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Qualche domanda al Presidente-Assessore Mannoni sulla diga di Monte Nieddu-Is Canargius.

 

A Carlo Mannoni, Assessore regionale dei lavori pubblici, già Coordinatore generale del medesimo Assessorato negli anni delle decisioni sul progetto della diga di Monte Nieddu-Is Canargius, e, dopo le dimissioni del Presidente della Regione Renato Soru, anche Vice-Presidente facente funzioni di Presidente fino alle prossime elezioni regionali del febbraio 2009, non sono piaciute le nostre contestazioni alla ripresa – assurda e inutile – del progetto dell’invaso, disastroso sul piano ambientale e finanziario Non abbiamo alcun dubbio sulla competenza e serietà del Presidente-Assessore Mannoni ma certe cose non ci sono proprio chiare.   Ha affermato e confermato che "nel 1995 io non avrei approvato quel progetto perché altre erano le priorità in quel momento in Sardegna nel settore idrico".  Sarebbe stata cosa estremamente importante che l’avesse dichiarato pubblicamente anche allora, visto che era il Coordinatore dell’Assessorato regionale competente, tuttavia anche altre cose ci rimangono oscure, nonostante le sue dichiarazioni ufficiali.      Qualche dato complessivo sulla disponibilità idrica regionale: la Sardegna possiede ben 32 invasi di grandi/medie dimensioni aventi una capacità massima attuale di 2 miliardi e 194 milioni di mc. di acqua, di cui 1 miliardo e 472,33 milioni di mc. con autorizzazione all’invaso (dati R.A.S.). Ha 1.640.000 residenti (la metà di Roma) e circa un sesto della risorsa idrica "invasabile" di tutto il territorio nazionale (526 bacini medio/grandi per circa 10 miliardi di mc. di risorsa idrica "invasabile", vi sono ulteriori 10 mila circa piccoli bacini con capacità inferiore a 100 mila mc., più facili da gestire – dati Ministero LL.PP.). A partire dal 31 dicembre 1995 è stata autorizzata una complessiva ulteriore capacità di invaso, in seguito alle previste procedure di collaudo (art. 14 regolamento dighe), di ben 328,359 milioni di mc. di acqua. La sola nuova diga sul Tirso (la 32^) potrà invasare, a collaudi ultimati, circa 800 milioni di mc. di acqua: è, quindi, agevole sostenere che, a operazioni di collaudo ultimate delle dighe già realizzate, la Sardegna potrà contare su circa 2 miliardi e 600 milioni di mc. di risorsa idrica "invasabile".     

Se dal 1995 la risorsa idrica invasabile in Sardegna è notevolmente aumentata, se - giustamente – sono stati realizzati i collegamenti fra i sistemi del Tirso e del Flumendosa, collegamenti con il sistema del Coghinas (così come richiesto insistentemente anche da parte nostra), si può sapere come mai un invaso da 20 milioni di metri cubi solo potenziali (visto che non si considerano le "acque morte" né si conoscono i recenti dati pluviometrici dell’area) non necessario nel 1995 diventa incredibilmente necessario nel 2008 ?   Non è contraddittorio ? Mistero.

Si fa la diga di Monte Nieddu-Is Canargius per evitare le alluvioni nella piana di Capoterra, come sembra dire il Presidente-Assessore Mannoni ?   Sicuramente abbiamo capito male, perché si tratterebbe di una scelta tecnico-amministrativa così assurda da non aver alcuna giustificazione.

Quanto viene a costare complessivamente questa diga di Monte Nieddu-Is Canargius ?  ll Presidente-Assessore Mannoni parla di "18 milioni di euro già spesi per la costruzione dell’opera", non considerando l’importo del risarcimento in favore del Consorzio di Imprese spagnolo già incaricato della realizzazione dell’opera (30 milioni di euro richiesti) e nemmeno gli importi necessari per la realizzazione delle condotte di adduzione.  Ma quanto verrà a costare l’acqua dell’invaso di Monte Nieddu ?  Non sarebbe più economico utilizzare acqua minerale ?

Ed ancora. Giustissimo utilizzare i reflui riciclati per gli usi industriali ed agricoli, così come richiesto insistentemente anche da parte nostra: allora perché non utilizzare anche le acque depurate (circa 20 milioni di metri cubi annui) del depuratore Tecnocasic s.p.a. che finiscono ogni anno a mare, guarda caso proprio il quantitativo idrico potenziale dell’invaso progettato e proprio nella zona che si indica come beneficiaria ?    Forse perché le spese sarebbero infinitamente minori ?

Ancora oggi, così come ai tempi della decisione su questa deleteria opera pubblica (1994-1995), le motivazioni addotte appaiono deboli, molto deboli, soprattutto in raffronto con lo scempio ambientale realizzato e con i soldi pubblici spesi (sui quali ha avviato accertamenti la Procura regionale della Corte dei contie da spendere.  L’unica scelta sensata ci sembra quella di un serio progetto di rinaturalizzazione delle vallate di Monte Nieddu e Is Canargius curato dalle strutture tecnico-amministrative regionali (Corpo forestale e di vigilanza ambientale, Ente foreste della Sardegna, Genio civile).  Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico, come stanno facendo pressoché in solitudine da 15 anni, continueranno ad opporsi in tutte le sedi a quello che è soltanto uno scempio ambientale e finanziario, dai costi complessivi misteriosi e sconosciuti e che – soprattutto – c’entra ben poco con l’acqua

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

 

p.s.  forse, nel 2008, l’invaso è diventato necessario per i campi da golf di Is Molas e di Chia ?   No, no, di certo, è una malignità…

 

Qui il cantiere della diga di Monte Nieddu – Is Canargius su Google Earth

Qui il video della trasmissione "Sabato e Domenica" di Rai 1.  

 

da La Nuova Sardegna, 4 gennaio 2008

L’assessore: «Oggi la diga è una priorità».  Monte Nieddu, Mannoni replica agli ambientalisti.  «Una grande opportunità per tutti i comuni della fascia costiera». Luciano Onnis

SARROCH. Una diga che ventitrè anni fa non aveva senso, ma che oggi è indispensabile per risolvere i problemi idrici di tutti i comuni della fascia costiera sud-occidentale, da Capoterra fino a Teulada. L’assessore regionale ai Lavori pubblici, Carlo Mannoni, replica così alle associazioni ecologiste, che lo hanno attaccato per il completamento della diga di Monte Nieddu.    Senza smentire e anzi riconfermando la sua posizione nel 1995 riguardo la diga di Monte Nieddu-Is Canargius (a quel tempo era coordinatore generale dell’assessorato ai Lavori pubblici), l’assessore Mannoni puntualizza i motivi che hanno portato adesso alla decisione di completare i lavori dell’invaso, provvedimento che ha scatenato le recenti rimostranze delle associazioni ecologiste Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra.  I lavori iniziarono nel 1998 e si fermarono nel 2001 per una grana finanziaria fra il Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale (ente committente) e l’associazione d’imprese italo-spagnola che stava realizzando l’opera per un importo iniziale di 87 miliardi di lire poi lievitati nel tempo. La controversia ha poi preso strade giudiziarie (non ancora risolte), ma Consorzio di bonifica e Regione hanno deciso che i lavori per la diga di Monte Nieddu devono riprendere. E l’assessore Mannoni spiega il perchè, replicando agli ambientalisti che gli hanno contestato l’affermazione fatta nel corso di una trasmissione televisiva di Rai1 secondo cui «l’invaso di Monte Nieddu è assurdo e inutile, ma bisogna farlo a tutti i costi». Mannoni sostiene, invitando all’ascolto sul sito delle stesse associazioni ecologiste delle registrazione di quelle affermazioni, di aver detto tutto il contrario e cioè che «nel 1995 non avrei approvato quel progetto perchè altre erano le priorità in Sardegna nel settore idrico». E poi nell’intervista avrebbe precisato che «considerato che da allora sono stati realizzati o avviati nell’isola importanti interventi idrici sia civili che multisettoriali, oggi la diga può essere un’opportunità per i comuni della fascia costiera sud-occidentale, ma anche in caso di siccità per la popolazione della conurbazione cagliaritana, grazie a una riserva di 20 milioni di metri cubi».  E ci sarebbero anche altri due particolari da non sottovalutare. Primo l’aspetto sicurezza: «La diga avrà una importantissima funzione di protezione dell’area vasta di Pula, funzione oggi quanto mai attuale alla luce del gravissimo evento alluvionale di Capoterra». Secondo punto: «l’uso strategico dei reflui urbani, tanto caro agli ecologisti, che la Giunta regionale sostiene e ha sostenuto in questi anni: il loro utilizzo non è alternativo alla realizzazione della diga». Ne sarebbe esempio – dice Mannoni – «il loro impiego per le emergenze idriche nelle industrie del sud e nord Sardegna la scorsa estate (Portovesme e Portotorres) e nell’agricoltura».

 

da La Nuova Sardegna, 4 gennaio 2008

La follia della diga di Monte Nieddu.  Sarroch, gli ambientalisti contrari alla riapertura del cantiere.  No alle scelte della Regione e del Consorzio di bonifica. Luciano Onnis

SARROCH. Un progetto pazzesco, assurdo e dispendioso, ma tanto caro a parlamentari, amministratori locali e politici di terza linea. Le associazioni ecologiste Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra vanno giù pesanti sulla ripresa dei lavori nella diga di Monte Nieddu. Sotto accusa finiscono un po’ tutti dal Consorzio di bonifica all’assessorato regionale ai Lavori pubblici.   Ce n’è davvero per tutti: per il Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale «non pago del disastro ambientale e finanziario realizzato e su cui la Procura regionale della Corte dei conti ha avviato accertamenti», per la Regione «che non pare conoscere la fondamentale analisi costi-benefici». Nel mirino degli ambientalisti è in particolare l’assessore regionale ai Lavori pubblici Carlo Mannoni, attuale presidente facente funzioni dopo le dimissioni di Renato Soru. «In una dichiarazione nel corso della trasmissione televisiva "Sabato e domenica" di Rai1 – sostengono gli ecologisti – l’assessore Mannoni ebbe a dire che l’invaso di Monte Nieddu-Is Canargius è assurdo e inutile, ma bisogna farlo a tutti costi (la registrazione del video è sul sito della nostra associazione). Non queste gravissime affermazioni, adesso si vuole portare a compimento l’invaso». La posizione di Gruppo di intervento giuridico e Amici della Terra non cambia di una virgola rispetto al passato: «Come stiamo facendo pressochè in solitudine da 15 anni – puntualizza Stefano Deliperi, portavoce degli ecologisti -, continueremo a opporci in tutte le sedi a quello che è soltanto uno scempio ambientale e finanziario, dai costi complessivi misteriosi e sconosciuti e che, soprattutto, c’entra ben poco con l’acqua da dare i comuni della costa sud-occidentale».  La novità di fine anno è che la realizzazione della diga, alta ottanta metri, non sarà in calcestruzzo rullato (tecnica di grande uso in Spagna e in America), ma in cemento armato, sulla tipologia degli altri sbarramenti costruiti in passato negli invasi in Sardegna. Un cambiamento che – dicono gli ecologisti – non cambia di una virgola un’opera tanto inutile quanto dispendiosa e di effetti disastrosi sotto l’aspetto paesaggistico e ambientale.  La storia della diga di Monte Nieddu-Is Canargius, dove recentemente è avvenuta l’ennesima disgrazia sul lavoro con la morte di un giovane gruista di 28 anni, è ormai vecchia di trent’anni, fra percorso amministrativo, tecnico ed esecutivo. I lavori furono appaltati infine nel 1998 al Consorzio di bonifica a una Ati composta dalle spagnole Dragados y Costrucciones e Fomento de Costrucciones e dall’italiana Fincosit, che in quattro anni avrebbe dovuto completare l’opera. Poi la rottura fra Consorzio di bonifica e impresa appaltante, richiesta di risarcimento danni (trenta milioni di euro) da parte degli spagnoli (la causa è ancora in corso) e adesso l’annuncio di un nuovo percorso per la realizzazione della diga.

 

da www.regione.sardegna.it

Mannoni: perché la diga di Monte Nieddu deve essere realizzata.

L’importantissima funzione di laminazione delle piene che l’invaso avrebbe a protezione dell’area vasta di Pula, funzione quanto mai attuale alla luce del recente evento alluvionale di Capoterra. Un’opportunità non solo per gli usi agricoli e civili dei Comuni limitrofi ma anche per la popolazione della conurbazione cagliaritana. "Non possiamo disperdere i 18 milioni di euro già spesi per la costruzione dell’opera", sostiene l’assessore regionale dei Lavori pubblici.

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CAGLIARI, 3 GENNAIO 2009 – "Non tolgo una sola parola dalla mia dichiarazione rilasciata nella diretta televisiva dello scorso 16 agosto, nel corso della trasmissione su Raiuno ‘Sabato e domenica’ sulla diga di Monte Nieddu. Questo perché non ho assolutamente affermato in quella trasmissione, come sostengono le associazioni Gruppo di intervento giuridico e Amici della Terra, che ‘l’invaso di Monte Nieddu-Is Canargius è assurdo e inutile, ma bisogna farlo a tutti i costi’". Inizia così la precisazione dell’assessore regionale dei Lavori pubblici, Carlo Mannoni, in merito ad un servizio pubblicato oggi su un quotidiano regionale.    In una nota inviata allo stesso giornale, Mannoni sottolinea di aver detto, al contrario, "come può ben desumersi dalla registrazione della trasmissione che le stesse associazioni ambientaliste, e le ringrazio, hanno messo a disposizione sul loro sito Internet, che ‘nel 1995 io non avrei approvato quel progetto perché altre erano le priorità in quel momento in Sardegna nel settore idrico’. Ma, fatta questa premessa, ho anche aggiunto: ‘Considerato che, da allora, sono stati realizzati o avviati in Sardegna importanti interventi nel settore idrico sia civile che multisettoriale, oggi quella diga può essere un’opportunità non solo per gli usi agricoli e civili dei Comuni interessati ma anche per la popolazione della conurbazione cagliaritana, con una riserva di 20 milioni di metri cubi di risorsa che può essere vincolata per l’uso potabile di questa popolazione in situazioni di siccità estrema’, oggi sempre meno improbabili. Ciò anche al fine di non disperdere i 18 milioni di euro già spesi per la costruzione dell’opera, realizzando anche un progetto di diga ridimensionato rispetto all’originale e munito delle approvazioni delle autorità ambientali ove l’Unione Europea, che dovrà pronunciarsi a breve, stabilisse l’obbligatorietà dello studio di valutazione di impatto ambientale.   "Vorrei invece aggiungere qualcosa a quanto da me dichiarato nel limitato tempo di quella trasmissione – scrive ancora l’assessore Mannoni -. La prima riguarda l’importantissima funzione di laminazione delle piene che la diga di Monte Nieddu avrebbe a protezione dell’area vasta di Pula, funzione oggi quanto mai attuale alla luce del gravissimo evento alluvionale di Capoterra. La seconda si riferisce invece all’uso strategico dei reflui urbani, tema caro alle associazioni ambientaliste, e che la Giunta sostiene e ha sostenuto in questi anni. Il loro utilizzo non è alternativo alla realizzazione della diga".   "Ne sono esempio il loro impiego per le emergenze idriche del Sud e del Nord Sardegna della scorsa estate, dove per la prima volta alcune fabbriche delle aree industriali di Portovesme e Porto Torres hanno utilizzato nel ciclo produttivo le acque reflue urbane e industriali, risparmiando all’uso civile ed agricolo volumi importanti di acqua ‘fresca’ e salvando importanti produzioni agricole. Come, sul piano della pianificazione nel settore idrico, fanno testo il Piano di tutela delle acque approvato dalla Giunta nell’aprile del 2006 e, da ultimo, la direttiva sull’utilizzo dei reflui approvata dalla stessa Giunta lo scorso 30 dicembre, riferita all’utilizzo annuo per gli usi agricoli e industriali di 114 milioni di metri cubi di risorsa, in prospettiva 150 milioni, su un fabbisogno regionale complessivo di 1.115 milioni di metri cubi per gli usi civili, agricoli ed industriali".

 

(foto C.B., S.D., archivio GrIG)

 

 

 

  1. luka
    4 Aprile 2011 a 21:22 | #1

    Quando i problemi non sono stati risolti, significa che alla base di tutto c’è scarsa capacità tecnica; utilizzando una metafora tennistica, ci sono ingegneri che tecnicamente sono a livello di torneino domenicale nel circolo locale di tennis, altri che giocano nel circuito ATP.
    Se – come è evidente – non ci sono le capacità tecniche da parte di ingegneri fannulloni pasciuti con la cassa del mezzogiorno e incarichi politici di bassa lega, li si emargini una volta per tutte e ci si rivolga a strutture attrezzate per fare problem solving, nella fattispecie ingegneria idraulica.
    La sottospecie ingegneristica di cui sopra sia in questo caso messa a fare da “raccattapalle ingegneristica” a chi si cimenta nei tornei dell’ATP ingegneristico

  2. luka
    4 Aprile 2011 a 17:34 | #2

    Venga chiarito il ruolo di Roberto Binaghi nella progettazione delle dighe in Sardegna; in particolare, si esamini il CV alla luce di esperienze lavorative fuori della Sardegna e di enti regionali sardi sostenuti dalla Cassa del Mezzogiorno

  3. gruppodinterventogiuridico
    4 Dicembre 2009 a 18:29 | #3

    da La Nuova Sardegna, 4 dicembre 2009

    Diga di Monte Nieddu, stanziati tre milioni e il cantiere riparte

    SARROCH. “La diga di monte Nieddu-Is canargius si farà. Sappiamo che l’opera ha suscitato le proteste degli ambientalisti ma al momento, visti i lavori già effettuati, deve essere terminata e resa operativa”. Parola del direttore generale dell’assessorato regionale ai Lavori pubblici Edoardo Balzarini, che ieri mattina ha illustrato, insieme all’assessore Angelo Carta, il piano di interventi sul sistema idrico della Sardegna, finanziato con oltre 34 milioni e 500 mila euro. Per l?invaso di monte Nieddu sono stati messi a disposizione 3 milioni. Obiettivo dello stanziamento: ricostruire l’avandiga e altre opere gravemente danneggiate dall’alluvione del 23 ottobre 2008. “Dobbiamo mettere il cantiere in condizione di essere riappaltato – ha detto Balzarini – dopo l’abbandono dell’associazione temporanea di imprese spagnole. Una volta conclusa, l’opera potrà approvvigionare tutta la costa della Sardegna meridionale”. (p.s.)

  4. gruppodinterventogiuridico
    4 Dicembre 2009 a 18:25 | #4

    insistono, tanto i soldi non gli escono di tasca.

    http://www.regione.sardegna.it

    Dalla Regione 35milioni di euro per la realizzazione di impianti idrici e invasi”La Regione in un momento in cui non c’è un’emergenza idrica – ha precisato l’assessore Carta – si occupa di intervenire su numerose opere che consentiranno di migliorare il sistema di accumulo e di distribuzione della risorsa “acqua”.

    CAGLIARI, 3 DICEMBRE 2009 – Lo ha spiegato l’assessore regionale dei Lavori Pubblici, Angelo Carta, illustrando, nel corso di una conferenza stampa, i dettagli della delibera approvata dalla Giunta nell’ultima riunione.

    Il finanziamento prevede: la realizzazione della diga di Cumbidanovu sull’Alto Cedrino, gli interventi sulla diga di Maccheronis sul fiume di Posada, gli interventi sulla diga di Medau Zirimilis sul Rio Casteddu, la realizzazione delle dighe sul Rio Monti Nieddu e Is Canargius, gli interventi sul canale adduttore principale del Flumendosa, la razionalizzazione ed il completamento del collegamento Cixerri a Genna Is Abis – Punta Gennarta, la ristrutturazione delle linee del Coghinas I e II.

    “La Regione in un momento in cui non c’è un’emergenza idrica – ha precisato l’assessore Carta – si occupa di intervenire su numerose opere che consentiranno di migliorare il sistema di accumulo e di distribuzione della risorsa “acqua”. E’ una delibera importante – ha proseguito – che rende disponibili, nell’immediato, 35 milioni di euro nell’ambito del “Sistema Idrico Multisettoriale Regionale” che serviranno anche a far ripartire alcuni cantieri, dando respiro anche dal punto di vista del lavoro e dell’occupazione in tutta la Sardegna”.

    “Queste risorse – ha evidenziato l’esponente dell’Esecutivo nel corso della conferenza stampa – consentiranno di aumentare la capacità totale di invaso della nostra regione ad oltre un miliardo e 700 milioni di metri cubi. Il sistema idrico, che conta 54 invasi, rappresenta oltre il 10% del totale degli invasi al livello nazionale. Le infrastrutture idriche – ha concluso Carta – sono fondamentali per lo sviluppo e stiamo programmando al meglio le risorse per far si che tutti i territori possano considerare l’emergenza idrica un lontano ricordo”.

  5. marco m. c.
    5 Gennaio 2009 a 19:40 | #5

    Bisogna avere cognizione di quanta acqua venga emunta dai pozzi che approvvigionano l’impianto di potabilizzazione di Sarroch: anche 1200 mc/h.

    Visto che tanta acqua non è disponibile in falda, è necessario vettoriarla con la condotta industriale CASIC a servizio della SARAS.

    Un approvvigionamento da acque superficiali sarebbe necessario al fine di evitare di deteriorare la qualità ormai limite delle acque emunte.

    Lei non è in sintonia con la costruzione di dighe ed invasi. Io si. In quanto (e non lo dico io, lo dicono gli israeliani che di siccità se ne intendono), la metodica pluvioinducente che ritengo sia la più consona per le esigenze sarde, ben si sposa con la orografia della Sardegna. Detto questo, se tanta acqua viene sprecata per i campi da golf, ovviamente ottiene la mia condanna; se altresì viene utilizzata come volano di sviluppo socio agricolo, ben venga.

  6. Sandro
    5 Gennaio 2009 a 12:49 | #6

    Questa diga di Monte Nieddu è proprio il chiaro esempio di che cosa non si dovrebbe fare. Saluti.

  7. sebatanka
    5 Gennaio 2009 a 8:12 | #7

    ah, se non ci foste voi navigheremo nella disinformazione più assoluta.
    Da neofita ignorantello, leggendo i post sulla disponibilità della risorsa idrica in Sardegna, mi è venuto in mente un ulteriore quesito:
    - Posto che un dato certo sembra essere il mancato riutilizzo delle acque depurate, in questo caso del tecnocasic, perchè neppure il “produttore le riutilizza?
    comunque siano i suoi consumi. Non sarebbe comunque più economico che disperderle? Grazie

  8. freak
    5 Gennaio 2009 a 0:16 | #8

    bè acqua minerale nella diga,troverebbero modo di guadagnarci anche così

  9. m.f.
    4 Gennaio 2009 a 22:39 | #9

    tutta la mia stima per voi, è una schifezza! siete i soli a dirlo e a contestarlo e il mio 5 x mille ve lo do di sicuro.

  10. claudia basciu
    4 Gennaio 2009 a 22:18 | #10

    Di sicuro farebbe comodo ai campi da golf.

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