscano parte integrante degli elementi costruttivi di complessi edilizi;
b. installazione di impianti solari termici i cui elementi costituiscano parte integrante degli elementi costruttivi di complessi edilizi, che consentano una riduzione non inferiore al 30 per cento del fabbisogno annuo di energia elettrica per usi termici dell’edificio, esclusivamente in abbinamento ad un impianto fotovoltaico.
Gli impianti verranno ammessi a cofinanziamento per una potenza nominale compresa tra 1 e 20 Kilowatt.
Consiglio europeo: pacchetto energia.
Monica Frassoni ha così commentato le conclusioni del vertice del Consiglio europeo sul pacchetto clima-energia:
“E’ fallito il piano di Berlusconi, che da mesi ha cercato, insieme a Confindustria, di sabotare il pacchetto energia citando dati inesistenti o fuori contesto. L’accordo del Consiglio ha salvato aspetti importanti dell’insieme di misure europee per la lotta ai cambiamenti climatici. Sono state fatte, questo è vero, concessioni notevoli a quella parte delle lobby industriali europee che ancora non riescono a vedere nella lotta ai cambiamenti climatici un’opportunità per crescere e innovare. L’introduzione graduale delle aste dei diritti di emissione a pagamento, dal 20% del 2013, al 70% del 2020, al 100% nel 2025 rappresenta un notevole indebolimento dello spirito del pacchetto clima/energia. Altrettanto problematico è creare un sistema di crediti esterni che consente di realizzare 4/5 degli obiettivi di riduzione al di fuori dell’Europa: è bene che gli Stati membri riflettano sul rischio di perdita di credibilità nei confronti di paesi terzi che questo tipo di politiche veicola. Vogliamo comunque credere che esistano ancora margini di manovra nel trilogo di domani e che Parlamento, Consiglio e Commissione trovino un punto di equilibrio per tornare a limiti più stringenti e compatibili con le finalità del pacchetto.
La direttiva rinnovabili rappresenta sicuramente il maggior successo di questo pacchetto clima-energia, grazie al suo potenziale molto concreto in termini di aumento di indipendenza energetica e di creazione di nuovi posti di lavoro (almeno due milioni nella sola Ue). Ora gli Stati membri dovranno presentare dei piani d’azione nazionale per il raggiungimento degli obiettivi assegnati, mentre alla Commissione spetterà il compito di valutarli e di agire contro quegli Stati membri che non fanno abbastanza. La clausola di revisione inserita su richiesta del governo italiano non potrà infatti modificare in nulla l’obiettivo del 20% di rinnovabili nel totale dell’energia consumata in Europa entro il 2020. Si tratta di una svolta storica, del vero primo passo di una nuova rivoluzione industriale più compatibile con l’ambiente.”
cliccando sul nickname si possono leggere varie reazioni, di taglio diverso, su Ansa Ambiente.
CLIMA:LO SDEGNO AMBIENTALISTI, ACCORDO “AUTENTICO FALLIMENTO”
(AGI) – Roma, 12 dic. – Le principali organizzazioni ecologiste hanno denunciato che il pacchetto di misure contro il cambio politico siglato dai leader dell’Ue e’ “del tutto incompatibile” con l’obiettivo europeo di mantenere il riscaldamento globale al di sotto di +2 gradi centigradi e percio’ e’ “un autentico fallimento”. “Questo e’ un giorno buio per la politica climatica dell’Europa: i capi di Stato e di Governo europei hanno rinnegato le loro promesse e voltato le spalle agli sforzi globali per combattere i cambiamenti climatici”. “I leader europei hanno assunto un impegno debole e ambiguo per la riduzione delle emissioni europee di gas serra: l’attuale accordo permette, infatti, che oltre il 65 per cento delle riduzioni siano raggiungibili acquistando crediti attraverso progetti di riduzione delle emissioni al di fuori dei confini europei”. “Inoltre, nessuna sanzione e’ stata introdotta per i Paesi inadempienti – un punto essenziale per contrastare l’inattivita’ dei Governi”. Le associazioni ambientaliste riunite a Poznan chiedono che “il Parlamento Europeo respinga l’accordo sulla Direttiva ‘Effort Sharing’ con il voto della prossima settimana”. “I cittadini europei dovrebbero, infatti, esprimere tutta la loro indignazione e chiedere ai propri parlamentari di impedire che l’eccessivo ricorso a crediti dall’estero venga utilizzato come scappatoia alle riduzioni di gas serra in Europa. Nella Direttiva ‘Emission Trading’ (ETS) sono state garantite ampie deroghe alle industrie manifatturiere per l’acquisto dei permessi di emissione, in assenza dell’evidenza che tali costi possono impattare sulla competitivita’ dei settori interessati. Tutte le associazioni ambientaliste chiedono insieme che l’allocazione dei permessi avvenga tramite asta per i settori industriali regolamentati dalla Direttiva ETS. Le industrie devono pagare se non riducono le proprie emissioni, e le risorse raccolte devono essere utilizzate per finanziare progetti di mitigazione dei cambiamenti climatici in Europa e in Paesi in via di sviluppo”. “Angela Merkel, Silvio Berlusconi, Donald Tusk e Nicolas Sarkozy -prosegue la nota- devono vergognarsi: hanno scelto di difendere gli interessi privati dell’industria inquinante, non rispettando la volonta’ dei cittadini europei, il futuro dei loro figli e la condizione di milioni di persone nel mondo. Il Parlamento puo’ e deve modificare le parti peggiori dell’accordo”. (AGI) Red-