Ancora cemento e mattoni sulle rive dello Stagno di Porto Pino !

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico, dietro segnalazione di escursionisti, hanno inoltrato (esposto del 2 gennaio 2009) al Ministro per i beni e le attività culturali, all’Assessore regionale dell’urbanistica, al Soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici per la Sardegna, al Direttore del Servizio governo del territorio e tutela paesaggistica di Cagliari, al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, al Sindaco di S. Anna Arresi e, per opportuna conoscenza, al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari una specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale ed adozione degli opportuni provvedimenti in relazione alla realizzazione in corso di diverse unità immobiliari da parte di un’Impresa privata (Cooperativa Porto Pino) presso lo Stagno di Porto Pino, in Comune di Sant’Anna Arresi (CI). Sul posto – secondo le segnalazioni pervenute – sarebbe reperibile un cartello "inizio lavori" portante gli estremi del "permesso di costruire" n. 71 del 20 dicembre 2007 (inizio lavori dichiarato 7 luglio 2008) Si ignora se tali strutture edilizie siano provviste o meno di nullaosta paesaggistico, nonché di autorizzazione da parte dell’Organo direttivo del Parco Geo-minerario storico e ambientale della Sardegna.

Lo Stagno di Porto Pino, appartenente al demanio marittimo (artt. 822 e ss. cod. civ.) e direttamente comunicante con il mare, è tutelato con vincolo paesaggistico ai sensi del decreto legislativo n. 42/2004, come esplicitamente chiarito dalla circolare Ass.to reg.le P.I. e BB.CC. – Ufficio centrale tutela paesaggio n. 16210 del 2 luglio 1986, approvata dalla Giunta regionale con deliberazione del 24 giugno 1986 ("le sponde degli stagni, ove questi ultimi appartengano al demanio marittimo, rientrano nella categoria dei territori vincolati paesisticamente dall’art. 1, primo comma, lett. a), della l. 431", circ. cit., paragr. 1). L’area rientra anche nel Parco Geo-Minerario Storico e Ambientale della Sardegna (legge n. 388/2000 e D.M. Ambiente 16 ottobre 2001 istitutivo). L’art. 17 del D.M. 16 ottobre 2001 prevede la preventiva autorizzazione vincolante – oltre alle altre autorizzazioni ambientali – da parte del Consiglio direttivo del Parco per qualsiasi modifica territoriale (comprese quelle di natura edilizia), mentre sono vietate le modifiche che vadano ad incidere sui valori tutelati del territorio (art. 3, comma 1°). Tali aspetti sono stati recentemente ribaditi da sentenza Corte d’Appello di Cagliari, Collegio I, del 4 dicembre 2008 di conferma della sentenza Tribunale di Cagliari, Sezione I, del 25 settembre 2007, n. 1796. Inoltre, la fascia dei mt. 300 dalla battigia marina (ovvero dalle sponde degli stagni rientranti nel demanio marittimo) è tutelata con vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993). Nel piano paesaggistico regionale – P.P.R. l’area appare ricompresa nell’ambito di paesaggio costiero n. 5 "Anfiteatro del Sulcis" (art. 14 delle norme tecniche di attuazione) ed è classificata, pro parte, "sistemi a baie e promontori, falesie e isole minori", "campi dunari e sistemi di spiaggia" (beni paesaggistici ambientali ex art. 143 del decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni), "aree naturali e sub-naturali" quali macchia, dune e aree umide e boschi (componenti di paesaggio con valenza ambientale). Essendo comunque il Comune di S. Anna Arresi sprovvisto di P.U.C. definitivamente approvato ed in vigore, si applicano per tale ambito di paesaggio costiero le disposizioni cautelari provvisorie (art. 1 della legge n. 1902/1952 e successive modifiche ed integrazioni) di cui all’art. 15, comma 3°, delle norme tecniche di attuazione del P.P.R. Si attendono, ora, rapidi interventi delle amministrazioni pubbliche e della magistratura interessate per verificare la legittimità o meno dell’intervento edilizio.
Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

(foto per conto GrIG)




da La Nuova Sardegna, 8 gennaio 2009
Nuovo cantiere a Porto Pino, la Forestale indaga. (Mauro Lissia)
SANT’ANNA ARRESI. Non c’è tregua per l’attività edilizia sulla costa di Porto Pino: concluso lo scorso 4 dicembre con tre condanne il processo d’appello per la vicenda delle trentasei villette abusive costruite sullo stagno di Corrumanciu, la cooperativa Porto Pino ha rimesso in moto le betoniere per realizzare altre case vacanza proprio di fronte al villaggio sequestrato e destinato alla demolizione per via giudiziaria. Il cantiere è aperto, il cartello di inizio lavori riporta l’elenco e il numero delle autorizzazioni, la prima pietra sarebbe stata messa il 7 luglio scorso. Dopo la segnalazione da parte di alcuni cittadini è partito puntualissimo l’esposto del Gruppo di intervento giuridico e degli Amici della Terra – le stesse associazioni che avevano denunciato il primo caso di Corrumanciu – e ieri mattina gli uomini del Corpo forestale hanno aperto un’indagine: prima una ricognizione fotografica dei luoghi, nelle prossime ore la richiesta al Comune di Sant’Anna Arresi degli atti amministrativi e dei carteggi tecnici che riguardano il nuovo villaggio. Si tratterà di capire se le autorizzazioni ci sono, se sono in regola, soprattutto se ci sono tutte. Nel caso del villaggio costruito dalla “Isolotto immobiliare” – costato il 4 dicembre scorso la condanna a dieci mesi al responsabile dell’ufficio tecnico comunale Paolo Granella, all’amministratore della società Francesco Monti e al direttore dei lavori Fulvio Pilloni – risultava assente il permesso del parco geominerario, ma soprattutto non c’era la distanza minima dal mare, accertato che lo stagno demaniale di Corrumanciu è collegato direttamente al mare e di conseguenza sarebbero valide tutte le prescrizioni del piano paesaggistico regionale. Il nuovo villaggio sembrerebbe trovarsi nelle stesse condizioni, ma a stabilire se è così o no dovranno essere gli uomini della Forestale. L’inchiesta è alle prime battute, la Procura ha ricevuto la segnalazione delle due associazioni ma non ha ancora disposto alcuna delega. Un’inchiesta giudiziaria sarà aperta solo se la relazione tecnica della Forestale conterrà ipotesi di violazione delle norme ambientali e delle leggi.
perchè questo anonimo non si offre volontario per lavorare contro gli abusi edilizi visto che è così “preparato”? così farebbe qualcosa di positivo per la Sardegna!
da La Nuova Sardegna, 6 gennaio 2009
ATTIVITÀ EDILIZIA IN PROSSIMITÀ DELLO STAGNO. Villette a Porto Pino esposto ambientalista. (Enrico Cambedda)
SANT’ANNA ARRESI. Esposto delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico contro la realizzazione di alcune villette a Porto Pino. All’origine dell’iniziativa è la segnalazione di alcuni escursionisti. Il 2 gennaio scorso è stato inoltrato l’esposto al ministro per i Beni e le attività culturali, all’assessore regionale dell’Urbanistica, al Soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici per la Sardegna, al direttore del Servizio governo del territorio e tutela paesaggistica di Cagliari, al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, al sindaco di Sant’Anna Arresi e gli uffici della procura della Repubblica. «Si tratta di una specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione degli opportuni provvedimenti in relazione alla realizzazione in corso di diverse unità immobiliari da parte di un?impresa privata presso lo stagno di Porto Pino – si legge in una nota – sul posto, secondo le segnalazioni pervenute, sarebbe reperibile un cartello inizio lavori con gli estremi del permesso di costruire». Secondo le associazioni ambientaliste non è chiaro se per l’avvio delle costruzioni esistano tutte le autorizzazioni previste: «Si ignora – osservano nel documento – se siano provviste o meno di nullaosta paesaggistico, nonché di autorizzazione da parte dell?organo direttivo del Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna – prosegue la nota -, lo Stagno di Porto Pino, appartenente al demanio marittimo e direttamente comunicante con il mare, è tutelato con vincolo paesaggistico. L’area rientra anche nel Parco Geo-Minerario Storico e Ambientale della Sardegna ed occorre la preventiva autorizzazione vincolante, oltre alle altre autorizzazioni ambientali, da parte del consiglio direttivo del Parco, per qualsiasi modifica territoriale, comprese quelle di natura edilizia, mentre sono vietate le modifiche che vadano ad incidere sui valori tutelati del territorio». Ad ulteriore tutela dell’area, sempre secondo l’esposto del Gruppo di Intervento Giuridico, la fascia dei 300 metri dalla battigia marina, in questo caso dalle sponde degli stagni rientranti nel demanio marittimo, è tutelata con vincolo di conservazione integrale. Infine, l’area è compresa nel Piano Paesaggistico Regionale, come ambito costiero numero 5 “Anfiteatro del Sulcis”, fra i paesaggi con valenza ambientale. Di qui le richieste d’intervento delle associazioni ambientaliste per verificare la legittimità dell’iniziativa edilizia a Poro Pino.
Anonimo arrabbiato, l’associazione sta in giudizio tramite i suoi avvocati, è giusto che vengano citati; i nomi di chi segnala (soci o meno) non vengono fatti proprio per volontà dei segnalatori. Però, forse, ti riferisci a chi fa “il duro lavoro sul campo” non per conto della nostra associazione, ma per conto di altri datori di lavoro e, allora, dovrebbero essere questi ultimi a valorizzare le persone che lavorano duramente, gratificandole almeno con un riconoscimento pubblico. Nel nostro piccolo, noi possiamo menzionare quelle persone, se ci dai i loro nomi e se lo vogliono.
da L’Unione Sarda, 5 gennaio 2009
Sant’Anna Arresi. Nuove costruzioni, ambientalisti in allerta.
Informazioni su nuove costruzioni nei pressi dello stagno di Porto Pino. Le chiedono le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’intervento giuridico che, nei giorni scorsi, dietro segnalazione di un gruppo di escursionisti, sono venute a conoscenza della realizzazione da parte di un’Impresa privata (Cooperativa Porto Pino) presso, appunto, lo stagno di Porto Pino in Comune di Sant’Anna Arresi. Per questo hanno inoltrato un esposto al Ministro per i beni culturali, all’assessore regionale dell’Urbanistica, al Soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici per la Sardegna, al direttore del Servizio governo del territorio e tutela paesaggistica di Cagliari, al Corpo forestale, al Sindaco di Sant’Anna Arresi. “Si ignora – scrivono – se tali strutture edilizie siano provviste o meno di nullaosta paesaggistico, nonché di autorizzazione da parte dell’Organo direttivo del Parco Geominerario”. (m. lo.)
per “anonimo” (e già dice molto): a chi ti riferisci quando parli di “persone che con il loro duro lavoro sul campo vi permettono di ben figurare”? A chi fà gli esposti? A chi fà segnalazioni? In quest’ultimo caso la riservatezza molto spesso è d’obbligo per evitare spiacevoli possibili ritorsioni.
Mi raccomando: non menzionate mai le persone che con il loro duro lavoro sul campo vi permettono di ben figurare.
Noto, invece, che poi facciate molta pubblicità ai vostri avvocati che vi rappresentano.
Voglio proprio vedere se la pubblicate!