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Portovesme, pattumiera europea dei fumi di acciaieria

 

 

 

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno inoltrato al Ministro dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare, all’Assessore regionale della difesa dell’ambiente, all’Assessore alla tutela dell’ambiente della Provincia di Carbonia – Iglesias ed al Sindaco di Portoscuso una specifica richiesta (14 dicembre 2008) per lo svolgimento del procedimento di valutazione di impatto ambientale – V.I.A. in relazione al proposto aumento dell’utilizzo dei c.d. fumi di acciaieria presso lo stabilimento della Portovesme s.r.l.     In Sardegna, in arrivo da tutta Europa, arrivano queste scorie della lavorazione dell’acciaio per essere lavorate nello stabilimento della Portovesme s.r.l. e poi definitivamente smaltite nella discarica di rifiuti industriali di Genna Luas, in Comune di Iglesias.  In diversi casi sono stati sequestrati dai Carabinieri del N.O.E. carichi contenenti Cesio 137, un isotopo radioattivo.  L’ultima volta conosciuta nell’ottobre 2007.  In un ambiente ormai fortemente degradato e contaminato, tanto da vantare record poco lusinghieri, anche nel campo del deficit cognitivo infantile.  

Nel 2004 il referendum regionale contro l’arrivo di rifiuti di origine extra-regionale – fortemente sostenuto anche da Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico – non raggiunse il quorum di partecipanti.  Con deliberazione n. 5/10 del 15 febbraio 2005 la Giunta regionale, al termine del relativo procedimento di V.I.A., approvò con condizioni il progetto di ampliamento degli impianti e del quantitativo (300.000 tonnellate annue) di c.d. fumi di acciaieria da smaltire, mentre, con la successiva conferenza di servizi (deliberazione Giunta regionale n. 7/3 del 22 febbraio 2005) ne venne autorizzato l’esercizio.  Ora la Portovesme s.r.l. intende aumentare ancora il quantitativo di c.d. fumi di acciaieria annuo.  Conseguentemente sarà necessaria una nuova discarica delle residue scorie industriali o un ampliamento di quella in uso a Genna Luas.    La Sardegna rischia di esser sempre più la discarica delle peggiori scorie.  E, in più, la qualità dell’aria della zona non è certo delle migliori (in allegato vi sono le analisi di sintesi ufficiali della rete di rilevamento della qualità dell’aria A.R.P.A.S.). Faremo del nostro meglio per evitarlo.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

 

Analisi di sintesi della rete di rilevamento della qualità dell’aria A.R.P.A.S. per la zona di Portoscuso:

- ottobre 2008: "nella Provincia di Carbonia-Iglesias, in relazione all’anidride solforosa (SO2), è stato superato il 2 ottobre, per la prima volta nel 2008, il limite della media oraria di 350 ug/m3 nella centralina CENPS2 (Portoscuso – Eca de Chiccu Sedda), col valore di 399 ug/m3. Si rammenta che la normativa prevede che la media oraria di 350 ug/m3 non debba essere superata per più di 24 volte per anno civile. Inoltre è stato superato, per la prima volta nel 2008, nella stessa centralina, il limite di 125 ug/m3 della media giornaliera di SO2 con un valore di 126 ug/m3.  Il biossido di azoto (NO2) ha manifestato i valori orari massimi, con valori intorno a 65 ug/m3, nella centralina CENPS7 (Portoscuso Via 1° Maggio), a fronte di un limite normativo per il 2008 di 220 ug/m3, da non superare più di 18 volte nell’anno civile.  In conclusione la qualità dell’aria nel mese di ottobre è stata generalmente accettabile ad eccezione di alcune episodi in cui è stata scadente a causa di elevati valori di SO2."

-  settembre 2008:  "nella Provincia di Carbonia-Iglesias, in relazione all’anidride solforosa (SO2), è stato superato, il giorno 07 settembre, per la prima volta nel 2008, il limite orario di 350 ug/m3 nella centralina (CENPS6 Portoscuso – Paringianu), con valore di 516 ug/m3. Si rammenta che la normativa prevede che la media oraria di 350 ug/m3 non debba essere superata per più di 24 volte per anno civile. Le massime medie giornaliere di SO2 hanno registrato valori intorno ai 60 ug/m3 alla CENPS6, a fronte di un limite di legge fissato a 125 ug/m3.  Il biossido di azoto (NO2) ha manifestato i valori orari massimi intorno a 110 ug/m3 nella centralina CENPS2 (Portoscuso – Eca de Chiccu Sedda); il limite normativo per il 2008 è 220 ug/m3, da non superare più di 18 volte nell’anno civile.  Le polveri sottili (PM10) hanno manifestato nei giorni 5, 6, 11 e 12, superamenti del limite di legge. Nel conteggio annuale dei superamenti per ciascuna centralina, il numero massimo di superamenti dall’inizio dell’anno è pari a 8.  Le medie di benzene nella CENPS7 (Portoscuso – Via 1° Maggio) si aggirano intorno a 1 ug/m3; la normativa indica che la media annuale non debba essere superiore a 7 ug/m3.  In conclusione la qualità dell’aria è stata generalmente accettabile."

- agosto 2008:  "nella Provincia di Carbonia-Iglesias le medie orarie massime dell’ anidride solforosa (SO2) hanno raggiunto i 219 ug/m3 nella centralina CENPS6 (Portoscuso – Paringianu) (la normativa prevede che la media oraria di 350 ug/m3 non debba essere superata per più di 24 volte per anno civile). Le massime medie giornaliere di SO2 hanno registrato valori intorno ai 60 ug/m3, a fronte di un limite di legge fissato a 125 ug/m3.  Il biossido di azoto (NO2) ha manifestato valori orari massimi intorno a 116 ug/m3 presso la centralina CENPS2 (Portoscuso – Eca de Chiccu Sedda) (il limite normativo per il 2008 è 220 ug/m3, da non superare più di 18 volte nell’anno civile).  Le polveri sottili hanno raggiunto la massima media giornaliera di 48 ug/m3 nelle centraline CENPS7 (Portoscuso – Via 1° Maggio) e CENST2 (Sant’Antioco – Sardamag) (il limite di legge di 50 ug/m3 non deve essere superato più di 35 volte all’anno). Si segnala comunque la presenza di un cantiere nei pressi della CENST2 che comporta un aumento anomalo e temporaneo della concentrazione di polveri.  Le medie di benzene nella CENPS7 sono state sempre inferiori ai 1,4 ug/m3.  In conclusione la qualità dell’aria nel mese di agosto è stata generalmente accettabile".

-  luglio 2008: "nella Provincia di Carbonia-Iglesias, le medie orarie massime dell’anidride solforosa (SO2) hanno raggiunto i 180 ug/m3 nella centralina CENPS6 (Portoscuso – Paringianu), mentre la normativa prevede che la media oraria di 350 ug/m3 non venga superata più di 24 volte per anno. Le medie giornaliere di SO2 sono state, invece, inferiori ai 55 ug/m3, a fronte di un limite di legge fissato a 125 ug/m3.  Il biossido di azoto (NO2) ha registrato valori orari massimi intorno ai 55 ug/m3 (il limite normativo per il 2008 è 220 ug/m3, da non superare più di 18 volte all’anno).  Le polveri sottili (PM10) hanno superato, per una sola volta, il valore soglia di 50 ug/m3 presso la centralina CENPS4 (Portoscuso – Cimitero), si ricorda che il limite di legge di 50 ug/m3 non deve essere superato più di 35 volte all’anno.  Il benzene ha registrato valori sempre inferiori a 2 ug/m3.  In conclusione la qualità dell’aria nel mese di luglio è stata generalmente accettabile".

- giugno 2008: "nella Provincia di Carbonia-Iglesias le medie orarie massime dell’anidride solforosa (SO2) hanno raggiunto i 330 ug/m3 nella centralina CENPS7 (Portoscuso – Via 1° Maggio); si ricorda che la normativa prevede che la media oraria di 350 ug/m3 non sia superata più di 24 volte per anno civile). Le medie giornaliere di SO2 sono state, invece, inferiori ai 80 ug/m3, a fronte di un limite di legge pari a 125 ug/m3.  Il biossido di azoto (NO2) ha registrato valori orari massimi presso la centralina CENPS7 (Portoscuso – Via 1° Maggio), con valori intorno a 95 ug/m3 (il limite normativo per il 2008 è 220 ug/m3, da non superare più di 18 volte nell’anno civile).  Le polveri sottili (PM10) hanno superato la soglia dei 50 ug/m3 nelle centraline CENPS7 (Portoscuso – Via 1° Maggio) e CENST2 (Sant’Antioco – Sardamag), a fronte di un limite normativo di 50 ug/m3 da non superare più di 35 volte all’anno. Si evidenzia che i superamenti nella centralina CENST2 (Sant’Antioco – Sardamag) sono dovuti alle attività di un cantiere edile nelle vicinanze.  In conclusione la qualità dell’aria nel mese di giugno è stata generalmente accettabile."

- maggio 2008: "nella Provincia di Carbonia-Iglesias si sono verificati dei superamenti del limite dell’anidride solforosa (SO2) di 350 ug/m3, nelle centraline CENPS4 (Portoscuso – cimitero) e CENPS7 (Portoscuso – Via 1° maggio) nei giorni 24, 25, 26 e 31 maggio. Si ricorda che tale valore limite non deve essere superato per più di 24 volte per anno civile. Il limite giornaliero di SO2 di 125 ug/m3 è stato superato nei giorni 25, 26 e 31 maggio. Tale limite non deve essere superato più di 3 volte all’anno.
Le polveri sottili (Pm10) hanno superato la soglia dei 50 ug/m3 nei giorni 24 e 25 maggio, (tale limite di legge non deve essere superato più di 35 volte all’anno). Si evidenzia che i superamenti nella centralina CENST2 (Sant’Antioco – Sardamag) sono dovuti ad attività di cantiere edile posto nelle vicinanze della centralina. In conclusione, la qualità dell’aria nel mese di maggio nella provincia di Carbonia-Iglesias è da ritenersi scadente per gli inquinanti Anidride solforosa (CENPS4 e CENPS7) e polveri sottili CENPS7 e CENST2), mentre è stata generalmente accettabile per gli altri inquinanti."

- aprile 2008:  "nella Provincia di Carbonia-Iglesias si è verificato nella CENPS4 (Portoscuso cimitero) un leggero superamento del limite dell’anidride solforosa (SO2), con un valore di 351 ug/m3 alle ore 01:00 del 07/04/2008. Si rammenta che tale valore non deve essere superato per più di 24 volte per anno civile. La media massima giornaliera di SO2 ha raggiunto il valore più elevato, di poco superiore a 75 ug/m3, nella centralina CENPS2 (Portoscuso, località Eca de Chiccu Sedda). Le polveri sottili non hanno mai superato i 45 ug/m3.  In conclusione la qualità dell’aria è stata accettabile, ad eccezione del superamento relativo all’anidride solforosa."

- marzo 2008:  "Nella Provincia di Carbonia-Iglesias non si è verificato nessun superamento dei limiti di legge.  Le medie giornaliere di SO2 sono inferiori ai 65 ug/m3 con valori orari massimi che arrivano a circa 220 ug/m3 (si ricorda che il limite di legge è pari a 350 ug/m3).  Le polveri sottili non hanno mai superato i 40 ug/m3.  Mediamente la qualità dell’aria varia da accettabile a scadente."

da L’Unione Sarda, 2 dicembre 2008

L’Eurallumina finisce sotto inchiesta. Inquinamento: denunciato l’amministratore delegato. Nello scorso mese di maggio le emissioni nell’atmosfera hanno superato i limiti previsti dalla legge.    Francesco Pintore

L’amministratore delegato e stato denunciato dai carabinieri del Noe. Le reazioni a Portoscuso. L’uso di un olio combustibile ad alto tenore di zolfo è costato caro all’Eurallumina di Portovesme. Nei giorni scorsi i carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) di Cagliari hanno denunciato l’amministratore delegato dell’azienda di proprietà della multinazionale russa Rusal. L’accusa si riferisce alle emissioni di sostenze inquinanti nell’atmosfera non autorizzate e fuori da limiti di legge.

LE INDAGINI. L’operazione dei militari è stata avviata qualche mese fa. Durante le indagini sono stati analizzati i dati delle centraline di rilevamento installate a Portoscuso, in particolare quelli del periodo primaverile, negli ultimi giorni di maggio 2008. Gli accertamenti sono stati svolti nei laboratori dell’Arpas (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Sardegna). I tecnici hanno appurato che le emissioni nell’atmosfera avevano superato di gran lunga i limiti fissati dalle leggi. Per questa ragione l’Eurallumina è finita sotto inchiesta.

L’AZIENDA. Secondo i vertici dell’azienda di Portovesme si sarebbe trattato di un episodio fortuito. In passato, in altre circostanze, sono stati registrati casi simili. Per il momento non ci sono dichiarazioni ufficiali. Vincenzo Rosino, amministratore delegato dell’Eurallunina, raggiunto al telefono ieri pomeriggio, dopo che la notizia era stata diffusa dalle agenzie di stampa, è di poche parole. «Non ho nulla da dire, non so niente di questa notizia».

LE REAZIONI. Chi invece non ha problemi a commentare il provvedimento dei militari è Angelo Cremone, consigliere comunale di Portoscuso da sempre impegnato sul fronte della difesa dell’ambiente. «Purtroppo è una storia vecchia – esordisce l’esponente dei Verdi – ogni giorno ci rendiamo conto che quell’impianto dell’Eurallumina sta funzionando male. Avevo chiesto all’assessore comunale all’ambiente di sapere che tipo di olio combustibile stanno bruciando e quali sono le caratteristiche. Inoltre vogliamo chiarezza sulla fine che fanno i fanghi utilizzati per depurare quell’olio ad alto tenore di zolfo». A fine settembre il Consiglio comunale di Portoscuso ha istituito la Commissione Ambiente. «Purtroppo – sottolinea Cremone – si è riunita una sola volta e nonostante tutti gli impegni presi la gente continua a fare i conti con un’aria irrespirabile.

LA CRISI. Nei giorni scorsi i vertici dell’azienda hanno incontrato i sindacati per fare il punto sulla crisi attraversata dal settore dell’alluminio. Si è discusso anche di possibili ridimensionamenti e di tagli. Una settimana fa il gruppo di Rifondazione Comunista in Consiglio regionale ha sollecitato un intervento della Regione a sostegno dei lavoratori dell’Eurallumina.

PREZZO DELL’ALLUMINIO. L’azienda ha informato i rappresentanti dei lavoratori dello stato di crisi della fabbrica dovuto a una riduzione del trenta per cento del prezzo dell’alluminio sul mercato internazionale, passato da 3.100 euro a tonnellata a meno di 1.900 euro. La perdita annua di ricavi per l’Eurallumina è stimata in circa 60-70 milioni l’anno. La produzione annua di allumina (materia prima dalla quale si ricava l’alluminio) supera il milione di tonnellate. In un’interpellanza agli assessori al Lavoro, Romina Congera, e all’Industria, Concetta Rau, Rifondazione chiede l’attivazione di tavoli di confronto con l’impresa, i sindacati, le istituzioni locali e il governo, in particolare con i ministeri delle Attività produttive e del Lavoro.

 

 

 

(foto S.D., archivio GrIG)

 

  1. gruppodinterventogiuridico
    18 Dicembre 2008 a 16:00 | #1

    da La Nuova Sardegna, 18 dicembre 2008

    Zolfo, ce n’è troppo nell’atmosfera. L’Arpas denuncia l’Eurallumina alla Procura della Repubblica. Le centraline hanno rilevato valori superiori anche di sei volte ai limiti consentiti.

    PORTOVESME. Eurallumina nell’occhio del ciclone anche dal punto di vista ambientale: l’Arpas ha inviato un altro esposto alla Procura della Repubblica per il superamento delle emissioni di anidride solforosa in atmosfera. I tecnici dell’agenzia regionale, per la terza volta in pochi mesi, hanno rilevato lo sforamento dei limiti di legge delle concentrazioni orarie e giornaliere di anidride solforosa. L’ennesima contestazione per la violazione delle norme ambientale viene all’indomani della dichiarazione da parte dell’azienda dello stato di crisi con il taglio di metà della produzione standard di allumina. Gli accertamenti e le ispezioni in fabbrica hanno rilevato che l’Eurallumina ha utilizzato olio ad alto tenore di zolfo (Atz) anziché bruciare combustibile a basso tenore di zolfo nel corso di fermata dell’impianto Sumitomo. Secondo il rapporto inviato alla Procura della Repubblica, al direttore tecnico scientifico Arpas, al servizio Atmosferico e del suolo gestione rifiuti e bonifiche della Regione e al sindaco di Portoscuso, le emissioni anomale proverebbero dalla centrale termica e dai forni di calcinazione Secondo le autorizzazioni rilasciate dalla Regione le tre caldaie, con il Sumitomo inserito e alimentato con Atz non devono superare 1.275 mg./Nmc, invece in alcune ore le emissioni di anidride solforosa ha superato di quasi 6 volte il valore limite. In qualche caso la caldaia E3 ha raggiunto quota 5567.5 mg/Nmc. Per evitare che le centraline di rilevamento potessero fornire dati influenzati da altre emissioni provenienti da altre fabbriche i tecnici dell?Arpas hanno posto sotto controllo gli impianti della Portovesme srl e di Alcoa che hanno fornito risultati in perfetta armonia con le disposizione del legge. Il controllo incrociato tra i dati accertati all’interno dello stabilimento e dalle centraline hanno fatto dedurre una correlazione tra le emissioni di SO2 delle caldaie e dai forni dello stabilimento di ossido di alluminio. Sembra, secondo l’esposto inviato alla Procura della Repubblica che le cause delle eccessive emissioni siano dovute alla messa fuori servizio dell’impianto di abbattimento Sumitomo a causa di un guasto alla linea di approvvigionamento dei fanghi freschi. In tale situazione la fabbrica avrebbe dovuto utilizzare olio Btz invece avrebbe continuato a mantenere in marcia la produzione con Atz. Un’altra tegola quindi sull’Eurallumina che, proprio di questi tempi, è nell’occhio del ciclone per la decisione della società Rusal di dimezzare la produzione di allumina per sopportare i contraccolpi di una crisi che non sembra di facile soluzione. Alcune settimane fa l’amministratore delegato dell’Eurallumina, Vincenzo Rosino, per un analogo precedente è stato rinviato a giudizio al termine dell’inchiesta avviata dalla Procura di Cagliari sull’inquinamento atmosferico dovuto alla presenza anomala, nell’aria, d’anidride solforosa rilevata dalle centraline sparse nel territorio.

  2. gruppodinterventogiuridico
    16 Dicembre 2008 a 23:04 | #2

    da L’Unione Sarda, 16 dicembre 2008

    Portovesme. Lo ha sollecitato al ministero il Gruppo di intervento giuridico. Valutazione ambientale per i fumi di acciaieria.

    “Sull’aumento dei fumi di acciaieria che saranno trattati alla Portovesme srl serve una Valutazione di impatto ambientale”. Sono le associazioni ecologiste Gruppo di Intervento Giuridico e Amici della Terra a sollecitarlo ufficialmente al ministero dell’Ambiente, agli assessorati regionale e provinciale all’Ambiente, nonché al sindaco di Portoscuso Adriano Puddu. In una nota le associazioni ambientaliste ripercorrono tutta la storia dei cosiddetti fumi di acciaieria: “In Sardegna, da tutta Europa, arrivano scorie della lavorazione dell’acciaio per essere lavorate nello stabilimento della Portovesme srl e poi definitivamente smaltite nella discarica di Genna Luas – si legge – nel 2004 si è svolto un referendum contro l’arrivo di rifiuti extraregionali, ma non raggiunse il quorum”. Successivamente la Giunta regionale, ponendo alcune prescrizioni, autorizzò il trattamento di fumi di acciaieria fino a 300 mila tonnellate. Qualche settimana fa la Portovesme srl ha presentato in Regione un piano industriale per investimenti da 150 milioni di euro, che comportano un potenziamento degli impianti e, dunque, un aumento dei fumi da trattare. “Se aumentano i fumi sarà necessaria una nuova discarica – scrive Stefano Deliperi a nome delle due associazioni – oppure un ampliamento di quella già esistente. La Sardegna rischia sempre di più di diventare una discarica delle peggiori scorie: faremo del nostro meglio per evitarlo. E in più la qualità dell’aria della zona non è delle migliori” (a. pa.)

  3. Carlotta
    16 Dicembre 2008 a 8:54 | #3

    Cara Pina, il consigliere in questione è stato in prima fila nel sostenere l’importazione di RSU indifferenziato dalla Campania, ha detto che è ben poca cosa rispetto alla mole di rifiuti speciali che la Sardegna esporta, ha negato la questione fumi di acciaieria.

    Ora, capisco che ti possa dare fastidio che mi rivolga proprio al consigliere di Cagliari ma, se proprio dobbiamo parlarne, vorrei invitarti a considerare che il problema fumi d’acciaieria è stettamente connesso con la gestione della filiera rifiuti della Sardegna comprese le tame SARAS. Mi risulta poi che Sindaco di Sarroch, Presidente della Provincia (ora dimissionario), Consigliere comunale di Cagliari militassero nelle fila dello stesso schieramento politico e non siano persone poco dedite al confronto, al contrario.

  4. Pina
    15 Dicembre 2008 a 16:13 | #4

    Carlotta, con tutto il rispetto per il consigliere che citi, se anche cambiasse idea potrebbe fare ben poco per ridurre le emissioni della Saras, perchè non provi a dire le stesse cose al Sindaco di Sarroch e alla Provincia di Cagliari? Non ad un consigliere provinciale, naturalmente.

  5. Carlotta
    15 Dicembre 2008 a 12:46 | #5

    Dovreste raccontare tutto questo al consigliere comunale di Cagliari Andrea Scano, che sostiene che la Sardegna in realtà sa solo esportare rifiuti speciali pericolosi e non conosce i fumi d’acciaieria.

    Non dimentichiamo, tra l’altro, ch anche la SARAS, con le tame da benzine e streams vari di processo, gassifica e brucia ogni ben di Dio per produrre energia elettrica.

    Avete ragione. Ciao.

  6. claudia basciu
    14 Dicembre 2008 a 22:54 | #6

    E se il referendum si svolgesse domani, il risultato non cambierebbe molto.

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