Chiarezza sulle strutture turistiche a Scivu: no all’abusivismo edilizio !

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno chiesto nuovamente (esposto del 28 dicembre 2008) chiesto lo svolgimento dei controlli e verifiche di legge in relazione alla recente realizzazione di varie strutture turistico-edilizie di tipo ricettivo o residenziale stagionale ed al posizionamento di roulottes apparentemente permanente nella splendido paradiso costiero di Scivu, in Comune di Arbus (VS), alle amministrazioni pubbliche (Ministero per i beni e attività culturali, Presidenza della Regione, Assessorati regionali dell’urbanistica e della difesa dell’ambiente, Servizio governo del territorio e tutela paesaggistica di Oristano, Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici per la Sardegna), al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ai Carabinieri del N.O.E., alla Commissione Europea ed alla Magistratura competenti. Gli Amici della Terra ed il Gruppo d’Intervento Giuridico avevano ricevuto e continuano a ricevere da numerosi turisti varie segnalazioni di quella che appare una strisciante modifica a macchie di leopardo (finora) di uno dei più peculiari e caratteristici paesaggi costieri del Mediterraneo. Macchia mediterranea evoluta (ginepri, olivastri, qualche leccio, ginestre, ecc.), rocce, un piccolo medau (Medau de Scivu), pascoli, dune, piccoli corsi d’acqua con la presenza del Cervo sardo, del Gruccione e di varie specie rapaci, finora solo con qualche abitazione sparsa.


In precedenza, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale – Ispettorato Ripartimentale di Cagliari ha reso noto (nota n. 73840 del 24 settembre 2008) gli esiti delle verifiche effettuate in seguito all’esposto (15 maggio 2008): "sono stati controllati due cantieri edili in corso di esecuzione che sono risultati in regola con tutte le autorizzazioni. Sono stati rilevati e contestati alcuni abusi relativi alla presenza di roulottes parcheggiate in modo permanente con realizzazione di opere abusive quali tettoie in legno; per tali abusi si sta procedendo ai sensi delle norme vigenti". Tuttavia, rimangono forti perplessità riguardo cantieri edilizi che sembrano ingrandirsi con parecchia velocità…

Non è la prima volta che l’area rischia di esser radicalmente modificata da un turismo mattonaro troppo invadente. Fra la fine degli anni ’90 del secolo scorso e gli inizi dell’attuale la Riva di Scivu s.r.l. cercò, con il forte sostegno dell’allora amministrazione comunale di Arbus, di realizzarvi un grande complesso turistico-ricettivo (60 mila metri cubi) con il solito campo da golf. Soltanto una durissima battaglia condotta con tutti i mezzi possibili (azioni legali, petizioni, campagne stampa) pressoché in solitudine dagli Amici della Terra e dal Gruppo d’Intervento Giuridico scongiurò una vera e propria colata di cemento fra dune, macchia e cervi. Successivamente la Riva di Scivu s.r.l., proprietaria anche dell’ex colonia marina di Funtanazza, abbandonata da decenni (e di cui a livello locale si attende un progetto di ristrutturazione), è stata acquistata (dicembre 2003) da Renato Soru, prima che si candidasse per divenire Presidente della Regione autonoma della Sardegna, oggi dimissionario. In numerose occasioni ha dichiarato pubblicamente che l’area di Scivu sarebbe stata preservata definitivamente dalla speculazione edilizia grazie alla donazione all’Agenzia della Conservatoria delle coste della Sardegna per una gestione ambientalmente sostenibile. L’Agenzia è stata poi finalmente istituita, ma non si ha conoscenza dell’avvenuto perfezionamento della donazione che diventerebbe un vero e proprio positivo esempio di lungimirante sensibilità ambientale. Un esempio da seguire per tutti, ad iniziare dal vecchio-nuovo Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che potrebbe rinunciare al suo progetto immobiliare di Costa Turchese (Olbia) e donare anch’egli l’area all’Agenzia della Conservatoria delle coste sarde.

L’area è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni) per la presenza di macchia mediterranea. Nel piano paesaggistico regionale – P.P.R. rientra nell’ambito di paesaggio costiero n. 8 "Arbus" (art. 14 delle norme tecniche di attuazione – n.t.a.) ed è classificata, pro parte, "sistemi a baie e promontori, falesie e isole minori", "campi dunari e sistemi di spiaggia" (beni paesaggistici ambientali ex art. 143 del decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni), "aree naturali e sub-naturali" quali macchia, dune e aree umide e boschi (componenti di paesaggio con valenza ambientale). Essendo comunque il Comune di Arbus sprovvisto di piano urbanistico comunale – P.U.C. definitivamente approvato ed in vigore, si applicano per tale ambito di paesaggio costiero le disposizioni cautelari provvisorie di cui all’art. 15, comma 3°, delle norme tecniche di attuazione del P.P.R. Pare proprio singolare, quindi, che cantieri edilizi in aree non trasformabili secondo il P.P.R. siano "in regola con tutte le autorizzazioni": si attendono rapide risposte…
Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

(stralcio P.P.R., foto da Sardegna Foreste, per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)




per Funtanazza, cosi´ come Scivu, come Portu de Maga, come Torre dei Corsari abbiamo fatto “rullare” tutto il “rullabile”, Remigio Frau. Bisogna essere “distratti” per non essersene accorti. Quanto al “fondamentalismo” sulla costa arburese (e non solo) abbiamo visto solo quello di chi vuole il cemento ad ogni costo. Scambiandolo per il turismo, a voler essere buoni. Campu Prama e´ la porta d´ íngresso di Scivu, non dimentichiamolo. E quanto gia´ costruito (roulottes comprese – e non sono solo 3-4!) e´ fin troppo, per quel “paradiso” della natura. Per non parlare dei rifiuti. Ora degli incendi. E´ un vero tesoro, ma in troppi non l´hanno ancora capito.
Il discorso diventa lungo e le parole rischiano di diventare pesanti e sicuramente si rischia di sconfinare oltre. Due parole per collegarmi ai ragionamenti del Sig. Deliperi e Francesca. Da un concetto generico non si può definire il profilo di una persona, con frasi che così dette sembrano solo sentenza, con la presunzione che la ragione sia da una parte sola. Comunque il mio DNA è leggibile e non è un segreto per nessuno. Spero non sia una colpa essere geometra e magari fare anche qualche progetto. Si sta parlando impropriamente di SCIVU, in quanto in quella località non vi è quasi nulla, ad eccezione di alcuni fabbricati realizzati da oltre 30 anni, e forse 2 o 3 roulotte. Mentre è a Campu Prama (5 Km da SCIVU) che è stato realizzato qualche fabbricato, comumque prima dell’approvazione del PPR, infattai quella zona fino al settembre 2006 er a priva di qualsiasi vincolo.
Anch’io sono contro le colate di cemento speculative, ritengo comunque che qualche piccola casetta in zona agricola integrata nella macchia verde, ben distribuita nel territorio non sia una ferita al paesaggio, perchè molto fanno anche i privati per rimboschire le zone brulle. Il mio impegno politico è di militanza di base, non ho mai avuto responsabilità amministrative. Dal 2000 sono C.C. di opposizione. Comunque non mi sono mai tiriato indietro per esprimere la mia opinione. Come la volgarità dell’inziativa di Portu Maga, forse Torre dei Corsari non ha inseganto nulla. Per SCIVU, da sempre ho contestato quel progetto, chiedendo inoltre che fosse separato dall’intervento di Funtanazza, perchè a mio avviso veniva usato da traino per far approvare anche Scivu. Quando parlo di ambientalismo talebano, mi riferisco ad iniziative bocciate con l’INTESA relative alla trasformazioen di modesti fabbricati rurale (Naroci – vicino a Scivu) in locali affittacamere, con un modesto ampliamento di mc. 70, iniziative previste anche dal Piano di GEstione delle Aree SIC. E allora cosa devo dire quando a Funtanazza il padre del Piano Paesaggistico propone con il recupero dei volumi una sorta di Lottizzazione. E da qui le mie osservazioni nei vostri confronti, perchè non mi apre che i vostri tamburi abbiano rullato in quel periodo (parlo di qualche mese). Non sono per le cappe di cemento, sappiamo tutti che l’ambiente ed il territorio dopo consumato non si rigenera.
Cordiali Saluti – Remigio FRAU
buongiorno Remigio Frau. Lei è un geometra, libero professionista. Progetta edilizia civile e pubblica, secondo quanto presente in internet. Quindi anche edilizia turistica: “seconde case”, strutture ricettive. Magari anche a Scivu. E’ impegnato in politica. In quella Rifondazione Comunista che, mi pare, ha una dura posizione contro la speculazione edilizia, soprattutto lungo le coste. Come si possa difendere ambiente e coste riempendo Scivu di roulottes ancorate al terreno o di “seconde case” mi sfugge proprio. La nostra posizione su Funtanazza è ben nota da tempo e chiarissima: sì alla ristrutturazione (oggi è un brutto “cubo” di cemento visibile a km. di distanza), no a ville e speculazione (cliccare sul nome per leggere). E così mi pare che sia la posizione anche della gran parte degli arburesi. “ambientalismo da tavolino e talebano”? Ma di che cavolo sta parlando? “Vivere” l’ambiente e realizzare interventi di difesa del territorio come fasce parafuoco e sistemi antincendio non significa certo costruire villette! Solo per rimanere a Scivu noi ci siamo duramente battuti contro il pesantissimo progetto che negli anni ’90 voleva “far fuori” Scivu sotto 80 mila metri cubi di cemento praticamente in solitudine. Remigio Frau da che parte era? Lo vogliamo ricordare?
Remigio, è inutile che tiri fuori ambientalismo da tavolino e talebani, mi sa che l’unico integralista del cemento sei tu. Se è vero che gli incendi si prevengono con la presenza dell’uomo e con le seconde case, allora, ricopriamo il nostro territorio con un sottile strato di cemento e finiamola lì. E consigliamo la stessa cosa anche a chi gestisce, nel resto d’Italia, i parchi naturali, dove la presenza dell’uomo è minima. Se leggi i giornali di oggi, poi, ti rendi conto che l’urbanizzazione c’entra poco, questi delinquenti sono mossi da altri interessi, e ricorda che chi tutela l’ambiente non lo fa per fare un dispetto a te o chiunque altro, lo fa perchè ama la sua terra, ma la mentalità dei sardi non cambierà mai: siamo abituati a farci la guerra tra di noi, invece di lavorare per il benessere collettivo e i risultati, penosi, sono sotto gli occhi di tutti.
Ritengo giusto firmarmi,sono fp. Mi sembra che chi non veda oltre il confine sei proprio tu Francesca. Cosa vuol dire che la mentalità dei sardi non cambierà mai. Forse ritieni che negando tutto si diventa internazionali e si protegge l’ambiente. La natura ed il patrimonio ambientale si protegge con la presenza dell’uomo. Perchè si deve impazzire dietro la burocrazia per poter realizzare delle fasce parafuoco (ci vogliono diversi mesi per essere autorizzati),opere indispensabili per la protezione del patrimonio boschivo. Se ti interessa la Colonia Penale proprio nella zona incendiata faceva le fasce parafuoco, da qualche anno non le puliva più. Anch’io amo l’ambiente come amo tutta la Sardegna. Il mio paragone con le roulotte (2/4 contate con il palmo della mano), era riferito al fatto che avete gridato allo SCEMPIO. LO SCEMIO VERO E’ ABBANDONARE IL TERRITORIO A SE STESSO. COME MAI Non gridate invece allo scandalo, verso chi non fa prevenzione vera, (strade di accesso nei territori, fasce parfauoco, uomini preparati e attrezzature appropriate). Forse sarebbe stato il caso di lanciare qualche protesta per l’acquisto dei 131 bombardieri per un costo di 15 miliardi di euro, e chiedere di spendere tali cifre per combattere la guerra contro il fuoco ( e non quella dei fumetti) con l’acquisto di Canadar. Bisogna finirla con l’ambientalismo da tavolino e Talebano. Io preferisco una tutela ambientale che sia compatibile con l’uomo. Sono anch’io del parere che il territorio ed il patrimonio ambientale non vanno consumati, ma sono altrettanto convinto che noi tutti in questo territorio ci dobbiamo vivere; perciò l’uomo dev’essere al servizio dell’ambiente, come l’ambiente dev’essere al servizio dell’uomo. Una riflessione: come mai il gruppo di intervento giuridico non è insorto qualche mese fa’ è stato presentato il Progetto per Funtanazza (comune di Arbus) che prevedeva la costruzione di 100 villette (mascherate da una ristrutturazione) a poco meno di 300 mt dal mare. Saluti Remigio FRAU
mi pare assurda follia, che si aggiunge alla follia incendiaria, collegare in qualche modo le necessarie norme di salvaguardia ambientale con l’incendio devastante che ha colpito anche Scivu. I terreni erano puliti dalle stoppie? C’erano controlli a terra? C’erano fasce parafuoco lungo i crinali (in piano poco servono)? Queste sono domande più sensate. Volete inviarci foto ed un vostro intervento? Fatelo all’indirizzo grigsardegna5@gmail.com.
Collegare gli incendi alla presenza di vincoli posti a tutela del territorio è fuori luogo e dimostra che la mentalità dei sardi non cambierà mai, anzichè fare e dire qualcosa di costruttivo, per prevenire incendi e sfruttamento selvaggio del territorio, si critica per il gusto di farlo, tanto per buttare al vento un po’ di rabbia repressa. Vuoi le roulottes? Tienitele. Ma non scrivere che i vincoli aiutano gli incendiari, sono solo delinquenti, e ricorda che negli anni scorsi non ci sono stati eventi così disastrosi, nonostante i vincoli fossero già presenti. D’ora in poi, in mezza Sardegna, non solo a Scivu, per molti anni, non ci sarà niente di niente, prova a guardare anche fuori dal tuo confine. In compenso, ci saranno molti posti di lavoro in più, nei servizi antincendio.
Per chi ancora non lo sapesse, il vero scempio di Scivu è arrivato il 23 luglio 2009, non lo erano certo quelle due roulotte che andate a contestare, o i fabbricati regolarmente autorizzati. Andate ora a farvi un giro nel nostro territorio, tutto è ormai una desolazione. Ci vogliono tre mesi e forse non bastano, per essere autorizzati a fare una fascia antincendio. Guardate i risultati dei vincoli esasperati,ora non ci resta più nulla. ora Niente fascie, niente roulotte, niente di niente………….. Se volete vi invio qualche foto
per Carla O.: grazie per la stima, ci proveremo, ma non abbiamo “canali” privilegiati ed allo stato attuale ci sarebbe solo questo accordo di programma. Il progetto sarà pubblico al momento delle valutazioni di impatto ambientale. C’è, invece, un’altra cosa, potenzialmente molto più pericolosa, in quell’area: stiamo cercando ulteriori elementi in merito.
da La Nuova Sardegna, 30 dicembre 2008
Denuncia ecologista: rischio cemento a Scivu. (Luciano Onnis)
ARBUS. Le associazioni ecologiste Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra tornano alla carica in difesa di Scivu, contro presunti abusi edilizi che sarebbero in atto in uno dei tratti più suggestivi e incontaminati della costa arburese. Non soddisfatti dell’unica risposta ricevuta finora (dal Corpo forestale di vigilanza ambientale) gli ambientalisti replicano l’esposto presentato nel maggio 2008 a diversi soggetti, dal ministero dei Beni culturali alla magistratura. Chiedono «controlli e verifiche di legge in relazione alla recente realizzazione di varie strutture turistico-edilizie di tipo ricettivo o residenziale stagionale e al posizionamento di roulotte in maniera (sembra) permanente».
Arbus. Nuovo allarme dagli ambientalisti di Gruppo di intervento giuridico e Amici della Terra. Spiaggia di Scivu minacciata da roulotte fisse.
ARBUS. Le associazioni ecologiste Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra tornano alla carica in difesa di Scivu contro presunti abusi edilizi che sarebbero in atto in uno dei tratti più suggestivi e incontaminati della costa arburese. Non soddisfati dall’unica risposta ricevuta dai destinatari la richeista di accertamenti (Corpo forestale di Vigilanza ambientale: gli altri silenzio assoluto), gli ecologisti replicano l’esposto presentato a maggio 2008. Gli indirizzi sono ovviamente gli stessi: ministero Beni culturali, presidenza della Regione e assessorati dell’Urbanistica e dell’Ambiente, Soprintendenza beni paeasaggistici, Servizio governo del territorio, Corpo forestale, carabinieri del Noe, magistratura. Cosa chiedono Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra? «Controlli e verifiche di legge in relazione alla recente realizzazione di varie strutture turistico-edilizie di tipo ricettivo o residenziale stagionale e al posizionamento di roulottes in maniera (sembra) permanente». In relazione alla precedente segnalazione, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale aveva comunicato agli ecolgisti che «sono stati controllati due cantieri edili in corso di esecuzione, rislutati in regola con tutte le autorizzazioni». Ma anche che «sono stati rilevati e contestati abusi relativi alla presenza di roulottes parcheggiate in modo permanente, con realizzazione di opere abusive quali tettoie in legno». E per chiudere i rangers dicevano che «rimangono forti perplessità riguardo cantieri edilizi che sembrano ingrandirsi con parecchia velocità». Il perchè le due associazioni ambientaliste abbiano tanto a cuore Scivu è presto detto. «E’ uno dei più peculiari e caratteristici paesaggi costieri del Mediterraneo», sostiene Stefano Deliperi, portavoce degli ecologisti. Ed è soprattutto un fulgido esempio di successo di azioni intraprese (era la fine degli anni Novanta) da Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra per salvare Scivu da progetti di cementificazione selvaggia di immobiliaristi lombardi, favoriti dall’accondiscendenza di recidivi amministratori comunali di Arbus che già avevano sulla coscienza lo scempio paesaggistico di Torre dei Corsari e di Costa Verde. Finì che gli “Attila dell’ambiente” continentali dovettero battere in ritirata e vendere l’intero pacchetto che comprendeva Scivu e Funtanazza. I successivi sviluppi della vicenda sono noti. L’allora patron di Tiscali Renato Soru (che ancora non era sceso in politica) acquistò il pacchetto per sette milioni di euro con una promessa pubblica: recupero della ex colonia marina di Funtanazza ormai ridotta a un rudere per trasformarla in hotel con abbattimento del 40 per cento della volumetria presistente, e donazione di Scivu all’istituenda Conservatoria regionale delle coste. «Non sappiamo se così è stato – dice Deliperi -, ma sarebbe un esempio per tutti, a iniziare dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che potrebbe rinunciare al suo mega progetto di Costa Turchese e donare i terreni alla Conservatoria regionale».
Lo chiedo a Voi essendo voi stessi portavoce degli interessi della tutela dell’ambiente, essendo altresì sostenitori delle energie alternative, essendo puliti politicamente e non schierati come mi è parso di avere compreso. Sul sito di Sardegna e Libertà, essendo in ogni caso “politico” non posso avere la sicurezza della obiettività. Sul vostro, invece, penso di si. Vi invito, pertanto, se vi è possibile, ad indagare e farci capire.
Grazie.
per M.F.: appunto. Il “dubbio” è comune.
)
per Carla O.: sarebbe proprio il momento di dimostrare coerenza. Se non altro per motivi elettorali. Quanto al resto, si può avere un’idea leggendo l’atto linkato nel “sito sardista”: secondo quanto c’è scritto, si tratterebbe di un “canale artificiale di drenaggio denominato Rio Coccodi e da alcuni canali minori ad esso affluenti” (pag. 4 dell’accordo di programma 15 dicembre 2008) in area industriale individuata dal CASIC, parte dell’accordo di programma insieme alla Società privata, alla Regione, alla Provincia di Cagliari. Altro personalmente non so, ma mi sembra più opportuno che lo chieda a chi ha pubblicato la notizia, visto che dovrebbe saperne di più
Ho trovato anche questo:
http://www.ilgiornale.it/
a.pic1?ID=317510
qualcosa mi sfugge: se è “area non trasformabile” come possono essere autorizzati??
Sarebbe il momento buono (siamo in piena campagna elettorale) per dimostrare coerenza da parte sia di Soru che del padrone Berlusconi.
A questo proposito vi chiedo se potete fornirmi informazioni su quanto apparso sul sito sardista: http://www.sardegnaeliberta.it/?p=1377 concernente il presunto tentativo di spostamento di un corso d’acqua per fare posto ad un impianto (peraltro dalle premesse bellissimo) nella’area CASIC.